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Posts Tagged ‘antisemiti’

Gad Lerner insultato da militanti della Lega

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

Gad Lerner è stato insultato al raduno della Lega, a Pontida, nella Bergamasca. Il giornalista è stato apostrofato dai militanti del Carroccio che l’hanno chiamato “buffone”, invitandolo ad andare a casa. Ma non solo, perché alcuni dei presenti si sono macchiati di frasi antisemite, gridando a Gad Lerner “Non sei un italiano, sei un ebreo” seguendolo fino al suo arrivo nell’area stampa.
L’episodio ha scatenato numerose polemiche e ha riportato a galla la “questione antisemita” all’interno della Lega.Polemiche che il deputato del Carroccio, Paolo Formentini, vicepresidente della Commissione Affari esteri della Camera, ha provato a spegnere:“Né nella Lega né a Pontida c’è spazio per l’antisemitismo. Pur non condividendo una sola parola di quanto scrive e dice Gad Lerner, stigmatizziamo senza se e senza ma le offese razziste lanciate evidentemente da un cretino. La Lega è e resta sempre vicina ad Israele. Lavoriamo ogni giorno per migliorare le relazioni tra i nostri paesi. Viva Israele, viva la democrazia”.Una difesa del suo partito, i cui appartenenti però hanno comportamenti ambigui. Ultimo in ordine di tempo il caso di Stefano Altinier, 35 anni, consigliere comunale della Lega a Gorizia, che su Facebook si è autodefinito di orientamento politico “antisemita”.
A luglio, la Lega aveva avanzato l’ipotesi di dedicare una strada ad Alberto Airoldi, un podestà fascista che segnalò gli ebrei ai nazisti e alcuni suoi membri avevano partecipato al raduno neofascista organizzato da Lealtà e Azione.Non è la prima volta che Gad Lerner è oggetto di attacchi antisemiti. Nello scorso marzo, infatti, il giornalista era stato chiamato “ebreo” da alcuni militanti di Forza Nuova a Prato. (n.r. La Lega, purtroppo, sta premendo troppo sul tasto dell’odio e dell’intolleranza lasciando sulle piazze e tramite i suoi amministratori locali una traccia indelebile della sua natura poco rispettosa delle opinioni e delle origini altrui. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà per il collega Gad Lerner)

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Polonia: messaggi antisemiti contro l’ambasciata di Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 febbraio 2018

lager polonia“Negli ultimi giorni non abbiamo potuto fare a meno di notare un’ondata di commenti antisemiti che hanno raggiunto l’ambasciata attraverso tutti i canali di comunicazione. Molti di questi hanno preso di mira la persona dell’ambasciatrice Anna Azari“.Lo denuncia in un comunicato, ripreso dai media dello Stato ebraico, la stessa ambasciata israeliana a Varsavia sottolineando: “Fino ad adesso ci siamo trattenuti dal reagire, ma sentiamo che non dovremmo farlo più“.L’impennata di commenti antisemiti è legata alla crisi scaturita dall’approvazione, da parte del Senato polacco, di un controverso disegno di legge che stabilisce pene fino a tre anni di carcere per chiunque si riferisca ai campi nazisti come campi “polacchi” o accusi la Polonia di complicità con i crimini della Germania nazista. Il Senato ha approvato il progetto di legge nelle prime ore di giovedì ed è in attesa del via libera finale del presidente polacco Andrzej Duda.La legge ha causato una tempesta di critiche in Israele e una disputa diplomatica tra i due Paesi. Il ministro dei trasporti Yisrael Katz ha chiesto giovedì che il primo ministro Benjamin Netanyahu richiami l’ambasciatrice Azari. (fonte: Huffington Post) (foto: lager polonia)

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La risposta di Anna Frank agli idioti antisemiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

anna frank“Non lo sopporto; quando si occupano di me in questo modo, divento prima impertinente, poi triste e infine rovescio un’altra volta il mio cuore, volgendo in fuori il lato cattivo, in dentro il lato buono, e cerco un mezzo per diventare come vorrei essere e come potrei essere se … non ci fossero altri uomini al mondo” Sono le ultime parole del “Diario di Anna Frank”, il celebre testo diventato una delle testimonianze più sintomatiche dell’Olocausto. Se estrapolate dal contesto del brano, come avviene qui, sembrano essere una risposta all‘iniziativa razzista e antisemita messa in atto da alcuni tifosi della Lazio, oltraggiando la memoria della ragazzina tedesca, di cui le cronache hanno appena raccontato. Naturalmente, la migliore delle risposte; quella che, a confronto delle altre, appare intrisa della giustezza necessaria per affrontare l’ignoranza propagata del tifo estremista, banalmente concepito, ignobilmente idealizzato, spaventosamente espresso.
Va da sé che non tutto il tifo raggiunge simili livelli di indecenza e oscurantismo. E non tutti i laziali possono essere catalogati come insensibili di fronte alle tragedie della storia per averne una sana concezione e maturare un’analisi adeguata dei fatti atroci, di cui, spesso, è fatta. Individuare in una quindicenne ebrea, morta in un campo nazista di concentramento, uno strumento essenziale per giungere a disprezzare e insultare la squadra antagonista per eccellenza, nella fattispecie, la Roma, è da considerarsi un atteggiamento mentale di straordinaria meschinità.
È, senza ombra di dubbio, uno di quegli atti che squalificano l’essere umano, fino a ridurlo a una bestia inferiore che attenta al significato stesso della convivenza civile, agendo in barba al comune senso del rispetto, in quanto lo stadio viene concepito come un recinto dove poter dare liberamente il peggio di sé. Lo spettacolo del calcio, in quest’ottica, oltre a fare da sfondo alle manifestazioni estemporanee di una subcultura rituale che va bene al di là della passione per la propria squadra, resta il pretesto per poter assecondare un’indole malvagia e traviata, agendo all’interno di un luogo, lo stadio, appunto, considerato una sorta di zona franca, dove dare sfogo a ogni sorta di bassezza repressa, o maturata in un percorso di regressione e involuzione personale.
Il sentimento della ragione, viene, così, svilito in maniera tanto brutale, che “il mezzo per potere essere”, di cui racconta Anna Frank, nel passo finale del suo diario, diventa per certi tifosi, il comportamento brutale dell’ignoranza elevata a ideologia. Walter Benjamin sosteneva che “la nostra identità è data dal nostro modo di vedere e incontrare il mondo: la nostra capacità o incapacità di capirlo, di amarlo, di affrontarlo e cambiarlo.” E, la maniera di stare al mondo, oggi, non riguarda solo ciò che ruota intorno al calcio, tanto meno può essere concepita facendo leva, unicamente, su un episodio del genere e ridotta a un fenomeno da stadio. Anche nella comunicazione, come in politica, tanto per citare campi importanti e differenti dallo sport, manca lo sforzo, ancorché piccolo, di ascoltare e comprendere l’altro, il diverso, il distante. (fonte: Huffington Post by Emanuel Baroz)

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