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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘antisemitismo’

Documenta, tolta esposizione dopo le accuse di antisemitismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2022

L’allarme è stato lanciato a inizio anno, ma in diversi si erano affrettati ad abbassare i toni. Perché quando si parla di antisemitismo, si trova spesso qualcuno che sale in cattedra per insegnarci che l’odio antiebraico non è sempre quello che sembra. Questi cattivi maestri ora dovrebbero spiegarci come all’interno di Documenta, insieme alla Biennale di Venezia uno dei più importanti appuntamenti internazionali d’arte contemporanea, sia finita un’esposizione che la presidentessa della Comunità ebraica di Monaco e dell’Alta Baviera, Charlotte Knobloch, ha definito “… puro odio verso gli ebrei che traspare dal dipinto”. Un enorme striscione di tela di 9 metri per 12 dal titolo People’s Justice, opera del collettivo indonesiano Taring Padi, in cui fra le altre figure, ne appaiono due inequivocabili: un maiale con in testa un elmo militare con la scritta Mossad (servizio segreto israeliano) e un fazzoletto rosso con il maghen David (stella di David) al collo, un ebreo ortodosso con tanto di zanne e il logo delle SS sul cappello. Le ovvie polemiche scaturiste dopo l’esposizione hanno portato la direttrice Schormann e il gruppo Taring Padi a rimuovere People’s Justice, scusandosi per le involontarie “ferite” provocate. C’è di più, perché i diretti interessati continuano a sostenere che il sospetto di antisemitismo dell’opera è da considerarsi “solo nel contesto specifico” della storia tedesca. In estrema sintesi: le accuse di antisemitismo posso essere accettate perché siamo in Germania, altrove nessuno avrebbe dovuto avere nulla da eccepire. Un tentativo maldestro di metterci una toppa. Un tentativo che difficilmente può far ricredere tutti coloro che hanno accusato questa fantomatica opera di antisemitismo.

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Negli Stati Uniti bastano 300 metri di distanza per attaccare Israele e inneggiare all’antisemitismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2022

Siamo in Michigan e da 18 anni (!) davanti alla sinagoga della Beth Israel Congregation di Ann Arbor ogni sabato va in scena una protesta contro Israele e il popolo ebraico, anche di stampo filo-palestinese.Gli slogan e i cartelli vanno dalla mendace corruzione del popolo ebraico, all’assurda equivalenza tra sionismo e razzismo, nonché ai morti palestinesi per mano israeliana.I manifestanti sono affiliati a un gruppo che si fa chiamare Testimone per la Pace (WFP), che l’Anti-Defamation League descrive come “un’organizzazione antisemita con sede ad Ann Arbor, nel Michigan, che sposa principalmente contenuti anti-israeliani e antisemiti”, che spesso tira in ballo l’accusa della “doppia lealtà”.Un’interferenza con le preghiere dello Shabbat e uno stress emotivo, che hanno portato due persone, di cui una sopravvissuta alla Shoah, a rivolgersi alla corte federale, che però ha dato loro torto, costringendoli al pagamento di 159mila dollari di spese legali dei dimostranti.La motivazione è da ricercare nella conformità al Primo emendamento, che recita: “Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti”.In sostanza, visto che la protesta antisemita si svolge sul marciapiede apposto alla sinagoga, distanze poco più di 300 metri, non va sanzionata.Come detto una delle querelanti è una sopravvissuta alla Shoah, il cui è Miriam Brysk.Possiamo solo immaginare cosa passa nelle mente di questa donna, che dopo aver vissuto le barbarie naziste, decenni dopo si trova a essere attaccata e insultata in questo modo. Cosa spinge i manifestanti a protestare tutti i sabati da 18 anni? Come mai non protestano negli altri giorni della settimana ma proprio nel giorno in cui più persone si recano al tempio ebraico?

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L’antisemitismo torna a incombere su Londra

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2021

Nella capitale inglese, infatti, l’ambasciatrice d’Israele nel Regno Unito, Tzipi Hotovely è stata aggredita a insulti e minacce da manifestanti all’uscita da un evento, svoltosi alla London School of Economics. La diplomatica israeliana, fatta oggetto di attacchi da parte manifestanti anti-israeliani e invitata dal locale sindacato studentesco per un dibattito nel quadro di una serie sul futuro del Medio Oriente, ha scritto su Twitter che continuerà nel suo lavoro, senza tener conto delle minacce ricevute:“Ho avuto un evento eccellente alla London School of Economics con 200 studenti interessati a conoscere la storia d’Israele e non mi lascerò intimidire dal bullismo e alla violenza. Continuerò a mantenere un dialogo aperto con tutte le parti della società britannica”.Il ministro degli esteri israeliano, Yair Lapid, che ha avuto un colloquio con la Hotovely dopo quanto accaduto, ha espresso condanna i “bulli violenti e antisemiti”. Un portavoce della London School of Economics ha fatto sapere che il dibattito è durato un’ora e mezza, che prevedeva anche la presenza di un rappresentante palestinese:“La libertà di parola e di espressione è alla base di tutto ciò che facciamo alla London School of Economics. Studenti, personale e visitatori sono caldamente incoraggiati a dibattere le questioni più urgenti in tutto il mondo, ma ciò deve avvenire in maniera reciprocamente rispettosa”.

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Odio razziale e antisemitismo, estremisti di destra rinviati a giudizio a Sassari

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Otto estremisti di destra sono stati rinviati a giudizio dalla Procura della Repubblica di Sassari. A individuarli sono stati gli agenti della Digos, che li ritiene appartenenti a “Ordine Ario Romano”, un gruppo neonazista e antisemita, e responsabili di incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, aggravati dal negazionismo.Gli estremisti di Ordine Ario Romano, finiti nella lente d’ingrandimento dell’Ucigos, erano soliti svolgere parte della loro attività sulle piattaforme Whatsapp e VKontakte.È proprio sulla rete social più estesa in Russia che le indagini hanno visto un loro punto di svolta. Gli approfondimenti condotti su un account hanno portato all’individuazione di un uomo di 40 anni, già noto alla autorità per le sue condotte estremiste.Dal 40enne, fondatore del gruppo neonazista, poi è stato possibile identificare gli altri membri di Ordine Ario Romano, sparsi in diverse zone d’Italia.L’uomo, inoltre, era impegnato in un’attività molto grande che promuoveva la figura di Adolf Hitler, nonché in una campagna antisemita, che si potrebbe riassumere con le stesse parole utilizzate dal gruppo neonazista: “minaccia giudea”.Campagna antisemita condita di incitamenti alla violenza contro gli ebrei e riportante di una lista formata da elenchi di cognomi ebraici “in modo da poterli facilmente individuare” e dall’indicazione dei tratti antropologici e somatici, ritenuti tipici della “razza ebraica”.La fucina di stereotipi antisemiti non poteva terminare senza un attuale caposaldo della retorica antiebraica: la negazione della Shoah.Un giorno, chissà dove e chissà quando, qualcuno sarà in grado di spiegarci come si possa negare una tragedia dell’umanità come la Shoah. Come si possa elogiare la figura di un personaggio, la cui sete di potere portò a milioni di morti, mettendo in ginocchio la Germania e il popolo tedesco.

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UNRWA disattende le promesse, nei libri di testo ancora odio contro Israele

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

Il materiale scolastico distribuito dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro dei rifugiati palestinesi (UNRWA) continua a glorificare la jihad islamica e incitare alla violenza, nonché demonizzare Israele e la pace in Medio Oriente.È quanto constatato dall’Istituto non governativo israeliano per il monitoraggio della pace e della tolleranza culturale nell’istruzione scolastica (IMPACT-se), che in un rapporto ha scritto come l’UNRWA abbia disatteso la promessa fatta nel novembre scorso di rimuovere tali contenuti.IMPACT-se ha pubblicato nel gennaio scorso un rapporto sui libri di testo palestinesi, che “violavano in modo eclatante i valori delle Nazioni Unite, gli standard dell’UNESCO e i principi dichiarati dall’UNRWA”. Il materiale in questione era stato distribuito da marzo a settembre 2020.Nei libri scolastici palestinesi, infatti, Israele è descritto ancora come “il nemico” da combattere o come forza occupante.Il nuovo rapporto dell’IMPACT-se dovrebbe allertare i paesi che finanziano l’UNRWA. Paesi che già mesi fa erano preoccupati della gestione delle scuole palestinesi da parte dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro, come la Germania che aveva salutato con favore la promessa di rimozione dei contenuti contro Israele e la pace.La Germania, che è il più grande donatore dell’UNRWA, aveva dichiarato: “Il governo federale accoglie con favore il fatto che l’UNRWA abbia scoperto il problema in modo indipendente e abbia reagito prontamente”.Ricapitoliamo. Un’agenzia dell’Onu contribuisce alla narrativa contro Israele. Quest’agenzia riceve tantissimi contributi dalla Germania, uno dei paesi cardine dell’Europa. Quando verrà interrotto quello che sembra essere un vero e proprio cortocircuito?

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Purim: una festa sempre attuale che ricorda l’eterna lotta del popolo ebraico contro l’antisemitismo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

By Ugo Volli. Le feste ebraiche molto spesso hanno un doppio significato, storico/politico ed etico/religioso; e inoltre hanno della caratteristiche espressive e pedagogiche, che le rendono facili da comunicare e da ricordare. Ma non bisogna confondere questa dimensione comunicativa della festa con il suo significato o i suoi significati.A Shavuot per esempio è d’uso mangiare cibi a base di latte e di formaggio; la spiegazione che se ne dà è spesso simbolica:“Il latte è sangue raffinato; infatti in un processo complesso e meraviglioso le ghiandole mammarie trasformano il sangue in puro latte bianco. C’è qualcosa di particolarmente soprannaturale in questo processo: prendere un liquido acre e spiacevole quanto il sangue e trasformarlo in cibo nutriente e commestibile è incredibilmente miracoloso. Anche noi possiamo simulare questo miracolo nelle nostre vite. Il sangue rappresenta la passione cruda e l’istinto indomito. Mentre il latte è simbolo di un carattere puro e raffinato. Fare latte dal sangue, ovvero raffinare i nostri istinti più bassi, è lo scopo della nostra vita”.E però la festa celebra il dono della Torah, riassorbendo un’antica festa agricola.Così a Pesach con le matzot e il rituale del Seder; ma il senso della festa è la conquista della libertà collettiva del popolo ebraico e la riaffermazione del potere divino sull’oppressione umana; Chanukkà colpisce per i lumi esposti in pubblico per ricordare i miracoli, ma essi poi in sostanza sono la vittoria della resistenza ebraica sul dominio ellenistico e la sopravvivenza della cultura tradizionale di Israele in mezzo a un mondo assai più forte, insieme seducente e ostile.Così è soprattutto per Purim, la festa che inizia questo giovedì sera. C’è chi ritiene che il cuore della festa sia il mascheramento, il fracasso, il teatro e l’abbondante uso del vino – “come fosse Carnevale”. Ma queste sono semplicemente le forme che la festa ha assunto nel corso del tempo per ragioni pedagogiche. In realtà si tratta della ricorrenza più politica del calendario liturgico ebraico. Basta leggere con attenzione la Meghillà per vederlo. Segnalo a questo proposito il bellissimo libro di Yoram Hazony, oggi forse il più importante filosofo ebraico: God and Politics in Esther, purtroppo disponibile solo in ebraico e in inglese. In sostanza la storia è quella di un complotto antisemita, del progetto di eliminare tutti gli ebrei dell’impero persiano, cioè tutti gli ebrei del mondo, dato che gli insediamenti ebraici di quel tempo (Israele, Egitto, Mesoptamia, Persia vera e propria) erano compresi nel territorio dell’impero. Il complotto viene sconfitto da una contro-congiura di palazzo, in cui ha parte essenziale Esther, una fanciulla ebrea che diventa avventurosamente regina senza rivelare la sua identità nazionale. Al culmine della storia i due complotti si scontrano in un confronto teatrale davanti al sovrano, in cui ha la meglio Esther; ma dopo avviene uno scontro armato, in cui ancora prevalgono gli ebrei e gli antisemiti vengono liquidati. Il senso religioso della festa ha a che fare col suo andamento apparentemente casuale (la parola Purim viene tradotta come “le sorti”, ma non compare altrove nelle Scritture ed è probabilmente un prestito dal persiano). L’assenza del nome divino dalla versione ebraica del testo e l’aspetto profano della narrazione alludono all’azione nascosta della provvidenza. In ambienti segnati dalle persecuzioni, come gli ebrei della penisola iberica nel Cinquecento, Esther rappresenta la difficile resistenza di chi deve nascondere la propria appartenenza.Il piano politico o nazionale della festa è più chiaro. Si tratta dell’antisemitismo e della battaglia per sconfiggerlo, che si ripete continuamente nella storia, sempre con grandi difficoltà e sofferenze. Non a caso il cattivo della storia, il vicerè Haman, è presentato come un discendente del primo nemico del popolo ebraico nell’Esodo, Amalek. Per questo la considerazione del Talmud che la festa di Purim sarà celebrata anche quando tutte le altre feste saranno state abolite (in epoca messianica), non è affatto consolante, perché sembra alludere alla previsione della perennità dell’antisemitismo, come del resto si ritrova in un passaggio chiave della Haggadà di Pesach, dove si dice che tutte le generazioni future dovranno fare i conti con l’odio di chi vuole distruggere Israele.
La lezione positiva della festa di Purim è che è possibile sconfiggere l’antisemitismo, anzi che bisogna farlo, combattendo sul piano politico-diplomatico ma anche su quello della prova di forza. Non è un caso che un grande antisemita come Martin Lutero abbia dichiarato di odiare il Libro di Esther e di preferire che fosse escluso dal canone biblico. E neanche che Julius Streicher. il direttore di “Der Sturmer” e il maggiore specialista, per così dire, di antisemitismo del regime nazista, proprio prima di essere impiccato a Norimberga per i suoi crimini, abbia accostato la sua sorte a quella di Haman, esclamando come ultima parola “Purimfest!”
Come si vede non vi è nulla di infantile, nulla di “carnevalesco”, di puramente “teatrale” in questa ricorrenza che pure è celebrativa e gioiosa. Si tratta solo di uno strato superficiale, che serve a coinvolgere i bambini e magari a confondere i nemici. Sentendo recitare la storia della persecuzione fallita, com’è precetto della festa, siamo invece invitati a pensare alle vie nascoste della provvidenza ma anche alla necessità di resistere all’oppressione, ai costi richiesti dalla sopravvivenza di un piccolo popolo “separato”; facendo i doni alimentari (e non) che sono un altro obbligo della festa, siamo richiamati al legame di solidarietà e di appoggio reciproco che sono alla base dell’esistenza collettiva del popolo. Va benissimo festeggiare, mascherarsi e cantare; ma bisogna anche sapere che questa gioia deriva dalla celebrazione di una vittoria difficile e imprevista contro un progetto di “soluzione finale”. (fonte: https://www.facebook.com/FocusOnIsrael

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Coronavirus, Germania e antisemitismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Sono i vertici di un pericoloso triangolo che ha preso forma nel paese. A lanciare l’allarme è stato il governo di Berlino, preoccupato dell’aumento di messaggi sui social media che puntano il dito contro Israele, ritenuto responsabile di aver “creato” il virus come “arma biologica” e contro gli “oscuri poteri ebrei” che starebbero approfittando della pandemia per conquistare “il dominio globale”.Un fenomeno quello dell’antisemitismo, che in Germania ha continui rigurgiti e sui cui è intervenuta Anja Karliczek, ministra dell’Istruzione, che parla di:“Un’ostilità anti-ebraica inaccettabile e spaventosa che ancora esiste in Germania e che mette in pericolo la pace sociale”.Sulla stessa lunga d’onda Felix Klein, il responsabile dell’esecutivo tedesco per la lotta all’antisemitismo, il quale afferma che le teorie anti-ebraiche:“In periodo di crisi come questo hanno molta fortuna: gli ebrei diventano ancora una volta i capri espiatori. Queste teorie, combinate con fantasie di violenza, possono diventare estremamente pericole, come dimostrano i casi dell’assalto alla sinagoga di Halle e la strage di Hanau”.Klein sottolinea ancora che:“Nelle ultime settimane sempre più spesso ambienti della destra radicale hanno cercato di strumentalizzare la crisi da coronavirus per i loro obiettivi, speculando su ‘progetti segreti’ del presunto capitalismo finanziario ebraico oppure del Mossad”.La Germania non è il solo paese in cui il coronavirus è stato collegato agli ebrei e a Israele.In Turchia, Fatih Erbakan, il leader del movimento neo-islamista Yeniden Refah Partisi, vicino a Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che “sebbene non vi siano prove concrete, il sionismo potrebbe benissimo essere dietro il coronavirus”.“Un piano sionista” è stato tirato in ballo anche in Iran, dove la catena televisiva iraniana in lingua inglese Press TV, che è proprietà della Irib, tv di Stato iraniana, mentre negli Stati Uniti l’FBI ha fatto sapere che:“I membri di gruppi estremisti che sono positivi sono stati incoraggiati a diffondere il virus nelle comunità israelitiche e tra gli agenti di polizia”.La verità è solo una. Chi è affetto da antisemitismo non fa altro che ricondurre i mali del mondo allo Stato d’Israele e agli ebrei, ovviamente senza prove.

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L’antisemitismo torna a infettare il Carnevale di Aalst

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

La città belga è situata nella provincia delle Fiandre Orientali. Come nell’edizione 2019, anche in quella del 2020 l’odio contro gli ebrei ha caratterizzato la parata in occasione del Carnevale.Ma c’è di più, perché gli organizzatori, oltre ai pupazzi e alla caricature con eloquenti stereotipi antisemiti, hanno fatto in modo che sfilassero anche persone in carne e ossa con nasi adunchi e borse piene di denaro: pregiudizi cari nel Medio Evo e cavalcati dalla macchina di morte nazista.Lo scorso anno venne fatto sfilare un carro con due pupazzi giganti raffiguranti degli ebrei ortodossi con il naso adunco con ai piedi dei sacchi di soldi: uno, con in bocca un sigaro e un altro intento a chiedere l’elemosina con la mano destra. Quest’anno persone in carne e ossa vestiti da ebrei ortodossi inscenino anche un balletto, che si usa fare in alcune festività ebraiche.

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Antisemitismo in Spagna, 58 comuni boicottano i prodotti israeliani

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

La geografica dell’odio antiebraico e anti-israeliano fa tappa nel paese iberico, dove comuni guidati da sindaci della coalizione di sinistra (Podemos, IU e PSOE) hanno deciso di boicottare società, prodotti, enti o organizzazione israeliane o collegate al popolo ebraico, dichiarandosi per l’appunto “ELAI” – “Espacios Libres de la Aparadaid Israelì”. Il provvedimento ha portato compagnie teatrali, docenti, cineasti, attori o compagnie israeliane a essere respinti dalle formazioni di sinistra dei vari comuni spagnoli. Addirittura un documento imponeva il riconoscimento di uno stato palestinese agli artisti della Mayumana (famosa compagnia di danza israeliana) in cambio dell’assunzione o di presenza del pubblico per i loro spettacoli.
Cadice, dove il sindaco José María González ha cancellato un ciclo cinematografico israeliano dopo essersi unito alla rete ELAI di comuni promossa dal movimento BDS , dichiarando apertamente che il suo consiglio comunale non avrebbe assunto alcun israeliana per le attività della città. González, fra l’altro, ha detto di non essere “xenofobo” ma di voler combattere “la xenofobia degli israeliani”. Come ha scritto il sito spagnolo Libremercado.com il primo cittadino utilizza “la xenofobia per combattere la xenofobia”.Gijón, dove il comune è stato proclamato “Libero dall’apartheid israeliano” e in cui sono stati distribuiti adesivi e manifesti per attaccarli sulle vetrine dei negozi per far notare che si trattava di un esercizio “privo di apartheid israeliano”.Molins de Rei, in Catalogna, dove alla squadra femminile di pallanuoto israeliana è stato negato l’uso degli impianti sportivi municipali. Sempre in Catalogna, la sindaco di Barcellona, Ada Colau, è stata accusata di condurre campagne di odio verso Israele.

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Antisemitismo in Friuli

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Alla fine di gennaio, una lettera con su scritto “Dopo 75 anni… L’ebreo è sempre ebreo…” era stata recapitata a quattro consiglieri di minoranza del comune di San Daniele del Friuli: l’ex sindaco Paolo Menis, Carlo Toppazzini (lista Civica 18 San Daniele), Romano Ovan (lista San Daniele Bene Comune) e Consuelo Zanini (di Innovare San Daniele).A quello che sembrava un caso isolato ne ha fatto seguito un altro a dir poco allarmante. Pochi giorno dopo (venerdì scorso), sempre a San Daniele del Friuli, una svastica è stata ritrovata sull’abitazione in cui visse Arianna Szörény, deportata assieme alla sua famiglia ad Auschwitz nel giugno 1944.Il giorno seguente sempre in Friuli, questa a Udine, ignoti hanno sputato sulla vetrina della Gaspari, una libreria che esponeva volumi che raccontato la Shoah. A render noto l’ennesimo fatto antisemita nella regione è stato l’editore Marco Gaspari.Quanto accaduto in Friuli è stato preceduto da altri tre episodi antisemiti verificatosi in Piemonte a cavallo della Giornata della Memoria e uno in Emilia-Romagna: due a Torino, uno a Mondovì e un altro a Bologna, dove scritte antiebraiche sono state ritrovate sulla abitazione dei deportati e dei loro figli.Tutti questi casi di antisemitismo stanno indagando le forze dell’ordine. Al momento non ci sono sospettati o almeno non è stata rilasciata alcuna comunicazione ufficiale in merito.La sequenza di questi fatti è allarmante. E come se qualcuno avesse tolto il tappo dell’antisemitismo e tutto l’odio contro gli ebrei si fosse sparso in Italia.Le autorità locali, meno quelle nazionali, hanno condannato quanto sta succedendo, ma nessuno riesce a fermare questa fuoriuscita antisemita.Quanto bisognerà ancora aspettare prima che si riesca a fare qualcosa? Quante altre volte la Shoah e gli ebrei devono diventare bersaglio di attacchi?

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Antisemitismo Usa, attacco nella casa di un rabbino: 5 feriti, alcuni gravi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

A Monsey, a circa 50 chilometri a nord di New York, un uomo si è introdotto nell’abitazione di un rabbino e ha iniziato a colpire i presenti a colpi di machete, causando il ferimento di cinque persone, di cui alcuni gravi.Secondo i media statunitensi l’uomo è stato arrestato dopo una fuga nella zona di Harlem. Al momento ci sono solo ricostruzioni parziali. Secondo alcune fonti, però, l’aggressore dopo il grave atto antisemita avrebbe tentato di rifugiarsi nella vicina sinagoga.I presenti all’interno del tempio ebraico, sentendo le urla che venivano dalla casa del rabbino, hanno prontamente chiuso le porte dello stabile, impedendo all’uomo di entrare e commettere chissà quale altro atto di antisemitismo.L’attacco contro la casa del rabbino è stato commentato dal governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo: “Un atto spregevole e codardo. Voglio essere chiaro: l’antisemitismo e l’intolleranza sono ripugnanti e abbiamo assolutamente tolleranza zero per tali atti di odio”.Una dura condanna è arrivata anche dal procuratore di New York, Letitia James:“C’è tolleranza zero per atti di odio di qualsiasi tipo, continueremo a monitorare la situazione”.Fatto sta che al momento i buoni propositi rimangono tali. In poche settimane gli Stati Uniti dopo divenuti teatro di episodi di antisemitismo, avvenuti nella seconda metà di dicembre.
Quanto sta accadendo negli Stati Uniti non va assolutamente sottovalutato. Gli atti di antisemitismo si stanno ripetendo con assiduità. Non si tratta di aggressori sprovveduti o di maniaci, ma di persone informate. L’attacco nell’abitazione del rabbino, infatti, è stato fatto proprio quando all’interno c’erano tante persone per celebrare la festa di Channukkà (festa delle Luci).

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Attacco a New Jersey, arrivano conferme: è atto di antisemitismo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

L’incertezza delle prime ore ha lasciato spazio alla conferma: quello avvenuto nel New Jersey lo scorso martedì è stato un atto di antisemitismo. Nell’immediatezza del grave episodio, che ha visto la morte di sei persone e il ferimento di molte altre, gli investigatori erano convinti che il movente della sparatoria terminata in kosher market di Jersey City non fosse da ricercare nell’odio razziale.
Avevano ipotizzato che il punto di vendita per prodotti kosher fosse stata una tappa casuale dei due attentatori, che nulla aveva a che fare con l’antisemitismo.Via via, però, le convinzioni iniziali non erano più tali. Con il passare dello ore, infatti, la matrice antisemita dell’atto terroristico era stata tirata in ballo dal sindaco Steven Fulop. C’erano ancora dubbi, perché la dinamica della sparatoria, che ha coinvolto numerosi agenti dell’FBI, non era ancora molto chiara.Tutti questi motivi hanno spinto la redazione di Progetto Dreyfus ad aspettare. Non volevamo scrivere un articolo neutro con molti condizionali. Abbiamo atteso, perché vogliamo parlare di antisemitismo solo quando ne abbiamo la conferma.Conferma che è arrivata nella giornata di ieri da parte del procuratore generale del New Jersey che ha parlato chiaramente di odio antisemita.Questa è la ricostruzione di quanto avvenuto a Jersey City. Alcuni agenti di polizia hanno avvistato due individui sospetti nei pressi di un cimitero, da lì è iniziato il primo scontro che poi si è spostato in una zona residenziale della città che si trova solo a pochi metri di distanza in linea d’aria da Manhattan.I due killer si barricati all’interno del negozio kosher sparando in strada dalle finestre. Lo scontro è durato per diverse ore prima che i sospettati venissero neutralizzati. Quanto accaduto conferma che l’antisemitismo da rifiorendo in molti paesi e in altrettante città. Non ci stancheremo mai di parlarne, ma lo faremo solo quando avremmo la certezza che quello che vi raccontiamo è mosso da un odio contro gli ebrei.

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Su antisemitismo parole ambasciata Israele danno ragione a FdI

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

“Inquietante la notizia che la senatrice Liliana Segre necessiti della scorta per le vigliacche minacce ricevute. A lei va tutta la solidarietà mia e di Fratelli d’Italia. La presidente della Comunità ebraica, Ruth Dureghello, ha ricordato che sono molti gli esponenti di spicco della comunità ebraica posti sotto scorta per i pericoli che corrono. Una situazione preoccupante che necessita di una presa di posizione netta senza reticenze e omertà, come accaduto fin ora. Come più volte segnalato da autorevoli studi, infatti, i pericoli principali per le comunità ebraiche italiane ed europee derivano, in prima battuta, dall’integralismo islamico, in secondo luogo da frange dell’estrema sinistra che hanno tramutato l’avversione per Israele in ostilità nei confronti degli ebrei, e in terza battuta dall’antisemitismo di estrema destra. In tale quadro risultano particolarmente significative le dichiarazioni dell’ambasciatore d’Israele in Italia, Dror Eydar, che in seguito alla notizia dell’assegnazione della scorta alla senatrice Segre, invita il governo italiano a recepire la definizione di antisemitismo dell’IHRA (Alleanza Internazionale per la memoria dell’Olocausto), che fa chiaro riferimento anche al pericolo derivante dall’integralismo religioso e dall’avversione allo stato d’Israele. Dichiarazioni che diventano macigni se si pensa che nelle tante pagine della mozione di istituzione della cosiddetta Commissione Segre, raccontata dai più come strumento di contrasto all’antisemitismo, non sono mai citate le parole ‘Israele’ e ‘integralismo islamico anti-ebraico’, anomalia che Fratelli d’Italia ha provato a correggere con due apposite mozioni purtroppo bocciate dal Senato. Auspichiamo ora che il Parlamento, anche in virtù di questo nuovo importante sollecito da parte dell’ambasciata israeliana, si convinca ad approvare una mozione che contrasti veramente tutti i fenomeni di antisemitismo, senza ideologici strabismi”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

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Germania, antisemitismo ed estrema destra

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Sembra una fotografia dei primi Anni 30 del ‘900 quando il mondo ancora non sa che di lì a poco milioni di persone finiranno nelle camere gas, perché ritenuti inferiori.E invece siamo quasi alla fine del 2019, anno in cui la Germania ha capito di dover tornare a fare i conti con l’ascesa dell’estrema destra e l’avversione per il popolo ebraico.Esemplificativo in questo senso il risultato elettorale raggiunto dal partito di ultradestra Alternative fuer Deutschland, che ha raggiunto il 24% dei consensi nella Turingia, Land dell’ex Ddr. Risultato che ha rappresentato uno shock per l’ex presidente del Consiglio centrale ebraico, Charlotte Knobloch:“Che un partito come Alternative fuer Deutschland abbia potuto ottenere un risultato di questa portata dimostra che nel nostro sistema politico qualcosa di fondamentale è finito fuori controllo”.Non è l’unica preoccupazione per il mondo ebraico tedesco. Un sondaggio condotto dal World Jewish Congress, infatti, ha mostrato come 27% dei tedeschi abbia pensieri antisemiti e il 41% pensa che gli ebrei parlino troppo della Shoah.L’organizzazione che racchiude le comunità e organizzazioni ebraiche di oltre 100 paesi ha realizzato il sondaggio prima dell’attentato terroristico avvenuto per mano di un giovane neonazi davanti a una sinagoga a Halle il 9 ottobre scorso, giorno del Kippur.Attentato che ha (fortunatamente) suscitato indignazione da parte di diverse persone, che domenica 20 ottobre hanno formato una catena umana davanti alla Nuova Sinagoga di Berlino per mostrare la propria vicinanza alla comunità ebraica tedesca.L’estrema destra in Germania è tornata a rappresentare uno spinoso problema per le autorità, sul cui tavolo è arrivato anche l’annuale rapporto sulla situazione del terrorismo europeo redatto dall’Europol, l’agenzia dell’Unione europea che si occupa di contrastare il crimine organizzato e il terrorismo.Rapporto che ha evidenziato come l’estrema destra sia un mix di gruppi apertamente neonazisti e gruppi provenienti da diverse sottoculture che spaziano dalla “destra intellettuale” al populismo estremista di destra.

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L’Onu denuncia l’antisemitismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

È una decisione storica per le Nazioni Unite, che lunedì scorso hanno pubblicato un rapporto provvisorio che punta il dito contro l’odio antiebraico.L’autore del testo Ahmed Shaheed si è detto “allarmato dal crescente uso di cliché antisemiti da parte di suprematisti bianchi come i neonazisti e di membri di gruppi islamici radicali”.Ahmed Shaheed, esperto indipendente nominato dal Consiglio Onu per i diritti umani, ha presentato la sua relazione preliminare al Consiglio, che la delegazione d’Israele presso le Nazioni Unite ha definito “senza precedenti”.È un testo piuttosto inconsueto perché scritto da un funzionario Onu che critica apertamente il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele).Nel testo è scritto che l’Onu:“Ha preso atto delle numerose segnalazioni relative a un aumento in molti paesi di quello che a volte viene chiamato antisemitismo ‘di sinistra’, in cui individui che sostengono di avere opinioni antirazziste e antimperialiste utilizzano narrazioni o cliché antisemiti nell’esprimere la loro collera verso politiche o pratiche del governo di Israele. In alcuni casi le persone che esprimono tali opinioni hanno dato voce alla negazione della Shoà; in altri casi hanno associato il sionismo, cioè il movimento di autodeterminazione del popolo ebraico, al razzismo; hanno affermato che Israele non ha il diritto di esistere e hanno accusato di agire in malafede coloro che esprimono preoccupazione per l’antisemitismo”.Il rapporto continua affermando l’impegno nella lotta contro l’odio antiebraico:“Il sistema delle Nazioni Unite ha un ruolo vitale da svolgere nell’impegno per combattere l’antisemitismo insieme alle comunità ebraiche. Il Segretario Generale dovrebbe prendere in considerazione la nomina di un referente di alto livello presso l’Ufficio del Segretario Generale delle Nazioni Unite con il compito di impegnarsi con le comunità ebraiche in tutto il mondo, nonché di monitorare l’antisemitismo e la risposta che vi danno le Nazioni Unite”.Il rapporto, inoltre, sottolinea:“Che l’antisemitismo, se viene lasciato fuori controllo dai governi, pone rischi non solo agli ebrei, ma anche ai membri di altre comunità di minoranza. L’antisemitismo è tossico per la democrazia e per il rispetto reciproco dei cittadini, e minaccia tutte le società in cui non viene contrastato”.Questo rapporto Onu è molto significativo perché arriva in un momento in cui l’antisemitismo si sta diffondendo a macchia d’olio.

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La mappatura dell’antisemitismo torna a Londra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

In poche ore si sono verificate due aggressioni di stampo antiebraico.A Hackney, zona nord-est di Londra, davanti a una scuola ebraica un uomo ha gridato di voler “uccidere tutti gli ebrei” e poco dopo si è scagliato contro un ebreo che era nelle vicinanze: l’aggressore è finito in manette con l’accusa di razzismo.A Whitechapel, parte orientale della città famosa per i delitti attributi a “Jack lo squartatore” nell’autunno del 1888, un uomo armato di coltello ha inseguito e minacciato di decapitare un ebreo ortodosso di 40 anni: l’aggressore, 34 anni, è stato arrestato.L’Inghilterra, come altri paesi europei, ha fatto registrare un incremento dell’antisemitismo nel 2018: solo a Londra sono stati quasi 1000 gli episodi di odio antiebraico.Di uno degli atti contro gli ebrei accaduti lo scorso anno nel Regno Unito si sono avute novità negli ultimi giorni.Tristan Morgan è stato condannato al ricovero forzato in ospedale in seguito a una perizia psichiatrica.
Non sembrava aver alcun problema, quando nel luglio 2018 tentò di appiccare un incendio alla sinagoga di Exeter, capoluogo della contea inglese del Devon.Tristan Morgan rimase ustionato e un primo momento riuscì a scappare ma poi venne catturato della polizia.
L’uomo è vicino all’estrema destra inglese e scelse un giorno preciso per colpire il luogo di culto ebraico: il 21 luglio, una delle date in cui il Regno Unito celebra le vittime della Shoah.Un membro dell’estrema destra che colpisce un tempio ebraico in uno dei giorni in cui si ricordano i morti dell’Olocausto.Sembrerebbe una persona lucida, almeno nella sua perversa logica. E invece è stato dichiarato un individuo malato e mentalmente disturbato.Fatto sta che l’antisemitismo ha colpito e continua a colpire uno dei paesi più importanti d’Europa. L’odio antiebraico parrebbe non fermare la propria corsa, espandendosi in tutto il Vecchio Continente.

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L’antisemitismo torna a spaventare la Francia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

L’odio antiebraico si è reso tangibile ancora una volta a Parigi, dove nei giorni scorsi una persona, ancora non identificata, ha colpito alla testa una donna che usciva da una sinagoga.A far scattare l’allarme è stata anche la brutalità dell’aggressione avvenuta per mezzo di una bottiglia d’acciaio, arma con cui non si vuole certo spaventare o minacciare, ma uccidere.La signora ebrea, 79 anni, non è in pericolo di vita, ma è stata costretta a subire un intervento chirurgico alla testa.L’ennesimo episodio di antisemitismo accaduto a Parigi ha aumentato la preoccupazione della comunità ebraica, che negli ultimi mesi ha registrato un innalzamento del numero di atti di violenza contro gli ebrei francesi.Il Crif, Consiglio delle comunità ebraiche francesi, ha espresso “ferma condanna dell’aggressione”, specificando di seguire “seriamente e con preoccupazione lo svolgimento dell’inchiesta” della Procura che al momento non è riuscita a scoprire chi sia il responsabile.Il giorno prima dell’aggressione, i fedeli che uscivano dalla sinagoga sono stati raggiunti da alcuni secchi d’acqua provenienti dall’alto.Non è la prima volta che a Parigi accadono episodi di antisemitismo nei confronti di donne ebree. I due che sono saliti ai disonori della cronaca sono avvenuti nel 2017 e nel 2018.Nel 2017 Sarah Halimi è stata accoltellata e poi gettata dalla finestra ancora viva dal suo vicino di casa musulmano al grido di “Allah HuAkbar”.Nel 2018 Mireille Knoll, sopravvissuta alla Shoah, è stata accoltellata e poi bruciata assieme alla sua casa.Entrambe le donne sono state uccise in maniera barbara e spietata. Nei giorni immediati alle loro morti, diversi media non ebbero la convinzione o il coraggio di parlare apertamente di antisemitismo.Oggi come allora, sembra si abbia paura a mettere l’etichetta dell’antisemitismo su episodi avvenuti davanti a un tempo ebraico.

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L’Onu ha lanciato l’allarme antisemitismo

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’UNHCR, l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, ha condannato l’aumento di episodi di odio antiebraico negli Stati Uniti e in Europa.La portavoce dell’UNHCR, Marta Hurtado, ha espresso “grave preoccupazione” per una situazione che sta peggiorando ogni giorno e ha ricordato l’esortazione dell’incaricato del governo federale tedesco per la lotta all’antisemitismo, Felix Klein, di non indossare la kippah in pubblico in ogni occasione.Marta Hurtado ha ricordato quanto accaduto di recente in Austria, Usa e Germania, sostenendo che “tali eventi non possono purtroppo essere descritti come isolati” e ha invitato “tutti i governi a moltiplicare gli sforzi per combattere il razzismo e l’intolleranza”.L’antisemitismo è una piaga che ha colpito molti paesi, fra cui l’Inghilterra, dove il partito Laburista è stato formalmente indagato per antisemitismo da parte dell’EHRC, la Commissione per l’eguaglianza e i diritti umani.Secondo questa authority pubblica non governativa diversi membri del partito guidato da Jeremy Corbyn sono accusati di aver “illecitamente discriminato, importunato o perseguitato persone” della comunità ebraica. La Commissione ha affermato che l’indagine è partita dopo numerose segnalazioni.Dal canto suo il partito Laburista britannico ha annunciato piena collaborazione e ha respinto tutte le accuse.In Europa e negli Usa esiste un reale problema legato all’antisemitismo. Nel Vecchio Continente gli episodi di odio antiebraico hanno coinvolto Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Francia e Italia; mentre negli Stati Uniti le città colpite sono state Pittsburgh e San Diego.In un contesto storico come quello attuale, dove il presunto diverso diventa il capro espiatorio, l’antisemitismo cresce e fa proseliti, anche con la compiacenza di alcuni partiti politici.

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L’antisemitismo sui social media

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Maggio 2019

Nell’epoca dei populismi, dei suprematismi e delle fake news, e in uno scenario in cui Internet è diventato per le masse la fonte primaria per l’aggregazione del consenso e della formazione del pensiero comune, l’antisemitismo corre sempre più veloce.
I contenuti che circolano sulla rete oggi sono simili a quelli di un tempo: si sono semplicemente evoluti in base alla piattaforma con la quale le persone oggi li pubblicano e condividono – in un processo che, però, da verticale è diventato partecipativo e orizzontale.Tesi complottiste di matrice anche antisemita come ad esempio il supposto “Piano Kalergi” un tempo viaggiano di persona a persona attraverso suadenti e pericolose parole sussurate nelle orecchie degli europei mentre oggi troviamo sedicenti esperti che ci illustrano i pericoli che la nostra società sta correndo attraverso video su Youtube accompagnati da infografiche animate e musiche persuasive. L’ampiezza del fenomeno, inoltre, tende a crescere anche a causa del fenomeno chiamato “Echo Chamber” – un effetto collaterale degli “algoritmi” dei social media, che genera uno stato di isolamento ideologico degli individui. All’interno di queste “camere dell’eco”, l’utente fruisce e visualizza di fatto soltanto notizie con una natura confermativa delle proprie posizioni, rafforzando così le proprie convinzioni e senza avere la possibilità di uscire da questo circolo vizioso. Facendo un parallelo con la scienza medica, il risultato di una Echo Chamber è il medesimo di una malattia che si autoalimenta.Nel tempo, l’antisemitismo sui social ha avuto dei trend sempre in crescita, fino a raggiungere dei veri picchi esponenziali negli ultimi 5 anni. Diventa quindi indispensabile dotarsi di strumenti adeguati per analizzare la mole di conversazioni social dal contenuto potenzialmente antisemita, xenofobo e razzista.
Nel 2016 il World Jewish Congress ha elaborato e pubblicato uno studio sul fenomeno dell’antisemitismo sui social media a livello internazionale. Nel report prodotto, sviluppato attraverso la piattaforma di social listening TalkWalker, vennero raccolte 382.000 menzioni di chiaro stampo antisemita (2.700 in Italia) secondo la definizione dell’IHRA, di cui – realmente – fu valutato qualitativamente solo il 2% dei post.
Sempre il World Jewish Congress, l’anno scorso, ha pubblicato un secondo report, diverso da quello dell’anno precedente, “Anti-Semitic Symbols and Holocaust Denial in Social Media Post” che analizzava la simbologia antisemita e la negazione della Shoah sui social media.Tra le ricerche italiane si segnala quella di VOX, Osservatorio italiano sui diritti, che ha realizzato la “mappa dell’intolleranza”. In sintesi, si trattava di uno studio ibrido tra quanti atti antisemiti avvenivano offline e quante volte venivano citati gli ebrei su Twitter. Il dato che emerse fu di 165.968 tweet sugli ebrei e, di questi, “solo” 8.854 con sentiment negativo nel 2017 e 6.586 nel 2018. Benché sintetizzato in alcune infografiche e seppur contenente informazioni e parametri interessanti, questo studio rimane però vincolato a un limite evidente di perimetro dell’analisi, in quanto sono state monitorate unicamente le conversazioni su Twitter – solo una delle piattaforme in cui l’antisemitismo online prolifera.Recentemente, l’Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali dell’Uomo ha pubblicato un’indagine sull’antisemitismo online attraverso il metodo del sondaggio tradizionale, applicata agli appartenenti alle comunità ebraiche di alcuni Paesi europei – una modalità che, seppur valida a livello teorico, non ha determinato i perimetri del fenomeno.

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Antisemitismo Turchia, molotov contro una sinagoga

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Gli episodi di antisemitismo si stanno susseguendo. Negli ultimi mesi l’odio antiebraico ha colpito in numerosi paesi sparsi nel mondo. Francia, Germania, Italia, Svezia, Norvegia, Belgio, Argentina sono solo alcune nazioni dove l’antisemitismo sta trovando terreno fertile.In questo solco si inserisce un’altra pericolosa vicenda avvenuta in Turchia, a Izmir, città sulla costa dell’Egeo, terza per numero di abitanti dopo Ankara e Istanbul, in cui una molotov è stata lanciata contro una sinagoga, per fortuna senza ferire alcuna persona.Il gesto è stato commesso da un uomo che arrestato dalla polizia ha confessato di aver agito per protestare contro Israele.L’assenza di feriti non deve far abbassare l’attenzione su quanto avvenuto in Turchia. Perché quando vengono presi di mira i luoghi di culto, la situazione è molto più grave di quanto si pensi.Non è solo la prova del mancato rispetto per una cultura e una religione, ma è la cartina di tornasole del senso di impunità e della libertà di azione che hanno i responsabili.

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