Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘antisemitismo’

Coronavirus, Germania e antisemitismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Sono i vertici di un pericoloso triangolo che ha preso forma nel paese. A lanciare l’allarme è stato il governo di Berlino, preoccupato dell’aumento di messaggi sui social media che puntano il dito contro Israele, ritenuto responsabile di aver “creato” il virus come “arma biologica” e contro gli “oscuri poteri ebrei” che starebbero approfittando della pandemia per conquistare “il dominio globale”.Un fenomeno quello dell’antisemitismo, che in Germania ha continui rigurgiti e sui cui è intervenuta Anja Karliczek, ministra dell’Istruzione, che parla di:“Un’ostilità anti-ebraica inaccettabile e spaventosa che ancora esiste in Germania e che mette in pericolo la pace sociale”.Sulla stessa lunga d’onda Felix Klein, il responsabile dell’esecutivo tedesco per la lotta all’antisemitismo, il quale afferma che le teorie anti-ebraiche:“In periodo di crisi come questo hanno molta fortuna: gli ebrei diventano ancora una volta i capri espiatori. Queste teorie, combinate con fantasie di violenza, possono diventare estremamente pericole, come dimostrano i casi dell’assalto alla sinagoga di Halle e la strage di Hanau”.Klein sottolinea ancora che:“Nelle ultime settimane sempre più spesso ambienti della destra radicale hanno cercato di strumentalizzare la crisi da coronavirus per i loro obiettivi, speculando su ‘progetti segreti’ del presunto capitalismo finanziario ebraico oppure del Mossad”.La Germania non è il solo paese in cui il coronavirus è stato collegato agli ebrei e a Israele.In Turchia, Fatih Erbakan, il leader del movimento neo-islamista Yeniden Refah Partisi, vicino a Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che “sebbene non vi siano prove concrete, il sionismo potrebbe benissimo essere dietro il coronavirus”.“Un piano sionista” è stato tirato in ballo anche in Iran, dove la catena televisiva iraniana in lingua inglese Press TV, che è proprietà della Irib, tv di Stato iraniana, mentre negli Stati Uniti l’FBI ha fatto sapere che:“I membri di gruppi estremisti che sono positivi sono stati incoraggiati a diffondere il virus nelle comunità israelitiche e tra gli agenti di polizia”.La verità è solo una. Chi è affetto da antisemitismo non fa altro che ricondurre i mali del mondo allo Stato d’Israele e agli ebrei, ovviamente senza prove.

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L’antisemitismo torna a infettare il Carnevale di Aalst

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

La città belga è situata nella provincia delle Fiandre Orientali. Come nell’edizione 2019, anche in quella del 2020 l’odio contro gli ebrei ha caratterizzato la parata in occasione del Carnevale.Ma c’è di più, perché gli organizzatori, oltre ai pupazzi e alla caricature con eloquenti stereotipi antisemiti, hanno fatto in modo che sfilassero anche persone in carne e ossa con nasi adunchi e borse piene di denaro: pregiudizi cari nel Medio Evo e cavalcati dalla macchina di morte nazista.Lo scorso anno venne fatto sfilare un carro con due pupazzi giganti raffiguranti degli ebrei ortodossi con il naso adunco con ai piedi dei sacchi di soldi: uno, con in bocca un sigaro e un altro intento a chiedere l’elemosina con la mano destra. Quest’anno persone in carne e ossa vestiti da ebrei ortodossi inscenino anche un balletto, che si usa fare in alcune festività ebraiche.

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Antisemitismo in Spagna, 58 comuni boicottano i prodotti israeliani

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

La geografica dell’odio antiebraico e anti-israeliano fa tappa nel paese iberico, dove comuni guidati da sindaci della coalizione di sinistra (Podemos, IU e PSOE) hanno deciso di boicottare società, prodotti, enti o organizzazione israeliane o collegate al popolo ebraico, dichiarandosi per l’appunto “ELAI” – “Espacios Libres de la Aparadaid Israelì”. Il provvedimento ha portato compagnie teatrali, docenti, cineasti, attori o compagnie israeliane a essere respinti dalle formazioni di sinistra dei vari comuni spagnoli. Addirittura un documento imponeva il riconoscimento di uno stato palestinese agli artisti della Mayumana (famosa compagnia di danza israeliana) in cambio dell’assunzione o di presenza del pubblico per i loro spettacoli.
Cadice, dove il sindaco José María González ha cancellato un ciclo cinematografico israeliano dopo essersi unito alla rete ELAI di comuni promossa dal movimento BDS , dichiarando apertamente che il suo consiglio comunale non avrebbe assunto alcun israeliana per le attività della città. González, fra l’altro, ha detto di non essere “xenofobo” ma di voler combattere “la xenofobia degli israeliani”. Come ha scritto il sito spagnolo Libremercado.com il primo cittadino utilizza “la xenofobia per combattere la xenofobia”.Gijón, dove il comune è stato proclamato “Libero dall’apartheid israeliano” e in cui sono stati distribuiti adesivi e manifesti per attaccarli sulle vetrine dei negozi per far notare che si trattava di un esercizio “privo di apartheid israeliano”.Molins de Rei, in Catalogna, dove alla squadra femminile di pallanuoto israeliana è stato negato l’uso degli impianti sportivi municipali. Sempre in Catalogna, la sindaco di Barcellona, Ada Colau, è stata accusata di condurre campagne di odio verso Israele.

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Antisemitismo in Friuli

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Alla fine di gennaio, una lettera con su scritto “Dopo 75 anni… L’ebreo è sempre ebreo…” era stata recapitata a quattro consiglieri di minoranza del comune di San Daniele del Friuli: l’ex sindaco Paolo Menis, Carlo Toppazzini (lista Civica 18 San Daniele), Romano Ovan (lista San Daniele Bene Comune) e Consuelo Zanini (di Innovare San Daniele).A quello che sembrava un caso isolato ne ha fatto seguito un altro a dir poco allarmante. Pochi giorno dopo (venerdì scorso), sempre a San Daniele del Friuli, una svastica è stata ritrovata sull’abitazione in cui visse Arianna Szörény, deportata assieme alla sua famiglia ad Auschwitz nel giugno 1944.Il giorno seguente sempre in Friuli, questa a Udine, ignoti hanno sputato sulla vetrina della Gaspari, una libreria che esponeva volumi che raccontato la Shoah. A render noto l’ennesimo fatto antisemita nella regione è stato l’editore Marco Gaspari.Quanto accaduto in Friuli è stato preceduto da altri tre episodi antisemiti verificatosi in Piemonte a cavallo della Giornata della Memoria e uno in Emilia-Romagna: due a Torino, uno a Mondovì e un altro a Bologna, dove scritte antiebraiche sono state ritrovate sulla abitazione dei deportati e dei loro figli.Tutti questi casi di antisemitismo stanno indagando le forze dell’ordine. Al momento non ci sono sospettati o almeno non è stata rilasciata alcuna comunicazione ufficiale in merito.La sequenza di questi fatti è allarmante. E come se qualcuno avesse tolto il tappo dell’antisemitismo e tutto l’odio contro gli ebrei si fosse sparso in Italia.Le autorità locali, meno quelle nazionali, hanno condannato quanto sta succedendo, ma nessuno riesce a fermare questa fuoriuscita antisemita.Quanto bisognerà ancora aspettare prima che si riesca a fare qualcosa? Quante altre volte la Shoah e gli ebrei devono diventare bersaglio di attacchi?

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Antisemitismo Usa, attacco nella casa di un rabbino: 5 feriti, alcuni gravi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

A Monsey, a circa 50 chilometri a nord di New York, un uomo si è introdotto nell’abitazione di un rabbino e ha iniziato a colpire i presenti a colpi di machete, causando il ferimento di cinque persone, di cui alcuni gravi.Secondo i media statunitensi l’uomo è stato arrestato dopo una fuga nella zona di Harlem. Al momento ci sono solo ricostruzioni parziali. Secondo alcune fonti, però, l’aggressore dopo il grave atto antisemita avrebbe tentato di rifugiarsi nella vicina sinagoga.I presenti all’interno del tempio ebraico, sentendo le urla che venivano dalla casa del rabbino, hanno prontamente chiuso le porte dello stabile, impedendo all’uomo di entrare e commettere chissà quale altro atto di antisemitismo.L’attacco contro la casa del rabbino è stato commentato dal governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo: “Un atto spregevole e codardo. Voglio essere chiaro: l’antisemitismo e l’intolleranza sono ripugnanti e abbiamo assolutamente tolleranza zero per tali atti di odio”.Una dura condanna è arrivata anche dal procuratore di New York, Letitia James:“C’è tolleranza zero per atti di odio di qualsiasi tipo, continueremo a monitorare la situazione”.Fatto sta che al momento i buoni propositi rimangono tali. In poche settimane gli Stati Uniti dopo divenuti teatro di episodi di antisemitismo, avvenuti nella seconda metà di dicembre.
Quanto sta accadendo negli Stati Uniti non va assolutamente sottovalutato. Gli atti di antisemitismo si stanno ripetendo con assiduità. Non si tratta di aggressori sprovveduti o di maniaci, ma di persone informate. L’attacco nell’abitazione del rabbino, infatti, è stato fatto proprio quando all’interno c’erano tante persone per celebrare la festa di Channukkà (festa delle Luci).

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Attacco a New Jersey, arrivano conferme: è atto di antisemitismo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

L’incertezza delle prime ore ha lasciato spazio alla conferma: quello avvenuto nel New Jersey lo scorso martedì è stato un atto di antisemitismo. Nell’immediatezza del grave episodio, che ha visto la morte di sei persone e il ferimento di molte altre, gli investigatori erano convinti che il movente della sparatoria terminata in kosher market di Jersey City non fosse da ricercare nell’odio razziale.
Avevano ipotizzato che il punto di vendita per prodotti kosher fosse stata una tappa casuale dei due attentatori, che nulla aveva a che fare con l’antisemitismo.Via via, però, le convinzioni iniziali non erano più tali. Con il passare dello ore, infatti, la matrice antisemita dell’atto terroristico era stata tirata in ballo dal sindaco Steven Fulop. C’erano ancora dubbi, perché la dinamica della sparatoria, che ha coinvolto numerosi agenti dell’FBI, non era ancora molto chiara.Tutti questi motivi hanno spinto la redazione di Progetto Dreyfus ad aspettare. Non volevamo scrivere un articolo neutro con molti condizionali. Abbiamo atteso, perché vogliamo parlare di antisemitismo solo quando ne abbiamo la conferma.Conferma che è arrivata nella giornata di ieri da parte del procuratore generale del New Jersey che ha parlato chiaramente di odio antisemita.Questa è la ricostruzione di quanto avvenuto a Jersey City. Alcuni agenti di polizia hanno avvistato due individui sospetti nei pressi di un cimitero, da lì è iniziato il primo scontro che poi si è spostato in una zona residenziale della città che si trova solo a pochi metri di distanza in linea d’aria da Manhattan.I due killer si barricati all’interno del negozio kosher sparando in strada dalle finestre. Lo scontro è durato per diverse ore prima che i sospettati venissero neutralizzati. Quanto accaduto conferma che l’antisemitismo da rifiorendo in molti paesi e in altrettante città. Non ci stancheremo mai di parlarne, ma lo faremo solo quando avremmo la certezza che quello che vi raccontiamo è mosso da un odio contro gli ebrei.

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Su antisemitismo parole ambasciata Israele danno ragione a FdI

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

“Inquietante la notizia che la senatrice Liliana Segre necessiti della scorta per le vigliacche minacce ricevute. A lei va tutta la solidarietà mia e di Fratelli d’Italia. La presidente della Comunità ebraica, Ruth Dureghello, ha ricordato che sono molti gli esponenti di spicco della comunità ebraica posti sotto scorta per i pericoli che corrono. Una situazione preoccupante che necessita di una presa di posizione netta senza reticenze e omertà, come accaduto fin ora. Come più volte segnalato da autorevoli studi, infatti, i pericoli principali per le comunità ebraiche italiane ed europee derivano, in prima battuta, dall’integralismo islamico, in secondo luogo da frange dell’estrema sinistra che hanno tramutato l’avversione per Israele in ostilità nei confronti degli ebrei, e in terza battuta dall’antisemitismo di estrema destra. In tale quadro risultano particolarmente significative le dichiarazioni dell’ambasciatore d’Israele in Italia, Dror Eydar, che in seguito alla notizia dell’assegnazione della scorta alla senatrice Segre, invita il governo italiano a recepire la definizione di antisemitismo dell’IHRA (Alleanza Internazionale per la memoria dell’Olocausto), che fa chiaro riferimento anche al pericolo derivante dall’integralismo religioso e dall’avversione allo stato d’Israele. Dichiarazioni che diventano macigni se si pensa che nelle tante pagine della mozione di istituzione della cosiddetta Commissione Segre, raccontata dai più come strumento di contrasto all’antisemitismo, non sono mai citate le parole ‘Israele’ e ‘integralismo islamico anti-ebraico’, anomalia che Fratelli d’Italia ha provato a correggere con due apposite mozioni purtroppo bocciate dal Senato. Auspichiamo ora che il Parlamento, anche in virtù di questo nuovo importante sollecito da parte dell’ambasciata israeliana, si convinca ad approvare una mozione che contrasti veramente tutti i fenomeni di antisemitismo, senza ideologici strabismi”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

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Germania, antisemitismo ed estrema destra

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Sembra una fotografia dei primi Anni 30 del ‘900 quando il mondo ancora non sa che di lì a poco milioni di persone finiranno nelle camere gas, perché ritenuti inferiori.E invece siamo quasi alla fine del 2019, anno in cui la Germania ha capito di dover tornare a fare i conti con l’ascesa dell’estrema destra e l’avversione per il popolo ebraico.Esemplificativo in questo senso il risultato elettorale raggiunto dal partito di ultradestra Alternative fuer Deutschland, che ha raggiunto il 24% dei consensi nella Turingia, Land dell’ex Ddr. Risultato che ha rappresentato uno shock per l’ex presidente del Consiglio centrale ebraico, Charlotte Knobloch:“Che un partito come Alternative fuer Deutschland abbia potuto ottenere un risultato di questa portata dimostra che nel nostro sistema politico qualcosa di fondamentale è finito fuori controllo”.Non è l’unica preoccupazione per il mondo ebraico tedesco. Un sondaggio condotto dal World Jewish Congress, infatti, ha mostrato come 27% dei tedeschi abbia pensieri antisemiti e il 41% pensa che gli ebrei parlino troppo della Shoah.L’organizzazione che racchiude le comunità e organizzazioni ebraiche di oltre 100 paesi ha realizzato il sondaggio prima dell’attentato terroristico avvenuto per mano di un giovane neonazi davanti a una sinagoga a Halle il 9 ottobre scorso, giorno del Kippur.Attentato che ha (fortunatamente) suscitato indignazione da parte di diverse persone, che domenica 20 ottobre hanno formato una catena umana davanti alla Nuova Sinagoga di Berlino per mostrare la propria vicinanza alla comunità ebraica tedesca.L’estrema destra in Germania è tornata a rappresentare uno spinoso problema per le autorità, sul cui tavolo è arrivato anche l’annuale rapporto sulla situazione del terrorismo europeo redatto dall’Europol, l’agenzia dell’Unione europea che si occupa di contrastare il crimine organizzato e il terrorismo.Rapporto che ha evidenziato come l’estrema destra sia un mix di gruppi apertamente neonazisti e gruppi provenienti da diverse sottoculture che spaziano dalla “destra intellettuale” al populismo estremista di destra.

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L’Onu denuncia l’antisemitismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

È una decisione storica per le Nazioni Unite, che lunedì scorso hanno pubblicato un rapporto provvisorio che punta il dito contro l’odio antiebraico.L’autore del testo Ahmed Shaheed si è detto “allarmato dal crescente uso di cliché antisemiti da parte di suprematisti bianchi come i neonazisti e di membri di gruppi islamici radicali”.Ahmed Shaheed, esperto indipendente nominato dal Consiglio Onu per i diritti umani, ha presentato la sua relazione preliminare al Consiglio, che la delegazione d’Israele presso le Nazioni Unite ha definito “senza precedenti”.È un testo piuttosto inconsueto perché scritto da un funzionario Onu che critica apertamente il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele).Nel testo è scritto che l’Onu:“Ha preso atto delle numerose segnalazioni relative a un aumento in molti paesi di quello che a volte viene chiamato antisemitismo ‘di sinistra’, in cui individui che sostengono di avere opinioni antirazziste e antimperialiste utilizzano narrazioni o cliché antisemiti nell’esprimere la loro collera verso politiche o pratiche del governo di Israele. In alcuni casi le persone che esprimono tali opinioni hanno dato voce alla negazione della Shoà; in altri casi hanno associato il sionismo, cioè il movimento di autodeterminazione del popolo ebraico, al razzismo; hanno affermato che Israele non ha il diritto di esistere e hanno accusato di agire in malafede coloro che esprimono preoccupazione per l’antisemitismo”.Il rapporto continua affermando l’impegno nella lotta contro l’odio antiebraico:“Il sistema delle Nazioni Unite ha un ruolo vitale da svolgere nell’impegno per combattere l’antisemitismo insieme alle comunità ebraiche. Il Segretario Generale dovrebbe prendere in considerazione la nomina di un referente di alto livello presso l’Ufficio del Segretario Generale delle Nazioni Unite con il compito di impegnarsi con le comunità ebraiche in tutto il mondo, nonché di monitorare l’antisemitismo e la risposta che vi danno le Nazioni Unite”.Il rapporto, inoltre, sottolinea:“Che l’antisemitismo, se viene lasciato fuori controllo dai governi, pone rischi non solo agli ebrei, ma anche ai membri di altre comunità di minoranza. L’antisemitismo è tossico per la democrazia e per il rispetto reciproco dei cittadini, e minaccia tutte le società in cui non viene contrastato”.Questo rapporto Onu è molto significativo perché arriva in un momento in cui l’antisemitismo si sta diffondendo a macchia d’olio.

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La mappatura dell’antisemitismo torna a Londra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

In poche ore si sono verificate due aggressioni di stampo antiebraico.A Hackney, zona nord-est di Londra, davanti a una scuola ebraica un uomo ha gridato di voler “uccidere tutti gli ebrei” e poco dopo si è scagliato contro un ebreo che era nelle vicinanze: l’aggressore è finito in manette con l’accusa di razzismo.A Whitechapel, parte orientale della città famosa per i delitti attributi a “Jack lo squartatore” nell’autunno del 1888, un uomo armato di coltello ha inseguito e minacciato di decapitare un ebreo ortodosso di 40 anni: l’aggressore, 34 anni, è stato arrestato.L’Inghilterra, come altri paesi europei, ha fatto registrare un incremento dell’antisemitismo nel 2018: solo a Londra sono stati quasi 1000 gli episodi di odio antiebraico.Di uno degli atti contro gli ebrei accaduti lo scorso anno nel Regno Unito si sono avute novità negli ultimi giorni.Tristan Morgan è stato condannato al ricovero forzato in ospedale in seguito a una perizia psichiatrica.
Non sembrava aver alcun problema, quando nel luglio 2018 tentò di appiccare un incendio alla sinagoga di Exeter, capoluogo della contea inglese del Devon.Tristan Morgan rimase ustionato e un primo momento riuscì a scappare ma poi venne catturato della polizia.
L’uomo è vicino all’estrema destra inglese e scelse un giorno preciso per colpire il luogo di culto ebraico: il 21 luglio, una delle date in cui il Regno Unito celebra le vittime della Shoah.Un membro dell’estrema destra che colpisce un tempio ebraico in uno dei giorni in cui si ricordano i morti dell’Olocausto.Sembrerebbe una persona lucida, almeno nella sua perversa logica. E invece è stato dichiarato un individuo malato e mentalmente disturbato.Fatto sta che l’antisemitismo ha colpito e continua a colpire uno dei paesi più importanti d’Europa. L’odio antiebraico parrebbe non fermare la propria corsa, espandendosi in tutto il Vecchio Continente.

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L’antisemitismo torna a spaventare la Francia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

L’odio antiebraico si è reso tangibile ancora una volta a Parigi, dove nei giorni scorsi una persona, ancora non identificata, ha colpito alla testa una donna che usciva da una sinagoga.A far scattare l’allarme è stata anche la brutalità dell’aggressione avvenuta per mezzo di una bottiglia d’acciaio, arma con cui non si vuole certo spaventare o minacciare, ma uccidere.La signora ebrea, 79 anni, non è in pericolo di vita, ma è stata costretta a subire un intervento chirurgico alla testa.L’ennesimo episodio di antisemitismo accaduto a Parigi ha aumentato la preoccupazione della comunità ebraica, che negli ultimi mesi ha registrato un innalzamento del numero di atti di violenza contro gli ebrei francesi.Il Crif, Consiglio delle comunità ebraiche francesi, ha espresso “ferma condanna dell’aggressione”, specificando di seguire “seriamente e con preoccupazione lo svolgimento dell’inchiesta” della Procura che al momento non è riuscita a scoprire chi sia il responsabile.Il giorno prima dell’aggressione, i fedeli che uscivano dalla sinagoga sono stati raggiunti da alcuni secchi d’acqua provenienti dall’alto.Non è la prima volta che a Parigi accadono episodi di antisemitismo nei confronti di donne ebree. I due che sono saliti ai disonori della cronaca sono avvenuti nel 2017 e nel 2018.Nel 2017 Sarah Halimi è stata accoltellata e poi gettata dalla finestra ancora viva dal suo vicino di casa musulmano al grido di “Allah HuAkbar”.Nel 2018 Mireille Knoll, sopravvissuta alla Shoah, è stata accoltellata e poi bruciata assieme alla sua casa.Entrambe le donne sono state uccise in maniera barbara e spietata. Nei giorni immediati alle loro morti, diversi media non ebbero la convinzione o il coraggio di parlare apertamente di antisemitismo.Oggi come allora, sembra si abbia paura a mettere l’etichetta dell’antisemitismo su episodi avvenuti davanti a un tempo ebraico.

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L’Onu ha lanciato l’allarme antisemitismo

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’UNHCR, l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, ha condannato l’aumento di episodi di odio antiebraico negli Stati Uniti e in Europa.La portavoce dell’UNHCR, Marta Hurtado, ha espresso “grave preoccupazione” per una situazione che sta peggiorando ogni giorno e ha ricordato l’esortazione dell’incaricato del governo federale tedesco per la lotta all’antisemitismo, Felix Klein, di non indossare la kippah in pubblico in ogni occasione.Marta Hurtado ha ricordato quanto accaduto di recente in Austria, Usa e Germania, sostenendo che “tali eventi non possono purtroppo essere descritti come isolati” e ha invitato “tutti i governi a moltiplicare gli sforzi per combattere il razzismo e l’intolleranza”.L’antisemitismo è una piaga che ha colpito molti paesi, fra cui l’Inghilterra, dove il partito Laburista è stato formalmente indagato per antisemitismo da parte dell’EHRC, la Commissione per l’eguaglianza e i diritti umani.Secondo questa authority pubblica non governativa diversi membri del partito guidato da Jeremy Corbyn sono accusati di aver “illecitamente discriminato, importunato o perseguitato persone” della comunità ebraica. La Commissione ha affermato che l’indagine è partita dopo numerose segnalazioni.Dal canto suo il partito Laburista britannico ha annunciato piena collaborazione e ha respinto tutte le accuse.In Europa e negli Usa esiste un reale problema legato all’antisemitismo. Nel Vecchio Continente gli episodi di odio antiebraico hanno coinvolto Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Francia e Italia; mentre negli Stati Uniti le città colpite sono state Pittsburgh e San Diego.In un contesto storico come quello attuale, dove il presunto diverso diventa il capro espiatorio, l’antisemitismo cresce e fa proseliti, anche con la compiacenza di alcuni partiti politici.

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L’antisemitismo sui social media

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Nell’epoca dei populismi, dei suprematismi e delle fake news, e in uno scenario in cui Internet è diventato per le masse la fonte primaria per l’aggregazione del consenso e della formazione del pensiero comune, l’antisemitismo corre sempre più veloce.
I contenuti che circolano sulla rete oggi sono simili a quelli di un tempo: si sono semplicemente evoluti in base alla piattaforma con la quale le persone oggi li pubblicano e condividono – in un processo che, però, da verticale è diventato partecipativo e orizzontale.Tesi complottiste di matrice anche antisemita come ad esempio il supposto “Piano Kalergi” un tempo viaggiano di persona a persona attraverso suadenti e pericolose parole sussurate nelle orecchie degli europei mentre oggi troviamo sedicenti esperti che ci illustrano i pericoli che la nostra società sta correndo attraverso video su Youtube accompagnati da infografiche animate e musiche persuasive. L’ampiezza del fenomeno, inoltre, tende a crescere anche a causa del fenomeno chiamato “Echo Chamber” – un effetto collaterale degli “algoritmi” dei social media, che genera uno stato di isolamento ideologico degli individui. All’interno di queste “camere dell’eco”, l’utente fruisce e visualizza di fatto soltanto notizie con una natura confermativa delle proprie posizioni, rafforzando così le proprie convinzioni e senza avere la possibilità di uscire da questo circolo vizioso. Facendo un parallelo con la scienza medica, il risultato di una Echo Chamber è il medesimo di una malattia che si autoalimenta.Nel tempo, l’antisemitismo sui social ha avuto dei trend sempre in crescita, fino a raggiungere dei veri picchi esponenziali negli ultimi 5 anni. Diventa quindi indispensabile dotarsi di strumenti adeguati per analizzare la mole di conversazioni social dal contenuto potenzialmente antisemita, xenofobo e razzista.
Nel 2016 il World Jewish Congress ha elaborato e pubblicato uno studio sul fenomeno dell’antisemitismo sui social media a livello internazionale. Nel report prodotto, sviluppato attraverso la piattaforma di social listening TalkWalker, vennero raccolte 382.000 menzioni di chiaro stampo antisemita (2.700 in Italia) secondo la definizione dell’IHRA, di cui – realmente – fu valutato qualitativamente solo il 2% dei post.
Sempre il World Jewish Congress, l’anno scorso, ha pubblicato un secondo report, diverso da quello dell’anno precedente, “Anti-Semitic Symbols and Holocaust Denial in Social Media Post” che analizzava la simbologia antisemita e la negazione della Shoah sui social media.Tra le ricerche italiane si segnala quella di VOX, Osservatorio italiano sui diritti, che ha realizzato la “mappa dell’intolleranza”. In sintesi, si trattava di uno studio ibrido tra quanti atti antisemiti avvenivano offline e quante volte venivano citati gli ebrei su Twitter. Il dato che emerse fu di 165.968 tweet sugli ebrei e, di questi, “solo” 8.854 con sentiment negativo nel 2017 e 6.586 nel 2018. Benché sintetizzato in alcune infografiche e seppur contenente informazioni e parametri interessanti, questo studio rimane però vincolato a un limite evidente di perimetro dell’analisi, in quanto sono state monitorate unicamente le conversazioni su Twitter – solo una delle piattaforme in cui l’antisemitismo online prolifera.Recentemente, l’Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali dell’Uomo ha pubblicato un’indagine sull’antisemitismo online attraverso il metodo del sondaggio tradizionale, applicata agli appartenenti alle comunità ebraiche di alcuni Paesi europei – una modalità che, seppur valida a livello teorico, non ha determinato i perimetri del fenomeno.

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Antisemitismo Turchia, molotov contro una sinagoga

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Gli episodi di antisemitismo si stanno susseguendo. Negli ultimi mesi l’odio antiebraico ha colpito in numerosi paesi sparsi nel mondo. Francia, Germania, Italia, Svezia, Norvegia, Belgio, Argentina sono solo alcune nazioni dove l’antisemitismo sta trovando terreno fertile.In questo solco si inserisce un’altra pericolosa vicenda avvenuta in Turchia, a Izmir, città sulla costa dell’Egeo, terza per numero di abitanti dopo Ankara e Istanbul, in cui una molotov è stata lanciata contro una sinagoga, per fortuna senza ferire alcuna persona.Il gesto è stato commesso da un uomo che arrestato dalla polizia ha confessato di aver agito per protestare contro Israele.L’assenza di feriti non deve far abbassare l’attenzione su quanto avvenuto in Turchia. Perché quando vengono presi di mira i luoghi di culto, la situazione è molto più grave di quanto si pensi.Non è solo la prova del mancato rispetto per una cultura e una religione, ma è la cartina di tornasole del senso di impunità e della libertà di azione che hanno i responsabili.

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Purim: la festa della sconfitta anche militare dell’antisemitismo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Gli ebrei di tutto il mondo festeggiano Purim, una delle pochissime date ebraiche che non ricordano eventi biblici ma fatti della storia ebraica relativamente recenti, cioè successive all’esilio babilonese. E’ anche una festa che non ha equivalenti nel cristianesimo ed è generalmente poco capita, scambiata a causa della sua allegria per una specie di “carnevale ebraico”. In realtà si tratta di una celebrazione importante, che ha un suo lato religioso centrato sul “nascondimento” della presenza divina (il nome adottato dell’eroina della festa, l’ebrea Hadassah che diventa regina Ester, una parola che probabilmente viene dalla lingua persiana, può essere letto come un’allusione all’ “ester panim”, il nascondimento del volto divino, che viene minacciato nel libro del Deuteronomio come punizione per i peccati collettivi del popolo). E la meghillà, il rotolo su cui obbligatoriamente dev’essere letta la storia, va completamente dispiegato, cioè aperto, reso visibile. Il senso religioso della festa verte dunque sulla presenza divina nella storia, che è segreta, nascosta dietro l’apparenza del caso (il nome Purim significa “tirare a caso”), ed è compito del fedele portarne alla luce l’azione. Numerose tracce rimandano a questa dialettica fra invisibile e rivelato, provvidenza e contingenza.
Ma è anche importante anche una lettura storico-politica della festa. Alla corte di Serse, più o meno ai tempi delle guerre fra Greci e Persiani, gli ebrei sono bene integrati e restano nella diaspora anche se qualcuno sta cercando di ricostruire uno stato ebraico in Terra di Israele, sull’esempio di Esdra e Nehemia. Al potere giunge un visir antisemita, Haman, che suggerisce al re un genocidio, usando un’argomentazione che è un classico dell’antisemitismo e che ancora si sente risuonare in questi giorni in Europa:
“«Vi è un popolo separato ma anche disseminato fra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri.” (Ester, 3: 7) Insomma gli ebrei pensano solo a loro stessi, non sono leali al paese cui appartengono, sono pericolosi, vanno eliminati. Non è solo il discorso di Hitler, ma anche quello attuale di molti antisemiti fra i democratici americani, i laburisti inglesi e molti nella sinistra di tutt’Europa. Haman ottiene dal re un decreto che lo autorizza al genocidio.Grazie a una vicenda piuttosto romanzesca, in cui agiscono i meriti dei due protagonisti ebrei, Mordechai che ha sventato un colpo di stato contro il re e Ester che ha conquistato il suo affetto nascondendo la sua identità ebraica fino al momento decisivo, la congiura viene sventata. Il re non annulla il decreto precedente, ma autorizza gli ebrei a difendersi con le armi. Essi lo fanno con successo e sconfiggono militarmente i loro persecutori, provocando gravi perdite.Questa storia è diventata un modello per la resistenza ebraica al genocidio. Ester ottiene dai saggi di Israele che la sua storia entri nelle Scritture e che la vicenda sia celebrata da una grande festa; ella poi diventerà il modello cui si ispireranno gli anusim (che di solito sono chiamati con il nome insultante dato loro dai persecutori: marrani) che resisteranno alle conversioni forzate dell’Inquisizione tenendo segreta la loro identità e fede per generazioni.Anche gli antisemiti sono consapevoli del senso di resistenza di Purim, Lutero, che voleva bruciare tutte le sinagoghe con gli ebrei dentro, disse una volta che il libro biblico che odiava di più era quello di Esther. Alla fine del processo di Norimberga, condotto all’esecuzione capitale, l’antisemita più monomaniaco fra i capi nazisti, Julius Streicher, gridò che la sua condanna era “Purim 1946”.Festeggiare Purim nei modi tradizionali, ascoltare la lettura della Meghillà rumoreggiando quando sono citati i nemici di Israele, bere fino a non riuscire a distinguere fra le parole “benedetto Mordechai” e “Maledetto Haman”, com’è prescritto nel Talmud, indossare le maschere e fare festa non è folklore, come il libro di Ester non è una favola per bambini o una commedia ellenistica, secondo quel che hanno preteso alcuni critici. La festa ha una lezione teologica profonda, ma anche una politica importante: finché dura l’antisemitismo gli ebrei devono sapersi difendere con l’intelligenza e con la forza, e soprattutto mantenendo la loro unità ed essendo solidale con chi combatte per loro. Oggi questo ruolo è dello Stato di Israele, dei suoi servizi di informazione e delle sue armi. A chi esita ad appoggiarli fino in fondo, bisogna ripetere quel che disse Mordechai a Ester quando ella esitava a prendere dei rischi per sventare la congiura di Haman.
Anche gli attuali ebrei di corte (o di partito, o dei media) “odiatori di sé” farebbero bene a capire che se non si impegnano a difendere il loro popolo e magari si mimetizzano con gli antisemiti, la salvezza pert Israele verrà senza di loro, ma non si salveranno certo grazie alla loro acquiescenza. (By Ugo Volli)

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Antisemitismo in Francia: l’aggressione a Finkielkraut

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 febbraio 2019

L’aggressione verbale subita da Alain Finkielkraut a Parigi durante un corteo dei gilet gialli dove è stato insultato perché “sionista” e dunque difensore di Israele, e dunque suscettibile di punizione divina, non proveniva, come ha cercato di fare credere un atro filosofo ebreo francese vicino a Israele ma molto gauche caviar, come Henri Bernard Levy, dal fascismo risorgente di cui i gilet gialli sarebbero un contenitore. No, il principale aggressore verbale di Finkielkraut è un musulmano radicalizzato. Lo stesso intellettuale francese e accademico di Francia lo ha detto chiaramente durante una trasmissione televisiva dopo l’incidente facendo riferimento alle frasi ingiuriose di cui è stato fatto oggetto. “Questa è retorica islamista“.Alcuni fatti vanno ricordati. La strage alla scuola ebraica Ozar Hatorah di Tolosa del 2012, quella dell’Hypercasher del 2015,gli omicidi individuali di ebrei come quello di Ilan Halimi nel 2006, di Sarah Halimi nel 2017, di Mireille Knoll nel 2018. Tutti episodi riconducibili all’odio islamico nei confronti degli ebrei.La realtà è dunque questa. Che vi sia in Francia, come altrove in Europa, un antisemitismo autoctono, è una ovvietà assoluta, ma non è quello egemone e non è quello che in Francia ha mietuto le vittime elencate, e non è quello che ha in Israele il suo obiettivo principale e che a Parigi si è manifestato contro Finkielkraut.“Oggi, la Francia”, ha Guy Millière, “E’ l’unico paese nel mondo occidentale in cui gli ebrei vengono uccisi solo per essere ebrei” . Ed è sempre Millière a sottolineare come, “In due decenni più del 20% degli ebrei francesi hanno lasciato la Francia. Secondo un sondaggio, il 40% degli ebrei che vivono attualmente in Francia, vogliono andarsene. Malgrado gli ebrei rappresentino attualmente meno dello 0.8% della popolazione, metà dei militari e della polizia impiegata nelle strade francesi si trova di guardia davanti alle scuole ebraiche a ai luoghi di culto”.

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Antisemitismo, Israele, pregiudizio antisraeliano

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

By Ugo Volli. In questo periodo si rievoca l’anniversario del più vasto crimine della Shoah in Italia, la terribile retata nazifascista che decimò la comunità ebraica di Roma il 16 ottobre del 1943. Fra i ricordi meglio riusciti c’è stata la bella e commovente trasmissione di Alberto Angela, egli stesso nipote del medico Carlo Angela Giusto delle Nazioni che nella sua clinica salvò molti ebrei perseguitati dai nazisti.
Queste rievocazioni sono giuste e necessarie per preservare la memoria di un crimine che deve interpellare ancora oggi la coscienza di tutti. Ed è giusto, doveroso, l’impegno a non dimenticare e a impedire che l’orrore si ripeta in futuro. Ma qual è la lezione che bisogna trarre dai crimini nazisti, che cosa bisogna combattere oggi per impedire che l’orrore rinasca? Condannare i resti del neonazismo e il negazionismo che vi si accompagna è un ovvio dovere, ma non basta. Le accuse polemiche di fascismo e anche di nazismo in un mondo politico molto polarizzato come il nostro fioccano di frequente, ma se si va a vedere chi si identifica davvero con i nazisti, chi difende Hitler e le SS, chi nega che la Shoah sia accaduta o abbia avuto le dimensioni epocali che sappiamo, è chiaro che sono pochissimi e squalificati, almeno se guardiamo all’Europa. Nel mondo islamico, dove i “Protocolli del Savi di Sion” e “Mein Kampf” sono best seller e molti sui media pubblicamente rimpiangono che il nazismo non abbia finito il suo lavoro, è un altro discorso.
Utilizzare la Shoah per la polemica politica contemporanea, compiere quella che qualcuno ha chiamato la “redutio ad hitlerum” dei propri avversari, è un errore grave. Perché dire che quel che succede oggi è come quel che accadde durante il nazismo implica anche che gli eventi di allora sono come quelli di oggi: chiaramente non troppo gravi, tanto che ne parliamo tranquillamente. E dunque farlo, anche con le migliori intenzioni, significa mancare di rispetto alle vittime della Shoah e a chi ne ricorda personalmente la perdita. Dunque banalizzare, sottovalutare gravemente il genocidio.E allora da dove viene il pericolo e quale può essere la difesa contro una ripetizione? Bisogna prendere atto che la maggior parte del mondo ebraico e di quello occidentale – almeno quello degli intellettuali e dei politici più accreditati dai media in Europa e in Nord America- hanno preso su questo punto due strade molto diverse. In Europa è politicamente corretto pensare che i crimini del nazismo derivino dal nazionalismo, ne siano lo sviluppo estremo e quasi inevitabile. Inoltre si pensa che l’antisemitismo sia una delle forme del razzismo. Nazionalismo e razzismo si identificherebbero e produrrebbero odio per gli stranieri, e di qui verrebbero i crimini del nazismo.Dunque per combattere il ritorno del male bisognerebbe lottare contro la xenofobia eliminando il nazionalismo e, e cioè cercare di dissolvere le nazioni europee in un contenitore pochissimo definito culturalmente e anzi programmaticamente vago come l’Unione Europea, rinunciare alle tradizioni culturali, politiche e religiose “accogliendo” abbastanza stranieri che non le condividono affatto per renderle obsolete e minoritarie, favorire politiche e insegnamenti “interculturali” che assorbano e possibilmente cancellino le specificità delle nazioni europee. Che la diagnosi di partenza sia sbagliata, è facilissimo mostrarlo. Gli ebrei non erano affatto dei nuovi immigranti in Europa: quelli di Roma, i più antichi di tutti, erano arrivati almeno dai tempi di Giulio Cesare, ma in tutt’Europa erano presenti da un millennio e più. Dunque non è corretto né il paragone con l’immigrazione, né la diagnosi di xenofobia. La persecuzione degli ebrei risale a tempi in cui non solo le teorie del razzismo non erano state formulate, ma la parola “razza” non esisteva. L’antisemitismo non nasce col razzismo, al contrario il razzismo è solo un pretesto per un odio assai più antico. Ma soprattutto il nazismo non è stato un movimento legato all’idea di nazione, (sempre spazialmente limitata da altre nazioni), ma al contrario il tentativo di un impero universale degli esseri umani “superiori”. Esso non a caso si chiamava proprio “III Reich”, terzo impero, riecheggiando gli esempi romani e medievali e nell’ideologia nazista doveva abbracciare tutta la terra per un tempo lunghissimo, portando naturalmente pace e felicità. In molti stati davvero nazionali, dall’Inghilterra alla Danimarca, fino alla piccola Bulgaria, la Shoà trovò ostacoli proprio nella fierezza nazionale di governanti che volevano difendere l’intero loro popolo, ebrei inclusi.L’alternativa, come propone il filosofo israeliano Yoram Hazony nel suo bellissimo libro recente “The virtue of Nationalism”, è quella che era stata vista già in anticipo da Theodor Herzl, e poi realizzata da David Ben Gurion. Gli israeliani (e buona parte degli ebrei in generale) pensano che il modo per prevenire la persecuzione di piccole minoranze non convenzionali come gli ebrei sono da sempre, è la loro autodeterminazione nazionale, la fondazione di uno stato, la tutela delle tradizioni linguistiche, culturali e religiose, l’autodifesa contro i genocidi. L’essere insomma una libera nazione fra libere nazioni, non farsi riassorbire né in un impero del male com’è stato quello nazista, né in imperi che pretendono di essere del bene come è stata l’Urss e oggi tende a essere l’Unione Europea. Naturalmente perché le nazioni continuino a esistere invece di dissolversi nel calderone universalista dell’Europa e del mondo, bisogna che si impegnino a mantener viva la propria cultura, a soccorrere sì coloro che ne hanno bisogno ma senza perdere la propria specificità. E’ la politica di Israele, che ha caratterizzato l’impresa sionista dalle origini fino a oggi.L’Unione Europea detesta gli ebrei per la stessa ragione per cui l’ha fatto per due millenni la cristianità, poi l’Islam e il comunismo: per il suo rifiuto di farsi riassorbire, per l’ostinato attaccamento alla propria identità, per il suo essere il prototipo delle nazioni. Gli europei illuminati, che considerano le nazioni fonte di ogni male, arrivano a vedere nella difesa dello stato nazionale ebraico gli stessi sintomi che, sbagliando, leggono nella loro storia: nazionalismo, xenofobia. Per questo spesso hanno la faccia tosta di dire che Israele “è razzista” o “si comporta come i nazisti”. Non perché vi siano officine di morte o perché i palestinesi siano vittime di stermini – bastano i numeri della demografia a mostrarlo. Ma perché pensano che voler continuare a essere ebrei e ad avere uno stato ebraico sia un crimine. Purtroppo per loro, gli ebrei sono ben decisi a deluderli. Non vogliono farsi cancellare con nuove stragi; ma neppure sono disposti a suicidarsi culturalmente e ad aprire le porte a chi li vorrebbe eliminare. La loro risposta ai rischi di una nuova Shoah si chiama Stato di Israele.

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Legge Fiano, Riccardi: “Non sottovalutare antisemitismo, xenofobia e propaganda fascista”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

andrea-riccardiAndrea Riccardi interviene sulla proposta di legge Fiano, da oggi in discussione alla Camera, e invita a non sottovalutare la propaganda razzista e xenofoba attraverso internet. “Il web rappresenta un campo molto pericoloso per la diffusione di idee e comportamenti violenti, come dimostra la crescita di consenso, specie tra i giovani, di movimenti di estrema destra in vari paesi europei”, osserva il fondatore della Comunità di Sant’Egidio. “In un’Europa che ha nella memoria di Auschwitz un suo elemento fondativo – continua Riccardi – è inaccettabile la propaganda antisemita e xenofoba. Ma anche la Repubblica italiana ha una storia che rappresenta l’antitesi del fascismo e del nazismo. Bene perciò che l’Italia si doti di una legge che, oltre a sanzionare in maniera circostanziata chi inneggia a queste ideologie, prevede un investimento nel campo dell’educazione per aiutare i giovani a conoscere la pagina più dolorosa della storia europea, proprio nel momento in cui si va affievolendo la voce dei sopravvissuti alla shoah”. “Guardiamo al futuro – conclude Riccardi – ma per farlo, bisogna partire dalla memoria. E l’oblio non è libertà”.

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L’aumento dell’antisemitismo richiede un’azione più incisiva

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

Memoriale dell’OlocaustoBruxelles. Richiesta di un’azione penale più efficace e di una cooperazione transfrontaliera. I Paesi EU hanno chiesto la nomina di coordinatori nazionali per combattere l’antisemitismo La storia dell’Olocausto dovrebbe essere materia di studio nelle scuole I leader politici hanno esortato a denunciare qualsiasi dichiarazione antisemita. L’incitamento all’odio e la violenza nei confronti dei cittadini ebraici europei sono incompatibili con i valori dell’UE, per cui tutti gli Stati membri devono adottare misure per garantire la sicurezza dei loro cittadini ebraici. I deputati invitano i leader politici nazionali a opporsi sistematicamente e pubblicamente alle dichiarazioni antisemite e chiedono a ogni Stato membro di nominare un coordinatore nazionale per combattere l’antisemitismo. Gli eurodeputati chiedono una buona cooperazione transfrontaliera nel perseguimento dei criminali e, in particolare, degli autori di atti terroristici. Le forze di polizia dovrebbero istituire speciali unità per i reati di odio e, per rendere l’azione giudiziaria più efficiente, tutti gli Stati membri dovrebbero far propria la definizione di antisemitismo utilizzata dall’Alleanza per l’Olocausto.I motori di ricerca, i social media e le piattaforme dovrebbero intraprendere azioni più decise per combattere l’odio anti-semitico, affermano i deputati. La storia dell’Olocausto (o Shoah) dovrebbe essere insegnata nelle scuole e i libri di storia dovrebbero fornire una descrizione accurata della storia e della vita ebraica, evitando tutte le forme di antisemitismo.
In un voto separato, i deputati hanno approvato le priorità operative dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali per il 2018-2022, che includono l’asilo e l’integrazione di rifugiati e migranti, la lotta al razzismo e alla xenofobia, la protezione dei dati personali e l’inclusione dei rom. La relazione è stata approvata con 540 voti in favore, 77 voti contrari e 23 astensioni.Durante i colloqui, i negoziatori del Parlamento hanno chiesto insistentemente alla Commissione e al Consiglio dell’UE – che hanno promesso di esaminare la richiesta nel prossimo futuro – di rendere accessibile al controllo dell’Agenzia l’operato della polizia e la legge per la lotta al terrorismo.

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione plenaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

european parliamentBruxelles. Principali temi all’ordine del giorno. Lotta all’antisemitismo nell’UE e difesa dei diritti fondamentali. I deputati discuteranno mercoledì pomeriggio con Consiglio e Commissione il recente aumento dei casi di antisemitismo in Europa. Giovedì, voteranno le priorità dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) per i prossimi quattro anni.
La libertà dei media nella Repubblica Ceca Il rischio di abuso di potere nei media cechi sarà discusso giovedì dai deputati e dalla Commissione.
Pacchetto mobilità: più sostenibilità e concorrenza leale nel trasporto su strada La Commissione europea presenterà, in un dibattito mercoledì pomeriggio, un “pacchetto mobilità” per aumentare la sostenibilità del trasporto su strada e migliorare la concorrenza nel settore. Europa digitale: digitalizzazione dell’industria e la società europea dei gigabit e del 5G La digitalizzazione dell’industria europea e l’installazione della connessione mobile 5G saranno discusse mercoledì. Due risoluzioni separate saranno invece votate giovedì. Riduzione dell’IVA per gli e-book I cittadini dell’UE dovrebbero pagare meno i libri elettronici, in seguito al voto del Parlamento su una proposta che consente agli Stati membri di ridurre l’IVA su tali prodotti.

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