Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘antitrust’

Istruttoria Antitrust su prezzi disinfettanti e mascherine

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Coronavirus: Antitrust avvia procedimento su prezzi di mascherine e disinfettanti per le mani dietro segnalazione di Federconsumatori. Urgente fermare le speculazioni.Nelle scorse settimane abbiamo prontamente segnalato all’Antitrust e al Ministero della Salute le intollerabili speculazioni su disinfettanti gel per le mani e mascherine, successivamente abbiamo segnalato quelle sull’alcool necessario per disinfettare le superfici. Ieri sera l’Antitrust ci ha comunicato che ha avviato una
istruttoria “nei confronti di Amazon e Ebay per claim ingannevoli ed eccessivi aumenti dei prezzi”.
Esprimiamo soddisfazione per tale intervento tempestivo, che aiuterà a limitare e stroncare le speculazioni che tuttora stanno avvenendo sui portali e, purtroppo, anche in alcuni negozi fisici. Ci auguriamo che presto, sulla base della nostra recente segnalazione, avvii analoghe disposizioni nei confronti di chi tenta di vendere falsi test o vaccini, approfittandosi della debolezza e della paura delle persone in questo delicato momento. Chi specula e lucra su questa situazione non dovrà restare impunito. Ma fortunatamente si tratta di una ristretta e limitata parte della popolazione.Sono molte di più le meritevoli iniziative di cittadini, aziende ed enti per affrontare insieme l’emergenza Covid-19, dando importanti messaggi di speranza e infondendo coraggio e fiducia. È questo il lato migliore dell’Italia, quello che ci permetterà di superare queste ore difficili.

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Antitrust avvia indagine su prodotti igienizzanti e mascherine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

L’Autorità garante della concorrenza ha comunicato, il 27 febbraio, l’avvio di un’indagine relativa alla vendita online di prodotti igienizzanti e mascherine. La questione nasce da alcune segnalazioni inoltrate da consumatori e associazioni come lo “Sportello dei Diritti” che hanno lamentato due ordini di problemi. In primis, la presenza di messaggi pubblicitari, sia sulle principali piattaforme di vendita che su altri siti online, relativi all’asserita efficacia di prodotti igienizzanti e mascherine ai fini di protezione e/o contrasto nei confronti del Coronavirus. In secondo luogo, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, le segnalazioni indicavano anche un altro rilevante problema, ovvero l’ingiustificato e consistente aumento dei prezzi di tali prodotti registrato negli ultimi giorni sui siti oggetto delle suddette segnalazioni. Nell’ambito di tale indagine, l’Antitrust ha richiesto alle principali piattaforme di vendita e agli altri siti web, il 27 febbraio, di fornire informazioni sulle modalità di commercializzazione di prodotti igienizzanti per le mani e di mascherine monouso di protezione delle vie respiratorie. I medesimi soggetti avranno 3 giorni di tempo per comunicare all’Autorità quali misure hanno posto in essere, per eliminare slogan pubblicitari che possano ingannare i consumatori sull’efficacia di tali prodotti sia in termini di cura che di prevenzione delle patologie da COVID 19, e quali decisioni abbiano adottato al fine di evitare ingiustificati e sproporzionati aumenti di prezzo. Nell’ambito dei poteri a disposizione dell’Antitrust per reprimere le pratiche commerciali sleali, l’Autorità, nel caso di diffusione di informazioni non veritiere, può intervenire in via cautelare e imporre sanzioni che possono arrivare fino a 5 milioni di euro.

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Antitrust: sospesi siti con meccanismo vendita buy and share

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

L’Antitrust ha sospeso alcuni siti che vendevano prodotti secondo il meccanismo di buy and share.”Bene, vittoria dei consumatori!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Basta con la versione moderna delle vecchie catene di Sant’Antonio, ossia con offerte commerciali vantaggiose, ma condizionate in realtà dall’adesione di altri consumatori. Peggio ancora se poi i prodotti non sono realmente disponibili e non vengono nemmeno consegnati” prosegue Dona.”L’E-commerce rappresenta l’unica forma distributiva del commercio in crescita, con incrementi delle vendite spesso a due cifre. Ma lo sviluppo delle vendite on line in Italia non ha ancora raggiunto i livelli di diffusione dei principali Paesi europei e questo anche perché, troppo spesso, viene tradita la fiducia del consumatore con pratiche scorrette. Da qui l’importanza dell’intervento di oggi dell’Authority” conclude Dona.

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Unc: Antitrust chiude procedimento su Tim per Ricarica+

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso il procedimento aperto grazie alla segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori, ottenendo dalla Tim la rimozione dei profili di possibile scorrettezza relativamente alle offerte denominate Ricarica+, le stesse per le quali l’Autorità delle Comunicazioni, il 16 dicembre, con la delibera n. 498/19/CONS ha diffidato la Tim al rispetto della legge 2 aprile 2007, n. 40.L’associazione di consumatori aveva presentato fin dal mese di giugno un esposto contro la Tim, per Ricarica+. Ora l’Antitrust ha chiuso il procedimento, ottenendo dall’operatore le modifiche al sito internet e la riorganizzazione dei contenuti informativi. “Una vittoria importante per i consumatori. Ora le compagnie telefoniche non potranno più far rientrare dalla finestra, sotto forma di offerte, i costi di ricarica che la prima lenzuolata Bersani aveva esplicitamente escluso, vietando l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il problema era sorto per le offerte Ricarica 5+ e Ricarica 10+ con le quali i clienti TIM, a fronte del pagamento di 5 e 10 euro, ricevevano rispettivamente solo 4 e 9 euro di credito, in cambio di minuti e giga illimitati per la durata di 24 ore.”Peccato che molti consumatori ci hanno segnalato di aver aderito inconsapevolmente a queste offerte. Ora l’Antitrust ha posto fine a questa pratica commerciale” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Antitrust: sanzione di oltre 10 milioni di euro a Wind tre e Vodafone

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato sanzioni a Wind Tre e a Vodafone.”Bene, ottima notizia. Le compagnie telefoniche, imperterrite, si ostinano a non essere trasparenti, a omettere tutti i costi legati alle loro offerte, a non chiedere il preventivo consenso del consumatore nei modi dovuti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo il legislatore dovrebbe consentire all’Authority di comminare sanzioni ancora più pesanti, specie per le compagnie telefoniche, considerato quanto sono recidive. Ora attendiamo le sanzioni anche per la vicenda delle bollette da 28 giorni” conclude Dona. (n.r. Anche noi siamo vittime delle politiche adottate da Wind e da Vodafone che ci caricano di costi a nostra insaputa. Possibile che tali atteggiamenti devono restare impuniti? La colpa è anche del legislatore che si lascia “sedurre” da questa tattica del lasciar fare come se si dovesse considerarla il minore dei mali per una politica arrogante e irrispettosa nei riguardi dell’utenza e che lascia la convinzione di essere alla mercé di poteri al di sopra di tutto e che appaiono intoccabili grazie anche al fatto che abbiamo una giustizia farraginosa, lenta e poco propensa a comminare sanzioni esemplari in specie in casi di recidiva.)

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Antitrust: istruttoria contro Poste Italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

L’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti della società Poste Italiane S.p.A. per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare delle raccomandate.
“Ottima notizia! Era ora! Si faccia luce sul servizio delle raccomandate, decisamente troppo caro e poco efficiente. Bisogna tornare ai tempi in cui il postino suona sempre due volte. Non è possibile che il destinatario non si cerchi nei dovuti modi e che si lasci sistematicamente l’avviso di giacenza in casella, costringendo il consumatore a fare lunghe code in posta per recuperare la raccomandata ricevuta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Antitrust: condanne per E-commerce

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

“Bene, ottima notizia! Si tratta dell’ennesima condanna a società operanti nelle vendite on line” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia dell’Antitrust che ha condannato tre società attive nel settore dell’e-commerce, irrogando sanzioni per un ammontare complessivo di 515mila euro.”L’E-commerce rappresenta l’unica forma distributiva del commercio in crescita, con incrementi delle vendite a due cifre. L’ultimo dato Istat, relativo al mese di agosto, ha segnato un rialzo annuo del 19,4%. Ma lo sviluppo dell’E-commerce nel nostro Paese non ha ancora raggiunto i livelli di diffusione dei principali Paesi europei e questo anche perché, troppo spesso, viene tradita la fiducia del consumatore con pratiche scorrette. Da qui l’importanza di queste sanzioni” conclude Dona.

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Antitrust: sanzione a società noleggio auto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

L’Autorità della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato la società B Rent S.r.l., che svolge attività di noleggio autoveicoli senza conducente, con una sanzione amministrativa pecuniaria di 250.000 euro per pratica commerciale scorretta.”Bene, sono troppe la pratiche scorrette in questo campo. Non è la prima volta che viene condannata una società di noleggio auto. Già nel 2018, grazie ad un nostro esposto, ci fu una condanna analoga” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo non è infrequente l’abitudine di addebitare, in modo ingiustificato, importi a titolo di rimborso per danni riscontrati sulle autovetture noleggiate. In alcuni casi si tratta addirittura di danni preesistenti. Per questo suggeriamo ai consumatori la massima cautela” conclude Dona. Di seguito alcuni suggerimenti:
Al ritiro: se non avete accettato la cancellazione della franchigia, ispezionate attentamente l’esterno dell’auto a noleggio, per verificare eventuali danni a carrozzeria e cristalli e, se del caso, fateli riportare sul contratto; verificate anche l’esistenza della ruota di scorta e degli attrezzi di bordo, sia per evitare contestazioni al rientro e soprattutto per non trovarsi nei guai. Controllate che l’indicatore di livello carburante segnali il pieno.
Durante l’utilizzo: l’auto a noleggio è assicurata contro il furto e anche contro danni da collisione, ma se parcheggiate e ve ne andate a spasso con le chiavi nel cruscotto, oppure fate condurre il veicolo da un terzo non registrato e sbatte contro un parapetto per negligenza o imperizia, la compagnia assicuratrice potrebbe rivalersi su di voi. Utilizzate la normale diligenza, controllate il livello dei liquidi e la pressione delle gomme. Se avete un incidente, che non blocca il veicolo, compilate il modulo di constatazione amichevole (il CID) attentamente, per consegnarlo al rientro; se l’incidente blocca il veicolo chiamate il numero di emergenza per il recupero del veicolo e la sua sostituzione per completare il periodo di noleggio. Se ci sono feriti o comunque lesioni (vostre o di altri), preoccupatevi di avere la documentazione medica relativa per l’assicurazione. Comunque, in caso di incidente, usate il vostro smartphone per fotografare la scena, i danni ed il contesto stradale.
Al rientro: lasciatevi un margine di tempo utile per la riconsegna del veicolo; arrivare tardi con l’aereo o il treno che sta per partire e quindi lasciare le chiavi in una cassetta può essere comodo, ma vi espone a rischi di piccoli abusi che non potrete più controllare. La cosa migliore è organizzarsi per riconsegnare il veicolo nelle ore di apertura del punto di noleggio e far accettare il veicolo da un addetto: eventuali danni dovranno esservi contestati, insieme alle eventuali modalità di valorizzazione degli stessi. Riceverete fattura per posta o email e l’addebito sulla vostra carta di credito. Se invece dovete lasciare le chiavi e correre, sarebbe buona cosa fotografare il veicolo nel parcheggio del punto di noleggio per documentarne il rientro e l’assenza di danni, oppure l’estensione dei medesimi.
Dopo la consegna. Dopo aver riconsegnata l’auto a noleggio, potreste ricevere una richiesta per danni: il preventivo deve essere circostanziato e documentato con fotografie, che potrete utilizzare per una valutazione dal vostro carrozziere di fiducia sulla congruità del preventivo stesso.Se siete certi che nessun danno era visibile alla riconsegna (per questo sarebbe bene fare alcune foto del veicolo) contestate il preventivo e diffidate il punto di noleggio ad addebitare alcunché sulla vostra carta di credito; avvertite preventivamente la banca che gestisce la vostra carta che potreste dover disconoscere degli addebiti non dovuti da parte del punto di noleggio.Potreste ricevere richiesta di rimborso di multe notificate all’azienda di noleggio per infrazioni rilevate durante il periodo del vostro noleggio; vi devono inviare copia del verbale. Verificate i tempi di notifica e la fondatezza della multa per permettere all’azienda di noleggio di fare eventualmente ricorso.

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Dieselgate: Tar, ok maximulta Antitrust 5 mln a VW

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Il Tar del Lazio ha confermato la maximulta da cinque milioni di euro inflitta nell’agosto 2016 dall’Antitrust a Volkswagen per lo scandalo ‘Dieselgate’.”Una vittoria per i consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Un fatto importante, considerato che la sanzione era pari al massimo edditale. Certo il legislatore farebbe meglio a eliminare del tutto i tetti, stabilendo il principio che le multe devono sempre essere superiori all’illecito guadagno e commisurate al fatturato dell’azienda. Ma cinque milioni di euro sono comunque una sanzione importante e significativa. Il rischio era che venisse ridotta dal Tar” conclude Dona.

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Buy&sharing: Dopo pronuncia Antitrust non finisce tutto: disonesti e furbi ci sono sempre

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

L’Antitrust si è pronunciata con un multone nei confronti di diverse società che applicavano in Rete il sistema di vendita piramidale conosciuto col nome di Buy&Sharing: versi una caparra per acquistare un prodotto a prezzo mozzafiato e ti inserisci in una lista, che via via che ci sono nuovi adepti, quelli in cima alla lista riescono ad avere il prodotto che hanno prenotato, ma se non hai pazienza di aspettare il tuo “turno” puoi procedere all’acquistato di quanto hai già prenotato ma con un prezzo molto al di fuori (al rialzo) rispetto al mercato. Ma – ed è questo che ha sanzionato l’Autorità – se cominciano a mancare quelli in fondo alla lista che via via si aggiungono, la lista stessa si ferma. E, come è accaduto grazie a diverse denunce presentate anche da Aduc, denunce anche penali oltre che all’Autorità di Garanzia per la concorrenza e il mercato (Agcm, nota come Antitrust), queste società spariscono o falliscono.
La vicenda va avanti da diverso tempo e, purtroppo non sembra diminuire od attenuarsi. Ora, ovviamente, speriamo che la pronuncia dell’Antitrust riesca far parlare di più della realtà di questi venditori di occasioni false (occasioni solo tali per loro…) e di quei consumatori che, attratti al presunto prezzo basso, si fanno coinvolgere.
C’è da dire che mentre i venditori piramidali finiscono per sparire col bottino o ad intraprendere percorsi giudiziari o sanzionatori, i consumatori – buona parte di loro (Aduc ne conosce diversi che chiedono aiuto/consulenza quando si sono resi conto di essere cascati in questa rete) – non sono proprio degli sprovveduti, ma sono consapevoli di dove si sono andati ad infilare e, fintanto che riescono anch’essi a trovare persone che conoscono che si aggiungono in coda alla lista che dovrebbe poterli portare ad arrivare in cima ed acquistare il prodotto a prezzo mozza fiato, partecipano al “gioco”; ma quando si accorgono che stanno solo per rimetterci soldi, ecco che si rivolgono ad Aduc come se la nostra associazione fosse detentrice di bacchetta magica per far sparire o rinsavire tutti i presunti malfattori… e si “devono accontentare” che Aduc dia loro indicazioni su come avviare un procedimento anche penale contro i loro “benefattori”, oltre al fatto che Aduc
coinvolge sempre l’Antitrust.
In questo contesto c’è da ricordare che, nonostante la nutrita lista dei multati da parte dell’Antitrust (6 aziende), il fenomeno è tutt’altro che in calo. Non solo, ma a coloro che usano quei metodi rilevati illeciti da parte dell’Antitrust, se ne aggiungono continuamente di nuovi che usano metodi più “innovativi” e meglio mascherati, ma che poi in sostanza sono sempre vendite piramidali che si basano sugli ultimi che pagano per i primi… fintanto che questi ultimi non si esauriscono (in genere molo, ma proprio molto presto) e tutti quelli in lista rimangono col cerino in mano e il portafogli vuoto.
Aduc continua la sua opera di vigilanza e informazione, in generale e per ogni specifico caso che i singoli consumatori vorranno sottoporre ai propri servizi di consulenza e assistenza. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Antitrust: sanzioni per cartello vendita auto tramite finanziamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per un totale complessivo di circa 678 milioni di euro i principali gruppi automobilistici operanti in Italia nel settore della vendita di autoveicoli mediante prodotti finanziari, nonché le relative associazioni di categoria, per un’intesa restrittiva della concorrenza.”Bene! Finalmente si fa un po’ di luce nei rapporti tra i gruppi automobilistici e le società finanziarie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ evidente da tempo la politica commerciale di cercare di imporre al consumatore la vendita di auto in abbinamento ad un finanziamento. Il coordinamento delle condizioni economiche e contrattuali applicate ai consumatori finali ha avuto come conseguenza l’applicazione di tassi di interesse più alti del dovuto. Per questo i consumatori andrebbero ora risarciti. Speriamo che la sanzione serva da deterrente anche in altri settori” conclude Dona.

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Antitrust: ancora giochetti sui 28 giorni, segnalata Fastweb

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Tutti gli operatori hanno l’obbligo di ristorare i consumatori dei giorni erosi in seguito alla fatturazione a 28 giorni: Fastweb “regala” il servizio WOW SPACE, ma il contratto prevede un’espressa rinuncia ai diritti dei consumatori.“E’ inaccettabile che si continuino a fare giochini sulle spalle dei consumatori: nonostante il rimborso dei 28 giorni sia obbligatoriamente previsto entro il 31 dicembre, gli operatori continuano ad adottare soluzioni fantasiose pur di sottrarsi agli obblighi di legge”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando la segnalazione depositata all’Autorità Antitrust e all’Agcom nei confronti dell’operatore Fastweb.Di cosa si tratta? Lo spiega l’avv. Dona: “in pratica Fastweb propone agli utenti di rinunciare al diritto di ristoro per i giorni erosi nell’illecito passaggio alla fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa in cambio della fornitura del servizio Wow Space per un anno. Si tratterebbe di un nuovo servizio cloud illimitato, disponibile per tutti i nuovi e già clienti fissi e mobili Fastweb”. “Nascondere nelle pieghe di un contratto che nessuno leggerà mai la rinuncia ai propri diritti non può passare inosservato -prosegue l’avvocato Dona- per questo è urgente che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (che ha stabilito l’obbligo dei rimborsi entro fine anno), ma anche l’Autorità Antitrust (che si occupa di pratiche commerciali scorrette), facciano chiarezza sul comportamento di Fastweb: se fosse accertata la scorrettezza di questa pratica, è necessario sanzionare adeguatamente l’operatore anche come monito per tutti gli altri, i cui uffici marketing si stanno industriando per sottrarre ai consumatori ciò che gli spetta di diritto.”

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Antitrust e condanna Eni: parole chiare su prescrizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

L’Autorità ha accertato la reiterazione da parte di Eni gas e luce S.p.A. della condotta consistente nell’inadeguata gestione delle istanze dei consumatori relative alla fatturazione dei consumi di elettricità e gas, come ad esempio maxi conguagli riguardanti periodi di consumo superiori anche a cinque anni dalla data di emissione della fattura.”Bene, accolto il nostro esposto all’Antitrust in cui denunciavamo Eni gas e luce per i maxi conguagli e la prescrizione delle bollette” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora basta con gli abusi! La società, infatti, si ostinava a non riconoscere il beneficio della prescrizione quinquennale, anche nei casi in cui questa veniva regolarmente eccepita dal cliente, come previsto dall’art. 2934 del Codice Civile” prosegue Dona.“La prescrizione, che il legislatore ha appena portato a due anni proprio per evitare i maxi conguagli, deve decorrere dalla data di emissione della bolletta che il consumatore riceve a casa. Eni Gas e Luce, invece, la faceva partire da quando riceveva i dati di consumo dal distributore e, quindi, rifiutava di riconoscere la prescrizione eccepita dal consumatore. Ma non riconoscendo la prescrizione e imputando la responsabilità dei maxi conguagli alle inadempienze del distributore, si opponeva un ostacolo al legittimo esercizio dei diritti contrattuali del consumatore. Da qui il nostro esposto e la condanna di oggi” conclude Dona.

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Concorrenza, Antitrust: nuovo governo riprenda strada delle liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2018

L’auspicio è che la nuova legislatura riprenda il sentiero delle liberalizzazioni, aggiustando il tiro su alcune criticità e rispettando l’obbligo della legge annuale. Questo l’appello che l’Antitrust ha rivolto al Parlamento e al governo che si insedierà nella sua relazione annuale con riferimento all’anno 2017. Professioni, sanità, ma anche poste, concessioni, diritti d’autore, sono i settori su cui si concentrano le attenzioni dell’Antitrust nella segnalazione annuale dell’attività 2017 consegnata alle Camere: settori oggetto per altro della legge della Concorrenza ma su cui successivi interventi legislativi, tra cui la Legge Lorenzin, il Decreto Fiscale e la legge Bilancio, hanno riportato indietro in alcuni casi la situazione. E qui parte l’invito al prossimo Governo per riprendere un percorso verso le liberalizzazioni. Anche perché la legge Concorrenza (intervento che avrebbe dovuto essere annuale) nel lungo iter di approvazione ha perso per strada, secondo il punto di vista dell’Antitrust, molte delle spinte liberalizzatrici. E per altro, continua, mancano ancora molti decreti attuativi. Tra i punti presi in considerazione nella Relazione, stando a quanto emerge dalle Agenzie, ci sono anche le professioni: a non andare giù all’Antitrust sono la nuova disciplina sull’equo compenso, nonché il riordino delle professioni sanitarie contenuto nella legge Lorenzin, con la creazione di nuovi Ordini. Per quanto riguarda il settore farmacie, si apprende da voci interne alla categoria che, dopo l’approvazione della legge sulla concorrenza, sono continuate le audizioni delle varie componenti della professione e a emergere da questi incontri sarebbe anche l’intenzione da parte dell’Antitrust di riprendere alcune proposte pro liberalizzazione che non avevano trovato posto nella Legge Concorrenza di agosto 2017, intenzione confermata nella relazione. Insomma, «tra passi indietro e cambiamenti che non sono arrivati» scrive il Sole «sono troppi i settori coinvolti per non pensare a una cronica difficoltà a legiferare a favore del mercato». Da qui l’appello dell’Antitrust a Governo che si insedierà: riprendere la strada delle liberalizzazioni. (Francesca Giani – fonte: farmacista33)

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Dati Facebook. Antitrust italiano, bene! Ma…

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

La notizia che l’Antitrust italiano ha aperto un’istruttoria contro Facebook per pratica commerciale scorretta dovrebbe essere confortante. Lo sfacelo emerso con l’uso dei dati per mano di Cambridge Analytica sta quindi trovando una qualche soluzione? Siamo scettici. Per diversi motivi.
I poteri dell’Antitrust italiano… che sono quelli che sono… ma dobbiamo e possiamo accontentarci? Vedremo quali saranno le conclusioni… Cosa potra’ fare la nostra Autorita’ garante della concorrenza e del mercato? Una multa che, per quanto stratosferica potra’ essere e ammesso che alla fine dei vari ricorsi sara’ pagata, si trattera’ sempre di briciole di briciole rispetto al business messo in atto dal giocattolo di Zuckerberg; briciole che sono messe in conto da questa azienda, facilmente assorbibili in un qualunque budget dove si dedica lo zero virgola ai temporanei pizzichi di alcune zanzare.
Poi ci saranno gli altri Antitrust, tra cui i piu’ temibili sono quello europeo e quello Usa. Anche qui, vedremo. E, ammesso che arrivino a prosciugare qualche altra briciola, per restare nella stessa metafora… il processo di panificazione che parte dall’azienda della Silicon Valley continuera’ imperterrito.
E tutto questo contribuira’ a modificare qualcosa? A parole tutti se lo auspicano, soprattutto il visino pulito di Mark. E quando sara’ modificato, cosa accadra’? Metteranno la testa a posto, rispetteranno le leggi? E’ probabile. Ma il problema e’ che le leggi di ogni singolo Stato saranno sempre insufficienti, non solo alla bisogna, ma anche a far fronte alle nuove gabole che saranno inventate per continuare ad assalire le nostre liberta’ di utenti. Gabole che, quando e se scoperte visto che i metodi per non farsi scoprire saranno sempre piu’ raffinati, continueranno ad essere marginali, “briciolosi” e facilmente assorbibili dall’enorme macchina di denaro che Facebook rappresenta e continuera’ a rappresentare.
Il paragone con le droghe e’ doveroso. Tutti (a livello ufficiale ed istituzionale) ci dicono di non consumare droghe, che’ ci fanno male, fanno male alla nostra societa’ ed economia per il fatto che sono il principale strumento economico e finanziario della malavita organizzata. E chi ce le fornisce, quando viene pizzicato, viene bastonato duramente. Ma tutti continuano a consumarle, e questi tutti sono sempre di piu’. Sembra che l’effetto delle droghe sia commisurato al genere umano, e niente puo’ fermarlo.
Facebook ci ruba i dati, ma sembra che pochi utenti siano interessati e, a parte qualche gesto simbolico, il suo numero di adepti e nuovi aderenti sia in costante crescita. Con la conseguenza che la notorieta’ e la presunta indispensabilita’ dell’uso di questo strumento e’ sempre piu’ al pari dell’ara che si respira.
Quale potrebbe essere allora il meccanismo per evitare che droghe e Facebook ci facciano male? Semplice: farne a meno, a livello di scelta individuale. E se non vogliamo farlo, ci dovrebbe essere il conforto della legge e della autorita’ perche’ ci si possa fare meno male, con la consapevolezza che il male ce lo stiamo comunque cercando. E con altrettanta consapevolezza che quand’anche le droghe fossero tutte legali (e quindi i consumatori non dovrebbero subire le conseguenze del proibizionismo, ma solo quelle delle sostanze in se’, in un regime di consapevolezza sanitaria, individuale ed istituzionale), e quand’anche esistessero norme che possano impedire ai vari Facebook di rubarci la liberta’ individuale, non potra’ mai esistere la certezza di essere sicuri, e i delinquenti di entrambi gli ambiti sarebbero sempre dietro l’angolo.
Ma, se per le droghe abbiamo quintali e quintali di dissuasori in costante funzione, non sembra che sia altrettanto per Facebook et similia. Sara’ quindi il caso che questi dissuasori comincino a funzionare. E, per i piu’ timorosi, non ci sarebbe neanche da preoccuparsi del processo di erosione dell’esistenza del giocattolo di Mark, perche’ non minerebbe nessuna liberta’ individuale e collettiva. Anzi, e’ altamente probabile che ci stimolerebbe, a livello individuale e sociale, a migliorare i nostri strumenti di socialita’, facendo tesoro di quanto accaduto nel passato. Cioe’, in sostanza, le distorsioni del mercato (la delinquenza di Facebook, nella fattispecie) hanno solo un metodo per essere combattute e superate, con il mercato: col suo principio principe, quello della offerta e della domanda. Facendo, cioe’, venir meno la domanda.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Antitrust: Commission invites comments on TenneT’s proposed commitments to increase cross border electricity capacity with Denmark

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

The European Commission has invited comments on commitments by the German grid operator TenneT to increase capacity on the electricity interconnector between Western Denmark and Germany. The commitments are in response to Commission concerns that capacity restrictions may breach EU antitrust rules.Prior to the opening of the investigation and sending of a preliminary assessment on 19 March 2018, TenneT had already been in commitment discussions with the Commission. The opening of the investigation allowed TenneT to formally submit a set of commitments to address the Commission’s concerns. In particular, TenneT is proposing to ensure that the maximum capacity of the interconnector between Denmark and Germany would be made available to the market, while preserving the security of the German high-voltage electricity network. The Commission invites all stakeholders to submit their views on the commitments. Taking into account all comments received, the Commission will then take a final view on whether the commitments address its competition concerns. Commissioner Margrethe Vestager, in charge of competition policy, said: “Electricity interconnectors must be open to cross-border trade if we are to build a real Energy Union. To achieve this we need to ensure that energy flows freely without any capacity restrictions that may breach EU antitrust rules. In this context, we will assess whether TenneT’s proposed commitments address our competition concerns in light of the responses of interested parties.

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Facebook, antitrust Usa conferma l’apertura di un’inchiesta

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

La Federal Trade Commission (Ftc) ha aperto un’indagine su Facebook e sull’uso dei dati personali da parte del colosso dei social media.”Bene, ora attendiamo l’apertura di un’indagine anche da parte dell’Antitrust italiana, alla quale ci siamo rivolti settimana scorsa proprio per accertare se la pratica commerciale adottata da Facebook di consentire ai fornitori di servizi sulla piattaforma di accedere ai dati degli utenti iscritti, sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non si comprende, ad esempio, se l’utente gode del diritto di prestare o negare il consenso all’accesso ai dati personali da parte di soggetti terzi diversi da Facebook, se i dati dell’utente potranno essere utilizzati da sviluppatori di app per fini diversi da quelli inerenti all’utilizzo delle app, quali sono le informazioni cui i terzi possono accedere senza il consenso espresso degli utenti” conclude Dona.

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Energia: Unc, esposto ad Antitrust su prescrizione bollette

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

L’Unione Nazionale Consumatori ha presentato un esposto all’Antitrust contro Eni Gas e Luce in relazione alla prescrizione delle bollette di luce e gas e al tema dei maxiconguagli: la società, infatti, si ostina a non riconoscere il beneficio della prescrizione quinquennale, anche nei casi in cui questa venga regolarmente eccepita dal cliente, come previsto dall’art. 2934 del Codice Civile.Per questo l’associazione di consumatori ha inviato una segnalazione all’Autorità della Concorrenza e del Mercato chiedendo di valutare se la pratica attuata da Eni Gas e Luce possa considerarsi scorretta: “la prescrizione, che il legislatore ha appena portato a due anni proprio per evitare i maxi conguagli, deve decorrere dalla data di emissione della bolletta che il consumatore riceve a casa” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Eni Gas e Luce, invece, la fa partire da quando riceve i dati di consumo dal distributore e, quindi, rifiuta di riconoscere la prescrizione eccepita dal consumatore” prosegue Dona.La tesi dell’azienda non ci sembra accettabile dal punto di vista del consumatore: Eni Gas e Luce anche nel corso delle procedure di conciliazione presso Acquirente Unico continua a sostenere che “non sono applicabili le norme di prescrizione, ma le norme contrattuali che, al contrario consentono illimitatamente il conguaglio dei consumi effettivi dal momento in cui vengono resi noti alla società di vendita”. In pratica si addossa la responsabilità per il ritardo nella fatturazione al Distributore (che, ricordiamo, è il soggetto incaricato di effettuare le letture), ma ciò – secondo UNC- non può essere opposto al consumatore che ha un rapporto esclusivamente con la società di vendita!”Non riconoscendo la prescrizione e imputando la responsabilità dei maxi conguagli alle inadempienze del distributore, si oppone un ostacolo al legittimo esercizio dei diritti contrattuali del consumatore. Da qui il nostro esposto” conclude Dona.

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Antitrust: sanzione da 4.8 milioni a Telecom Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per pratica commerciale scorretta Telecom Italia S.p.A per un ammontare complessivo di 4,8 milioni di euro.”Ottima notizia! Finalmente si condanna questa pratica odiosa, sulla quale è dovuto intervenire anche il legislatore con il recente Dl Fisco, prevedendo che è sempre pratica commerciale scorretta ogni comunicazione al pubblico che non assicuri il collegamento in fibra fino all’unità immobiliare del cliente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Una vera e propria presa in giro del consumatore che veniva ingannato sulle reali possibilità di poter aver la fibra a casa sua” conclude Dona.L’associazione di consumatori ricorda che nel Dl Fisco (decreto legge n. 148/2017, convertito dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172), si è previsto che costituisce pratica commerciale scorretta ogni comunicazione al pubblico dell’offerta di servizi di comunicazione elettronica che non rispetti le caratteristiche tecniche definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, tra le quali il collegamento in fibra fino all’unita’ immobiliare del cliente.

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Antitrust: multa di 2,42 miliardi di EUR a Google

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

google-building-44Bruxelles. La Commissione europea ha imposto a Google un’ammenda di 2,42 miliardi di EUR per violazione delle norme antitrust dell’UE. Google ha abusato della posizione dominante sul mercato in quanto motore di ricerca accordando un vantaggio illegale a un altro suo prodotto, il servizio di acquisto comparativo.
La società deve porre fine a tale comportamento entro 90 giorni o sarà soggetta al pagamento di una penalità fino al 5% del fatturato giornaliero medio mondiale di Alphabet, la società madre di Google.
Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “Google ha lanciato tanti prodotti e servizi innovativi che ci hanno cambiato la vita. Gli effetti sono indubbiamente positivi. Ma nella strategia attuata per il suo servizio di acquisti comparativi, non si è limitata a rendere il suo prodotto migliore di quelli concorrenti per attrarre più clienti. Google ha abusato della sua posizione dominante come motore di ricerca per promuovere il suo servizio tra i risultati della ricerca e per retrocedere quello dei concorrenti.Google ha tenuto un comportamento illegale ai sensi delle norme antitrust dell’UE perché ha impedito ad altre imprese di competere in base ai propri meriti e di innovare. Ma soprattutto, ha negato ai consumatori europei la possibilità di scegliere liberamente i servizi e di sfruttare appieno i vantaggi dell’innovazione.”
Strategia di Google per il suo servizio di acquisti comparativi
Il prodotto di punta di Google è il suo motore di ricerca che fornisce risultati di ricerca ai consumatori, che pagano per il servizio con i loro dati. Circa il 90% delle entrate di Google proviene dalle inserzioni pubblicitarie, come quelle proposte ai consumatori a seguito di una ricerca.Nel 2004 Google è entrata nel mercato distinto dei servizi di acquisti comparativi in Europa, con un prodotto inizialmente denominato “Froogle” e rinominato “Google Product Search” nel 2008 e “Google Shopping” nel 2013. Il prodotto consente ai consumatori di raffrontare i prodotti e i prezzi online e individuare offerte proposte da rivenditori online di tutti i tipi, tra cui negozi online dei produttori, piattaforme come Amazon e eBay e altri rivenditori.Quando Google ha introdotto il servizio di acquisti comparativi Froogle, erano già presenti sul mercato diversi operatori. Secondo i dati di cui disponeva all’epoca, Google era al corrente dei risultati scadenti di Froogle sul mercato (in un documento interno del 2006 si legge che Froogle simply doesn’t work / Froogle non funziona).Per essere competitivi, i servizi di acquisti comparativi si basano, in ampia misura, sul traffico: più è intenso, più le pagine sono cliccate e gli utili aumentano. Inoltre, l’aumento del traffico attira un maggior numero di rivenditori che vogliono proporre i loro prodotti attraverso il servizio di acquisti comparativi. Grazie alla sua posizione dominante nella ricerca generica su internet, il motore di ricerca di Google è un’importante fonte di traffico per i servizi di acquisti comparativi.
Dal 2008 Google ha operato un cambiamento di rotta nella strategia attuata per affermare il proprio servizio di acquisti comparativi sui mercati europei, facendo leva sulla propria posizione dominante nella ricerca generica su internet invece che sulla capacità di competere in base ai propri meriti.
Per formulare la sua decisione, la Commissione ha raccolto e attentamente analizzato una vasta gamma di prove, tra cui:
1) documenti di Google e di altri operatori del mercato risalenti all’epoca dei fatti;
2) grandi quantità di dati oggettivi, tra cui 5,2 terabyte di risultati della ricerca su Google (circa 1,7 miliardi di ricerche);
3) esperimenti e indagini finalizzati ad analizzare soprattutto l’impatto della visibilità dei risultati della ricerca sul comportamento dei consumatori e sulla percentuale di clic;
4) dati finanziari e sul traffico che attestano l’importanza commerciale della visibilità dei risultati della ricerca su Google e le conseguenze della retrocessione;
5) un’ampia indagine di mercato sui clienti e sui concorrenti nei mercati interessati (con questionari inviati dalla Commissione a diverse centinaia di imprese).

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