Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘antitrust’

Antitrust: sanzioni per cartello vendita auto tramite finanziamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per un totale complessivo di circa 678 milioni di euro i principali gruppi automobilistici operanti in Italia nel settore della vendita di autoveicoli mediante prodotti finanziari, nonché le relative associazioni di categoria, per un’intesa restrittiva della concorrenza.”Bene! Finalmente si fa un po’ di luce nei rapporti tra i gruppi automobilistici e le società finanziarie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ evidente da tempo la politica commerciale di cercare di imporre al consumatore la vendita di auto in abbinamento ad un finanziamento. Il coordinamento delle condizioni economiche e contrattuali applicate ai consumatori finali ha avuto come conseguenza l’applicazione di tassi di interesse più alti del dovuto. Per questo i consumatori andrebbero ora risarciti. Speriamo che la sanzione serva da deterrente anche in altri settori” conclude Dona.

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Antitrust: ancora giochetti sui 28 giorni, segnalata Fastweb

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Tutti gli operatori hanno l’obbligo di ristorare i consumatori dei giorni erosi in seguito alla fatturazione a 28 giorni: Fastweb “regala” il servizio WOW SPACE, ma il contratto prevede un’espressa rinuncia ai diritti dei consumatori.“E’ inaccettabile che si continuino a fare giochini sulle spalle dei consumatori: nonostante il rimborso dei 28 giorni sia obbligatoriamente previsto entro il 31 dicembre, gli operatori continuano ad adottare soluzioni fantasiose pur di sottrarsi agli obblighi di legge”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando la segnalazione depositata all’Autorità Antitrust e all’Agcom nei confronti dell’operatore Fastweb.Di cosa si tratta? Lo spiega l’avv. Dona: “in pratica Fastweb propone agli utenti di rinunciare al diritto di ristoro per i giorni erosi nell’illecito passaggio alla fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa in cambio della fornitura del servizio Wow Space per un anno. Si tratterebbe di un nuovo servizio cloud illimitato, disponibile per tutti i nuovi e già clienti fissi e mobili Fastweb”. “Nascondere nelle pieghe di un contratto che nessuno leggerà mai la rinuncia ai propri diritti non può passare inosservato -prosegue l’avvocato Dona- per questo è urgente che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (che ha stabilito l’obbligo dei rimborsi entro fine anno), ma anche l’Autorità Antitrust (che si occupa di pratiche commerciali scorrette), facciano chiarezza sul comportamento di Fastweb: se fosse accertata la scorrettezza di questa pratica, è necessario sanzionare adeguatamente l’operatore anche come monito per tutti gli altri, i cui uffici marketing si stanno industriando per sottrarre ai consumatori ciò che gli spetta di diritto.”

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Antitrust e condanna Eni: parole chiare su prescrizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

L’Autorità ha accertato la reiterazione da parte di Eni gas e luce S.p.A. della condotta consistente nell’inadeguata gestione delle istanze dei consumatori relative alla fatturazione dei consumi di elettricità e gas, come ad esempio maxi conguagli riguardanti periodi di consumo superiori anche a cinque anni dalla data di emissione della fattura.”Bene, accolto il nostro esposto all’Antitrust in cui denunciavamo Eni gas e luce per i maxi conguagli e la prescrizione delle bollette” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora basta con gli abusi! La società, infatti, si ostinava a non riconoscere il beneficio della prescrizione quinquennale, anche nei casi in cui questa veniva regolarmente eccepita dal cliente, come previsto dall’art. 2934 del Codice Civile” prosegue Dona.“La prescrizione, che il legislatore ha appena portato a due anni proprio per evitare i maxi conguagli, deve decorrere dalla data di emissione della bolletta che il consumatore riceve a casa. Eni Gas e Luce, invece, la faceva partire da quando riceveva i dati di consumo dal distributore e, quindi, rifiutava di riconoscere la prescrizione eccepita dal consumatore. Ma non riconoscendo la prescrizione e imputando la responsabilità dei maxi conguagli alle inadempienze del distributore, si opponeva un ostacolo al legittimo esercizio dei diritti contrattuali del consumatore. Da qui il nostro esposto e la condanna di oggi” conclude Dona.

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Concorrenza, Antitrust: nuovo governo riprenda strada delle liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2018

L’auspicio è che la nuova legislatura riprenda il sentiero delle liberalizzazioni, aggiustando il tiro su alcune criticità e rispettando l’obbligo della legge annuale. Questo l’appello che l’Antitrust ha rivolto al Parlamento e al governo che si insedierà nella sua relazione annuale con riferimento all’anno 2017. Professioni, sanità, ma anche poste, concessioni, diritti d’autore, sono i settori su cui si concentrano le attenzioni dell’Antitrust nella segnalazione annuale dell’attività 2017 consegnata alle Camere: settori oggetto per altro della legge della Concorrenza ma su cui successivi interventi legislativi, tra cui la Legge Lorenzin, il Decreto Fiscale e la legge Bilancio, hanno riportato indietro in alcuni casi la situazione. E qui parte l’invito al prossimo Governo per riprendere un percorso verso le liberalizzazioni. Anche perché la legge Concorrenza (intervento che avrebbe dovuto essere annuale) nel lungo iter di approvazione ha perso per strada, secondo il punto di vista dell’Antitrust, molte delle spinte liberalizzatrici. E per altro, continua, mancano ancora molti decreti attuativi. Tra i punti presi in considerazione nella Relazione, stando a quanto emerge dalle Agenzie, ci sono anche le professioni: a non andare giù all’Antitrust sono la nuova disciplina sull’equo compenso, nonché il riordino delle professioni sanitarie contenuto nella legge Lorenzin, con la creazione di nuovi Ordini. Per quanto riguarda il settore farmacie, si apprende da voci interne alla categoria che, dopo l’approvazione della legge sulla concorrenza, sono continuate le audizioni delle varie componenti della professione e a emergere da questi incontri sarebbe anche l’intenzione da parte dell’Antitrust di riprendere alcune proposte pro liberalizzazione che non avevano trovato posto nella Legge Concorrenza di agosto 2017, intenzione confermata nella relazione. Insomma, «tra passi indietro e cambiamenti che non sono arrivati» scrive il Sole «sono troppi i settori coinvolti per non pensare a una cronica difficoltà a legiferare a favore del mercato». Da qui l’appello dell’Antitrust a Governo che si insedierà: riprendere la strada delle liberalizzazioni. (Francesca Giani – fonte: farmacista33)

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Dati Facebook. Antitrust italiano, bene! Ma…

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

La notizia che l’Antitrust italiano ha aperto un’istruttoria contro Facebook per pratica commerciale scorretta dovrebbe essere confortante. Lo sfacelo emerso con l’uso dei dati per mano di Cambridge Analytica sta quindi trovando una qualche soluzione? Siamo scettici. Per diversi motivi.
I poteri dell’Antitrust italiano… che sono quelli che sono… ma dobbiamo e possiamo accontentarci? Vedremo quali saranno le conclusioni… Cosa potra’ fare la nostra Autorita’ garante della concorrenza e del mercato? Una multa che, per quanto stratosferica potra’ essere e ammesso che alla fine dei vari ricorsi sara’ pagata, si trattera’ sempre di briciole di briciole rispetto al business messo in atto dal giocattolo di Zuckerberg; briciole che sono messe in conto da questa azienda, facilmente assorbibili in un qualunque budget dove si dedica lo zero virgola ai temporanei pizzichi di alcune zanzare.
Poi ci saranno gli altri Antitrust, tra cui i piu’ temibili sono quello europeo e quello Usa. Anche qui, vedremo. E, ammesso che arrivino a prosciugare qualche altra briciola, per restare nella stessa metafora… il processo di panificazione che parte dall’azienda della Silicon Valley continuera’ imperterrito.
E tutto questo contribuira’ a modificare qualcosa? A parole tutti se lo auspicano, soprattutto il visino pulito di Mark. E quando sara’ modificato, cosa accadra’? Metteranno la testa a posto, rispetteranno le leggi? E’ probabile. Ma il problema e’ che le leggi di ogni singolo Stato saranno sempre insufficienti, non solo alla bisogna, ma anche a far fronte alle nuove gabole che saranno inventate per continuare ad assalire le nostre liberta’ di utenti. Gabole che, quando e se scoperte visto che i metodi per non farsi scoprire saranno sempre piu’ raffinati, continueranno ad essere marginali, “briciolosi” e facilmente assorbibili dall’enorme macchina di denaro che Facebook rappresenta e continuera’ a rappresentare.
Il paragone con le droghe e’ doveroso. Tutti (a livello ufficiale ed istituzionale) ci dicono di non consumare droghe, che’ ci fanno male, fanno male alla nostra societa’ ed economia per il fatto che sono il principale strumento economico e finanziario della malavita organizzata. E chi ce le fornisce, quando viene pizzicato, viene bastonato duramente. Ma tutti continuano a consumarle, e questi tutti sono sempre di piu’. Sembra che l’effetto delle droghe sia commisurato al genere umano, e niente puo’ fermarlo.
Facebook ci ruba i dati, ma sembra che pochi utenti siano interessati e, a parte qualche gesto simbolico, il suo numero di adepti e nuovi aderenti sia in costante crescita. Con la conseguenza che la notorieta’ e la presunta indispensabilita’ dell’uso di questo strumento e’ sempre piu’ al pari dell’ara che si respira.
Quale potrebbe essere allora il meccanismo per evitare che droghe e Facebook ci facciano male? Semplice: farne a meno, a livello di scelta individuale. E se non vogliamo farlo, ci dovrebbe essere il conforto della legge e della autorita’ perche’ ci si possa fare meno male, con la consapevolezza che il male ce lo stiamo comunque cercando. E con altrettanta consapevolezza che quand’anche le droghe fossero tutte legali (e quindi i consumatori non dovrebbero subire le conseguenze del proibizionismo, ma solo quelle delle sostanze in se’, in un regime di consapevolezza sanitaria, individuale ed istituzionale), e quand’anche esistessero norme che possano impedire ai vari Facebook di rubarci la liberta’ individuale, non potra’ mai esistere la certezza di essere sicuri, e i delinquenti di entrambi gli ambiti sarebbero sempre dietro l’angolo.
Ma, se per le droghe abbiamo quintali e quintali di dissuasori in costante funzione, non sembra che sia altrettanto per Facebook et similia. Sara’ quindi il caso che questi dissuasori comincino a funzionare. E, per i piu’ timorosi, non ci sarebbe neanche da preoccuparsi del processo di erosione dell’esistenza del giocattolo di Mark, perche’ non minerebbe nessuna liberta’ individuale e collettiva. Anzi, e’ altamente probabile che ci stimolerebbe, a livello individuale e sociale, a migliorare i nostri strumenti di socialita’, facendo tesoro di quanto accaduto nel passato. Cioe’, in sostanza, le distorsioni del mercato (la delinquenza di Facebook, nella fattispecie) hanno solo un metodo per essere combattute e superate, con il mercato: col suo principio principe, quello della offerta e della domanda. Facendo, cioe’, venir meno la domanda.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Antitrust: Commission invites comments on TenneT’s proposed commitments to increase cross border electricity capacity with Denmark

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

The European Commission has invited comments on commitments by the German grid operator TenneT to increase capacity on the electricity interconnector between Western Denmark and Germany. The commitments are in response to Commission concerns that capacity restrictions may breach EU antitrust rules.Prior to the opening of the investigation and sending of a preliminary assessment on 19 March 2018, TenneT had already been in commitment discussions with the Commission. The opening of the investigation allowed TenneT to formally submit a set of commitments to address the Commission’s concerns. In particular, TenneT is proposing to ensure that the maximum capacity of the interconnector between Denmark and Germany would be made available to the market, while preserving the security of the German high-voltage electricity network. The Commission invites all stakeholders to submit their views on the commitments. Taking into account all comments received, the Commission will then take a final view on whether the commitments address its competition concerns. Commissioner Margrethe Vestager, in charge of competition policy, said: “Electricity interconnectors must be open to cross-border trade if we are to build a real Energy Union. To achieve this we need to ensure that energy flows freely without any capacity restrictions that may breach EU antitrust rules. In this context, we will assess whether TenneT’s proposed commitments address our competition concerns in light of the responses of interested parties.

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Facebook, antitrust Usa conferma l’apertura di un’inchiesta

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

La Federal Trade Commission (Ftc) ha aperto un’indagine su Facebook e sull’uso dei dati personali da parte del colosso dei social media.”Bene, ora attendiamo l’apertura di un’indagine anche da parte dell’Antitrust italiana, alla quale ci siamo rivolti settimana scorsa proprio per accertare se la pratica commerciale adottata da Facebook di consentire ai fornitori di servizi sulla piattaforma di accedere ai dati degli utenti iscritti, sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non si comprende, ad esempio, se l’utente gode del diritto di prestare o negare il consenso all’accesso ai dati personali da parte di soggetti terzi diversi da Facebook, se i dati dell’utente potranno essere utilizzati da sviluppatori di app per fini diversi da quelli inerenti all’utilizzo delle app, quali sono le informazioni cui i terzi possono accedere senza il consenso espresso degli utenti” conclude Dona.

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Energia: Unc, esposto ad Antitrust su prescrizione bollette

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

L’Unione Nazionale Consumatori ha presentato un esposto all’Antitrust contro Eni Gas e Luce in relazione alla prescrizione delle bollette di luce e gas e al tema dei maxiconguagli: la società, infatti, si ostina a non riconoscere il beneficio della prescrizione quinquennale, anche nei casi in cui questa venga regolarmente eccepita dal cliente, come previsto dall’art. 2934 del Codice Civile.Per questo l’associazione di consumatori ha inviato una segnalazione all’Autorità della Concorrenza e del Mercato chiedendo di valutare se la pratica attuata da Eni Gas e Luce possa considerarsi scorretta: “la prescrizione, che il legislatore ha appena portato a due anni proprio per evitare i maxi conguagli, deve decorrere dalla data di emissione della bolletta che il consumatore riceve a casa” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Eni Gas e Luce, invece, la fa partire da quando riceve i dati di consumo dal distributore e, quindi, rifiuta di riconoscere la prescrizione eccepita dal consumatore” prosegue Dona.La tesi dell’azienda non ci sembra accettabile dal punto di vista del consumatore: Eni Gas e Luce anche nel corso delle procedure di conciliazione presso Acquirente Unico continua a sostenere che “non sono applicabili le norme di prescrizione, ma le norme contrattuali che, al contrario consentono illimitatamente il conguaglio dei consumi effettivi dal momento in cui vengono resi noti alla società di vendita”. In pratica si addossa la responsabilità per il ritardo nella fatturazione al Distributore (che, ricordiamo, è il soggetto incaricato di effettuare le letture), ma ciò – secondo UNC- non può essere opposto al consumatore che ha un rapporto esclusivamente con la società di vendita!”Non riconoscendo la prescrizione e imputando la responsabilità dei maxi conguagli alle inadempienze del distributore, si oppone un ostacolo al legittimo esercizio dei diritti contrattuali del consumatore. Da qui il nostro esposto” conclude Dona.

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Antitrust: sanzione da 4.8 milioni a Telecom Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per pratica commerciale scorretta Telecom Italia S.p.A per un ammontare complessivo di 4,8 milioni di euro.”Ottima notizia! Finalmente si condanna questa pratica odiosa, sulla quale è dovuto intervenire anche il legislatore con il recente Dl Fisco, prevedendo che è sempre pratica commerciale scorretta ogni comunicazione al pubblico che non assicuri il collegamento in fibra fino all’unità immobiliare del cliente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Una vera e propria presa in giro del consumatore che veniva ingannato sulle reali possibilità di poter aver la fibra a casa sua” conclude Dona.L’associazione di consumatori ricorda che nel Dl Fisco (decreto legge n. 148/2017, convertito dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172), si è previsto che costituisce pratica commerciale scorretta ogni comunicazione al pubblico dell’offerta di servizi di comunicazione elettronica che non rispetti le caratteristiche tecniche definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, tra le quali il collegamento in fibra fino all’unita’ immobiliare del cliente.

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Antitrust: multa di 2,42 miliardi di EUR a Google

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

google-building-44Bruxelles. La Commissione europea ha imposto a Google un’ammenda di 2,42 miliardi di EUR per violazione delle norme antitrust dell’UE. Google ha abusato della posizione dominante sul mercato in quanto motore di ricerca accordando un vantaggio illegale a un altro suo prodotto, il servizio di acquisto comparativo.
La società deve porre fine a tale comportamento entro 90 giorni o sarà soggetta al pagamento di una penalità fino al 5% del fatturato giornaliero medio mondiale di Alphabet, la società madre di Google.
Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “Google ha lanciato tanti prodotti e servizi innovativi che ci hanno cambiato la vita. Gli effetti sono indubbiamente positivi. Ma nella strategia attuata per il suo servizio di acquisti comparativi, non si è limitata a rendere il suo prodotto migliore di quelli concorrenti per attrarre più clienti. Google ha abusato della sua posizione dominante come motore di ricerca per promuovere il suo servizio tra i risultati della ricerca e per retrocedere quello dei concorrenti.Google ha tenuto un comportamento illegale ai sensi delle norme antitrust dell’UE perché ha impedito ad altre imprese di competere in base ai propri meriti e di innovare. Ma soprattutto, ha negato ai consumatori europei la possibilità di scegliere liberamente i servizi e di sfruttare appieno i vantaggi dell’innovazione.”
Strategia di Google per il suo servizio di acquisti comparativi
Il prodotto di punta di Google è il suo motore di ricerca che fornisce risultati di ricerca ai consumatori, che pagano per il servizio con i loro dati. Circa il 90% delle entrate di Google proviene dalle inserzioni pubblicitarie, come quelle proposte ai consumatori a seguito di una ricerca.Nel 2004 Google è entrata nel mercato distinto dei servizi di acquisti comparativi in Europa, con un prodotto inizialmente denominato “Froogle” e rinominato “Google Product Search” nel 2008 e “Google Shopping” nel 2013. Il prodotto consente ai consumatori di raffrontare i prodotti e i prezzi online e individuare offerte proposte da rivenditori online di tutti i tipi, tra cui negozi online dei produttori, piattaforme come Amazon e eBay e altri rivenditori.Quando Google ha introdotto il servizio di acquisti comparativi Froogle, erano già presenti sul mercato diversi operatori. Secondo i dati di cui disponeva all’epoca, Google era al corrente dei risultati scadenti di Froogle sul mercato (in un documento interno del 2006 si legge che Froogle simply doesn’t work / Froogle non funziona).Per essere competitivi, i servizi di acquisti comparativi si basano, in ampia misura, sul traffico: più è intenso, più le pagine sono cliccate e gli utili aumentano. Inoltre, l’aumento del traffico attira un maggior numero di rivenditori che vogliono proporre i loro prodotti attraverso il servizio di acquisti comparativi. Grazie alla sua posizione dominante nella ricerca generica su internet, il motore di ricerca di Google è un’importante fonte di traffico per i servizi di acquisti comparativi.
Dal 2008 Google ha operato un cambiamento di rotta nella strategia attuata per affermare il proprio servizio di acquisti comparativi sui mercati europei, facendo leva sulla propria posizione dominante nella ricerca generica su internet invece che sulla capacità di competere in base ai propri meriti.
Per formulare la sua decisione, la Commissione ha raccolto e attentamente analizzato una vasta gamma di prove, tra cui:
1) documenti di Google e di altri operatori del mercato risalenti all’epoca dei fatti;
2) grandi quantità di dati oggettivi, tra cui 5,2 terabyte di risultati della ricerca su Google (circa 1,7 miliardi di ricerche);
3) esperimenti e indagini finalizzati ad analizzare soprattutto l’impatto della visibilità dei risultati della ricerca sul comportamento dei consumatori e sulla percentuale di clic;
4) dati finanziari e sul traffico che attestano l’importanza commerciale della visibilità dei risultati della ricerca su Google e le conseguenze della retrocessione;
5) un’ampia indagine di mercato sui clienti e sui concorrenti nei mercati interessati (con questionari inviati dalla Commissione a diverse centinaia di imprese).

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Antitrust: la Commissione commina ammende per un importo di 27 milioni di EUR a tre produttori di impianti di illuminazione dei veicoli

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

European CommissionBruxelles. La Commissione europea ha comminato un’ammenda complessiva di 26 744 000 EUR a Automotive Lighting e Hella per la loro partecipazione a un accordo di cartello nella produzione di impianti di illuminazione dei veicoli in violazione delle norme antitrust dell’UE. Valeo non è stata sanzionata avendo rivelato alla Commissione l’esistenza del cartello. Tutte le imprese hanno ammesso la loro partecipazione al cartello e hanno accettato la procedura di transazione.La commissaria Margrethe Vestager, responsabile della politica della concorrenza, ha dichiarato: “La Commissione ha sanzionato un altro cartello nel settore automobilistico. Tre produttori di sistemi di illuminazione dei veicoli hanno arrecato danno ai costruttori di automobili e veicoli commerciali accordandosi tra loro anziché farsi concorrenza. La decisione odierna ribadisce che non accettiamo cartelli che rechino pregiudizio al mercato europeo.”
I sistemi di illuminazione dei veicoli comprendono parti quali i proiettori o le luci di posizione diurne. Il cartello riguardava la fornitura di tali pezzi di ricambio ai costruttori di veicoli passeggeri e commerciali dopo la fine della produzione di massa di un modello di veicolo. L’indagine della Commissione ha rivelato che, per più di tre anni, Automotive Lighting, Hella e Valeo si sono accordate sui prezzi e altre condizioni commerciali per la fornitura di sistemi di illuminazione dei veicoli all’interno dello Spazio economico europeo (SEE).
Le tre imprese si riunivano, per lo più a livello bilaterale, in occasione di fiere commerciali, al margine delle “giornate dei fornitori” organizzate dai clienti ma anche al di fuori di tali eventi.
Le imprese discutevano delle offerte per le aste e delle strategie di negoziato, scambiandosi informazioni sui negoziati con i clienti in relazione agli aumenti di prezzo e informazioni di altra natura. Inoltre, le parti avevano deciso di comune accordo di perseguire un aumento del prezzo dei pezzi di ricambio dopo la fine della produzione di massa di uno specifico modello di veicolo, decidendo anche per quanto tempo in seguito avrebbero garantito per contratto la disponibilità di tali pezzi di ricambio.
L’ammontare delle ammende è stato fissato sulla base degli Orientamenti della Commissione del 2006 per il calcolo delle ammende (cfr. comunicato stampa e MEMO).
Nel fissare il livello delle ammende la Commissione ha tenuto conto delle vendite realizzate dalle imprese nel SEE grazie alla fornitura di sistemi di illuminazione dei veicoli ai costruttori di veicoli passeggeri o commerciali dopo la fine della produzione di massa di un modello di veicolo. La Commissione ha tenuto conto inoltre della gravità della violazione, della portata geografica e della durata.
In applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2006:
Valeo ha ottenuto la piena immunità per aver rivelato l’esistenza del cartello, evitando così un’ammenda di importo superiore a 30,5 milioni di EUR.
Automotive Lighting e Hella hanno beneficiato di una riduzione dell’ammenda per la loro collaborazione con l’indagine. La riduzione tiene conto della tempestività della loro cooperazione e dalla misura in cui le prove da loro apportate hanno consentito alla Commissione di dimostrare l’esistenza del cartello.
Inoltre a norma della sua comunicazione del 2008 concernente la transazione, la Commissione ha applicato una riduzione del 10% alle ammende comminate, avendo le parti riconosciuto la loro partecipazione al cartello e le loro responsabilità in tal senso.

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Taxi, Ncc e Uber: Codici plaude alla proposta di riforma del settore suggerita dall’Antitrust

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

taxi-romaCodici da sempre si esprime in favore di modifiche radicali e liberalizzazione del servizio taxi e Ncc che consentano al consumatore finale di poter accedere ad una più ampia gamma di servizi tra loro competitivi, invece che essere in balìa di un monopolio consolidatosi negli ultimi 25 anni, che ha conferito un potere enorme ad una lobby, libera di fare il bello e cattivo tempo, come è successo ad esempio la notte di Capodanno durante la quale sono state lasciate a piedi svariate persone, che giustamente non volevano pagare una tariffa arbitrariamente imposta a prescindere dal tragitto e dal tassametro.
L’Antitrust si è espressa in merito inviando a Parlamento e Governo una segnalazione per sottolineare la necessità di mettere la normativa al passo con l’evoluzione del mercato, specificando che urge una riforma complessiva del settore dalla mobilità non di linea, taxi e Ncc, regolato da una legge risalente al 1992.
L’Antitrust ha giustamente argomentato contestualizzando, ovvero evidenziando come ci troviamo a dover regolarizzare più offerte e a dover far corrispondere agli sviluppi del mercato una normativa coerente con esso.
Intanto il consumatore deve essere tutelato avendo accesso a qualità e prezzi equilibrati, invece negli ultimi anni si è ritrovato davanti a: una carenza del numero di taxi e quindi scadente qualità del servizio, questo a causa dell’esiguo numero di licenze rilasciato dai Comuni, anche perché non appena provavano ad aprire in questo senso imperavano le ribellioni della lobby dei tassisti.
Andranno poi dalla nostra classe politica, che questo dovrebbe fare di mestiere, ovvero mediare tra i differenti interessi delle parti, fatti convergere i differenti interessi in delle norme coerenti con: domanda e offerta e nuove piattaforme tecnologiche disponibili. L’Antitrust nella propria segnalazione ha anche suggerito delle forme di compensazione per chi ha investito i propri soldi nella licenza come forma di impresa.
L’Associazione Codici seguirà con grande attenzione gli sviluppi di un settore, quello della mobilità non di linea, che è destinato ad aprirsi al mercato ed adeguarsi alla domanda ed alle nuove piattaforme tecnologiche, come è successo per altri settori. Non si deve avere paura di cambiare lo status quo, anche perché i servizi si evolvono e se la normativa non segue a ruota, il risultato sarà la rivolta sociale dove ognuno continuerà a preservare il suo piccolo orticello a discapito della collettività.
La politica deve avere il coraggio di fare le riforme, queste fanno progredire un Paese, infatti se l’Italia è rimasta ingessata per decenni è perché la classe politica bada ad essere riconfermata, e per ottenere ciò bisogna rimanere immobili per non urtare la sensibilità delle lobbies.

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Antitrust: maxi-multa 5 mln a Vw per scandalo emissioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

L’Antitrust ha inflitto una sanzione di cinque milioni di euro a Volkswagen “per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta”.”Finalmente qualcosa si muove anche in Italia. Una sentenza esemplare, considerato che è pari al massimo edditale. Certo non sono le sanzioni che la Volkswagen rischiava di prendere negli Stati Uniti e che l’hanno indotta a scendere a compromessi rispetto ai risarcimenti. Ora la società deve aprire quel dialogo con le associazioni di consumatori che ha finora rifiutato, ponendo condizioni assurde. Attendiamo che anche il ministero dei Trasporti esprima una posizione definitiva, consentendo così di avere le basi per un ragionevole confronto, anche considerato che i richiami sono già stati pubblicati, ma riguardano circa 15.000 veicoli su quasi un milione di veicoli venduti nel periodo. Anche su questo attendiamo una parola da parte del ministro Graziano Delrio” dichiara Raffaele Caracciolo, esperto di automotive dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Energia: faro Antitrust su attivazioni non richieste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

energia-elettricaL’Antitrust ha concluso le verifiche sull’ottemperanza alle delibere con cui erano state sanzionate alcune società per aver messo in atto pratiche commerciali aggressive e aver attivato forniture non richieste di gas e di energia elettrica. Nel caso del teleselling, ad esempio, ora sarà messo a disposizione del consumatore il contratto di fornitura, prima della definitiva conferma del consenso a concludere il contratto e sarà acquisito l’esplicito consenso alla rinuncia alla conferma in forma scritta per le vendite al telefono.
“Bene, ottimi passi avanti. Vigileremo se gli impegni saranno rispettati anche in futuro. Però non basta. Sul teleselling occorre un cambio anche a livello normativo. Non è possibile che per una materia così complessa come le bollette di luce e gas ti chiamino all’ora di cena anche se ti sei iscritto al Registro delle opposizioni” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, fino a che al Registro delle opposizione possono aderire solo gli utenti che hanno il loro numero fisso sugli elenchi telefonici, la battaglia è persa in partenza. Su 115 milioni di linee telefoniche, tra fisse e mobili, possono iscriversi solo 13 milioni, l’11,3%. Gli iscritti effettivi, poi, sono solo poco più di 1 milione e mezzo, circa l’1,3%” prosegue Dona. “Per questo abbiamo lanciato una petizione on line contro il teleselling selvaggio e l’hashtag #nondisturbarmi” conclude Dona.

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Antitrust: condannata compagnia aerea low cost per il costo del check-in in aeroporto

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

viaggiatoriL’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha accolto l’esposto dell’Unione Nazionale Consumatori di Messina, condannando la compagnia aerea low cost spagnola Volotea che, a chi non poteva fare il check-in on line, chiedeva un importo aggiuntivo di 30 euro e che promuoveva voli super scontati ad 1 euro in realtà riservati ai clienti del servizio Supervolotea. L’Antitrust ha ritenuto entrambe le pratiche commerciale scorrette e ha comminato due sanzioni, rispettivamente, di 160mila e 210mila euro. La compagnia aerea può ora presentare ricorso al Tar del Lazio.
“Una vittoria dei consumatori! Le compagnie low cost sono molto vantaggiose e offrono tariffe allettanti, ma talvolta nascondono insidie, per non dire vere e proprie trappole, come quella di chiedere cifre esorbitanti se non si fa in tempo a fare il check-in on line o se il bagaglio supera il peso consentito. Oppure pubblicizzano offerte mirabolanti e super scontate che però riguardano un numero limitato di posti o sono riservate solo ad alcuni clienti. Ora questa sentenza afferma un principio importante a tutela dei consumatori. Non si possono chiedere cifre esorbitanti, approfittandosi della situazione e le offerte vanno sempre declinate in modo chiaro” dichiara il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori di Messina, Mario Intilisano.
La compagnia con sede a Barcellona, che ha sedi operative presso gli aeroporti di Venezia, Palermo e Verona, indicava sul sito internet che se il check-in era effettuato in aeroporto c’era un costo, ma, per l’Antitrust, ometteva “di indicare l’importo dello stesso, rinviando ad un tariffario nel quale compaiono i costi di una serie di servizi aggiuntivi”. Ma “un eccesso di informazioni porta a svilire e a far venir meno l’efficacia della notizia fondamentale ed essenziale”. Inoltre si avvisava il cliente di stampare le carte di imbarco prima di arrivare in aeroporto, ma si aggiungeva: “puoi anche scaricarle sul tuo cellulare o utilizzare il servizio di chek-in in aeroporto. Se non possiedi le carte di imbarco una volta in aeroporto il costo per l’emissione sarà di 30 €”. Ebbene per l’Antitrust si lascia “intendere che sia possibile trovare in aerostazione apposite postazioni web per il chek-in on line”, per poterlo effettuare in modo autonomo e senza il costo aggiuntivo di 30 euro, invece negli aeroporti non ci sono terminali “se non negli appositi banchi Volotea”. Una condotta ritenuta dall’Antitrust “particolarmente grave ed aggressiva se si considera che l’importo di 30 euro per effettuare il check-in in aeroporto ha anche un costo elevato per il consumatore, ove rapportato al costo del biglietto” in una fase “in cui il consumatore non ha possibilità di scelta per fruire del servizio”. Una pratica commerciale contraria agli artt. 20 e 24 del Codice del Consumo e sanzionata con 160.000 euro.
Rispetto alle seconda sanzione, pari a 210mila euro, Volotea promuoveva una campagna nel suo sito internet dal claim “Vola a partire da 1€ diventa Supervolotea e ottieni super-poteri!”. Ma per l’Antitrust i voli ad 1 euro erano ” in misura estremamente limitata”, la promozione era valida “solo su una tratta del viaggio con la conseguenza che il consumatore dovrà pagare il prezzo del biglietto del ritorno al prezzo ordinario” ed, infine, “gli importi indicati sono applicabili solo a coloro che hanno aderito al programma denominato Supervolotea”, un programma di fidelizzazione “di cui sono del tutto sottaciuti termini e condizioni che prevede il versamento di un canone annuale e il tacito rinnovo” e con un “costo annuo di circa 50 euro”. In pratica “il prezzo del biglietto aereo pubblicizzato risulta sempre inferiore a quello effettivamente pagato dai consumatori non iscritti a Supervolotea” che, per scoprire il prezzo reale del biglietto standard, doveva cliccare sull’icona del volo.

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Green Network e Antitrust. La dimostrazione che l’attuale metodo sanzionatorio non funziona

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

L’Antitrust ha avvito un nuovo procedimento contro il fornitore di servizi elettrici e gas Green Network, perchè avrebbe attivato servizi non richiesti ad ignari utenti con pratiche commerciali aggressive. Lo ha fatto dopo segnalazioni da diversi consumatori e associazioni come la nostra.
Green Network era stata destinataria nel novembre 2015 di una sanzione di 240.000 euro per aver messo in atto pratiche commerciali scorrette di tipo aggressivo: queste consistevano nell’acquisizione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas senza il consenso dei consumatori o in presenza di un consenso viziato, richiedendo anche il pagamento delle forniture non richieste attivate. La stessa società era stata sanzionata per ulteriori 100.000 euro per aver adottato, in particolare nel teleselling, procedure contrattuali non rispettose dei diritti dei consumatori.Siamo quindi al terzo intervento dell’Autorita’. Dimostrazione di cio’ che denunciamo da diverso tempo, cioe’ che l’attuale sistema sanzionatorio dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato non funziona. Per tre motivi:
– accertata la pratica commerciale scorretta e/o aggressiva, l’Autorita’ da’ un ultimatum entro cui l’azienda si dovrebbero riallineare alla normativa, ma quanto hanno sottratto/rubato fino alla scadenza di questo ultimatum, se lo tengono in saccoccia, e via.
– quando vengono comminate le sanzioni, queste ultime sono spesso solo ammonitorie, cioe’ “promettimi che non lo farai piu’” e ti lascio andare. E le vittime rimangono sul campo.
– e quando queste sanzioni non sono ammonitorie ma economiche, si tratta sempre di importi che, pur apparendo in assoluto rilevanti, nella pratica sono ridicole: rappresentano, con quanto gia’ introitato fino alla sanzione, una quantita’ di soldi talmente bassa che e’ inferiore a qualunque costo di una campagna pubblicitaria che avrebbero potuto fare per introitare i medesimi risultati. Non solo, ma il legittimo ricorso che aziende come nella fattispecie fanno contro queste sanzioni economiche, a parte le volte in cui viene riconosciuta loro ragione contro la delibera che li aveva sanzionati, procrastina nel tempo i pagamenti (spesso li riduce) dando loro vantaggi economici. E se pensiamo che spesso fino a quando non c’e’ la soluzione definitiva della vicenda, se non e’ intervenuto un provvedimento dell’Autorita’ che ha comunque bloccato la presunta pratica commerciale scorretta in attesa della definizione finale, i loro introiti economici continuano ad andare avanti…. si capisce di quali quantita’ di soldi stiamo parlando.
Come venirne fuori ed evitare che l’Autorita’ continui ad intervenire, la situazione ritorna com’era prima del provvedimento e gli utenti continuino ad essere fregati? Dovrebbe cambiare il metodo sanzionatorio, non piu’ con importi stabiliti dalle norme con dei minimi e dei massimi, ma con importi percentuali legati allo specifico fatturato di chi ha messo in atto la pratica commerciale scorretta, si da far loro pensarci tre volte la prossima volta che hanno intenzione di reiterare il proprio business sulla pelle degli utenti. Questo non puo’ deciderlo l’Autorita’, ma spetta al legislatore che, piu’ volte stimolato da noi in merito, si e’ sempre manifestato sordo, consolidando l’intoccabilita’ del metodo sanzionatorio in vigore. Forse il legislatore vuole che sia questo il libero mercato? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Aziende elettriche multate. Un caso incredibile. Licenziare i responsabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2016

centrali elettricheL’Antitrust ha multato le aziende elettriche Acea, Enel, Eni ed Edison per pratiche commerciali scorrette, per un importo di 14, 5 milioni di euro. A tal proposito vogliamo raccontare una storia incredibile che e’ accaduta ad un consumatore che si e’ rivolto alla nostra associazione. Al consumatore giunse una bolletta elettrica di 5.900 euro. Allibito (vive da solo), si e’ rivolto a noi portando le bollette degli ultimi 10 anni. Da un calcolo fatto insieme, risultava che il consumatore aveva pagato di piu’ di quanto doveva e, al contrario di quanto chiedeva l’azienda elettrica, doveva ricevere e non dare. Contestata la bolletta, arriva una seconda comunicazione dell’azienda che diminuisce l’importo a 800 euro, dai 5.900 che erano, con avvertimento che in caso di mancato pagamento avrebbe diminuito la potenza elettrica e, successivamente, “staccato” la corrente. Nuova contestazione all’azienda e ricorso all’Autorita’ competente. L’azienda prosegue imperterrita, nonostante la comunicazione del ricorso, e da’ mandato ad una societa’ di recupero crediti la quale scrive intimando il pagamento e minacciando il ricorso alle vie legali. Questo tira e molla dura ben 5 mesi al termine del quale il nostro consumatore si vede arrivare a casa un assegno di 1.000 euro, come restituzione di quanto pagato in piu’ nel corso degli anni per la fornitura di energia elettrica. Conclusione e proposta:le aziende devono licenziare i responsabili di questi disservizi. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Antitrust:bollette aggressive,14 mln multe big energia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2016

energiaL’Antritrust ha sanzionato per 14,5 milioni di euro circa, Acea, Edison, Eni, Enel energia ed Enel servizio elettrico per pratiche aggressive nella fatturazione dei consumi.”Bene, ottima notizia. Basta con i soprusi a danno dei consumatori ed i conguagli inventati. Ora, però, deve scendere in campo anche il legislatore. Le modifiche ora in discussione in Parlamento sono insufficienti. Gli abusi si sprecano. Per questo chiediamo che le tutele siano ampliate e siano estese per legge anche al mercato libero” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.”Si tratta di stabilire le condizioni minime di garanzia, in modo che la concorrenza possa essere al rialzo e non al ribasso ed a scapito dei diritti dei consumatori che devono essere, invece, tutelati, per legge, da condizioni capestro” conclude Dona.In particolare l’associazione di consumatori chiede:
Interessi di mora. Se un cliente ha un contratto nel mercato libero e paga dopo la scadenza indicata sulla bolletta stessa, il venditore può chiedere gli interessi di mora e le spese previste dal contratto e non quelle fissate da Authority per il mercato tutelato.Scadenza bolletta. Nel contratto a condizioni regolate dall’Autorità tra la data d’emissione e quella di scadenza per il pagamento devono passare almeno 20 giorni. Per gli altri dipende dal contratto.
Pagamento a rate. Nel mercato tutelato i clienti hanno diritto di pagare la bolletta a rate quando la bolletta di conguaglio supera del 150% l’addebito medio delle bollette in acconto, ricevute dopo la precedente e ultima bolletta di conguaglio. Nel mercato libero no.(Mauro Antonelli)

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Antitrust e pratiche commerciali scorrette

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2012

Siamo fortemente preoccupati per le recenti decisioni adottate dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in materia di tutela del consumatore. Infatti, il principio in base al quale l’esistenza di una normativa settoriale sottrae la competenza all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rischia di privare i consumatori italiani di una reale ed efficace tutela nei confronti delle scorrettezze e degli abusi messi in campo dalle aziende.Per questo è partita questa mattina una lettera destinata alle maggiori Istituzioni ed al Ministro dello Sviluppo Economico, nella quale Adiconsum, Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori chiedono che la competenza relativa all’applicazione della normativa del Codice del Consumo, e in particolare relativamente alle pratiche commerciali scorrette, torni di competenza dell’Antitrust su tutti i settori, anche quelli in cui vi sia un’autorità specifica.Il sistema in atto finora ha infatti portato ad esperienze e risultati positivi: dal 2008 al 2011 l’Autorità ha concluso oltre 1000 procedimenti istruttori, emanando sanzioni nell’80% dei casi, per un ammontare di circa 100.000.000 Euro.Una funzione importantissima quella svolta dall’Antitrust, che non può e non deve venir meno in nessun settore, a maggior ragione in un momento di crisi economica come quello che il Paese sta attraversando, in cui si rischierebbe di lasciare i consumatori in balia dei comportamenti speculativi delle aziende intente solo a salvaguardare i propri bilanci. Un rischio che i cittadini e l’intero Pese non possono permettersi, perché vorrebbe dire alimentare ulteriormente la sfiducia nel mercato, che già è ai minimi storici, con grave danno all’intera economia.

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Multone dell’Antitrust: tenera alta la guardia

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

L’Antitrust ha finito la sua istruttoria ed ha multato il sito Italia-programmi.net per un milione e mezzo di euro (1), trasmettendo il provvedimento alla Procura della Repubblica. Finito l’incubo? Non proprio. Il sito che carpisce illecitamente indirizzi mail di chi sta cercando in rete un programma di free-software, tartassandoli poi di intimazioni di pagamento per presunte adesioni dei malcapitati ai loro “servizi”, e’ ancora in piedi: centinaia di telefonate e lettere ogni giorno ci pervengono per chiederci consigli, per cui l’onda lunga e’ ancora all’inizio e ci vorra’ tempo prima che smettano.Certamente questo dell’Antitrust di oggi e’ un passo importante, ma e’ la Procura della Repubblica che potrebbe dare un altro colpo piu’ duro con il sequestro del loro sito, cosi’ come chiesto da noi e centinaia di migliaia di navigatori che, sollecitati dall’Aduc, hanno inviato esposti alle varie Procure della Repubblica in tutta Italia.Per questo invitiamo tutti alla massima allerta, si’ da aiutare coloro che potrebbero ancora cedere alle loro minacce e pagare: parlarne ovunque il piu’ possibile, fare esposti in procura (cosi come da nostro facsmile in Rete). Il problema non e’ solo salvarsi individualmente da questa truffa, ma anche aiutare chi potrebbe cascarci e, soprattutto, dare a Internet il valore piu’ alto che ha: luogo di interscambio solidale in cui dimostrare che la Rete e’ piu’ che altro un bene per la nostra vita economica e sociale e non solo veicolo di truffe.

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