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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘antologica’

“Giannetto Fieschi. Un’Esposizione Antologica”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Genova giovedì 25 novembre ore 11.00 Museo Diocesano Via Tommaso Reggio, 20r Prima Sezione Espositiva a cura di Andrea B. Del Guercio.A cura di Andrea B. Del Guercio. Sulla base del profondo e costante legame che i Fieschi hanno avuto nella storia e nella cultura della Città di Genova e nel centenario della nascita dell’illustre pittore ed incisore Giannetto Fieschi (Zogno, 1921 – Genova, 2010), il Comune si appresta a rendergli omaggio con un’ampia e articolata serie di mostre: prima tappa del grande progetto espositivo “Giannetto Fieschi. Un’Esposizione Antologica” è l’Esposizione “Giannetto Fieschi. Dentro al Sacro” all’interno del Museo Diocesano di Genova dal 27 novembre 2021 al 26 febbraio 2022. Promossa dal Comune di Genova e dall’Archivio Giannetto Fieschi, l’esposizione, a cura di Andrea B. Del Guercio, attraverso venti grandi opere pittoriche, disegni e incisioni, permette di incontrare e riconoscere in una pittura che si è trasformata nel tempo, dalla dimensione espressionista a quella centrata sull’analiticità del disegno, polimaterica a sperimentale nella definizione strutturale, soggetti e figure isolate, da Santa Lucia a Santa Caterina Fieschi, ad eventi che raccontano ‘stazioni’ della Via Crucis. Come sottolinea Paola Martini, Conservatore del Museo Diocesano, “la mostra dedicata a Giannetto Fieschi si inserisce in quel processo di avvicinamento tra la collezione museale e l’arte conntemporanea che il Museo Diocesano ha avviato da tempo e con convinzione, non solo per fare esperienza di «una sorta di “genere” che si può scegliere di prendere in considerazione oppure no». Proprio per il suo intrinseco legame con un territorio da cui trae linfa d’arte e di storia, un museo, ancor più se di ispirazione religiosa, non può esimersi dal confronto con il presente, fino al ‘passato prossimo’, per riannodare i fili di una comunicazione che nei passati decenni si è quasi completamente annebbiata.” La presentazione alla stampa avverrà nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid in ottemperanza alla normativa vigente.

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Mostra antologica di Renato Balestra

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Firenze 8.01.2020 h. 12.30 conferenza media della mostra Aula didattica Fondazione Franco Zeffirelli Piazza San Firenze 5. Firenze si tinge dell’iconico Blu Balestra con l’inaugurazione di Celeblueation, la mostra antologica di Renato Balestra, che rende omaggio al talento creativo di una delle più prestigiose firme della moda italiana nel mondo, e che gode del patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.Dopo le tappe di Domodossola (Museo Civico di Palazzo San Francesco), Monza (Villa Reale), Napoli (Certosa e Museo di San Martino) e Forte dei Marmi (Fortino lorenese), in occasione di “Pitti Immagine Uomo 97” la mostra approda nella suggestiva sede della Fondazione Zeffirelli, a Firenze, la cui facciata per l’occasione sarà illuminata di blu.«Annuncio con grande entusiasmo – dice Renato Balestra – che la mia Celeblueation sarà esposta durante la 97a edizione di “Pitti Uomo” nella prestigiosa Fondazione Zeffirelli, a Firenze. Franco Zeffirelli è stato un grandissimo artista e anche un grande uomo. Ho avuto l’onore di essergli amico e la gioia di aver collaborato ai costumi di scena di Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello. Ricordo quanta passione metteva nel suo lavoro e i suoi risultati così eclatanti. Grazie a “Pitti Uomo” quindi, e alla Fondazione del più grande Maestro del teatro, della cultura, vera gloria italiana; e un grazie particolare a Pippo Zeffirelli che ha creduto e collaborato a questa prestigiosa iniziativa».Da parte sua Pippo Zeffirelli, Presidente della Fondazione intitolata al Maestro Franco, afferma che «ospitare Renato Balestra all’interno della nostra Fondazione è per noi un enorme piacere. Zeffirelli lo ha sempre stimato sia come amico, sia come uomo di talento. Col suo lavoro ha fatto sognare e ha vestito milioni di donne in tutto il mondo. Un vero talento tutto italiano. Invito fiorentini e tutti gli appassionati di moda a rendere omaggio a questo nostro artista».Ingresso: 10 euro (il biglietto dà la possibilità di visitare anche il Museo Zeffirelli)
Orari: dal martedì alla domenica ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17).

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Franco Cardinali: Inquietudine necessaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Lecco fino al 1 settembre 2019 Orari mar-ven 9.30-19 sab-dom 10-19 lunedì chiuso Ingresso € 2,00 Palazzo delle Paure Piazza XX Settembre 22 Franco Cardinali. Inquietudine necessaria a cura di Raffaella Resch. Per tutta l’estate a Lecco è possibile ammirare l’importante antologica “Franco Cardinali. Inquietudine necessaria”, a cura di Raffaella Resch, presso il Palazzo delle Paure fino al 1 settembre 2019.Il percorso espositivo segue uno sviluppo cronologico e tematico, che illustra fasi diverse tra loro, cambiamenti decisi, intuizioni ardite e un segno sempre preciso e netto, dalla fortissima personalità. Come puntualizza la curatrice, le opere a cavallo degli anni ’50 e ’60, come l’olio su tela Saint Hilaire del 1955, che rivelano inizialmente influenze picassiane e modiglianesche, «sono condizionate dalla ricerca di una figurazione originale, con risultati che fanno emergere sembianze da bassorilievo, da statuaria paleocristiana, subito abbandonata in favore di uno studio più attento alla materia. La sperimentazione sembra ancora ibridare la tela con la tridimensionalità della scultura, ma sposta in maniera irreversibile il fulcro della rappresentazione: l’opera non è più un oggetto posto a simularne un altro, bensì diviene protagonista».In corrispondenza a questo processo materico si assiste ad una semplificazione delle immagini che tende fortemente all’astrattismo e richiama un simbolismo privato dell’artista come cerchi, onde sinusoidali, croci; sono significativi in proposito Fossile lunaire del 1967, Trames liguriennes del 1968 e Segnale propiziatorio del 1977, oltre ai lavori ispirati al mondo naturale, composto da ambienti e animali che vanno a creare bestiari curiosi e inquietanti, come fossero fossili impressi sulla tela, e rivelano un’insoddisfazione personale e artistica che si evince dal tratteggio profondo, dai paesaggi inquieti e dall’increspamento delle superfici. Anche la dimensione delle tele aumenta, così come il loro peso: sono come “nuovi dolmen” di un tempio che Cardinali sta dedicando alla sua arte inquieta, che sembra pretendere una redenzione o un sacrificio.Organizzata dal Comune di Lecco – Sistema Museale Urbano Lecchese, dalla Camera di Commercio di Como-Lecco e dall’Associazione Culturale Franco Cardinali, l’antologica mette in luce la poetica di un artista le cui opere appartengono ad importanti istituzioni pubbliche e collezioni private in Italia, Europa e Stati Uniti.
La rassegna gode del patrocinio del Comune di Chiusi della Verna e del Club per l’UNESCO di Aquileia. Arricchisce l’esposizione un esaustivo catalogo in edizione italiana e inglese pubblicato da Scalpendi Editore, con tutte le opere in mostra oltre a una ricca selezione della produzione dell’artista, con introduzione e testo critico di Raffaella Resch e una testimonianza dell’amico Benito Boschetto.

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Mostra antologica “Guardami”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Bergamo Mercoledì 8 maggio 2019 alle ore 18.00 (9 maggio – 1 settembre 2019) presso il Museo della fotografia Sestini a Bergamo Convento di San Francesco, Piazza Mercato del fieno 6/a, Città alta, inaugura la mostra antologica “Guardami” dedicata al grande fotografo Pepi Merisio.
Il Museo della fotografia Sestini, inaugurato nel 2018, ha recentemente accolto il Fondo Pepi Merisio e con questa mostra offre al pubblico una nuova storia per immagini: più che del soggetto, questa volta, si parla dell’autore in oltre 250 scatti scelti da Merisio stesso, raggruppati in 5 diverse sezioni tematiche ognuna delle quali è dedicata a uno dei temi fondamentali della carriera del grande fotografo. Per ogni sezione, un cuore pulsante: una selezione originale di immagini vintage stampate da Pepi Merisio tra il 1960 e il 1970.La mostra, promossa e organizzata da Museo delle storie di Bergamo e Comune di Bergamo, è realizzata grazie all’importante contributo di SIAD, main sponsor dell’evento e del nuovo allestimento dello spazio espositivo.Catalogo “Guardami”, Lyasis Edizioni, 2019, introduzione di Denis Curti. Biglietti Ingresso alla mostra: 5 euro. Mostra promossa e organizzata da: Comune di Bergamo e Museo delle storie di Bergamo.

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Omar Galliani al CIAC di Foligno

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Foligno 18 aprile Inaugurazione: giovedì 18 aprile, ore 18.00 CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea “Il corpo del disegno” di Omar Galliani, mostra antologica dedicata al maestro indiscusso del disegno italiano.La mostra, che verrà inaugurata alla presenza dell’artista, del curatore e di Giancarlo Partenzi (Presidente del Centro per la cultura e lo sviluppo economico), sarà visitabile fino al 13 ottobre 2019.
L’esposizione, a cura di Italo Tomassoni, ripercorre l’intera produzione dell’artista, dagli anni Settanta ad oggi, attraverso il fitto dipanarsi del disegno, linguaggio d’elezione ed elemento fondante della sua poetica, utilizzato anche per opere a carattere monumentale. Il progetto sarà arricchito da un intervento site-specific di Omar Galliani che, nel corso della mostra, traccerà sulla parete principale del museo una figura femminile, ideale collegamento tra le grandi tavole che costituiscono il cuore dell’esposizione.
Il percorso espositivo comprenderà una cinquantina di opere che, negli anni, sono state presentate nei principali musei italiani ed internazionali. Sarà inoltre presentato in anteprima al CIAC il trittico “L’anello di Berenice” (2019), composto da tre tavole di grandi dimensioni. Un’opera che riprende uno dei soggetti cari all’artista – l’anello – inteso come simbolo di perfezione, elemento di congiunzione e metafora del moto circolare che caratterizza la nostra esistenza.
Catalogo Prearo Editore con testo critico di Italo Tomassoni, testo istituzionale di Giancarlo Partenzi, testo di poetica di Omar Galliani e ricco apparato iconografico.

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Prima grande antologica dedicata al pittore ottocentesco Luigi Busi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

Luigi BusiLuigi Busi1Bologna 25 gennaio ore 12.00 presso la Sala Savonuzzi di Palazzo d’Accursio conferenza stampa per la prima grande antologica dedicata al pittore ottocentesco LUIGI BUSI che sarà inaugurata il 27 gennaio, ore 17.30 mentre la mostra resterà aperta dal 28 gennaio al 18 marzo 2018 a Palazzo D’Accursio, a cura di Stella Ingino e dell’associazione Bologna per le arti.
Raccoglierà 60 opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private e sarà accompagnata da un esaustivo catalogo incentrato sulla figura dell’artista e sulla sua produzione.
Luigi Busi fu un pittore di stampo realista attivo tra la metà e la fine dell’ottocento, al tempo conosciuto Luigi Busi2Luigi Busi4e apprezzato per il virtuosiso con cui ritraeva soggetti a carattere storico e scene di vita borghese, con una particolare predilezione verso i temi familiari. La morte prematura, avvenuta all’età di soli 47 anni, stroncò una brillante carriera caratterizzata da un grande successo, che gli valse numerosi riconoscimenti ufficiali, come la nomina di Socio Onorario presso l’Accademia di Belle Arti di Milano, di Bologna e di Perugia, oltre al titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.
L’associazione Bologna per le arti, promotrice del progetto e da anni impegnata nella riscoperta e valorizzazione della pittura di area bolognese dell’Ottocento e del Novecento dedica la sua quattordicesima mostra monografica ad un grande artista emiliano del nostro passato.
Nel corso dell’esposizione, e precisamente tra febbraio e marzo 2018, si terrà l’ottava edizione dei “Dialoghi Culturali a Palazzo d’Accursio”, un ciclo di conferenze sull’arte e le sue declinazioni tenute da studiosi e personalità del panorama culturale della città. Gli appuntamenti si terranno presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio. (foto: luigi busi)

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Gino Viviani: Antologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

vivianiMantova dal 15 al 27 ottobre 2016 Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 – tel. 0376.324260 mostra: Gino Viviani. Antologica
a cura di: Arch. Alberto Ruggeri. Sabato 15 Ottobre alle ore 17.00 si inaugura la mostra antologica dell’artista milanese, ma di famiglia mantovana, Gino Viviani alla Galleria Arianna Sartori di Mantova in via Ippolito Nievo, 10.
Gino Viviani, nato a Milano nel 1927, fin dall’infanzia respira la stessa passione del padre Guido e dello zio Enos Passerini (Roverbella 1881 – 1963), entrambi pittori.
La personale, a cura dell’Arch. Alberto Ruggeri, sarà visitabile fino al prossimo 27 Ottobre con apertura dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30, chiuso festivi.
“Viviani – scrive Ruggeri – è interprete attento della natura e dei paesaggi dove l’uomo non compare mai quasi a sottolineare la supremazia della natura sull’uomo. Da una rappresentazione fedele della natura, il lento evolversi della sua visione pittorica, lo porta a dipingere paesaggi essenziali e cioè sabbie, colline, cieli, dove il colore è più intenso e prepotente. In questa fase della sua attività di pittore sono evidenti i suoi modi quasi espressionistici, senza effetti premeditati. (…) Vorrei chiudere questa antologica di Viviani con una frase che gli rende merito, scrive il Minguzzi nel 1977, “le tue pitture… ora vanno fra gli uomini e ne sono certo avranno la consacrazione che si meritano e la conferma della loro validità”. (foto: viviani)

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Antologica di Simon Benetton

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2015

simon benettonMantova dal 7 novembre al 3 dicembre 2015 Inaugurazione: Sabato 7 novembre, ore 17.00. Sarà presente il maestro Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Domenica 29 novembre 15.30-19.00 Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 e via Cappello 17 antologica di Simon Benetton. La mostra organizzata dalla storica Galleria di Mantova, in collaborazione con ‘Archivio Storico Simon Benetton’ di Valdobbiadene, ripercorrerà i periodi fondamentali dell’artista, in particolare verranno esposti i capolavori del periodo del ”Modulo”, ”Il Modulo nel Contesto”, “Il Vo‎lo”, “Luce e Vitalita’”, “Oltre L’orizzonte’ ‘Scultura Luce e Forma del Pensiero” e “Concetti Spaziali”.
Simon Benetton negli ultimi due anni ha messo assegno una serie di mostre dal grande impatto mediatico: Nell’agosto 2014, l’inedita Mostra di Grafica e Scultura dal 1950 al 2014 presso il Museo Civico Santa Caterina di Treviso, sucessivamente tale tematica è stata riproposta in una versine più intima nel Dicembre 2014 presso il ”Palazzo Simon Benetton”, di Vadobbiadene, sede dell’Archvio Storico dell’artista, con una mostra permanente; Mentre nel Giugno 2015 a Pontedera, una doppia mostra: “Macrosculture Vivibili” con 12 Macrosculture urbane installate nella città e l’Opera Grafica e Scultorea con 90 opere, esposte presso il ‘Centro per l’arte Otello Cirri’, portando in questa occasione il Maestro Simon Benetton ad essere nominato dall’amministrazione Comunale di Pontedera Cittadino Onorario.
Il 10 Luglio 2015, viene inaugurata a Jesolo la Grande Mostra “Jesolo Capitale ‎del Turismo Forgia il Ferro”, in tutte le piazze e presso Il litorale Manzoni vengono posizionate 32 installazioni per 41 Macrosculture Vivibili in una Jesolo da record, la quale ha contato nella stagione 2015 circa sei milioni di turisti, e poi la consacrazione tanto attesa: in Francia a Montecarlo, il 1 Ottobre viene inaugurata la mostra collettiva “YA 2015”, Il Maestro Benetton espone con i grandi Maestri dell’arte moderna: Andy Wharol, Amedeo Modigliani, Giacomo Balla, Mario Tozzi, Filippo De Pisis e Steve Kaufman. L’esposizione è avvenuta presso le sale dello Yacht Club di Monaco ed in due Yacht attraccati nel porto ‘l’Olinda e la Nameless’, dove i visitatori e gli appassionati collezionisti hanno ammirato le opere in tutto il loro splendore, il Maestro Simon Benetton ha quindi esposto dieci opere scultoree, con i ‘Grandi Maestri’ ricevendo ampi consensi anche dal comitato generale della Mostra, aprendo le porte ad una serie di iniziative di caratura internazionali in un calendario 2016 molto fitto di appuntamenti.
Simon Benetton quindi ritorna Mantova per la quinta volta e per l’occasione proporrà anche le sue due ultime tematiche con opere “sonoro vibranti”: l’ Icona di Luce’ e ‎’La Voce del Ferro’; opere che sembrano sospese, quasi in assenza di gravità terrestre, che vibrano di una ‘eterna energia cosmica’. Un appuntamento da non perdere presso la Galleria Arianna Sartori di Mantova, 25 opere tra grafica e scultura per una mostra che rappresenta una sintesi retrospettiva del Grande Maestro Simon Benetton. (foto: simon benetton)

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Mostra antologica: “Vincenzo Colucci 1898 – 1970”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2015

melograniRoma, dalal 22 al 31 maggio, la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita nella storica sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) una mostra antologica dal titolo “Vincenzo Colucci. 1898 – 1970” dedicata a un artista dalla personalità tanto straordinaria ed eccezionale quanto affascinante, dotato di una educazione estetica unica, ma soprattutto “in possesso di una libera concezione degli schemi compositivi, quale può ritrovarsi soltanto in un pittore che ha della realtà un’idea poetica totalitaria”, come scrive Carlo Carrà.Capace di avvicinarsi a luoghi, cose e persone dosando sapientemente il cuore dell’uomo e l’occhio del pittore, Colucci è dotato di un talento innato e naturale, caratterizzato da una significativa capacità espressiva e comunicativa, e arricchito da un margine di invenzione spontanea e casuale, da una tecnica immediata e virtuosa, da una notevole vivacità cromatica, da una semplicità e da una solidità della costruzione che gli regalano il lusso di non dover ripudiare neanche l’uso di una tavolozza fatta di colori elementari. A lasciar traccia sull’autentica vocazione di questo pittore prolifico, geniale e raffinato al tempo stesso, incapace di dipingere sotto i dettami di una scuola, gli artisti della tradizione napoletana, Utrillo, i paesaggisti lagunari del Settecento, diversi pittori neo-impressionisti (da Parquet a De Pisis, da Dufy a Van piazzetta branoDongen) ma anche Cezanne e Morandi o le grandi firme del filone della pittura intimistica e decadente, che ha il suo più geniale esponente in Mario Mafai. Che siano vedute, marine, ritratti o nature morte, realizzate quasi sempre con la tecnica dell’olio su tela o su legno, egli dimostra “di perseguire un principio d’arte che, se non può dirsi avanguardiero nel senso corrente della parola, mira alla salvezza ed omogeneità pittorica, il che conta anche di più, se la pittura deve essere quella che fu sempre nelle buone epoche della storia”, come scrive ancora Carlo Carrà.
Sicuro analizzatore del paesaggio, Vincenzo Colucci ritorna da ogni viaggio con un grosso carico di dipinti: la Liguria, la Toscana, Napoli, Roma ma anche la Francia, l’Inghilterra, il Belgio, l’Olanda, la Svizzera, la Tripolitania e ancora l’America e il Giappone. A costituire i temi dominanti l’intera sua produzione sono, però, soprattutto Venezia e Ischia: la prima amata per la sua intima essenza di vita; la seconda osservata con goethiana serenità, evitando la facile commozione della nostalgia sentimentale verso il mondo della sua infanzia. E’ proprio con la presa di contatto con il paesaggio lagunare che arriva la svolta decisiva nella sua pittura: è allora che il colore si schiarisce, gli orizzonti si allargano, prendendo profondità, la luce diventa protagonista del quadro e il taglio si raffina. Nell’esposizione con la quale la nipote Annamaria Petti ha scelto di rendergli omaggio un’ampia raccolta di opere pittoriche caratterizzate da un solido impianto tonale, studiato sulla scia dei pittori della generazione precedente alla sua, all’interno del quale, a seconda dei momenti, la pennellata è più leggera o tenace mentre il cromatismo più chiaro, delicato e vivace, arriva ad assumere toni più grevi. Tutti questi lavori offrono al pubblico la possibilità di ammirare uno spaccato importante della vasta e ricca attività di quest’esponente di spicco della scuola napoletana, generando un percorso che dagli esordi arriva fino alla piena maturità artistica e testimonia la poliedricità di tematiche che caratterizza questo pittore: paesaggi e vedute marine, in cui l’artista riesce a trasportare i suoi stati composizioned’animo, ritratti e figure umane, nature morte e fiori, genere nel quale più chiaramente si colgono i caratteri della sua sensibilità e in cui la verve di Colucci ha modo di esprimersi con maggiore libertà.A curare la mostra, che ripercorre attraverso un’ampia raccolta dei suoi lavori e alcune preziose testimonianze sia la sua carriera artistica che le fasi più significative della sua vita, il Maestro Elvino Echeoni e Remo Panacchia, soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che da anni propone, nella sede espositiva di Via Margutta, Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo. All’allestimento ha contribuito anche il gallerista Adriano Chiusuri.
L’appuntamento per il vernissage è fissato per venerdì 22 maggio 2015 dalle 18.30 alle 21.30.
Nasce a Ischia nel 1898, dove il padre Giuseppe, sbarcato per una gita e affascinato dalla bellezza del luogo, decide di fermarsi, rinunciando al lavoro di scenografo al teatro San Carlo di Napoli. Terzo di cinque figli, Vincenzo è irrequieto, ribelle e insofferente alle costrizioni tanto da essere ritirato dalla scuola. I suoi unici momenti di tranquillità sono quelli in cui, da autodidatta, con un gessetto o un carboncino si ferma a dipingere velieri, pescatori e altre scene di vita isolana o dà libero sfogo al suo estro imbrattando qualsiasi superficie gli offra questa possibilità. Intuendo il talento autentico del figlio, il padre decide di assecondarne l’inclinazione all’arte e gli regala un’attrezzatura completa da pittore. Ha inizio così l’affannosa ricerca dei “motivi” che lo porta a percorrere instancabilmente strade impervie e spiagge dell’isola. E’ tra i suoi villeggianti che il giovane artista incontra Giuseppe Casciaro. Alla partenza del Maestro da Ischia, Colucci si trasferisce a Napoli, dove inizia a frequentare la scuola serale di nudo e a vendere i suoi quadri. Risalgono ad allora l’amicizia con Luigi Crisconio e le prime esposizioni insieme ai più noti pittori napoletani, che gli consentono di affermarsi come uno dei più promettenti artisti della nuova generazione. Non ancora ventenne Colucci viene chiamato alle armi. Nonostante la guerra, trova il tempo di dipingere. Dopo il congedo, riprende a pieno il lavoro e trasforma la sua casa-studio in un luogo di ritrovo per amatori d’arte, giornalisti, letterati, uomini di teatro e critici, tra cui Di Giacomo, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo. Inizia intanto un girovagare per il mondo: Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda, Svizzera, Tripolitania, America e Giappone, ma anche luoghi più vicini come la Liguria, la Toscana, Roma e Venezia. E’ nella città lagunare che decide di partecipare all’impresa fiumana divenendo il pittore ufficiale della Repubblica del Carnaro. L’avventura di Fiume fu un gesto da esteta, un modo per entrare nella leggenda e lasciò nell’artista – così come nel fratello Eduardo, anche lui pittore – strascichi dannunziani, come accogliere gli ospiti nei “Vittoriali privati” o compiere gesti bonariamente teatrali. Tratto dannunziano del carattere di Vincenzo fu la galanteria, la costante adorazione per la bellezza muliebre, la disponibilità per improvvisi e travolgenti amori. Nel 1931 conosce Aureliana Maestripieri, che diviene poi sua moglie. Il rapporto con questa donna dura e volitiva non fu mai facile e i due vissero quasi sempre separati fino alla morte di lei, avvenuta nel 1971. Intanto nel 1929, alla Galleria Vanessa di Napoli, si tiene la prima grande mostra personale dedicata a Vincenzo Colucci. Nel 1934 apre a Ischia una bottega d’arte, la prima iniziativa del genere che sia stata presa nell’isola, che ospitò mostre di artisti italiani e stranieri di notevole levatura. Contemporaneamente alla galleria, entrambi i fratelli Colucci aprono le rispettive case ad amici illustri: da Toscanini a Montale, da Comisso a Visconti e ancora Jean Anouilh, De Chirico, Campigli, Eduardo e Peppino De Filippo, De Sica, Comencini, oltre che alla colonia di artisti tedeschi che hanno avuto un ruolo di primo piano nei movimenti artistici europei (da Hans Purmann a Rudolf Levi, Warner Gilles, Karly Sohn-Rethel, Kurt Kraemer). Sempre nello stesso anno Vincenzo è a Tripoli, con altri artisti italiani, per lavorare in preparazione della mostra coloniale che si tenne l’anno successivo al Maschio Angioino e che fu una delle esposizioni più qualificate che siano state allestite a Napoli nel corso del ventennio. A metà degli anni ’30 mise uno studio a Roma, in Via Margutta. Tuttavia, non sapendo stare senza dipingere, trasporta ovunque con sé il cavalletto viaggiante. Nel 1939 torna in Libia per preparare una personale che avrebbe dovuto inserirsi nel quadro delle manifestazioni della Triennale d’Oltremare e che non fu mai inaugurata. Due anni dopo ebbe la nomina a titolare della cattedra di figura disegnata al Liceo artistico di Palermo e quasi contemporaneamente fu richiamato alle armi come illustratore di azioni belliche e imbarcato sulle navi della marina militare. Tra una spedizione e l’altra Colucci tornò a Ischia dove aveva iniziato a costruire il suo “Villaggio”, un piccolo complesso architettonico da lui ideato e realizzato, fermamente contrastato dalle autorità locali e nazionali. Dal 1948 in poi Colucci riprese i suoi viaggi, tornando a lavorare nei luoghi a lui più cari: dalla Francia al Belgio, dall’Olanda all’Inghilterra, dalla Svizzera alle tante regioni italiane che più lo ispiravano. Compì anche negli anni ’70 i suoi grandi viaggi intercontinentali: Giappone, India, Africa e America. Poi nel 1968, avvertendo i primi sintomi di quel male che lo avrebbe ucciso, tornò a Ischia. Dopo un intervento chirurgico, riprese il lavoro. Morì il 2 ottobre 1970. (immagini: melograni, piazzetta brano, composizione)
Vernissage cocktail venerdì 22 maggio 2015, ore 18.30 – 21.30. La mostra si protrarrà fino al 31 maggio 2015: dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (aperto domenica dalle 10,30 alle 19,00 – chiuso lunedì mattina).

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Sandro Parmeggiani: Mostra antologica

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

sandro parmeggianiMilano dal 17 ottobre al 9 novembre 2014 orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22) chiuso il lunedì ingresso libero Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, inaugurazione giovedì 16 ottobre, ore 18.00 mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura a cura di Vittorio Sgarbi
La Provincia di Milano ospita allo Spazio Oberdan, una Mostra antologica di Sandro Parmeggiani, selezione di opere del periodo artistico che va dal 1930 al 1970. La mostra è promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura.
Parmeggiani ha vissuto diverse epoche pittoriche nella sua lunga vita d’artista: figurativo e paesaggista, passando dal post-impressionismo di matrice lombarda a esperienze con forti risentimenti cubisti (forse il suo periodo più rappresentativo), per approdare infine verso l’universo astratto, per altro vissuto con colori squillanti, essendo l’artista un maestro riconosciuto del colore.

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Ligabue: la follia del genio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Mamiano di Traversetolo (PR) fino al 26 giugno 2011 la prestigiosa Fondazione di Mamiano, alle porte di Parma, ospita l’antologica dal titolo “La follia del genio” di Antonio Ligabue che raccoglie centocinquanta opere di uno dei protagonisti dell’arte espressionista del ventesimo secolo. La mostra vuole essere un esemplare excursus sulle diverse anime dell’artista espressionista che ha tanto amato il Po e l’universo animale. Una vita sofferta e un talento esplosivo che traspaiono nei suoi lavori in una visionaria ricerca identitaria: il tormento di un’anima che grazie all’arte trova la propria voce e il proprio riscatto. In occasione di questa grande antologica il Villino di Porporano, Strada Bodrio, 26 nuovo gioiello dell’accueil parmigiana alle porte della città ducale, ha preparato un pacchetto speciale che propone ai propri ospiti i biglietti d’ingresso direttamente in camera. La struttura è un’antica casa rurale, con tipico fienile, sapientemente ristrutturata nel rispetto dell’atmosfera originaria. Grazie a un attento recupero dei materiali naturali – pietre, sassi, cotti e legni antichi – e degli arredi che accostano pezzi d’antiquariato o d’arte povera a elementi di modernità. Nel piccolo borgo di Porporano, il Villino sorge in un’ampia corte con giardino e villa padronale che condivide con gli ospiti gli stessi spazi esterni e le rasserenanti vedute sulla natura.

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Federico Unia. Un’antologica metropolitana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

Milano 3 febbraio ore 18,00 (dal 3 al 16 febbraio 2011) Via San Calogero 27  Mm Sant’Agostino presentazione Federico Unia. Un’antologica metropolitana Di Andrea B. del Guercio. Non è un azzardo un titolo che proietta un giovane artista già all’interno di un evento antologico ma è la presa d’atto di un percorso espressivo caratterizzato da uno stato di partecipazione intenso all’interno del faticoso rapporto fra arte e vita; il caleidoscopio di immagini che abbiamo  espositivamente raccolto ripercorre infatti un attività pittorica che si è confrontata non solo con grandi tematiche ma anche e soprattutto all’interno delle tensioni dell’ organizzazione metropolitana. Antologico è quindi il concetto di esperienza colto all’interno della quotidianità, tra i bagliori e i fumi della città, tra le apparizioni improvvise di un’ iconografia colta e religiosa, per poi rapportare tutto alle forme meccaniche e comportamentali di ogni giornata trascorsa. Federico Unia si è così inabissat o all’interno del sistema dei temi e delle immagini della condizione giovanile per poi tentare di riportare in superficie i frammenti di un viaggio nel quale ha dimostrato in questi anni di sapervi sopravvivere ed operare ed ancora di trarne valenze e valori. L’iconografia si pone all’interno del patrimonio ampio e antico della Bellezza, lì dove c’è sofferenza per il bene, dolore come testimonianza di riscatto, muovendo cosi tra un’Ultima Cena e la Crocefissione, dalla Santità all’Elevazione… ma sono le tinte oscure, così intrinsecamente lombarde, l’amaro sarcasmo di un realismo mediato dalla cattiveria del fumetto noir ed ancora incisivi e violenti i simboli più recenti che si pongono tra la tragedia personale  ed il tradimento sociale.

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Jean Calogero: L’Antologica

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Catania fino al 12/12/2010 Viale Africa/Piazzale Asia Galleria d’Arte Moderna – Centro Culturale Le Ciminiere a cura di Carmelo Strano  Il grande evento, organizzato dall’Associazione Culturale SPAZIOVITALE in e curato dal critico prof. Carmelo Strano, ha ottenuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Siciliana, della Provincia Regionale di Catania, del Comune di Catania – Assessorato alla Cultura e Grandi Eventi, del Comune di Acicastello e del Museo Diocesano di Catania. Oltre 100 opere, dipinti a olio di grande formato, testimonieranno le varie stagioni creative del Maestro. Un’autorevole iniziativa per riportare l’attenzione sulla figura del pittore, oggetto di indagini critiche già dalla sua prima mostra personale nella Galleria Herve’ di Parigi (1951). Lasciata la Sicilia fa della Francia la sua seconda patria e inizia con coraggio e sentimento una frenetica attività espositiva che, grazie al consenso della critica, lo porterà in giro per il mondo. Dagli inizi degli anni Settanta, si fa piu’ presente in Italia mantenendo comunque il suo studio parigino e continuando a esporre negli Stati Uniti e in Giappone. http://www.jc2010.it
http://www.tribearl.it/jeancalogero Libro “Jean Calogero”, a cura di Carmelo Strano. Progetto grafico e impaginazione di Nicolo’ D’Alessandro. Angelo Mazzotta Editore.

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Giulio Turcato: Libertà

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Terni, 17 ottobre 2010 –  30 gennaio 2011 CAOS – Centro Arti Opificio Siri (anteprima stampa della mostra sabato 16 ottobre 2010) Ore 11.00 Lago di Piediluco  (Terni) Le 7 grandi sculture in acciaio realizzate da Giulio Turcato, intitolate LE LIBERTÀ,  installate nel 1989 presso il lago di Piediluco nel territorio della città di Terni, sono state restaurate e ciò fornisce l’occasione per la realizzazione di una mostra antologica dedicata all’artista che comprende circa 60 opere – di cui molte di grandi dimensioni, molte quasi mai esposte, alcune del tutto inedite – concesse in prestito dall’Archivio Giulio Turcato di Roma.
L’esposizione è curata da Silvia Pegoraro e sarà documentata da un catalogo bilingue (italiano/inglese) edito da Silvana Editoriale, con testi, oltre che della curatrice, di Giovanni Carandente, Martina Caruso, Carlo Fioretti, Walter Mazzilli, Francesco Santaniello, Duccio Trombadori.
Giulio Turcato (1912-1995) viene considerato uno dei più significativi interpreti dell’astrattismo pittorico in ambito internazionale, ma il suo lavoro articolato e complesso, comprende intriganti risvolti figurativi e straordinarie sortite nell’ambito della scultura e della scenografia. (turcato)

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Goffredo Godi: Il vero del vero

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Roma, 2 Ottobre 2010 alle ore 18.00, nella Sala Polifunzionale,  presso la Fondazione Museo “Venanzo Crocetti”, via Cassia, 492,  avrà luogo l’inaugurazione della mostra di Goffredo Godi a cura di Lorenzo Canova : il vero del vero. La mostra resterà aperta fino al 15 Ottobre 2010
Per i novant’anni, festeggiati già in agosto ad Ischia, Goffredo Godi meritava un’“antologica” ampia e accurata. Ma ecco intanto una bella mostra che riassume comunque il suo percorso, qual è questa allestitagli qui a Roma nel Museo Crocetti. Del resto, avendo attraversato Godi diverse stagioni espressive – compresi in esse un post-cubismo della metà degli anni Sessanta e un astrattismo del decennio successivo – è ben difficile rintracciare ed esporre, con pretesa di completezza, sia pure soltanto il meglio di un pittore che lavora intensamente da settant’anni e sempre ben poco s’è curato di tenere in ordine un proprio archivio. Però, a consolazione di Goffredo ricordiamo allegramente quello che disse Dumas una volta che gli rimproverarono il disordine nel quale lavorava: “E il genio, che ne sarà mentre mi curerò dell’ordine?”

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Salvatore Sebaste: Mostra Antologica

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Lecce Inaugurazione sabato 18 settembre 2010- ore 19. (la mostra resterà aperta fino al 17/10/2010) via XXV Luglio, Castello Carlo V a cura di Mariadelaide Cuozzo  Salvatore Sebaste (Novoli di Lecce 1939), pittore, scultore e incisore. All’inaugurazione intervengono: Paolo Perrone, sindaco di Lecce  Mariadelaide Cuozzo, Docente Università Basilicata  Raffaello De Ruggieri, Presidente ZETEMA Matera  Moderatore, Rocco Brancati, Giornalista RAI  Per l’occasione sarà proiettata una video intervista dell’artista.
Dal 1956 ad oggi ha realizzato numerose rassegne personali e collettive in Italia e all’estero.  Sue opere di pittura, scultura e grafica sono collocate in edifici pubblici, chiese, musei e piazze.  Negli anni ’90 suoi “scritti d’arte” sono stati pubblicati su “Basilicata Regione Informazioni Risorsa Cultura” del Consiglio Regionale di Basilicata e sul settimanale “Cronache lucane”. Oggi con “I percorsi d’Arte” dei 131 paesi della Basilicata e’ inserito sul sito Internet: http://www.basilicatanet.it (Istituzioni, Ente Regione, Consiglio, Conoscere Basilicata, Cultura, I comuni della Basilicata, Il paese) ed ancora su basilicatanet (La Basilicata, cultura, Profili d’artisti lucani).

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Mostra antologica di Sergio Sorgini

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Napoli 2 luglio 2010 ore 18.00, Castel Nuovo (Maschio Angioino) verrà inaugurata nelle sale del Maschio Angioino la mostra antologica di Sergio Sorgini artista romano che vive e lavora a Verona, curata da Franco Riccardo promossa dall’ass. alla cultura del comune di Napoli. e organizzata dalla Effeerre edizioni Percorrendo una ricerca declinata attraverso l’arte grafica, pittorica e sculturea, Sorgini consolida e rinnova un linguaggio artistico e figurativo che si iscrive all’interno di un felice e fecondo solco culturale. Il corpus delle opere esposto propone una selezione dell’intensa e molteplice attività svolta dal maestro dal secondo dopoguerra ad oggi. Un percorso che affonda le sue origini negli anni Cinquanta   con l’attività grafica, declinata prima nel fumetto (“il Vittorioso”,  “il Giornalino” e “l’Intrepido”) e poi nell’attività di cartellonista pubblicitario per alcune case di produzione cinematografica americane (Universal, Paramount, Metro Golden Mayer) e, infine, negli anni Sessanta, nell’illustrazione di libri per ragazzi (per la casa editrice “La Scuola”). I successivi lavori pittorici, come pure le chine e i più recenti pastelli, sono segnati da un tratto potente che definisce forme poderose. Abbandonata ogni suggestione metafisica dei decenni precedenti, le monumentali figure femminile, protagoniste della sua più attuale ricerca pittorica e scultorea, si rivelano improvvise suggestioni emotive che  rinviano a profonde stratificazioni di senso. Fiere e maestose le donne di Sorgini si impongono per le loro qualità atemporali e astratte, che ne fanno emblemi ed esempi di fierezza e forza. Si tratta di donne la cui sessualità, mai seducente ed erotica, viene privata di qualsiasi compiacimento estetico per far riferimento esclusivamente alle potenzialità generatrici e di nutrimento che la contraddistinguono.  Il potenziamento plastico delle forme scultoree è sottolineato dal modo di trattare la superficie del bronzo, graffiata, porosa e colorata. Reperti di chissà quale tempo, esse mostrano le ferite della Storia (umana), cave e cavate, tronche, assemblate in più pezzi unici (un busto, una testa, una mano), ma ognuno in dialogo e riferibile agli altri. Non mostri, dunque, ma matrone curve, in posa, sdraiate. Pezzi frammentati e ricomposti di una coscienza che li riconosce e si rimprovera. Catalogo EFFEERRE.edizioni. Testo di: Olga Scotto di Vettimo

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Mostra antologica: Franco Fontana

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2010

Brescia 04 Maggio 2010   ore 19,00  –  via Trieste 32/a inaugurazione mostra antologica di Franco Fontana dove saranno esposte più di cento immagini che ripercorrono la carriera dell’autore dagli anni 70′ – 80′ ad oggi.  Il lavoro di Franco Fontana è apprezzato e conosciuto in tutto il mondo fin dagli anni 70’ – 80’, quando iniziò a far conoscere il suo lavoro a colori e il suo modo personalissimo di vedere il paesaggio e il paesaggio urbano che, già allora,  fu subito una scoperta. A distanza di anni, Franco Fontana, pur cimentandosi in diversi campi della fotografia, dal paesaggio al nudo, dalle rappresentazioni urbane ai ritratti,  ha saputo mantenere il suo preciso stile.
Franco Fontana nasce a Modena il 9 dicembre 1933. Comincia a fotografare nel 1961 – frequentatore dei “Fotoclub”, si dedica prevalentemente a un’attività amatoriale, anche se svolge ricerche estetiche su diversi temi. Nel 1963 espone alla Terza Biennale Internazionale del Colore a Vienna; l’anno dopo, “Popular Photography” gli pubblica, per la prima volta, un portfolio con testo di Piero Racanicchi. Tiene le prime esposizioni personali nel 1965 a Torino (Società Fotografica Subalpina) e nel 1968 a Modena (Galleria della Sala di Cultura). L’esposizione nella città natale segna una svolta nella sua ricerca. La sua complessa attività e il rilievo internazionale della sua produzione possono essere compendiati in alcune cifre. Gli sono stati dedicati oltre 40 libri, pubblicati da editori italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, spagnoli, americani e giapponesi; ha esposto in musei pubblici e gallerie private di tutto il mondo – oltre 400 sono le mostre personali e di gruppo che ha finora tenuto. ha collaborato con il Centre Georges Pompidou, e con i Ministeri della Cultura di Francia e del Giappone. È direttore artistico del Toscana FotoFestival. (franco fontana)

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“Voci” immagini e parole di donne 1964 – 2009

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2009

Fernanda,1971Roma dal 7 al 24 novembre 2009, allo Spaziottagoni, a Trastevere, via Goffredo Mameli, 9 si terrà la mostra personale di fotografia di Gabriele Morrione, “Voci. Immagini e parole di donne. 1964-2009” (dal lunedì al sabato, dalle ore 16.30 alle ore 20, domenica chiuso). Gabriele Morrione torna a esporre le proprie fotografie in una mostra antologica in cui protagoniste sono ancora una volta le donne. Attraverso i loro volti e i loro sguardi, le donne di Morrione ci guardano e si guardano. Ma non solo. A loro è stato chiesto di raccontarsi, attraverso un testo che ognuna ha scritto, a commento della propria fotografia. Diventa così una mostra “parlante”, in cui fotografie e testi ci rivelano di questi volti l’anima e il proprio sentire: donne sicure di sé ma insieme fragili, donne che vogliono apparire ma a volte sembrano nascondersi, nella luce, nei propri pensieri. Il catalogo della mostra “Voci. Immagini e parole di donne. 1964-2009” – Edizioni Kappa, 2009 è correlato da un cd audio, a cura dell’attrice Daniela Stanga, che grazie all’interpretazione di più attrici propone la lettura dei testi che accompagnano le immagini. Catalogo e cd saranno in vendita durante i giorni della mostra con offerte promozionali. Saranno in vendita anche altri libri, tra cui l’ultimo pubblicato “Gente di Lipari”, Edizioni Kappa in collaborazione con il Centro Studi Eoliani, 2009. (fernanda)

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Gigino Falconi Il teatro del tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

sognando boucherFrancavilla al Mare (CH) fino al 6/9/2009Fondazione Michetti – MuMi piazza San Domenico 1 Il Museo Michetti di Francavilla a Mare (Chieti), dal 19 luglio al 6 settembre pv., dedica al maestro Gigino Falconi (Giulianova, 1933), uno dei pittori italiani di piu’ sicuro interesse, una vasta mostra antologica che ripercorre gli ultimi trent’anni di lavoro di un artista che ha sempre dimostrato di credere nei valori e negli strumenti della pittura, alla sua tradizione, non solo tecnica, ma anche e soprattutto etica e spirituale. La mostra, organizzata dall’Associazione Culturale Trifoglio, in collaborazione con la Presidenza della Regione Abruzzo ed il Comune di Francavilla al Mare, e con il patrocinio della Provincia di Chieti e la Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, sarà allestita presso le sale del MuMi, che già in passato, in occasione del Premio Michetti, hanno ospitato le tele del Maestro. Le opere dell’artista Falconi sono esposte nelle piu’ prestigiose gallerie italiane e ha tenuto mostre personali a Francoforte, Dusseldorf, Parigi, New York, Toronto, Hamilton, Tokio. La cerimonia di inaugurazione, alle ore 19:00 alla presenza dell’artista, delle autorità politiche e religiose, sarà preceduta da una interessante presentazione critica a cura di Sandro Parmiggiani direttore di Palazzo Magnani di Reggio Emilia, curatore scientifico della mostra e da un intervento del prof. Vittorio Sgarbi.Scrive Parmiggiani, curatore del testo in catalogo: -Sembrano metafore dell’esistenza, delle sue soavi illusioni iniziali e delle sue amare verità ultime, le opere di Gigino Falconi. S’offrono spesso al nostro sguardo, i suoi dipinti, attraverso il movimento lento, pervaso di un antico languore, di una figura in primo piano che se ne sta davanti a noi, sul palcoscenico del teatro della vita – pare, in verità, la posizione raffigurata da Falconi, il frammento di una lunga immobilità, una sorta di paralisi dell’agire, come se chi se ne sta di fronte a noi non volesse abbandonare il bozzolo del tempo in cui e’ racchiuso, e temesse di avventurarsi nel tempo -altro- che s’avanza, e che peraltro s’annuncia pieno di sfide e insidie. Nello stesso tempo, la figura che a noi si mostra sembra volerci invitare, con la grazia seducente di un corpo che dà profondità all’immagine e magneticamente attira il nostro sguardo, ad abbandonare il nostro mondo abituale, per inoltrarci nella rappresentazione di cui lei e’, insieme, protagonista e passiva spettatrice, per diventare anche noi attori, o supini, silenziosi astanti, di un altrove che, procedendo verso il fondo del dipinto, si rivela sempre piu’ enigmatico, talvolta inquietante e sinistramente allusivo. (Immagine: Sognando Boucher)

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