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Teatro: Edipo Re

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

Roma il 9 novembre debutta al Teatro Argentina l’Edipo Re di Sofocle, firmato da Antonio Calenda con protagonista Franco Branciaroli, attore poliedrico che vedremo in scena interpretare più ruoli, sarà infatti Edipo, Giocasta e Tiresia.  Il progetto dello spettacolo si basa infatti su una rilettura dell’originale sofocleo (scritto probabilmente nel 430 a.C.) integrato dai sunti teorici di diversi studiosi e in particolare di Sigmund Freud e di René Girard. Freud riteneva che Edipo Re prefigurasse la metodologia che consente l’esplorazione dell’inconscio: la psicoanalisi. Ecco allora che Antonio Calenda evoca nello spettacolo la messa in scena di una ricerca, che ripercorre all’indietro il tempo, per riafferrare il senso vero e profondo di un passato che è stato frainteso. Ed Edipo – rimandando a un immaginario mitteleuropeo che ci appartiene – ci appare freudianamente disteso sul celebre lettino, mentre attraverso indizi disseminati nel suo vissuto, ricostruisce e riscrive con parole di atroce verità il proprio percorso esistenziale, individuando finalmente le radici del proprio conflitto interiore.
L’assunto di René Girard, presente in particolare nel fondamentale La violenza e il sacro, ci illumina invece su certe dinamiche sociali e di gruppo. Gli individui secondo questo antropologo e filosofo contemporaneo tendono tutti a desiderare il medesimo oggetto e questa “indifferenziazione” genera quasi sempre un sentimento di rabbia e scontro diffusi. Per uscire da tali dinamiche di rivalità e di crisi, la comunità si unisce contro una vittima sacrificale, un capro espiatorio che la purificherà e che una volta immolato sarà investito di sacralità. Edipo è un esempio emblematico di tale dinamica.
La scena di Pier Paolo Bisleri cela e rivela personaggi dietro velati neri, una scatola, uno spazio quasi mentale in cui Edipo è rinchiuso, le luci di Gigi Saccomandi ribadiscono la dialettica fra luce e buio, chiarezza e mistero. Completano l’allestimento i costumi di Stefano Nicolao e le musiche di Germano Mazzocchetti. Significativo l’apporto della traduzione di un autore contemporaneo quale Raul Montanari, che sviluppa la tragedia con precisione, senza retorica e con una forte aderenza a Sofocle. (giocasta, edipo)

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Teatro: Edipo re

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Chiasso, 29 ottobre 2010, ore 20.30 Cinema Teatro  Franco Branciaroli dà il via alla stagione di prosa interpretando con la classe che lo contraddistingue la tragedia di Sofocle Edipo Re, per la regia di Antonio Calenda. Branciaroli diventa qui un “mostro a tre teste” in chiave moderna e freudiana, convogliando in sé i ruoli di Edipo, Giocasta e Tiresia, in un itinerario tra le ombre della psiche, tra luce e buio.  Il regista Antonio Calenda, lavorando sull’originale, integra i principi teorici di studiosi quali Sigmund Freud e René Girard: disteso sul celebre lettino d’analisi il nostro protagonista ricostruisce e riscrive con parole di atroce verità la sua vita, individuando finalmente le radici del suo conflitto interiore.
Il testo di Sofocle è  presentato nella traduzione di Raul Montanari.  Accanto a Franco Branciaroli, gli attori Giancarlo Cortesi, Emanuele Fortunati, Gianfranco Quero, Alfonso Veneroso, Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo,Filippo De Toro, Luca Fiorino, Luigi Rizzo. Le scene sono di Pier Paolo Bisleri, i costumi di Stefano Nicolao. Musiche di Germano Mazzochetti e luci di Gigi Saccomandi. Lo spettacolo è una coproduzione di: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia  Teatro de Gli Incamminati Teatro di Messina (edipo re)

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Teatro: To Be or not to Be

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2009

Roma dal 30 dicembre .09 al 17 gennaio 2010  teatro argentina Via di Torre Argentina, 52 sarà in scena lo spettacolo To Be or not  to Be. di Maria Letizia Compatangelo, dal soggetto di Melchior Lengyel per il film “Vogliamo vivere” di Ernst Lubitsch e la regia di Antonio Calenda, Musiche Pasquale Filastò. Le canzoni sono di Nicola Piovani con Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzucato e Umberto Bortolani, Fulvio Falzarano  To be or not to be, comprovato successo della passata stagione teatrale, è una commedia brillante e divertente, ma è anche un testo interessante, che da un lato permette d’innescare il gioco teatrale delle infinite rifrazioni fra realtà e finzione, recita e verità, “essere” e “non essere” come suggerisce il titolo, dall’altro lato accetta la sfida di ritrarre il nazismo attraverso il linguaggio della comicità: una sfida vinta costruendo una satira validissima dell’apparato e della logica hitleriani. Inoltre – al contrario di quanto paventavano ottusamente alcuni critici davanti al film di Lubitsch – senza offendere il ricordo di quel periodo tanto doloroso e buio, To be or not to be lo racconta riconoscendo al teatro il ruolo di una luce che indica la via della salvezza.  Il testo drammaturgico, pur mantenendo una corretta fedeltà al soggetto e dunque al lavoro di Lengyel e Lubitsch, se ne allontana anche, assumendo una propria limpida legittimità teatrale. Merito dell’elaborazione è di Maria Letizia Compatangelo: la sua è una commedia piacevole ed efficace, che pone in luce non solo i lati esilaranti ma anche quelli delicatamente malinconici e surreali della storia». Continua Calenda: «in questo delicato apologo del teatro, il teatro è protagonista. In scena infatti si ricorre agli esponenziali giochi di specchi e ribaltamenti che solo il teatro permette, con le sue convenzioni, con il coinvolgimento e la complicità del pubblico. E con il talento di una compagnia d’interpreti di cui sono molto soddisfatto e che è chiamata al notevole compito di restituire il profilo della vita nella sua bellezza, lasciando però intuire anche l’imperscrutabile che essa cela».  Il 31 dicembre lo spettacolo, della durata di 2 h e 30’, sarà in scena alle ore 20 per consentire al pubblico di trascorrere in modo insolito le ore precedenti la mezzanotte, da festeggiare a casa o altrove

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