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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘antonio ligabue’

Libro di Renato Martinoni “Antonio Ligabue. Gli anni della formazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

Reggio Emilia Sabato 5 ottobre alle ore 18.00 si terrà, presso la Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO (Via Sessi 1/F), la presentazione del libro di Renato Martinoni “Antonio Ligabue. Gli anni della formazione (1899-1919)”, pubblicato quest’anno da Marsilio Editori. Interverrà, oltre all’autore, il critico d’arte Sandro Parmiggiani.La mostra antologica di Antonio Ligabue, presentata al Museum im Lagerhaus di San Gallo nel 2019, è stata l’occasione per fare conoscere l’opera dell’artista in quella che può definirsi la sua “patria perduta”. Ligabue nacque infatti a Zurigo il 18 dicembre 1899 da un’emigrante italiana, Elisabetta Costa. Dopo essere stato accolto fin dai primi mesi di età dalla famiglia Göbel, vive a San Gallo e nei paesi del circondario conducendo una vita irrequieta, fatta di lavori precari e di ricoveri in istituti (Tablat e Marbach, tra il 1913 e il 1915) e in una clinica psichiatrica (Pfäfers, nel 1917). Espulso dalla Svizzera nel 1919, approda a Gualtieri, dove opera come pittore, scultore, incisore, tra difficoltà di ogni genere e ostracismi, fino alla morte, avvenuta il 27 maggio 1965.
Renato Martinoni, curatore assieme a Sandro Parmiggiani e a Monika Jagfeld della mostra di San Gallo, ha approfondito, con puntigliose ricerche negli archivi, rintracciando documenti e testimonianze inedite, i vent’anni “svizzeri” di Antonio Ligabue, che nel libro che sarà presentato sabato 5 ottobre vengono definiti “gli anni della formazione”, giacché proprio in quel periodo tormentato si gettano le basi per il cammino artistico che Ligabue intraprenderà in Italia.Per l’occasione la Galleria esporrà una selezione di opere di Antonio Ligabue. Dipinti ad olio ed alcune opere grafiche che esprimono il disagio e l’angoscia di una vita segnata dalle tribolazioni, un’arte che mostra in primo piano l’estenuante lotta per la sopravvivenza, in cui si può cogliere il tormento di un uomo che sembra compenetrarsi in quegli animali per trovare il riscatto da un’esistenza molto dura, priva di affetti e afflitta da una lancinante solitudine. In esposizione anche opere con scene di vita quotidiana, immerse in un tempo rallentato e quasi immutabile. L’evento si svolgerà in collaborazione con la Storica Libreria del Teatro di Reggio Emilia (Via Crispi 6).
Renato Martinoni è professore emerito di Letteratura italiana all’Università di San Gallo e ha pubblicato libri su scrittori italiani e svizzeri e sulla storia letteraria dei secoli scorsi. Sta lavorando a un romanzo su Antonio Ligabue.
Sandro Parmiggiani è critico d’arte, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e curatore di mostre. Numerose le rassegne monografiche su Antonio Ligabue, a partire da quella presentata a Palazzo Magnani e al Palazzo Bentivoglio di Gualtieri nel 2005.

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“Nel segno di Antonio Ligabue”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 Maggio 2019

Reggio Emilia dal 18 maggio al 15 giugno 2019, la galleria Phidias Antiques Via Roma, 22/a presenta, nella propria sede di Reggio Emilia, una retrospettiva dedicata al grande artista emiliano, celebrato nel 2019 dal Museum im Lagerhaus di San Gallo e dal film di Giorgio Diritti interpretato da Elio Germano, ormai prossimo all’uscita.In esposizione, una decina di dipinti ad olio su tela e su faesite, unitamente ad una cospicua selezione di incisioni a puntasecca e ad una scultura in bronzo. Il percorso della mostra si completa, inoltre, con un excursus attraverso la pittura reggiana del tardo Ottocento (con opere di Gaetano Chierici, Giovanni Costetti e diversi altri) ed un dipinto seicentesco di Cristoforo Munari.«Abbiamo scelto di approfondire lo studio dell’opera di Antonio Ligabue – spiegano i curatori Antonio e Claudio Esposito – in quanto colpiti dal carattere visionario del suo lavoro, dalla drammaticità e dalla forza espressiva che caratterizza tutti i suoi dipinti, rintracciati nel tempo all’interno di importanti collezioni private».«Antonio Ligabue – scrive Sergio Negri nel catalogo della mostra “Antonio Ligabue. L’uomo, il pittore”, allestita nel 2018-19 ai Musei Civici Eremitani di Padova – non era uno sprovveduto né tanto meno un incolto, bensì un pittore che, pur operando completamente al di fuori di norme o schemi consueti ai ruoli dell’artista contemporaneo, sapeva quel che voleva; un pittore che sapeva esprimersi con tale “qualità” da risultare violenta e irrefrenabile forza creativa; un pittore che sfuggiva ai consensi critici dell’epoca, se non per la sregolatezza della sua vita, quasi certamente per la distanza dalle formule culturali correnti. Vederlo dipingere era entusiasmante: la sua mano andava libera e sicura sulla tela, senza pentimenti o titubanze, istintivamente guidata da una ricca fantasia visionaria».

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Antonio Ligabue: Il realismo della scultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Ancona 7 aprile – 24 giugno 2018 Inaugurazione 7 aprile ore 17.30 Museo Tattile Statale Omero, Mole Vanvitelliana mostra Antonio Ligabue. Il realismo della scultura, dedicata al Ligabue scultore. I trentuno bronzi in mostra – affiancati da tre dipinti in rappresentanza della sua, più nota oltre che molto più ricca numericamente, produzione pittorica – sono quasi tutti a soggetto animale, per una sua predilezione, e coprono un arco cronologico che va dal 1936 al 1958: “In pittura e in scultura egli rappresenta gli stessi animali: leoni, tigri, iene, leopardi, lupi, cinghiali, cervi, caprioli, scimmie, aquile, tori, buoi, cavalli, capre, galli, galline, volpi, conigli, gatti e cani… Animali feroci, animali esotici, animali domestici. Ma nella sua rappresentazione risiedono almeno due diverse e fondamentali inclinazioni del sentimento: ora prevale un sentimento disteso, calmo, come un desiderio di serenità, di pacificato idillio nella natura o in un mondo di evasione fantastica: e di ciò parlano in genere le opere dove appaiono i buoi dei campi, i cavalli da tiro, o i quadri evocativi di una Svizzera immaginaria; ora invece prevale un sentimento di furore, di rabbia, d’aggressività, che si traduce nelle risse o negli atti di violenza degli animali feroci. Mentre però nella pittura le immagini animali sono immerse nel paesaggio, nella scultura vivono invece unicamente definite nella propria isolata fisionomia” (Mario De Micheli, 1972).
Potenti e realistiche, le sculture venivano realizzate da Ligabue in creta, adoperando l’argilla che trovava abbondante sulle sponde del Po, nella Bassa reggiana, dov’era stato “catapultato” nel 1919 a seguito di un’espulsione dalla natia Svizzera, rimanendovi fino alla morte.
In Antonio Ligabue (1899-1965), popolarmente conosciuto come l’artista folle di Gualtieri, il “buon selvaggio” della pittura italiana, arte e vita sono fortemente legate, e quest’ultima ha trovato riscatto proprio grazie all’arte, che gli ha permesso di dare un senso alla sua infelice esistenza.L’allestimento della mostra esalta l’approccio multisensoriale alle opere esposte, rispecchiando lo spirito e la finalità del Museo Omero, fra i pochi specializzati a livello mondiale nel campo della fruizione tattile all’arte e già organizzatore di importanti esposizioni.Il pubblico potrà apprezzare per la prima volta le sculture di Ligabue non solo mediante il canale visivo ma anche attraverso l’osservazione tattile e suggestioni uditive e olfattive.
Il catalogo, edito da De Luca Editori d’Arte, contiene le riproduzioni delle opere, i testi di Marzio Dall’Acqua, Mario De Micheli, Aldo Grassini, Patrizia Lodi, Nicola Micieli, Sergio Negri, Antonello Rubini e la nota biografica dell’artista.Con il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Ancona.In collaborazione con TACTUS – Centro del Museo Tattile Statale Omero per le arti contemporanee, la multisensorialità e l’interculturalità, Opera Società Cooperativa Onlus, Associazione per il Museo Tattile Statale Omero Onlus, Servizio Civile Nazionale, La Mole Ancona.
ORARIOdal martedì al sabato ore 16 – 19; domenica e festivi ore 10 – 13 e 16 – 19. INGRESSO: INTERO 7,00 euro RIDOTTO 5,00 euro.

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Ligabue: la follia del genio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Mamiano di Traversetolo (PR) fino al 26 giugno 2011 la prestigiosa Fondazione di Mamiano, alle porte di Parma, ospita l’antologica dal titolo “La follia del genio” di Antonio Ligabue che raccoglie centocinquanta opere di uno dei protagonisti dell’arte espressionista del ventesimo secolo. La mostra vuole essere un esemplare excursus sulle diverse anime dell’artista espressionista che ha tanto amato il Po e l’universo animale. Una vita sofferta e un talento esplosivo che traspaiono nei suoi lavori in una visionaria ricerca identitaria: il tormento di un’anima che grazie all’arte trova la propria voce e il proprio riscatto. In occasione di questa grande antologica il Villino di Porporano, Strada Bodrio, 26 nuovo gioiello dell’accueil parmigiana alle porte della città ducale, ha preparato un pacchetto speciale che propone ai propri ospiti i biglietti d’ingresso direttamente in camera. La struttura è un’antica casa rurale, con tipico fienile, sapientemente ristrutturata nel rispetto dell’atmosfera originaria. Grazie a un attento recupero dei materiali naturali – pietre, sassi, cotti e legni antichi – e degli arredi che accostano pezzi d’antiquariato o d’arte povera a elementi di modernità. Nel piccolo borgo di Porporano, il Villino sorge in un’ampia corte con giardino e villa padronale che condivide con gli ospiti gli stessi spazi esterni e le rasserenanti vedute sulla natura.

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