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Palii e sagre senza animali

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

“La posizione espressa dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla riguardo alle feste in cui vengono utilizzati animali non umani non solo è ragionevole e condivisibile ma forse anche fin troppo moderata. Come ci ha insegnato Gandhi il livello di civiltà di un paese si misura anche dal modo con cui vengono trattate le altre specie viventi. Dai circhi ai palii, dagli zoo agli acquari alle sagre paesane che sfruttano animali, c’è molto da lavorare per farla finita con quell’assurda concezione antropocentrica secondo cui il divertimento sarebbe assicurato solo assistendo alla sottomissione e, in diversi casi, alle violenze, se non addirittura all’uccisione, di animali non umani. C’è una forma di razzismo e quindi di specismo in questo modo di concepire il rapporto tra l’uomo e le altre specie, lo stesso specismo che, poi, accetta e alimenta quelle Auschwitz, quelle Treblinka dei nostri giorni costituite dagli allevamenti intensivi, veri e propri luoghi di sterminio di massa. Speriamo che grazie alle dichiarazioni del ministro Brambilla si possa aprire una nuova pagina
per le nostre coscienze e per la politica in generale, si discuta, ci si confronti, si cominci finalmente a comprendere quanto l’uomo e le altre specie viventi siano intrinsecamente legate, interdipendenti e quanti danni ha arrecato al pianeta e continua ad arrecare l’arrogante e insostenibile antropocentrismo. Riguardo infine allo specifico del Palio di Siena ci chiediamo perché, una manifestazione “culturale” che riguarda una sola città, debba poi essere propinata a tutti i cittadini italiani spesso per diverse ore senza che venga dato un solo minuto di riflessione
e di confronto tra chi trova intollerabile che nel ventunesimo secolo si assista ancora a degli spettacoli del genere. Sono decine i comuni italiani che organizzano sul proprio territorio pali di ogni genere giustificandoli con riferimenti storici o culturali che spesso sono totalmente inventati o estranei al contesto ed è in quei posti, sicuramente meno noti, che accadono episodi di violenza inqualificabili e che fanno bene il ministro Brambilla e la sottosegretaria Martini a combattere.”

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