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L’antropofago

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 ottobre 2017

l'antropofago(Saggistica Vol. 1) (Italian Edition) Kindle Edition di Riccardo Alfonso. Non è la solita storia dell’antropofago ripescata dalle barbare usanze dell’entroterra africano o della Papuasia o dalle allucinanti deviazioni di una mente malata che vive e si pasce nel culto della nostra civiltà. Da qui il tema si amplia e si articola in tante modalità in sé perverse ma pur inquadrabili in una logica esistenziale che può forse apparirci sconcertante e drammatica e per certi versi incomprensibile, ma a ragionarci intorno si può spiegare con la stessa ragione che ci illustra la vita e chiude il ciclo con la morte così come accade per tutti gli esseri viventi e per le stesse cose inanimate. La storia del cannibale diventa non più l’aspetto di una devianza culturale o legata e limitata al contingente, ma è animata dalla stessa regola di vita e ci offre uno spettacolo d’insieme che va oltre la semplice risultanza di un fatto per inquadrarsi in una visione di più ampio respiro e che c’induce a riflettere e a guardare le cose della vita con occhio più attento e indagatore.

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Libro: L’antropofago

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

 

l'antropofagodi Riccardo Alfonso. Non è la solita storia dell’antropofago ripescata dalle barbare usanze dell’entroterra africano o della Papuasia o dalle allucinanti deviazioni di una mente malata che vive e si pasce nel culto della nostra civiltà. Da qui il tema si amplia e si articola in tante modalità in sé perverse ma pur inquadrabili in una logica esistenziale che può forse apparirci sconcertante e drammatica e per certi versi incomprensibile, ma a ragionarci intorno si può spiegare con la stessa ragione che ci illustra la vita e chiude il ciclo con la morte così come accade per tutti gli esseri viventi e per le stesse cose inanimate. La storia del cannibale diventa non più l’aspetto di una devianza culturale o legata e limitata al contingente, ma è animata dalla stessa regola di vita e ci offre uno spettacolo d’insieme che va oltre la semplice risultanza di un fatto per inquadrarsi in una visione di più ampio respiro e che c’induce a riflettere e a guardare le cose della vita con occhio più attento e indagatore.Fidest press agency; Saggi edizione Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: l’antropofago)

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La sindrome di “nessuno”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Dopo la storia leggendaria di un “nessuno” che si fece beffa di un grande, goffo e antropofago ciclope, tutti gli altri nessuno dovrebbero esultare e sentirsi orgogliosi d’appartenere alla grande, immensa famiglia dei signor “nessuno” ed invece non è così. La verità è che prima e dopo quell’Odissea il signor nessuno tale era e tale resta: come dire? Una rondine non fa primavera. Scrive un libro e si sente dire: ma chi è? Nessuno, risponde la solerte segretaria dell’editore. Si presento ad un “parlamentare di grido” e lui lo guarda, gli sorride e gli dice “carissimo, come va? Poi si allontana e si avvicina ad un suo collaboratore e gli chiede: ma chi è? E lui di ritorno: boh. Non l’ho mai visto, eccellenza. E così il signor nessuno vive il suo dramma esistenziale. Ogni tanto ha un’alzata d’ingegno, uno scatto d’orgoglio e si chiede: ma se invece di presentarmi scrivo, forse qualcuno mi darà la possibilità di essere ricevuto ai piani alti del “palazzo” e avrà il tempo di scambiare con me qualche parola, di conoscermi, e perché no? di apprezzarmi. Detto fatto prende carta e penna e scrive una infiorata lettera al sottosegretario alla presidenza del Consiglio per chiedergli un colloquio. Come referenza gli ricorda che è stato il suo direttore quando dirigeva il giornale “Il Tempo” di Roma. E’ si. Questo nostro “nessuno” faceva lo “scribacchino” visionando gli annunci mortuari della pagina del giornale prima che andassero in stampa. Ma questo non lo disse di certo al suo ex-direttore. La lettera più che spedirla la consegnò personalmente all’ufficio postale della Presidenza del Consiglio. Da allora ad oggi sono passati otto anni. C’è proprio da dire che chi di “speranza vive disperato muore”. Analoga sorte toccò alla missiva indirizzata al prelato del vaticano, al cattedratico, al sindaco della sua città. Ma ora il signor “nessuno” è diventato qualcuno. Ha deciso di uscire dal recinto dei peones di partito per fondarne uno proprio. E da quel momento è diventato il segretario nazionale, il capo del suo staff e nutre persino la soddisfazione di poter dire che il suo unico iscritto dopo solo 24 ore dall’adesione provocò una scissione costituendo un nuovo partito e gli diede battaglia. Ora mi sorge un dubbio: non è che i tanti italiani che fondano partiti, associazioni, movimenti, circoli, sodalizi e via di questo passo, soffrono del complesso del signor “nessuno” e cercano con siffatta trovata d’uscire dal loro anonimato? In ogni modo per costoro rimane, alla mala parata, il detto magico: “Ma lei non sa chi sono io!” (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it) (immagine fonte Aduc)

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