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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘antropomorfi’

I robot antropomorfi saranno creativi e “ruberanno” il lavoro agli umani?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

Cosa ci attende dietro l’angolo, a seguito dello sviluppo a ritmi esponenziali della robotica? Quali saranno gli scenari lavorativi del futuro, con l’avvento degli automi dalle sembianze umane? Quali i problemi o i vantaggi occupazionali? Gli androidi diventeranno creativi come noi, fino a sostituirci?Del «lavoro oggi e domani», e dell’importanza dell’orientamento per i giovani, si parlerà nella tavola rotonda organizzata dalla Federazione Banche Assicurazioni e Finanza (FeBAF) e da Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), che si terrà a Roma, mercoledì 18 dicembre, alle ore 11, presso la sede FeBAF di via Nicola da Tolentino 72 (piazza Barberini).“Il futuro del lavoro con gli androidi?”, questo il titolo del dibattito. Interverranno: Alberto Gambino, prorettore e direttore master universitario di 1° livello in Intelligenza Artificiale dell’Università Europea di Roma; Andrea Geremicca, direttore dell’European Institute for Innovation and Sustainability (EIIS); Gianfrancesco Rizzuti, responsabile Comunicazione e Rapporti istituzionali FeBAF, nonché direttore di “Lettera f”; Antonella Salvatore, fondatrice e CEO di Osservatorio Cultura Lavoro, docente di marketing e direttore del Centro di avviamento alla carriera della John Cabot University. Modererà la giornalista Anna La Rosa, fondatrice di YourNext. «La ricerca e l’innovazione viaggiano così rapidamente, che anche le università più attente faticano a stare al passo. Il sistema Paese deve ragionare seriamente sull’adeguamento del settore scolastico pubblico e su come orientare i nostri giovani», ha spiegato Antonella Salvatore.

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Gabriele Giugni: Ulysses Syndrome

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Napoli fino al 18/10/2010 via Settembrini, 79 (Palazzo Donnaregina) Madre – Museo d’Arte Donna Regina a cura di Camilla Grimaldi e Paola UgoliniCome nutrirsi della forza del mito per raccontare la modernità. Nel XII canto dell’Odissea la maga Circe spiegava a Ulisse come difendersi dalla forza magnetica delle sirene, incantevoli e pericolose esseri antropomorfi metà pesce e metà donna che con il loro canto affascinavano i marinai inducendoli a schiantarsi sugli scogli. Il fotografo Gabriele Giugni riprende parte della leggenda, si confronta con essa e l’aggiorna. Lo fa in una mostra fotografica, Ulysses Syndrome, sponsorizzata da Ferrarelle SpA e a cura di Camilla Grimaldi e Paola Ugolini, al Museo Madre dal 29 settembre al 18 ottobre.
In occasione dell’inaugurazione della mostra verrà presentata inoltre una performance sonora di Soundwalk, legata al progetto Ulysses Syndrome. Nell’autunno 2009, con lo scopo di realizzare un’opera sonora ispirata alla “Sindrome di Ulisse”, Stephan Crasneanscki, ideatore di Soundwalk, si e’ imbarcato a bordo di una goletta degli anni Trenta attrezzata con antenne radar e aeree per un’odissea sonora, seguendo la rotta del viaggio di Ulisse, e registrando le frequenze Hertz lungo le coste del bacino mediterraneo.
Gabriele Giugni, giovane fotografo e artista romano, segue la sua inclinazione naturale verso la piu’ contemporanea e trasversale delle arti: la fotografia. Immagine: Troia, 2010. Courtesy of the artist. Lightbox, stampa lambda dura trans.

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Silvia Argiolas: I and I

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

Milano fino al 23/9/2010 via Solferino, 44 Antonio Colombo a cura di Maria Chiara Valacchi  Antonio Colombo inaugura un nuovo progetto di LITTLE CIRCUS, spazio situato all’interno della galleria dedicato ai progetti speciali, con la personale di Silvia Argiolas dal titolo “I and I” a cura di Maria Chiara Valacchi.Silvia Argiolas, nata a Cagliari nel 1977, dipinge con una tecnica ad olio mista a smalto, paesaggi incantati dove vivono personaggi bizzarri, animali dalle strane fattezze che simbolizzano le angosce e le speranze della società contemporanea. Atmosfere gotiche si mischiano al sogno, faune e flore irriverenti creano composizioni in cui perdersi tra colori brillanti e forme inconsuete. Nelle raffinate opere di Silvia Argiolas lo scenario si compenetra con esseri antropomorfi che nascono da specchi d’acqua e diventano ora ramo, ora fiore.  Uccelli senza becco, bozzoli che prendono vita da terre e da cieli variopinti e si trasformano in scie di rose meravigliose. Una trasmutazione da corpo ad anima che trova le sue origini nel significato del paradigma -I and I-; Io e me, io e Dio, un passaggio figurato da corpo a spirito che da il titolo alla mostra. Nuvole di fiori pervadono lo spazio e formano disegni scomposti che si distribuiscono nel cielo. La Rosa, protagonista, rappresenta in questi lavori il simbolo della realtà in divenire, dell’elevazione spirituale dell’uomo, dell’evoluzione da stato profano a sacro. Carcasse informi si liberano da problematiche terrene, volano leggere e colorano cieli notturni e atmosfere inquiete a simbolo di speranze ritrovate. (angiolas)

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