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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘anzianità’

Sentenza della Curia europea: ai precari vanno concessi gli scatti di anzianità

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

corte europea giustiziaLo ha confermato la terza sezione della Corte UE rispondendo ad una dipendente del Consiglio di Stato spagnolo, riguardo al rifiuto di quest’ultimo di concederle maggiorazioni corrispondenti a scatti triennali di anzianità, stante la sua qualità particolare di “personale reclutato occasionalmente” nel periodo 1996–2012. Decisiva, ancora una volta, la tutala della categoria grazie all’applicazione della direttiva 1999/70 e le successive clausole, tese a “migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo il rispetto del principio di non discriminazione; creare un quadro normativo per la prevenzione degli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato”. Pertanto, i “periodi di anzianità di servizio relativi a particolari condizioni di lavoro dovranno essere gli stessi sia per i lavoratori a tempo determinato sia per quelli a tempo indeterminato”.Per il sindacato, solo nella scuola italiana possono ora rivendicare una ricostruzione di carriera corretta la maggior parte dei 300mila docenti e Ata assunti a partire dal 1999 (di cui100 mila dal 2011 senza primo gradino stipendiale) e i futuri 100mila docenti che saranno immessi in ruolo dal 2015 con la riforma della “Buona Scuola”. Sulla loro pelle lo Stato ha voluto risparmiare più di 2,5 miliardi solo negli ultimi anni.Marcello Pacifico (presidente Anief): la curia europea ha ribadito quello che ha detto ogni volta che è stata chiamata in causa su questo genere di ricorsi. Pertanto, impugneremo tutti i decreti di ricostruzione di carriera emessi negli ultimi anni in contrasto con la normativa comunitaria.

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Governo Monti: Dalla padella alla brace

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

(Seconda parte). Scrive in una nota il Pmli: “Il programma che Monti ha presentato al parlamento è di chiara matrice capitalista e liberista, coerente con quello che l’Ue e la Banca centrale europea hanno imposto all’Italia e che già il governo Berlusconi aveva cominciato ad attuare. Nessuna discontinuità, dunque. Ci sono le privatizzazioni, le liberalizzazioni, il taglio alla spesa pubblica, il taglio alle pensioni (passaggio per tutti al contributivo e abolizione delle pensioni di anzianità?), la “riforma” del “mercato del lavoro”, libertà di impresa, lo svuotamento del contratto nazionale di lavoro, il modello di relazioni industriali mussoliniane introdotto da Marchionne, il massacro dell’istruzione pubblica stabilito dalla “riforma” Gelmini, il pareggio di bilancio in Costituzione, di cui ora si chiede addirittura una società privata che vigili sulla sua applicazione, il federalismo fiscale, la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, la svendita del patrimonio pubblico, le infrastrutture con il coinvolgimento dei capitali privati, una possibile nuova manovra finanziaria di 20 miliardi, licenziamenti facili per i nuovi assunti secondo la ricetta Ichino (PD). Per i giovani “mobilità a scala europea”, ossia emigrazione. Non una parola sul Mezzogiorno, sulla messa in sicurezza del territorio e delle scuole. Non una parola sulla riduzione della spesa militare e di quella delle grandi opere. Non una parola sulla tassazione delle rendite e sulle transazioni finanziarie. Solo mezze parole per la patrimoniale. C’è da mettersi le mani nei capelli se poi si tiene presente che il neoministro dell’ambiente, tutela del territorio e del mare Corrado Clini si è detto favorevole alla Tav della Val di Susa, al Ponte sullo Stretto, al nucleare e alle ogm. Se il buon dì si vede dal mattino è più che sicuro che questo governo procederà senza indugio, sia pure con accortezza e gradualità, nella macelleria sociale e istituzionale, smantellando i residui dello “Stato sociale” e riducendo ulteriormente i diritti di parte. Monti ha dichiarato che i sacrifici saranno “equi”. Una colossale menzogna. Perché i sacrifici sono sacrifici, e mai giusti nel capitalismo, perché a farli sono soltanto i lavoratori, i pensionati e le masse popolari, servono solo a ingrassare i padroni, a favorire i profitti dei capitalisti e arricchire i banchieri e i finanzieri”. In tutto questo io vi intravedo un solco sempre più profondo tracciato dalle minoranze che si sentono sempre più sicure di trovarsi al cospetto di masse sempre più prone ad accettare la loro condizione di sudditanza sociale e civile perché drogate dal martellante imperio delle logiche di mercato, dall’assordante tam tam dei media e dal clamore dei cortigiani di turno che si vendono per un piatto di lenticchie. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Marche: parte il progetto Jade

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

(Centro Maderna) Si chiama Jade il progetto cofinanziato dall’Unione Europea che vede la partecipazione di Inghilterra (Kent), Francia, Finlandia e Turchia allo scopo di sviluppare, nelle Marche, un nuovo distretto tecnologico che prenderà il nome di I-Live e che si porrà al servizio dell’anziano e dell’anzianità attiva. Proprio in questi giorni, dall’11 al 15 aprile, si sta tenendo infatti ad Ancona, presso l’Hotel La Fonte di Portonovo, l’incontro, organizzato dalla Regione Marche, che segna l’avvio ufficiale del progetto alla presenza degli operatori marchigiani coinvolti. L’evento prevede visite a realtà emergenti che operano nel settore sanitario e ad aziende specializzate del settore ma include anche momenti di dialogo e confronto tra istituzioni, imprese ed enti di ricerca. “L’incontro”, spiega Gian Mario Spacca, presidente della Regione, &quot ;segna una tappa fondamentale nel percorso avviato dalla Regione Marche per sviluppare specializzazioni intelligenti che riguardano sia l’ambiente domestico che la mobilità per l’autonomia dell’anziano: in particolare punta a coinvolgere il tessuto imprenditoriale e in generale chi opera nei settori della ricerca e della domotica per gli anziani. L’obiettivo è promuovere la competitività delle imprese marchigiane nell’ambito delle tecnologie in grado di migliorare la qualità di vita, facilitando la messa in rete con piattaforme europee innovative”. (Cronache Anconetane, 9 aprile 2011)

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Europa: verso un’anzianità più attiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

(Centro Maderna) Il ministero del Lavoro francese con il sostegno del Fondo Sociale Europeo (FSE) ha recentemente pubblicato un nuovo documento (clicca qui per accedervi) che presenta in inglese e francese una selezione dei progetti più significativi (in Francia ma anche nel resto dell’Europa), relativi all’anzianità attiva e al lavoro per gli over 50. Migliorare le condizioni di lavoro per gli anziani è infatti una volontà condivisa da tutti gli stati membri dell’Unione Europea, che si trovano a dover affrontare un invecchiamento della popolazione senza precedenti. In Francia, in particolare, i programmi dell’FSE sostengono da più di dieci anni i progetti destinati a incrementare l’occupazione degli anziani, migliorando la qualità della loro vita sul lavoro, e incentivando la trasmi ssione delle conoscenze ai più giovani e l’assunzione dei disoccupati over 50. Nell’ambito di queste iniziative si colloca anche “Innover ensemble pour l’emploi des seniors” (Innovare insieme per l’impiego degli anziani) una conferenza organizzata dal Fondo Sociale Europeo che si terrà il prossimo 31 marzo presso la Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi. L’evento (tenuto in inglese e francese), prendendo avvio dall’analisi delle sfide principali legate l’invecchiamento attivo in Europa, verterà principalmente sulla promozione della reintegrazione della terza età nel mondo del lavoro. Tra i vari partecipanti al convegno, ricordiamo anche Francesco Marcaletti, Coordinatore del progetto italiano finanziato dal Fondo Sociale Europeo “Laboratoriio permanente sull’Invecchiamento Attivo“ realizzato dalla provincia autonoma di Trento.(Senioractu, 24 marzo 2011)

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Sentenza salva precari scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

La sentenza del Tribunale del Lavoro di Genova rende finalmente giustizia e pone le basi per tutte le migliaia di precari della scuola che da anni lottano per vedersi riconosciuti i propri diritti di lavoratore. Così  Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che preannuncia sin da subito l’avvio per tutti i docenti con contratto a termine che abbiano superato almeno tre anni di servizio della possibilità di agire in giudizio per vedersi riconosciuta l’effettiva anzianità di servizio, il diritto alla progressione di carriera e quindi i relativi arretrati, mediante l’ausilio dei legali dello “Sportello dei Diritti”. Al di là del merito della sentenza che ha comunque sancito la condanna del Ministero dell’Istruzione, università e quindi il diritto al risarcimento del danno nei confronti dei quindici docenti che si sono rivolti al giudice del lavoro del capoluogo ligure, per un totale di circa 500.000 euro (il riconoscimento di 15 mensilità per ogni lavoratore come risarcimento del danno per la mancata immissione in ruolo) ed il pagamento delle spese processuali, conclude D’Agata, si potrà avviare una stagione di ricorsi su tutto il Paese per vedere restituiti i diritti, oltrechè, e diciamo soprattutto, la dignità, a decine di migliaia di lavoratori che si battono per un posto di lavoro pubblico a tempo indeterminato. Va specificato, però che a causa della sciagurata norma che pone un limite temporale ai ricorsi per i lavoratori con contratto a tempo che però è stata prorogata sino al il prossimo 31 dicembre, i docenti avranno tempo sino a questo termine per proporre ricorso.

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Chi va in pensione quest’anno?

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Chi lascerà il lavoro dal 2010 sarà sottoposto a nuove regole. Subirà una decurtazione della pensione se saranno stati versati meno di 18 anni di contributi entro il 1995. Da gennaio sono entrati infatti in vigore i nuovi coefficienti per il calcolo dei trattamenti quantificati con il sistema misto o interamente contributivo. La revisione dei parametri iniziali, prevista dalla riforma Dini doveva scattare ogni dieci anni. L’obiettivo era di considerare l’aspettativa di vita nel calcolo della pensione. La cosiddetta “legge Damiano”, la n. 247 del 24 dicembre 2007, all’articolo 1, commi 12-16, ha stabilito di far partire i nuovi coefficienti non dal 2006 ma dal 2010 e di aggiornarli ogni tre anni. In particolare, per coloro che al 31 dicembre 1995 hanno raggiunto un’anzianità  pari o superiore a 18 anni, la pensione è calcolata secondo il sistema retributivo. Questo assume come base di calcolo l’ultima retribuzione percepita dal lavoratore o la media delle retribuzioni o dei redditi riferiti ad un periodo più o meno lungo della carriera lavorativa (a seconda del settore di appartenenza e dell’anzianità contributiva, in media gli ultimi 10 anni), rivalutati in modo da rapportarli al valore delle retribuzioni dell’ultimo periodo precedente la pensione. Per tali lavoratori non ci sono novità dal 2010. Per coloro, invece, che al 31 dicembre 1995 avevano raggiunto un’anzianità inferiore ai 18 anni, la pensione viene calcolata con il sistema misto cioè retributivo per il periodo di anzianità maturata fino al 1995, contributivo per la anzianità successive. Il suo importo è la somma di tre quote di pensione: – quota A: calcolata secondo le regole del vecchio sistema retributivo (media retributiva degli ultimi 5 anni, riferita al periodo di contribuzione che va fino al 31 dicembre 1992); – quota B: calcolata secondo le regole del nuovo sistema retributivo (media retributiva degli ultimi 10 anni, per chi ha maturato 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992, o media contributiva dell’intera vita lavorativa per chi a questa data non ha maturato 15 anni di contribuzione; – quota C: calcolata secondo il sistema contributivo (importo dei contributi relativi al periodo lavorativo successivo al 31 dicembre 1995). Per gli assunti dal 1° gennaio 1996 la pensione viene calcolata con il sistema contributivo. Questo sistema, introdotto dalla legge 335/95, prevede la pensione commisurata direttamente all’importo dei contributi versati nel corso dell’intera vita lavorativa. I contributi sono rivalutati annualmente al tasso di capitalizzazione e sul coefficiente di trasformazione, che applicato alla somma, consente di ottenere l’importo annuo della pensione. Il suo valore cresce in funzione dell’età del soggetto che richiede la pensione. I nuovi coefficienti sono: Si va dal 4,419 in corrispondenza dei 57 anni (in precedenza era il 4,72), al 4,538 per i 58 anni (in precedenza era il 4,860), al 4,664 ai 59 anni (già 5,006), al 4,798 per i 60 (ex 5,163), al 4,94 per i 61 anni (ex 5,334), 5,093 per i 62 (precedentemente il 5,510), 5,257 per i 63 (già 5,706) e poi 5,432 ai 64 anni (prima 5,911) e 5,620 per i 65 anni (in precedenza il 6,136). La novità ha il suo impatto già sui lavoratori che hanno lasciato l’impiego da gennaio 2010 per la parte di pensione che deriva dal metodo contributivo; per quest’ultima componente l’assegno scenderà dal 6,38 all’8,41% a seconda dell’età. (fonte http://www.ficiesse.it)

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Nuovo Governatore in Tibet

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Con la nomina di un militare di lunga data a nuovo governatore del Tibet, il governo cinese ha reso evidente, secondo l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) che il Tibet è considerato un problema militare e che in prospettiva aumenterà il ricorso alla violenza. L’aver ora nominato un ex-militare a questa delicata posizione rappresenta un duro colpo per tutti quei politici stranieri, e in particolare europei, che si sono impegnati per favorire un dialogo credibile tra Pechino e il governo in esilio del Dalai Lama. Il tibetano Padma Choling, che tra il 1969 e il 1986 è stato al servizio dell’Esercito di Liberazione popolare cinese, ha ricevuto oggi la nomina dal Parlamento regionale tibetano a successore del vecchio governatore Qiangba Puncog, ritiratosi per motivi di anzianità. Il nuovo governatore ha 58 anni ed è considerato un fedele sostenitore della politica del governo cinese. Dopo gli scontri sanguinosi della primavera del 2008 il Governo cinese probabilmente non ha intenzione di valutare le motivazioni che hanno portato agli scontri ma sembra piuttosto evidente la volontà di continuare con la linea dura della persecuzione degli attivisti per i diritti umani in Tibet. Nel suo discorso dopo la sua nomina il nuovo governatore ha ribadito l’importanza di concetti quali la “stabilità” e “l’unità della Cina”: si opporrà quindi con determinazione ad ogni tentativo di “secessione”.

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I conti dell’INPS

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Roma “Il buon andamento dei conti dell’Inps, nonostante la forte incidenza della crisi sugli ammortizzatori sociali, è la prova che il sistema ha tenuto, grazie anche ai provvedimenti e agli stanziamenti di risorse predisposte dal Governo. Quanto alla netta riduzione del numero dei trattamenti di anzianità (la peste bubbonica del nostro ordinamento previdenziale), il merito va tutto all’entrata in vigore, finalmente, di requisiti più severi. Le cose sarebbero state ancora migliori se il Governo Prodi non avesse addolcito lo <scalone> appesantendo il sistema di 7,5milardi in un decennio”. Lo afferma l’on. Giuliano Cazzola, deputato del PDL e Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera.

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5° Raduno motoryacht d’epoca

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2009

motor yachtImperia 11 13 settembre 2009 La  prestigiosa manifestazione che si alterna a “vele d’epoca” con cadenza biennale torna, come tutti gli anni dispari, per la sua  5° edizione. L’ormai immancabile raduno di Yacht d’epoca a motore, coinvolge motoscafi e rimorchiatori da sogno con almeno 25 anni di “anzianità”.Meravigliosi gioielli, testimonianze di un opulento passato, maestosi messaggeri di uno stile e un design che va oltre le mode e le epoche. Un importante appuntamento per armatori, operatori del settore, manager e broker provenienti da ogni parte del mondo, ma anche un momento di svago per tutti grazie agli eventi collaterali che la rendono una manifestazione viva e piena di intrattenimenti di ogni genere.  L’ultima edizione ha visto partecipi circa una trentina di imbarcazioni, tra cui nomi fra i più famosi yacht d’epoca: il prestigioso S.S.Delphine di 78 metri, nato a Detroit (USA) nel 1921, sul quale salirono Churchill, Roosvelt e Molotov per preparare il famoso trattato di Yalta, e ora  frequentato da Bono degli U2, Schumacher e Kylie Minogue, l’Over the Rainbow del 1930 del grande artista belga Jean Michel Folon, il Meltemi del 1931 di 38 metri che tanto ha ispirato Elton John e l’ex rompighiaccio Prometej presente con l’armatrice, appartenente a una famosa stilista italiana. (motor yacht)

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Quando il welfare diventa un oggetto politico

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

Il dibattito di questi giorni si sta orientando su un tema estremamente delicato quanto controverso. Si parla, in pratica, di pensioni di vecchiaia e di anzianità e si disserta su questo tema a proposito dei costi che ne derivano per i bilanci pubblici. In effetti gli oneri sono alti ma solo perché la situazione non è posta nei giusti termini. In primo luogo dobbiamo convenire che l’attuale sistema che suddivide l’età lavorativa da quella dell’apprendimento nella prima fase e del pensionamento come atto terminale, ha fatto il suo tempo. In primo luogo perché la vita si è allungata e gli anziani sono mediamente più in buona salute rispetto ai loro predecessori. Ciò cosa significa? E’ che dobbiamo convenire sulla necessità che i rapporti lavorativi e la qualità ed il genere di lavoro dovrebbero avere un andamento diverso. Facciamo un esempio pratico. Un giocatore di calcio professionista sa bene che a 35-37 anni la sua carriera è finita e dovrà cercarsi un’altra attività. Perché, per estensioni, non dobbiamo pensare allo stesso modo per un cinquantenne o un sessantenne o un settantenne ed oltre? Un manager può diventare consulente così come taluni anziani professionisti possono continuare a svolgere talune attività in part-time. Se tutto questo si coniugasse con un sistema previdenziale legato al fattore risparmio di ciascun lavoratore e se dividessimo l’arco lavorativo di ciascuno di noi in tante frazioni decennali al termine delle quali si potrebbe optare per una rendita o per un reinvestimento delle quote versate per la previdenza-risparmio nel decennio successivo, ci troveremmo non con tanti pensionati ma con una massa maggiore di persone che continuano a lavorare a prescindere dai 65 o dai 70 anni di età, ma che lo farebbero volontariamente e per attività a loro più congeniali. Sappiamo bene, infatti, che l’alienazione dal lavoro proviene proprio dalla sua staticità: sempre lo stesso lavoro. Persino ciò che piace può venire, dopo alcuni anni, a noia e si sente il bisogno di fare qualcosa di diverso. Sta oggi ai politici comprendere questo messaggio forse ancora informe e poco chiaro che proviene dalla società civile e fare in modo che possa diventare qualcosa di reale per introdurre un nuovo ordine civile e sociale nella nostra società.

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