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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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Trattamento dell’Aneurisma dell’Aorta Addominale

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2022

Parte Here for You, l’unità mobile di Medtronic per sensibilizzare medici e cittadini sui nuovi trattamenti per il trattamento dell’Aneurisma dell’Aorta Addominale. Fino al primo luglio 2022 il truck raggiungerà 9 ospedali di 6 città italiane: Roma, Napoli, Bari, Bologna, Padova e Milano. I cittadini potranno così ricevere materiale informativo su questa patologia che in Italia colpisce 84mila persone con circa 25mila nuovi casi diagnosticati e 6mila decessi ogni anno. L’inaugurazione si è tenuta a Roma, martedì 21 giugno presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini. L’iniziativa europea, partita lo scorso 19 aprile in Olanda, è arrivata in Italia dopo essere stata in Belgio, UK, Spagna e Portogallo per proseguire poi in Svizzera, Germania. Medtronic, azienda leader di HealthCare Technology, metterà a disposizione il suo team di specialisti della patologia aortica, che aiuterà a comprendere, attraverso un percorso educazionale, i segnali di rischio e le diverse opzioni di trattamento disponibili per prevenire l’aneurisma dell’aorta addominale, una condizione patologica grave la cui incidenza cresce con l‘aumentare dell’età media. Lo screening e la prevenzione assumono un ruolo fondamentale nell’identificazione di questa patologia. In alcuni ospedali previsti nel tour italiano dell’unità mobile Medtronic, quali l’Azienda Ospedaliera Università di Padova e il Policlinico Sant’Orsola, sarà inoltre possibile per i cittadini sottoporsi ad uno screening gratuito oltre che ricevere il materiale informativo presente in tutte le tappe.

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Ucraina: sostituzione aorta con tecnica complessa

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2020

E’ in buone condizioni di salute la paziente ucraina operata con la tecnica “Frozen elephant trunk” che ne ha permesso la sostituzione dell’intero arco aortico. Eseguita prima dell’emergenza sanitaria dovuta al covid-19, l’operazione è stata eseguita dal cardiochirurgo Samuele Bichi del Papa Giovanni XXIII nel maggiore Istituto clinico e di ricerca di Kiev dedicato alla Cardiochirurgia vascolare. Bichi è referente per l’attività cardiochirurgica con tecniche mininvasive e della correzione ibrida delle patologie dell’aorta toracica per l’Unità di Cardiochirurgia dell’Ospedale di Bergamo.
Era affetta da dissezione cronica dell’arco aortico la donna di circa 60 anni che – per la prima volta in Ucraina – è stata operata con la tecnica “Frozen elephant trunk” in uso nei principali centri cardiochirurgici mondiali per il trattamento radicale delle patologie dell’arco aortico. L’intervento è stato eseguito ad inizio febbraio, quando ancora la pandemia non aveva colpito il nostro Paese né l’Ucraina. In questi giorni, dai colleghi ucraini che stanno seguendo il decorso clinico della donna, è arrivata la conferma che non si sono presentate complicanze e che la paziente è in buone condizioni di salute.A dare la notizia era stato lo stesso Ospedale ucraino. “Il 6 febbraio 2020 entrerà nella storia della cardiochirurgia ucraina – si legge nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale del centro clinico di Kiev -. Con l’aiuto del collega di Bergamo (Italia), il dottor Samuel Bichi, abbiamo eseguito la prima operazione in Ucraina in un solo passaggio per correggere la patologia dell’aorta ascendente, arco e toracica discendente usando il metodo Frozen Elephant Trunk”.Inventata in Germania, la tecnica prevede l’utilizzo di una protesi speciale che ricorda la forma della proboscide di un elefante. Questa speciale tecnica permette di trattare gli aneurismi dell’arto aortico e patologie come la dissecazione aortica. La sua esecuzione permette di ridurre i rischi di mortalità del paziente derivanti dalle due distinte fasi previste dalla precedente metodica: sostituzione dell’arco aortico e, in un secondo tempo, trattamento dell’aorta toracica discendente.La metodica ha destato un certo interesse in Italia dopo la sua introduzione per opera dei cardiochirurghi dell’Ospedale S. Orsola-Malpighi di Bologna, che in un loro studio del 2013 hanno riportato l’esperienza di sei anni di pratica clinica. Da allora, anche grazie all’evoluzione dei dispositivi protesici utilizzati, la tecnica si è molto affinata. La Cardiochirurgia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, diretta da Maurizio Merlo, ha introdotto la metodica da diversi anni per il trattamento delle patologie dell’arco aortico.
L’Istituto nazionale di Cardiochirurgia vascolare dedicato al celebre cardiochirurgo sovietico Nikolay Amosov è il centro leader per la cardiochirurgia in Ucraina.

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Studio su nicotina e rigidità dell’aorta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

cardiology congress-2016Roma In corrispondenza con una diagnosi di malattia cardiaca è quasi d’obbligo, se fumatori, di sentirsi caldeggiare di smettere con le sigarette. Cuore e nicotina sono acerrimi nemici e studi sui benefici dalla cessazione hanno mostrato benefici a breve termine sui parametri cardiaci. Il fumo infatti è la causa principale di infarto e di malattie coronariche in uomini e donne e si associa al 30% delle morti causate da malattie coronariche, ad un aumentato rischio di morte improvvisa, ad una aumentata mortalità peri operatoria in pazienti con by pass coronarico.
Sebbene il consumo di tabacco sia la prima causa di morte eliminabile, attualmente nel mondo vi sono oltre un miliardo di fumatori. “Nello studio INTERHEART, spiega Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo – il fumo di sigaretta era responsabile del 35.7% del rischio attribuibile su popolazione per un primo infarto miocardico acuto. Dati più recenti indicano che nel 2011 il fumo è stato direttamente responsabile nel mondo della morte di 6 milioni di persone, di cui ben 600 000 all’anno per esposizione a fumo passivo. Secondo i calcoli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nei fumatori la percentuale di decessi attribuibili al consumo di tabacco varia tra il 25% e il 50% e, in media, ogni fumatore abituale perde circa 15 anni di vita”. Smettendo di fumare il rischio si riduce dopo solo un anno di astinenza. Dopo 20 anni diventa simile, ma sempre un po’ superiore a quello di chi non ha mai fumato. Continuare a fumare dopo un evento vascolare acuto aumenta notevolmente le possibilità di recidiva. L’indagine Euroaspire IV della Società Europea di Cardiologia, condotta in 78 centri cardiologici di 24 Paesi sul continente che nel biennio 2012-2013 ha revisionato oltre 16 mila cartelle cliniche e monitorato salute e abitudini di 8 mila europei dopo un acuto evento coronarico ha dimostrato che almeno un paziente su due che fumava prima dell’infarto del miocardio e continuava a farlo anche dopo. Altro aspetto di grande attualità di cui tenere conto è che il fumo di tabacco depotenzia l’efficacia di molti farmaci utilizzati dai cardiopatici.
ospedale garibaldi cataniaEppure i fumatori colpiti da un evento cardiovascolare acuto ricominciano a fumare nel giro di qualche mese. “Dati recenti – spiega Michele Gulizia – Direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania – che rispecchiano maggiormente la realtà italiana, riportano che oltre la metà dei fumatori dimessi dopo sindrome coronarica acuta riprende a fumare e gran parte lo fa già nelle prime 3 settimane dopo la dimissione. I fumatori mostrano un rischio di nuovi eventi acuti nel primo anno di 3 volte superiore a coloro che abbandonano le ’bionde’, mentre in chi riprende nei primi 10 giorni dalla dimissione il rischio è addirittura quintuplicato”.
“L’abitudine al fumo, aggiunge Franco Romeo – Direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma – ha tra i suoi effetti nocivi l’aumento della rigidità dell’aorta (la più importante arteria del corpo umano) che rappresenta un importante predittore del rischio cardiovascolare di mortalità per tutte le cause”. Nonostante la direzione sia quella di aiutare il fumatore a cessare la propria dipendenza con un aiuto guidato dell’elettronica, l’effetto di questo dispositivo sullo stato di salute dell’aorta però non era stato ancora studiato nel dettaglio”. Hanno pensato di indagare questo specifico aspetto i medici e ricercatori dell’Hippokration General Hospital di Atene che hanno valutato l’effetto del fumo elettronico e di quello tradizionale su questo grande vaso. L’analisi è avvenuta su 24 soggetti senza altri fattori di rischio se non il fumo di sigaretta: ogni partecipante è stato visitato in quattro differenti occasioni tor vergata universitàdurante le quali ha fumato una sigaretta ogni 5 minuti, una sigaretta elettronica ogni 5 minuti e poi di nuovo la e-cig ogni 30 minuti. Le prime due simulazioni servivano a fare un paragone diretto con il rateo di rilascio di nicotina tra i due dispositivi, mentre la terza simulava il modello comune con cui viene fumata l’elettronica e in cui i livelli plasmatici di nicotina sono paragonabili a quelli del fumo di sigaretta ogni 5 minuti. Infine, è stata misurata la velocità delle pulsazioni delle carotidi-femorali (PWV) usate per stimare la rigidità del grande vaso.
Entrambi i tipi di fumo hanno determinato un incremento in entrambi i valori, sistolici e diastolici della pressione sanguigna, e le differenze non sono state significative tra uno e l’altro, ma la sigaretta elettronica ha avuto un effetto più debole nell’aumento del PWV a 5 minuti e comparabile a quello delle bionde se usata ogni 30 minuti (p=0.030). Questo effetto specifico quindi suggerisce che in pazienti selezionati la sigaretta elettronica debba essere usata sotto controllo medico e non come strumento alternativo di fruizione del fumo, bensì come passaggio verso l’utilizzo senza nicotina. È proprio questo l’elemento nocivo da cui allontanarsi.
Ma la sigaretta elettronica, strumento di grande interesse nella gestione clinica della ‘risk reduction’, ha certamente il pregio di eliminare almeno due letali componenti del fumo di tabacco: il catrame ed il monossido di carbonio. Il primo contiene almeno 83 elementi cancerogeni è possiede una azione diretta sulla salute dell’endotelio, mentre il monossido di carbonio sottrae ossigeno dal sangue determinando una sofferenza al muscolo cardiaco.
Nei fumatori resistenti che hanno avuto un evento vascolare cardiaco acuto e che non riescono a smettere di fumare la sigaretta elettronica costituisce una buona arma per ridurre consistentemente i rischi relativi a catrame e monossido di carbonio. Il Ministero della Salute della Gran Bretagna considera la tossicità media della sigaretta elettronica (indipendentemente da uno specifico modello) del 95% inferiore alla normale sigaretta. Ridurre precocemente la somministrazione di nicotina nei fumatori elettronici puri aumenta la possibilità di un ritorno al più dannoso fumo di sigaretta.

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Chirurgia dell’aorta

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

valvola-aortica-stenosiBologna. Si ritroveranno al Palazzo dei Congressi il 9 e 10 novembre, più di 600 tra i massimi esperti mondiali della materia, per l’ottava edizione del Corso “Surgery of the Thoracic Aorta”, che si svolge nel capoluogo felsineo ogni 2 anni, sotto la direzione del prof. Roberto Di Bartolomeo, Direttore della Cardiochirurgia del Policlinico Universitario S.Orsola Malpighi di Bologna, con il patrocinio della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (SICCH) di cui è presidente, del Collegio Italiano dei Cardiochirurghi, della Society of Thoracic Surgeons americana, dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e dell’Azienda Ospedaliera di Bologna.Il convegno approfondisce le tecniche chirurgiche più avanzate, le nuove tecnologie della chirurgia dell’aorta toracica e transcatetere, (come la TAVI, per sostituire la valvola aortica), fino all’impianto di condotto apico-aortico. Nelle due giornate di lavori sono previsti interventi in diretta dalle sale operatorie del centro cardiochirurgico dell’Ospedale S. Orsola per illustrare le varie procedure, le tecniche e i materiale protesici per questa affascinante chirurgia.”Il tema diventa di sempre maggiore attualità – spiega Roberto Di Bartolomeo – infatti, negli ultimi anni si è assistito a un aumento degli interventi cardiochirurgici e di quelli sull’aorta toracica, non tanto perché cresce la patologia, ma perché si affinano le metodologie diagnostiche quali l’ecocardiografia, l’angioTC e la risonanza magnetica. L’aorta è la nostra arteria più importante e può andare incontro ad uno sfiancamento delle pareti sia di natura congenita sia acquisita, dando luogo alla formazione di aneurismi. Questi quando raggiungono diametri oltre i 4.5 cm possono andare incontro a rottura improvvisa o a dissezioni delle pareti della stessa aorta, rappresentando questi il 95% dei casi dell’esordio della malattia. I sintomi, infatti, possono essere presenti solo nel 5% dei casi. Nella maggioranza dei casi l’aneurisma viene scoperto per caso in corso di controlli ecocardiografici o con la TAC per altre malattie o durante un check-up.””Nel nostro centro – continua Di Bartolomeo – abbiamo assistito negli ultimi anni ad un aumento importante sia degli interventi sulla valvola aortica che sull’aorta toracica. Un problema a sé riguarda poi la valvola aortica che va incontro, dopo la sesta decade di vita, a una calcificazione dei suoi lembi con conseguente stenosi e difficoltà del passaggio di sangue dal ventricolo sinistro all’aorta. Questa malattia è poco conosciuta e spesso sottovalutata. In Italia, secondo le stime più recenti, il 4,6% della popolazione oltre i 75 anni, quasi 300 mila persone, soffre di stenosi aortica severa, un quinto delle quali – tra le 50.000 e le 60.000 – è colpita dalla forma definita grave e sintomatica, destinata in un caso su due a prognosi infausta nel giro di un paio di anni, se non si interviene prontamente con un intervento di sostituzione della valvola.”Che il problema sia poco conosciuto è sottolineato anche da un’indagine condotta in Europa lo scorso anno dall’stituto di ricerca britannico Opinion Matters su un campione rappresentativo di 8.926 persone over 60 provenienti da 10 Paesi europei, 1.000 dall’Italia. I risultati dimostrano quanto poco si sappia, e soprattutto quanto le malattie delle valvole cardiache siano sottovalutate. Due dati su tutti: solo circa 4 italiani su cento ritengono le malattie delle valvole aortiche un serio problema di cui preoccuparsi; molto più temibili i tumori (28%) e la malattia di alzheimer (20%); solo 1 su 5 ritiene che la stenosi aortica abbia un elevatissimo rischio di morte, a fronte di un 60% che lo riconosce, ad esempio, al tumore del polmone.

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Milano capitale chirurgia vascolare

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Milano. Dal 17 al 18 dicembre in congresso presso l’Istituto Scientifico San Raffaele oltre 1.000 specialisti provenienti da 5 continenti L’evento multidisciplinare organizzato ogni due anni sotto la direzione del Prof. Roberto Chiesa, Responsabile del Dipartimento di Chirurgia Vascolare presso il San Raffaele, si è ormai affermato a livello mondiale come uno dei più qualificati momenti di approfondimento e aggiornamento medico, scientifico e tecnologico nell’ambito della chirurgia endovascolare “Nel corso dell’ultimo decennio la rapida evoluzione delle tecnologie e delle tecniche endovascolari hanno portato ad una radicale trasformazione del nostro approccio terapeutico alle malattie dell’aorta, il più importante vaso sanguigno del nostro corpo”, ha dichiarato il Prof. Roberto Chiesa, Chairman del congresso  in occasione della presentazione ufficiale. “L’evento che ci apprestiamo ad ospitare mira a fornire ad un ampio spettro di specialisti e in un ottica multidisciplinare un’occasione unica di scambio e di approfondimento che tocca diversi aspetti: dall’organizzazione della sala operatoria alle tecniche di intervento, dalla scelta delle procedura più idonea alla gestione delle complicanze, esplorando aspetti classici ed innovativi degli interventi sul’aorta. La presenza di una faculty internazionale e l’elevato livello ormai raggiunto dalla chirurgia endovascolare italiana spiegano il successo di questo appuntamento che farà confluire su Milano oltre 1.000 medici e specializzanti provenienti da tutto il mondo”. L’evento ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Regione Lombardia Sanità, Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, Società Italiana di Chirurgia Cardiaca, Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intesiva, SCV Société de Chirurgie Vasculaire de Langue Française, Italian Association of Cardiothoracic Anaesthesiologist, Università Vita-Salute San Raffaele.

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Trattamento dell’aneurisma addominale dell’aorta

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

Dopo aver ricevuto la marcatura CE, il nuovo sistema di endoprotesi addominale Zenith® Low Profile AAA (Zenith AAA LP) sviluppata da Cook Medical, azienda leader nel campo dei dispositivi medici e diagnostici minimamente invasivi, per il trattamento dell’aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è ora a disposizione delle strutture ospedaliere in Europa. Grazie ad un sistema di rilascio di soli 16 French (4,8mm) che permette di posizionare con precisione e nel punto desiderato dell’aorta l’endoprotesi, lo Zenith AAA LP rappresenta una vera svolta per i medici chiamati a confrontarsi con pazienti che evidenziano punti di accesso all’arteria difficili o tortuosi e quindi solitamente destinati a non essere operati per via edovascolare. Tra questi vi sono molte donne e adulti dal corpo più minuto che a causa di arterie più piccole e angolate possono prevenire il corretto posizionamento delle protesi utilizzando i sistemi di rilascio attualmente disponibili. Nonostante i benefici offerti dalla nuova endoprotesi Zenith AAA LP, Cook Medical continuerà a  mettere a disposizione dei medici la tradizionale protesi Zenith Flex AAA lasciando così il chirurgo libero di scegliere l’endoprotesi che meglio risponde alle esigenze del paziente. Il sistema di rilascio dell’endoprotesi Zenith AAA LP è significativamente più piccolo rispetto all’attuale sistema di rilascio fornito da Cook Medical che misura 20-24 French. Il nuovo dispositivo si basa sull’ARC Technology di Cook Medical e combina una serie di aghi che si ancorano alla parete aortica assicurando così la fissazione attiva, la forza radiale esercitata dagli stent autoespandibili a forma di z, la sovrapposizione ottimale tra protesi e arteria, e un corpo lungo e rinforzato che simula l’anatomia naturale dell’aorta. Mentre le endoprotesi tradizionali richiedono un’incisione per essere inserite nell’arteria femorale, in alcuni pazienti lo Zenith AA LP può essere inserito direttamente nell’arteria femorale con l’ausilio di un ago sottocutaneo, evitando così incisioni.
Cook Medical: Fondata nel 1963, Cook Medical è stata una delle prime aziende che ha contribuito a divulgare la medicina interventistica, ed è una società pionieristica per molti dei dispositivi oggi comunemente usati in tutto il mondo per l’esecuzione di procedure mediche poco invasive. Oggi l’azienda integra progettazione di dispositivi, soluzioni biofarmaceutiche e protesi biologiche per migliorare la sicurezza dei pazienti e migliorare i risultati clinici. Cook Medical è una società multinazionale privata a conduzione familiare.

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