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Apertura dell’Anno Culturale 2017 con il ciclo degli Aperitivi Culturali

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

fabrizio casuTorino Sabato 25 marzo 2017 alle ore 17,30 Sede AIP, Sala Principe Eugenio, via Legnano 2/b apertura dell’Anno Culturale 2017 con il ciclo degli Aperitivi Culturali. Presentazione del libro di Fabrizio CASU.Partecipano e dialogano con l’Autore:
Gian Luca BOVENZI, storico del tessuto, Roberto COALOA, storico e scrittore. Modera: Vittorio G. CARDINALI, presidente dell’Ass. Immagine per il Piemonte.
Semplice e sciolta come una tunica, la chemise “nasce” sotto il segno della modernità più radicale: essa promuove la simbiosi fra corpo ed abito e, con la sua immacolata innocenza, cancella gli artifici e le costrizioni della moda rococò. Maria Antonietta, l’ultima regina di Francia, se ne innamora follemente: la indossa nella privacy fiabesca del Petit Trianon, la impone come dresscode delle sue fêtes champêtres e ne lancia la tendenza attraverso lo scandaloso ritratto di Vigée Lebrun. Ma sono soprattutto le Merveilleuses del Direttorio a farne una moda globale (e trasversale): essa interpreta alla perfezione la nuova sensibilità neoclassica e soprattutto sta bene a tutte le donne. Questo indumento attraversa i continenti (dall’Europa all’America) e le stagioni politiche (dall’Ancien regime all’Impero napoleonico), ma il suo viaggio è prima di tutto concettuale: da capo di biancheria ad abito formale; dal mondo infantile al guardaroba adulto; da divisa elitaria a fenomeno di massa. In una fase di transizione brevissima ma densa di cambiamenti, essa riassume esteticamente tutte le istanze culturali che incontra nel suo cammino e diventa significativamente lo spartiacque fra il vecchio mondo fino ad allora conosciuto e quello nuovo, edificato sulle ceneri della Rivoluzione.
Fabrizio CASU, Il lungo viaggio di una chemise. Un’epoca attraverso un abito, Europa Edizioni, 2014. (fonte: Associazione Immagine per il Piemonte) (foto: fabrizio casu)

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Ultimo appuntamento per gli Aperitivi Culturali

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

micheliMacerata Sabato 13 agosto, alle ore 12, nei locali degli Antichi Forni, si inizia con l’intervento “Mare Nostrum” del direttore artistico, che tira le somme dell’edizione 2016 e presenta le prospettive del Macerata Opera Festival per i prossimi anni. In occasione dell’ultima recita del Festival con Otello, per concludere il ciclo di indagine degli Aperitivi Culturali, il direttore artistico traccia un primo bilancio di questa 52ª edizione, dedicata al Mediterraneo, che ha voluto far riflettere il pubblico sui temi della migrazione, dell’emarginazione, delle differenze culturali e dell’accoglienza. Francesco Micheli conclude il suo intervento lanciando alcune idee e proponendo progetti per il futuro del Festival, che viene sempre più apprezzato per la sua qualità artistica e le attività del Festival OFF a livello internazionale e nazionale.
A seguito dell’incontro con Francesco Micheli, i Fiori musicali riempiono la calma atmosfera del parco di Villa Cozza con le musiche più celebri del belcanto a partire dalle 17. Il concerto, curato dalla pianista Cesarina Compagnoni in collaborazione con il conservatorio G.B. Pergolesi di Fermo, si prefigge di tracciare un percorso che guidi il pubblico all’Arena per lo spettacolo in serata.In serata, Otello chiude la serie di recite del Festival dopo i successi delle repliche precedenti. L’allestimento, realizzato in collaborazione con il Festival Castell di Peralada, a Girona in Spagna, è stato apprezzato per le scelte registiche, la scenografia, la musica e il cast di voci, dove troviamo il tenore americano verdiano Stuart Neill, tornato sulla scena operistica dopo due anni con il debutto nei panni del generale Moro, e il soprano Jessica Nuccio, che per la prima volta ha interpretato il ruolo di Desdemona dopo essere stata applaudita in Rigoletto e ne La Traviata nelle due scorse edizioni del Festival. Ad interpretare Jago, vero protagonista nello spettacolo di Azorín, c’è il baritono Roberto Frontali, mentre nel ruolo di Cassio abbiamo il giovane tenore marchigiano Davide Giusti. L’esecuzione musicale è affidata all’Orchestra Filarmonica Marchigiana, diretta dal Maestro Riccardo Frizza; completano il cast il Coro Lirico Vincenzo Bellini, il complesso di palcoscenico Banda Salvadei e i Pueri Cantores. (foto: micheli)

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