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Posts Tagged ‘apertura’

Parlamento europeo: Anteprima della sessione del 17-19 giugno 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

Bruxelles Bilancio a lungo termine UE e ripresa: dibattito con il Presidente Michel In vista del Consiglio europeo del 19 giugno, i deputati esprimeranno la loro posizione sul finanziamento a lungo termine dell’UE e sulla ripresa economica nel contesto della crisi COVID-19.
Relazioni future UE-Regno Unito: valutazione dei negoziati. In una risoluzione che sarà votata giovedì, i deputati faranno un bilancio dei progressi compiuti nei negoziati UE-Regno Unito su un nuovo partenariato.
Conferenza sul futuro dell’Europa: I deputati spingeranno per iniziare entro l’autunno. Il Parlamento chiede che la Conferenza cominci il prima possibile e si faccia carico delle nuove sfide per l’UE che sono state portate alla luce durante la pandemia COVID-19.
George Floyd: Parlamento discute razzismo e violenza della polizia. La violenza della polizia contro gli afroamericani e le proteste antirazziste negli Stati Uniti e nell’UE saranno al centro di un dibattito, che si concluderà venerdì con una risoluzione.
Come affrontare la disinformazione e proteggere la libertà di espressione
I deputati discuteranno gli effetti della lotta contro la diffusione di COVID-19 sui diritti fondamentali nell’UE.
Schengen/controlli interni: deputati chiederanno ripristino libera circolazione
Il Parlamento discuterà giovedì la possibile riapertura delle frontiere interne dell’UE e voterà una risoluzione sulla questione venerdì.
Proteggere le industrie strategiche dalle acquisizioni straniere
Mercoledì, la Commissione e il Consiglio presenteranno in Plenaria le proposte per proteggere le industrie europee, indebolite dalla crisi COVID-19.
Finanza “green”: il Parlamento adotta i criteri per gli investimenti sostenibili
Giovedì, il Parlamento dovrebbe approvare le nuove regole UE per determinare se un’attività economica sia sostenibile dal punto di vista ambientale.
Incoraggiare le banche a concedere prestiti a imprese e famiglie
Lavoratori transfrontalieri e stagionali: migliorare le condizioni lavorative
COVID-19: più aiuti per gli agricoltori dal fondo di sviluppo rurale dell’UE
Turismo: le proposte del Parlamento per salvare il settore
Catastrofi naturali: 279 milioni di euro per Austria, Italia, Portogallo, Spagna

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Case da gioco: fronte sindacale compatto

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Il Ministero dell’Interno e il MEF, unitamente al Governo, valutino attentamente una rapida riapertura delle Case da Gioco di Saint Vincent, Sanremo e Venezia. È questa la richiesta principale dei sindacati di categoria Slc Cgil, Fisascat Cisl e Uilcom al tavolo con le associazioni imprenditoriali di settore Federgioco e Fipe, rappresentanti delle Sale da Gioco italiane autorizzate, unitamente alla richiesta di incontro urgente trasmessa ai dicasteri competenti “per riaprire le attività e ridare fiducia ai lavoratori e alle loro famiglie, ormai da tre mesi in cassa integrazione che, com’è noto, scadrà il prossimo 15 giugno”.
I sindacati hanno anche proposto la sottoscrizione di un Avviso Comune per chiedere che si individui urgentemente una data certa per la ripresa delle attività, nel rispetto dei protocolli di sicurezza sottoscritti dalle Case da Gioco italiane; protocolli che prevedono tutte le azioni necessarie per prevenire e ridurre il rischio di contagio e che saranno adottati da ogni azienda.
Nel corso del confronto è stata anche analizzata la tragica situazione della Casa da Gioco di Campione d’Italia, chiusa dal 27 luglio 2018, che ha prodotto drammatiche conseguenze occupazionali e sociali non più sopportabili dall’intera comunità, con più di 500 addetti che rischiano di non tornare al lavoro.
«In Europa e nel mondo le Case da Gioco sono già aperte o in via di apertura, crediamo che anche in Italia la “Fase 2” debba cominciare nell’immediato» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto sottolineando «l’urgenza di un tavolo di confronto con i competenti Ministeri volto ad analizzare e risolvere la drammatica situazione di centinaia di lavoratori addetti alle case da Gioco».

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Musei civici Roma: torna la prima domenica del mese gratuita per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2020

Roma. Domenica 7 giugno si riparte anche con la prima domenica con ingresso gratuito per tutti nel Sistema Musei in Comune di Roma Capitale. Tutti, previa prenotazione obbligatoria allo 060608, potranno accedere gratuitamente nei Musei Civici, di nuovo aperti al pubblico dopo il lungo periodo di chiusura dovuto all’emergenza sanitaria. Aperte nuovamente anche le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su via dei Fori Imperiali) dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15) e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience) dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00). L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.Le visite saranno effettuate nel rispetto delle linee di indirizzo della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, per la prevenzione del COVID 19. E’ obbligatoria per tutti la prenotazione allo 060608. Si potrà accedere solo al proprio turno di ingresso, esibendo la prenotazione digitale o cartacea e solo dopo la rilevazione della temperatura corporea che deve essere inferiore ai 37.5°. E’ obbligatorio l’utilizzo delle mascherine e il mantenimento della distanza di sicurezza dalle altre persone. È consentita la visita senza distanziamento solo alle famiglie.Si potranno visitare le collezioni permanenti di Musei Capitolini, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Si potrà inoltre tornare a vedere dal vivo alcune delle esposizioni presenti nei musei, la maggioranza delle quali a ingresso gratuito ad eccezione della mostra Canova. Eterna bellezza al Museo di Roma (aperta fino alle 22, con chiusura biglietteria ore 21) e della mostra C’era una volta Sergio Leone al Museo dell’Ara Pacis: entrambe a ingresso ridotto solo per i possessori della MIC Card.

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Scuola apertura anno scolastico e proteste sindacali

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

In teleconferenza si tiene l’incontro, richiesto anche dall’Anief, con il presidente del Consiglio al tavolo coordinato con la protezione civile, Upi e Anci per la ripresa delle attività scolastiche a settembre. Il giovane sindacato chiede un impegno di 10 miliardi, tanti quanti sottratti alla scuola negli ultimi dieci anni in tema di organici (- 150 mila posti Ata e docenti), classi pollaio (in media con più di 20 alunni contro le norme sul distanziamento sociale), precariato (+100 mila contratti termine negli ultimi cinque anni). Marcello Pacifico presenterà delle proposte da tradurre in emendamenti al decreto Rilancio (D.L. 34/2020) all’esame della V commissione bilancio della camera. Il ministero dell’Istruzione ha comunicato che per il giorno 4 giugno 2020, alle ore 17.30, è stata fissata una riunione di coordinamento, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, per l’esame delle problematiche organizzative e gestionali concernenti l’avvio dell’anno scolastico 2020- 2021. All’incontro, che si svolgerà in videoconferenza, parteciperanno, si legge nella convocazione, “i rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, il Coordinatore del CTS, i Coordinatori dei Forum nazionali delle associazioni studentesche, dei genitori, degli istituti dipendenti dall’autorità ecclesiastica e della Federazione italiana per il superamento dell’handicap”. Anief, che ha proclamato lo stato di agitazione del personale, ricorda che – come indicato nel documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico consegnato allo stesso ministero dell’Istruzione – il ritorno in classe in presenza, senza più didattica a distanza, riguarda 42.258 classi nell’infanzia statale, a cui vanno aggiunte circa 28 mila paritarie o comunali, altre 128.143 classi di primaria, più circa 9 mila non statali, 77.976 collocate nelle superiori, a cui aggiungere oltre 3 mila classi afferenti alle paritarie. Sulla base di questi numeri, al ministero dell’Istruzione spetta ora trovare il modo per dare anche seguito a quanto comunicato pochi giorni fa dalla task force, presieduta dal professore Patrizio Bianchi, che ha indicato l’esigenza di svolgere didattica in presenza fino alla secondaria di primo grado compresa, perché “i bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, guarda alle misure introdotte negli altri Paesi UE sono state introdotte per il ritorno a scuola in presenza, si dice preoccupato per un eventuale proseguimento della didattica a distanza per via del digital divide, e dichiara: “Bisogna finanziare subito un organico maggiorato di almeno 160 mila docenti e 40 mila Ata, che corrispondono a 15 mila docenti aggiuntivi e 5 mila Ata, indispensabili per rafforzare pulizia, controlli e segreterie, da assegnare agli istituti per ogni anno scolastico partendo dal primo dell’infanzia al terzo delle medie. In assenza di questo supporto umano, qualsiasi protocollo di prevenzione del contagio sarebbe impraticabile”.

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Apertura Biblioteca della Pontificia Università Gregoriana

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

A Roma, ha riaperto al pubblico le proprie sale di lettura, adottando le misure sanitarie previste (ingressi su prenotazione, distanziamento sociale, ecc.), oltre ad avere potenziato i servizi di prestito e le risorse online nelle settimane del lockdown. Un segnale importante da parte dell’università affidata alla Compagnia di Gesù, nota per la sua internazionalità, e che pertanto fin dall’inizio della crisi aveva applicato con rigore i protocolli di sicurezza.La didattica online si è nel frattempo svolta regolarmente, adottando piattaforme differenti. Il canale Youtube UniGregoriana, già sulla soglia del milione di visualizzazioni, ha assistito a un rapido incremento. Un esempio di didattica online sul canale, che offre oltre 700 contenuti multimediali, è rappresentato dalle 68 “pillole” del corso di Storia della Chiesa medievale del Prof. Paul Oberholzer SJ. La comunità universitaria ha potuto trovare una nuova forma di vicinanza mediante i social network istituzionali. Gli studenti dei collegi internazionali hanno condiviso sulla pagina Facebook UniGregoriana le proprie esperienze di vita e di studio, contrassegnate dagli hashtag #iosonocomunità e #cresciamoinsieme.Anche gli eventi accademici hanno trovato nuove modalità di espressione. La XX Giornata del Dipartimento di Teologia Fondamentale, intitolata “Chi è la persona umana? Nuove domande per un tempo di crisi”, si è svolta in differenti sessioni online (la prima, in inglese con sottotitoli, è disponibile qui: https://youtu.be/XoDeNMTVa-I). Così pure si è potuto concludere come programmato il ciclo di incontri dedicati all’arte quale ponte di dialogo tra ebraismo e cristianesimo (prima parte, solo inglese: https://youtu.be/JzzhB9RGbG0).Nuove formule sono state adottate anche per le difese delle dissertazioni dottorali. La prima a svolgersi in forma mista ha avuto luogo lo scorso 14 maggio. La candidata Fabienne Laure TcheugoueNgadjui (Facoltà di Scienze Sociali) ha infatti difeso mediante collegamento con i professori in sede la dissertazione «Les enjeux socio-économiques des politiques de développement au Cameroun à partir des indépendances: entre théorie et evidence empirique», moderata dal Prof. Francesco Maria Sanna.In una recente intervista a L’Osservatore Romano, il vice rettore accademico della Gregoriana, P. Mark Lewis SJ ha spiegato che la programmazione per il prossimo anno procede spedita: confermata l’inaugurazione dell’anno accademico per il 5 ottobre, implementazione di un sistema d’insegnamento misto per i casi di necessità (online e presenziale), modifica della logistica delle aule per consentire il distanziamento sociale, attivazione anticipata dei corsi online di lingua italiana.
«La Gregoriana sarà pronta per accogliere e accompagnare gli studenti che si troveranno a Roma come pure quelli che dovranno, per qualche tempo, posticipare la presenza in Italia», conferma il rettore Nuno da Silva Gonçalves SJ [nella foto in alto]. «La prospettiva non è di voler fare tutto come in passato, ma di migliorare, imparando dalle difficoltà del presente che ci offrono l’opportunità di sviluppare una didattica più multimediale e interattiva. Tra i nuovi progetti accademici, segnalo la Licenza in Leadership and Management, progetto della nostra Facoltà di Scienze Sociali, che mira alla formazione di amministratori degli enti ecclesiali, e che sarà interamente in lingua inglese».

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A proposito dell’apertura delle chiese al culto

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

La decisione dei vescovi, in Italia e in Francia, di intervenire su Conte e su Macron per una deroga a favore della Chiesa cattolica alle norme sul confinamento, ai fini di radunare il popolo per l’Eucaristia, ha suscitato un dissenso profondo non solo da parte di “cristiani critici” pronti e forse adusi a dar sulla voce alle gerarchie, ma anche da parte di teologi autorevoli, intellettuali, vescovi. Così la messa che è la grande istituzione per l’unità – la “comunione” – dei fedeli, è diventata causa di divisione.
Si è perfino sostenuto che emergessero due Chiese, una nella tradizione dei sacramenti e del culto, l’altra del Vangelo. In ogni caso la Chiesa di tutti, la Chiesa dei poveri ama tutte e due, anche perché esse non sono così nettamente distinte tra loro e c’è molto traffico di frontalieri attraverso i loro confini.
Neanche noi abbiamo condiviso la rivendicazione dei vescovi e motivi validissimi ne sono stati recati e messi in circolazione da molti. Ciò che soprattutto ci ha turbato è stata la ragione, un po’ ultimativa, addotta dai funzionari di un ufficio della CEI, secondo la quale con meno messe ci sarebbe stato meno servizio ai poveri, alla comunità; come a dire niente sacramento niente lavanda dei piedi, l’una cosa essendo alimento dell’altra, e ciò come se la messa, e solo lei, fosse un distributore di benzina o una centralina per il rifornimento di elettricità, senza cui la macchina non va. È verissimo che per servire i poveri, lavarsi i piedi l’un l’altro, essere cristiani ci vuole una ingente energia, ma, a non essere pelagiani, si sa che questa energia viene dallo Spirito del Signore, e ci mancherebbe altro che lo Spirito Santo si facesse interdire dalla scarsità di messe in tempi di pandemia o in regioni amazzoniche, sarebbe come tagliare la luce al palazzo occupato, che l’Elemosiniere del papa, il divino elettricista, è andato a riattaccare.Per uscire dalla controversia, se essa non vuole essere tenuta in vita e strumentalizzata ad altri scopi, basterebbe rifarsi alle parole di Gesù quando ha dato il suo pane, ed ha detto: “fate questo in memoria di me”. Dunque il pane, che poi i teologi hanno spiegato come transustanziazione, è il mezzo, il fine è ricordarsi di lui. E qui il mezzo non è il messaggio, il fine è superiore al mezzo. Per questo abbiamo sempre pensato che sarebbe bello che I cristiani si ricordassero di lui ogni volta che spezzano e mangiano il pane, cioè sempre, tanto più se condiviso; e infatti c’è un’antica tradizione popolare secondo cui a tavola il padre, o la madre, o uno degli altri, benedice il pane prima che tutti lo mangino.È bello che il pane sia legato alla memoria, per questo le celebrazioni della Parola che si fermano alle letture prima della consacrazione, come si usava a Bologna nell’entusiasmo della riscoperta della Bibbia dopo il Concilio, in questo mancano, nel rendere visibile la memoria. Per questo non c’è mai stata più memoria di Gesù in questi tempi, di quanta c’è n’è ora intorno alla messa di Papa Francesco, che grazie al virus è trasmessa e “vista” in TV ogni mattina da Santa Marta. E se il pane rende visibile la memoria e la fa anche cibo, epidemia permettendo, la memoria del Signore non vive di solo pane. E se no, come sarebbe giunta fin qui?

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Continua l’appello per l’apertura del Forlanini a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

Roma Italia Nostra Lazio: “L’emergenza coronavirus in atto richiede da subito misure eccezionali. In questa ottica è pienamente da condividere l’appello del Professor Massimo Martelli per la pronta riapertura dell’ospedale Carlo Forlanini, chiuso da cinque anni. Il Forlanini, dismesso, purtroppo, come altri ospedali romani, cinque anni fa, è stato il polo di eccellenza per le patologie polmonari e
punto di riferimento per pazienti di tutta Italia. Per contrastare il Covid-19 che impatta fortemente sulla funzionalità dei polmoni poter
contare non solo sugli spazi ma anche sulle risorse umane che sono state alla guida di questo importante polo ospedaliero sarebbe un’arma in più nella battaglia che anche nel Lazio si sta portando avanti contro il coronavirus. Questa posizione è sostenuta, inoltre, da oltre 90mila firmatari della petizione per la riapertura lanciata sulla piattaforma online change.org ed entrata nel dibattito politico di questi giorni di piena emergenza. Italia Nostra Lazio, facendosi portavoce di tutte le sezioni locali del territorio, ritiene inoltre estremamente ragionevole l’opinione espressa dallo stesso Professor Martelli in una recentissima intervista di ridare funzionalità almeno agli spazi del terzo piano dell’ex nosocomio, che ospitava il reparto di chirurgia toracica, quale soluzione a più breve termine con la predisposizione in un tempo di un mese di almeno 50 posti dedicati. Il Forlanini è peraltro adiacente all’ospedale Lazzaro
Spallanzani, fulcro del contrasto all’epidemia. Per tutte queste ragioni Italia Nostra Lazio lancia un appello alla Regione Lazio affinché sia presa in considerazione la proposta di un tempestivo ripristino della funzionalità del Forlanini, o di parte di esso, nell’ambito dei presidi dedicati al contrasto del Covid-19. Franco Medici, presidente di Italia Nostra Lazio, ritiene che il recupero funzionale del Forlanini o di una parte di esso, sia possibile in tempi rapidi, perché la struttura è già adatta allo scopo in quanto progettata come nosocomio, e presenta, inoltre, un involucro edilizio ancora in buone condizioni, in quanto l’ospedale è stato dismesso da
soli cinque anni. La nostra Associazione, inoltre, aveva già avanzato, due anni fa, l’ipotesi che la struttura del Forlanini potesse essere utilizzata dall’ospedale Bambino Gesù, invece, essendo venuta a mancare questa possibilità, l’ ospedale pediatrico del Gianicolo, ha progettato di ampliare i suoi spazi allargando le strutture di Palidoro in un’ area di particolare rilevanza naturalistica all’ interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. (By Graziarosa Villani)

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Regione Lazio. Coronavirus: riaprire l’ospedale Forlanini

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

L’ospedale “Carlo Forlanini” è stato un ospedale di Roma chiuso definitivamente nel 2015 dalla Regione Lazio.L’ospedale “Forlanini” fu inaugurato nel 1934 proprio per la cura delle malattie respiratorie. Fu concepito come cittadella autosufficiente: dall’approvvigionamento idrico al fabbisogno alimentare, dai trasporti interni al funzionamento energetico, il tutto, in una struttura urbanistica dotata di viali alberati e illuminati, chiese, campi di bocce, biliardi, cinema, teatri, centrale termica, scuole per bambini, emittente radiofonica, barbiere, parrucchiere e refettori.Oggi, con l’epidemia da Coronavirus, potrebbe curare gli affetti da sindrome acuta respiratoria, con un adeguamento della struttura da realizzarsi in pochissimo tempo, e comunque, aumenterebbe il numero dei posti disponibili per la cura dei malati o per la quarantena dei soggetti in osservazione.La sottovalutazione degli effetti epidemici da Coronavirus (lo stesso presidente Zingaretti ne è stato colpito), ha imposto l’adozione di misure straordinarie, che speriamo raggiungano l’obiettivo di limitare al massimo la diffusione virale.Si è ancora in tempo per attivare alcuni reparti del “Forlanini” per far fronte alle emergenze.Sollecitiamo la Regione Lazio a intervenire per tempo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc) (n.r. Al tempo della chiusura del Forlanini inviammo una lettera a Zingaretti suggerendogli d’usare l’ospedale come nosocomio “cuscinetto” da riaprire in caso di occorrenze sanitarie impreviste e il caso del coronavirus oggi avrebbe fatto al caso nostro. Non siamo dei competenti ma era solo il buon senso a suggerirlo perché non sono mancate prima del coronavirus delle emergenze che hanno resa difficoltosa la gestione ospedaliera.)

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Festività e apertura straordinaria dei negozi

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie torna alla ribalta la questione relativa all’apertura dei negozi. Si ripropone, specialmente in queste occasioni, la delicata questione di mantenere un complesso equilibrio tra i diritti dei lavoratori e l’esigenza dei cittadini di poter effettuare i propri acquisti anche nei giorni festivi.In tal senso è opportuno distinguere tra i servizi fondamentali, o quelli tradizionalmente aperti anche in piena festività e gli esercizi la cui apertura non è indispensabile.In questo contesto risulta difficilmente giustificabile l’apertura di alcune catene commerciali il 25, il 26 Dicembre ed il 1 Gennaio.È vero che con il commercio online tempi e luoghi dedicati all’acquisto di beni ed alla fruizione di servizi hanno perso la loro connotazione classica, ma è necessario garantire, per i servizi non strettamente indispensabili, una giusta ed equa fruizione delle festività.È indispensabile una regolamentazione che concili le necessitò dei consumatori con i diritti di chi lavora, in un’ottica di collaborazione, rispetto e salvaguardia reciproca. È per questo che siamo contrari alla cancellazione delle festività, al loro superamento in nome delle liberalizzazioni più sfrenate.Tale dibattito rientra in un discorso più ampio e complesso, che necessita l’entrata in campo, a fianco dell’iniziativa del legislatore, di sindacati, associazioni dei consumatori e associazioni degli esercenti per individuare misure e prassi condivise, in grado di diffondere consapevolezza e conciliare diritti e sostenibilità.

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Cerimonia di apertura del “Children’s Global Summit. I Can”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Roma 26 novembre 2019 alle ore 17.00 l’evento in programma dal 26 al 30 novembre. La cerimonia di apertura è prevista in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca. Sarà l’occasione per illustrare il progetto I CAN, ispirato dal metodo Design for Change e che in Italia ha preso il nome di IO POSSO!, grazie alla promozione della FIDAE (Federazione degli Istituti di Attività Educative – scuole cattoliche italiane), in collaborazione con CEC (Congregazione per l’Educazione Cattolica del Vaticano) e OIEC (Organizzazione delle scuole cattoliche nel mondo). Alla cerimonia intervengono la Sindaca di Roma Virginia Raggi, la presidente della Fidae (Federazione istituti di attività educative) Virginia Kaladich, la fondatrice del metodo Design for Change Kiran Bir Sethi. Modera Fabio Bolzetta, giornalista e conduttore di Tv2000.

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Roma-Pietralata: Si aprono i cantieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Roma. Nel 2020 al via i cantieri delle prime 9 opere pubbliche previste nel programma di riqualificazione Print di Pietralata. Grazie all’approvazione definitiva in Assemblea capitolina, dopo 14 anni il programma urbanistico di recupero e rigenerazione previsto nel IV Municipio sarà realizzato.Si tratta di una superficie complessiva di 632mila metri quadrati (63 ettari) di cui oltre 200mila metri quadrati di verde pubblico e aree per servizi locali, 76mila metri quadrati di residenziale e quasi 36mila metri quadrati tra viabilità e parcheggi per un totale di 29 interventi privati che finanziano 31 opere pubbliche per circa 53,3 milioni di euro di investimenti a carico dei privati.
“Si tratta di un risultato importante per un progetto che da subito abbiamo inserito tra i punti prioritari di questa amministrazione in un quadrante che fa parte di un sistema complessivo fondamentale che tiene insieme la stazione Tiburtina, lo Sdo e da oggi il Print attorno allo sviluppo dell’anello ferroviario. Il Print rappresenta in qualche modo la complessità della città, non una somma di singoli interventi ma un organismo che unisce interesse pubblico e investimenti privati – sottolinea l’Assessore all’Urbanistica Luca Montuori – Il vero significato della definizione ‘rigenerazione urbana’ deve essere quello di riconnettere i tessuti urbani in zone che vedono finalmente realizzati servizi attraverso uno sguardo che deve essere sempre complessivo”.“Con l’approvazione in Assemblea Capitolina del Print – aggiunge la presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, Donatella Iorio – diamo prima di tutto una risposta a cittadini, comitati, operatori in attesa da anni. Ora possono prendere il via le prime opere che restituiranno agli abitanti un quartiere rigenerato, con nuove infrastrutture, servizi e spazi pubblici di aggregazione. Il recupero urbanistico di aree periferiche, eppure strategiche, come Pietralata rappresenta una nostra priorità e l’aver sbloccato un programma complesso e articolato come il Print ne è una dimostrazione”.La riqualificazione partirà dalle opere che hanno la massima priorità e riguardano in particolare la difesa idraulica per la messa in sicurezza del territorio e del suo sistema ambientale, interventi di mobilità e il sistema dei servizi. Un’importanza fondamentale la avrà anche la definizione del polo dei servizi a disposizione dei cittadini che avverrà tramite un concorso di progettazione.Partiranno nella prima fase 14 interventi che finanzieranno 9 opere pubbliche (con un costo a carico dei privati di circa 15 milioni di euro). In particolare si tratta di 3 opere di difesa idraulica; 3 opere di mobilità (lungo via di Pietralata); 3 opere del “polo servizi” (oggetto di concorso pubblico).

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La Fonte Aretusa apre al pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

Siracusa. la Fonte Aretusa Largo Aretusa ha aperto al pubblico con un percorso di visita che consente di ammirarne dall’interno la bellezza, accompagnati dalle voci italiane di Isabella Ragonese, Sergio Grasso e Stefano Starna. L’audioguida è disponibile anche in lingua inglese, francese, spagnola e cinese.Il percorso di visita restituisce l’emozione di un “viaggio” accanto allo specchio di acqua dolce popolato dai papiri nilotici e da animali acquatici, donati dai siracusani come devozione a una mitologia lontana dalle moderne religioni, superando le difficoltà di accedervi e permettendo di compiere una specie di percorso devozionale in piena sicurezza.È il primo risultato del progetto di valorizzazione elaborato da Civita Sicilia come concessionario del Comune di Siracusa con la collaborazione della Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese. Il progetto, elaborato e diretto per la parte architettonica da Francesco Santalucia, Viviana Russello e Domenico Forcellini, ha visto la collaborazione della Struttura Didattica Speciale di Architettura di Siracusa e si è avvalso della consulenza scientifica di Corrado Basile, Presidente dell’Istituto Internazionale del papiro – Museo del Papiro.Da oltre duemila anni, la Fonte Aretusa è uno dei simboli della città di Siracusa. Le acque che scorrono nel sottosuolo di Ortigia, ragione prima della sua fondazione, ritornano in superficie al suo interno, dove il mito vuole che si uniscano a quelle del fiume Alfeo in un abbraccio senza tempo. È un mito straordinario, cantato nei secoli da poeti, musicisti e drammaturghi. La storia di Aretusa e Alfeo è una storia d’amore, inizialmente non corrisposto, tra una ninfa e un fiume che inizia nella lontana Grecia e trova qui il suo epilogo, simbolo del legame che esiste tra Siracusa e la madrepatria dei suoi fondatori.Ma la Fonte Aretusa è anche il luogo nelle cui acque, nel corso dei secoli, filosofi, re, condottieri e imperatori si sono specchiati e genti venute da lontano, molto diverse tra loro, sono rimaste affascinate, anche attraverso le numerose trasformazioni del suo aspetto esteriore.La Fonte ospita da millenni branchi di pesci un tempo sacri alla dea Artemide e, da tempi più recenti, una fiorente colonia di piante di papiro e alcune simpatiche anatre che le valgono il nomignolo affettuoso con cui i Siracusani di oggi talvolta la chiamano, funtàna de’ pàpere.Dalla Fonte si gode un tramonto che Cicerone descrisse “tra i più belli al mondo” e la vista del Porto Grande dove duemila anni fa si svolsero epiche battaglie navali che videro protagonista la flotta siracusana e dove le acque di Alfeo e Aretusa si disperdono nel mare in un abbraccio eterno. Orari fino al 30 settembre 2019 Dal lunedì alla domenica ore 16.00 – 22.00 (La biglietteria chiude mezz’ora prima)

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Scuola: Gli istituti a basso rischio sismico devono rimanere aperti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Con la sentenza n. 21175/2019 della Corte di Cassazione viene affermato che le amministrazioni comunali non sono obbligate a chiudere gli edifici scolastici a basso rischio sismico se programmano gli interventi di adeguamento sismico. Tuttavia si sottolinea che tutte le strutture scolastiche italiane prive di agibilità non possono stare in esercizio all’uso laddove gli enti locali non eseguano una programmazione degli interventi per edifici vulnerabili al rischio sismico. La Corte di Cassazione ha approvato la decisione del Tribunale che non imponeva al Comune la chiusura dell’edificio, ma richiedeva solo una programmazione degli interventi di adeguamento sismico.In virtù dunque del nuovo indirizzo cassazionistico, il sindacato ha preparato una nuova diffida atta a chiedere le idonee soluzioni alle non valutate criticità statiche legate alla realizzazione di pertinenti interventi strutturali ed al corretto inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche comunali.
Non si arrestano le polemiche che riguardano il mondo dei dirigenti scolastici: mentre su di essi sta arrivando quella misura biometrica che prima ancora di essere “un costoso e ingiustificato strumento di controllo rappresenta un atto politico ingeneroso e di sfiducia verso una dirigenza”, “un dirigente scolastico su tre ha il carico della reggenza di un’altra istituzione scolastica con raddoppio delle responsabilità a fronte di una modesta indennità senza rimborsi di viaggi e di spese”, “un altro gravame incombe sul capo dei capi d’istituto: la sicurezza”. Infatti, “gli edifici scolastici, di proprietà delle Amministrazioni locali, in cui quotidianamente vivono i ragazzi e il personale della scuola, sono sotto il controllo del dirigente per quanto riguarda la sicurezza della struttura e delle persone. Lo prevede il decreto legislativo 81/2008”.
È recente la notizia della sentenza della Corte di Cassazione che afferma come le amministrazioni comunali non siano obbligate a chiudere gli edifici scolastici a basso rischio sismico se programmano gli interventi di adeguamento sismico. Tuttavia si sottolinea che tutte le strutture scolastiche italiane prive di agibilità non possono stare in esercizio all’uso laddove gli enti locali non eseguano una programmazione degli interventi per edifici vulnerabili al rischio sismico.

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Apre per la prima volta nella capitale il ROMA FLOWERS PARK

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

Roma_Flowers_Park (2)Roma dal 23 marzo al 5 maggio – Via Castel di Leva, 358 – Zona Divino Amore (tutti i giorni dalle 10 alle 18, ingresso 6 euro). Saranno oltre 1.000.000 i tulipani presenti alla prima edizione del Roma Flowers Park, il parco ispirato al famosissimo Keukenhof olandese, dove sarà possibile trascorrere una giornata in famiglia, con gli amici o con la propria dolce metà!Un luogo magico che ci catapulterà in un mondo fatto di fiori, profumi e colori e dove sarà possibile, inoltre, degustare del buon cibo della tradizione italiana e rilassarsi all’ombra di uliveti e vigneti.A tale proposito sono state predisposte due vaste zone ristoro e pic-nic dove i visitatori potranno sostare e pranzare sotto l’ombra di un vigneto o di un uliveto, degustando piatti della tradizione italiana, tra cui quelli provenienti direttamente dalle zone terremotate di Amatrice.Il Roma Flowers Park è un luogo dove saranno soddisfatte le esigenze di grandi e piccini, infatti è stata istituita un’area dedicata ai bambini con giochi e intrattenimento, per rendere l’esperienza ancora più divertente.Il parco dell’Ardeatina, a tale proposito, sarà dotato di un posto dove giocare e socializzare con gli altri bambini: oltre all’ampia collina presente nel parco, in cui saranno liberi di correre e divertirsi, mentre i genitori si riposano nella natura, ci sarà anche l’area per la formazione. Infatti, il concept di questo progetto è quello di celebrare l’arrivo della primavera con i bambini ed i ragazzi delle scuole: ci saranno esperti che saranno a loro disposizione per spiegare le tecniche ed il modo di piantare i bulbi da fiore e la loro stagionalità.Presente all’evento sarà anche l’Associazione Donne in Movimento, che si occupa di iniziative culturali e sociali finalizzate al benessere e alla tutela di tutte le fasce deboli della città. http://www.romaflowerspark.com/ (foto copyright Roma Flowers Park)

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1° aprile 2019: riaprono i Giardini di Castel Trauttmansdorff

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

merano i giardini di sissi.jpgMerano. Il 1° di aprile i Giardini di Sissi riaprono le porte ai visitatori, curiosi di ammirare il paradiso botanico di Merano. Inaugurati il 16 giugno 2001, da allora per i Giardini di Castel Trauttmansdorff è stato un susseguirsi di stagioni ricche di successi, di riconoscimenti e di novità. Anche per il 2019 il programma e le iniziative previsti saranno numerosissimi e davvero accattivanti, come la mostra temporanea, le visite guidate a tema, i pacchetti e gli eventi per vivere i Giardini con un tocco di mondanità.Ogni anno, prima della riapertura, i giardinieri lavorano intensamente alla piantumazione di circa 300.000 bulbose, cioè viole, tulipani, narcisi, etc. e alla rimozione delle protezioni invernali delle piante sensibili al freddo. In questo modo, al momento della riapertura, i Giardini di Castel Trauttmansdorff sfoggiano la loro veste più bella, florida e coloratissima, in cui emerge il contrasto tra il nuovo fogliame, ricco di sfumature e l’intenso verde scuro delle chiome di specie esotiche sempreverdi.
Per il 2019, la mostra temporanea avrà come protagoniste le “Piante killer – Le carnivore verdi”: attraverso vari supporti visivi saranno svelati i trucchi e gli ingegnosi espedienti che queste piante utilizzano per attirare gli insetti nella loro trappola. Foglie appiccicose, fiori seducenti e stravaganti tentacoli sono alcuni degli strumenti che garantiscono alle piante killer la sopravvivenza. La mostra consentirà di fare un viaggio tra gli habitat naturali delle piante carnivore sparse per il mondo, dalle più alle meno note, dalle foreste tropicali alle paludi, dal fondovalle all’alta montagna. Nella Serra e in alcuni scenari del parco, sarà possibile ammirarne alcuni esemplari dal vivo, e, per soddisfare ogni curiosità, saranno organizzate visite guidate specifiche.
Suddivisi in quattro aree tematiche, i Giardini di Castel Trauttmansdorff presentano, su una superficie di 12 ettari, più di 80 paesaggi botanici con piante da tutto il mondo. La loro posizione panoramica è unica: a forma di anfiteatro naturale, si estendono su un dislivello di oltre 100 metri, aprendo a ogni passo affascinanti prospettive panoramiche sulle montagne circostanti e sulla città di Merano e integrandosi con perfetta armonia nel paesaggio naturale circostante. Grazie al clima mite del territorio, quello dei Giardini di Castel Trauttmansdorff è il luogo ideale per un giardino botanico, offrendo la possibilità di ospitare piante provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali sono esemplari rari. Meravigliosi tripudi di fioritura cambiano l’aspetto dei Giardini settimana dopo settimana, rendendo le visite affascinanti in ogni stagione. I Giardini sono un’esperienza per tutti i sensi e per tutte le età, luogo di riposo e svago sia per gli esperti del settore che per i profani. Nel cuore dei Giardini troneggia Castel Trauttmansdorff dove, un tempo l’amata Imperatrice Elisabetta, meglio conosciuta come Sissi, trascorreva la stagione invernale. Oggi questo stesso castello è sede del Touriseum, il Museo provinciale altoatesino del Turismo che racconta 200 anni di storia del turismo alpino. Grazie al mix unico di giardino botanico e attrazione turistica, al riuscito connubio tra natura, cultura e arte e al loro inconfondibile spirito d’innovazione, i Giardini di Castel Trauttmansdorff sono stati premiati più volte a livello nazionale, europeo ed internazionale. (copyright credit foto: Giardini di Castel Trauttmansdorff – riproduzione vietata)

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Nissoli (FI): E’ ora di riaprire il Consolato di Newark!

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Roma “Prima di Natale, ho voluto depositare una interrogazione al Ministro degli Esteri per chiedere la riapertura del Consolato italiano di Newark, visto che in questi anni gli iscritti all’AIRE, in New Jersey, sono anche aumentati ed il Consolato Generale di New York è oberato di lavoro con un organico insufficiente per trattare, in maniera efficiente, tutte le pratiche consolari che si accumulano.” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America. Nel formulare l’interrogazione, l’on. Nissoli chiede “se il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale non ritenga di dover procedere alla riapertura del Consolato italiano di Newark nell’interesse delle vecchie e nuove emigrazioni italiane in quell’area”.

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Annunciata l’apertura ufficiale del nuovo Centro Culturale Al Hosn

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Abu Dhabi. Il Dipartimento Cultura e Turismo – Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) oggi ha annunciato la tanto attesa apertura di “Al Hosn”, una nuova destinazione culturale nel centro di Abu Dhabi, per il prossimo 7 dicembre 2018.Al Hosn è un complesso urbano originale che comprende 4 elementi interconnessi: lo storico Forte Qasr Al Hosn, la Fondazione Culturale, il palazzo del National Consultative Council e la Casa degli Artigiani. L’apertura ufficiale rappresenterà la celebrazione della ricca storia e cultura di Abu Dhabi con giornate di festeggiamenti ed eventi aperti al pubblico.Il Qasr Al Hosn, il sito culturale più antico e intriso di significato di Abu Dhabi City, comprende due strutture iconiche: Il Forte Interno (The Inner Fort) risalente intorno al 1795 e il Palazzo Esterno (the Outer Palace), che fu eretto negli anni ’40 dello scorso secolo. Una testimonianza della storia vivace di Abu Dhabi che negli ultimi due secoli ha ospitato la famiglia regnante, la sede del governo, il Consultative Council e l’Archivio Nazionale. Ora trasformato in un museo dopo molti anni di lavori di ristrutturazione e conservazione rigorosa, il Qasr Al Hosn è un monumento che traccia la storia dello sviluppo della città da un villaggio di pescatori di perle del XVIII secolo alla moderna metropoli globale, dove il forte oggi è circondato dai grattacieli del vivace centro città di Abu Dhabi.La nuova sede rinnovata della Fondazione Culturale ospiterà un programma ricco di mostre d’arte e dello spettacolo, insieme all’apertura della prima Biblioteca per Bambini della regione. Per celebrare la riapertura a dicembre, la Fondazione del Centro delle Arti Visive (Visual Arts Centre) presenterà una mostra importante che si concentrerà sulla storia della struttura come un faro per gli artisti locali. La Fondazione Culturale riaprirà in diverse fasi con l’accesso il 7 dicembre al Centro delle Arti Visive, che comprende gli spazi espositivi e gli art studios. I due elementi rimanenti, un teatro e la Biblioteca dei Bambini, apriranno nel 2019.SE Mohamed Khalifa Al Mubarak, Chairman, DCT Abu Dhabi ha dichiarato: “Il Qasr Al Hosn ripercorre la storia della città di Abu Dhabi, il nostro primo edificio che rappresenta un punto fermo nella nostra città in evoluzione. È un testamento per il cuore e lo spirito della nostra gente, depositario delle memorie della collettività, e la sua riapertura rappresenta un momento importante sia per i cittadini di Abu Dhabi che di tutti gli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, attendiamo con trepidazione la riapertura della Fondazione Culturale, che ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella scena culturale di Abu Dhabi, degli EAU e della regione. Con il Centro di Al Hosn, cerchiamo di nutrire il senso della comunità e di creare la casa della cultura emiratina. È un luogo dove riflettere sul passato, abbracciare il presente, e dare forma al futuro di Abu Dhabi.”
SE Saif Saeed Ghobash, Undersecretary, DCT Abu Dhabi ha aggiunto: “Con lo storico Forte di Qasr Al Hosn e il Modern Heritage Building della Fondazione Culturale, uno accanto all’altro, Al Hosn sarà una destinazione aperta tutto l’anno per una comunità più ampia che include gli emiratini che vogliono conoscere il loro patrimonio culturale e gli amanti dell’arte per scambi di idee, lasciandosi coinvolgere da una scena culturale attiva. Ci auguriamo di creare ancora una volta una casa autentica per la creatività e l’apprendimento, il dialogo e il confronto, uno spazio per celebrare non solo il nostro passato ma anche la nostra cultura contemporanea emiratina. Al Hosn vuole essere altresì una rappresentazione dell’identità di Abu Dhabi con una offerta innovativa culturale ed esperienze stimolanti.”

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Apre la “Roccaforte dell’Arte”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Trento martedì 22 maggio 2018 alle ore 18:00 Piazza G.B. Garzetti, 20 Visitabile tutti i giorni dalle 11:00 alle 15:00 e dalle 17:00 alle 22:00 apre la “Roccaforte dell’Arte”, uno spazio offerto alle associazioni artistiche per una contaminazione tra arte e gusto, con una prima mostra collettiva. Gli artisti chiamati ad esporre sono: Gianni Anderle, Marco Berlanda, Matteo Boato, Barbara Cappello, Sergio Dangelo, Giuseppe Debiasi, Paolo Facchinelli, Annalisa Filippi, Mauro Larcher, Lorenzo Lome Menguzzato, Aldo Pancheri, Cassia Raaad, Riccardo Schweizer, Fabio Venturini.
Una roccaforte è per definizione un luogo protetto da difese naturali e artificiali, e al contempo il simbolo di tenuta, durata, di ciò che nel suo interno vi è custodito. Vedere l’arte come tesoro inestimabile, come espressione primaria del Genius loci, come baluardo da trasmettere per la progressione, nonché mantenimento della cultura, è un inestimabile pensiero e azione: ciò significa fare in modo che venga non solo custodita, ma esposta per renderla presente fisicamente in tutte le sue discipline. Dunque la Roccaforte Trentina diviene lo spazio delle arti che vedrà nelle sue sale esposte opere di artisti, momenti dedicati alla poesia, alla musica e alle performance, contornati da scintillanti calici di vino e raffinate pietanze; un luogo in cui l’arte si amalgama alla cucina, un posto dove poter realmente incontrare gli artisti ed avere uno scambio, sia di chiacchiera, come di brindisi, sarà reale, non virtuale; uno spazio aperto dedicato a ciò che l’arte e bellezza meglio sanno fare: apporre benessere. Una roccaforte in cui le relazioni possano articolarsi, costruirsi, confrontarsi per un divenire di dialogo aperto tra pubblico e artisti. E, si propone alla costruzione di una libreria d’artista, cosicché tutti possano contribuire con lasciti di cataloghi, riviste e libri dedicati, per costituirne un archivio.

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10 regole d’oro per aprire una casa vacanza

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Sono sempre di più i turisti che scelgono di soggiornare in appartamento piuttosto che in hotel durante le loro vacanze. Lo dimostrano i dati relativi alla domanda di affitti brevi, cresciuta del 10% in un anno secondo l’Osservatorio di CaseVacanza.it (https://www.casevacanza.it). E proprio il sito, leader in Italia per il settore della ricettività extralberghiera, ha stilato un decalogo per aiutare coloro che decidono di investire in questa formula di ospitalità.
Burocrazia. Per iniziare l’attività di affitto il primo passo è quello di informarsi presso gli uffici comunali circa le normative in vigore sul proprio territorio. Se la locazione turistica è regolamentata dal codice civile nazionale, Regioni, Province e Comuni hanno la possibilità di emanare degli adeguamenti che andranno rispettati di caso in caso. Affittare un immobile come casa vacanza non è considerata un’attività imprenditoriale, motivo per cui non è necessario aprire partita iva. È però obbligatorio tenere aggiornato il registro presenze per la Polizia di Stato, registrandosi all’apposito portale e comunicando i nominativi dei propri ospiti entro 24 ore dal loro arrivo.
Cedolare secca. La normativa in vigore consente al locatore di scegliere se sottoporre gli introiti dall’attività di casa vacanza al regime di cedolare secca o a quello Irpef ordinario. In questo caso è consigliabile rivolgersi al proprio commercialista per valutare la soluzione migliore.
Tassa di soggiorno. Ogni Comune può deliberare sul pagamento della tassa di soggiorno per le locazioni di durata inferiore ai 30 giorni. Per questo è necessario informarsi su quanto stabilito all’interno del proprio territorio comunale, in modo da adeguarsi e applicare eventuali trattenute all’ospite.
Promozione online. L’80% delle prenotazioni di una casa vacanza vengono effettuate online: questo rende indispensabile promuovere il proprio immobile sul web. Essere presenti sui principali portali di settore è una condizione necessaria perché i turisti di ogni nazionalità possano trovare l’alloggio. In questo senso è importante anche aggiornare su tutte le piattaforme il calendario delle disponibilità, per evitare accavallamenti o sgradevoli incomprensioni con gli ospiti.
Tariffe trasparenti. Sempre nell’ottica di fornire un servizio puntuale e sempre accurato, è corretto stabilire all’inizio dell’anno un tariffario che tenga conto delle diverse stagionalità del proprio territorio e che sia uniforme su tutte le piattaforme che si utilizzano per le prenotazioni. Se è la prima volta che ci si ritrova a stilare un tariffario, un consiglio utile è quello di consultare i prezzi degli alloggi simili per prossimità o tipologia a quello che si possiede, in modo da trovare una soluzione in linea con il mercato.
Valutare l’impegno. Occuparsi di una casa vacanza è più impegnativo di quanto avviene in una locazione di lunga durata. Ogni ospite infatti va accolto e congedato, vanno fornite tutte le informazioni necessarie al soggiorno e bisogna rimanere reperibili in caso di imprevisti o necessità. È per questo che all’inizio della propria attività ogni proprietario dovrebbe stabilire quanto tempo ha da dedicare alla casa vacanza e se è necessario rivolgersi a un collaboratore che si occupi degli aspetti logistici.
Manutenzione. Ogni ospite vuole sentirsi a casa ed è per questo che l’alloggio deve sempre risultare confortevole e curato. Dai rubinetti funzionanti alla caldaia, senza dimenticare tutte le amenities che potrebbero servire a chi arriva in vacanza: pentole, stoviglie, asciugamani, carta igienica e lenzuola sono solo alcune delle comodità che i turisti si aspettano di trovare in casa e che non possono assolutamente essere dimenticate.
Regolamento condominiale. Se la casa vacanza si trova all’interno di un condominio, è giusto stampare per gli ospiti in arrivo (possibilmente in più lingue) un riassunto delle principali regole condominiali riguardanti, ad esempio, gli orari in cui rispettare il silenzio, la presenza degli animali, la cura degli spazi comuni e la raccolta differenziata.
Informazioni turistiche. Ciò che può fare la differenza tra un buon soggiorno e un soggiorno perfetto è la disponibilità del proprietario di casa a fornire all’occorrenza informazioni e suggerimenti sul territorio. Sagre, eventi, luoghi di interesse, ristoranti e locali consigliati sono solo alcune delle informazioni che un ospite si aspetta di ricevere per un’esperienza completa. Un modo per dire grazie. Ogni prenotazione è un attestato di fiducia da parte del viaggiatore. È per questo che lasciargli un pensierino e dire grazie è sempre un ottimo modo per farsi ricordare e scegliere nuovamente in futuro. Omaggiare con un pacchetto di biscotti, prodotti locali o un semplice bigliettino di ringraziamento è una cortesia sempre gradita da chi viaggia.

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