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Cerimonia di apertura della finale di UEFA Champions League

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2021

UEFA e Pepsi® rivelano che la pluripremiata superstar mondiale Marshmello, sarà il protagonista della cerimonia di apertura della finale di UEFA Champions League di quest’anno, presentata da Pepsi. L’artista e produttore certificato platino, noto per i grandi successi “Happier”, “Silence” e “Friends” presenterà uno spettacolo unico nel suo genere sabato 29 maggio, prima di uno degli eventi sportivi live più seguiti al mondo – la finale di UEFA Champions League. Giunta al suo quinto anno, la cerimonia di apertura presentata da Pepsi, vedrà Marshmello esibirsi in uno spettacolo virtuale di sei minuti con l’utilizzo della più recente tecnologia immersiva, la prima volta per Pepsi e UEFA.Per annunciare la sua esibizione, Marshmello appare in un video creativo in cui prende in considerazione varie opzioni per il suo prossimo spettacolo. I suggerimenti provengono da alcuni volti familiari, tra cui il più grande campione di tutti i tempi Leo Messi, il campione del mondo Paul Pogba e il campione del Borussia Dortmund Jadon Sancho, fino ad arrivare ai membri del gruppo musicale globale Now United. Nella scena finale, l’artista pluripremiato appare accanto all’iconico trofeo della UEFA Champions League, anticipando così ai fan di tutto il mondo, l’epico spettacolo.La finale di UEFA Champions League è uno degli eventi sportivi annuali più attesi al mondo e la partita di quest’anno andrà in onda in oltre 200 paesi. La cerimonia di apertura presentata da Pepsi verrà trasmessa pochi minuti prima che inizi la più importante partita dei club di calcio europei. La cerimonia di apertura del 2021 incontra il marchio internazionale Pepsi, che include Pepsi, Pepsi MAX e Pepsi Light.

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Cia, bene apertura Ue a “genome editing” indispensabile per transizione green

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2021

Le nuove biotecnologie agrarie non hanno nulla a che vedere con gli Ogm e sono un importante passo in avanti dell’ingegneria genetica. Cia-Agricoltori Italiani commenta con favore il risultato storico dello studio della Commissione Ue sulle nuove tecniche di modificazione del genoma –genome editing-, che porteranno a nuovo quadro giuridico indispensabile alla transizione green del settore agricolo, come definito dalla strategia Farm to Fork.Con un appoggio rigorosamente scientifico, lo studio ribalta le conclusioni della Corte di Giustizia Europea del luglio 2018, che equiparavano le varietà ottenute con le più innovative tecnologie di miglioramento genetico agli Ogm tradizionali. La sentenza vincolava, dunque, le nuove biotecnologie alla legislazione obsoleta che norma gli Organismi geneticamente modificati, impedendo, di fatto, al settore rurale di affrontare con tempestività le sfide del mercato globale e di realizzare gli obiettivi di sostenibilità tracciati dal Green Deal. “Il genome editing –dichiara il presidente Cia, Dino Scanavino- non presuppone inserimento di Dna estraneo mediante geni provenienti da altre specie. Si opera, infatti, internamente al Dna della pianta, che rimane immutato e assicura la continuità delle caratteristiche dei nostri prodotti, garantendo anche l’aumento delle rese, insieme alla riduzione dell’impatto dei prodotti chimici e al risparmio di risorse idriche”.Le nuove biotecnologie premiate nel 2020 col Nobel della chimica, arrivano, infatti, a perfezionare il corredo genetico delle piante in maniera simile a quanto avviene in natura, ma con maggior precisione e rapidità, oltre ad avere il vantaggio di essere poco costose e di potersi facilmente adattare alle tante tipicità dei nostri territori.“L’agricoltura non può fare a meno del miglioramento genetico, che ha da sempre accompagnato la sua storia mediante le tecniche tradizionali di incrocio e innovazione varietale –ha spiegato Scanavino-. Oggi abbiamo bisogno di ulteriore miglioramento per adattare le nostre colture a un contesto ambientale trasformato dal cambiamento climatico e minacciato dalla Xylella e dai patogeni fungini che attaccano la vite”. “Un ultimo aspetto, riguarda la gestione di queste innovazioni –conclude Scanavino-. Non possiamo permetterci che il miglioramento genetico sia gestito solo da multinazionali lontane dalle esigenze reali del mondo agricolo. Dobbiamo, dunque, promuovere tutti gli strumenti che possano sviluppare nuove relazioni tra pubblico e privato e interazioni più strette tra mondo dell’impresa e mondo della ricerca”

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Il sito archeologico di Pompei riaprirà il 27 aprile

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

L’accesso al sito sarà possibile dal martedì alla domenica nei consueti orari estivi (Pompei 9,00 – 19,00 con ultimo ingresso 17,30), con giorno di chiusura il lunedì fino al 7 giugno 2021.Dal 7 giugno per tutto il periodo estivo e fino a nuova comunicazione il sito resterà aperto tutti i giorni. Il sabato e la domenica la prenotazione per l’ingresso sarà possibile esclusivamente con acquisto on line sul sito http://www.ticketone.it, da effettuarsi il giorno precedente.L’accesso e l’uscita per l’area archeologica di Pompei saranno possibili dal varco di Piazza Anfiteatro e di Piazza Esedra.La visita si svilupperà lungo un percorso consigliato da apposita segnaletica all’interno del sito e sull’app di supporto My Pompeii, allo scopo di assicurare una visita in sicurezza e nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid.Sarà possibile passeggiare all’interno dell’Anfiteatro, accedere alla Palestra grande e alla mostra “Venustas. Grazia e Bellezza a Pompei”. Si potranno visitare i Praedia di Giulia Felice e spostarsi su Via dell’Abbondanza con accesso alle principali domus, ma anche attraversare la necropoli di Porta Nocera, l’Orto dei fuggiaschi, arrivare al quartiere dei teatri e al Foro triangolare. Da Via dell’abbondanza, inoltre, si potrà raggiungere il Foro con tutti i suoi edifici pubblici e religiosi, visitare lo spazio esterno delle Terme Stabiane o risalire Via Stabiana fino a Via del Vesuvio dove ammirare la casa di Leda e il cigno. L’ingresso di Piazza Esedra è consigliato per chi volesse accedere immediatamente all’Antiquarium di Pompei, di recente inaugurato nel suo nuovo allestimento. L’elenco completo degli edifici visitabili è consultabile sul sito http://www.pompeiisites.orgIl biglietto di ingresso al sito sarà acquistabile sul sito http://www.ticketone.it, unico rivenditore online autorizzato o presso le biglietterie di Piazza Anfiteatro e di Piazza Esedra e consentirà l’ingresso al sito sia da Piazza Anfiteatro sia dal varco di Piazza Esedra.Il sabato e la domenica il biglietto potrà essere acquistato esclusivamente on line sul sito http://www.ticketone.it, con acquisto il giorno precedente come da DPCM del 2 marzo 2021 art.14.Dal martedì al venerdì l’acquisto sul sito è possibile anche nella stessa giornata fino a esaurimento disponibilità.Costo del biglietto:Pompei: intero € 16.00 – ridotto € 2.00 – Gratuità e riduzioni come da normativa. Al momento dell’acquisto on-line il visitatore potrà scegliere la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 500 persone ogni 15 minuti, fino alle ore 13,00. Dopo le ore 13,00 l’ingresso consentito è per un massimo 300 persone per turno. Il biglietto dovrà essere mostrato all’ingresso, direttamente su smartphone/tablet (QRcode) o già stampato a casa su carta e poi conservato per registrarlo sul tornello in uscita. E’ tollerato un ritardo di 10 minuti massimo rispetto all’orario della fascia oraria indicata, tanto per i visitatori quanto per le guide. Per i possessori della card Pompei365, la validità dell’abbonamento sarà prorogata per il numero di giorni, corrispondenti a quelli di chiusura imposti dall’emergenza sanitaria.I visitatori saranno sottoposti, all’arrivo, a misurazione della temperatura mediante termoscanner. Resta obbligatorio l’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi e aperti a prescindere dalla distanza interpersonale. Tutte le informazioni relative alle misure di sicurezza del contenimento del contagio da SARS-COV 2 e alle modalità di visita saranno fornite ai visitatori attraverso i monitor presenti agli ingressi e la cartellonistica. La visita avverrà nel pieno rispetto delle misure di distanziamento previste dal Comitato Tecnico Scientifico, anche con il supporto di segnaletica direzionale appositamente installata dal Parco. Saranno garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori.Da Piazza Anfiteatro è possibile, inoltre, usufruire del percorso “Pompei per tutti”, senza barriere architettoniche, con possibilità di ritorno in uscita a Piazza Anfiteatro o eventualmente da Piazza Esedra, utilizzando l’ascensore dell’Antiquarium.Presso l’ingresso di Piazza Anfiteatro e Piazza Esedra sarà possibile richiedere un servizio visite guidate, dalle ore 9,00 alle 13,00.I gruppi potranno accedere secondo le seguenti indicazioni: · gruppi di visitatori autonomi, massimo 5 persone · gruppi accompagnati da guide turistiche, massimo 10 persone (max 25 persone se il gruppo è dotato di auricolari/whisper usa e getta).

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Apertura scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

Si è tenuto il secondo incontro per la definizione dei nuovi protocolli di sicurezza per gli Esami di Stato e per la ripresa del nuovo anno scolastico. L’incontro è stato espressamente richiesto dall’ANIEF per gli effetti che le varianti del virus SARS COV-2 stanno avendo sull’organizzazione della vita scolastica e che hanno reso meno efficaci gli effetti dei precedenti protocolli. Il dott. Miozzo presidente del Comitato tecnico scientifico ha ribadito l’importanza della sperimentazione della regione Lazio per gli esami di Stato, che molto probabilmente saranno influenzati per i numeri bassi degli attori in presenza rispetto all’emergenza epidemiologica. Il dott. Greco ha illustrato le macro aree di spesa rispetto ai 306 milioni assegnati alle scuole, al netto dei nuovi 330 milioni di euro che riceveranno gli istituti con l’ultimo DL 41/2021. Di questi, 128 milioni sono stati spesi per acquisto dispositivo per igiene, consumo e protezione per emergenza, 81 milioni per strumenti necessari per la didattica a distanza, favorire inclusione, 54 milioni per l’adattamento di spazi interni ed esterni, sanificazione, manutenzione palestre, laboratori, 21 milioni per servizi professionali, assistenza didattica digitale integrata. Altri 460 milioni sono stati spese per lavori di edilizia leggera. La delegazione ANIEF, composta da Gianmauro Nonnis e Daniela Di Piazza, pur apprezzando la convocazione e la ripresa dei lavori sui temi ha messo però in luce alcuni aspetti, in particolare sulla riapertura degli istituti il 26 corrente mese, su cui l’ANIEF è completamente in disaccordo, mentre, visti i tempi di intervento, è possibile rinnovare il protocollo per gli esami di stato. Nonostante le criticità legate agli effetti del vaccino, infatti, molti docenti sono in attesa della seconda dose proprio nel periodo degli esami di stato. Visti gli effetti collaterali che nei casi più leggeri si limitano a spossatezza e febbre, Anief propone di rinviare la seconda dose al giorno successivo il fine lavori comunicato dal presidente di commissione; la comunicazione agli hub vaccinali, così, avverrebbe d’ufficio direttamente dalla scuola una volta noto il calendario della commissione senza ulteriori impegni a carico dei commissari interessati.Sulla ripresa in sicurezza del nuovo anno invece, Anief, ribadisce pesanti criticità perché manca un piano di revisione degli attuali organici, classi, plessi, manca ancora la conferma in pianta stabile dell’organico Covid, manca una revisione del piano vaccinale che copra tutto il personale a partire da quello dell’infanzia, manca un preciso piano di appiattimento del digital divide, manca un piano vaccinale per gli studenti minorenni che nel complesso costituiscono una fetta di popolazione di oltre 7 milioni di italiani, ovvero 7 milioni di famiglie in cui almeno un membro non è vaccinato e per ora non vaccinabile.A conclusione dell’incontro e dell’intervento di Miozzo, e dei capi dipartimento Greco e Versari, il capo di gabinetto Fiorentino ha ribadito l’intervento del ministro presso i colleghi di Governo per far ripartire la vaccinazione di tutto il personale scolastico, coordinare i trasporti, in attesa delle decisioni dello stesso Comitato tecnico scientifico.

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Apertura degli Archivi vaticani per gli anni del pontificato di Pio XII

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Studiare l’idea di “Occidente”, da una prospettiva inedita. La recente apertura degli Archivi vaticani per gli anni del pontificato di Pio XII offre agli storici l’opportunità di mettere in discussione approcci eccessivamente schematici e omologanti al concetto di “identità occidentale”. Questo è il motivo che ha portato quattro atenei – Università Cattolica del Sacro Cuore, Pontificia Università Gregoriana, Universidad de Navarra e Universidade Católica Portuguesa – ad avviare un rapporto quadriennale di collaborazione per la realizzazione del progetto di ricerca “Occidentes. Orizzonti e progetti di civiltà nella Chiesa di Pio XII”. Nell’arco di quattro anni il progetto – il cui coordinamento scientifico è affidato ai professori Paolo Valvo, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, don Roberto Regoli, della Pontificia Università Gregoriana, Pablo Pérez López, dell’Universidad de Navarra, Paulo Fernando de Oliveira Fontes, della Universidade Católica Portuguesa – si concentrerà su quattro ambiti di studio: 1) La Santa Sede e l’Occidente nell’ordine mondiale postbellico; 2) Civilizzazione, inculturazione, indigenismo. Ai confini dell’Occidente; 3) Chiesa, cattolici e democrazia: esperienze a confronto; 4) Guidare lo sviluppo. I cattolici e la modernizzazione socioeconomica.«L’idea di “Occidente” è stata oggetto, fin dall’antichità, delle più diverse interpretazioni, che hanno tentato di definirne estensione e limiti, in un crescendo di complessità soprattutto a partire dalla scoperta del Nuovo Mondo americano», osserva Paolo Valvo, docente di Storia della civiltà e della cultura europea all’Università Cattolica. «All’inizio del ’900 il ricorso sempre più frequente al concetto di “Occidente” è stato funzionale a legittimare l’ideale passaggio di testimone dall’Europa agli Stati Uniti come guida morale di quello che per comodità si può chiamare “mondo occidentale”, mentre all’indomani della Seconda guerra mondiale i processi di interconnessione economica, politica, culturale e sociale, che hanno attraversato quello stesso mondo, hanno contribuito a plasmare un’idea di Occidente come entità organica, animata dai medesimi valori di fondo, alimentando un immaginario che è andato rafforzandosi nei decenni della Guerra Fredda».In discontinuità con questa visione omologante, la Chiesa cattolica nelle sue varie articolazioni si è contraddistinta, durante il pontificato di papa Pacelli, per una significativa pluralità di approcci, in Europa come nelle Americhe, contribuendo a mantenere viva la dialettica tra idee e modelli differenti di “Occidente”. «La possibilità di accedere agli archivi vaticani per gli anni del pontificato di Pio XII offre un’occasione preziosa per studiare un periodo storico cruciale per l’evoluzione dell’idea stessa di “Occidente” e del suo rapporto con la Chiesa e il cattolicesimo», afferma don Roberto Regoli, direttore del Dipartimento di Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana. «Gli anni del pontificato di Pio XII (1939-1958) appaiono infatti rilevanti per l’elaborazione, da parte del mondo cattolico, e in particolare della Santa Sede, di un approccio peculiare alla realtà sociopolitica internazionale, a cominciare dal contesto europeo, dove il confronto tra le diverse idee di Occidente risente particolarmente delle lacerazioni prodotte dal Secondo conflitto mondiale».

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Le richieste dei medici per la riapertura delle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Uno screening nazionale della popolazione scolastica, una campagna vaccinale prioritaria per docenti ed educatori, un piano di lockdown intermittenti fino all’estate. Sono queste alcune delle condizioni per un ritorno in aula in sicurezza per le scuole superiori, secondo la community “IoVaccino”, il Comitato “La Scuola” e alcuni eminenti pediatri, tra i quali Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma e consulente dell’OMS. “Come già avevamo indicato nella primavera 2020, rimane prioritaria l’azione di testing sulle persone che frequentano le scuole. Rispetto a 9 mesi fa, oggi abbiamo strumenti veloci ed economici. Attuare uno screening nazionale costante della popolazione scolastica, da ripetere ogni 10-14 giorni su tutta la popolazione scolastica asintomatica, da effettuare con test rapidi antigenici direttamente nelle scuole, è una strategia immediatamente percorribile per rendere la frequenza scolastica sufficientemente sicura per tutta la comunità; insieme al tracciamento e alla quarantena dei contatti stretti, può diventare infatti la chiave per rendere la frequenza scolastica sufficientemente sicura per tutta la comunità”, afferma il dottor Stefano Zona. Secondo l’infettivologo, che, oltre ad essere tra i promotori del Comitato La Scuola a Scuola, fa parte del comitato scientifico di IoVaccino, “il secondo passo è quello di dare priorità nella somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 a insegnanti, educatori e personale tecnico-amministrativo, nelle prime fasi della campagna vaccinale, tra i mesi di febbraio e aprile, in modo da contribuire ulteriormente a un ritorno in aula in sicurezza”.A queste proposte la professoressa Susanna Esposito aggiunge la necessità di un piano di medio-lungo termine di chiusure nazionali per periodi di 1-2 settimane ogni mese, da gennaio a giugno, come già indicato al governo in alcuni appelli inviati nei mesi di novembre e dicembre. Secondo la consulente dell’OMS, “scuola e salute devono essere alleate. Uscire dalla logica dell’emergenza, insostenibile a distanza di un anno dallo scoppio della pandemia, e pianificare misure efficaci e regolari è uno dei primi passi per contenere i contagi, pericolosamente in nuova crescita, dopo le chiusure parziali durante le festività natalizie. Siamo ancora all’interno della seconda ondata e non possiamo commettere ulteriori errori”.

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“Scuola, sperimentare apertura in un distretto”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Riapertura scuole “per gli adolescenti suggerisco un esperimento su un distretto scolastico: riaprirlo e vedere se le misure adottate sono sufficienti o se c’è bisogno di cambiare i trasporti o gli orari” Lo ha detto Andrea Crisanti direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24, “in due tre settimane si vede cosa succede e si può capire qual è il punto debole della catena, se le scuole sono sicure o il problema sono i trasporti, perché i questo momento ancora non lo sappiamo, inoltre – aggiunge Crisanti a Radio 24 – ci vuole un po’ di flessibilità anche da parte di insegnati e famiglie, se il problema dei trasporti non si può risolvere aumentando la capacità una soluzione potrebbe essere lo scaglionamento di entrate e di uscite, ma se tutti si irrigidiscono il problema non si risolve mai”. La situazione del Veneto “è il risultato di due fattori: le zone gialle non hanno limitazioni sufficienti per bloccare la trasmissione, inoltre sono classificate come tali in base alla capacità teorica dei posti in terapia intensiva, ma il numero di terapie intensive non dipende solo da posti letto ma anche dal personale. Il secondo punto è l’uso non appropriato dei test rapidi che, con una sensibilità bassa, non possono essere usati come misura di prevenzione per proteggere comunità vulnerabili, cosi invece di una barriera creiamo una groviera”. Lo ha detto Andrea Crisanti direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova a 24Mattino di Simone Spetia su Radio 24, “il Veneto ora dovrebbe fare 2/3 settimane di zona rossa, ritornare ai test molecolari e applicare i test rapidi per lo screening di comunità”. “Regole da zona rossa per tutta Italia, se il valore è quello della salute umana e risparmiare vite dobbiamo cogliere l’opportunità del Natale per ottenere questo risultato, con le scuole chiuse e le attività produttive ridotte si tratta di un’occasione unica che non compromette l’economia, con un piccolo sacrificio si può raggiunger l’obiettivo”.

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“Una follia riaprire le scuole superiori, lo dicono i numeri”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

“Il problema non è negli istituti scolastici, ma in ciò che vi ruota attorno. Nodi, come il sovraffollamento dei mezzi di trasporto pubblico o gli assembramenti davanti scuola con la sigaretta in bocca, non si possono sciogliere in poche settimane. Ecco perché la richiesta che viene da qualche ambiente ministeriale di riattivare in presenza alcune scuole, rimettendo in circolazione non meno di quattro milioni di persone, non tiene conto di una realtà sanitariamente problematica, supportata dai numeri”.È quanto dichiara l’Unsic, sindacato datoriale con tremila uffici in tutta Italia tra Caf, Patronati e Caa, che monitora la situazione scolastica da inizio settembre, prevedendo – nero su bianco – le criticità a cui la scuola in presenza sarebbe andata incontro: rilevante contributo ai contagi (almeno il 16 per cento del totale), discontinuità didattica a causa delle continue quarantene e delle sanificazioni, costante preoccupazione principalmente per docenti, personale scolastico e genitori.Ad attestare tali criticità ci sono diversi dati, tra cui quelli dei Bollettini di sorveglianza settimanali dell’Istituto superiore di sanità. Quindi una delle fonti più autorevoli.Cosa dicono? Che i contagi in autunno sono esplosi proprio tra la popolazione scolastica e non in quella delle attività commerciali. Nella fascia di età tra zero e 19 anni, i contagiati erano solo 9.544 al 25 agosto (il lockdown di primavera ha chiuso subito i ragazzi in casa), diventati ben 102.419 al 7 novembre, con una crescita tra due e cinque volte in più rispetto alle altre fasce di età. Non solo: proprio tra i giovani si registra la maggior parte degli incolpevoli asintomatici, che portano poi il contagio “silente” nelle famiglie.C’è una controprova dell’incidenza. Con la chiusura delle scuole in presenza e il passaggio alla didattica a distanza (Dpcm del 6 novembre), il numero dei contagiati, in questa fascia, è arrivato a 149.219 unità al 15 novembre, ma con un netto rallentamento (un punto in meno in percentuale). “La fascia scolastica che era ampiamente in testa alla classifica è scesa al quinto posto: davanti aveva i contagi fra trentenni, quarantenni, cinquantenni e sessantenni. Fin lì i contagi fra i ragazzi fino a 19 anni erano cresciuti di dieci volte, dalla chiusura in poi sono saliti invece solo del 45,69 per cento, una percentuale venti volte inferiore a prima – scrive Franco Bechis, direttore del Tempo, nel suo editoriale del 25 novembre. L’orientamento di parte del governo è la riapertura per il 9 dicembre, dopo “il ponte” dell’Immacolata. Tra l’altro giorno dello sciopero generale del pubblico impiego, personale della scuola compreso. “Ma ciò equivale ad un azzardo – insistono dall’Unsic. “Tanto più che in termini di organizzazione e di prevenzione non cambierebbe alcunché, salvo l’arrivo di qualche banchetto a rotelle ritardatario. E le riaperture si sommerebbero ai prevedibili rischi legati a Natale, Capodanno e vacanze sulla neve, italiana o straniera che sia, nonché all’arrivo dell’influenza stagionale. Vogliamo davvero ‘apparecchiarci’ l’ennesima strage per la stagione invernale?”

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Ci siamo: il 14 settembre risuonerà la campanella in buona parte delle scuole italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

Sarà un periodo impegnativo per dirigenti, docenti e personale amministrativo, ma organizzando con precisione tutte le azioni necessarie sarà possibile affrontare il rientro con efficienza.Il Ministero dell’Istruzione ha riunito nella sezione “Rientriamo a scuola” del sito ufficiale tutte le normative, le risposte a domande frequenti e le indicazioni sanitarie.Anche noi di ALTIS Università Cattolica vogliamo starti accanto in questo momento. Scarica subito un approfondimento aggiornato e altri materiali utili per la tua scuola.Le scuole paritarie, grazie all’Autonomia, stanno già studiando la ripartenza alla grande, con una maggiore consapevolezza sull’importanza della loro esistenza per la Nazione, affinchè riparta tutta la scuola pubblica.
La scuola statale guarda alla scuola paritaria come ad una interlocutrice essenziale a che gli 8 Mln di studenti possano ritornare in classe.Sappiamo bene che di fronte ai momenti di crisi l’importante è non fermarsi. Siamo lieti che molti di Voi – lungo questi giorni – ci hanno manifestato l’interesse di poter partecipare alla sesta edizione del corso “Management scolastico e direzione scuole paritarie”.Le scuole paritarie restano quindi in campo, ma per affrontare e superare con successo la ripartenza occorre un approccio responsabile, pratico e collaborativo.Per andare incontro alle scuole che non si arrendono e sentono la necessità di investire per affrontare con competenza le sfide del momento, il costo di partecipazione è stato ridotto a 1.000 euro + IVA ed è prevista la partecipazione a distanza, in un’aula virtuale.Direzione scientifica a cura del Prof. Marco Grumo, docente di Università Cattolica e di Suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche.

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Il ritornello “aperture in sicurezza” non cancella le preoccupazioni di genitori e docenti anche in Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, Molise compreso, crescono i timori legati alla riapertura delle scuole in presenza. E’ quanto rivela l’Unsic, sindacato datoriale che grazie ai 2.100 Caf e ai 580 patronati distribuiti in tutta la Penisola riporta lo “stato d’animo” di buona parte del Paese reale.Ad aprire un grande dibattito sul tema è stato un editoriale del presidente dell’Unsic, Domenico Mamone, che denuncia innanzitutto un’eccessiva presenza dei giudizi di politici e dei “presunti esperti” che finiscono “per annebbiare le opinioni, ben più interessate e intrise di una visione meno rosea, delle quattro categorie che costituiscono l’ossatura del mondo della scuola: i docenti, gli studenti, i genitori e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario”.Mamone si domanda, provocatoriamente, se “saranno sufficienti i tre milioni di banchi nuovi di zecca, con rotelle o senza (alcuni, sembra, provenienti dalla Cina), o la decina di milioni di mascherine che saranno quotidianamente elargite negli edifici scolastici (chi paga?) a giustificare tanto ottimismo, spinto fino all’euforico ‘rischio zero’ o a quell’usurato ritornello dell’apertura ‘in sicurezza’, come se qualcuno possa auspicare il contrario”.Quindi la domanda centrale: “Vale davvero la pena riaprire fisicamente gli istituti scolastici, specie quelli di secondo grado, se ciò equivarrà a spingere in alto i numeri dei ricoverati o, addirittura, dei decessi quotidiani per coronavirus? Se per i bambini più piccoli – aggiunge il presidente dell’Unsic – la scuola fisica assume anche una funzione di aggregazione e di supporto alla maturazione, nonché di necessità per genitori che lavorano, ben diverso è il discorso per gli adolescenti, il cui mondo è già totalmente segnato dalle nuove tecnologie e da un’autonomia gestionale nell’apprendimento che, per quanto preoccupante, è però un dato di fatto”. Mamone si domanda, quindi, se non sarebbe stato più utile, anziché acquistare milioni di banchetti (“e che fine faranno i milioni di banchi attualmente in servizio? – chiede), indirizzare gli investimenti per colmare quel divario digitale che nel nostro Paese – vedere i dati Eurostat – rappresenta una vera e propria emergenza per le sfide professionali future globali dei nostri ragazzi.Sono giunte a centinaia le adesioni alla posizione del presidente dell’Unsic, anche da parte di alcuni di quegli 800 mila docenti (età media: 51 anni), poco più di quattromila quelli che operano in Molise, che il 14 dovrebbero tornare in aula, benché si prevedano molte defezioni.
Numerosi interlocutori dichiarano che avrebbero preferito un’apertura delle scuole ad ottobre, come avveniva un tempo, che avrebbe permesso anche il prolungamento della stagione estiva, benefico per l’economia. Altri avrebbero preferito investimenti non sui banchi o sulle mascherine, bensì sulle attrezzature informatiche e sulla formazione digitale dei docenti, che colmerebbero le lacune emerse nella didattica a distanza. Altri ancora sono certi che a scuola non sarà possibile garantire la massima sicurezza con centinaia di studenti (otto milioni e 400mila il numero complessivo, circa 37mila in Molise) comunque ammassati in un edificio, un po’ come avvenuto con le discoteche.Ad esprimere preoccupazione sono soprattutto genitori e nonni, da tempo anagraficamente entrati negli “anta”. Ma gli stessi studenti più avveduti temono di poter diventare fonte di contagio per i propri cari. Insomma, secondo buona parte dell’utenza dell’Unsic occorre prendere coscienza che rimaniamo in una fase di emergenza ed ogni richiamo al “ritorno alla normalità” appare solo un palliativo.

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Apertura scuole con riduzione dell’orario, crollo del tempo pieno e criticità alunni fragili

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Riattivare la scuola in presenza è stato sin dall’inizio l’obiettivo che si è posto il Governo. Con due corollari: in sicurezza e garantendo il tempo scuola ordinario. Ma le cose stanno andando così? Il primo resta un principio che nessuno ha mai messo in discussione, anche se preoccupa il via libera temporaneo al mancato rispetto del distanziamento di un metro, con uso obbligatorio della mascherina (parere Comitato Tecnico Scientifico del 10 agosto). Una drammatica riduzione degli orari di lezione è invece il prezzo che pagheranno gli studenti in tutti i casi in cui non sarà stato possibile organizzare il servizio in condizioni di sicurezza, per mancanza di spazi o di personale aggiuntivo. A ciò si aggiungerà un numero prevedibilmente fuori dall’ordinario di assenze (per quarantene, sintomi influenzali simil-Covid, etc). Un prezzo che potrebbe essere pesantissimo sui livelli di apprendimento degli studenti, soprattutto di quelli più fragili e non sostenuti dalle famiglie, che si somma al gap accumulato durante il lockdown. Un danno irrecuperabile per una intera generazione.
Ci sono rimedi e soluzioni alternative? Riteniamo che di fronte a rischi come quelli evidenziati non vada lasciato nulla di intentato. L’indirizzo politico di tornare alla scuola di prima non può essere perseguito con rigidità e a tutti i costi, e senza tenere nel giusto conto l’imprevedibilità del virus, che costringerà sia a chiusure a scacchiera di classi e di scuole su tutto il territorio, sia a un numero di assenze assolutamente straordinario, anche solo per quanto risulterà difficile distinguere i primi sintomi di un banale raffreddore da quelli del Covid.
Un altro rischio per l’anno scolastico che sta per iniziare è la scuola diminuita. In assenza di certezze sull’organico, sugli spazi, sui banchi, molte scuole si stanno adattando a organizzare un tempo scuola ridotto, comprimendo l’offerta formativa come denunciato da tempo da Tuttoscuola.
Nell’ultimo quinquennio la crescita di tempo pieno è stata costante sia per numero di alunni sia per classi, toccando nel 2019-20 il 37,8% degli alunni che se ne sono avvalsi e il 36,2% di classi funzionanti con questo modello organizzativo. Ma nel nord-ovest si arriva a un alunno su due. Addirittura il 94% a Milano, il 71% a Torino. Ormai la regione dove è più diffuso è diventata il Lazio con il 54,7%, che ha superato la Lombardia (50,8%): a Roma il 72% degli alunni della primaria fanno tempo pieno. Quest’anno per assicurare nuovi spazi interni a favore delle classi sdoppiate o con capienza non conforme ai parametri di distanziamento, molti dirigenti scolastici sono costretti a utilizzare (oltre alle palestre) i locali adibiti a mensa e anche i laboratori utilizzati per il tempo pieno.
A Milano, dove nel 2019-20 gli alunni in classi a tempo pieno nella scuola primaria sono stati 122.130 (il 94% del totale), nell’ipotesi peggiore (metà classi TP declassate), vi sarebbero 61mila alunni privati del tempo scuola con conseguenti disagi per altrettante famiglie. Se classi declassate fossero un quarto, vi sarebbero oltre 30 mila alunni milanesi orfani di TP.
A Roma, dove gli alunni che si avvalgono del tempo pieno sono 124.819 (72% del totale), nella peggior ipotesi si dovrebbero accontentare del tempo normale in quasi 62.500; se fosse declassato un quarto, vi sarebbero oltre 31 mila alunni romani senza TP.
A Torino, con 63.197 alunni in tempo pieno, sarebbero costretti a utilizzare il tempo normale in 31.600 (ipotesi peggiore) oppure quasi 16 mila (declassamento di un quarto delle classi).
C’è poi la questione DaD, Didattica a distanza. Alla fine (28 agosto) il governo, forse ob torto collo, ha dovuto rassegnarsi a riconoscere che “l’attivazione della didattica a distanza nel corso dell’anno scolastico 2019-2020 è stata una delle modalità di realizzazione del distanziamento sociale, rivelatosi intervento di sanità pubblica cardine per il contenimento della diffusione dell’infezione dal SARS-CoV-2” e che “a fronte di ciò è opportuno, nel rispetto dell’autonomia scolastica, che ciascuna scuola ne definisca le modalità di realizzazione, per classi e per plesso, qualora si dovessero verificare cluster che ne imponga la riattivazione”. La rilegittimazione della DaD (o DDI, Didattica Digitale Integrata) è giunta all’ultimo momento, alla vigilia della riapertura delle scuole, probabilmente perché sia il governo centrale, sia le amministrazioni regionali, percepiscono il rischio che la risalita della curva epidemica possa indurre molte famiglie e molti insegnanti a non rispettare le scadenze previste per l’avvio della didattica in presenza.Così la DaD è stata ripescata all’ultimo, ancora una volta come soluzione di emergenza “qualora si dovessero verificare cluster”. Continuiamo a pensare che sarebbe stato meglio mettere le scuole in condizione di organizzare la DaD e le altre soluzioni non in presenza o miste (classi virtuali, lezioni con webcam con possibilità di seguirle in diretta e in registrata, flipped classroom, alternanza presenza/distanza ecc.) già nel mese di aprile 2020, come da noi ipotizzato e proposto. A nostro avviso poi la disponibilità dei docenti verso la didattica mista è stata colpevolmente trascurata. Il mainstream politico-giornalistico-sindacale ha puntato sulla didattica in presenza come unica e intangibile forma di didattica, un grave errore per due ragioni: in primo luogo perché la didattica mista è considerata in tutto il mondo la didattica del futuro, e poi perché ce ne sarà quasi certamente un gran bisogno anche in Italia nei prossimi mesi, visto l’andamento del virus. Bisognava (bisogna) investire massicciamente sulla formazione di tutti i docenti all’uso della didattica mista e sulle infrastrutture per la connessione veloce e su dispositivi per i non abbienti, facendoli rientrare nelle misure per il diritto allo studio. E poi ancora si dovrebbe dare la possibilità di scegliere tra didattica a distanza e in presenza per alunni e insegnanti fragili.
Ma un’altra polemica scolastica è stata protagonista dell’estate 2020, quella sui banchi monoposto. O meglio, sulle sedie con le rotelle. E la polemica non sembra essersi chiusa con l’arrivo di settembre. Un gruppo di autorevoli medici ortopedici ed ergonomisti ha infatti sottoscritto un documento (primo firmatario il prof. Raoul Saggini, Presidente della Società Italiana di Medicina Riabilitativa-Rigenerativa Interventistica Multidisciplinare) nel quale vengono mosse dure critiche agli arredi (banchi e sedute) che stanno arrivando nelle scuole per la loro “inadeguatezza rispetto alla parametrizzazione anatomico-fisiologica per la struttura corporea degli studenti”. Bisognerà verificare le caratteristiche degli arredi che arrivano alle scuole, che potrebbero essere anche molto diverse, essendo diverse le aziende fornitrici e rilevante il campo di interpretazione delle indicazioni contenute nell’allegato tecnico al Bando. Tuttoscuola ha approfondito criticità e proposte relative al nuovo anno scolastico nel nuovo numero della newsletter settimanale TuttocuolaNEWS. E’ possibile leggerle integralmente su tuttoscuola.com.

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Scuola: Per riaprire le scuole a settembre bisogna legiferare in maniera chiara

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2020

Anief ha firmato due protocolli sulla sicurezza, per gli Esami di Stato e l’inizio delle lezioni a settembre. E oggi è pronta a firmare anche quello per le scuole dell’infanzia e asilo nido, dopo che diverse indicazioni da noi elaborate sono state recepite. Abbiamo ottenuto poi l’impegno a rivedere gli organici, dopo anni di tagli. Il sindacato collabora in questo momento particolare e difficile per il Paese con il Governo, ma non può abbandonare la tutela della salute dei lavoratori e delle loro responsabilità rispetto a norme poco chiare e alle attuali condizioni delle istituzioni scolastiche, nelle quali l’organico rimane insufficiente, le classi sono rimaste pollaio e il precariato continua ad aumentare pur garantendo il servizio, nonostante le 100 mila assunzioni autorizzate. Su questi temi aspettiamo il confronto con la ministra Lucia Azzolina già dai prossimi giorni, senza bisogna di attaccare a priori il suo operato, dopo che oggettivamente la scuola si sta riappropriando di quei fondi che le sono stati tolti da anni perché l’istruzione era stata considerata una spesa. Sul precariato, il problema non sono le domande pervenute per partecipare ai concorsi straordinari, peraltro, riservati alla scuola secondaria, ma l’abuso sistematico e reiterato dei contratti a termini contro le norme comunitarie e le stesse norme italiane nel lavoro privato. Chi insegna per tre anni in una scuola non deve fare domanda e superare un concorso per essere riconosciuto insegnante di ruolo in un’altra regione a mille chilometri di distanza per rimanere almeno cinque anni lontano dalla propria famiglia. Su questo continueremo la nostra battaglia valoriale che ha segnato l’Anief dalla sua fondazione.

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Scuola: Rojc (Pd), ci sono criticità ma sbarramento destra non aiuta

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

“Ci sono ancora criticità sulla strada dell’avvio del nuovo anno scolastico, ma il fuoco di sbarramento della destra non aiuterà a ripartire e lo sanno bene”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), in vista della riapertura delle scuole.
“La situazione è oggettivamente complessa – osserva la senatrice – a maggior ragione in presenza di un preoccupante aumento di persone contagiate. Un rapporto ancora più stretto con le Regioni può aiutare e lo auspichiamo, proprio perché di una cosa noi democratici siamo fermamente convinti: la scuola deve riaprire tutta il 14 settembre prossimo. Non possiamo minimamente pensare a ritardi o deroghe”.“Al ministro Azzolina – continua Rojc – al Cts e all’intero Governo chiediamo uno sforzo straordinario ed eccezionale per garantire la riapertura certa di tutte le classi in assoluta e totale sicurezza per i nostri ragazzi. Il protocollo sulla sicurezza nelle scuole per l’infanzia siglato ieri è un risultato concreto e importante cui tutti hanno portato il loro contributo, che servirà ancora – conclude – per garantire la riapertura di tutte le altre scuole di ogni ordine e grado”.

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Pubblicate le linee guida dell’INAIL sul lavoro del personale Ata in tema di apertura in sicurezza delle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, “tali indicazioni senza un aumento consistente dell’organico e l’attivazione di tutti i profili professionali previsti dai contratti negli ultimi venticinque anni sono poco utili per raggiungere l’obiettivo della tutela della salute dei lavoratori”L’Inail ha elaborato delle linee guida per la gestione delle operazioni di pulizia, disinfezione e sanificazione nelle strutture scolastiche. Il documento, dopo aver effettuato una disamina delle diverse tecniche utilizzabili, affronta, con meticoloso scrupolo, i vari aspetti legati alla pianificazione di tali azioni specificando, tra l’altro, quali requisiti devono possedere le imprese di pulizia, come si gestisce una persona sintomatica che si trovi a scuola, quali trattamenti possono essere considerati efficaci nel contrasto alla diffusione del virus Covid-19, come si effettua la sorveglianza sanitaria. Pur apprezzando il giusto recepimento delle istanze del nostro sindacato che fin da subito ha evidenziato la non intercambiabilità dei termini “pulizia” e “sanificazione”, equivoco che aveva provocato la levata di scudi dei collaboratori scolastici, illegittimamente incaricati di effettuare operazioni pericolose cui non erano minimamente tenuti dal punto di vista contrattuale, non possiamo trascurare il fatto che ancora una volta si è persa l’occasione per definire il protocollo che il coordinamento degli USR, degli AT e dei DS deve concordare con l’Asl per pianificare le suddette operazioni di sanificazione. Ancora una volta si è persa l’occasione per attivare finalmente il profilo già previsto di area AS che potrebbe dare un significativo contributo all’inclusione degli alunni con disabilità. Vogliamo inoltre porre all’attenzione degli organi competenti il problema della tutela della salute di coloro che sono diventati i videoterminalisti della scuola: i Dsga e il personale tutto di segreteria che ormai lavorano in modo sistematico da remoto per ben oltre 36 ore settimanali, nella completa assenza di regolamentazione di pause e straordinario. Costoro non solo acutizzano, se presenti, i problemi alla vista e all’apparato muscolo-scheletrico, ma sono esposti anche al rischio di burnout atteso che le loro mansioni sono aumentate esponenzialmente. Infine, si ritiene, con qualche fondamento, di poter dare seguito alle prescrizioni così dettagliatamente descritte nelle linee-guida senza un aumento consistente del personale Ata? Le sole 10mila immissioni in ruolo autorizzare non possono di certo superare il problema mentre le altre 10 mila a tempo determinato in organico Covid dovrebbero essere almeno strutturare in pianta stabile.

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Apertura delle celebrazioni di Dante

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Ravenna. La serata del 5 settembre, alla presenza del presidente della Repubblica, vedrà alle 20.30 la riapertura solenne della tomba e del vicino quadrarco di Braccioforte, al termine di un intervento di restauro che ha restituito al sepolcro dantesco, progettato dall’architetto Camillo Morigia, il suo volto originario, nonché l’inaugurazione della nuova illuminazione.
Domenica 12, un concerto del maestro Riccardo Muti in piazza San Francesco saluterà la conclusione degli eventi dedicati al padre della lingua italiana in questa così importante ricorrenza. Il concerto quale parte integrante di un percorso di condivisione tra le città dantesche, verrà eseguito nei giorni successivi a Firenze e Verona.
L’11 settembre alle 17, sarà inaugurata alla biblioteca Classense Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante, la prima mostra del progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente, curato dalle istituzioni Museo d’arte della città di Ravenna e Classense (vedi comunicato Mostre ed eventi espositivi).
Il 13 settembre, dalle 9.30, verrà celebrato, come di consueto ogni seconda domenica di settembre, l’annuale della morte di Dante Alighieri, quest’anno il 699°.
Dal 14 settembre 2020, presso la Tomba di Dante, ogni giorno, perpetuamente, si leggerà un canto della Commedia, nell’iniziativa L’ora che volge il disio, che nei decenni che ci accompagneranno verso l’ottavo centenario raccoglierà nel Museo Dantesco le immagini di grandi protagonisti dell’arte e della società, alternate a quelle di cittadini e cittadine, turisti e turiste, intenti a cimentarsi con l’opera del Sommo Poeta.
Le celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante a Ravenna si legano infatti ad una tradizione ininterrotta: Ravenna onora Dante da quella notte tra il 13 e 14 settembre 1321, quando terminò l’avventura mortale del Poeta, consegnata all’eternità della memoria. Quello che oggi viene presentato è già un programma molto corposo e articolato, ma destinato ad arricchirsi ulteriormente, anche grazie ai 38 contributi derivanti dalla “chiamata pubblica” e a quelli dei soggetti convenzionati. Perché Dante a Ravenna rappresenta da sempre l’oggetto di una progettualità condivisa, che sa suscitare l’interesse, la riflessione e la creatività di tutti e attorno al quale si stanno sviluppando e si svilupperanno numerose altre iniziative, che saranno via via comunicate, in un capillare dialogo tra eventi di portata internazionale e occasioni di partecipazione diffusa.
A cura della Fondazione Ravenna Manifestazioni, prima della scopertura del monumento restaurato, l’ensemble vocale Voces Suaves eseguirà Quivi sospiri di Luzzasco Luzzaschi dal Secondo libro dei madrigali a cinque voci (1576) dove sono musicati versi del canto III dell’Inferno; e al termine della cerimonia Io sono amore angelico di Joanne Metcalf da Il nome del bel fior (1988) dove sono musicati versi del canto XXXIII del Paradiso. Successivamente, in piazza San Francesco, la pianista Yulianna Avdeeva eseguirà la Fantasia quasi Sonata – Après une Lecture de Dante, di Franz Liszt, mentre il baritono Luca Micheletti e il pianista Davide Cavalli proporranno Il conte Ugolino dal canto XXXIII dell’Inferno, di Gaetano Donizetti.In chiusura l’attore Elio Germano leggerà il canto XXXIII del Paradiso. L’intero evento verrà trasmesso in diretta streaming e sarà visibile anche su un maxi schermo in piazza del Popolo.
Tra i protagonisti del settimo centenario dantesco non poteva mancare l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Da marzo 2021, sotto il coordinamento del professor Marco Bazzocchi, delegato del rettore alle iniziative culturali dell’Ateneo, si svolgerà un evento nazionale in occasione del Dantedì su Dante e la poesia contemporanea. Ancora, numerosissime saranno le iniziative letterarie.

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Scuola. È ufficiale: si parte il 14 settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Anief: proviamoci, ma a condizioni di impegni precisi per nuove regole per più organici, plessi, assunzioni e niente DaD. Arriva l’ordinanza per avvio lezioni per l’a.s. 2020/21 dal 14 settembre. In una nota del ministero dell’Istruzione le indicazioni per infanzia, primo e secondo ciclo e di istruzione. In settimana, i tavoli coi sindacati, il 29 sugli organici e il 30 sul protocollo di sicurezza dopo la pubblicazione delle linee guida del CTS.Marcello Pacifico (Anief): “È bene che il ministero dell’Istruzione si concentri sulle modalità organizzative delle lezioni in presenza, compiendo quindi tutte le operazioni necessarie perché si attuino nella massima sicurezza, come previsto dal Comitato tecnico-scientifico e riportato nelle linee guida ministeriali del 26 giugno scorso. Come altrettanto fondamentale è che si garantisca dal primo giorno di scuola il mantenimento dell’orario di lezione settimanale ministeriale: una riduzione dell’offerta formativa, dopo il periodo di lockdown, andrebbe infatti a danneggiare oltremodo gli alunni e a minare ulteriormente il diritto allo studio. I 200 giorni di lezioni, quindi, non bastano: ogni giorno di lezione, sin dal 14 settembre, deve corrispondere al monte orario previsto e non ridotto in attesa di nomine. È bene anche specificare che a settembre la didattica digitale integrata dovrà essere considerata l’ultima ratio di un processo di ritorno incentrato sulla presenza in classe di non oltre 15 alunni, di un ampliamento degli spazi, in accordo con enti e istituzioni locali, oltre che di un incremento adeguato di personale rispetto all’organico attuale”.Sull’inizio della scuola in presenza a metà settembre è arrivata l’ufficialità. È di queste ore la nota emessa dal dicastero di viale Trastevere, nella quale si specifica che “le Regioni adotteranno, poi, le determinazioni di propria competenza in materia di calendario scolastico, ferma restando la necessità di effettuare almeno duecento giorni di lezione, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente. Confermato lo svolgimento, a decorrere dal 1° settembre 2020, delle attività di integrazione e recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019/2020”.

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Ha riaperto l’Empire State Building uno dei simboli di New York

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Da pochi giorni ha riaperto al pubblico l’Empire State Building, una delle icone della Grande Mela, chiuso da oltre 4 mesi a causa del Covid-19. Il grattacielo, con il nuovo osservatorio da 165 milioni di dollari, ora può tornare ad accogliere i visitatori, sebbene con una una capacità ridotta di oltre l’80%. Sono molto stringenti le nuove misure di sicurezza contro la diffusione della pandemia: ogni visitatore viene sottoposto al controllo della temperatura e deve mantenere una distanza di circa due
metri da altre persone ed indossare una mascherina per l’intera durata della visita. Gli ingressi sono con turni a tempo e solamente con prenotazioni online. Lungo tutto il percorso dell’Osservatorio sono stati posizionati indicatori di distanza e gel disinfettanti. Inoltre, durante le prime settimane, sarà ridotto l’orario di apertura, dalle 8 del mattino alle 23 di sera. (by Christian Flammia)

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione del 17-19 giugno 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

Bruxelles Bilancio a lungo termine UE e ripresa: dibattito con il Presidente Michel In vista del Consiglio europeo del 19 giugno, i deputati esprimeranno la loro posizione sul finanziamento a lungo termine dell’UE e sulla ripresa economica nel contesto della crisi COVID-19.
Relazioni future UE-Regno Unito: valutazione dei negoziati. In una risoluzione che sarà votata giovedì, i deputati faranno un bilancio dei progressi compiuti nei negoziati UE-Regno Unito su un nuovo partenariato.
Conferenza sul futuro dell’Europa: I deputati spingeranno per iniziare entro l’autunno. Il Parlamento chiede che la Conferenza cominci il prima possibile e si faccia carico delle nuove sfide per l’UE che sono state portate alla luce durante la pandemia COVID-19.
George Floyd: Parlamento discute razzismo e violenza della polizia. La violenza della polizia contro gli afroamericani e le proteste antirazziste negli Stati Uniti e nell’UE saranno al centro di un dibattito, che si concluderà venerdì con una risoluzione.
Come affrontare la disinformazione e proteggere la libertà di espressione
I deputati discuteranno gli effetti della lotta contro la diffusione di COVID-19 sui diritti fondamentali nell’UE.
Schengen/controlli interni: deputati chiederanno ripristino libera circolazione
Il Parlamento discuterà giovedì la possibile riapertura delle frontiere interne dell’UE e voterà una risoluzione sulla questione venerdì.
Proteggere le industrie strategiche dalle acquisizioni straniere
Mercoledì, la Commissione e il Consiglio presenteranno in Plenaria le proposte per proteggere le industrie europee, indebolite dalla crisi COVID-19.
Finanza “green”: il Parlamento adotta i criteri per gli investimenti sostenibili
Giovedì, il Parlamento dovrebbe approvare le nuove regole UE per determinare se un’attività economica sia sostenibile dal punto di vista ambientale.
Incoraggiare le banche a concedere prestiti a imprese e famiglie
Lavoratori transfrontalieri e stagionali: migliorare le condizioni lavorative
COVID-19: più aiuti per gli agricoltori dal fondo di sviluppo rurale dell’UE
Turismo: le proposte del Parlamento per salvare il settore
Catastrofi naturali: 279 milioni di euro per Austria, Italia, Portogallo, Spagna

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Case da gioco: fronte sindacale compatto

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Il Ministero dell’Interno e il MEF, unitamente al Governo, valutino attentamente una rapida riapertura delle Case da Gioco di Saint Vincent, Sanremo e Venezia. È questa la richiesta principale dei sindacati di categoria Slc Cgil, Fisascat Cisl e Uilcom al tavolo con le associazioni imprenditoriali di settore Federgioco e Fipe, rappresentanti delle Sale da Gioco italiane autorizzate, unitamente alla richiesta di incontro urgente trasmessa ai dicasteri competenti “per riaprire le attività e ridare fiducia ai lavoratori e alle loro famiglie, ormai da tre mesi in cassa integrazione che, com’è noto, scadrà il prossimo 15 giugno”.
I sindacati hanno anche proposto la sottoscrizione di un Avviso Comune per chiedere che si individui urgentemente una data certa per la ripresa delle attività, nel rispetto dei protocolli di sicurezza sottoscritti dalle Case da Gioco italiane; protocolli che prevedono tutte le azioni necessarie per prevenire e ridurre il rischio di contagio e che saranno adottati da ogni azienda.
Nel corso del confronto è stata anche analizzata la tragica situazione della Casa da Gioco di Campione d’Italia, chiusa dal 27 luglio 2018, che ha prodotto drammatiche conseguenze occupazionali e sociali non più sopportabili dall’intera comunità, con più di 500 addetti che rischiano di non tornare al lavoro.
«In Europa e nel mondo le Case da Gioco sono già aperte o in via di apertura, crediamo che anche in Italia la “Fase 2” debba cominciare nell’immediato» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto sottolineando «l’urgenza di un tavolo di confronto con i competenti Ministeri volto ad analizzare e risolvere la drammatica situazione di centinaia di lavoratori addetti alle case da Gioco».

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Musei civici Roma: torna la prima domenica del mese gratuita per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2020

Roma. Domenica 7 giugno si riparte anche con la prima domenica con ingresso gratuito per tutti nel Sistema Musei in Comune di Roma Capitale. Tutti, previa prenotazione obbligatoria allo 060608, potranno accedere gratuitamente nei Musei Civici, di nuovo aperti al pubblico dopo il lungo periodo di chiusura dovuto all’emergenza sanitaria. Aperte nuovamente anche le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su via dei Fori Imperiali) dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15) e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience) dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00). L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.Le visite saranno effettuate nel rispetto delle linee di indirizzo della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, per la prevenzione del COVID 19. E’ obbligatoria per tutti la prenotazione allo 060608. Si potrà accedere solo al proprio turno di ingresso, esibendo la prenotazione digitale o cartacea e solo dopo la rilevazione della temperatura corporea che deve essere inferiore ai 37.5°. E’ obbligatorio l’utilizzo delle mascherine e il mantenimento della distanza di sicurezza dalle altre persone. È consentita la visita senza distanziamento solo alle famiglie.Si potranno visitare le collezioni permanenti di Musei Capitolini, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Si potrà inoltre tornare a vedere dal vivo alcune delle esposizioni presenti nei musei, la maggioranza delle quali a ingresso gratuito ad eccezione della mostra Canova. Eterna bellezza al Museo di Roma (aperta fino alle 22, con chiusura biglietteria ore 21) e della mostra C’era una volta Sergio Leone al Museo dell’Ara Pacis: entrambe a ingresso ridotto solo per i possessori della MIC Card.

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