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US Obstructive Sleep Apnea Market and Competitive Landscape 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 ottobre 2018

US Obstructive Sleep Apnea Market and Competitive Landscape – 2018 provides comprehensive insights into Obstructive Sleep Apnea pipeline, epidemiology, market valuations, product sales, market forecast, product forecasts, and market shares. This study accurately estimates and forecast Obstructive Sleep Apnea market size and drug sales. This research also provides insights into Obstructive Sleep Apnea epidemiology and late stage pipeline.
The research is classified into following sections – Obstructive Sleep Apnea overview with definitions, symptoms, etiology, diagnosis, treatment options; Obstructive Sleep Apnea pipeline insights covering late stage clinical trials pipeline; Obstructive Sleep Apnea prevalence trends by countries; Obstructive Sleep Apnea market size and forecast by countries, market events, trends; product sales and forecast by countries; market shares by countries.

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Prevalenza di glaucoma primario ad angolo aperto in pazienti con apnee del sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Brescia. Le persone che soffrono di apnee ostruttive durante il sonno (OSAS) sperimentano episodi ripetuti nel di pause del respiro. Questa interruzione, anche decine di volte per notte e per diversi secondi, ha effetti a cascata sul corretto funzionamento della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco.
Più di recente è stato osservato che i pazienti con apnee notturne presentano un rischio di 10 volte maggiore di sviluppare il glaucoma, forse a causa delle alterazioni della pressione oculare, dato diffuso dalla Glaucoma Research Foundation americana. Le apnee del sonno sono un fenomeno che accomuna circa 12 milione di italiani dai 40 anni in su con una pletora di sintomi che vanno dalla sonnolenza diurna, ai colpi di sonno, mancanza di concentrazione e mal di testa.
Oltre ad infarto, ictus (per cui il rischio aumenta di 4 volte) e, ora, danni oculari, le apnee notturne presentano un conto drammaticamente evidente, sono infatti 12mila gli incidenti stradali ogni anno riconducibili a questa causa con un bilancio di 250 morti ogni 365 giorni.
Una correlazione che è balzata immediatamente agli occhi dei ricercatori visto che nella popolazione generale la prevalenza è del 2,5%. Il rischio di ipertensione, infarto, ictus e problemi cardiaci nei pazienti con OSA erano noti, mentre è più recente la scoperta che le interruzioni della respirazione durante il sonno possano avere effetti negativi sulla vista e in particolare sulla pressione oculare che può prendere allo sviluppo di glaucoma.
Il mancato afflusso di ossigeno nel sangue e la diminuzione quindi della “saturazione” è in grado di indurre danni al nervo ottico. Si crea un ambiente che risente della mancanza di ossigeno in maniera costante e una sofferenza che aumenta la pressione intraoculare a valori che superano i 21 mm/Hg considerati “normali”.“Si tratta di una connessione particolarmente subdola e pericolosa che rende ragione ulteriore di trovare un trattamento efficace per questo disturbo del sonno. In particolare i soggetti con apnea diagnosticata dovrebbero sottoporsi a controlli periodici regolari per intercettare al più presto eventuali segni di malattie oculari e impostare una terapia che rallenti la progressione della malattia” spiega il Professor Luciano Quaranta, Responsabile del Centro per il Glaucoma degli Spedali Civili di Brescia “per individuare se le apnee avessero conseguenze a livello oculare è stata utilizzata una innovativa lente a contatto che ‘registra’ le fluttuazioni della pressione intraoculare in continuo grazie ad un particolare sensore (CLS)che intercetta e registra le variazioni della curvatura e nella circonferenza della cornea che si verificano in risposta ai cambiamenti pressori. L’uso di queste speciali lenti a contatto avviene in concomitanza con la polisonnografia, l’esame che registra i cambiamenti notturni e le apnee, in modo da verificare se la pressione dell’occhio aumenta in corrispondenza dell’episodio di apnea.
Nonostante non sia ancora chiaro il meccanismo che lega i due fenomeni, si pensa che la diminuzione dei livelli di ossigeno nel sangue e lo stress ossidativo che si verificano in occasione dell’apnea, contribuiscano a danneggiare progressivamente il nervo ottico e in particolare le cellule ganglionari, la cui perdita progressiva è responsabile dei tipici sintomi del glaucoma, come la perdita periferica della visione. (D.ssa Johanna Rossi Mason)

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Landmark Sleep Apnea, Heart Failure Study Recruits 1,000th Participant

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2012

The illustration shows the major signs and sym...

The illustration shows the major signs and symptoms of heart failure, with captions in Czech. (Photo credit: Wikipedia)

Munich, (PRNewswire) SERVE-HF, the largest study to investigate if treatment of predominant central sleep apnea (CSA) improves survival and outcomes of patients with stable heart failure, has enrolled its 1,000th participant. The study, sponsored by ResMed Ltd., is the largest of its kind. This milestone brings the SERVE-HF study, which began in 2008, one step closer to its target of approximately 1,250 participants. Principal investigator Prof. Martin Cowie, of the Royal Brompton Hospital in London said, “SERVE-HF is the world’s largest study for any aspect of sleep-disordered breathing [SDB], and it has involved significant collaboration among sleep physicians, respiratory physicians and cardiologists across Europe.”Co-principal investigator, Prof. Helmut Teschler, Medical Director at the Department of Pneumology, Ruhrland Clinic, Essen, added, “This study is so important because SDB in heart failure patients is a very common occurrence, particularly in men. Given that at least 50% of men with heart failure also suffer from moderate to severe SDB, treatment of SDB could be vital to improving heart failure outcomes in the future.”Patients with heart failure may have an abnormal waxing and waning breathing pattern called Cheyne-Stokes respiration (CSR) with CSA. Previous studies have demonstrated that such patients have a poor quality of life as well as increased mortality, but that they may do better and live longer if they are treated with assisted ventilation during sleep.The SERVE-HF study hopes to provide more conclusive evidence of the health benefits of treating SDB in heart failure patients, and on a much larger scale. The study is being conducted at more than 80 sites in Germany, France, the UK, Norway, Sweden, Denmark, Finland, Australia and the Czech Republic.The primary goal of the study is to determine whether managing CSR-CSA with ResMed’s proprietary adaptive servo-ventilation technology (found in its AutoSet CS™ and VPAP™ Adapt devices) increases survival rates and decreases the burden of hospitalizations in this patient population. Adaptive servo-ventilation is an intelligent method of non-invasive ventilation that continuously monitors and stabilizes the breathing patterns of individuals with SDB throughout the night.”We’ve designed the study not only to assess survival rates but also to see if adaptive servo-ventilation improves quality of life, sleep, and physiologic changes associated with heart failure, such as enlarged hearts,” stated Prof. Cowie.Despite the long-established links between SDB and heart disease, SDB diagnosis and management remain in the realm of sleep or respiratory medicine, rather than cardiology. However, favorable SERVE-HF results would be likely to trigger major changes within this field, including greater cardiologist involvement in SDB management.”Tight collaboration between cardiologists and sleep physicians is needed if SDB care is to improve worldwide. The findings of the SERVE-HF study may ensure that this happens in the future,” Prof. Teschler commented. Additional study information, updates, and news can be obtained at the dedicated SERVE-HF study website http://www.servehf.com.
ResMed is a leading developer, manufacturer and distributor of medical equipment for treating, diagnosing and managing sleep-disordered breathing and other respiratory disorders. We are dedicated to developing innovative products to improve the lives of those who suffer from these conditions and to increasing awareness among patients and healthcare professionals of the potentially serious health consequences of untreated sleep-disordered breathing. For more information on ResMed, visit http://www.resmed.com.

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Russare accorcia la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2009

Un incidente automobilistico su cinque è dovuto ai disturbi respiratori del sonno. La sonnolenza diurna è infatti una delle conseguenze principali della sindrome dell’apnea ostruttiva, una patologia sottostimata ma con costi socio-sanitari rilevanti, che in Italia colpisce oltre 1.600.000 persone. E in chi russa il rischio di ictus aumenta di 3,8 volte, quello di ipertensione arteriosa di 2,5, quello di diabete raddoppia. Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha quantificato in oltre 800 milioni di euro l’anno i costi direttamente riconducibili a questi disturbi. Gli pneumologi riuniti da oggi fino al 5 dicembre a Milano nel 40° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) e 10° Congresso della Unione Italiana della Pneumologia (UIP) lanciano un appello: si deve fare di più, oggi solo il 3% dei casi è diagnosticato. Anche perché vincere il problema è semplice, con rimedi a domicilio, oggi disponibili e a basso costo. “Il trattamento – spiega il prof. Antonio Corrado, presidente nazionale AIPO – prevede l’utilizzo di una maschera nasale o facciale che, applicata durante il sonno, consente di normalizzare la respirazione e dormire meglio. Ovviamente, si deve porre attenzione anche al controllo del peso corporeo, evitare il fumo e l’assunzione di alcool prima di andare a letto”. I sintomi principali di questa sindrome sono il russamento, ripetuti episodi di apnee notturne, sonno disturbato, sonnolenza diurna con pesanti ripercussioni nella vita di relazione e professionale. “La prevalenza di questa malattia – sottolinea il prof. Giuseppe Insalaco, responsabile dell’Area fisiopatologica dell’AIPO – sta aumentando in parallelo con l’epidemia di obesità che si sta diffondendo nei Paesi occidentali colpendo molto spesso persone di età media e quindi in età lavorativa. Tendono pertanto a sviluppare ipertensione arteriosa, diabete, deficit neurocognitivi e possono incorrere in complicanze cardiovascolari come angina, infarto del miocardio o ictus”. La diagnosi avviene attraverso una valutazione strumentale durante il sonno. “L’esame più affidabile – afferma il dott. Francesco Fanfulla, responsabile del gruppo di studio sui ‘Disturbi respiratori nel sonno’ dell’AIPO  – è la polisonnografia, anche se spesso si ricorre ad indagini più semplici e sufficientemente valide, riservandola solo ai casi clinici meno conclamati”. In Italia vi sono oggi solo 160 strutture pneumologiche in grado di diagnosticare e trattare correttamente questa patologia: ognuna dovrebbe seguire 10.000 pazienti. Un’indagine condotta in Toscana ha sottolineato che sono necessari 60 giorni per accedere alla prima visita, 300 per iniziare il trattamento. “E’ necessario pertanto – prosegue il dott. Fanfulla – ridefinire l’approccio a  questa patologia, a favore di un modello articolato che preveda percorsi diagnostico-terapeutici flessibili, sia ambulatoriali che riabilitativi, per venire incontro alle esigenze dei pazienti e gestire opportunamente i casi più complessi e gravi”.

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“Fine pena mai”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

Si fanno sempre raffronti tra chi entra ed esce dal carcere,  si addita l’uno o l’altro a seconda del temporale politico in atto, discutendo se sia giusto aiutare il detenuto a ravvedersi, fin’anche mortificando il  perdono, sebbene convissuto con reciproca  consapevolezza. Ergastolo, “fine pena mai”, il dazio da pagare per il male fatto agli altri, una pena che affligge, punisce e separa dalla collettività, che sancisce la fine di un tempo che non passa mai, un tempo che non esiste. Che non ti assolve. Sbarre appese alla memoria per ricordare; 30 o 35  anni di carcere scontato, decenni di ferro sbattuto sui rimorsi che lasciano un segno, un’apnea che restringe i polmoni e costringe l’uomo a straripare in universi sconosciuti. Un mondo fatto di domani che non ci sono, una negazione che rinvia alla morte di ogni umanità, creatività e fantasia, in carcere da tanti anni e la scena su questo palcoscenico sotterraneo di carne e sangue, é lo specchio di un qualcosa a cui nessuno intende guardare. Nonostante il carcere e questa condanna che scorre circolarmente in un inseguimento a ritroso,  occorre ritrovare il senso di una capacità di partecipazione, di accoglienza, in un sentire autentico, e non perché si é disperati, per sfuggire gli attimi in cui ci si sente estranei tra tanti, alienati a tal punto da non capire più nulla. L’uomo come ogni essere vivente è in continua evoluzione, eppure qualcuno si ostina a pensare che esista la persona deviante irrecuperabile, allora la società come deve adoperarsi affinché questa trasformazione possa avverarsi? Espiazione non può essere mera sopportazione di un male imposto, ma riconciliazione con se stessi e gli altri, una trasformazione che coinvolge l’interezza dell’uomo.  A volte c’é questo sorprendente incontro con gli altri che ci attende, c’é lo stupore di ritrovarsi al cospetto dell’universo interiore in noi, che ci conduce sul sottile confine che delimita la scelta di rinnovarsi, di cambiare, ricorrendo alle proprie forze, alle proprie energie. In questo carcere che stenta a recuperare alla società, finchè esso stesso non sarà recuperato dalla società, c’è bisogno di accompagnare il dolore con le parole di una giustizia equa,  per imparare ad accettarlo come intorno, a colorarlo con il lavoro, la scrittura, la mediazione, i rapporti umani finalmente sbocciati, mantenuti e cresciuti, nel tentativo di modificare questa dimensione disumanizzante in un luogo ancor aperto ad alternative di conoscenza e mutamento interiore. Si va in carcere perché si è puniti, non per essere puniti, il carcere c’è, è là, ma si tende a ignorarlo, non è percepito come un problema  sociale, non riguarda la parte buona, che preferisce rimuovere: ma questo atteggiamento produce un distacco profondo tra carcere e società. Ergastolo e carcere, spesso una sofferenza per lo più amministrata, imposta e sempre meno vicina a un dolore “vissuto in due”. Ergastolo e nuovi impegni, nuove responsabilità,  al di là  della gabbia che circonda, mostrando la differenza dell’uomo della condanna, dall’uomo della pena, e convincersi che occorre affidarsi a una pena che sia solo un tragitto di vita, che parta dalla dignità della persona, dalle sue capacità e risorse. (Vincenzo Andraous)

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Apnea in fase REM associata a diabete tipo 2

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2009

Sussiste un’associazione statisticamente significativa fra diabete di tipo 2 ed apnea ostruttiva durante la fase REM del sonno. Il diabete di tipo 2 è una patologia multifattoriale: l’apnea nel sonno REM ed i suoi effetti metabolici devono essere investigati più a fondo, e ciò può fornire un’altra via unica nel suo genere per intervenire sulla malattia e controllarla. L’apnea nel sonno REM è un marcatore di apnea ostruttiva nel sonno in fase precoce, soprattutto nelle donne e nei pazienti sotto i 55 anni. In genere, l’apnea ostruttiva nel sonno è peggiore nelle fasi REM rispetto al resto del sonno per via dell’inibizione mediata neurologicamente dei muscoli scheletrici delle vie aeree superiori e della ventilazione: ciò potrebbe spiegare la stretta associazione fra apnea nel sonno REM e diabete di tipo 2. (J Clin Sleep Med 2009; 5: 215-21)

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La sindrome delle apnee/ipopnee ostruttive nel sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

La sindrome delle apnee/ipopnee ostruttive nel sonno è un disturbo molto grave del sonno e potenzialmente mortale che colpisce il quattro percento degli uomini di mezza età e il due percento delle donne di mezza età. Gli individui affetti dalla sindrome delle apnee/ipopnee ostruttive nel sonno soffrono di frequenti risvegli notturni causati dall’ostruzione delle vie respiratorie durante il sonno. L’interruzione del sonno porta ad una eccessiva sonnolenza diurna che induce le persone ad assopirsi frequentemente durante il giorno, mentre sono al lavoro o a casa. Il trattamento standard più frequentemente utilizzato è la pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP). L’impiego di uno strumento introdotto per via nasale della CPAP può prevenire l’occlusione delle vie respiratorie e quindi è utilizzato per il trattamento delle cause che generano questo disturbo. Malgrado il trattamento delle cause che provocano il disturbo, molti pazienti continuano a manifestare una sonnolenza residuale eccessiva e quindi potrebbero necessitare l’utilizzo di modafinil.

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