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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Posts Tagged ‘apocalisse’

Nucleare: il trucco della pausa di riflessione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Il governo sta pensando di prendere una ‘pausa di riflessione’ sul nucleare. Scoprono ora, dopo aver spinto sull’acceleratore, sordi ad ogni critica, l’esigenza di riflettere. L’apocalisse di Fukushima (definizione della Ue) ha fatto cambiare improvvisamente le strategie del governo (e della lobby nuclearista). Strategie politiche? No. Energetiche? Neanche. Di comunicazione. Semplicemente. Ragioni di opportunità comunicativa spingono gli alfieri dell’atomo ad una ritirata tattica, solo momentanea. La ragione è semplice: la tragedia giapponese rischia di diventare una catastrofe atomica planetaria e l’opinione pubblica potrebbe sommergere con il voto referendario il piano nucleare del governo. Sanno che, mantenendo la posizione nuclearista, sarebbero travolti dal referendum. E temono anche per le amministrative. Molto. La loro ‘pausa di riflessione’ serve solo ad una cosa: far passare la buriana, far placare il flusso di informazioni provenienti dal Giappone per aggirare il referendum e attuare il piano nucleare in un secondo momento. Adottano un profilo basso oggi per poter avere le mani libere domani. Sono i soliti imbroglioni, di questa gente non ci si può fidare. Parlano anche di centrali costruite con il consenso della popolazione e delle regioni, ma hanno approvato norme che bypassano il confronto con le regioni ed i territori, militarizzando le centrali. Non è una pausa di riflessione, ma un’arma di distrazione di massa. Vogliamo essere chiari per una volta? La domanda al governo è una sola: il nucleare va definitivamente in soffitta sì o no? Se la risposta è no (perché ci sono interessi enormi…) la risposta sarà una soltanto: il voto al referendum che spazzerà via l’incubo atomico dal nostro paese. (Massimo Donadi Parlamentare Idv)

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Referendum contro il nucleare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

“Nucleare sì, nucleare no, nucleare Bum. La terra dei cachi”. Il dibattito politico sul nucleare in Italia ricorda molto la canzone di Elio e le Storie Tese. Solo che loro sono più seri. Abbiamo da un lato il governo che non mette in discussione ilprogetto nucleare neanche davanti all’apocalisse (definizione del commissario europeo all’energia Guenther Oettinger) giapponese. Dall’altro lato abbiamo i governatori di Lega e Pdl che dicono sì al nucleare in Italia, ma no al nucleare nelle loro regioni. Tipico esempio di schizofrenia politica. In mezzo c’è questo fantomatico piano nucleare ancora avvolto nel più fitto mistero. Quante centrali vorrebbe realizzare il governo? Boh.. Dove vuole installare i nuovi impianti? Mistero della fede. Non le vuole Zaia ( da veneto sono d’accordo, tiro un sospiro di sollievo e dico ‘meno male’, da capogruppo alla Camera sono indignato ‘ma come, la Lega non è favorevole all’atomo…?’), non le vuole la Polverini (dice che il Lazio ha già dato…), Formigoni le vuole, forse, ma con molti distinguo, perché la Lombardia è autosufficiente dal punto di vista energetico. Furbo il governatore ciellino, schiera la regione ma la tira fuori dal piano. Dà una mano politica al governo nazionale schierandosi per il sì, ma contemporaneamente dice che la Lombardia non ha bisogno di centrali e quindi ‘con fischio’ le costruiranno lì. Il piemontese Cota non ha parlato in questi giorni, ma la sua posizione è nota: sì alle centrali, ma non gli pare che il Piemonte abbia siti idonei. Ma và? Ma tu guarda un po’. Nuclearista convinto è Stefano Caldoro, che in questi giorni non ha parlato. In passato aveva magnificato i vantaggi dell’atomo, definendo le centrali un’opportunità per l’economia campana. Un segnale inequivocabile: in quella regione il governo ha deciso di puntare con decisione per i nuovi siti. Altro che sindrome Nimby, qui siamo alla più pura ipocrisia politica, come dice anche, giustamente, Adriano Celentano. Nella tragedia, seppur indiretta, si vede la tempra di un uomo politico e la serietà di un governo. Il nostro è un governo di pagliacci. Tutto il mondo si interroga, loro non hanno neanche il buonsenso di fermarsi a riflettere sulla scelta nuclearista dopo l’immane tragedia giapponese. Tra mezze verità e bugie intere continuano, come al solito, a ripetere slogan che le immagini drammatiche di Fukushima hanno fatto perdere di qualsiasi credibilità. Non lo fanno perché se si fermassero a riflettere cadrebbe immediatamente il castello di carte che si son costruito. Il castello di carta-moneta, perché il nucleare è un affare colossale. E pazienza se ha qualche piccolissimo e trascurabilissimo inconveniente…Ma hanno fatto male i conti. Con il referendum libereremo l’Italia dall’incubo atomico. (Massimo Donadi deputato Idv)

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L’apocalisse della modernità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Zurigo 28 aprile 2010, ore 18.15-19.45  Università di Zurigo (Edificio principale), Rämistrasse 71  L’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo,  in collaborazione con il Seminario di Storia dell’Università di Zurigo, ha organizzato  una serata dedicata a: L’apocalisse della modernità  La grande guerra per l’uomo nuovo  Il noto storico Emilio Gentile, Professore all’Università di Roma La Sapienza e  specialista di storia del XX secolo, illustrerà il contesto sociale, culturale e  antropologico entro il quale maturò la prima guerra mondiale, una delle più tragiche  esperienze del Novecento. Si soffermerà in particolare sugli artisti e gli intellettuali  che, se all’inizio avevano invocato la guerra come una catarsi, si fecero poi interpreti  dell’angoscia profonda da essa scatenata. Ingresso libero http://www.iiczurigo.esteri.it (apocalisse)

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“L’Apocalisse nei disegni sionisti”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 aprile 2010

Palermo 16  aprile  2010 Via Villa Florio 62 – ore 18,30 Circolo “L’avamposto” “L’Apocalisse nei disegni sionisti” Relatori: don Curzio Nitoglia Giuseppe Provenzale Antonio Rino Tagliaferro Filippo Fortunato Pilato Fadi Shirak (via internet dalla Palestina)

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Robert Schneider: L’apocalisse

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Nella chiesa di San Venceslao, a Naumburg, in Germania, fa bella mostra di sé un organo riccamente ornato di decorazioni e magnifici intagli barocchi. Risale alla prima metà del XVIII secolo, al tempo in cui tra le città tedesche si combatteva, a colpi di canne e tastiere, una nobile gara per avere l’organo più imponente.  Benché lo strumento di San Venceslao abbia patito nel corso del tempo molte ingiustizie, il completo rifacimento, ad esempio, in stile XIX secolo del prospetto riccamente decorato oppure le bombe degli alleati, dell’originale c’è ancora così tanto che si può definire a buon diritto un organo bachiano. A Naumburg, e nell’intera Germania unificata, tutti sanno infatti che intorno al 1747 Bach trascorse nell’allora amena città tedesca cinque giorni e cinque notti, alloggiando nella locanda Zum Grünen Schild e lasciando dietro di sé un conto stratosferico. Tra numerose birre di Merseburg scolate, brocche di vino, caffè e tabacco da pipa, Bach ebbe tuttavia il tempo di posare le sue dita gottose sulla tastiera del grande organo di San Venceslao. Che da allora è venerato a tal punto da richiamare a Naumburg una carrettata di professori della Bach Gesellschaft, pronti a ispezionare migliaia di canne pur di far pervenire alle autorità il loro compunto e inoppugnabile parere sullo stato di conservazione del vetusto strumento. Nessuno dei membri illustri della Bach Gesellschaft o dei disillusi abitanti di Naumburg sa però che dentro il vano dei mantici, nella pancia dell’organo, la sera della vigilia di Natale del 1992, aiutato dal fratellastro, l’organista di San Venceslao, il signor Jakob Kemper, deriso da molti e ignorato dai più, compositore, direttore d’orchestra, virtuoso dell’organo miseramente fallito, e infine mezzo pazzo che se ne va in giro per Naumburg con un cappotto appartenuto a Šostakovič troppo corto per lui e una sciarpa tutta bucherellata dalle tarme, ha fatto una scoperta sconvolgente. In un fagotto polveroso ha trovato un incartamento intitolato Apocalypsis Beati Ioannis Apostoli  Oratorio, una partitura di 168 pagine di una misteriosa, sconosciuta opera di Johann Sebastian! Dal giorno della scoperta, Kemper si è asserragliato in casa, anche perché la faccenda non è senza conseguenze per lui. Più penetra nello studio di quella strana partitura, più incubi terribili, visioni  e presagi oscuri si assembrano nella sua mente… Divertente, sostenuto da un sofisticato e sottile humour, attraversato da echi manniani nella sua ironica dimensione faustiana, L’Apocalisse è una splendida conferma del talento letterario di Robert Schneider. Traduzione dal tedesco di Francesco Paolo Porzio Euro 17,50 288 pagine EAN 9788854502918
Robert Schneider è nato a Bregenz, in Austria, nel 1961. Ha studiato composizione, storia dell’arte e teatro a Vienna. Il suo primo romanzo, Schlafes Bruder (apparso in Italia col titolo Le voci del mondo), fu pubblicato nel 1992 e divenne immediatamente un successo internazionale, tradotto in 25 lingue. Schneider ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Grinzane Cavour e il Prix Médicis. Con Neri Pozza ha pubblicato Kristus, il suo quinto romanzo, apparso nel 2006.

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