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Posts Tagged ‘apparecchi’

Gioco: apparecchi intrattenimento

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2012

A group of old British fruit machines at Teign...

A group of old British fruit machines at Teignmouth pier, Devon. (Photo credit: Wikipedia)

(Jamma) Ultimi ritocchi al decreto dell’Aams con il quale verranno introdotte modifiche alla procedure di produzione degli apparecchi da intrattenimento a vincita limitata. Salvo imprevisti il progetto di decreto potrebbe essere già inviato la settimana prossima a Bruxelles per il necessario periodo di stand still il decreto dei Monopoli di Stato.
Tra le novità quella che impone l’utilizzo di una card per giocare alle newslot. Il nuovo strumento servirà a impedire l’accesso al gioco ai minori di 18 anni, su quale card verrà utilizzata sono due le ipotesi possibili: potrebbe essere creata di un’apposita carta del giocatore, oppure ci si potrebbe servire della tessera sanitaria. Ieri i Monopoli di Stato hanno incontrato i concessionari di rete, i produttori e le associazioni di categoria dei gestori per confrontarsi sugli ultimi aspetti del decreto. Il testo prevede anche una serie di ulteriori misure come l’introduzione di un codice partita per identificare ogni singola giocata; la schermatura delle schede contenute nelle macchine e l’aggiornamento dei software per consentire di cifrare in dati inviati a Sogei, misure che serviranno a impedire frodi fiscali. Diverse le posizioni prospettate ieri nel corso dell’incontro. I punti e le proposte suggerite dall’Aams sono sono state avallate da alcuni e criticate da altri. Sembrerebbe non aver troppo larga condivisione l’idea di una omologa distinta per ogni singola scheda di gioco. Un sì ‘a metà’ per la carta del giocatore che potrebbe funzionare da carta di accesso al gioco (più difficile da adottare la soluzione della tessera sanitaria). Non ancora quantificati i costi necessari per la modifica e aggiornamento degli apparecchi. Le valutazioni infatti divergono sensibilmente uio, di certo non si sarebbe orientati verso una sostituzione totale degli apparecchi. Il decreto fiscale recentemente convertito in legge prevede una riduzione del prelievo fiscale (già dal 2012 è passato all’11,8%), in vista anche dell’aggiornamento delle macchine.

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“Su vicenda new slot senza controllo pericolo infiltrazioni criminali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2012

“La colpevole violazione degli obblighi di servizio pubblico di controllo sugli apparecchi ha cagionato un danno pubblico di grande rilievo economico, ma il profilo tributario e del corretto introito delle risorse pubbliche costituisce solo un aspetto della vicenda. Ci sono in gioco altre questioni di grande rilievo etico-giuridico e qualche preoccupazione per il sospetto che nella vicenda la malavita organizzata possa avere giocato un ruolo lucrativo non secondario e quindi di grande pericolosità”. E’ quanto si legge nella relazione presentata oggi dal Procuratore regionale della Sezione Lazio della Corte dei Conti, Angelo De Dominicis, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Soltanto il gioco controllato telematicamente è da ritenersi gioco lecito – continua De Dominicis – In assenza del controllo pubblico, queste attività di evasione ridiventano vietate e assumono il rilievo dell’illecito penale”. Il procuratore nella relazione illustra i criteri con cui la Procura ha stimato il danno erariale derivato dal mancato collegamento degli apparecchi da intrattenimento nel periodo che va da settembre 2004 a gennaio 2007. Secondo il procuratore, dal 2004 al 2005, riferisce Agipronews, solamente un esiguo numero era collegato, mentre dal gennaio 2005 al gennaio 2007 più della metà degli apparecchi – 136 mila su 207 mila – non aveva mai trasmesso i dati di gioco ad Aams.

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Canone Rai

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Il Canone RAI è non solo la tassa più evasa dalle famiglie italiane ma lo è incredibilmente anche per le imprese.  Questo è risultato dallo studio sulle imposte più evase dagli Italiani, condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente monitora costantemente l’evasione fiscale in Italia. Dalla ricerca è emerso che l’evasione del Canone RAI nelle imprese si attesta intorno al 96%. In Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto dalle imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici, enti privati. Ma se il canone ordinario e’ dovuto per il possesso di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, il canone speciale si paga anche per il possesso di computers e/o monit ors e altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza, ecc.) posseduti dalle imprese o enti pubblici o privati. Secondo i dati di Contribuenti.it in Italia esistono circa 4,5 MLN di imprese di cui il 98% collegata con Internet con almeno un computer, per cui almeno 4,4 MLN di imprese dovrebbero pagare il canone speciale. Ma dai dati pubblicati dalla RAI risulta che i canoni speciali riscossi ogni anno sono meno di 180 mila, per cui almeno 4,2 MLN di imprese, non pagano il canone con un 95% di evasione. Limitandosi ad applicare il canone speciale base di 195,31 euro a 4,2 milioni di imprese, l’evasione e’ di 820 MLN di euro. E se si considera che oltre alle imprese devono pagare il canone anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni, le fondazioni, le sedi di partiti politici, gli istituti religiosi, gli artigiani, le scuole e gli enti pubblici e che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stes so varia da 195,31 a 6.510,13 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, Lo Sportello del Contribuente stima che l’evasione del canone speciale supera il miliardo di euro l’anno.  Tra i maggiori evasori del Canone Rai figurano le imprese con sede nelle province di Milano, Venezia, Torino e Roma dove l’evasione sfiora il 98% delle imprese. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Napoli, Pescara e Firenze dove l’evasione si attesta al 92%. In assoluto i contribuenti più fedeli restano quelli della Valle d’Aosta, Campania, Emilia-Romagna e Puglia ma in buona posizione si piazzano anche aventi sede nelle regioni meridionali dell’ Abruzzo, Molise, Puglia e Sicilia.
Perché le imprese evadono il canone? Dall’ indagine di Contribuenti.it è emerso che il 83% evade perché l’Amministrazione finanziaria, durante la verifica fiscale non richiede il pagamento del canone RAI, ne lo sanziona, l’11% non paga il canone perché c’è la pubblicità sulla TV pubblica ment re solo il 6% perché non ha soldi. “Neanche la pubblicità effettuata in questi giorni dall’ente pubblico aiuta le imprese a capire che l’abbonamento alla RAI è una tassa e come tale va pagata – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Ed è incredibile che l’amministrazione finanziaria dimentichi di richiedere il pagamento della tassa di concessione governativa durante le verifiche generali, incentivando indirettamente l’evasione fiscale del canone RAI”.

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Canone Rai

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2009

Il Garante del Contribuente si è rivolto alla Procura della Repubblica di Torino per segnalare i metodi ‘totalmente illegali’ che la Rai e l’Agenzia delle Entrate hanno adottato per riscuotere il canone Rai. Da oggi i contribuenti sono un po’ meno soli nel denunciare il comportamento da sceriffo di Nottingham di questi enti pubblici che agiscono sistematicamente fuori dalla legalità, pur di incassare il canone da chi non ha l’obbligo di pagarlo: disdette ignorate, dichiarazioni estorte con l’inganno da parte di zelanti ispettori Rai, richieste di pagamento per apparecchi non soggetti a canone, a cui seguono sovente cartelle esattoriali, fermi amministrativi e esecuzioni forzate altrettanto infondati. Tutto è documentato dalle migliaia di lettere ricevute dall’Aduc. Come spiega il garante, si tratta di reati procedibili d’ufficio, Ufficio che ci auguriamo la Procura di Torino voglia onorare con il suo interessamento. Invitiamo tutti i contribuenti vessati dalla Rai a denunciarne il comportamento al Garante del Contribuente e alla Procura della Repubblica di Torino. Ma è anche necessario che il maggior numero possibile di cittadini si adoperi per imporre alla Rai standard di legalita’ e di civilta’ che da tempo ha abbandonato.

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