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Posts Tagged ‘apparenza’

Mostra “Oltre l’apparenza. Gioco a due nelle stanze dell’arte”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2018

Roma, Galleria d’Arte Eitch Borromini – 15 marzo – 14 maggio 2018 , Via Santa Maria dell’Anima 30 Vernissage mercoledì 14 marzo 2018 dalle ore 18:00. nella splendida dimora storica di Palazzo Phamphilji, oggi Eitch Borromini, la mostra “Oltre l’apparenza. Gioco a due nelle stanze dell’arte”, un interessante percorso artistico tra bellezza e cultura a cura di Sveva Manfredi Zavaglia. Il progetto espositivo vede al confronto due diverse anime creative: Andrea Pinchi e Paolo Vannuccini, i due grandi artisti, si confronteranno alla ricerca dell’arte perfetta, dove il comune denominatore è andare “oltre l’apparenza”.Andrea Pinchi e Paolo Vannuccini sono i due artisti protagonisti della grande mostra “Oltre l’apparenza. Gioco a due nelle stanze dell’arte”, un percorso nelle “stanze dell’arte” che si svolgerà nella Galleria d’Arte Eitch Borromini, un tempo antica dimora papale, oggi fra le culle d’arte della capitale. Il progetto espositivo rivela la ricerca interiore e l’evoluzione artistica di due diverse anime creative, che condividono una buona ricerca tecnico artistica e un pensiero autentico e libero. I due artisti espongono in modo velato una realtà insolita dove il comune denominatore è andare “oltre l’apparenza” alla ricerca della bellezza. Una bellezza estetica che fa riflettere in modo profondo ma allo stesso tempo giocoso, come il titolo della mostra suggerisce.
Contrariamente, le opere di Paolo Vannuccini annunciano immediatamente la sua urgente necessità di parlare al mondo del suo forte bisogno: essere libero di vivere la propria essenza. Così come nel dualismo Pirandelliano, Vannuccini attraverso il suo gesto creativo e informale racconta il suo vero mondo interiore, quello dell’essere e non dell’apparire. Consapevolmente introspettivo, l’artista applica il suo segno sulla tela a colpi di spatola e pennello, in modo turbolento ed istintivo quasi catartico, rispettando però un attento uso del colore e della materia. Le sue opere apparentemente caotiche seguono in realtà un ordine gestuale preciso rivelando sintesi armonica e forti emozioni. Nei suoi ultimi lavori, figure umane spuntano all’improvviso davanti a muri di colore col desiderio di scavalcare e riuscire ad andare oltre; si tratta di sagome di persone che prendono forma, tratti e figure immaginarie sognate dalla sensibilità artistica che porta ad aprire la mente a rianimarla attraverso il colore. L’arte diventa così mezzo fondamentale per raggiungere la pace interiore.
La mostra ha dunque lo scopo di guidare lo spettatore in questo “gioco a due “fra mondo estetico ed interiore, che i due artisti mostrano proprio fra essenza ed apparenza. Un progetto espositivo di rilevanza artistica straordinaria che prevede un viaggio conoscitivo della pittura e del colore, in dialogo continuo con il sé e la vita. Il linguaggio dell’arte in questa doppia personale vuole in modo sottile provocare ed incuriosire l’occhio dell’osservatore attento creando un rapporto diretto tra le opere d’arte, i loro autori ed il pubblico esigente.
Durante l’inaugurazione verrà presentato un lavoro singolare e inedito di Andrea Pinchi: l’etichetta di Filo Rosso, un nuovo vino prodotto da Sartago. Filo Rosso nasce dal fortunato incontro con Andrea Pinchi e dalla voglia di interpretare, anche figurativamente, l’appartenenza di questo vino alla sua Terra. Frutto di una selezione di Sangiovese e Merlot, invecchia 14 mesi in botte e offre morbidezza e carattere all’assaggio. Al naso è speziato. Il colore granato intenso e la struttura delicata lo rendono elegante ed avvolgente. L’arte e il vino conoscono in questa operazione un gesto reciproco di creatività che unisce la tradizione del bere alla bellezza e all’Arte.

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Diventare ciò che non si è

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Un detto attraversava la mia mente giovanile che suonava pressappoco così: “fai ciò che dice il prete e non quello che fa”. Era il frutto di una saggezza antica per significare che molti di noi predicano bene e razzolano male e in questa pratica non sono esclusi coloro che per definizione dovrebbero esserne immuni. In questi ultimi anni in Italia avviene l’opposto. Si dicono tante cose sbagliate ma non si fa, di certo, l’opposto nella pratica di vita. Mi riferisco alla propaganda razzista che si instilla nelle menti fatta di piccole e in apparenza insignificanti cose. Si dice, ad esempio, che tutti gli arabi sono integralisti, fanatici, incivili e il risultato lo riscontriamo nei nostri rapporti con gli immigrati di quei paesi. Si dice che il meridione d’Italia è controllato dalla mafia, che pullula di comitati d’affari truffaldini e si fa di tutta l’erba un fascio. Scoprire, invece, che la malavita organizzata non è un primato di una regione rispetto alle altre e che non si pone limiti geografici è colto quasi con indifferenza e persino con scetticismo. Ho imparato sulla mia pelle da emigrante in Australia ad essere preso di mira dal razzismo di taluni australiani perché rinunciavano a capire che vi potesse essere una presenza d’Italiani diversificata e che non erano, indistintamente, persone violente e pronte ad accoltellare chicchessia sia pure dopo una provocazione. Ma  l’amarezza maggiore l’ho provata allorché mi trasferii per ragioni di lavoro in Piemonte. Fui ben presto consapevole che in alcuni ambienti ero guardato con sospetto, mi sopportavano a malapena. Niente, beninteso, di particolarmente sgradevole, ma trattato come una persona che si accetta ma non si gradisce. Questo clima oggi tende a rinfocolarsi per la propaganda martellante della lega antimeridionalista e ostile per gli extra comunitari. Così si risvegliano sentimenti che avremmo voluto seppelliti per sempre, perché non si progredisce se partiamo dal presupposto che vi è un qualcosa di superiore se la pelle è di un certo colore, se gli occhi sono a mandorla o meno, se si parla un dialetto e non un altro e via di questo passo. E la rabbia, alla fine, ha il sopravvento se non sono pochi coloro che mi scrivono ricambiando l’ostilità riscontrata al Nord con altrettanta seminata al Sud per il Nord e così finiamo per diventare ciò che non vorremmo essere e che in tutta coscienza credo, come italiani, non lo siamo stati del tutto da almeno 150 anni a questa parte. E ora il carico da novanta lo mette Bossi con le sue stravaganze come il trasferimento della Consob a Milano e persino Berlusconi che ha trasformato il suo domicilio di Arcore in una sorta di duplicato di Palazzo Chigi a Roma tanto che chi intende manifestare nei suoi confronti non si presenta nella capitale ma va direttamente ad Arcore. E poi non si dica che dobbiamo seguire l’esempio di chi ci guida perché il suo dire e il suo fare sono la stessa cosa. Sono un veleno senza un antidoto che si propina nelle menti e tende a distruggerci. L’unico modo per ovviarlo è di cercare di ragionare con la propria testa e di esserne conseguenti lasciando ai compagni di Ulisse il richiamo suadente delle sirene. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Coisp polizia: veglia sotto Montecitorio

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Roma 27/7/2010. “Se qualcuno ci chiederà il perché di una veglia sotto il Palazzo di Montecitorio sapremo cosa rispondere. Perché questo Governo ha ucciso la “sicurezza”, che con una pugnalata ha trafitto la funzionalità di tutte le Forze di Polizia, e noi stiamo vegliando su di essa”. E’ questa l’ultima provocazione di lotta e di protesta che lancia Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia.
“Un Governo che vive di apparenza, parole, che getta fumo negli occhi e che non riesce a stabilire quali siano le vere priorità per un intero Paese. Un Governo che necessariamente deve essere smascherato – continua il Segretario Generale del Coisp – ed al quale non smetteremo di far sentire il nostro fiato sul collo. Quindi, chi pensa che le nostre proteste terminino qui, si sbaglia. E di grosso!! La pausa estiva servirà solo per rigenerarci, per segnare un nuovo punto di partenza e per organizzare nuove forme di lotta da mettere in atto in autunno. Annunciamo già da ora un autunno caldo e di piazza del Sindacato di Polizia per continuare a sbugiardare il Governo Berlusconi con un vero e proprio braccio di ferro per far capire concretamente ai cittadini che Ci hanno pugnalato alle spalle!”.  “Se qualcuno ha pensato con la sicurezza e la legalità di poter fare il gioco delle tre carte – conclude  Franco Maccari – si sbaglia: noi i bari siamo abituati a scoprirli ed a smascherare il loro gioco falso. E lo faremo anche questa volta”.

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Roma: Veltroni e la politica delle apparenze

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

“Veltroni ha lasciato Roma e i suoi quartieri con lavori di urbanizzazione mai partiti, scuole e mercati rionali lasciati a metà, questione nomadi ingestibile e mai pianificata, bilancio in rosso, servizi AMA inesistenti, strade insicure e invase dalla prostituzione”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “Oggi – prosegue Santori – stiamo cercando di rispondere a queste inefficienze con impegno e mille difficoltà, tra il nervosismo dei cittadini e l’intolleranza dei quartieri verso l’Amministrazione, cercando in tutti i modi di far recuperare quella fiducia che è svanita a causa della mala amministrazione di Veltroni. Credo che l’ex Sindaco debba rispettare Roma e soprattitto il suo appuntamento con l’Africa”.

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Alcuni numeri sul diabete

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Nel mondo ci sono più di 170 milioni di diabetici. Questo numero è destinato ad aumentare ad almeno 300 milioni nel 2025, a causa dell’aumento della popolazione, dell’invecchiamento, ma soprattutto come conseguenza dell’assenza di esercizio fisico e di una alimentazione corretta. In Italia almeno due milioni di persone hanno il diabete ed almeno 1 milione non sa di averlo. Di fronte a questi dati, di certo ragguardevoli, si misura l’efficienza di un sistema sanitario che dovrebbe, in primo luogo, privilegiare la prevenzione che va ad investire, necessariamente, altri campi della medicina come quella dello sport e della alimentazione. Ma vi sono anche altre ricadute su affezioni che solo in apparenza si possono dire a se stanti poiché il diabete facilmente porta complicanze che investono altri organi del nostro corpo ed il tutto si riallaccia ad un sistema di equilibri fisici che risultano fortemente alterati nel loro insieme. E non è detto che all’origine di tutto sia il diabete. A monte ben altre insidie si possono celare dietro una emicrania, un mal di pancia o un doloretto che va e viene qui e là del nostro corpo. Su tutto prevale la necessità di una attenta prevenzione e si conclude con efficaci forme riabilitative e nel mezzo vive e vegeta un rapporto tra medico e pazienze che vorremmo più “dialologico” ed introspettivo possibile.
Il diabete meglio definito come diabete mellito, che significa “dolce” è una condizione nella quale il nostro corpo non è capace di utilizzare lo zucchero presente nel sangue (glucosio) e lo accumula alzando la glicemia (che significa zucchero nel sangue). Esistono due forme di diabete; Il diabete di tipo uno: (che di solito colpisce bambini ed adolescenti) nel quale il nostro corpo non è più capace di produrre insulina, e per vivere si ha bisogno di somministrarla con piccole iniezioni. Il diabete di tipo 2 (che di solito colpisce gli adulti, ma l’età media si sta sempre più riducendo) nel quale il nostro corpo produce insulina in modo adeguato e quella che fa viene utilizzata male.
L’iter diagnostico per il diabete mellito. Esso prevede la raccolta della storia familiare e l’osservazione di segni e sintomi; la misurazione del livello glicemico ed un test da carico orale di glucosio. Il controllo glicemico viene eseguito a digiuno e su prelievo venoso. In tali condizioni una glicemia uguale o superiore a 126 mg/dl, in più di una circostanza, conduce ad una diagnosi di diabete mellito. Nel caso di una glicemia compresa tra 110 e 125, si parla di alterata glicemia a digiuno, In quest’ultimo caso è opportuno eseguire un esame chiarificatore: il testi da carico orale di glucosio (Ogtt).

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La morte di fronte al mistero della vita

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

E’ un concetto rovesciato intenzionalmente. E’ la vita, infatti il vero e più autentico mistero mentre la morte è l’unica certezza che ci resta. Come si nasce? Scientificamente ci è noto forse sin nei più minuti dettagli, ma non ci è possibile indagare oltre sulla ragione ultima che ci fa vivere, ragionare, operare e soffrire, essere carnefice e vittima di una determinata situazione prima di giungere all’ultimo capitolo, all’ultima pagina e all’ultima parola e segno di punteggiatura. Vediamo sovente sul volto di talune persone i segnali della sofferenza, ma essa non ci fa rinunciare alla vita. Tutt’altro. Resistiamo oltre ogni misura e se vi è qualcuno che rinuncia esso è un’eccezione e mai una regola. Siamo così attaccati a questo mistero della vita, che si snoda giorno dopo giorno, che riusciamo a superare molti ostacoli, a volte in apparenza insuperabili, perché sappiamo bene che è questo e non altri l’arcano che dobbiamo scoprire. Non a caso ci affidiamo ad una professione di fede, invochiamo, nelle nostre preghiere, la presenza di un Dio e dei suoi riconosciuti rappresentanti, proprio perché ci confortino per le nostre sofferenze, per le nostre ansietà terrene. Intercediamo persino per i morti come se essi hanno bisogno delle nostre preghiere per ritornare tra di noi. Tutto sembra legarsi alla vita perché essa è l’unica dimensione che riconosciamo, perché è l’unico mistero che vorremmo disgelare e che ci sembra più alla nostra portata.

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“Ci metto la faccia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2009

berraSi terrà dal 22 al 25 aprile 2009 presso lo Spazio IEAC di Corso  Sempione 9 a Milano la Mostra personale di Thomas Berra, dal titolo “Ci metto la faccia”, promossa e organizzata dall’Associazione d’Arte e d’Artisti. Il volto è la porta della nostra anima, tramite esso riusciamo a far trapelare ciò che il nostro io percepisce: esso include i capelli, la fronte, le sopracciglia, gli occhi, il naso, le guance, la bocca, le labbra, i denti, la pelle e il mento. Il viso è il mezzo attraverso il quale si esprimono le espressioni facciali, apparenza e identità, nonché fonte di attrazione.Essoè il veicolo principale che ci caratterizza che ci fa ricordare alle persone, veniamo identificati tramite esso, veniamo spiati e osservati ogni giorno, poiché esso è la nostra maschera naturale. C’è chi lo decora, chi lo camuffa, chi lo ricostruisce, chi lo distrugge, chi lo vende o chi lo compra. C’è chi non può più vedere il suo volto e chi non si stancherebbe mai di vederlo. Insomma, è una parte fondamentale della vita.In questa mostra l’artista vuole “metterci la faccia”, presentando una serie di ritratti in un percorso che vuole suggerire un insieme di emozioni trasmesse appunto dal volto,inteso come forma di espressione e riflessione. Tra i ritratti vi sono anche personaggi che influenzano il percorso di questo giovane artista conferendo, alla propria pittura, un segno deciso e incisivo. Thomas Berra, nato a Desio (Milano) nel 1986, studente all’Accademia delle Belle Arti di Brera di Milano, inizia il suo percorso artistico a soli 6 anni sotto la guida del prof. Aldo Cancheri. Dopo la sua prima personale a Milano nel 2005 sono seguite innumerevoli mostre a Milano, Bologna, Napoli, Roma e Parigi. Ha pubblicato cataloghi personali e figura anche su libri d’arte con citazioni di illustri critici (immagine berra)

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