Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘appelli’

Immigrazione clandestina: allarmi che non si possono ignorare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

immigrazione-via-mare“Non si può più fingere di non comprendere i segnali d’allarme e gli appelli ripetuti da chi ha tutta la competenza e l’autorità per farli in tema d’immigrazione clandestina. La politica si è macchiata di troppa incompetenza e indifferenza fino a qui ma, di fronte alla sicurezza del Paese e alla stessa tenuta democratica messe in discussione, agire è assolutamente doveroso e improcrastinabile. Le degenerazioni di un fenomeno epocale come l’immigrazione di massa di questi anni stanno producendo, alimentando ed addirittura sostentando situazioni di illegalità gravissima. L’Italia sta di fatto consentendo di tenere in piedi un sistema che non solo non si traduce in alcuna seria accoglienza solidale, ma addirittura sfocia nello sfruttamento dei nuovi schiavi laddove si consente che gli immigrati che davvero sfuggono da guerre e torture non trovino alcuna seria possibilità di un futuro migliore, venendo anzi inseriti in circuiti di abbandono, trattamento indegno e povertà che li portano spessissimo sulla strada dell’illegalità; laddove non si è in grado di filtrare seriamente, severamente e tempestivamente tra chi deve essere accolto e aiutato e chi non deve assolutamente varcare i confini nazionali; laddove non si interviene in maniera massiccia per stroncare i traffici di migranti e per stabilizzare le situazioni che li spingono a fuggire dai loro paesi proteggendoli in loco, ma addirittura si chiude un occhio davanti alle poco chiare attività di chi oggi, inchieste alla mano, risulta agire in posizione ambigua e comunque controproducente rispetto agli obiettivi ed alle regole che il Paese tenta di far rispettare. E’ assurdo e intollerabile, specie quando si sente un’autorità come un Procuratore parlare di ‘problemi di ordine pubblico e di tenuta del sistema’ all’orizzonte, ripetendo peraltro una denuncia che noi facciamo da mesi. La politica deve agire subito, in maniera seria e concreta, perché le Forze dell’Ordine sono già allo stremo e non si potrà andare avanti così a lungo”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, torna sul tema dell’immigrazione clandestina e rincara la dose dopo le ultime notizie relative non solo alle inchieste delle Procure di Catania, Palermo e Cagliari a proposito dei dubbi sollevati a proposito dell’attività delle Organizzazioni non governative che si spingerebbero volutamente troppo oltre per il recupero dei migranti, ma anche al coinvolgimento del Viminale che ormai punta l’attenzione sulla questione, nonché al lavoro dell’intelligence che va nella medesima direzione. Particolarmente allarmanti, in proposito, le dichiarazioni del Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che ha parlato di prove certe di contatti diretti tra scafisti e alcune Ong esprimendo forti dubbi: “Non siamo affatto sicuri che alcune Ong facciano un lavoro pulito. Quando, all’inizio dell’operazione Sophia anche le navi militari stavano a ridosso delle acque libiche, abbiamo chiesto di farle arretrare e così è stato. Le ong invece sono sempre lì”. “Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti – ha detto ancora Zuccaro – non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo; telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all’improvviso staccano i trasponder sono fatti accertati”.“Si tratta di cose troppo gravi perché non si reagisca di conseguenza – conclude Maccari –. Indipendentemente dall’evoluzione giudiziaria, è chiaro che si punta qui il dito contro un problema che non viene affrontato e gestito in maniera corretta e tale da consentirne di tenerne le redini. Un problema che ha mille altre manifestazioni altrettanto gravi sui nostri territori, dove Forze dell’Ordine e Militari sono sempre più spesso bersaglio di fenomeni criminali e di aggressioni da parte di clandestini, rispetto ai quali oltre tutto operano con regole d’ingaggio e con strumenti normativi inadatti, obsoleti, contraddittori e assolutamente inefficaci a consentirci di tutelare sufficientemente se stessi e gli altri”.

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Sudan: appelli di pace

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) mette in guardia da una nuova crisi umanitaria in Africa orientale. Nelle regioni di frontiera tra Sudan e Sudsudan circa 3 milioni di persone vivono grazie agli aiuti alimentari. In caso di guerra la loro situazione sarebbe ancora più disperata. Questo da solo è già un motivo sufficiente per tentare di evitare una guerra tra i due paesi, e se fosse necessario anche ricorrendo alla minaccia di sanzioni a meno che non siano disposti a tornare al tavolo delle trattative. In Sudsudan 2,7 milioni di persone subiscono le conseguenze di un cattivo raccolto e dipendono quindi dagli aiuti internazionali. Inoltre nelle regioni di conflitto di Abyei, Kordofan meridionale e Nilo Blu, nelle regioni di confine tra Sudsudan e Sudan, vivono circa 245.000 profughi che devono essere assistiti. Nella lunga guerra civile tra Sudan e Sudsudan sono morte dal 1955 ad oggi più di due milioni e mezzo di persone. Gli esodi di massa, la messa in fuga della popolazione e il genocidio non possono ripetersi. Non vi è e non vi può essere alcuna alternativa alla tavola delle trattative per risolvere le questioni ancora aperte tra i due paesi. Ma poiché sembra che i governi di entrambi i paesi siano pronti a costringere a una nuova guerra le loro popolazioni già stremate non resta che la pressione internazionale. Soprattutto il Sudsudan potrebbe essere convinto a cambiare idea all’ultimo momento poiché le possibili sanzioni colpirebbero duramente questo paese costituitosi solo da pochi mesi. Per il periodo dal 2011 al 2013 l’Unione Europea ha infatti assicurato al Sudsudan un aiuto allo sviluppo di 200 milioni di Euro. Gli Stati Uniti partecipano alla ricostruzione del paese con un impegno finanziario ancora maggiore. Giovedì scorso il presidente sudsudanese Salva Kiir si è rifiutato di ritirare le sue truppe dalla zona occupata di Heglig e ha dichiarato di non voler accettare alcuna ingerenza internazionale.

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Appello al popolo degli astensionisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

Ejemplo de voto nulo. Típica papeleta para vot...

Image via Wikipedia

I sondaggi d’opinione rilevano una costante negli umori dell’elettorato italiano che ruota intorno al 30% degli elettori che dichiarano di volersi astenere dall’andare al voto. Le motivazioni sono diverse e ritengo del tutto valide. Ma nello stesso tempo mi rendo conto che salire sull’Aventino come atto di sdegno e di sfiducia per ciò che i politici fanno e promettono con intenti menzogneri, è un atteggiamento suicida. Lo è in quanto non ci si astiene sconfiggendo la politica, ma favorendone i suoi oscuri disegni in quanto astensionisti o no è la politica che continua a fare il suo corso, se non peggio, essendosi privata di quel dissenso che l’avrebbe indebolita se non costretta a cambiare rotta. Non possiamo privarci di una possibilità che la democrazia, sia pure con molti se e ma, ci offre per esprimere i nostri sentimenti, condizionare il nostro dissenso o consenso e per lasciare tutto sommato un segno, un richiamo, un avvertimento, ma in forma attiva. Lo possiamo fare solo partecipando e non estraniandosi poiché votanti o no la politica continua a dominare la nostra vita quotidiana. Si tratta solo di capire come si può imbrigliare il sistema e a condizionarlo con il voto. Pensiamo alla proposta di votare i partiti minori, quelli che si sono mostrati più antisistema e che danno fastidio ai maggiori. Pensiamo alla proposta di chi vorrebbe la nascita del “partito degli astensionisti” (che vanno al voto, ovviamente) con propri candidati, ma con personalità del tutto nuove e con la possibilità di fare piazza pulita dei soliti noti. Non dimentichiamo che se solo i due terzi degli astensionisti andassero al voto e lo facessero in uno dei due modi indicati avremmo un partito del 20%, e forse più se trascinasse nel consenso anche gli indecisi, che avrebbe la forza di rappresentare l’ago della bilancia nel governo del Paese. Perchè dovremmo perdere questa occasione? D’altra parte la scelta delle candidature non dovrebbe essere un problema se ci guardiamo bene intorno e ci rendiamo conto che esistono persone giuste più di quanto non si possa credere e capaci di figurare con più efficacia e autorevolezza gli interessi generali del Paese. Meditate gente, meditate “astensionisti”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Lo stato unitario affonda nella “monnezza” napoletana

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Quel “grillo parlante” che si chiama Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X in uno dei suoi ultimi scritti si sofferma sulla “monnezza napoletana” e si chiede, emblematicamente, perché da quando si è riacutizzata l’emergenza rifiuti a Napoli, il napoletano che siede al Quirinale, non emette più accorati appelli all’unità del paese, secondo lui, imprescindibile ed imperativo dogma valido erga omnes. E soggiunge: “Eppure io ho visto intere scolaresche obbligate ad imparare a memoria un inno nazionale che nessun bambino conosceva, lunghe file di alunni indottrinati che indossavano maglie con su stampato un cuore e la scritta Italia (starebbe per: io amo l’Italia …) percorrere le strade varesine, eppure io vedo tanti danari sprecati negli inutili festeggiamenti del 150° anno dall’unità”. E qui la riflessione amara: “Ma cosa festeggiano, e perchè obbligano i bambini ad imparare l’inno nazionale? Se nessuno lo ha insegnato loro, è forse perchè non frega nulla a nessuno della unità d’Italia. E allora, perchè usare la coercizione perchè lo imparino e lo ossequino? Perchè l’Italia non è un paese unito, ecco perchè. Perchè l’Italia è un paese mantenuto unito con la forza, ecco perchè. Perchè Napoli non è Verona, ecco perchè. Perchè la monnezza napoletana non la vuole nessuno, che non sia ideologicamente e pregiudizievolmente orientato. Mi chiedo sempre perchè un lombardo, un veneto, un piemontese differenzi e smaltisca i propri rifiuti ed un napoletano si rifiuti di differenziare e smaltire i propri.  Questa è l’icona dell’unità italiana: c’è chi è sotto la coercizione statale della legge e chi no. Ma i napoletani no, loro no. I napoletani sono esentati dal costruire un edificio secondo la prescrizione della legge, essi sono esentati dall’obbligo di smaltire i propri rifiuti, sono esentati dal rispetto della Legalità. Questa non è l’icona di una unità nazionale, ma ne rappresenta l’atto finale.  Siamo al capolinea di un sogno nazionalista per alcuni e di un incubo impossibile per altri. Questa unità del paese è ampiamente dimostrato che non esiste nei fatti. Festeggiarla in queste misere condizioni, amplifica solamente il sentimento di indignazione dei meridionali che non si riconoscono nella napoletanità e nel centralismo romano, ed irrita considerevolmente le popolazioni settentrionali, costrette ad una osservanza della legge che, rilevano, non è ugualmente applicata ed obbligatoria per tutti”. Eppure, aggiungiamo, non siamo tanto pessimisti. E’ vero che nella stagione delle vacche magre i partiti come la Lega ci vanno a nozze nello stimolare gli egoismi, i bassi sentimenti di quanti cercano di attribuire agli altri le proprie manchevolezze e il separatismo, in questa visione, la fa da padrona. Ma noi non ce la prendiamo con La Lega ma con coloro che pur di restare attaccati ad una poltrona sono anche disposti a vendersi il Paese pezzo dopo pezzo. E’ questa la sola cruda realtà. (Riccardo Alfonso ww.fidest.it)

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Tasse ai limiti della sopportazione

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“Qui di poco meditato  c’è solo l’ostinazione con cui dal PDL continuano a mentire al Paese. Noi non vogliamo la patrimoniale e accusare il PD di essere il partito delle tasse, come fa Capezzone oggi, è uno schiaffo alla verità. In questi ultimi 3 anni di governo la pressione fiscale è arrivata ai livelli più alti di sempre: ha superato abbondantemente il 43%”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, Francesco Boccia, deputato PD, tra i fondatori dell’Associazione di Enrico Letta. “Purtroppo per loro – prosegue Boccia –  i numeri non si discutono e i numeri in questo caso parlano chiarissimo. Quanto agli appelli bipartisan, ricordiamo allo stato maggiore del PDL che, in 3 anni, hanno respinto ogni nostra proposta, dall’abbassamento delle imposte sui salari più bassi all’aumento del prelievo sullo scudo fiscale, dal salario d’inserimento alla reintroduzione del credito d’imposta su investimenti e occupazione, dall’abbassamento del costo del lavoro sull’IRAP all’aumento delle imposte sulle speculazioni finanziarie”. “Vogliono essere credibili? – si chiede in conclusione -. C’è una sola strada: recepire le nostre proposte su sviluppo e crescita e la mozione fiscale del PD approvata dal Parlamento”.

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Corruzione: E’ emergenza democratica

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

«In questi giorni di passione per la legalità, in cui l’immagine dell’Italia e quella dello stato di diritto sono messe a dura prova, leggere che servitori delle istituzioni utilizzano la loro posizione per rubare è disarmante». È il commento di Antonella Sassone, viceresponsabile romana dell’Italia dei Diritti, alla notizia dell’arresto per concussione di 4 militari – 2 ufficiali e 2 sottoufficiali – tutti di stanza presso la Cecchignola, in Roma.  A dare il via alla serie di arresti era stato, il 14 luglio scorso, quello del tenente colonnello dell’Esercito Paolo Fanteria, 49 anni, sorpreso nell’atto di intascare una mazzetta di 5mila euro.  I cinque militari avrebbero accumulato, a partire dal 2008, oltre 500mila euro, pari ad una fetta compresa tra il 10 ed il 20% del valore complessivo degli appalti di fornitura di beni e servizi oggetto di reato.  «Se coloro che sono naturalmente deputati alla protezione dello Stato lo utilizzano per imporsi come tiranni sulla comunità – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – c’è da gridare all’emergenza». Un sistema integrato di corruzione: individuata la fornitura, pagata la tangente, ottenuto il servizio. «Finchè c’è corruzione non ci può essere progresso, né materiale e né intellettuale – rilancia la Sassone – Stiamo diventando un paese sottosviluppato, in cui la barbarie di usi e costumi della classe politica dirigente e di parte delle forze dell’ordine impedisce di fatto la lotta a quel sistema clientelare ramificato ed esteso ad ogni livello della società civile, dagli appalti ai titoli di studio, dalle cariche elettive alle nomine dirigenziali».

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La Polverini e i precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

“Da sindacalista, la Polverini afferma furbescamente di impegnarsi a risolvere il problema dei precari della sanità, proprio laddove il commissario nominato dal governo Berlusconi ha fallito”. Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, risponde a Renata Polverini che in visita all’ospedale San Filippo Neri, sollecitata dal direttore generale del nosocomio capitolino, ha promesso un impegno forte per stabilizzare i duemila precari della sanità laziale, partendo dall’accordo già sottoscritto, ma poi disatteso, con i sindacati. L’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro si dice sorpreso dalle dichiarazioni della Polverini che, “dimenticando i suoi trascorsi da sindacalista, ormai in vista delle elezioni, si esercita in appelli elettorali di improbabile realizzazione, piuttosto che formulare valide proposte per una sanità pubblica migliore. Auguriamoci solo che la candidata del centrodestra – conclude Tortosa – si preoccupi davvero di tutelare i tanti precari che non arrivano alla fine del mese, e non di raccontare favole per prendere i voti”.

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Sicurezza stradale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

“Per l’ennesima volta abbiamo assistito a iniziative di sensibilizzazione per il triste e grave fenomeno, per altro lungi dall’essere risolto, degli incidenti stradali dovuti a cause legate a responsabilità individuali, che sicuramente potevano essere evitati. Mi duole dover constatare che i familiari delle vittime continueranno ancora a protestare e a manifestare il loro dolore per i tragici eventi da cui sono stati colpiti, ma purtroppo tali manifestazioni resteranno inutili se dall’altra parte le istituzioni continueranno a essere sorde agli appelli, trincerate dietro il cinismo e l’egoismo dei propri rappresentanti”. Con queste parole Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, esprime il suo commento sulla “Giornata Mondiale di Memoria per le vittime della strada”, celebratasi il 15 novembre. In Italia ogni anno perdono la vita 7 mila persone a causa di incidenti stradali o perché vittime di pirati della strada, 18 al giorno, 145 mila sono i  ricoveri ospedalieri, più di 300 mila i feriti. “Purtroppo – conclude preoccupato il leader del movimento nazionale – duole constatare che i comportamenti realmente pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada vengono sottovalutati. Come per esempio alcuni passaggi col rosso in incroci tristemente noti. Mi auguro che prima o poi qualcuno si svegli e pensi realmente a risolvere concretamente questo problema e che siano sempre meno le famiglie a piangere vittime della strada, a cui va la nostra assoluta vicinanza. Non esito a ritenere responsabili di molte morti alcuni organi istituzionali, decisionali e di controllo”.

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Il rimborso elettorale ai partiti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

La Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa, organo astensionista di vigilanza politico-sociale del Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto, insediatasi il 22 febbraio 2008 con proprio regolamento notificato alle alte Cariche dello Stato, in riferimento ai risultati delle elezioni europee 2009, e nel rispetto delle analisi di approfondimento specifico spettanti ai partiti e ai movimenti politici, pone in evidenza il forte incremento astensionistico in tutte le sue forme.  Senza entrare nel merito delle cause che hanno spinto circa venti milioni di elettori (dieci milioni in più rispetto alle politiche del 2008) a non recarsi alle urne o a non esprimere alcun valido consenso (schede bianche e nulle), questa Commissione rinnova gli appelli già lanciati in passato, in particolare prima e dopo le elezioni politiche 2008, su alcune questioni legate all’attuale legge elettorale, riguardanti le frazioni astensionistiche dell’elettorato. I problemi fatti emergere si riferiscono:  all’annosa questione dei sondaggi che non evidenziano mai i dati relativi alla scelta astensionistica dell’elettorato; alla cronica mancanza, ad ogni livello mediatico del pubblico dibattito politico elettorale, della informazione sulle motivazioni di ogni forma astensionistica, programmata e non, da parte di gruppi o movimenti organizzati che all’astensionismo aderiscono, nelle competizioni politico-amministrative e non solo referendarie;  alla vergognosa questione del rimborso elettorale spettante ai partiti che raggiungono i quorum previsti dalla legge che però, in maniera del tutto opinabile e indebita, si “spartiscono” anche le quote di rimborso comprendenti gli astensionisti, in violazione dei più elementari principi etici, comportamentali e di buon esempio. Questi fondi, si ribadisce, non possono essere attribuibili a nessuno proprio in virtù della mancanza di consenso ad alcun partito. Questa Commissione riafferma, anche in questa occasione, che se i partiti sono legittimati dalla volontà espressa dagli elettori ad appropriarsi del rimborso loro dovuto, non possono in alcun modo “allungare le mani” anche sulle quote riconducibili all’elettorato astenuto”.

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Genitori insorgono contro Alemanno

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2009

Mentre il sindaco Alemanno a piazza Vittorio partecipava all’inaugurazione della manifestazione ‘La scuola in festa – la mia città si chiama Roma’ genitori, studenti e insegnanti di alcune scuole romane lo accoglievano a suon di fischi. Alessandro Calgani, responsabile per Roma dell’Italia dei diritti dichiara: “E’  un periodo in cui tutti vengono scontentati, sono convinto che se i tagli sono necessari bisogna identificarli in maniera opportuna e non tutto indistintamente”. Secondo i manifestanti contrari alle politiche del ministro Gelmini, c’è ben poco da festeggiare e le problematiche che sta vivendo il mondo della scuola impediscono d’immaginarla valorizzata e rispondente alle esigenze degli utenti. Della stessa opinione l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro che prosegue: “La scuola è fondamentale per costruire e contribuire allo sviluppo della nostra città. Ho assistito e conferito proprio ieri con alcuni rappresentanti scolastici cittadini, che lamentavano il doversi appellare al contributo delle famiglie degli studenti per reperire carta per fotocopie e detersivi per le pulizie. – Conclude Alessandro Calgani – E’ paradossale mascherare iniziative di festa con una situazione allo sbando”.

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