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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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Appello ai rivoluzionari di Hong Kong: Fermatevi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Stanno per massacrarvi tutti. Si lotta da vivi non da morti. Consentiteci di aiutarvi. Ma qualcuno, di quelli la cui voce si possa sentire un po’ dovunque, e che ovviamente non è in qualche modo prono alla Repubblica Popolare di Cina, perché non dice ai manifestanti di Hong Kong di smetterla, di fermarsi subito: così come stanno procedendo non potranno che essere massacrati, se non vogliono essere gli ennesi eroi morti ricordati da tutti i sofferenti del mondo, un po’ anche per la propria ipocrisia di non riconoscere di non aver fatto nulla che non portasse a quanto accaduto.
Ma come, diranno i rivoluzionari liberali di tutto il mondo, mentre sorbiscono il proprio té nelle loro stanze super-informatizzate e dai loro corsivi pubblicati sui massimi giornali liberal, o comunque no-China, … ma come, “questi portenti della libertà contro il divoratore comunista, simboli della libertà di un Paese che non ne ha e che ne vorrebbe tanta, devono essere incoraggiati, altro che…”. Altro che… cosa? Incoraggiati a morire? Visto come logicamente si stanno sviluppando le vicende e che le reazioni del regime non potranno che essere sempre più violente e mortali. Oppure c’è qualcuno dei capi o dei leader di un qualunque Stato del mondo (a parte gli altrettanto disperati di Taiwan) che ha preso posizione a loro favore, col rischio di farsi chiudere i rubinetti dall’import e dall’export dell’economia cinese? Giammai, ché tutti in un modo o nell’altro crollerebbero, visto che della Cina non ne possono fare a meno. Non c’è riuscito il presidente
Donald Trump con quei furbacchioni tecnologici della Huawei… o forse (solo per fare un esempio “divertente”) qualcuno pensa che il nostro attuale ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, con le sue arance siciliane, potrebbe fare qualche minaccia dissuasiva ai capi cinesi? Suvvia!!
Chi a Hong Kong si rivolta ha mille ragioni: nati e cresciuti in una colonia britannica mantenuta con i guanti e ritrovarsi nel regime maoista… non è carino. Ma è così.
O forse qualcuno crede che la “fiamma di Hong Kong” se continua, con qualche “mortarello” qui e là, si estenderà fino ai confini con la Mongolia, la Russia, il Nepal, il Kazakistan, il Myanmar, la Thailandia, etc? Suvvia: la politica è realtà non sogno. Ed è la politica che può cambiare le cose, non i massacri (a parte quelli dei cambiamenti climatici…).
Perciò a questi rivoluzionari di Hong Kong c’è da dare un solo consiglio: fermatevi!! Da morti non servite né alla causa, né a voi né al resto del mondo che vi guarda dalle loro case sicure. Vi vogliamo vivi.
Nessun Paese al mondo farà propria la vostra battaglia, e visto che le “deleghe” che alcuni leader mondiali hanno dato ai media per sostenervi col massimo della informazione non fermeranno mai il governo cinese.
Avete solo due strade davanti a voi: nascondetevi mimetizzandovi da comuni cittadini cinesi o lasciate Hong Kong per qualunque altra parte del mondo che non sia la Cina e i suoi alleati ideologici. Non chiedete asilo, ché nessun ve lo darà, perché nessuno vuole che l’import e l’export economico tra la Cina e il proprio Paese possa essere compromesso. Affidate alle numerose, e anche organizzate, associazioni che nel mondo combattono per le libertà civili e umane: le uniche che oggi potrebbero non dover sottostare ai ricatti economici e politici della Repubblica popolare cinese di cui non volete fare parte. Fuori da Hong Kong, vivi e non in un qualche cimitero dove le vostre tombe sarebbero presidiate dalla polizia col rischio che diventino foriere di altre vittime e di altri cadaveri come il vostro. Solo altrove, lontani, in contatto con coloro che avranno avuto lo stomaco di mimetizzarsi ad Hong Kong per fare le sentinelle nascoste di un’idea (dire un “progetto”
sarebbe allo stato decisamente ardito), potrete continuare a lottare per la libertà del vostro Paese.
Ci saranno dei Paesi/Stati che vi sosterranno? Non vi aspettate nulla, almeno ufficialmente. I vostri nemici non sono i poliziotti che vi hanno cominciato a massacrare nelle strade di Hong Kong, ma sono le politiche economiche del mastodonte maoista, in patria e soprattutto nel resto del mondo. E se riuscite a comprendere questo, vi sarà evidente che morire per le strade di Hong Kong non serve a voi e a nessun altro: il mondo si cambia da vivi non da morti! Date a noi, umani presunti liberi, la possibilità di potervi aiutare, cosa che non possiamo fare oggi con inutili presidi davanti a qualche ambasciata cinese nei nostri Paesi.
La lotta davanti a voi, e davanti a tutti noi, è lunghissima. Sicuramente andrà molto oltre le nostre esistenze. Ma va costruita in un contesto di estrema difficoltà, non contando i morti per le strade di Hong Kong e commuovendoci davanti agli scranni mediatici.Questo è l’inizio, che non potrà mai raggiungere l’obiettivo a medio termine. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Appello WWF Italia per il nuovo Piano di Azione Nazionale sui pesticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Per l’evento, promosso dal WWF Italia in collaborazione con Federbio e la Coalizione #StopGlifosato, decine di persone si sono ritrovate in luoghi simbolici di numerose città e campagne per comporre la frase “Stop Pesticidi”, scattare una fotografia ed inviarla con un’azione coordinata sui social network (Twitter, Facebook e Istagram) ai decisori politici.Con questo evento il WWF Italia, ha voluto attirare l’attenzione sulla revisione del Piano di Azione Nazionale (PAN) sui pesticidi, scaduto lo scorso 12 febbraio, ed ancora in corso di aggiornamento da parte dei tre Ministeri competenti. Il prossimo 17 aprile si riunirà il Comitato Tecnico Scientifico per l’esame finale della nuova versione del PAN Pesticidi, che entro la fine di questo mese dovrebbe essere sottoposta a consultazione pubblica. Le Regioni, le Associazioni, i comitati, gli ordini professioni, le Associazioni di categoria, ma anche singoli cittadini, avranno 60 giorni di tempo per presentare le loro osservazioni e proposte di emendamenti al Piano.Il WWF Italia, insieme alle Associazioni che aderiscono alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio, chiede al Governo e alle Regioni alcune modifiche sostanziali per il nuovo PAN Pesticidi che dovrebbe prevedere divieti, limiti e regole vincolanti sull’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, nella manutenzione delle strade e ferrovie e all’interno delle città per la gestione del verde pubblico e privato (orti e giardini), colmando le lacune della precedente versione del Piano che lo hanno reso di fatto inefficace rispetto agli obiettivi di riduzione dei rischi da pesticidi, come invece imponeva la Direttiva europea del 2009 (2009/128/CE).In particolare il nuovo PAN Pesticidi dovrebbe indicare con priorità i seguenti obiettivi:
Ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e gli agricoltori fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale.
Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette deve essere vietato l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti.Adottare tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e agli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città.
Prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017.Definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di pesticidi di norma vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi.
Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo.
Il ricorso ai pesticidi dovrebbe avvenire solo dopo avere adottato pratiche agroecologiche alternative all’uso dei prodotti chimici di sintesi, come già avviene in agricoltura biologica. In particolare le Associazioni riunite nella Campagna “Cambia la Terra”, promossa da Federbio, chiedono che il nuovo PAN Pesticidi indichi con chiarezza l’obiettivo del 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale condotta con il metodo biologico entro il 2030, utilizzando meglio le risorse della PAC attuale e della futura PAC post 2020.

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100 anni dall’Appello ai Liberi e Forti di Luigi Sturzo

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

La sera del 18 gennaio 1919, dall’albergo Santa Chiara di Roma, veniva diffuso l’appello A tutti gli uomini liberi e forti, con l’annesso Programma in 12 punti del Partito popolare italiano [Ppi]. Il progetto o il “sogno” di Luigi Sturzo, fondatore del partito, e la prospettiva del popolarismo non furono solo quelle di aprire le porte dello Stato ai cattolici, bensì, e in modo più ampio, di inaugurare un inedito e comune impegno di tutte le forze politiche per la costruzione della democrazia italiana.
In tutta la sua breve storia il Ppi incontrò incomprensioni e ostacoli, dentro il mondo cattolico e fuori di esso, nonché tra gli stessi propugnatori del rinnovamento democratico, che rallentarono la sua azione fino a bloccarne l’impegno per le riforme.
Anche se fallito il progetto del partito, il popolarismo sturziano rappresentava e rappresenta ancora una eredità di idee e di progetti disponibili per l’affermazione e la difesa della democrazia costituzionale. L’Istituto Luigi Sturzo, per celebrare quel particolare avvenimento, sta portando avanti una serie di iniziative scientifiche con l’obiettivo di valorizzare la figura e l’opera del sacerdote siciliano e costruire percorsi di riflessione storica in grado di attualizzare il popolarismo come cultura politica.

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Appello a Papa Francesco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

Ci siamo commossi sino alle lacrime sulla bontà e il carisma di questo Papa. A ben considerare si tratta di un discorso che va avanti da secoli nel quale la Chiesa ha sempre voluto dimostrare la sua vicinanza alla povera gente per consolarla, per affidarla alla felicità che non è di questo mondo. Ciò che oggi chiediamo alla Chiesa di Roma e a tutte le professioni di Fede è di essere conseguenti ai loro insegnamenti. Quando si afferma che esiste un altro diritto che è quella di vivere perché le religioni tentennano limitandosi a pregare sui cadaveri di milioni di bambini che ogni anno muoiono di fame e per mancanza di medicine e non escono dalle loro ridotte per ribellarsi alla logica imperante di chi considera aberrante l’equa ripartizione delle risorse, vivendo del superfluo, mentre manca il necessario a miliardi di esseri umani?
Se incontrassi il papa gli direi: Santo padre oggi non è più il tempo della sola preghiera. Occorre essere conseguenti poiché diventa sempre più stridente quel diritto a metà che dona la vita per riprendersela imponendo la miseria e l’abbandono a miliardi di suoi figli. Oggi la sofferenza non è il frutto del sacrificio individuale ma la conseguenza degli egoismi di una minoranza di satrapi che fa delle proprie ricchezze il risultato di uno sfruttamento indecoroso dei propri fratelli sino a condurli alla morte. (Servizio Fidest)

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Crisi libica: Preoccupazioni di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 settembre 2018

“Un’informativa urgente del governo sulla rapida evoluzione della crisi in Libia”. A richiederla in una lettera inviata ai rispettivi presidenti di Senato e Camera i capigruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama e Montecitorio, Luca Ciriani e Francesco Lollobrigida. Per Fratelli d’Italia, infatti, “un’ulteriore destabilizzazione della Libia rischia di avere gravi ripercussioni rispetto all’intensificarsi del traffico di migranti clandestini trasportati in Italia”, ed è “opportuno che il governo solleciti il sostegno armato della Comunità internazionale al governo legittimo di Tripoli e ponga finalmente con forza l’esigenza della immediata istituzione di un blocco navale al largo delle coste libiche per fermare il flusso migratorio”. In particolare, sotto accusa il comportamento della Francia “spregiudicata nell’agire fuori i propri confini per perseguire il proprio esclusivo interesse nazionale”, e che esporrebbe l’Italia ad “una vera e propria aggressione da parte di uno Stato membro della Ue e alleato militare della Nato”. “Un comportamento inaccettabile – precisano Ciriani e Lollobrigida – che riteniamo debba essere quanto prima censurato nelle competenti sedi internazionali”.

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Articolo 21 rilancia appello per liberazione Oleg Sentsov

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Un appello internazionale per chiedere la liberazione di Oleg Sentsov, regista ucraino da 1560 giorni in carcere, e in sciopero della fame da 100, è stato rilanciato in queste ore da Articolo 21 che con Amnesty Italia segue la vicenda del filmaker detenuto in una prigione – colonia in Siberia e sempre più debilitato. “Le foto del volto emaciato di Oleg Sentsov, che ha perso 30 chili nei 4 anni che ha già trascorso in carcere dei 20 ai quali è stato condannato da un tribunale russo, hanno mostrato al mondo quanto drammatiche siano le sue condizioni” si legge nell’editoriale di Antonella Napoli che racconta la storia di Oleg e della sua protesta per sé e per tutti gli altri detenuti politici ucraini.
“La situazione si è aggravata nelle ultime settimane – scrive Napoli – L’impatto di quelle immagini nelle quali si riconosce a stento l’autore di “Gamer”, lungometraggio che racconta il dramma di un adolescente ossessionato dai videogiochi, opera che ha ricevuto molti premi a livello internazionale, è stato talmente forte da spingere la Corte di Strasburgo a ‘condannare’ la Russia per le mancate cure garantite al detenuto e le Nazioni Unite a chiederne l’immediato rilascio”.”È evidente a tutti che la salute di Sentsov, in veloce deterioramento, lo metta a rischio ogni giorno di un collasso. Ed è per questo che sosteniamo e rilanciamo l’appello di Onu, organizzazioni per i diritti umani e esponenti del mondo della cultura e del cinema alla Russia affinché garantisca la giusta assistenza e scarceri al più presto Sentsov” conclude l’editoriale di Articolo 21.

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Caporalato: Un appello contro l’indifferenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

“In pochi giorni ha raccolto centinaia di adesioni l’appello “Il caporalato uccide, l’indifferenza pure” lanciato dal sociologo e ricercatore Marco Omizzolo e da Bruno Giordano, magistrato presso la Corte di Cassazione, che hanno invitato tutti i cittadini a non voltarsi dall’altra parte e a guardare in faccia il fenomeno del caporalato contribuendo a superarlo perché ci riguarda tutti. Un invito che Articolo 21 ha raccolto subito e rilanciato con convinzione. Il caporalato e le condizioni del lavoro in agricoltura sono temi che l’associazione segue da anni anche in collaborazione con Marco Omizzolo e su cui ha sempre tenuto acceso i riflettori raccontando le storie di questi lavoratori e le minacce ricevute da chi le denuncia”.
È quanto annuncia in una nota Articolo 21, che ha raccolto e rilanciato l’appello del sociologo e ricercatore Marco Omizzolo e da Bruno Giordano, magistrato della Corte di Cassazione, per rompere il fronte dell’indifferenza sul caporalato.

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Ebola- Appello da RD Congo del Rappresentante Rotigliano

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

“A Mbandaka stiamo affrontando un’epidemia di ebola, dichiarata l’8 maggio. Questa epidemia ha una caratteristica preoccupante: quella di avere dei casi sia in ambiente urbano – in una città come Mbandaka che ha più di un milione di abitanti e che si trova sul fiume Congo, un’arteria che unisce tutte le grandi città del paese – sia in zone più remote, come nelle boscaglie; purtroppo una di queste zone si trova su un lago, che ha poi una connessione col fiume: il rischio è che la malattia si propaghi al di fuori di questa zona. Attualmente abbiamo registrato 35 casi, più 2-3 alert da verificare, ma negli ultimi due giorni non ci sono stati nuovi casi. Di questi 35, 4 si sono verificati a Mbandaka, mentre gli altri fuori: se riusciamo a mettere sotto osservazione tutte le persone che sono state a contatto con questi malati, la prospettiva è di contenere la diffusione di malattia nelle prossime settimane, sperando che non escano dei casi da ceppi diversi rispetto a quelli sotto osservazione. La percentuale di decesso per i malati si assesta intorno al 50%. Rispetto all’epidemia in Africa Occidentale del 2014-2015, questa volta la comunità internazionale si è mossa immediatamente: questa volta dopo il secondo caso siamo arrivati immediatamente sul posto e abbiamo cominciato le attività. Certo per mettere su tutta la logistica ci è voluto un po’. Per fortuna l’UNICEF aveva un ufficio a Mbandaka e quelle 18 persone lì sono state fondamentali perché proprio all’inizio c’eravamo solo noi.
Raggiungere tutte le persone colpite è complicato. Per coloro che vivono in ambiente urbano la difficoltà è solo quella di identificarli e sapere dove sono, mentre è molto più complicato poter raggiungere coloro che vivono nelle boscaglie. Lì interveniamo noi dell’UNICEF con l’OMS e il Governo: tutta l’equipe che si muove attorno a questa epidemia. È un intervento che funziona proprio perché lavoriamo tutti insieme. Per esempio, quando abbiamo saputo che si era verificato un caso, abbiamo mandato a Iboko, un piccolo villaggio non tanto lontano da Mbandaka, una macchina con un team di tre persone, che è rimasto lì 10 giorni.
Ora stiamo portando motociclette o biciclette, perché le strade sono quasi inesistenti ed è difficile muoversi in macchina. Durante queste operazioni ci si muove come si può e si cercano i malati: si va dalle famiglie, si parla con loro e si offre assistenza. Questo è fondamentale, perché se non si guadagna la fiducia delle comunità, non si combatte l’ebola. L’ebola si trasmette attraverso il contatto, non è una malattia come il morbillo, il vaiolo o l’influenza: bisogna toccare i fluidi dei malati e poi una mucosa del proprio corpo, in questo modo il virus si trasmette.
L’UNICEF sta mobilitando le comunità, attraverso persone di spicco che possano parlare con la gente, e sta lavorando con i bambini in tutte le scuole che si trovano nelle zone colpite, parlando con loro. I bambini sono bravissimi: imparano subito, sono pieni di entusiasmo e dopo la formazione seguono le indicazioni, non si toccano più, si salutano da lontano con la mano. Sono degli agenti di cambiamento, e poi tutto quello che hanno appreso lo portano a casa. Inoltre, in ogni scuola mettiamo acqua clorata per lavarsi le mani, termometri. Ogni mattina ogni bambino viene controllato, si deve lavare le mani e gli si misura la febbre. Perché se un bambino ha la febbre viene messo in osservazione in attesa dell’arrivo del personale medico che possa aiutarlo.Come abbiamo visto nel 2014-2015, l’ebola è una malattia pericolosa. Abbiamo avuto tanti casi anche di persone espatriate, se non mettiamo la malattia sotto controllo ci possono essere dei rischi. Penso che sia fondamentale aiutare il lavoro che stiamo facendo. Spero che arrivi tutto il contributo possibile, perché se continuiamo con questa rapidità, collaborazione ed efficienza ce la possiamo fare”.

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Meloni: appello a Mattarella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

“Presidente Mattarella, noi non abbiamo condiviso alcuna delle scelte che ha fatto nelle ultime settimane. Però l’Italia è sotto attacco e l’Italia non può permettersi in questo momento né un governo che vada in Aula prendendo forse 20 voti per farci ridere dietro dal mondo; né di tornare a votare il 29 luglio o il 5 agosto con l’attacco finanziario della speculazione in atto. Allora un gesto di responsabilità deve arrivare da tutti, soprattutto da chi si considera un patriota. Noi abbiamo da chiederle: provi a fare l’unica cosa che non ha fatto sinora, dare un incarico a chi era arrivato primo alle elezioni, al centrodestra, per formare un governo e verificare se in Aula – anche grazie magari all’astensione di altri partiti con la stessa responsabilità – c’è la possibilità di formare un governo, di calmare la situazione internazionale e di occuparci dei problemi degli italiani. O in subordine, c’è comunque una maggioranza che si è formata in queste settimane: era la maggioranza che metteva insieme la Lega e il M5S. Era pronta a fare un governo e aveva stipulato un contratto di governo. Noi siamo stati critici, però arrivati a questo punto siamo anche disponibili a rafforzare quella maggioranza con Fratelli d’Italia, perché crediamo che bisogna fare tutto quello che c’è da fare in questo momento per tirare fuori l’Italia dalla situazione di caos nella quale rischia di gettarsi. Presidente, ci rifletta perché non avremo molto altro tempo”. Così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia in un video pubblicato su Facebook.

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Appello per Afrin

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Parma. Da parte dei docenti del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale dell’Università di Parma. Ad Afrin l’esercito turco non solo sta uccidendo centinaia di civili e distruggendo una intera città, ma sta annientando una esperienza delle più avanzate di democrazia partecipata, confederale, multietnica e multiconfessionale.L’Amministrazione autonoma di Afrin ha lanciato un appello in cui chiede che “le organizzazioni internazionali condannino questi barbari attacchi” e che si provveda ad aiutare le decine di migliaia di profughi che abbandonano la città. Tra questi “ci sono bambini, anziani, feriti senza cibo né acqua”.L’imbarazzante silenzio delle nostre Istituzioni sulle responsabilità della Turchia, nostro alleato NATO, ci riempie di sdegno. La situazione in Rojava pone seri problemi morali e non solo diplomatici e politici. L’indifferenza di fronte a queste atrocità, infatti, mette in serio pericolo i fondamenti democratici del nostro stesso vivere collettivo. Non è possibile attendere oltre.

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Ecco perchè il MoVimento 5 Stelle fa paura ai partiti e alle lobby

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 gennaio 2018

alessandro di battistaAppello di Alessandro Di Battista: “Siamo agli sgoccioli, manca molto poco alle prossime elezioni politiche. Il MoVimento 5 Stelle ce la può fare, se riusciremo a fare una grande campagna elettorale. Io credo che riusciremo a vincere le prossime elezioni, ci credo tanto, vedo i partiti politici che si difendono reciprocamente, che tentano di spaventare gli italiani per un possibile governo del MoVimento 5 Stelle. Lorsignori sono terribilmente spaventati e hanno anche ragione: faremo nuove leggi sui costi della politica e sul taglio dei vitalizi, sulla creazione di una banca pubblica di investimento per le imprese gestita dallo Stato. Abbiamo norme pronte sulla trasparenza bancaria, per la tutela del risparmio dei cittadini, norme anticorruzione. Abbiamo pronto il Reddito di cittadinanza per rendere la povertà illegale. Oltretutto, se passasse il Reddito di cittadinanza, si annienterebbe il voto di scambio, un cancro del nostro paese e certi soggetti politici senza voto di scambio non verrebbero mai eletti. Per questo vi chiediamo un sostegno economico: Luigi sta girando l’Italia e io anche nel mese di febbraio partirò, sarà qualcosa di grande come il Costituzione Coast to Coast. Anche se non sarò candidato per me non cambia niente, sosterrò il MoVimento 5 Stelle, il mio unico obiettivo è vincere le elezioni, permettere al Movimento 5 Stelle di andare al governo e a Luigi Di Maio di essere il futuro presidente del consiglio.Sosteneteci con una donazione: http://www.movimento5stelle.it/programma/donazioni.html Sapete come come siamo, abbiamo rifiutato 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, ci siamo tagliati tanti soldi dei nostri stipendi e questo è il segnale di credibilità che noi mettiamo sul piatto e attraverso il quale ci sentiamo assolutamente in diritto di chiedervi un sostegno volontario. Microdonazioni, perché attraverso le microdonazioni noi riusciamo a fare la nostra campagna elettorale. E soprattutto non dobbiamo dire grazie a nessuno, a parte l’unico nostro lobbista: il popolo italiano”. (foto: alessandro di battista)

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Leaders delle Nazioni Unite fanno appello per una revoca immediata del blocco umanitario in Yemen

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

unicef1ROMA/GINEVRA/NEW YORK – “Anche se la coalizione militare a guida saudita ha in parte revocato il recente blocco allo Yemen, la chiusura di gran parte degli accessi via aerea, via mare e via terra sta peggiorando di molto una situazione già catastrofica. Lo spazio e l’accesso di cui abbiamo bisogno per consegnare l’assistenza alimentare sono soffocati, e sono in pericolo le vite di milioni di bambini e di famiglie vulnerabili. Insieme, facciamo un altro appello urgente alla coalizione affinché permetta l’ingresso di rifornimenti salva-vita in Yemen in risposta a quella che è, ora, la peggiore crisi umanitaria al mondo. I rifornimenti, che includono medicine, vaccini e cibo, sono essenziali per combattere malattie e morte per fame. Senza di essi, migliaia e migliaia di vittime innocenti non sopravviveranno, e tra di loro ci sono moltissimi bambini.Oltre 20 milioni di persone, inclusi oltre 11 milioni di bambini, hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. Almeno 14,8 milioni di persone mancano di assistenza medica di base e l’epidemia di colera ha causato oltre 900.000 casi sospetti.Circa 17 milioni di persone non sanno se mangeranno domani e 7 milioni sono totalmente dipendenti dagli aiuti alimentari. La malnutrizione grave acuta sta minacciando le vite di almeno 400.000 bambini. Con lo scarseggiare dei rifornimenti, salgono alle stelle i prezzi alimentari, mettendo altre migliaia ancora di persone a rischio.Anche con una revoca parziale del blocco, il World Food Programme stima che ulteriori 3,2 milioni di persone soffriranno la fame. Senza cure, 150.000 bambini malnutriti potrebbero morire nei prossimi mesi. Privare così tante persone dei principali mezzi di sopravvivenza è un atto immorale e una violazione del diritto umanitario.Si ha un bisogno disperato di carburante, di medicine e di cibo – il cui ingresso nel paese è al momento bloccato – se si vogliono proteggere le vite umane. Senza carburante, smetteranno di funzionare la catena del freddo dei vaccini, i sistemi di rifornimenti idrici e gli impianti di trattamento delle acque reflue. E senza cibo e acqua pulita, la minaccia della carestia cresce di giorno in giorno.
Stiamo già assistendo alle conseguenze umanitarie del blocco: la difterite si sta diffondendo rapidamente con 120 casi diagnosticati e 14 morti – per lo più bambini – nelle ultime settimane. Abbiamo vaccini e medicinali in transito verso lo Yemen, ma il loro accesso nel paese è bloccato. Almeno un milione di bambini rischiano ora di contrarre la malattia.“La più vasta epidemia di colera al mondo sta riducendosi e il numero di nuovi casi è diminuito per l’ottava settimana consecutiva dopo il picco degli oltre 900.000 casi sospetti. Se l’embargo non sarà revocato, il colera tornerà a riacutizzarsi.Tutti i porti del paese, compresi quelli nelle aree controllate dall’opposizione, devono essere riaperti senza indugio. Questo è l’unico modo per le navi noleggiate dalle Nazioni Unite di consegnare il vitale carico umanitario di cui la popolazione ha bisogno per sopravvivere. I voli del Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite – in entrata e in uscita dallo Yemen – devono ricevere immediatamente l’autorizzazione a riprendere le operazioni. Lo staff delle Nazioni Unite in servizio in Yemen non ha potuto spostarsi, nemmeno in caso di assistenza medica urgente.”Il tempo stringe e le scorte di medicinali, cibo e altri aiuti umanitari stanno esaurendosi. Il costo di questo blocco viene misurato nel numero di vite perse. “Se qualcuno di noi, nella propria quotidianità, vedesse una bambina in pericolo di vita, non cercherebbe di salvarla? In Yemen, si tratta di centinaia di migliaia di bambini, se non di più. Abbiamo cibo salvavita, medicine e rifornimenti necessari a salvarli, ma dobbiamo avere l’accesso che, al momento, viene negato.”A nome di tutti coloro le cui vite sono in pericolo imminente, ribadiamo il nostro appello a consentire l’accesso umanitario in Yemen senza ulteriori ritardi.”
Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

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Malaria: appello dei ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

malariaUn forte appello a sostenere con adeguati investimenti la ricerca italiana nella lotta alla malaria – attraverso una lettera aperta ai Ministri della salute, Beatrice Lorenzin, e dell’università e ricerca, Valeria Fedeli – viene dai ricercatori della rete nazionale di ricerca sulla malaria Italian Malaria Network (IMN). Il network riunisce 10 tra le principali università, strutturate nel Centro Interuniversitario per la Ricerca sulla Malaria (CIRM), e l’Istituto Superiore di Sanità. L’appello giunge “non casualmente alla vigilia della Conferenza sulla Salute organizzata dalla Presidenza Italiana del G7” e alla luce dei recenti fatti di cronaca nazionali oltre che della segnalazione da parte “dei colleghi britannici della Oxford Tropical Medicine Research Unit della diffusione nel sud-est asiatico di forme di malaria resistenti ai più recenti trattamenti farmacologici”, ricorda la lettera. “La malaria resta infatti oggi, nonostante un’importante riduzione della mortalità del 60% ottenuta dagli inizi del secolo, un problema di salute globale di dimensione planetaria e una fonte di ritardo nello sviluppo economico di molti Paesi, specialmente nell’Africa subsahariana”, continua il documento, ricordando come “l’Europa e l’Italia non sono un mondo a parte: l’intensità dell’attuale movimentazione globale di merci e persone espone anche i Paesi dove la malaria è stata eliminata al rischio che il trasporto di zanzare o persone infette possa reintrodurre questa malattia, sia con episodi isolati, ma non per questo meno gravi, come dimostrano le cronache recenti, sia, come nel caso della Grecia tra il 2010 e il 2013, con focolai epidemici sostenuti dalle zanzare autoctone”. Il nostro Paese vanta una lunga tradizione di successi nella lotta alla malaria – basti ricordare la scoperta da parte di Giovan Battista Grassi, condivisa con l’inglese Donald Ross, della zanzara quale vettore della malattia. Come sottolineano i ricercatori: “organizzando la Conferenza sulla Salute del G7, che si terrà a novembre a Milano, [l’Italia] ha una grande opportunità per dimostrare il suo ruolo di leader nella ricerca e nell’innovazione su temi sanitari di impatto globale. Il nostro Paese ha già contribuito all’ideazione, alla creazione e al successo del Fondo Globale per la lotta contro la malaria, la tubercolosi e l’Aids e lo scorso anno, durante la V Conferenza per il rifinanziamento del Fondo, si è distinto per aver incrementato più degli altri stati membri il proprio impegno finanziario con l’erogazione di 140 milioni di euro per il triennio 2017-19. L’Italia inoltre ha aderito all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, in cui la lotta alla malaria è inclusa nell’ Obiettivo 3 – Good health and well-being (target 3.3). Recentemente, in occasione di diversi appuntamenti internazionali, il nostro Governo ha confermato questo impegno dichiarando di considerare l’attenzione all’Africa una priorità, proponendo nuovi investimenti e interventi di sviluppo e cooperazione.” “I ricercatori attivi in Italia nella lotta contro la malaria – prosegue la lettera – vi rivolgono questo appello dal momento che tutte le dichiarazioni e gli impegni internazionali continuano ad ignorare il fatto che oggi, in Italia, esiste ed opera, pur tra grandi difficoltà, un gruppo di malariologi con esperienza multidisciplinare, che si occupa di ricerca scientifica di base sul parassita e i vettori, di ricerca clinica integrata e farmacologica, nonché di attività di cooperazione e di formazione nel campo della lotta alla malaria. Vi chiediamo un concreto sostegno alla ricerca italiana per la lotta contro la malaria, che annunciato in concomitanza con la Conferenza di Milano costituirebbe un segnale importante, in linea con le linee programmatiche sostenute dalla nostra Presidenza del G7, e anche un significativo sprone agli altri Grandi a continuare e a rafforzare ulteriormente il proprio impegno. È preoccupante osservare che dal 2000 al 2015, in un periodo in cui l’impegno finanziario internazionale nella lotta alla malaria è cresciuto di venti volte e i maggiori Paesi industrializzati europei, quali Gran Bretagna, Olanda, Francia e Germania, hanno continuato a destinare consistenti risorse economiche allo studio di questa malattia, il finanziamento pubblico italiano riservato alla ricerca malariologica è stato praticamente nullo. I pochi gruppi di eccellenza attivi in questo campo hanno vissuto e vivono quasi esclusivamente grazie a fondi ottenuti da agenzie internazionali o fondazioni private.”“I gruppi della malariologia italiana rivolgono dunque a voi questo appello perché ritengono che l’importante e valido impegno del nostro Paese di devolvere ingenti fondi alla comunità internazionale e all’Africa per lo sviluppo della salute globale e il contrasto delle malattie della povertà corra il rischio di essere vanificato se non accompagnato dal complementare impegno a costruire e sostenere in Italia la ricerca scientifica necessaria al raggiungimento di quegli obiettivi. La qualità e ampiezza delle competenze della ricerca malariologica italiana garantiscono che dedicare oggi fondi alla ricerca in questo settore permetterà all’Italia di eccellere nei settori della diagnostica, controllo, prevenzione e terapia della malaria, di essere protagonista nelle future collaborazioni internazionali in questo campo, e di contribuire con una prospettiva solida e di lungo periodo alla scomparsa della malaria dal nostro pianeta”, sono le conclusioni.

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Appello a papa Francesco

Posted by fidest press agency su sabato, 23 settembre 2017

papa francescoQuesto papa mostra d’avere un carisma particolare e lo deve alla sua sensibilità nel percepire gli umori popolari e di farsene interprete come nel caso recente dei preti pedofili e dei loro fiancheggiatori.
A ben considerare si tratta di un discorso che va avanti da secoli nel quale la Chiesa ha sempre voluto dimostrare la sua vicinanza alla povera gente per consolarla, per affidarla alla felicità che non è di questo mondo. Ciò che oggi chiediamo alla Chiesa di Roma e a tutte le professioni di Fede è di essere conseguenti ai loro insegnamenti e di pensare all’oggi e non al mondo dei morti. Quando si afferma che esiste un altro diritto che è quella di vivere perché le religioni tentennano limitandosi a pregare sui cadaveri di milioni di bambini che ogni anno muoiono di fame e per mancanza di medicine e non escono invece dalle loro ridotte per ribellarsi alla logica imperante di chi considera aberrante l’equa ripartizione delle risorse, vivendo del superfluo, mentre manca il necessario a miliardi di esseri umani?
Se incontrassi il papa gli direi: Santo padre oggi non è più il tempo della sola preghiera o dei moniti verbali. Occorre essere conseguenti poiché diventa sempre più stridente quel diritto a metà che dona la vita per riprendersela imponendo la miseria e l’abbandono a miliardi di suoi figli. Oggi la sofferenza non è il frutto del sacrificio individuale ma la conseguenza degli egoismi di una minoranza di satrapi che fa delle proprie ricchezze il risultato di uno sfruttamento indecoroso dei propri fratelli sino a condurli alla morte. E’ il tempo delle scelte di campo e del risveglio delle coscienze e delle azioni concrete. (Riccardo Alfonso)

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Appello al popolo degli astensionisti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

elezioni1I sondaggi d’opinione rilevano una costante negli umori dell’elettorato italiano che ruota intorno al 40% degli elettori che dichiarano di volersi astenere dall’andare al voto. Le motivazioni sono diverse e ritengo del tutto valide. Ma nello stesso tempo mi rendo conto che salire sull’Aventino come atto di sdegno e di sfiducia per ciò che i politici fanno e promettono con intenti menzogneri, è un atteggiamento suicida. Lo è in quanto non ci si astiene sconfiggendo la politica, ma favorendone i suoi oscuri disegni in quanto astensionisti o no è la politica che continua a fare il suo corso, se non peggio, essendosi privata di quel dissenso che l’avrebbe indebolita se non costretta a cambiare rotta. Non possiamo privarci di una possibilità che la democrazia, sia pure con molti se e ma, ci offre per esprimere i nostri sentimenti, condizionare il nostro dissenso o consenso e per lasciare tutto sommato un segno, un richiamo, un avvertimento, ma in forma attiva. Lo possiamo fare solo partecipando e non estraniandosi poiché votanti o no la politica continua a dominare la nostra vita quotidiana. Si tratta solo di capire come si può imbrigliare il sistema e a condizionarlo con il voto. Pensiamo alla proposta di votare i partiti minori, quelli che si sono mostrati più antisistema e che danno fastidio ai maggiori. Pensiamo alla proposta di chi vorrebbe la nascita del “partito degli astensionisti” (che vanno al voto, ovviamente) con propri candidati, ma con personalità del tutto nuove e con la possibilità di fare piazza pulita dei soliti noti. Non dimentichiamo che se solo i due terzi degli astensionisti andassero al voto e lo facessero in uno dei due modi indicati avremmo un partito del 20%, e forse più se trascinasse nel consenso anche gli indecisi, che avrebbe la forza di rappresentare l’ago della bilancia nel governo del Paese. Perchè dovremmo perdere questa occasione? D’altra parte la scelta delle candidature non dovrebbe essere un problema se ci guardiamo bene intorno e ci rendiamo conto che esistono persone giuste più di quanto non si possa credere e capaci di figurare con più efficacia e autorevolezza gli interessi generali del Paese. Meditate gente, meditate “astensionisti”. (Riccardo Alfonso)

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Appello congiunto al Ministro Lorenzin sul prezzo della Cannabis terapeutica

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

cannabis

Il prezzo di vendita al pubblico attualmente fissato per la cosiddetta Cannabis terapeutica rischia di compromettere la possibilità per le farmacie di realizzare le preparazioni magistrali a base di questa sostanza, a danno dei pazienti. L’importo di 9 euro al grammo, stabilito dal Ministero della Salute con il Decreto pubblicato lo scorso 3 giugno, è infatti inferiore a quello richiesto dai distributori per questa sostanza. Questa circostanza, che la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani aveva già segnalato in fase di istruttoria del provvedimento di fissazione del prezzo nazionale, fa sì che i farmacisti si trovino a pagare la materia prima – la Cannabis – una cifra superiore al prezzo della preparazione magistrale stessa, quindi costringendo il farmacista a operare in perdita. Di qui la richiesta di avviare un confronto urgente che le organizzazioni FOFI, FEDERFARMA, ASFI, ASSOFARM, FARMACIE UNITE , SIFAP e UTIFAR hanno rivolto al Ministro della Salute, Onorevole Beatrice Lorenzin. Al di là del caso particolare della Cannabis, si legge nella richiesta, è la stessa Tariffa nazionale dei medicinali che andrebbe rivista nel suo complesso. Infatti, benché la normativa preveda che la tariffa venga aggiornata ogni due anni per allineare gli importi all’andamento del mercato, gli importi oggi in vigore sono immutati da oltre vent’anni. In questo modo diviene sempre meno sostenibile economicamente la realizzazione delle preparazioni magistrali da parte delle farmacie, con un crescente disagio per i pazienti. E’ il caso di ricordare che i destinatari delle preparazioni sono in maggioranza pazienti fragili – neonati, bambini, persone affette da malattie rare – i cui bisogni clinici non trovano risposta nel farmaco di produzione industriale. In tempi di personalizzazione della medicina, è grave che uno dei principali strumenti per adattare le terapie ai bisogni individuali del paziente sia reso impossibile per motivi economici. Quello della Cannabis, in definitiva, è solo il caso più recente di prezzo inadeguato: la revisione della Tariffa nazionale, come previsto peraltro dalle leggi vigenti, non è più rinviabile.

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MED-EL: appello all’Assemblea Mondiale della Sanità per sconfiggere la sordità

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

OMSL’Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra ha adottato una risoluzione per affrontare il forte impatto che la sordità ha a livello globale. Oggi 360 milioni di persone nel mondo, circa il 5% dell’intera popolazione mondiale, sono affette da disabilità uditive e nonostante questo, la sordità rimane ancora il fanalino di coda nell’agenda sanitaria mondiale.MED-EL, leader mondiale nel campo degli impianti per l’udito, ha fatto appello per intervenire con urgenza ed affrontare uno dei problemi sanitari e sociali più importanti che colpisce la società di oggi.La perdita dell’udito non limita soltanto la comunicazione di un individuo, ne influenza l’educazione, la vita, il benessere sociale e l’indipendenza economica.
Nuovi studi hanno trovato una connessione tra la sordità e altri problemi di salute come il declino cognitivo, la depressione e la demenza – tra le malattie più gravi del prossimo decennio. L’impatto socio-economico è così significativo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che il costo annuo della sordità non trattata varia tra i 750 e 790 miliardi di dollari a livello globale.La maggior parte delle cause che portano alla perdita dell’udito potrebbero essere evitate e oggi sono disponibili soluzioni efficaci e convenienti, come ad esempio gli apparecchi acustici e gli impianti per l’udito, che sono in grado di restituire la capacità di ascoltare a persone affette da disabilità uditive gravi o profonde.In qualità di azienda leader nello sviluppo di tecnologie innovative per l’udito, come gli impianti cocleari, MED-EL ha collaborato con tutte le parti coinvolte a livello mondiale per rendere oms sedequeste soluzioni rivoluzionarie disponibili e accessibili a tutti.Ingeborg Hochmair, CEO di MED-EL e co-inventrice del primo impianto cocleare microelettronico e multi canale, ha affermato “La nostra azienda ha l’obiettivo di aiutare le persone affette da sordità a superare le barriere comunicative che questa disabilità comporta e siamo orgogliosi di ciò che siamo stati in grado di realizzare per loro in questi anni. Grazie a questo contributo e ad altre iniziative di sensibilizzazione, siamo impegnati costantemente nella battaglia mondiale contro la sordità.”Come primo passo in questa lotta, MED-EL ha partecipato alla tavola rotonda organizzata da HEARRING Group, a Ginevra lo scorso 23 maggio, durante la settimana dell’Assemblea Mondiale della Sanità. I rappresentanti di numerose organizzazioni, tra cui anche i paesi membri dell’OMS, si sono riuniti per esplorare ulteriormente la connessione tra l’invecchiamento della popolazione globale e l’aumento dei casi di persone affette da disabilità uditive.I partecipanti hanno discusso di come soluzioni efficaci contro la perdita dell’udito, tra cui gli impianti uditivi, possano aiutare a mantenere i sistemi sanitari globali sostenibili e condiviso consigli su come migliorare, a livello globale, le diagnosi, i trattamento, la riabilitazione e la cura di coloro che sono affetti da disabilità uditiva.

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Nuovo appello al governo per tutela dei posti di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

montecitorio

Roma “Nel corso dell’iter di approvazione alla Camera della cosiddetta Manovrina, Sapar ha avanzato proposte concrete e assolutamente responsabili per una riorganizzazione del settore orientata ai principi di equità e tutela delle piccole e medie imprese di gestione e dell’intero indotto occupazionale. Così come richiesto a gran voce dai nostri associati nel corso delle due manifestazioni indette a Montecitorio, e così come ribadito al Sottosegretario Pier Paolo Baretta, facciamo di nuovo appello al Governo affinché il senso di responsabilità e la difesa dell’occupazione prevalgano su tutto il resto. Vorremmo scongiurare l’ipotesi dell’astensione dalla raccolta, ma evidenziamo che le aziende con questi aumenti di tassazione «scellerati» non riescono più a sostenere i costi della raccolta. I margini sono esauriti”. È quanto dichiara Raffaele Curcio, Presidente di SAPAR, l’Associazione Nazionale Servizi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, la principale sigla associativa che riunisce e rappresenta le aziende di gestione degli apparecchi da intrattenimento del gioco pubblico e legale.”Se davvero l’obiettivo che si vuol raggiungere è la tutela delle persone più esposte e il contrasto ai fenomeni patologici, è necessario – aggiunge Curcio – che la riduzione del numero delle AWP avvenga con una contestuale riduzione del numero delle VLT. D’altra parte, proprio l’installazione delle VLT è stata autorizzata e definita in proporzione al numero della AWP, in particolare per il 14% di esse. Tutto questo può essere fatto entro il 31 dicembre 2017, attraverso un nuovo contingentamento che renda equa e sostenibile la riduzione degli apparecchi, senza prevaricazioni fra concessionari e gestori proprietari degli apparecchi, anzi arrivando ad un riconoscimento giuridico del ruolo stesso del Gestore. Allo stesso modo è necessario riequilibrare il livello della tassazione, spostando il prelievo sul cassetto degli apparecchi e incidendo anche su tutte le altre offerte di gioco”.E conclude: “L’associazione è sempre disponibile ad un confronto costruttivo con le istituzioni, a valutare osservazioni e contributi in termini di idee e proposte da tutti i protagonisti del settore. Ma Sapar rimarrà sempre fedele alla sua linea associativa orientata ad un unico obiettivo: la difesa delle piccole e medie aziende di gestione e la tutela degli uomini e delle donne che onestamente, e alla luce del sole, ogni giorno vi lavorano”.

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Appello Anief al Ministro Fedeli: introduca il diritto comunitario nei programmi scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 marzo 2017

corte di giustizia europeaLo scrive Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, nel giorno delle celebrazioni del 60° anniversario e della dichiarazione congiunta dei leader dei Ventisette Paesi aderenti: se lo Stato italiano vuole davvero potenziare tra i giovani le conoscenze della storia, del pensiero, dell’economia, della società e di tutti quei valori comuni da rintracciare nella storia europea fin dal Duecento, deve istituzionalizzarne la formazione. Ma se si escludono i progetti Comenius e Erasmus, nel nostro sistema educativo il tema europeo trova ancora troppo poco spazio: l’Europa non va ricordata per il solo pareggio del bilancio o per la tenuta dei conti pubblici, ma deve essere soprattutto promossa per la costruzione di uno Stato di diritto. Vi sono direttive stringenti sull’abuso dei contratti a termine, sull’organizzazione dell’orario di lavoro, sull’informativa e consultazione dei lavoratori, sul congedo parentale, che molti di noi ancora non conoscono, che a volte sono disconosciute dai Governi e che non abbiamo mai insegnato. Serve un progetto culturale, che parta dalle nostre scuole: altrimenti, non ci si può riconoscere in un’Europa quale patria comune.

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L’appello di Codici al Capo dello Stato: “Non firmi la legge “salvamedici”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

mattarella1L’Associazione Codici lancia un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinchè non firmi la legge #salvamedici.I casi di malasanità che vengono segnalati all’Associazione Codici sono sempre più numerosi, così come le vittime coinvolte e mentre i colpevoli continuano ad operare impuniti, la giustizia appare sempre più irraggiungibile. Con l’approvazione della Legge sulla Responsabilità Professionale, legge pensata e confezionata dal “Partito dei medici” contro i cittadini malati, sarà il paziente a dover dimostrare l’errore medico, in quanto risulta invertito l’onere della prova. Dunque, non solo il paziente non sarà minimamente tutelato in caso di errore medico, ma ci saranno gravi ripercussioni anche sul bilancio pubblico. E’ evidente che, con l’approvazione di questa legge, nessun avvocato farà causa al singolo medico, che risponde solo di responsabilità extracontrattuale, ma agirà nei confronti della struttura sanitaria, che, invece, risponde per responsabilità di natura contrattuale.Ciò significa che, essendo tutte le cause di responsabilità rivolte alla struttura sanitaria, questa voce si andrà a caricare ulteriormente sulle tasse dei cittadini in quanto questi procedimenti incideranno sul funzionamento degli ospedali e delle strutture sanitarie che gravano già sulle tasche dei cittadini.Codici chiede che il Capo dello Stato non firmi questa legge affinchè i cittadini vittima di errori medici e malasanità possano ottenere giustizia e opportuni risarcimenti. Altrimenti chi tutelerà il cittadino, chi difenderà i pazienti? Aderite alla petizione lanciata da Codici contro la legge #salvamedici. Possiamo ancora fermarli http://www.codici.org/home/petizioni/vota-contro-il-ddl-salvamedici.html.

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