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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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“E’ necessario guardare a migrazione e sviluppo con un approccio più globale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Lo ha affermato il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing. “Contrariamente a quanto si creda la migrazione non è solo un fenomeno Sud-Nord.” “Meno della metà dei migranti in tutto il mondo, infatti, si sposta da paesi in via di sviluppo verso paesi sviluppati.” I nuovi dati presentati nel rapporto mostrano che i migranti adulti che si muovono da Sud a Nord rappresentano solo il 40% del totale mondiale.
Circa il 33% dei migranti si muove tra paesi del Sud, il 22% tra paesi del Nord e il 5% dal Nord al Sud del mondo. Nel complesso, la migrazione migliora il benessere soprattutto per chi si trasferisce al Nord. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, sono i migranti che si spostano da Nord a Nord (tra paesi ad alto reddito), piuttosto che da Sud a Nord, a segnalare maggiori benefici. I migranti Sud-Nord risultano infatti meno propensi a sentirsi soddisfatti della loro vita rispetto a chi è nato nei paesi di destinazione. Le persone che migrano da Nord a Sud hanno esperienze contrastanti. Mentre, in un ambiente relativamente più economico, riescono a ottenere di più con il loro denaro, essi tendono ad avere un minor numero di contatti sociali e hanno meno probabilità di avere qualcuno su cui contare per un aiuto. Chi si sposta da Sud a Nord valuta invece la sua vita in modo simile, o leggermente peggiore, rispetto alle persone con un profilo analogo rimaste nel loro paese d’origine.
La migrazione Sud-Sud tra paesi a basso o medio reddito è in gran parte una questione di sopravvivenza, porta a pochi miglioramenti e i migranti continuano a dover affrontare grandi difficoltà, alla stessa stregua della popolazione locale. Di fatto, le condizioni di vita dei migranti nel Sud spesso sono uguali o peggiori rispetto a quelle che avrebbero sperimentato in patria se non avessero deciso di migrare. Molti affermano, infatti, di vivere peggio, di avere difficoltà nell’ottenere un alloggio adeguato, e di essere insoddisfatti delle loro condizioni di salute.
La maggioranza tende anche a essere pessimista riguardo al proprio futuro. Il rapporto fornisce anche una serie di nuove informazioni concernenti il rapporto tra migrazione e sviluppo. Ad esempio, anche se circa i due terzi dei migranti internazionali sono originari del Sud, le persone provenienti da paesi del Nord sono più propense a migrare. In effetti, le persone emigrate costituiscono tra il 3,6 % e il 5,2 % della popolazione del Nord, mentre nel Sud, gli emigrati rappresentano circa il 3% della popolazione. Questo rilevamento è impor-tante perché spesso si presume che le persone migrino a causa di una mancanza di sviluppo e che la migrazione diminuisca quando un paese diventa più sviluppato. I nuovi risultati suggeriscono inoltre che solo una minoranza di migranti invia rimesse. In realtà, solo l’8% dei migranti adulti nel Sud, e il 27% nel Nord, riferiscono di inviare un “aiuto finanziario” a dei parenti che vivono in un altro paese. Un altro luogo comune sfatato dal rapporto riguarda il livello di disoccupazione tra i migranti. Il tasso di disoccupazione globale per i migranti è di circa il 13%, contro l’8% delle popolazioni locali. E’ stato inoltre osservato siano ben sette milioni i migranti in movimento da Nord a Sud.
Si tratta, per esempio, di cittadini provenienti dagli Stati Uniti che si trasferiscono in Messico e in Sud Africa, ma anche di tedeschi che si spostano in Turchia e di portoghesi che vanno in Brasile. Questo sembra essere un trend migratorio emergente, che spinge a ripensare vecchie nozioni di migrazione e sviluppo, giacché sempre più persone si spostano da paesi sviluppati ai paesi meno sviluppati.
Il Rapporto Mondiale sulle Migrazioni 2013 pone infine l’accento sulla necessità di comprendere come il benessere dei migranti vari in base al luogo e all’esperienza personale. Questa variazione si nota, ad esempio, nell’effetto della migrazione sul benessere di diverse categorie di migranti, tra cui lavoratori migranti, studenti, migranti irregolari, migranti rientrati nel paese d’origine, o migranti in difficoltà a causa di conflitti o disastri ambientali. (Riccardo Alfonso)

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Roma necessita di un nuovo e diverso approccio alle dipendenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

laura baldassarre“Il problema sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti anche a causa di fenomeni emergenti come le ludopatie. In quest’ottica abbiamo visitato, assieme all’assessora Laura Baldassarre, la comunità terapeutica di Santa Maria della Pieve (Perugia). Si tratta di una struttura terapeutica di Roma Capitale e gestita dal Centro Italiano di Solidarietà Don Mario Picchi (CeIS). Il nostro metodo di lavoro è infatti incentrato sul contatto diretto e sull’interlocuzione con chi ogni giorno si misura con la realtà”. Lo riferiscono, in una nota congiunta, il capogruppo capitolino del M5S Paolo Ferrara e la Presidente della Commissione Capitolina Politiche Sociali e Salute Maria Agnese Catini.“La comunità di Città della Pieve – proseguono – rappresenta un esempio virtuoso, in quanto garantisce un percorso distinto in tre fasi mirate che approda in un totale reinserimento all’interno della società. Ciò avviene anche grazie alle competenze acquisite durante la riabilitazione: le persone sono ospitate in un luogo immerso nella campagna che ospita un orto vastissimo e variegato, una serra e stalle con maiali, galline e bovini e tutti gli strumenti necessari all’apicoltura. Abbiamo respirato un profondo e sincero senso di appartenenza, che motiva le persone e le rende parte integrante di un progetto. La dipendenza non deve diventare uno stigma, ma un problema da affrontare con una visione d’insieme finalizzata a un effettivo reinserimento”.“Occorre misurarsi con il tema delle dipendenze imprimendo una radicale inversione di rotta. Vogliamo quindi costruire una politica ad ampio respiro in materia, che consenta interventi interconnessi ed efficaci. Le azioni messe in campo sino a oggi sono state sconnesse tra loro, sulla base di una sterile improvvisazione. La nostra città merita progettualità e una proposta articolata che metta a sistema prevenzione, contrasto e recupero”, concludono.

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Approccio ingegneristico al cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

Philippine climateParma Lunedì 10 luglio con inizio alle 9.30 si svolgerà, al Centro Congressi del Plesso Didattico-Congressuale del Campus Scienze e Tecnologie dell’Università di Parma (via Langhirano), il Seminario “Approccio ingegneristico al cambiamento climatico: esperienze nazionali e internazionali”.L’evento è organizzato da Maria Giovanna Tanda, Marco D’Oria e Chiara Cozzi, del gruppo di ricerca sui cambiamenti climatici del Dipartimento di Ingegneria e Architettura – Unità di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Parma, insieme ad Alberto Montanari, docente del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna.Il seminario si propone di promuovere uno spazio di riflessione e confronto per gli ingegneri professionisti sul cambiamento climatico attraverso la presentazione di alcune significative esperienze in ambito nazionale e internazionale. In particolare, verranno mostrati alcuni degli strumenti e degli approcci metodologici già adottati e a cui i professionisti potranno fare riferimento per tradurre gli obiettivi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico in specifici criteri di progettazione.Dei numerosi campi dell’ingegneria interessati al cambiamento climatico, nel seminario si tratteranno prevalentemente le problematiche relative all’ingegneria delle acque nei diversi aspetti, quali la disponibilità delle risorse idriche, il drenaggio urbano, le piene fluviali, le alluvioni e le ricadute sui piani di adattamento al cambiamento climatico che gli Amministratori sono chiamati a mettere a punto.La partecipazione al Seminario è gratuita; per gli ingegneri sono riconosciuti 4 CFP come deliberato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Parma. Iscrizioni dal portale dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Parma entro mercoledì 5 luglio 2017. Gli studenti dei corsi di laurea magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e in Ingegneria Civile sono invitati a partecipare. L’evento è patrocinato dal Centro Acque–eu.watercenter dell’Università di Parma.

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Cellulite, la medicina estetica cambia approccio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

patrizia giardinoAddio bacchetta magica. Quando si parla di cellulite, la medicina estetica cambia approccio: non più focalizzato sul solo problema, ma più ampio, volto a considerare tutta la persona. Nasce così il “coaching anti cellulite”, un percorso guidato dove i trattamenti singoli lasciano il campo a quelli combinati e gli stili di vita giocano un ruolo importante. «Per contrastare l’inestetismo che interessa otto donne su dieci si scardinano alcuni vecchi paradigmi», premette Patrizia Gilardino chirurgo estetico di Milano. «Un cambio di approccio che va in due direzioni: innanzitutto, si valorizzano i trattamenti estetici combinandone più di uno alla volta. In questo modo i benefici che si ottengono in termini di risultati sono decisamente superiori e più duraturi. In secondo luogo, si va a guardare tutta la persona. La cellulite è infatti nella maggior parte dei casi il frutto di errate abitudini e non può essere combattuta semplicemente con qualche seduta. Occorre una visione più ampia che partendo dal benessere del paziente approdi al risultato estetico».Individuare il problema per arrivare alla soluzione, quindi. «Pur essendo legata a fattori genetici, la cellulite dipende spesso dalla ritenzione idrica, una non equilibrata alimentazione e poco movimento», prosegue Gilardino. Esistono dei trattamenti specifici che possono se non risolverla del tutto, quantomeno attenuarla. «Tenendo come base la carbossiterapia, è possibile abbinarvi la mesoterapia o le onde d’urto». Spiega la specialista: «Nel primo caso l’anidride carbonica, utilizzata per stimolare la rigenerazione cellulare, potenzia gli effetti di una mesoterapia, trattamento questo che riduce la ritenzione idrica, drena i tessuti dalle scorie e migliora la circolazione. Nel secondo, le onde d’urto agiscono direttamente sul metabolismo cellulare con un effetto rigenerativo importante. La modulabilità del trattamento consente di intervenire non solamente in presenza di cellulite ma anche con piccoli accumuli di grasso grazie alle onde planari. L’uso combinato con la carbossiterapia permette un’azione in profondità sia per combattere la cellulite sia per restituire alla pelle una maggiore tonicità».Il processo però non può fare a meno di guardare anche agli stili di vita. «Per essere veramente efficaci, i trattamenti necessitano che la paziente segua un percorso ben preciso dove un’alimentazione ben bilanciata e l’attività fisica rappresentano i cardini͙. Conclude Gilardino: «È un vero e proprio “coaching anti cellulite” dove il medico accompagna la paziente nel tempo con consigli su stili di vita, trattamenti ed eventuali integratori cui ricorrere per mantenersi al meglio nel tempo». (Patrizia Gilardino http://www.gilardinochirurgiaestetica.eu) (foto: patrizia giardino)

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L’approccio terapeutico del glaucoma sta cambiando

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

occhio umanoDal controllo pressorio alla neuroprotezione dell’occhio: l’approccio terapeutico del glaucoma sta cambiando perché è ormai dimostrato che l’abbassamento della pressione oculare può non essere completamente efficace se non associato a trattamenti neuroprotettivi. L’eziologia multifattoriale della malattia, infatti, sta conducendo alla ricerca di nuove strategie.
Il glaucoma è una malattia cronica caratterizzata dal progressivo danneggiamento del nervo ottico e dalla conseguente alterazione del campo visivo. L’aumento della pressione oculare è il principale fattore di rischio anche se questa patologia si può sviluppare in pazienti che hanno una pressione oculare normale. “Diversi studi hanno dimostrato che la riduzione della pressione oculare nei pazienti con glaucoma è in grado di rallentare significativamente la progressione della malattia ma non sempre riesce a fermarla” dichiara il professor Luciano Quaranta, Direttore del Centro per lo Studio del Glaucoma presso l’Università degli Studi di Brescia. “Le strategie messe in atto per ridurre la pressione oculare includono l’uso di colliri con principi attivi in grado di ridurre la produzione di umore acqueo o di aumentarne il deflusso dall’occhio, trattamenti laser o chirurgia. Ma le più recenti ricerche hanno evidenziato che non sempre la sola riduzione della pressione oculare è di per se sufficiente nel rallentare l’evoluzione della malattia. Sulla base di queste osservazioni si tende oggi a considerare la malattia come una forma di neurodegenerazione primaria delle cellule ganglionari retiniche”.Anche se la riduzione della pressione oculare rappresenta il “gold standard” per il trattamento del glaucoma, alcuni pazienti peggiorano malgrado abbiano raggiunto la loro pressione “target”. Negli ultimi anni, l’attenzione della ricerca, alla luce delle similitudini che esistono tra glaucoma ed altre neurotticopatie si è concentrata sulla funzione mitocondriale e sulle sue alterazioni. Il glaucoma porta a morte precoce le cellule ganglionari attraverso diversi meccanismi tra cui lo stress ossidativo, la neuroinfiammazione e la disfunzione mitocondriale.“Gli assoni delle cellule ganglionari retiniche sono ricchi di mitocondri necessari a produrre energia per la conduzione nervosa. La riduzione nella produzione di energia e l’aumento della produzione di radicali liberi a livello mitocondriale delle cellule ganglionari è da considerarsi un meccanismo chiave nell’eziopatogenesi del glaucoma che predispone alla morte le cellule ganglionari e i loro assoni, fenomeno noto come disfunzione mitocondriale” spiega il professor Quaranta.
Ecco perché nuove ricerche stanno puntando ad altri approcci terapeutici che agiscano proprio sulla cellula ganglionare della retina, i cui assoni formano il nervo ottico. “L’obiettivo” prosegue Quaranta “è quello di prevenire o ridurre la degenerazione del nervo ottico e di conseguenza il difetto del campo visivo. Ma soprattutto contrastare il trend epidemiologico che vede cinquemila italiani perdere la vista ogni anno. Inoltre, un ampio numero di pazienti (variabile dal 20 al 70% secondo le varie casistiche), soffre di una forma di glaucoma nel quale la pressione oculare è nell’ambito di valori di normalità. Ecco perché dobbiamo iniziare a pensare al glaucoma come ad una malattia neurodegenerativa che ha l’occhio come bersaglio”.Tra le varie sostanze ad azione anti-ossidante e bio-energetica, il Coenzima Q10, noto anche come ubiquinone, è considerato la più promettente per il trattamento del glaucoma. “Si tratta di una sostanza simile ad una vitamina presente in molte cellule eucariotiche soprattutto a livello mitocondriale. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che il Coenzima Q10 esercita un’attività neuroprotettiva ed è stato ampiamente studiato in varie forme di neurodegenerazione come la malattia di Parkinson, l’Alzheimer, la corea di Huntington e nella SLA” spiega il professor Quaranta. Il coenzima Q10 è oggi riconosciuto dalla comunità scientifica come un possibile approccio nel contrastare i complessi meccanismi di danno causati dal glaucoma.

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“Innovation & Growth: a process entangling public and private sectors”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

comoComo 17 e 18 settembre presso l’Auditorium Spazio dello Sheraton Lake Como Hotel il workshop sarà dedicato a “Innovation & Growth: a process entangling public and private sectors”. La linea guida del workshop sarà proprio il fenomeno dell’entanglement, l’intreccio indissolubile tra pubblico e privato, ricerca e industria, distruzione creativa ed evoluzionismo industriale, politiche economiche e finanza che, se non si trasforma in un groviglio, può portare magicamente al fiorire del processo innovativo.
Il workshop sarà suddiviso in sette sessioni durante le quali si parlerà del ruolo dello stato nel processo di innovazione, analizzando sia l’approccio liberale sia quello conservatore; delle politiche nazionali e regionali a supporto dell’innovazione; del rapporto di collaborazione tra le imprese e il mondo della ricerca e dell’università; degli incubatori e dei Parchi Scientifici Tecnologici; di proprietà intellettuale, analizzando sia l’approccio “open” sia quello “proprietario”; dei vari meccanismi di finanziamento e, infine, di alcune storie di successo come, ad esempio, quelle di Coelux e D-Orbit (Lomazzo, IT), Energy Power System (Troy, Michigan, US) e Amypopharma, (Milano, IT).Sarà possibile iscriversi fino al giorno prima del workshop al costo di 250 euro. La tariffa comprende workshop, coffee break, pranzi e cena sociale.Per gli studenti sono previste due tariffe speciali: 170 euro (workshop, coffee break, pranzi e cena sociale) e 110 euro (workshop, coffee break e pranzi; cena sociale esclusa).
Il workshop è organizzato con il sostegno di UNICREDIT (main sponsor), Università degli Studi dell’Insubria, Eldor Corporation, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, SysBio – Centro di Systems Biology (Università degli Studi Milano-Bicocca).

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Dolore cronico

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2013

Basilica of Sant'Apollinare Nuovo in Ravenna, ...

Basilica of Sant’Apollinare Nuovo in Ravenna, Italy: “Procession of the Holy Martyrs”. Mosaic of a Ravennate italian-byzantine workshop, completed within 526 AD by the so-called “Master of Sant’Apollinare”. (Photo credit: Wikipedia)

Da gennaio 2014 implementate due nuove sale operatorie nei presidi di Ravenna e Faenza.Già struttura d’eccellenza a livello regionale e nazionale, articolata sul territorio attraverso i 3 presidi ospedalieri di Ravenna, Lugo e Faenza, si appresta a venire ulteriormente potenziata. È l’Unità Operativa Complessa di Terapia Antalgica dell’AUSL ravennate, che nel corso dell’ultimo anno, tra consulenze e visite, ha erogato oltre 1.200 prestazioni, cui si aggiungono circa 400 sedute di agopuntura e 350 interventi infiltrativi.
Per le operazioni più invasive di chirurgia antalgica, da gennaio 2014 il centro si arricchirà di due nuove sale operatorie, che saranno implementate nei presidi di Ravenna e Faenza (finora l’unico attrezzato era quello di Lugo). Inoltre, per il dolore lombo-sacrale, l’armamentario strumentale comprenderà anche radiofrequenze pulsate e nucleo plastiche percutanee e, in stretta collaborazione con la Neurochirurgia Aziendale, vertebro e cifoplastiche. Trattamenti innovativi, eseguiti solo da pochi altri centri in Italia.In provincia di Ravenna, rifacendosi alla media nazionale, sono oltre 90.000 i pazienti affetti da dolore cronico, una sofferenza che perdura nel tempo, compromettendo la qualità di vita. Tra le cause più frequenti alla base del problema, e che spesso portano a richiedere un consulto presso l’U.O di Terapia Antalgica dell’AUSL, vi sono nel 50% dei casi le lombosciatalgie; il restante 50% è dovuto ad artrosi, nevralgie e patologie vascolari.“Prendiamo in carico diverse tipologie di dolore: oncologico, vascolare, neurologico, ortopedico, neurochirurgico”, dichiara il dottor Massimo Innamorato, Responsabile del Centro, che riceve i pazienti presso l’Ospedale di Lugo. “Unica struttura pubblica autorizzata a svolgere tale attività sul territorio ravennate, l’Unità Operativa Complessa di Terapia Antalgica dell’AUSL si occupa di diagnosi, prevenzione, trattamento e cura di pazienti affetti da sindromi dolorose. Lo facciamo attraverso: ricovero ordinario (urgente e/o programmato), Day Surgery, attività ambulatoriale specialistica e conducendo ricerca clinica nell’ambito della terapia del dolore. Grande attenzione viene riservata alla corretta informazione e partecipazione del paziente al processo di cura”.Con uno staff attualmente composto da un medico anestesista, un algologo, un agopuntore, sette infermieri, collaborando con il servizio di neurologia e, a breve anche con quello di psicologia, il Centro eroga le seguenti prestazioni: blocchi anestetici peridurali, radiofrequenze, inserimento di cateteri peridurali, accessi venosi impiantabili, inserzione di stimolatori midollari e di pompe intratecali, ozonoterapia, agopuntura, laserterapia e ionoforesi, sistemi infusionali, cateteri venosi periferici eco guidati. Dal 2014, per rispondere sempre meglio alla richiesta d’assistenza del territorio, l’U.O. verrà potenziata con due nuove sale operatorie e con l’introduzione di nuove metodiche all’avanguardia.La Legge 38 del 2010 ha sancito per tutti i cittadini il diritto a non soffrire e si è proposta di garantire nel nostro Paese un equo accesso a un’assistenza qualificata e un approccio terapeutico più appropriato. Il potenziamento del Centro di Terapia Antalgica dell’AUSL ravennate va proprio nella direzione di ottemperare a quanto richiesto dalla normativa.“Grazie alla Legge 38, oggi c’è un’attenzione maggiore verso la diagnosi e la cura della sofferenza. Con gli altri colleghi ospedalieri abbiamo ormai avviato un rapporto collaborativo e di integrazione delle competenze per gestire nel modo migliore il paziente con patologia algica. Sussiste, tuttavia, un certo ritardo nella diffusione di un’autentica cultura del dolore su tutto il territorio, nonostante i tanti sforzi profusi dalla Regione. Quello che ancora manca è, in primis, la consapevolezza di essere di fronte a una vera e propria malattia, che come tale va adeguatamente trattata”, conclude Innamorato.

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UE: Pittella, tradite aspettative regioni e parlamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2012

“Le speranze innescate dal Trattato di Lisbona su un maggior coinvolgimento delle assemblee regionali, dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo nei processi di formazione della legislazione sono state tradite dalle prassi decisionali”. Lo ha detto il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella, intervenendo recentemente alla seduta dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna. “La crisi finanziaria – ha proseguito Pittella – ha portato un senso di urgenza ed emergenza che ha contribuito a sparigliare le regole del gioco. Si è assistito nella pratica ad una sconfessione dello spirito di Lisbona. Nella gestione dei passaggi più complessi, si è infatti assistito all’affermazione di un rinnovato approccio intergovernativo che ha marginalizzato non solo le Assemblee regionali e nazionali ma anche il Parlamento europeo”. “Il duopolio franco-tedesco ha preferito affrontare la crisi economica in maniera unilaterale. E mi si lasci dire con franchezza – ha detto ancora Pittella – che questo approccio non solo si è rivelato poco rispettoso degli equilibri “costituzionali” dell’Unione europea ma è stato anche contro-producente dal punto di vista dei risultati raggiunti. Il metodo intergovernativo ha prodotto un insieme di risposte confuse e poco efficaci. (fonte: http://www.aiccre.it)

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Un nuovo approccio per la sanità

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2011

Villa d'Este, Cernobbio, Italy seen from Brunate

Image via Wikipedia

Cernobbio (Como) Lunedì, 7 novembre 2011 Ore 9.00 – 18.00 Villa d’Este Nell’attuale scenario economico-finanziario internazionale e nazionale, la Sanità rappresenta una voce di particolare importanza. L’ “Health Care” è, infatti, un settore interessato da cambiamenti significativi, guidati prevalentemente da logiche di razionalizzazione e contenimento delle risorse a fronte di un fabbisogno, in continua crescita, sia in termini quantitativi, che qualitativi. L’offerta sempre più evoluta, conseguente all’innovazione tecnologica, è però in grado non solo di migliorare i servizi e le prestazioni mediche, ma anche di far diventare il settore della salute una preziosa risorsa in termini industriali, sociali e di conoscenza. Alla luce di queste considerazioni, la VI^ edizione del Forum Meridiano Sanità organizzato da The European House – Ambrosetti sarà l’occasione per approfondire, insieme a rappresentanti del mondo politico, istituzionale, accademico, imprenditoriale e della comunità medico-scientifica, temi di grande attualità quali: il “reengineering” della sanità in Italia, il settore farmaceutico come volano di innovazione e di crescita per il Sistema Paese, le dinamiche regionali della sanità, il federalismo e i costi standard. Verrà presentato l’approccio dell’Health Pathway Design, che considera il rapporto costo-efficacia dell’intero percorso diagnostico-terapeutico, e non delle singole componenti, come strumento per riprogettare i processi e dotarli di metriche di valutazione e valorizzazione. A questo proposito nel corso del Forum viene presentata una interessante Case History dell’ASL di Alba di riconfigurazione di un percorso diagnostico terapeutico del diabete e le analisi economiche e di outcome di salute.
All’incontro interverranno, oltre al Ministro della Salute Ferruccio Fazio e al Ministro dei Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, Luciano Bresciani (Assessore alla Sanità, Regione Lombardia); Americo Cicchetti (Professore di Organizzazione Aziendale, Università del Sacro Cuore di Roma); Giovanni Chiodi (Presidente, Regione Abruzzo); Philippe Couillard (Strategic Advisor Healthcare, Secor; già Ministro della Salute, Quebec); Ugo Cosentino (Presidente IAPG – Italian American Pharmaceutical Group); Valerio De Molli (Managing Partner The European House-Ambrosetti); Lino Del Favero (Presidente, Federsanità ANCI; Direttore Generale, ASL Pieve Soligo);Mauro Ferrari (Presidente e CEO, Methodist Hospital Research Institute, Houston); Patrik Jonsson (Amministratore Delegato di Eli Lilly Italia); Enrico Letta, (Vice Segretario Partito Democratico); Ignazio Marino (Presidente Commissione d’inchiesta Parlamentare sul SSN);  Giacomo Milillo (Segretario Nazionale FIMMG); Fulvio Moirano (Direttore, Agenas); Giovanni Monchiero (Presidente FIASO e D.G. ASL di Alba); Andrea Paci (Professore di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università degli Studi di Firenze); Gabriele Riccardi (Presidente Società Italiana di Diabetologia); Massimo Scaccabarozzi (Presidente, Farmindustria); Federico Spandonaro(Professore di Economia Sanitaria, Università Tor Vergata, Roma); Angelo Tanese (Direttore, Agenzia di Valutazione Civica, Cittadinanzattiva). (n.r. I Centri studi sociali e sanitari della fidest hanno messo a punto un progetto per un passaggio dal sistema assistenziale “generalista” a quello “preventivo” delineando i nuovi scenari che si profilano nella filiera medico-assistenziale a partire dal medico di famiglia e con un sistema integrato di applicazioni tecnologiche ed informatiche.)

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La scatola vuota del sesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Dietro una società dal maschile fragile, madrecentrica, apparentemente instupidita nell’usare sesso e seni per vendere o scambiare qualsiasi tipo di oggetto o servizio c’è un motivo ben preciso. Un motivo culturale e sessuale. Generazioni di madri, nonne, sorelle e zie, hanno cresciuto figli maschi e femmine in modo univoco e distorto, senza possibilità di accesso per il maschile, per la figura del padre. L’uomo relegato al fuori, marginale o a garantire lo status delle cose. In pratica i maschi sono cresciuti senza mai un approccio consapevole al sesso, dall’anatomia alla psicologia del sesso, niente (eppure così fondamentale come si è visto da Freud in poi). Da quando sei piccolo ed inizi a vedere le prime forme, mezzi nudi, seni, strip, e quant’altro, dentro la tua testa asessuata di 4-5 anni inizi a farti domande, ad essere curioso, poi dubbi, emotività, si va creando un grande punto interrogativo, una “scatola nera e vuota” nel tuo inconscio (nella tua mente) che è la sessualità. Ma nessuno spiega niente. E intanto tu continui ad interessarti, sempre più, inizi a provare prime forme di soddisfazione, piacere, nutrimento, bisogno, quel punto interrogativo, quel vuoto inizia a riempirsi di cose e dare forma alla tua idea di sesso, alle tue pulsioni, ma tu ancora non sai cosa è la sessualità, perchè la società la nega o la critica.. ma non la spiega. Piano piano inizi a fare fantasie, i sogni ad occhi aperti la sera prima di dormire, inizi a desiderare fortemente quelle situazioni, quelle donne o ragazze ben più grandi che hanno quelle cose, di cui non ti parlano (e nessuno ti parla) ma che sempre, più o meno velatamente, ti mostrano, come ti chiamassero (ed infatti è così, un messaggio viene inviato ma tu non lo sai decodificare). Quando arrivi alla pubertà oramai sono anni e anni che sogni, immagini, ti emozioni, desideri, ed ora inizi a capire (sempre per mezze parole, magari tra i banchi di scuola “oh.. quello si è fatto quella!”) che è arrivato il momento per te di fare quel qualcosa che non sai bene cosa. Al tuo desiderio ora enorme ed ossessivo si somma la pressione ed imbarazzo di non saper cosa fare, ma la tua vita è condizionata fortemente, a volte ti puoi sentire schiacciato. Allora (stile coscienza di Zeno) tutte le ragazze diventano in un certo ordine tuo target, a volte ti va bene a volte trovi una che le tue immagini inconsce le conosce ed inizia ad usarti clamorosamente, dal passaggio in motorino fino più da grande al collier e la villa al mare. Il messaggio sessuale è valutato oggi più di quanto vale proprio perchè ancora nessuno l’ha decodicato, e ridato alla sessualità il giusto spazio e posto che gli spetta. Questioni di potere, business, narcisismo. Dall’industria del porno fino alle donne predatrici in crescita tutto si basa su queste immagini inconsce, nate, cresciute e coltivate nella “scatola nera e vuota” che è l’assenza di educazione al sesso ed alla psiche (che dovrebbe iniziare sin da piccoli), un vuoto educativo consapevole volto all’uso comodo, indiscriminato e strumentale dell’uomo adulto. (M. Rossi)

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Il dolore non necessario

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Trieste, 14 aprile alle 14.30 alla Sissa di Trieste, in occasione del quarto appuntamento della rassegna di divulgazione scientifica organizzata dal Master in Comunicazione della Scienza. si discuterà  sull’entrata in vigore della prima legge italiana (legge 38/2010) che regola l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore, per garantire assistenza e sollievo alle persone colpite da malattie gravi e inguaribili. A poco più di un anno dall’approvazione, com’è cambiato l’approccio alla terapia del dolore e il percorso terapeutico dei malati terminali? È aumentato l’uso dei farmaci oppiacei per alleviare la loro sofferenza? Cosa ne pensano medici, pazienti e familiari?Massimo Allegri, anestesista al Policlinico San Matteo di Pavia, e Paolo Notaro, presidente dell’Associazione italiana per la cura della malattia dolore Nopain e responsabile della Struttura di terapia del dolore dell’ospedale Niguarda di Milano, metteranno a confronto le loro esperienze e cercheranno di fare chiarezza sui trattamenti antidolore che anche in Italia oggi stanno cercando di trovare un legittimo spazio. «Il dolore rappresenta un sintomo fondamentale perché ci protegge dagli stimoli esterni nocivi» precisa Allegri. «Ma quando diventa cronico il sintomo si rende autonomo rispetto alla causa che l’ha generato e il dolore stesso si trasforma in malattia». E proprio la concezione del dolore cronico come malattia è alla base della legge 38/2010, legge che riconosce l’accesso alle cure palliative e terapie del dolore come un diritto a tutela della dignità della persona. Il testo del provvedimento parla infatti di terapia del dolore come dell’insieme di interventi diagnostici e terapeutici volti a individuare e applicare, alle forme morbose croniche, idonee e appropriate terapie farmacologiche, chirurgiche, strumentali, psicologiche e riabilitative, tra loro variamente integrate. In particolare, le terapie farmacologiche prevedono la somministrazione di oppiacei, ma in questo settore l’Italia è ancora indietro: i dati della Federazione Ordini Farmacisti Italiani rivelano infatti che la media europea della spesa pro-capite annua per gli oppiacei è di 4,4 euro, mentre quella italiana, pur essendo quasi raddoppiata nell’ultimo anno, è pari a 1,2 euro. Anche se la Federazione ha riscontrato un aumento del ricorso agli analgesici, passato dal 6,7% all’11,7%, con un tasso di crescita complessivo del 15%.

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Medicine complementari

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Il ricorso alla medicina complementare ed alternativa è cresciuto notevolmente in tutto il mondo e sempre maggiore ne risulta l’utilizzo anche durante la gravidanza. Sebbene sia ormai chiara la necessità di sviluppare nei servizi sanitari per la maternità un approccio integrato (Dooley 2006) e sebbene sia stata dimostrata l’efficacia in gravidanza di alcune medicine non convenzionali (Fugh-Berman & Kronenberg 2003, Huntley et al. 2004, Anderson & Johnson 2005, Smith & Cochrane 2009), si registra una scarsità di informazioni sulle terapie non convenzionali da parte degli operatori professionali.  Ad attestarlo è il Journal of Advanced Nursing, rivista scientifica che ha pubblicato una revisione di ben 19 studi condotti tra il 1999 e il 2009 che riguardavano i punti di vista sulle medicine alternative da parte di oltre 3mila operatori del settore ostetricia e ginecologia.   Secondo l’autore della revisione, il Dr. Jon Adams dell’Università del Queensland, Direttore del Network of Researchers in the Public Health of Complementary and Alternative Medicine (NORPHCAM), la causa principale potrebbe essere dovuta alla mancata formazione da parte di medici e ostetriche, oltre ad una mancanza di rispetto e cooperazione tra le parti coinvolte.

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Approccio all’infarto dell’anziano

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

I pazienti anziani con STEMI traggono beneficio quanto le loro controparti più giovani dall’angioplastica primaria piuttosto che dalla fibrinolisi. Il PCI primaria è un intervento sicuro nei pazienti anziani, ed i suoi effetti sono pronunciati quanto quelli osservati nei pazienti giovani. In generale, se il paziente può essere trasportato in un centro attrezzato per interventi invasivi per ricevere un PCI, questo dovrebbe essere l’obiettivo primario del medico a prescindere dalla sua età. Studi futuri potrebbero aiutare ad accertare se praticare la fibrinolisi durante il trasporto verso un centro per il PCI possa diminuire ulteriormente le recidive dell’infarto, gli ictus e la mortalità. Sarebbe anche rilevante effettuare uno studio sui pazienti anziani non candidati alla fibrinolisi per via di controindicazioni, in quanto essi potrebbero trarre grandi benefici da un approccio invasivo. (Am Heart J 2008; 156: 391-6)

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L’approccio territoriale nelle politiche rurali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

Roma, 4 e 5 novembre Centro Congressi Frentani, via dei Frentani 4. Creare l’opportunità per il confronto internazionale e lo scambio di esperienze. Questo è l’obiettivo che si prefigge l’INEA attraverso la conferenza internazionale dedicata alla rilevanza assunta dal territorio nelle politiche rurali.  Il territorio inteso come luogo per far emergere con più specificità bisogni e aspirazioni e per ridefinire i rapporti fra urbano e rurale. Ma non solo, perché focalizzare le risorse pubbliche sul territori significa soprattutto migliorare l’efficacia delle politiche agricole. Questo insegnamento sembra emergere da molte esperienze in atto in diverse aree rurali, non solo in Europa. Riemerge fra gli obiettivi da mettere in evidenza il problema, ormai irrinunciabile della governance, soprattutto guardando ai nuovi modelli e processi istituzionali, di decentramento amministrativo e al ruolo ricoperto dalle Regioni e dagli attori locali per quanto concerne l’esperienza italiana. Ma anche per quanto riguarda l’esperienza europea e dell’America Latina, soprattutto quest’ultima al centro di imponenti trasformazioni.
La conferenza si svolgerà in due giornate, per sessioni plenarie e sarà preceduta, all’inizio, da una presentazione e introduzione del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. La conferenza è proposta dall’Osservatorio Politiche Strutturali dell’INEA in collaborazione con RIMISP – Centro latino americano para el desarollo Rural. Diversi e importanti attori istituzionali hanno già assicurato la loro presenza, tra questi le amministrazioni nazionali e regionali, gli addetti agricoli delle ambasciate, importanti organizzazioni internazionali quali FAO, UNPD e IFAD, nonché qualificati rappresentanti della commissione agricoltura della Camera.

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L’apertura di Tremonti sulla crisi economica

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

“Il ministro Tremonti ha espresso oggi, nella sua intervista, una disponibilità nuova a discutere in termini più ampi delle questioni economiche che investono direttamente il futuro del Paese. Non c’è che dire: era ora! Il PD, negli ultimi due anni, sulla crisi e sulle strategie per uscirne con un nuovo paradigma di sviluppo, ha sempre adottato un approccio straordinariamente responsabile e propositivo, concreto, mai populista.  Un approccio riscontrabile nelle decine di emendamenti e proposte realizzabili che abbiamo presentato in risposta ai decreti economici varati dal governo, con l’intento di provare a elaborare soluzioni vicine ai problemi degli italiani. Se Tremonti ha davvero a cuore i destini della nostra fantastica nazione di imprenditori, lavoratori e giovani, passi subito dalle parole ai fatti e prenda in considerazione il merito delle idee e delle proposte avanzate dalle opposizioni. Noi ci siamo sempre stati. Ci auguriamo che, da adesso in poi, ci sia anche il ministro”. Così Paola De Micheli, responsabile del Partito Democratico per le PMI, tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Napoli (Pdl) tira per la giacca il Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

“Siamo costretti a constatare, per la seconda volta in meno di una settimana, che il vicepresidente dei deputati del PDL, Osvaldo Napoli, ha una concezione tutta sua, ed evidentemente bizzarra, della democrazia parlamentare. Ma che vuol dire che il presidente Napolitano deve fare, testualmente, ‘sintesi fra le funzioni che la Costituzione gli assegna e la volontà degli elettori’? Nell’intervista di oggi Napolitano non ‘mette il carro davanti ai buoi’ come irresponsabilmente dice Napoli, ma, con la consueta e pacata intelligenza, ci dimostra di saper cogliere e rappresentare autorevolmente  il comune sentire degli italiani. La severe condanna di un approccio torbido alle relazioni politiche e a volte istituzionali è di fatto non solo l’espressione del Capo dello Stato, ma l’interpretazione autentica di ciò che pensano gli italiani. Ritenere di poter lucrare qualche posizione di consenso in più, come fa quel che resta del PDL, è miope e indecoroso. Ma c’è di più: il capo dello Stato chiarisce che l’eventuale soluzione della crisi politica (se diventerà anche parlamentare) si svilupperà nel solco esclusivo delle prerogative costituzionali: non saranno né gli umori personali di Berlusconi e della sua corte, né  i sondaggi del momento a determinare nuovi scenari di governo, ma solo il percorso democratico previsto dalla Carta. Ascoltiamo Napolitano. E il collega Napoli si prenda qualche giorno di riposo per evitare di ripetere in futuro simili scivoloni”. Così Paola De Micheli, deputato PD, tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Chirurgia Vertebrale Mininvasiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2010

Roma, Innovazione, tecnologie, qualità della vita e procedure mininvasive per un più rapido decorso per il paziente: questi i principali temi dell’incontro organizzato in collaborazione con Il Sole 24 ORE Sanità dal titolo “La nuova frontiera della chirurgia vertebrale percutanea”, tenutosi, a Roma presso la Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, dedicato allo stato dell’arte della chirurgia vertebrale in Italia e alle prospettive future per un approccio tecnologicamente avanzato.
Tra i relatori, Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato, Daniele Bosone, Vice Presidente della XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato, Raffaele Calabrò,  Antonio Fosson, Michele Saccomanno, componenti della  XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato, Franco Postacchini, Presidente GIS – Società Italiana di Chirurgia Vertebrale, Gruppo Italiano Scoliosi, Alberto Delitala, Direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale San Camillo di Roma, Stefano Boriani, Responsabile del Reparto di Chirurgia Vertebrale a indirizzo Oncologico e Degenerativo dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, Carlo Antonio Logroscino, Responsabile della Struttura Complessa di Chirurgia Vertebrale del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e  Claudio Cricelli, Presidente SIMG -Società Italiana di Medicina Generale.
In Italia si stima sianocirca 15 milioni le persone che soffrono di dolori alla colonna vertebrale. L’impatto sociale di questo fenomeno e gli effetti sulla qualità della vita sono estremamente negativi se si pensa che 1/3 dei casi deve sospendere temporaneamente l’attività lavorativa. E’ evidente che le cause del mal di schiena sono diverse, ma i fattori “meccanici” come discopatie, stenosi, ernie del disco e fratture sono di gran lunga l’origine più diffusa del disturbo (dall’85% al 90% secondo le statistiche). Non tutte le cause possono essere rimosse efficacemente con i trattamenti conservativi come fisioterapia, busto o terapie farmacologiche. Quando questi approcci, infatti, risultano fallimentari è possibile fare ricorso al trattamento chirurgico che, grazie alla continua evoluzione dei dispositivi utilizzati, è diventato sempre meno invasivo.
Oggi Il chirurgo vertebrale, può avvalersi delle tecniche più evolute, ma la diffusione responsabile di queste tecnologie renderà sempre più cruciale l’identificazione dei pazienti attraverso i quali poter esprimere al meglio le proprie potenzialità. Per questo motivo diventa fondamentale la corretta e tempestiva diagnosi della patologia, fin dalle prime fasi. “Il paziente deve essere messo al centro di ogni decisione clinica e politica che venga presa – precisa Tomassini –  Parlare di innovazione vuol dire cercare ambiti migliorativi, traducendoli in scelte innovative per favorire politiche di prevenzione e di cura in linea con i concetti cardine di appropriatezza e accesso. In questo contesto sinergico rientrano anche le istituzioni politiche, che lavorano di concerto con le società scientifiche per cercare consulenza tecnica, per dare gli strumenti normativi migliori, per eliminare le barriere e le problematiche che il paziente riscontra nel suo rapporto con la prestazione sanitaria, in particolar modo chirurgica”.

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Sequenziamento del DNA

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Roche  e IBM hanno annunciato una partnership per sviluppare un sequenziatore basato su nanopori, in grado di leggere direttamente e decodificare il DNA umano in modo rapido ed efficiente. Basata sulla  tecnologia “Transistor DNA”, pubblicata di recente, la collaborazione sfrutterà la leadership di IBM nella microelettronica, nell’information technology e nella biologia computazionale e la competenza di Roche nella diagnostica medica e nel sequenziamento del genoma. La nuova tecnologia, sviluppata dai ricercatori  IBM, identifica  il sequenziamento di molecole singole (true single molecole sequencing) decodificando le molecole di DNA man mano che esse vengono fatte passare attraverso un poro di dimensioni nanometriche in un chip di silicio. L’approccio promette vantaggi significativi in termini di costi, produttività, scalabilità e velocità, rispetto alle tecnologie di sequenziamento attualmente disponibili o in fase di sviluppo. “Grazie all’integrazione di competenze di biologia computazionale, biotecnologia e nanotecnologia, ci stiamo avvicinando a produrre un sistema in grado di tradurre rapidamente e accuratamente il DNA in informazioni genetiche rilevanti dal punto di vista medico”, spiega Ajay Royyuru, Senior Manager del Computational Biology Department in IBM Research. “La sfida di tutte le tecnologie di sequenziamento basate su nanopori è rallentare e controllare il movimento del DNA attraverso il nanoporo. Noi stiamo sviluppando la tecnologia per risolvere questa sfida, in modo che il lettore possa decodificare accuratamente la sequenza del DNA”. Fondamentalmente, il potenziale di questa tecnologia è un miglioramento del throughput e una riduzione dei costi, per realizzare la visione del sequenziamento dell’intero genoma umano a un costo compreso tra i 100 e i 1000 dollari. Avere accesso al codice genetico personale di un individuo potrebbe favorire la qualità delle cure mediche, identificando i soggetti che trarranno il massimo beneficio da un particolare farmaco e quelli che presentano il maggiore rischio di reazioni avverse.    L’investimento di Roche nelle tecnologie genomiche del futuro si basa sui punti di forza dei propri sistemi di sequenziamento attualmente disponibili, 454 Sequencing Systems, che generano centinaia di migliaia di letture di sequenziamento lunghe e di alta qualità nel giro di poche ore. La tecnologia è disponibile per l’analisi genomica su grande scala, con GS FLX System, e per il sequenziamento da laboratorio con GS Junior System. Grazie alla dimostrata capacità di fornire un valore medico significativo nelle applicazioni di ri-sequenziamento mirato per la ricerca virologica e oncologica, i 454 Sequencing Systems sono destinati a diventare la prima tecnologia di sequenziamento della prossima generazione a passare dal laboratorio alla clinica. http://www.454.com.
Con sede a Basilea, Svizzera, Roche è uno dei gruppi di ricerca leader mondiali nel campo dei prodotti farmaceutici e della diagnostica. Come più grande società biotech del mondo e innovatrice nell’offerta di prodotti e servizi per la scoperta precoce, la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle malattie, il Gruppo opera su un’ampia gamma di fronti per migliorare la salute e la qualità di vita delle persone. Roche è leader mondiale nella diagnostica in vitro e nei farmaci oncologici e anti-rigetto, ed è leader di mercato nella virologia. È attiva anche in altre importanti aree terapeutiche, come le malattie autoimmuni, i disturbi infiammatori e metabolici e le patologie del sistema nervoso centrale. Roche ha accordi di R&S e alleanze strategiche con numerosi partner, incluse partecipazioni di maggioranza in Genentech e Chugai, e ha investito circa 9 miliardi di franchi svizzeri in R&S nel 2008. A livello mondiale, il Gruppo conta circa 80.000 dipendenti. Ulteriori informazioni sono disponibili su internet, sul sito http://www.roche.com.

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Cani e investigazioni criminali

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2010

Massaciuccoli (Pisa) 20 maggio 2010 – Parco di Migliarino – Tenuta di San Rossore,  Il seminario si articola in 4 ore di lezione con orario 15-19. L’intervento formativo prevede l’impiego di moderni strumenti didattici e di momenti di discussione di gruppo e di esercitazioni pratiche, utilizzando supporti audiovisivi (slides, fotografie, filmati ecc) ed è privilegiato l’approccio pratico/operativo. Saranno ammessi anche laureati in ! altre discipline e studenti universitari. Argomenti trattati: Tecniche e strumenti per la ricerca del sangue umano sulla scena del crimine (Marco Strano); — Human Blood Detection Dog. Cani per la ricerca del sangue umano – Dimostrazione pratica con i cani (Vincenzo Scavongelli e Giacomo Micheli)

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L’etica dei decision-makers

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2010

Henry Hude, direttore del polo etico e deontologico del Centro di ricerca dell’Ecole spéciale militaire di Saint-Cyr-Coetquidan, dedica questo manuale di economia etica a dirigenti e manager chiamati a prendere importanti decisioni in campo economico, politico, militare, con inevitabili conseguenze sulla comunità e dunque cariche di profondi significati etici.  Un libro necessario, che invita i decisori a un nuovo e più ampio senso di responsabilità, in un momento in cui l’assenza di regole in tutti campi del vivere ha provocato gravi ricadute sul piano economico e sociale. Di approccio pragmatico e ricca di spunti di riflessione su temi fondamentali come cittadinanza, politica, giustizia, libertà, potere e rispetto, l’analisi di Hude prende il via da esperienze concrete, osservate attraverso la lente dell’etica umana, priva di qualsiasi moralismo. Hude resta fedele a semplici e chiare regole senza accontentarsi di ricette: per essere efficace a lungo termine l’etica deve essere autentica, imposta con fermezza dall’alto verso il basso lungo tutta la catena dirigenziale, deve creare coesione, mirare al bene comune e con esso costruire la pace.  Questo volume vuole indicare una direzione chiara agli attuali e futuri dirigenti. Un progetto professionale fatto di regole e riferimenti nel segno della coscienza e della libertà, che parte dalla riscoperta della philia, l’amicizia, il valore etico universalmente riconosciuto alla base della democrazia e di qualunque relazione umana. (Prefazione di Henri de Castris, presidente di Axa Cantagalli 2010 384 pagine Euro 20,00)

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