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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘arabia saudita’

Abizaid Steps Down from RPM Board Following Confirmation as U.S. Ambassador to Saudi Arabia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

RPM International Inc. (NYSE: RPM) today announced that retired U.S. Army Gen. John P. Abizaid has stepped down from his position on the RPM board of directors following his confirmation this week as the U.S. ambassador to Saudi Arabia.“Obviously, John’s new role as ambassador is of significant national and international importance and will require 100 percent of his focus, which necessitated that he resign from our board. During his time as a director, he brought a unique perspective to RPM, particularly in the areas of strategy, operations, international affairs and leadership development,” stated Frank C. Sullivan, chairman and CEO of RPM. “We’re grateful to have benefitted from John’s tremendous expertise and sage counsel during his decade of service to RPM and wish him success in his new role.”Abizaid was elected to the RPM board of directors in 2008 after a distinguished military career during which he rose from an infantry platoon leader to become a four-star general and the longest-serving commander of U.S. Central Command. The highly decorated officer led assignments ranging from infantry combat to delicate international negotiations. After retiring from the U.S. Army in 2007, he served as senior partner of JPA Partners LLC, a Nevada-based strategic and analytic consulting firm.

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Andersen Global annuncia la propria espansione nell’Arabia Saudita

Posted by fidest press agency su domenica, 11 novembre 2018

Andersen Global ha annunciato un’ulteriore espansione della propria presenza nel Medio Oriente per mezzo dell’aggiunta del più prestigioso studio indipendente di consulenza fiscale del Regno dell’Arabia Saudita quale impresa collaborante.Alrikaz Tax Consultants ha sottoscritto un contratto di collaborazione con Andersen Global che amplierà la presenza di quest’ultima nel Paese economicamente più forte nella regione spianando la strada alla crescita continua della società.Alrikaz possiede cinque Uffici e impiega un centinaio di dipendenti in importanti centri economici nel Regno dell’Arabia Saudita, tra cui Gedda, Riyadh e Al Khobar. L’espansione di Andersen Global nel Medio Oriente è stata considerevole quest’anno e comprende località negli Emirati Arabi Uniti, nel Kuwait, in Giordania e nel Libano.Lo Studio Alrikaz è amministrato dall’amministratore delegato e direttore generale Abdulmohsen S.F. Alkahtani e da Ahmed Ismail e Abdelrahim Elbakheit quali direttori senior, conosciuti per i loro ampi trascorsi nei servizi di consulenza fiscale per conto di alcuni degli Studi più prestigiosi nel settore. Il gruppo è considerato il maggior fornitore indipendente di servizi fiscali nel Regno dell’Arabia Saudita e conta tra i propri numerosi clienti importanti società internazionali e saudite.
Andersen Global è un’associazione di imprese affiliate indipendenti costituenti entità giuridiche a sé stanti che si avvalgono della collaborazione di professionisti dei rami della consulenza fiscale e della consulenza legale in tutto il mondo. Istituita nel 2013 dall’impresa affiliata statunitense Andersen Tax LLC, Andersen Global si avvale ora della collaborazione di più di 3.500 professionisti a livello mondiale ed è presente in più di 121 località attraverso le sue imprese affiliate e collaboranti.

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La prima Settimana della moda nel Regno dell’Arabia Saudita

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 febbraio 2018

L’Arab Fashion Council (AFC), la più grande organizzazione mondiale no-profit di moda che rappresenta i 22 Paesi arabi membri della Lega Araba, ha annunciato oggi che la città di Riad ospiterà la prima settimana ufficiale della moda a svolgersi nel Regno dell’Arabia Saudita.
La Settimana della moda araba di Riad si terrà dal 26 al 31 marzo 2018 presso l’Apex Centre, l’emblematico edificio in stile architettonico moderno di Riad progettato da Dame Zaha Hadid.
Lo storico annuncio odierno fa seguito all’apertura dell’ufficio regionale dell’AFC a Riad e alla nomina di Sua Altezza la Principessa Noura Bint Faisal Al Saud a Presidentessa Onoraria.
“Siamo fieri dei significativi progressi compiuti dall’Arab Fashion Council a Riad, che ci permettono oggi di annunciare la prima Settimana della moda nella storia di questo Regno. Non vediamo l’ora di ammirare i frutti degli sforzi fatti per preparare questo evento in un periodo relativamente breve, e vogliamo ringraziare il supporto globale datoci dalla comunità internazionale della moda, che riflette in modo deciso la salda posizione dell’Arabia Saudita sia come forza economica che come centro creativo e culturale. Stiamo assistendo all’alba di una nuova era, un’era a cui “solo i sognatori possono partecipare”, citando le parole di Sua Altezza Reale il Principe Mohamed bin Salman bin Abdulaziz, Principe ereditario del Regno dell’ Arabia Saudita.” Questa è l’ultima mossa del Regno per affermare la sua volontà di trasformare il settore della moda e del commercio al dettaglio in Arabia Saudita in un contesto sia regionale che globale, incoraggiando scambi commerciali e attività globali in linea con la Vision 2030. La nazione offre importanti opportunità di investimento e occupa una posizione unica fra tre continenti, Asia, Europa e Africa, che le permette di fungere da ingresso al mondo per i talenti regionali e per i designer internazionali che desiderano entrare in questa regione.
“La prima Settimana della moda araba di Riad sarà più di un evento di livello mondiale: sarà un catalizzatore attraverso cui riteniamo che il settore della moda possa guidare altri settori economici come il turismo, l’accoglienza, i viaggi e il commercio. Il nostro settore di vendita al dettaglio è tra quelli in più rapida crescita al mondo. Ci auguriamo che il nostro impegno ci permetta di guidare una crescita significativa delle cifre già incoraggianti che l’Arabia Saudita ha raggiunto finora in questo contesto.”

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L’Arabia Saudita dei Saud e l’Iran degli Ayatollah combattono da decenni una guerra indiretta

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

i duellantiLo fanno per procura, dall’Iraq alla Siria, dal Libano ai territori palestinesi, dal Bahrein allo Yemen, dalle primavere arabe all’Afghanistan fino al Qatar. Il terrorismo islamico (sunnita) che flagella l’occidente è uno dei sottoprodotti di questa rivalità religiosa, strategica e geopolitica.” È l’analisi di Christian Rocca di questo mese, ospitata in copertina sul numero di settembre del mensile di idee e lifestyle IL, in edicola con Il Sole 24 Ore da venerdì 25 agosto. Lo scenario geopolitico che infiamma il Medio Oriente e i cui risvolti sono sotto gli occhi di tutti in Occidente ha il suo punto centrale nella disfida infinita tra Arabia Saudita e Iran, due Paesi che ancora oggi si contendono la guida del mondo islamico su una linea di divisione che risale al 632 dopo Cristo, l’anno della morte di Maometto. “I sauditi” ricorda Rocca, “sono i custodi dei luoghi sacri dell’Islam, Medina e Mecca, e a suon di petrodollari anche i leader del mondo sunnita, quello maggioritario; gli iraniani sono i combattenti rivoluzionari della minoranza sciita, circa il 13 per cento del totale dei musulmani.” Da qui bisogna partire per comprendere le ragioni di una “guerra” di egemonia, quella tra questi due Paesi, che tiene in scacco il Medio Oriente (e non solo). Uno strumento in più anche per comprendere la nuova crisi geopolitica con il Qatar.
Nella storia di copertina del nuovo numero di IL anche l’infografica a supporto dell’analisi, dal titolo “Gli ingolfati”, a cura di Guido de Franceschi e Davide Mottes: la possibilità di ripercorrere per mappe la storia di un conflitto, i suoi luoghi, le organizzazioni musulmane, e le questioni geopolitiche di una crisi mediorientale che coinvolge gli interessi di tutto il mondo.
Chiudono la storia di copertina di questo mese dedicata al Medio Oriente i ritratti di due città degli Emirati Arabi Uniti: Abu Dhabi e Dubai. Una guida per il lettore di IL: da un lato Abu Dhabi, che scommette su cultura (prossima l’apertura del Louvre) e natura (il suo bellissimo deserto); dall’altro Dubai, una mecca per creativi e nuovi business. Lo sguardo di YOLO di questo mese è rivolto esclusivamente alle serie tv con una selezione dei titoli più interessanti in arrivo in autunno, a partire da The Deuce, la nuova serie Hbo con James Franco, che racconta una New York anni 70 tutta sesso e droga e che arriverà in Italia su Sky Atlantic. Grande attesa anche per Suburra, la prima serie italiana di Netflix dedicata alle vicende di Roma. Focus quindi sul revival degli anni 80 (con il reboot di Dynasty e la seconda stagione di Stranger Things) e il calendario con altre 24 nuove serie televisive. I temi? Astronavi, parodie e tanti detective. (foto: i duellanti)

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Avremo un’Arabia Saudita più aggressiva?

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

arabia saudita“La nomina di Re Salman del figlio Mohammed Bin Salman a erede della corona della monarchia saudita, ufficializzata oggi ma nell’aria già da tempo, rischia di consegnarci un’Arabia Saudita più aggressiva in politica estera e più integralista in politica interna. La decisione, è bene ricordarlo, cade poche settimane dopo la visita di Trump a Riad, che ha ridato il sostegno occidentale alla famiglia regnante: la conseguenza, lo abbiamo visto nell’episodio del bando contro il Qatar, è stato un immediato protagonismo saudita nella regione”. A dirlo è Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri. “Cosa dobbiamo dunque aspettarci? Sicuramente una tensione ancora maggiore con l’Iran, come dimostra il commento della tv di stato che ha definito la mossa come un soft coup. In questo contesto, nel frattempo, l’Isis è spettatore interessato: ormai il terrorismo è un mezzo della guerra ibrida, e come tale potrà essere utilizzato nello scontro”.

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SACE in Arabia Saudita – accordo di collaborazione per le imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2016

arabia sauditaSACE, società del Gruppo CDP, annuncia la firma di un Memorandum of Understanding con la Camera di Commercio di Jeddah, la seconda città più grande dell’Arabia Saudita. L’accordo è destinato a rafforzare attivamente le relazioni economico-commerciali tra Italia e Arabia Saudita e a contribuire all’identificazione di nuove opportunità cross-border per le imprese dei due Paesi. Grazie all’accordo, le aziende italiane attive o interessate a operare nel Paese e i potenziali acquirenti sauditi avranno un punto di contatto presso la Camera di Commercio e un team di specialisti a disposizione per incontri e assistenza in loco.
“Questa iniziativa pone le fondamenta per una partnership che ci consentirà di far emergere nuove importanti opportunità in un mercato di primario interesse per gli esportatori italiani. – ha dichiarato Michal Ron, Managing Director International Business di SACE –. Con 1 miliardo di euro di esposizione, l’Arabia Saudita si posiziona al terzo posto del nostro portafoglio operazioni nell’area mediorientale e stiamo già lavorando a nuovi progetti per 1,7 miliardi di euro in un’ampia gamma di settori che vanno dall’ oil&gas al chimico e petrolchimico, dalle infrastrutture al settore medicale fino alla meccanica strumentale”.
La firma avviene a pochi giorni dall’inaugurazione dell’ufficio di SACE a Dubai e si colloca nell’ambito di un Roadshow che ha visto SACE impegnata in diversi workshop ad Abu Dhabi e nella stessa Jeddah.

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11 settembre: un altro documento chiama in causa l’Arabia Saudita

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2016

torri gemelleLa campagna elettorale negli Stati Uniti è entrata nella fase calda. E’ quindi inevitabile che le questioni politiche irrisolte e più esplosive tornino a riconquistare l’attenzione dell’opinione pubblica. La più importante riguarda la verità su l’11 settembre, sui suoi responsabili e finanziatori. Non si può dimenticare che 2977 innocenti persero la vita negli attentati contro le Torri Gemelle e che le loro famiglie, e non solo loro, non sono per niente soddisfatte delle spiegazioni ufficiali. Come è noto, quell’attentato cambiò radicalmente anche la politica internazionale. Le famose “28 pages”, che rivelerebbero un importante e determinante coinvolgimento di personaggi e di strutture dell’Arabia Saudita, sono ancora segretate. Esse sono parte del rapporto della Commissione di indagine del Congresso americano su l’11 settembre.Nel frattempo però è apparso un altro dossier, il “document 17” di 47 pagine che punterebbe il dito sui legami di ben 21 persone, operanti per conto di istituzioni saudite, e i dirottatori. Interessante è la lettura del testo: http://www.archives.gov/declassification/iscap/pdf/2012-048-doc17.pdf
Il documento è stato declassificato nel luglio 2015 dalla Interagency Security Clearence Appeals Panel (ISCAP). E’ una parte degli elaborati della “9/11 Commission”, la seconda indagine indipendente del 2003 sul più grande atto terroristico della storia. Il testo è stato scritto da due tra i più importanti inquirenti del governo federale americano, Dana Lesermann e Michael Jaconson. Gli stessi che per conto della Commissione di indagine del Congresso hanno partecipato alla stesura delle succitate “28 pages”.
Il “document 17” tra i tanti interrogativi chiede di conoscere chi abbia aiutato due dei dirottatori, che in precedenza avevano soggiornato a lungo in California. Essi avrebbero goduto di appoggi logistici e sostegni finanziari di cittadini sauditi operanti sul territorio americano, dei quali uno sarebbe stato addirittura un informatore della FBI.
Nella lunga serie di domande alla FBI si cerca di comprendere se sia stato fatto tutto il necessario per fermare i terroristi e scoprire le eventuali responsabilità e complicità dei 21 cittadini sauditi. Esso rivela anche vari collegamenti internazionali con personaggi operanti in altri Paesi tra cui la Germania e la Norvegia. In merito si spera che le nostre autorità abbiano controllato l’eventualità che i 21 personaggi menzionati abbiano avuto contatti anche nel nostro Paese. Negli Usa su tali questioni il dibattito è diventato più acceso e più diffuso. L’ex senatore Bob Graham, già copresidente della Commissione d’indagine del Congresso su l’11 settembre, continua con insistenza a chiedere la desecretazione delle 28 pagine. Anche recentemente in diverse interviste ha ribadito che ”è necessaria la riapertura di un’indagine generale su l’11 settembre perché entrambe le Commissioni di indagine hanno dovuto operare entro un limite temporale che non ha permesso una’indagine esaustiva”. Ha aggiunto: ”Le 28 pagine sono importanti in quanto indicano come il complotto venne finanziato e, anche se non sono autorizzato a discuterne, i dettagli comunque puntano il dito in maniera forte contro l’Arabia Saudita.. . E’ notorio che agenti del governo saudita hanno aiutato almeno due dirottatori che vivano a San Diego, con sostegni finanziari e garantendo loro l’anonimità”. La denuncia è forte tanto che definisce il lavoro della FBI una “aggressive deception”, un inganno aggressivo. Riteniamo che i fatti in questione siano troppo importanti per la stabilità e per la lotta contro il terrorismo internazionale e che la piena verità possa essere il primo passo per affrontare in modo giusto e pacifico le sfide globali. (Mario Lettieri già sottosegretario all’economia e Paolo Raimondi economista)

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Renzi parte per l’Arabia Saudita

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

renziRoma, 8 nov 2015 — Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi partirà oggi per una visita lampo in Arabia Saudita. La lotta al terrorismo e i rapporti commerciali con il nostro Paese sono i due grandi temi all’ordine del giorno. Auspico con tutto il cuore che il Premier chieda a Re Salman, dal quale sarà ricevuto domani a Riad, di concedere la grazia ad Alì Mohammd Al-Nimr, l’abolizione della pena di morte e di porre massima attenzione ai temi riguardanti i diritti umani. (Stefano Molini)

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Accordo Università di Pavia e Arabia Saudita

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2011

Dal prossimo anno accademico, l’Università di Pavia accoglierà 35 studenti dell’Arabia saudita: 25 intenzionati a iscriversi a Medicina e dieci a Ingegneria: questi i numeri concordati con il protocollo d’intesa che si inserisce nel progetto KASP (King Abdallah Scholarship Program).
Pavia è la prima Università italiana a stringere accordi di cooperazione con l’Arabia Saudita in ambito di formazione e ricerca: un’opportunità da non perdere, emersa in occasione della International Exhibition & Conference on Higher Education di Riyadh, alla quale l’Università di Pavia ha partecipato con una delegazione guidata dal Presidente del Centro Internazionale Cooperazione per lo Sviluppo (CICOPS) Giambattista Parigi. Accanto al prof. Parigi, hanno firmato il protocollo d’intesa il Vice Ministro della Scholarship Affairs del Saudi Ministry of Higher education (MOHE), prof. Abdullah Abdulaziz al-Mousa, alla presenza anche del Ministro per l’Educazione Superiore, prof. Khalid al-Anqari e di tutte le autorità accademiche saudite. Il protocollo dettaglia le modalità di cooperazione fra le due Istituzioni al fine della preparazione di studenti sauditi – arruolati nel progetto King Abdallah Scholarship Program (KASP) – interessati a iscriversi alla Facoltà di Medicina, corso di laurea Harvey in lingua inglese. Per il prossimo anno accademico la richiesta è di 25 posti per Medicina e di circa una decina per le altre Facoltà, in particolare Ingegneria corso magistrale. La portata dell’accordo va molto al di là di uno scambio di studenti, in quanto costituisce il primo protocollo ufficiale siglato fra il governo saudita e una Università italiana. Il protocollo, in base a quanto discusso a lungo col Ministro, costituisce una sorta di “pilot study” per altre Università italiane. Analoghe esperienze sono già state avviate negli scorsi anni con Giappone e Irlanda. L’accordo prevede una cooperazione sia in abito di formazione (con scambio di studenti) che di ricerca. “L’addetto scientifico saudita – ha confermato il prof. Giambattista Parigi – ha garantito che, sulla scorta del protocollo appena firmato, sosterrà presso il Ministry of Higher education saudita l’opportunità di realizzare progetti di ricerca comuni fra la KSUniversity e Pavia. Considerando che il budget disponibile per la ricerca alla KSU è nell’ordine di 2 miliardi di dollari, e che la KSU si posiziona al 200° posto nello Shangai Ranking, la prospettiva è decisamente interessante”

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