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Posts Tagged ‘archeologia’

Per le Giornate Europee dell’Archeologia visita a spettacolari Templi sotterranei

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Chiara Grassetti (Ref. Giornate Europee dell’Archeologia – Archeoclub d’Italia): “In Puglia il Tour degli Ipogei, entreremo in veri Templi sotterranei, spettacolari! In Sicilia la Paternò sotterranea e l’Acropoli. In provincia di Catania, una chiesa bizantina. Ad Aidone la Dea di Morgantina a 10 anni dal suo rientro in Patria. Vedremo importanti testimonianze di epoca romana e tardoantica, come ad esempio l’Acquedotto che portava l’acqua dalle sorgenti alle falde di monte Kalfa a Taormina. Immersi nella piena vegetazione ammireremo siti di epoca imperiale. Riportata alla luce al di sotto di un Hotel, c’è a Cefalù la necropoli ellenistica dell’antico phrourion di Kephaloidion e la vedremo! Al Parco Archeologico di Lentinoi – visita ai nuovi scavi inaugurati. La campagna di scavi è condotta dall’Ecole Française de Rome sotto la guida del Prof. Jean Christoph Sourisseau. Nelle Marche l’Antica Jesi. riqualificazione dell’area archeologica dell’abbazia di San Savino”, Archeoclub sede di Jesi in collaborazione con il Comune ed il liceo Scientifico Statale “L. Da Vinci” organizzerà operazioni di manutenzione ordinaria e valorizzazione dell’antica abbazia di San Savino. In Basilicata apriremo i depositi del Castello di Melfi e sarà un’apertura esclusiva”

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Luigi Malnati: Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai nostri giorni

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

Collana i Fari, pp. 160, 14 euro, con 32 pagine di tavole a colori che ripercorrono momenti e figure decisive, e illustrano le tecniche dell’archeologia italiana Introduzione di Vittorio Sgarbi L’Italia è un paese di archeologi? Che cosa sta succedendo negli ultimi anni? Forse per capirlo è bene provare a raccontare la storia dell’archeologia in Italia in modo un po’ fuori dagli schemi usuali. La generazione nata negli anni Cinquanta è quella che nell’adolescenza ha letto Civiltà sepolte di Ceram, che raccontava le meravigliose scoperte dell’archeologia dell’Egitto e del Medio Oriente, ma è anche la generazione che si appassionava all’impresa del Kon Tiki, la zattera azteca ricostruita da Thor Heyerdhal, che volle dimostrare con una traversata in solitario i contatti tra la civiltà dell’America centrale e le isole del Pacifico. Sono passati molti anni e nel frattempo l’archeologia è uscita dalle accademie e dai romanzi d’avventura; è diventata una professione praticata da migliaia di giovani entusiasti. Il clima oggi sta cambiando: tornano in auge le statue e i vasi dipinti, i gioielli e i grandi templi, le mostre spettacolo e i dotti convegni. Siamo in una fase in cui la valorizzazione prevale sulla conservazione e sulla ricerca scientifica, ma non è troppo banale ricordare che si può valorizzare solo ciò che si è conservato e si conserva adeguatamente solo studiando e affinando la ricerca e il restauro. Da queste considerazione parte questo viaggio in un mondo affascinante quanto ancora poco esplorato.

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Luigi Malnati: Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai nostri giorni

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2021

Collana i Fari, pp. 160, 14 euro, con 32 pagine di tavole a colori che ripercorrono momenti e figure decisive, e illustrano le tecniche dell’archeologia italiana. Introduzione di Vittorio Sgarbi. L’Italia è un paese di archeologi? Che cosa sta succedendo negli ultimi anni? Forse per capirlo è bene provare a raccontare la storia dell’archeologia in Italia in modo un po’ fuori dagli schemi usuali. La generazione nata negli anni Cinquanta è quella che nell’adolescenza ha letto Civiltà sepolte di Ceram, che raccontava le meravigliose scoperte dell’archeologia dell’Egitto e del Medio Oriente, ma è anche la generazione che si appassionava all’impresa del Kon Tiki, la zattera azteca ricostruita da Thor Heyerdhal, che volle dimostrare con una traversata in solitario i contatti tra la civiltà dell’America centrale e le isole del Pacifico. Sono passati molti anni e nel frattempo l’archeologia è uscita dalle accademie e dai romanzi d’avventura; è diventata una professione praticata da migliaia di giovani entusiasti. Il clima oggi sta cambiando: tornano in auge le statue e i vasi dipinti, i gioielli e i grandi templi, le mostre spettacolo e i dotti convegni. Siamo in una fase in cui la valorizzazione prevale sulla conservazione e sulla ricerca scientifica, ma non è troppo banale ricordare che si può valorizzare solo ciò che si è conservato e si conserva adeguatamente solo studiando e affinando la ricerca e il restauro. Da queste considerazione parte questo viaggio in un mondo affascinante quanto ancora poco esplorato. In libreria dal 22 aprile

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Archeologia marina in diretta

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Con il 5° WeBinar l’evento è stato organizzato da Archeoclub d’Italia, nell’ambito del Giubileo di Archeoclub d’Italia. In questo momento, in diretta sulla pagina facebook Facebook , questa volta sul tema specifico dei beni sommersi e del loro restauro. Archeoclub d’Italia dispone di una struttura specialistica “Marenostrum” che si occupa di beni emersi e sommersi costieri sia sotto l’aspetto della conoscenza, studio e ricerca, ma anche della valorizzazione, salvaguardia e promozione. Valutando anche il contesto associato ai fenomeni erosivi e che sono tra le cause principali della perdita, in questi casi, della memoria storica. Marenostrum da più anni si occupa di un progetto di ricerca autorizzato dalla Soprintendenza competente, con l’Università Iulm di Milano e proprio dalle attività di studi, ricerche e divulgazione ottenne, nel 2014, il riconoscimento del Presidente della Repubblica con una medaglia per l’alto valore scientifico e divulgativo degli eventi organizzati dalla struttura specialistica”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia che oggi conta 150 sedi e 5000 soci in tutta Italia, aprendo poco fa il WeBinar “Il Restauro in ambiente sommerso” con Filippo Avilia, docente di Archeologia Subacquea presso l’Università IULM di Milano, Luigi Fozzati, docente di Archeologia Marittima presso l’Università di Venezia, Rosalba Panvini, professoressa di Metodologia della Ricerca Archeologica presso l’Università di Catania. La diretta sarà sulla pagina Facebook Archeoclub d’Italia Italia

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Archeologia nuove scoperte Stabiae

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

Santaniello (Pres. Archeoclub d’Italia – Castellammare di Stabia): “Abbiamo il nome di chi si occupò della costruzione dell’Acquedotto Romano: il senatore Publius Sibidius Pollio. E spieghiamo il perché”. Dopo la notizia secondo la quale l’Acquedotto sulla collina stabiese di Quisisana sarebbe di origine romana e non borbonica, gli studi hanno portato ad altre sorprese interessanti.
Gli studiosi riportano che “a Stabiae è stata rinvenuta una fistula acquaria che reca il nome di Publius Sabidius Pollio”. L’iscrizione del senatore romano è stata datata al 30 d.C., quindi nel periodo Giulio-Claudio e precisamente con l’imperatore Tiberio. “La fistula è stata rinvenuta insieme ad altri resti durante gli scavi di un villa, associata ad una cisterna”. Il senatore P. Sibidius Pollio potrebbe essere proprio il Praetor Urbanus, colui che poteva occuparsi della costruzione dell’acquedotto. Anche se dalla storiografia risulta che fuori da Roma ad occuparsi degli acquedotti era il Praetor Peregrinus. L’acquedotto di Quisisana ha caratteristiche costruttive completamente diverse dagli altri acquedotti conosciuti, si tratta di uno speco che corre lungo le pareti dei Monti Lattari, il cui percorso è condizionato dalla natura accidentale del luogo. Esso è adagiato sulla roccia e ricalca l’andamento sinuoso delle pareti del monte Faito. E’ perfettamente mimetizzato tra i folti boschi di Quisisana, tanto da poter essere considerata una grandiosa opera di ingegneria naturalistica. Non presenta alcuna analogia con l’antico acquedotto romano del Serino. Per cui possiamo al momento solo ipotizzare, laddove ulteriori studi dovessero confermare l’origine romana dell’acquedotto, che esso alimentava le ville romane situate nella zona collinare tra Quisisana e Pozzano. Così come alimentava, in epoca borbonica, le tante ville costruite dai nobili che frequentavano la corte dei Borbone.
Nell’incisione di Giovan Battista Pacichelli pubblicata nel 1703, quindi prima del 1735, data dell’avvento dei Borbone nel Regno di Napoli, si evince come lungo la collina da Quisisana a Pozzano fosse già sviluppato l’abitato. Infatti, il nucleo originario della città di Castellammare di Stabia è sorto proprio sulla collina in epoca Angioina, ne sono testimonianza il Castello e le dimore di Quisisana. Poi si sono avvicendati gli aragonesi e i Borbone. Per cui è lecito ipotizzare che l’abitato della zona collinare venisse rifornito di acqua in modo costante, cosa che non poteva garantire l’uso delle cisterne. La città si è successivamente sviluppata lungo la costa a partire dal XV secolo, quando venne realizzata la cinta muraria, e lungo la costa il problema idrico non esisteva, vi erano abbondanti sorgenti d’acqua conosciute già in epoca romana. Insomma, sono al momento solo delle ipotesi ma potrebbero cominciare a delineare un collegamento tra le varie scoperte, un puzzle che si completa di volta in volta”. (foto in copyright: Massimo Santaniello – Presidente Archeoclub Castellammare di Stabia – in un momento della ricerca

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Al via un nuovo progetto per avvicinare le future generazioni all’archeologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

All’ingresso degli scavi di Pompei ed Ercolano, ad un anno di distanza dalla sua prima visita, ritorna Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini, per presentare le nuove mappe e la guida dedicata ai più piccoli del sito Unesco che comprende Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Alfonsina Russo, Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, dichiara : “Esplorare nuovi canali comunicativi per avvicinare le nuove generazioni all’archeologia, così come all’arte ed ai beni culturali, in generale, resta un obiettivo di grande importanza per tutti gli attori che si occupano di conservazione, tutela e promozione del patrimonio culturale italiano. In questa chiave, l’iniziativa di proporre percorsi guidati e mappe specifiche, utilizzando un personaggio cosi’ amato dai giovanissimi, come Geronimo Stilton, risulta essere un interessante passo avanti”.

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Ricognizione archeologica del Locri Survey – 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Locri (Reggio Calabria) Martedì 9 ottobre 2018, alle ore 17.30, a Locri (Reggio Calabria), presso il Palazzo Teotino Nieddu del Rio, verrà presentata la ricognizione archeologica del Locri Survey – 2018 della Scuola Normale Superiore di Pisa a cura del SAET (Laboratorio di Storia Archeologia Epigrafia Tradizione dell’antico) sul territorio della colonia magno-greca di Locri Epizefiri.
L’idea progettuale è finalizzata ad una sempre maggiore valorizzazione e conoscenza del patrimonio archeologico locrese. Introdurranno i lavori: Rossella Agostino, direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri e Andrea Maria Gennaro, soprintendenza ABAP. Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri è afferente al Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon.

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L’archeologia come ‘scienza globale’

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 Maggio 2018

Roma 11 maggio alle ore 11.00 in via della Lungara,10 “L’archeologia come ‘scienza globale’ interdisciplinarietà e ricostruzione delle società del passato” è il titolo della conferenza che la Prof.ssa Marcella Frangipane dell’Università Sapienza di Roma terrà all’Accademia dei Lincei.
La Prof.ssa Frangipane dirige il grande progetto archeologico nel sito di Arslantepe, Malatya (Turchia), uno dei principali “Grandi Scavi” della Sapienza. Per i suoi meriti è stata eletta unica umanista e unica donna italiana al ‘Foreign Associate Member’ della National Academy of Sciences degli USA. È Membro del Deutsches Archäologisches Institut (DAI) di Berlino e dello Scientific Board del World Shanghai Archaeology Forum, e tra i numerosi riconoscimenti e onorificenze è stata nominata “Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana”.

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Ti presento un museo. Archeologia Pubblico Musei

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Roma Giovedì 14 Dicembre 2017, ore 15:00 Scuola di Lettere Filosofia e Lingue, Sala Professori Via Ostiense 234 Incontro di studio su musei archeologici di ‘ultima generazione’, presenti nel territorio del Comune di Roma, che mette a confronto le prospettive degli studenti con quelle degli addetti ai lavori al fine di stimolare il dibattito sulle tipologie di rapporto, oggi possibili, tra ricerca scientifica e società.

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Chiacchieriamo della Locride antica: Storia, archeologia, paesaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

Rossella AgostinoLocri - TogatoLocri. Martedì 8 agosto 2017, alle ore 20.00, nella straordinaria cornice del Parco Archeologico Nazionale di Locri, in località Marasà, si terrà un’interessante conversazione sul tema Chiacchieriamo della Locride antica. Storia, archeologia, paesaggio.
L’iniziativa avrà due relatori d’eccellenza, profondi conoscitori del territorio locrese, ricchissimo di storia e di testimonianze del passato: Rossella Agostino, direttore del Parco Archeologico Nazionale di Locri e Daniele Castrizio, numismatico, docente presso l’Università di Messina.
La conversazione sarà tenuta all’aperto, nell’area del Parco archeologico, e faranno da sfondo alcuni tra i resti archeologici della città coloniale di Locri.
Seguirà una degustazione di vino prodotto a Bianco, centro del litorale ionico meridionale calabrese, situato a pochi chilometri da Locri. Vini lavorati da vitigni che, sulla base degli studi e le analisi fatte, si ricollegano a vitigni che hanno avuto origine nell’antichità: un assaggio che ricorda l’abitudine dei Greci di pasteggiare con vino che, a differenza di quanto accade oggi veniva solitamente miscelato a miele ed acqua nei crateri figurati di cui si ha testimonianza anche tra i rinvenimenti effettuati a Locri nei decenni passati.
Una proposta, quindi, di grande suggestione e originalità che farà rivivere i fasti di questo magnifico lembo di Calabria.
Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, guidato da Rossella Agostino, afferisce al Polo Museale della Calabria diretto da Angela Acordon. (foto: Rossella Agostino,  Locri – Togato)

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Il Polo Museale della Calabria al TourismA Salone internazionale dell’archeologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

castello-di-le-castellachiesa-di-s-francescoFirenze – Palazzo dei Congressi. Con un aggraziato spazio espositivo e un interessante incontro il Polo Museale della Calabria ha evidenziato al Tourisma il suo rilevante patrimonio storico, artistico, monumentale e archeologico.
Il Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon, è stato rappresentato, nel prestigioso Salone internazionale dell’archeologia di Firenze, da Rossella Agostino, Adele Bonofiglio e da Gregorio Aversa che hanno tracciato con un’attenta disamina le peculiarità delle strutture ricadenti nel Polo: i Parchi archeologici che raccontano la vita di centri coloniali quali Sibari, Capo Colonna di Crotone, Scolacium, Kaulonìa, Locri; centri i cui resti conservati dall’azione del tempo o portati alla luce con le indagini di scavo costituiscono da sempre argomenti nei manuali di archeologia dalla protostoria ad età greca e poi romana. O ancora, il Parco Archeoderi di Bova Marina che documenta significativamente anche la presenza ebraica nel versante ionico meridionale la-cattolicacalabrese. Il Museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, il Museo della Sibaritide, il Museo di Crotone, il Museo di Scolacium, il Museo di Locri e quello dell’antica Kaulonìa completano la narrazione dei Parchi attraverso i percorsi espositivi allestiti nelle sale che illustrano la quotidianità della vita di colonie magno-greche e municipia romani. Li affiancano Musei archeologici più piccoli, ma ricchi di manufatti e di storia: Amendolara, Lamezia, Gioia Tauro. E se il Museo di Mileto presenta al visitatore testimonianze di età medievale-normanna, edifici di culto quale, la Cattolica di Stilo e la Chiesa di San Francesco di Gerace sono architettonicamente e storicamente significative testimonianze per l’età bizantina e tardo-medievale. La fortezza di Le Castella a Isola Capo Rizzuto documenta la presenza del controllo costiero dall’antichità ad età moderna. Infine la Galleria Nazionale di Cosenza – sede centrale del Polo – ospita testimonianze pittoriche di vari periodi tra i quali, dipinti sei-settecenteschi di scuola napoletana e pittori, anche calabresi, che frequentavano la corte borbonica mantenendo rapporti con ambienti culturali di respiro europeo. (foto: Castello di Le Castella, Chiesa di S. Francesco, La Cattolica)

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Luce sull’archeologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

statua-della-deaarcheologiaRoma Teatro Argentina Il Teatro di Roma riaccende i riflettori sul ciclo di incontri LUCE SULL’ARCHEOLOGIA, terza edizione di un appuntamento ormai imperdibile per il pubblico romano, che nelle passate stagioni ne ha decretato un successo senza precedenti con lunghe code al botteghino e un teatro sempre gremito in ogni ordine di palchi.Sei appuntamenti – da gennaio ad aprile al Teatro Argentina, la domenica alle ore 11 (15 e 22 gennaio – 26 febbraio – 19 e 26 marzo – 23 aprile) – raccontano la millenaria storia di Roma e del suo impero attraverso un viaggio di parole, testimonianze e immagini, che è prima di tutto incontro con le forme di bellezza che hanno scandito i momenti decisivi della storia imperiale: da Pompei ad Atene alle meravigliose ville di lusso dell’aristocrazia romana. Storici, archeologi e studiosi d’arte, moderati dal professor Claudio Strinati, si confronteranno col pubblico sul terreno della passione per la civiltà romana e per le arti. Il teatro torna dunque ad essere luogo di incontro e condivisione, vero e proprio spazio di agorà civile, in cui i cittadini potranno interrogarsi e scambiare da vicino opinioni sulla storia romana e sui risvolti che la creazione di un nuovo modello sociale e culturale ha saputo produrre, trasformando territori e popoli in una communis patria. Tema della terza edizione, ROMA OLTRE ROMA, una riflessione che parte dal punto di vista storico, artistico e spirituale per intraprendere un viaggio nella millenaria storia della Capitale che non si ferma nei confini nazionali, ma abbraccia l’enorme bacino culturale che proprio da Roma si è espanso in tutto il mondo, saldando tra loro culture diverse e assai lontane.
Si parte domenica 15 gennaio con il primo appuntamento dal titolo Roma fondatrice di città: da Ostia alle colonie e ai municipi in tutta Italia. A raccontarci la romanizzazione del nostro Paese, l’archeologo Carlo Pavolini e Paolo Sommella, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e Professore emerito di Topografia dell’Italia Antica a La Sapienza Università di Roma. Chiude l’incontro ALLA CITTÀ MORTA. PRIMA EPISTOLA AI ROMANI, breve performance di e con Daniele Timpano e Elvira Frosini, in scena ad inveire sulle macerie di una Capitale dimenticata. Un uomo e una donna, due cittadini della città eterna, forse vivi, forse morti, forse spettri, che parlano da sotto le macerie di Roma per fare un discorso alla “città morta”. Un’invettiva contro lo stato di cose che componeva uno dei 24 tasselli del progetto Ritratto di una Capitale.
roma-teatro-e-piazz-corporazioniDomenica 22 gennaio secondo incontro sul tema Pompei: storia, leggenda e mito di una città romana. Viaggio nel mondo antico custodito da Pompei attraverso gli interventi di Massimo Osanna, soprintendente ai Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, insieme con lo storico dell’arte Claudio Strinati e Fausto Zevi, archeologo e professore emerito di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana.
Si prosegue domenica 26 febbraio con “Le tranquille dimore degli Dei”, Ville di delizia dell’aristocrazia romana in età imperiale tra Lazio e Campania. A parlarci del gusto di vivere “alla greca”, negli “spazi dello spirito” come luoghi di cultura e di piacere intellettuale, saranno Eugenio La Rocca, professore di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana a La Sapienza, già Sovrintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma, e Stefano Tortorella, professore di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana a La Sapienza e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici.
Domenica 19 marzo due capitali a confronto con Roma e Atene. Memoria, conoscenza, immaginario. Come immaginarono i Greci la città di Roma prima di conoscerla dal vivo? A rispondere Luciano Canfora, storico del mondo antico e professore di Filologia Greca e Latina presso l’Università di Bari, Annalisa Lo Monaco, archeologa presso La Sapienza di Roma, e Elena Korka, archeologa ateniese e direttore generale delle antichità presso il Ministero della Cultura Greca.
frosini-timpanoDomenica 26 marzo appuntamento con Schiavi di Roma. Il racconto della quotidianità di uomini, donne e bambini privati dei loro diritti, attraverso le ricostruzioni di Andrea Giardina, professore di Storia Romana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e Orietta Rossini, responsabile del Museo dell’Ara Pacis, Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma.
A chiudere il ciclo di incontri domenica 23 aprile La fine del mondo antico: da Roma a Costantinopoli. Saccheggi ripetuti, ben tre solo nel corso del V secolo, e il conflitto greco-gotico segnarono la fine della città antica, nel racconto di Alessandro Barbero, storico e scrittore, professore di Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale di Vercelli, e Massimiliano Ghilardi, direttore associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani.
ROMA OLTRE ROMA è realizzata dal Teatro di Roma in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la Soprintendente ai Beni Archeologici di Pompei, la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, l’Istituto Nazionale di Studi Romani e con il mensile di archeologia Archeo. Il consenso avuto nelle due passata ediziono conferma che la “cura” del tesoro comune della memoria è indice di civiltà e che promuovere la conoscenza e la tutela dei beni culturali attiva nuova cultura e nuova civiltà. Biglietto: singolo incontro ingresso 5 € _ ARCHEOCARD 6 ingressi a 25 € (foto: statua della Dea, Roma teatro e Piazz.Corporazioni, archeologia, Frosini Timpano)

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Archeologia sotto le stelle”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2016

Paestum TempliParco Archeologico di Paestum fino al 17 settembre 2016. E’ il programma di aperture serali dei siti archeologici campani proposto dalla Scabec, la società della Regione Campania che opera per la valorizzazione e promozione dei beni culturali. Dal mercoledì alla domenica tutti i giorni fino al 17 settembre la Scabec offre un cartellone di circa 80 appuntamenti in 5 siti, per conoscere o per rivedere luoghi famosi in tutto il mondo come gli scavi di Pompei, di Ercolano o i Templi di Paestum e per scoprire alcune realtà meno note ma di grandissimo fascino come il Museo Archeologico di Villa Arbusto nell’isola d’Ischia o la Villa Romana Marittima di Minori in Costiera Amalfitana. Percorsi dal tramonto fino a notte fonda con visite guidate o itinerari in audioguida affiancati a performance artistiche internazionali di danza, teatro e musica.
PaestumParticolarmente suggestive le aperture serali del Parco Archeologico di Paestum, in programma dal giovedì alla domenica, che stanno riscuotendo un grande successo. Un mese di visite straordinarie per scoprire il fascino degli antichissimi Templi in un nuovo percorso illuminato ad hoc dal light designer argentino Jorge Pastorino. Un percorso per vivere l’emozione notturna del parco archeologico in piena autonomia. Scaricando l’APP Paestum di notte o acquistando il supporto audio sarà possibile infatti personalizzare la propria visita muovendosi liberamente tra archeologia, natura e storia. Cinque le tappe del percorso di visita digitale: il Tempio di Athena, Heroon, il Santuario con Natatio, il Foro e il Tempio di Nettuno e Basilica in un racconto a metà tra storia e narrativa. Le imprese dei greci, gli eroi della città, i luoghi più importanti di aggregazione cittadina come la palestra e i templi dedicati ad Hera e ad Apollo destinati alle grandi feste religiose. Aperta il sabato notte anche la mostra “Possessioni. Trafugamenti e falsi di antichità a Paestum” nell’adiacente Museo Archeologico.
In programma fino al 17 settembre visite guidate, passeggiate e spettacoli il mercoledì e la domenica negli Scavi di Ercolano, il giovedì e venerdì a Pompei, il sabato alla Villa Arbusto di Ischia. (foto: Paestum Templi, Paestum)

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Campania by Night: Archeologia sotto le Stelle

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2016

pompei dove il tempo si è fermatoPompei Giovedì 21 luglio alle ore 20 presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei presentazione alla stampa del progetto della Regione Campania, promosso e realizzato dalla Scabec, “Campania by night. Archeologia sotto le stelle”, 80 aperture serali nei siti di Pompei, Ercolano, Paestum, Villa Arbusto a Lacco Ameno d’Ischia e Villa marittima romana di Minori.
Dopo la presentazione si inaugureranno i percorsi di Pompei, che prevedono la visita guidata con percorso illuminato e un concerto, a cui seguiranno nei prossimi giorni le inaugurazioni di Paestum (22 luglio), Villa Arbusto (23 luglio), Ercolano (24 luglio), Villa Romana (30 luglio)
Interverranno:
il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca
il Soprintendente di Pompei Massimo Osanna
la Presidente della ScabecPatrizia Boldoni
Saranno inoltre presenti il Direttore del parco archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel, i rappresentanti degli altri siti archeologici e Comuni coinvolti, il curatore della rassegna di Pompei Luigi Gallo, la curatrice della rassegna di Villa Arbusto Laura Valente.

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Simposio bilaterale di archeologia Italia-Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2015

expo-2015-milanoMilano Mercoledì 7 ottobre – ore 12:00 Soprintendenza archeologica di Milano – Sala delle Colonne – Via De Amicis 11 Italia e Israele detengono un patrimonio archeologico di inestimabile valore storico, culturale e sociale, sul quale poggiano le basi della civiltà occidentale. Il tema dell’Esposizione Universale Expo 2015 è l’alimentazione e i suoi corollari, cioè le più moderne tecnologie legate allo sviluppo dell’agricoltura e dell’irrigazione. Cercare nei panorami culturali italiani e israeliani le tracce più antiche di queste tecnologie è l’argomento di questo Simposio, che lega l’archeologia alla modernità, e trova in Expo la cornice ideale per essere ospitato.
Due gli appuntamenti previsti. Si parte il pomeriggio di mercoledì 7 ottobre per illustrare la cooperazione tra il Politecnico di Milano e l’Istituto Shenkar di Tel Aviv al fine di musealizzare l’antica città di San Giovanni d’Acri (Akko), Patrimonio mondiale dell’umanità. Gli esperti italiani e israeliani ci racconteranno in che modo l’agricoltura ha influenzato la formazione di questa magica cittadella templare e di tanti altri panorami culturali in Italia e in Israele.
La giornata dell’8 ottobre sarà invece dedicata all’acqua, bene indispensabile per qualunque sviluppo agricolo e particolarmente prezioso in una terra arida e desertica come Israele. I nostri paesaggi sono impreziositi dalle vestigia degli acquedotti romani diffusi in tutta l’area mediterranea fin dall’epoca di Augusto, da costruzioni, ritrovamenti e reperti presenti in gran quantità ovunque. Tutte queste opere sono sorte per soddisfare l’esigenza dello sfruttamento delle acque a fini agricoli e trovano una naturale evoluzione nelle modernissime tecnologie di irrigazione goccia a goccia. Questa eccellenza israeliana, che ha trasformato i suoi deserti in un territorio fertile e vitale, costituisce oggi un modello per tutti i popoli che vivono la grande emergenza della siccità.
Il Simposio vuole essere un importante momento di confronto per far conoscere alle nuove generazioni l’immenso patrimonio culturale archeologico di Italia e di Israele, unite dal Mare Mediterraneo, culla comune delle nostre civiltà. “La conoscenza di tale patrimonio è parte integrante dell’identità culturale dei nostri popoli ed è indispensabile per creare tra di essi dei legami inscindibili” ha dichiarato Eldad Golan, Addetto Culturale dell’Ambasciata Israeliana a Roma, promotrice del convegno in collaborazione con la Direzione Generale Archeologia del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo italiano.
Gli aspetti e gli esempi da portare sarebbero numerosissimi, ed è impossibile dare conto di tutte le ricerche in atto. Per questo la Direzione Generale Archeologia “ha scelto di presentare solo alcuni casi di recente approfondimento, anche connessi a iniziative collaterali a EXPO, senza poter prescindere da una breve rassegna su quanto è oggetto di studio a Roma stessa”. Uno speciale ringraziamento alla Soprintendenza Archeologia della Lombardia, nella persona del Soprintendente, dottor Filippo Maria Gambari, per l’appoggio logistico al progetto, al direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, dottoressa Avital Kotzer Adari, per l’impegno nella realizzazione del Simposio, e all’architetto David Palterer che è riuscito a costruire il ponte di interesse e di ricerca tra Italia e Israele.Il Simposio avrà il seguente svolgimento:
Mercoledì 7 ottobre – ore 14:45
Padiglione Israele a Expo
Convegno su “L’identità del paesaggio culturale come dialogo tra passato e presente”.
Moderatore Federico Bucci
· Raffaella Poggiani Keller _ Tracce preistoriche nei paesaggi culturali delle Alpi lombarde: esempi di valorizzazione
· David Palterer _ I siti archeologici di Pill e’ Mat[t]a e Palazzo Medici Riccardi come impronte di due paesaggi culturali.
· Monica Abbiati _ Il riconoscimento UNESCO e la protezione dei siti, leva per lo sviluppo territoriale.
· Raanan Kislev _ The old city of Acco as a World Heritage Site
· Yael Moria _ Beit Shean
Giovedì 8 ottobre – ore 10:00-13:00
Prima parte del convegno “Dagli acquedotti romani all’irrigazione a goccia”
Moderatore Raffaella Poggiani Keller
· Omry Barzilai – “East Neolithic Wells and the Domestication of Water in the Near Middle East”
· Joseph Uziel – “Water system in the Biblical Tells in the Bronze and Iron Age”
· Uzi Dahari – “Water and irrigation system in the Israeli desert during the Roman and Byzantine Periods”.
ore 14:30-18:30
Seconda parte del convegno “Dagli acquedotti romani all’irrigazione a goccia”
Moderatore David Palterer
· Marco Edoardo Minoja, Gianfranca Salis – “Sardegna nuragica e culti delle acque: un bacino di relazioni culturali”
· Maria Concetta Parello, Gianluca Furcas – “Il sistema di raccolta e distribuzione dell’acqua ad Akragas”
· Mariarosaria Barbera, Marina Piranomonte – “Roma, Caput Mundi dell’acqua”
Conclusione del Simposio

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Dig Quest, con giochi di archeologia e puzzle per bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 gennaio 2015

Dig QuestAnche The Dead Sea Scrolls, la più importante scoperta archeologica del XX° secolo, è ora disponibili su iPhone e iPad in un nuovo ed emozionante formato per i bambini. Genesi 1.1 il racconto della creazione, i Dieci Comandamenti, i Salmi e 11 altri 2000 vecchi manoscritti sono presenti in questa applicazione che introduce i bambini dai 7 agli 11 all’archeologia con una suite di giochi unici, con bellissimi manufatti del tesori nazionali della Israel Antiquities Authority.L’App trasforma l’iPhone di un ragazzo o iPad in uno strumento archeologico e permette loro di giocare per affinare le proprie competenze, scoprire significati segreti, risolvere enigmi.
I giochi sono stati sviluppati in collaborazione con il team della IAA I bambini avrannoun’idea di quello che gli archeologi fanno e come sperimentano l’emozione della scoperta e la creatività e le competenze coinvolte per risolvere i misteri del passato lontano.I giocatori potranno scegliere tra due siti di uno scavo – ognuno ha un gioco unico che mette il giocatore al posto di guida e richiede l’utilizzo di differenti competenze diverse archeologiche. La parte sporca deve essere eliminata al fine di scoprire un antico mosaico di epoca romana facendo seguito ad un gioco a quiz per individuare e classificare gli animali e gli oggetti del mosaico.Nelle grotte di Qumran, i frammenti dei 2.000 anni di Rotoli del Mar Morto sono stati scoperti permettendo al giocatore di mettere insieme in un gioco di puzzleOgni sito dispone di scoperte che raccontano all’utente la storia dello scavo e dei manufatti scoperti

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Festival Nazionale dell’Archeologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Maggio 2012

Roma, martedì 22 maggio alle 12.00, presso la sede della Banca Monte dei Paschi di Siena spa (ingresso via Minghetti, 30/A) conferenza stampa in occasione del Festival nazsionale dell’archeologia che si terrà a Chianciano Terme e Val di Chiana dal 6 al 21 luglio) Mostre, spettacoli, incontri ed eventi in occasione de “Le Notti dell’Archeologia”Interverranno:
Gabriello Mancini, Presidente della Fondazione Monte dei Paschi
Luigi Maria Di Corato, Direttore Generale della Fondazione Musei Senesi
Gabriella Ferranti, Sindaco di Chianciano Terme
ARCHEOFEST 2012 è una produzione Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti Culturali, con il coordinamento scientifico di Fondazione Musei Senesi in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Provincia di Siena e Comune di Chianciano Terme e la partecipazione dei Comuni di Cetona, Chiusi, Montepulciano, Sarteano, Pienza, San Casciano dei Bagni, Trequanda e dell’Unione dei Comuni della Val di Chiana Senese.

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Rilancio dei Campi Flegrei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

500.000 euro di fondi pubblici arriveranno nei Campi flegrei, per mettere in piedi un poderoso evento culturale dalla portata economica complessiva di ben 715.000 euro. “Art Explosion” intende così promuovere in maniera suggestiva la terra ardente, mediante una grande manifestazione in cui singoli eventi si coordineranno e si collegheranno al tema unico dell’integrazione traarte contemporanea e archeologia che ne costituisce il filo conduttore. Per un intero mese, dal 30 settembre al 30 ottobre, i siti archeologici dell’area flegrea torneranno a nuova vita attraverso le esposizioni e le esibizioni di artisti di fama nazionale e internazionale e di giovani emergenti.
“Esposizioni”, “mostre” finalizzate alla valorizzazione di realtà museali e di siti archeologici, “proiezioni architetturali”, “street art live performance”, queste sono solo alcune delle modalità attraverso cui “Art Explosion” si propone di dare un’opportunità di rilancio ai beni culturali, attraverso la naturale compresenza e giustapposizione tra storia e arte, passato e presente. La Necropoli di Cappella, il Castello di Baia, il Tempio di Diana e di Venere, l’Anfiteatro Flavio, Macellum, saranno alcuni dei palcoscenici d’eccezione per esibizioni e mostre collettive ed individuali dei grandi nomi dell’Arte contemporanea. Tra i tanti artisti provenienti da tutta Italia che interverranno alla manifestazione, il genio delle installazioni luminose Nicola Evangelisti e il maestro Marco Nereo Rotelli, entrambi immancabili protagonisti della 54° Biennale di Venezia. Il musicista Francesco D’Errico, i poeti italiani Davide Rondoni, Mario Attanasio, Tiziano Broggiato, Lucrezia Lerro, Loretto Rafanelli, Valentino Zeichen, e l’arabo Adonis arricchiranno le creazioni di Rotelli, per una fusione perfetta tra arte, musica e parole. Visite guidate per scuole ed accademie, educational tour per esperti e critici d’arte, un concorso regionale dedicato agli artisti emergenti, arricchiranno il variegato parterre della manifestazione il cui calendario completo sarà diffuso prossimamente. Un evento d’eccezione, “Art Explosion” che sarà forse il punto di partenza per il vero rilancio delle potenzialità turistiche e culturali dei Campi flegrei.

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Archeologia e Unità d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2011

Bologna 18 maggio 2011 alle ore 18 presso la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro, 22) in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia si terrà la seconda e ultima conferenza sul tema Archeologia e Unità d’Italia Celti e Liguri nel Nord-Ovest dell’Italia. Modelli antichi e identità di oggi di Filippo Maria Gambari Soprintendente ai Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna
La questione delle radici identitarie delle regioni italiane viene oggi spesso richiamata nei dibattiti a partire dall’ampio approfondimento conseguente alla celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia. I popoli dell’Italia antica rappresentano l’origine ed il fondamento di quella peculiarità della storia italiana che vede un’unità culturale (e solo molto tardi politica) nella diversità regionale e qualche volta addirittura cittadina. In qualche modo, per un riscontro molto semplicistico ed immediato, la tradizione storica dell’Italia è un po’ come la sua cucina, sempre diversissima da luogo a luogo ma sempre inconfondibilmente italiana. Su Celti e Liguri si sono accumulati nel tempo non solo modelli ascientifici (come la presunta non indo europeità del ligure come riscontrabile nell’età del Ferro) ma anche influenze nazionalistiche d’Oltralpe (come l’identificazione costante dei Celti come barbari invasori e spesso Francesi ante litteram). L’archeologia e la linguistica celtica, profondamente aggiornate dai continui ritrovamenti e soprattutto dalle iscrizioni in celtico cisalpino ed in celtiberico, forniscono oggi alcune importanti risposte, che consentono di analizzare nell’età del Ferro cisalpina l’identità etnica come specifica valenza culturale, come scelta programmatica diversa da zona a zona in connessione con l’incrocio in Italia nord-occidentale dell’influenza culturale etrusca e della fascinazione del modello guerriero celtico.
L’etnogenesi a partire dall’età del Bronzo dei gruppi celto-liguri del nord-ovest d’Italia, il sorgere nell’età del Ferro della cultura di Golasecca come ambito proprio dei più antichi Celti d’Italia, che mantengono una identità specifica pur metabolizzando e reinterpretando profonde influenze etrusche, mentre i Liguri a sud del Po e nella Liguria costiera mostrano una profonda etruschizzazione, fino ad una vera assimilazione culturale dei ceti dominanti, sono processi evidenziati dalle ricerche più recenti e gettano una luce nuova non solo sul vero significato di definizioni come Celti, Galli, Liguri ma più generalmente sulla prima Italia nella Cisalpina occidentale.
Filippo Maria Gambari (Milano, 1954) fa le sue prime esperienze su scavi e cantieri archeologici già dall’età di 15 anni, in molte regioni d’Italia. Si laurea in Lett. Class. (con lode) con curriculum paletnologico e tesi in Etruscologia all’Università degli Studi di Milano (1977), e si specializza in Archeologia (con lode) all’Università degli Studi di Milano. Dal 1979 a seguito di concorso nazionale Archeologo Preistorico presso la Soprintendenza Archeologica del Piemonte, presso cui presta servizio fino al 2009 come Ispettore, Direttore e poiVicedirigente Archeologo. Da Luglio 2009 Soprintendente ai Beni Archeologici della Liguria a seguito di un concorso nazionale conclusosi nel 2008; dal gennaio 2011 Soprintendente ai Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e Soprintendente ad interim ai Beni Archeologici della Liguria.

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Notte dei Musei alla Sapienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2011

Roma 14 maggio dalle ore 9.00 alle 18.00 Museo di Arte classica Piazzale Aldo Moro, 5 Sono numerose le testimonianze della storia affiorate dalla terra e dal mare che ancora aspettano di essere svelate appieno. Gli archeologi hanno riportato alla luce negli anni edifici, utensili, gemme, ossa che hanno permesso di ricostruire solo in parte l’evoluzione antropologica, politica, culturale del genere umano. Grazie alla scienza oggi è possibile saperne di più e riaprire “casi” ormai chiusi per l’archeologia. Le ultime novità in questo campo saranno presentate, alcune in assoluta anteprima, nel workshop Nuove tecnologie applicate ai beni culturali: tutela, conservazione e ricerca, organizzato dal Museo di Storia della medicina nell’ambito iniziative della Sapienza per la Notte europea dei Musei 2011. Per l’occasione i ricercatori Robert Fleischer e Alain Touwaide spiegheranno come sono arrivati a scoprire, grazie alle più recenti tecniche di biologia molecolare, la natura delle misteriose pastiglie trovate nel Relitto del Pozzino, un veliero romano del 140 a.C. rinvenuto sui fondali toscani più di trent’anni fa. Analizzando il DNA delle compresse rimaste in fondo al mare per 20 secoli in uno scrigno di legno a bordo del relitto, gli scienziati hanno dimostrato che si trattava di composti a base di piante simili ai medicinali descritti da Galeno. In pratica una cassetta di pronto soccorso ante litteram. Le nuove tecnologie applicate ai beni culturali sono in parte mutuate dalla medicina, dalla biologia molecolare, dalla chimica, dalla fisica. Per esempio le indagini di medical imaging e morfometria geometrica si applicano ai reperti fossili per lo studio dell’evoluzione umana;l’analisi degli isotopi stabili fornisce chiarimenti sul rapporto tra alimentazione e mobilità nelle popolazioni umane del passato; tecniche micro-analitiche sono utilizzate per le gemme; la proteomica studia le proteine e i composti derivati per analizzare i processi a cui i sistemi biologici sono sottoposti nel tempo (resti alimentari, umani, tessuti); infine l’illuminotecnica applicata ai beni culturali è impegnata a individuare i sistemi di illuminazione più adatti e meno dannosi per questo delicato patrimonio. A dimostrazione che la scienza non è solo per gli addetti ai lavori, la Sapienza ha previsto per i visitatori della sera la possibilità di portarsi a casa un frammento di DNA, estratto dalle piante medicinali identificate dai ricercatori nella composizione delle pastiglie del Relitto del Pozzino.

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