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Posts Tagged ‘archeologici’

Un’asta di reperti archeologici di alto pregio a prezzi contenuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Mag 2016

astaBy Giuseppe Bertolami. Roma 20 maggio 2016 ore 16,30 Esposizione: 15 – 17 maggio 2016 ore 11.00/19.00 18 – 19 maggio ore 10.00/13.00 Palazzo Caetani Lovatelli Piazza Lovatelli, 1. I cinquantasei lotti che saranno posti all’incanto il 20 maggio a Palazzo Caetani Lovatelli possono essere tutti considerati dei top lots, top lots di diverse fasce di prezzo.
L’Italia non è un paese per aste di archeologia. I motivi sono noti e attengono alla complessità e severità del sistema normativo vigente nel nostro paese in materia di tutela del patrimonio culturale. Le prime leggi sul tema sono state d’altronde emanate proprio qui da noi. Nella Roma del Papa Re, già a partire dai primi decenni del ‘400, si avverte l’esigenza di provvedimenti finalizzati a impedire la demolizione e spoliazione delle rovine di età romana. Si procede poi alla regolamentazione degli scavi archeologici, arrivando a creare una carica dello Stato preposta a vigilare sul patrimonio artistico. L’idea, come è noto, è da ascriversi a Papa Leone X, che, nel 1515, nomina Raffaello Ispettore Generale delle Belle Arti . E non solo lo Stato Pontificio si è dotato prima di ogni altro di un ministro dei beni culturali, ma, intorno alla metà del ‘600, per primo ha introdotto il divieto di esportazione all’estero delle opere d’arte di maggior valore. Alla luce di presupposti storici così impegnativi si comprende come mai l’Italia occupi una posizione del tutto defilata nell’ambito del grande commercio internazionale di archeologia, un ramo del mercato dell’arte nei confronti del quale il nostro paese ha sviluppato un atteggiamento di sedimentata e non sempre giustificata diffidenza.
Come si spiega, allora, l’asta di reperti archeologici di alto pregio che Bertolami Fine Arts si appresta a battere nella sua sede romana di Palazzo Caetani Lovatelli? Basta sfogliare velocemente il catalogo per rendersi conto che la proposta è insolitamente ghiotta: piccoli tesori in grado di fare la felicità dei collezionisti più esigenti a valori di stima decisamente contenuti. Una gara, insomma, che si direbbe aperta a un parterre di appassionati tutt’altro che ristretto. A fornire la soluzione del mistero è Giuseppe Bertolami, general manager e fondatore della casa d’aste: ”Il progetto di vendita all’incanto che, con Andrea Pancotti – capo del nostro Dipartimento di Archeologia – abbiamo a lungo accarezzato e infine realizzato non contempla alcuna possibilità di speculazione, né da parte nostra, né da parte dei compratori. Ciò dipende dal riconosciuto interesse di carattere archeologico, storico e, in alcuni casi, artistico dei pezzi in vendita, pezzi che, per questa ragione, non possono uscire dal territorio della Repubblica. Il nostro compratore ideale non è un mercante, non compra per rivendere, magari all’estero. Abbiamo lavorato per intercettare collezionisti italiani, appassionati autentici pronti ad innamorarsi dell’idea di entrare in possesso di un oggetto di speciale importanza il cui prezzo risulta calmierato proprio dal riconoscimento da parte dello Stato italiano di quell’importanza così manifesta.”
In sintesi, l’operazione trova il suo principale fondamento nella scommessa che l’imposizione di un vincolo statale non sempre chiuda la partita commerciale, ma possa al contrario rinnovarla e aprirla a nuovi giocatori. Oggetti come l’eccezionale pisside siciliana a figure rosse del IV secolo a.C., o il grande altare votivo in marmo del II secolo d.C. con le vivide effigi di Asclepio, Igea e Telesforo, o il meraviglioso busto di Caracalla fanciullo ritratto nelle vesti di Attis, se venduti a Londra o New York, verrebbero contesi dai più grandi collezionisti e raggiungerebbero quotazioni ragguardevoli. Accade però che il divieto di esportazione, abbassandone il prezzo, li metta alla portata di un collezionismo colto e appassionato, ma assai meno elitario dal punto di vista della possibilità di spesa. (foto: asta)

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Restauro reperti archeologici

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2015

corsistiCamerino Sabato scorso nel Villaggio Lions di Corgneto ’98 sono stati consegnati gli attestati di frequenza agli studenti della Summer School in restauro dei reperti paleontologici promossa dal Museo delle scienze dell’Università di Camerino, in collaborazione con il Comune di Serravalle del Chienti e la Soprintendenza dei beni archeologici delle Marche e con il sostegno del Lions Club Camerino-Alto Maceratese, del Lions Club Macerata Host e Macerata Sferisterio.
Da Torino e da Massa Carrara, come pure dalla Puglia e dal Lazio: in undici hanno risposto all’invito dell’Università di Camerino a repertare i beni rinvenuti nella zona di Collecurti ed in coro hanno descritto la loro permanenza nel Villaggio della solidarietà recuperato due anni fa dalla Fondazione Lions in termini entusiastici. “È stato tutto perfetto: dall’organizzazione alla didattica. Un’esperienza di cui faremo tesoro”, hanno affermato poco prima della conclusione del loro soggiorno-studio nei pressi di Cesi.
“Saluto gli studenti che hanno completato un percorso fatto con passione e competenza”, ha dichiarato Claudio Pettinari, prorettore Vicario Unicam, “nel nostro ateneo promuoviamo percorsi che abbiano concrete ricadute professionali”. E ringrazia i Lions Club che hanno sostenuto la scuola estiva, ospitando i ragazzi nelle case di legno che nel 1998 furono rifugio per i terremotati della zona.
“Quando le istituzioni non ce la fanno”, ha risposto Giuseppe Rossi, presidente della Fondazione Lions, “scatta il dovere di cittadinanza attiva, anche in ambito culturale. La nostra azione di sussidiarietà non è atto di benevolenza, ma dovere di ogni cittadino”.
Un luogo nato dalla solidarietà il Villaggio Lions Corgneto ’98, ma che oggi “è diventato un’officina in cui svolgere attività bellissime, veramente utili alla comunità come quella scientifica”, ha sottolineato Carla Cifola, vicegovernatore del Distretto 108A. Una finalità rilanciata anche dal sindaco di Serravalle del Chienti, Gabriele Santamarianova: “Vogliamo promuovere Serravalle come eccellenza nazionale come centro di paleontologia”.
Tanti i presenti alla cerimonia di consegna degli attestati: Massimo Olivelli, past governatore Lions, Cinzia Maria Luzi, presidente del Lions Club Camerino Alto-Maceratese, Gabriela Lampa, presidente del Lions Club Macerata Host e Graziella Calamita del Lions Club Macerata Sferisterio. Un ringraziamento particolare è andato agli Officer distrettuali per il Villaggio della Solidarietà, Massimo Serra e Corrado Cammarano, e ai docenti Unicam Alessandro Blasetti e Gilberto Pambianchi. (foto: corsisti)

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Segreti archeologici di Villa Ada e Monte Antenne

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Roma. Come iniziativa sul campo promossa da Legambiente Lazio a conclusione della XIII edizione della Settimana nazionale della Cultura – oltre sessanta alunni (le prime classi delle sezioni D, E, F) della scuola media “Sinopoli” di Roma hanno partecipato ad una lunga escursione alla riscoperta dei segreti archeologici di Villa Ada e Monte Antenne. In particolare, con la guida degli esperti del Circolo Legambiente “Sherwood”, ragazzi e ragazze hanno ripercorso i tracciati che portavano al sito pre-romano di Antemnae, uno dei più importanti insediamenti arcaici del Lazio, che purtroppo oggi giace nel più completo stato di abbandono. La visita ha poi toccato il vicino Forte Antenne, imponente struttura militare di fine ‘900 da decenni in attesa di una riqualificazione compatibile che la restituisca alla fruizione pubblica. Infine, la scolaresca ha ammirato i resti del Muro romano realizzato a protezione della Salaria Vetus, vero e proprio gioiello archeologico di Villa Ada, che lo scorso marzo è stato pulito dai volontari di Legambiente durante l’iniziativa “Abbracciamo la Cultura”per la campagna “Salvalarte”, mirata a far conoscere e valorizzare i tanti piccoli Beni culturali semi-sconosciuti che fanno la ricchezza del nostro Paese, troppo spesso lasciati in uno stato di incuria e degrado che, a causa degli ultimi tagli alla cultura, grava pesantemente sulla loro salvaguardia e manutenzione.
“Non ci sono solo i gravi crolli al Colosseo o alla Domus Aurea come a Pompei, purtroppo sono molti i Beni culturali a rischio a Roma e nel Lazio; servono più attenzione e l’applicazione di norme più severe per proteggere il nostro incredibile patrimonio artistico – ricorda Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – L’ultimo Dossier sulle discariche abusive rinvenute a Villa Ada ha lanciato un allarme che non deve restare inascoltato: i Parchi e le Ville della nostra città, così come i Beni culturali minori, vanno valorizzati affinchè tutti i cittadini riscoprano questi luoghi e ne possano fruire senza incorrere in episodi di degrado e abusivismo”.(villa ada)

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Siria: archeologia ed economia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Udine. Si è svolto presso la Camera di commercio un incontro sul tema della Siria e le sue potenzialità archeologiche ed economiche. Il Paese mediorientale, com’è noto, è sede di un’importante campagna di scavi archeologici che vedono protagonista d’eccellenza proprio l’Ateneo udinese. Oltre ad avere una valenza indubbia di per sé, il progetto, come ha spiegato intervenendo all’incontro il professor Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione, può fungere da volano privilegiato per il rafforzamento di rapporti commerciali proficui con il nostro sistema produttivo. Una prospettiva interessante per l’incontro, che è stato introdotto dal vicepresidente camerale Marco Bruseschi il quale, anche come componente di Confindustria, ha sempre promosso questa significativa opportunità. La parola è passata quindi al vicepresidente del Consiglio d’affari italo-siriano Nohad Haj Salih e a Pietro Petrucci, Senior Account di Sace Venezia, mentre la conclusione è stata affidata alla testimonianza aziendale da parte di Flavia Ballico, di Pert Srl. I relatori hanno messo in luce alle oltre venti aziende che hanno partecipato all’incontro le principali opportunità di business. Interessanti i dati di interscambio: la provincia di Udine rappresenta l’81% dell’export dell’intera regione verso la Siria e, tra 2009 e 2010, ha visto aumentare l’export dell’8,7%. Verso la Siria, il Fvg nel 2010 ha esportato in maggioranza macchine per impieghi speciali (per il 58%), ma anche, pur se in percentuali inferiori, prodotti in legno. Come è stato evidenziato nella relazione di Nohad Haj Salih, nel novembre 2010 il Governo siriano ha approvato l’undicesimo piano quinquennale che governerà il Paese nei prossimi 5 anni. Tra gli obiettivi, si evidenzia l’impegno a migliorare le infrastrutture, e nella specie quelle dell’energia e dell’acqua, ma si confermano anche importanti investimenti nei trasporti per lo sviluppo e la costruzione di strade, aeroporti e porti, nel settore agricolo e dell’irrigazione, il sostegno al settore del petrolio e del gas, quello delle costruzioni, del turismo e del commercio. Il settore manifatturiero è quello che è previsto crescere in maggior misura nei prossimi 5 anni, con un incremento della produzione del 13% di media annua.

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Difendere i siti archeologici

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

“Il pieno recupero delle aree archeologiche trasformate in ricoveri per senza tetto è possibile solo grazie ad una mappatura dei siti occupati abusivamente, al fine di restituire alla fruibilità dei romani e dei turisti il patrimonio storico ambientale della nostra città ed avviare un processo di riqualificazione progressiva  che parta proprio dai luoghi simbolo della Capitale”. Lo dichiara Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma a margine dell’operazione di contrasto al degrado nell’area riguardante le Mura Aureliane, coordinata dal comandante della polizia municipale Angelo Giuliani, dal I e III Gruppo congiuntamente alla Sala operativa sociale Campidoglio, l’Ama e il Servizio Veterinario. “Si tratta dell’ennesimo intervento della giunta Alemanno dopo quello della Domus Aurea e dell’acquedotto del Mandrione, teatro di insediamenti che ne hanno mortificato il valore inestimabile e ne hanno consentito un deterioramento, considerata la grande mole di rifiuti ivi abbandonata ed i danneggiamenti continui causati dalle costruzioni abusive e dal mancato rispetto della cosa pubblica” – continua Santori.

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Reperti archeologici sulle pendici di monte Mario

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Mag 2010

Roma. “Scoperti reperti archeologici risalenti all’Antica Roma sulle pendici di Monte Mario. La scoperta è avvenuta durante i lavori di realizzazione di un parcheggio interrato in Via Faravelli, all’interno del Parco di Monte Mario, a due passi dal Tribunale di Piazzale Clodio. Il Municipio ne è venuto a conoscenza solo casualmente, a seguito di un  sopralluogo nel suddetto cantiere  effettuato dalla Commissione consiliare che si occupa di mobilità. Secondo quanto riferito dalla direzione lavori del cantiere, gli scavi sarebbero stati temporaneamente interrotti al fine di rendere possibile l’intervento degli archeologi per le verifiche previste in questi casi. Già in passato, nella zona circostante erano stati individuati altri reperti attribuiti alla medesima epoca storica. D’altronde, ricordiamo che anticamente la zona era  attraversata   dalla Via Triumphalis,  via romana lunga circa 10 km che partiva nei pressi della Città del Vaticano, per inerpicarsi lungo la collina di Monte Mario, passare lungo il quadrante nord-ovest della Capitale, dove oggi sorgono i quartieri di Trionfale, Primavalle e Ottavia  e  ricongiungersi alla via Cassia,  all’altezza de  La Giustiniana”. E’ quanto dichiara  Giovanni Barbera, rappresentante romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

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Presentazione del volume Alejo Vera

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Roma 26 marzo  2010 ore 18.30 Piazza san Pietro in Montorio 3. L’incontro inizia con il saluto del direttore della Real Academia de España en Roma Enrique Panés. Seguono gli Interventi di S.E. l’Ambasciatore di Spagna Luis Calvo Merino, del Presidente della Caja de Guadalajara dott. José Luis Ros Maorad e degli autori Rosario Baldominos Utrilla Mª Lourdes Escudero Delgado Alina Navas Hermosilla. La presentazione dell’opera è affidata a Carlos Reyero Hermosilla Professore di Storia dell’arte dell’Università Autonoma de Madrid
Il pittore Alejo Vera (1834 – 1923) dedicò gran parte della sua lunga carriera allo studio dell’archeologia italiana, osservando accuratamente la scoperta delle nuove catacombe nella città eterna e visitando i siti archeologici romani nei pressi del Vesuvio. Tturista privilegiato, dopo aver conosciuto la città eterna con i suoi amici Vicente Palmaroli ed Eduardo Rosales negli anni settanta del XIX secolo, Alejo Vera vinse un pensionato di merito presso la Real Academia de España en Roma.  Questo secondo viaggio in italia gli  permise, dalla maturità in poi, di concepire delle opere più drammatiche, molte delle quali furono inviate alle Mostre Nazionali spagnole. Qui ricevette numerosi premi che lodarono l’eccellenza del  disegno, la sobrietà delle  composizioni e la  raffinatezza dei  temi. Con la nomina a direttore della Real Academia de España en Roma  nel 1891, ebbe la possibilità di dirigere con grande umiltà un’istituzione nella quale passarono numerosi artisti, amici e allievi. Il catalogo che la Cassa di Guadalajara ha dedicato alla sua figura e che sarà presentato nella Real Academia de España di Roma, raccoglie per la prima volta una gran quantità di opere del pittore che si conservano nella collezione dell’istituto di credito, una tra le più importanti su questo artista.

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Anomalie nei contratti archeologici

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

La Confederazione Italiana Archeologi ha ricevuto, nel corso degli ultimi giorni, numerose segnalazioni di colleghi archeologi circa anomalie nella gestione dei contratti da parte della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. Tali anomalie riguardano: proposte di contratti e preventivi che da mesi attendono di avere riscontro da parte dell’Amministrazione; contratti già firmati che dopo mesi dalla consegna dei lavori risultano non ancora onorati. Come è noto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze Archeologiche, in particolare, soffrono di gravi carenze di personale e, per assolvere ai propri compiti istituzionali, si avvalgono, ormai da decenni, di centinaia di professionisti archeologi che prestano la propria opera come collaboratori esterni.  “Sono gli archeologi- afferma il Presidente Giorgia Leoni – che, da anni, operano nei cantieri, nei magazzini, nei musei e nelle aree archeologiche delle nostre soprintendenze, mettendo la propria professionalità al servizio dello Stato e partecipando al processo di conoscenza, tutela e valorizzazione del nostro patrimonio archeologico. Sono i professionisti che quotidianamente affrontano le mille difficoltà legate alla gestione di un mestiere che fatica a diventare professione.” “Sono gli archeologi collaboratori esterni- continua il Presidente Giorgia Leoni – che permettono ogni giorno alle soprintendenze archeologiche di assolvere a quei doveri fondamentali che la Costituzione assegna loro e a cui non sarebbero mai in grado di fare fronte esclusivamente con i propri organici interni.” In un più ampio processo di modernizzazione e razionalizzazione delle spese della Pubblica Amministrazione, anche le soprintendenze si stanno confrontando con nuove norme che impongono verifiche puntuali e controlli più attenti sulla trasparenza e la legittimità degli incarichi affidati.  Proprio grazie al processo di trasparenza, sul sito internet della SSBAR è possibile leggere i Programmi di Interventi previsti nel Bilancio 2009, in cui importanti somme sono assegnate proprio a quei servizi che la Soprintendenza affida agli archeologi collaboratori esterni al fine di raggiungere gli scopi istituzionali dell’Amministrazione. E’ importante che la SSBAR trovi in tempi brevi gli strumenti normativi per risolvere questa situazione, aggravata dal momento di profonda crisi economica che affligge tutto il paese, in cui le strutture della pubblica amministrazione sono giudicate soprattutto in base alla loro capacità di spesa. La Confederazione Italiana Archeologi chiede, dunque, un intervento urgente del Soprintendente Angelo Bottini al fine di verificare la situazione dei contratti degli archeologi collaboratori esterni e di risolvere eventuali anomalie e problemi nella gestione degli incarichi loro affidati.

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Lineablu

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

Sabato 1 agosto 14.05  rai uno  nona puntata di Lineablu: ritrovamenti archeologici al largo dell’Isola di Ventotene  Archeologia subacquea, coloratissimi fondali, natura incontaminata e sarà una vera e propria crociera a bordo di un prestigiosissimo veliero. Lungo 85 metri, il trialbero ha una storia lunga e particolare: nata come cargo nei mari del Nord Europa, è divenuta in seguito Nave Scuola. “La Signora del Vento” navigherà alla volta degli angoli più remoti e meno conosciuti dell’Arcipelago delle Isole Pontine. Sarà possibile documentare importanti ritrovamenti archeologici a largo dell’Isola di Ventotene. L’occasione è stata offerta dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Lazio che ha curato un’operazione di mappatura dei fondali fino a 150 metri di profondità. Permetterà di scoprire nuove navi di età romana grazie ad esclusive immagini subacquee. Ma non solo. Saranno analizzati i principali aspetti naturalistici dell’antica Pandataria, al tempo stesso Area Marina Protetta e Riserva Naturale Statale: i suoi fondali incontaminati ospitano una flora e fauna marina di rara bellezza; a terra si potrà scoprire perchè molte specie di uccelli transitano per l’isola: saremo presso la stazione ornitologica quando verranno inanellati gli esemplari che vi fanno tappa durante i loro flussi migratori. Si riprende poi la navigazione a vele spiegate per costeggiare l’isola di Ponza insieme a chi la vive durante tutto l’anno, analizzandone gli aspetti più inconsueti; inoltre riscopriremo l’arte della piccola pesca tradizionale in un’uscita a mare vicino l’isola di Palmarola. Intanto nell’angolo “Mare Mare Mare” Fabrizio Gatta continuerà il suo peregrinare tra i borghi marinari più belli d’Italia. Infine, il Professor Calabrese svelerà i segreti di una cucina nutriente, leggera ed economica come quella di mare.

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