Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘archivio’

Dialogo im-possibile attraverso le fotografie storiche dell’Archivio Alinari

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

alinariVBA-S-A05491-0344Cisano di San Felice del Benaco Inaugurazione: sabato 1 Luglio 2017 ore 18.00, e resterà aperta sino al 1 ottobre 2017. Negli spazi di Palazzo Cominelli saranno esposte una cinquantina di fotografie storiche che si propongono di creare un viaggio bizzarro e sorprendente tra l’eleganza dell’architettura e la bellezza inconsueta del mondo animale attraverso un secolo di scatti dell’Archivio Alinari.
L’esposizione nasce da un rinnovato incontro tra la Fondazione Raffaele Cominelli e il prestigioso Archivio fotografico Alinari di Firenze.
Per la mostra “AnimAlinari” – curata da Rosanna Padrini Dolcini e Nicola Rocchi per la Fondazione Cominelli con Rita Scartoni e Anna Luccarini per Alinari – è stato possibile attingere direttamente allo straordinario patrimonio raccolto a partire dal 1852 dalla società fiorentina, operando in questo caso una selezione fondata su una chiave di lettura insolita, più allusiva e poetica che vocata ad una razionalità ordinatrice.
Sono esposte 50 fotografie, realizzate entro un arco temporale che va dal 1865 al 1981. Ne sono autori, oltre agli stessi Alinari, molti importanti studi fotografici italiani del secolo scorso i cui archivi sono confluiti a Firenze. La mostra è stata suddivisa in sezioni, ognuna delle quali fa capo all’immagine di un animale, scattata – nella maggior parte dei casi – in studio davanti a un fondale neutro, con una scelta che produce oggi un effetto insolito di straniamento. Dalla fotografia “capofila” discendono, per associazione, le successive: con l’intento di evidenziare affinità non soltanto evocative ma anche tecniche, come ben chiariscono nel testo in catalogo Anna Luccarini e Rita Scartoni, che per conto di Alinari hanno collaborato con partecipazione e competenza alla scelta degli scatti inclusi in mostra.
ARA-F-01156M-0000ACA-F-016237-0000“La natura che parla alla macchina fotografica – scrive Walter Benjamin – è una natura diversa da quella che parla all’occhio; diversa specialmente per questo, che al posto di uno spazio elaborato consapevolmente dall’uomo, c’è uno spazio elaborato inconsciamente”. Procedendo per vie inconsce può così avvenire che, partendo dall’immagine di una coppia di pony scattata a inizio Novecento, sia possibile risalire all’indietro, fino ai primi esperimenti ottocenteschi di fotografie stereoscopiche; e quindi scavalcare il secolo per ritrovare, in un’ispirata inquadratura del 1981 di Filiberto Pittini, soltanto le ombre di quella lontana coppia proiettate su un muro. Oppure può accadere che un uomo tranquillamente inginocchiato in un intrico inquietante di alligatori e caimani, ripreso intorno al 1915, trovi la sua eco, nei primi anni Sessanta, nell’operaio che lo Studio Villani ritrae solitario all’interno di uno stabilimento metallurgico, tra tubi in metallo scintillanti di luce.
Molti altri accostamenti propone la mostra, invitando i visitatori a completare con la fantasia gli ellittici percorsi tra architetture, ritratti, fotografie di moda e industriali, e proponendo allo stesso tempo un sintetico colpo d’occhio sulla qualità dell’arte fotografica italiana novecentesca. Una piccola selezione, dedicata al fotografo Luigi Leoni, accosta infine le vite degli umani a quelle di animali per lo più selvatici, addomesticati in fondo illusoriamente: così come è impossibile incatenare il potere evocativo della fotografia.La mostra è accompagnata da un catalogo che riproduce tutte le opere in mostra. Orari, sabato: dalle 16,30 alle 20.00 domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16,30 alle 20.00 Ingresso libero. (foto: alinari)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

200 fotoritratti dall’archivio di Maria Mulas

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 Mag 2017

maria mulasMilano 1 giugno – 6 settembre 2017 Palazzo Morando via Sant’Andrea 6 conferenza stampa mercoledì 31 maggio, ore 11 inaugurazione mercoledì 31 maggio, ore 18 200 fotoritratti dall’archivio di Maria Mulas a cura di Maria Canella e Andrea Tomasetig con Antonella Scaramuzzino e Clara Melchiorre. Maria Mulas è una tra le più importanti fotografe italiane riconosciuta a livello internazionale che con la sua macchina fotografica ha saputo immortalare il mondo, dalle architetture ai personaggi dell’entourage artistico e culturale. Schiettezza, empatia e verità del soggetto sono i ‘cardini’ su cui si muove la sua ricerca e ampiamente illustrati nella selezione dei 200 ritratti in mostra a Palazzo Morando. Fil rouge dell’esposizione è Milano, la sua intensa storia culturale, la continua trasformazione che si traduce nell’essere costantemente al passo con i tempi: Milano è uno specchio che riflette le tendenze internazionali in ogni ambito della società, dell’innovazione, della ricerca. Maria Mulas descrive con naturalezza ed empatia i diversi volti di Milano a cui è particolarmente legata, catturando i ritratti di artisti, galleristi, critici, designer, architetti, stilisti, scrittori, editori, giornalisti, registi, attori, intellettuali, imprenditori e amici che con questa città hanno intessuto un particolare rapporto.Fra le numerose personalità italiane e internazionali immortalate da Maria Mulas si annoverano per il mondo dell’arte Marina Abramovic, Salvatore Ala, Louise Bourgeois, Alik Cavaliere, Jonh Cage, Christo, Francesco Clemente, Philippe Daverio, Gillo Dorfles, Gilbert & George, Keith Haring, Alexander Iolas, Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Mario Merz, Gina Pane, Andy Warhol, accanto a protagonisti indiscussi dell’architettura e del design quali Gae Aulenti, Mario Botta, Achille Castiglioni, Bruno Munari e Giò Ponti. Nella teoria di personaggi non mancano i rappresentanti della moda fra cui Giorgio Armani, Gianni Versace, Miuccia Prada e dello spettacolo come Valentina Cortese, Luca Ronconi, Giorgio Strehler, Liz Taylor, Ornella Vanoni. Un’attenzione particolare è inoltre dedicata all’ambito della scrittura e dell’editoria con Rosellina Archinto, Natalia Aspesi, Jorge Luis Borges, Umberto Eco, Inge Feltrinelli, Lawrence Ferlinghetti, Dario Fo, Gunter Grass, Allen Ginsberg, Nanda Pivano, Andrej Voznesenskij e molti altri.Sette sezioni scandiscono il percorso espositivo della mostra: la prima, “Coda rossa” con macchina fotografica, accoglie autoritratti e fotografie scattate all’artista dai fratelli Ugo e Mario Mulas e dal pittore e scrittore Emilio Tadini; seguono nelle sale successive i fotoritratti di Amici artisti, La città del design, Il mondo della moda, Le arti dello spettacolo, I borghesi sono gli altri e Scrittori, giornalisti, editori. Ingresso libero. Orari: martedì-domenica, ore 9-13 e 14-17.30. (foto: maria mulas)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’Archivio di Ronald Syme: problemi storiografici ed editoriali

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

Roma Venerdì 24 Febbraio 2017, ore 15:00 Dipartimento di Studi Umanistici, Aula Paolo Radiciotti Via Ostiense 234/236, Università degli Studi Roma Tre, il Prof. Federico Santangelo (Newcastle University) terrà un seminario sul tema: L’Archivio di Ronald Syme: problemi storiografici ed editoriali.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fashion in Florence through the lens of Archivio Foto Locchi

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

fashion-in-florenceFirenze. E’ stata inaugurata a Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, Piazza de’ Pitti 1, 50125 fino al 5 marzo 2017 Da martedì a domenica, ore 8.45-18.50 la mostra dal titolo Fashion in Florence through the lens of Archivio Foto Locchi: 100 rarissimi scatti dagli anni ’30 ai ’70 del Novecento raccontano la storia della moda a Firenze attraverso l’obiettivo dei fotografi della ‘bottega’ Foto Locchi.
Il progetto nasce dall’incontro tra l’Archivio Storico Foto Locchi (un patrimonio culturale di valore inestimabile tutelato dal MIBACT che conta oltre cinque milioni di immagini), il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt, il Centro di Firenze per la Moda Italiana – grazie al quale la mostra sarà inaugurata con un evento durante la 91a edizione di Pitti Immagine Uomo – e la casa editrice Gruppo Editoriale, con l’intento di valorizzare l’importante archivio fotografico e rendere omaggio al legame storico tra la città e la moda. La mostra è stata suddivisa in tre sezioni:
Le botteghe artigiane: quell’insieme di botteghe dedite all’alto artigianato dal Medioevo, che nel Novecento ha favorito la nascita di alcuni tra i più famosi brand dell’alta moda italiana nel mondo. Già intorno agli anni Venti, il mito dell’artigianato fiorentino era arrivato negli Stati Uniti: le ricche ereditiere americane puntavano a Firenze per fare incetta di lingerie ricamata, argenteria, cuoio lavorato in modo eccellente e cappelli di paglia. Emblematica in tal senso, la scelta di Salvatore Ferragamo che, dopo 13 anni di successi in America, decise di stabilirsi a Firenze, oltre che per la sua bellezza, anche per attingere a quel pozzo di specialità artigiane che da sole potevano consentirgli di raggiungere i suoi obiettivi d’eccellenza.
fashion-in-florence1fashion-in-florence2La moda a Firenze: dai primi eventi dopo la seconda guerra mondiale fino alle leggendarie sfilate nella Sala Bianca di Palazzo Pitti (1952-1982), le origini della moda moderna a Firenze si devono al coraggio di un uomo gentile quanto severo, profondo conoscitore del mercato americano, ovvero a Giovanni Battista Giorgini che a New York si era fatto un nome di tutto rispetto come buyer capace di trasformare i sogni in realtà. Se lui è stato il padre della moda italiana, Firenze in quegli anni fu la culla della bellezza e dello charme, di uno stile nuovo che emanava dall’entourage fiorentino e internazionale formatosi intorno al neonato sistema moda, come raccontano le foto di quei giorni scattate dai reporter della Foto Locchi non solo ai défilé in Sala Bianca, ma anche nei palazzi privati e nei giardini storici dove si susseguivano serate di gala, feste e rendez-vous esclusivi.
I personaggi della moda: le maison fiorentine che hanno dato origine alla storia moderna della moda italiana come Gucci, Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci raccontate attraverso i loro fondatori e i personaggi che le hanno rese celebri nel mondo. I deus ex machina delle grandi sartorie italiane che la Sala Bianca ha visto sfilare come Roberto Capucci, Emilio Schuberth, le Sorelle Fontana e Simonetta Colonna di Cesarò. Personaggi che non hanno avuto timore di mettersi in gioco in prima persona a fianco di Giovanni Battista Giorgini e che da Firenze hanno fatto la rivoluzione del moderno costume italiano. Ma anche special guest in volo da Parigi come Christian Dior e Elsa Schiaparelli, volti dell’aristocrazia internazionale tra cui spicca il duca di Windsor e osannate star di Hollywood, da Audrey Hepburn a Paulette Goddard, e la divina Callas.
La consultazione dell’immenso Archivio e delle agende annuali, redatte giorno per giorno dai fotoreporter della bottega Foto Locchi, porta a continue nuove scoperte. Un esempio fra tutti, emerso durante le ricerche condotte per questa mostra, è l’annotazione in data 6 giugno 1948 dove è indicato che quella sera alla Sala Bianca si svolse una “Serata di Gala con presentazione di modelli (rullini 568 e 569 del 1948)”. Un evento “precursore” dunque delle note sfilate tenute regolarmente a Palazzo Pitti dal 22 luglio 1952.
A corredo della mostra è stata realizzata una monografia edita da Gruppo Editoriale in cui sono racchiusi i 100 rari scatti esposti in mostra e arricchita da testi inediti a cura di Caterina Chiarelli, Eva fashion-in-florence4fashion-in-florence3Desiderio e Stefania Ricci, oltre ad un’introduzione di Eike D. Schmidt, Andrea Cavicchi e Erika Ghilardi. La mostra è realizzata con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Publiacqua, Toscana Aeroporti, e con il sostegno di Dr. Vranjes, Edra, Caffè Gilli dal 1733 Firenze.
L’Archivio Storico Foto Locchi è tutelato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il suo alto valore artistico e documentaristico, poiché raccoglie oltre cinque milioni di immagini sulla storia di Firenze e della Toscana dagli anni Trenta ad oggi, conservate sotto forma di negativi originali. Immagini dal mondo della moda, sport, spettacolo, dei grandi fatti di cronaca poi diventati storia, ma anche frammenti che raccontano consuetudini e quotidianità di ieri e di oggi. Le fotografie in bianco e nero dell’Archivio Storico Foto Locchi testimoniano atmosfere ed emozioni dell’attimo, in un susseguirsi straordinario di eventi, suggestioni e visitatori celebri provenienti da tutto il mondo. L’archivio nasce in seno all’attività dell’ antica bottega fotografica Foto Locchi di cui Tullio Locchi e Silvano Corcos sono stati il fondatore e l’anima; poi negli anni la bottega è divenuta fiorente azienda con oltre 30 dipendenti, al cui obiettivo non sfuggiva nessun avvenimento cittadino degno di essere documentato. Negli anni precedenti l’avvento della televisione le tre grandi vetrine in piazza della Repubblica ebbero il ruolo di vera e propria foto-cronaca dell’epoca. Oggi Erika Ghilardi, discendente diretta della famiglia, cura e gestisce quello che può essere considerato un vero e proprio patrimonio dell’umanità. (foto:Fashion in Florence)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuovo percorso espositivo per l’Archivio-Museo CSAC

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERAParma Dal 26 novembre 2016 Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna, 1 l’Archivio-Museo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma presenta un percorso espositivo rinnovato in sette delle sedici sezioni visitabili all’interno della suggestiva cornice dell’Abbazia cistercense di Valserena, a pochi chilometri da Parma: una selezione inedita di oltre 600 opere tratta dallo straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi custoditi dallo CSAC e suddivisi tra le collezioni di Arte, Fotografia, Progetto, Media e Spettacolo.A partire dal 26 novembre sarà inoltre disponibile al bookshop del museo anche la nuova guida, edita da All Around Art: una pubblicazione che racconterà la storia dell’Abbazia e introdurrà alle diverse sezioni dell’archivio e del percorso espositivo, pensato per rinnovarsi costantemente, come testimoniano i primi 18 mesi di vita dell’Archivio-Museo CSAC. Il primo volume della guida sarà caratterizzato da una sezione speciale dedicata al progetto di allestimento della serie di dipinti Ciao Roberta di Concetto Pozzati e sarà arricchito da un contenuto multimediale accessibile in streaming tramite QR Code. L’Archivio-Museo CSAC si articola in sedici sezioni differenti attraverso gli spazi della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala Ipogea e della Corte delle sculture dell’Abbazia, e rappresenta la complessità e la ricchezza delle prestigiose collezioni dell’archivio CSAC: in questa occasione si inaugurano sette sezioni completamente rinnovate di opere e progetti.
sorelle-fontanaPer tutta la giornata di sabato 26 novembre il biglietto di ingresso sarà ridotto da 10 a 5 euro.
In linea con quella che è la conformazione trasversale e dinamica dell’Archivio-Museo CSAC, la definizione del nuovo percorso espositivo è stata preceduta negli ultimi mesi da costanti rivisitazioni e trasformazioni: Giulio Paolini, tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera italiana, è stato invitato a progettare personalmente il posizionamento, nella prima cappella del transetto sud della Chiesa, dell’opera Early Dynastic, realizzata nel 1971 e donata con un atto pubblico allo CSAC nel 1977.
Poco distante è stata riallestita l’opera La porta con l’ombra dello scultore e pittore italiano, celebre per le sue opere in ferro e cemento, Giuseppe Uncini, mentre nell’area presbiteriale in fondo alla navata minore sud sono state allestite due opere dell’architetto e artista minimalista Gianfranco Pardi: Tempio (1980) e Architettura (1973).
Di Lucio Fontana (Rosario, 1899-1968) sono custodite negli archivi CSAC oltre 300 opere, tra cui un importante gruppo di disegni. Nella cappella dedicata a Il progetto dell’arte, all’interno del percorso museale CSAC, accanto alla sua scultura in gesso e oro Il Fiocinatore, è esposta da quest’estate una serie di studi, ritratti e figure caricaturali dell’artista, fondatore del movimento spazialista.
Nell’ambito del nuovo riallestimento, dal 26 novembre, nella cappella dedicata al tema Pittura, materia, téchne l’artista Concetto Pozzati ha pensato – a quasi cinquant’anni dalla mostra monografica che nel 1968 inaugurò l’attività espositiva dello CSAC – un progetto di allestimento della serie di tele Ciao Roberta, che troverà il suo completamento nella Sala delle Colonne con un’antologica di disegni dagli anni Cinquanta al 2000, selezionati dallo stesso Pozzati all’interno del Fondo conservato allo CSAC.
mario-giacomelliLa cappella Storie di architettura esporrà invece tre approfondimenti dagli archivi di alcune figure centrali del progetto italiano del Novecento, sui quali si concentrano i programmi di ricerca del centro studi: a Ignazio Gardella sarà dedicato un approfondimento monografico sulle pareti con i progetti per il PAC di Milano, per Borsalino e per la IX Triennale di Milano, mentre l’insula ospiterà due progetti di Luigi Vietti e Roberto Menghi. A questa si affiancherà la sezione Il progetto degli oggetti, interamente dedicata a Enzo Mari, per documentare la sua ricerca tra arte, progetto, didattica e riflessione teorica; Il progetto del corpo sarà raccontato attraverso i disegni e i bozzetti delle Sorelle Fontana, protagoniste assolute dell’alta moda italiana, mentre la sezione Abitare la scena vedrà un rinnovamento dei costumi conservati all’interno dell’archivio dell’Atelier Farani, originariamente pensati per cinema, opera e teatro. La cappella Foto-Grafia presenterà quindi un allestimento dedicato alle figure del dopoguerra, tra neorealismo, formalismo e fotogiornalismo: Nino Migliori, grande protagonista della storia dello CSAC, occuperà l’insula centrale, mentre sulle pareti si articoleranno i racconti dagli archivi Publifoto e Dessena Roma e Milano, Mario Giacomelli e Gualberto Davolio Marani, a restituire diverse ricerche e declinazioni della fotografia italiana dagli anni Trenta al secondo dopoguerra. Chiuderà L’archivio cresce, spazio dedicato alla presentazione delle più recenti donazioni agli archivi CSAC, tra cui quelle di Mario Cresci e Pino Pinelli, entrambe esposte in occasione della recente mostra Fuoco Nero.
giulio-paoliniLo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è un nuovo spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. (foto: CSAC cortile, Sorelle Fontana, Mario Giacomelli, Giulio Paolini, Luciano Fabro)

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Esplorazioni dell’archivio: Le fotografie della Via Emilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2016

esplorazioni dell'archivioParma 7 maggio – 2 ottobre 2016 Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna, 1 nella suggestiva cornice dell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri da Parma, CSAC – (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) dell’Università di Parma propone la mostra Esplorazioni dell’archivio. Fotografie della Via Emilia. L’esposizione, curata da Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta, è inserita all’interno dell’edizione 2016 di Fotografia Europea dal titolo La via Emilia. Strade, viaggi, confini, in programma a Reggio Emilia dal 6 maggio al 10 luglio.
E’ possibile esplorare le fotografie della Via Emilia  derivanti dall’archivio di 9 milioni di immagini fotografiche custodito dallo CSAC, collegandosi idealmente al progetto Esplorazioni sulla via Emilia, che esattamente trent’anni fa, nel 1986, vide protagonisti Luigi Ghirri, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Nino Criscenti, Vittore Fossati, Omar Galliani, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Klaus Kinold, Claude Nori, Cuchi White, Manfred Willmann: un’impresa di descrizione articolata e multidisciplinare che, attraverso contributi letterari e scientifici, rappresentò un riferimento importante per le successive riflessioni sul paesaggio.
Lo CSAC ha avuto un ruolo importante nell’elaborazione del modello di racconto di Esplorazioni della Via Emilia, e ancora prima – nel 1984 – alla realizzazione del Viaggio in Italia coordinato da Luigi Ghirri, il quale allora era membro del Comitato Esecutivo della Sezione Fotografia CSAC, contribuendo a partire dalla prima metà degli anni Settanta a raccogliere fotografie storiche per le sue raccolte. Ghirri inoltre teneva a Parma corsi di Storia della Fotografia, così come Giovanni Chiaramonte e Mario Cresci, su invito di Arturo Carlo Quintavalle. Un intenso rapporto con l’istituzione universitaria lo ebbero anche Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Mimmo Jodice, Vincenzo Castella, Cuchi White, esposti a cura dello CSAC a più riprese, dall’esposizione nel contesto della Biennale d’Arte di Venezia del 1993, Muri di carta, alla più recente I Mille scatti per una storia d’Italia (2012).
esplorazioni dell'archivio1Questi autori, tra coloro che hanno maggiormente caratterizzato e influenzato la fotografia dell’ultimo quarto del secolo scorso, saranno presenti in mostra attraverso una serie di monografie minime.
In dialogo e in antitesi a queste monografie, la Sala delle Colonne ospiterà un nucleo di fotografie dell’Ottocento degli studi Alinari, Brogi e Poppi, che documentano il paesaggio emiliano postunitario e in cui l’identità nazionale è costruita attraverso iconografie di architetture e monumenti isolati dal contesto. La presenza di questo nucleo di fotografie è fondamentale per intendere la ricerca concettuale che autori come Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Mario Cresci, Guido Guidi, Olivo Barbieri portarono avanti a metà degli anni Ottanta del secolo scorso, in un momento in cui appariva urgente rendere visibile l’ordinario e l’anti-monumentale anche in contrapposizione alla tradizione classica della veduta canonica ottocentesca. Non è un caso che l’acquisizione da parte dello CSAC di molte di queste fotografie siano state suggerite tra gli anni Settanta e gli Ottanta proprio da alcuni di questi autori.
Un secondo nucleo di fotografie del Novecento, anch’esse tratte dall’archivio CSAC, comprende le fotografie dell’Atelier Vasari di Roma, eseguite per l’ANAS tra il 1946 e il 1948 per documentare la ricostruzione delle strade emiliane, e le narrazioni di viaggio scattate dal milanese Bruno Stefani per illustrare i volumi del Touring Club Italiano tra il 1935 e il 1960, che restituiscono le sequenze e gli scorci del paesaggio attraverso una composizione di textures e volumi. A queste si aggiungono gli scatti del parmigiano Bruno Vaghi che gioca tra ripresa aerea e immagine commerciale di committenza, mentre l’Atelier Villani sceglie il grande formato per ritrarre l’industria nazionale, dalla Mostra dell’Agricoltura del 1935 alla ricostruzione da parte degli enti di istruzione e assistenza. La fotografia sportiva di Publifoto mostra infine un differente uso degli spazi e dei paesaggi della Via Emilia.
Durante il periodo della mostra si articolerà negli spazi dell’Abbazia una serie di incontri ad ingresso gratuito che approfondiranno il tema dell’esposizione mettendo a confronto esperienze di segno diverso di scrittori, fotografi, archivisti, scienziati, geografi e linguisti. Le conferenze si apriranno sabato 21 maggio con la lezione magistrale di Giovanni Chiaramonte, uno dei protagonisti dell’impresa storica Esplorazioni sulla via Emilia e figura da sempre legata alle vicende dello CSAC. Il 28 maggio la storica della fotografia Raffaella Perna si confronterà con il curatore CSAC Paolo Barbaro; il 18 giugno il fotografo Mario Cresci dialogherà con il geografo Davide Papotti; il 10 settembre sarà la volta dello studioso di letterature comparate Giulio Iacoli e dello scrittore Vittorio Ferorelli; il 17 settembre ci sarà il confronto tra il neuroscienziato Vittorio Gallese e il docente di Visual Studies Michele Cometa; il 24 settembre l’architetto Carlo Quintelli intervisterà l’artista Franco Guerzoni; il 1 ottobre concluderanno il ciclo le curatrici e storiche della fotografie Roberta Valtorta e Cristina Casero. Nella Sala Polivalente verrà inoltre proposta l’esposizione Habitare la via Emilia. Presenze e luoghi di rifondazione insediativa, coordinata da Carlo Quintelli e dedicata al pubblico paesaggio, esito di una ricerca che riflette, attraverso un rilievo topo-fotografico puntuale, su struttura e componenti del divenire della strada consolare quale strumento di continua rigenerazione dell’insediamento antropico emiliano (foto: esplorazioni dell’archivio)

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una mostra-convegno inaugura l’Archivio storico dell’Opera Pia Carpentieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2012

Modica Sabato 21 aprile, in occasione della XIV Settimana della Cultura, sarà inaugurato con una mostra-convegno l’Archivio storico dell’Opera Pia Carpentieri, in procinto di essere dichiarato “Bene culturale di notevole interesse storico” ai sensi degli articoli 10 e 11 del Codice dei Beni culturali e del paesaggio.
Moda Musei Archivi. Per una storia del costume in Sicilia tra Ottocento e Novecento – questo il titolo dell’iniziativa organizzata dal Museo del Costume con il coordinamento scientifico di Salvatore Adorno, docente di Storia contemporanea all’Università di Catania – si articolerà in due momenti: il convegno dalle 9,30 a Palazzo Spadaro (Via Francesco Mormina Penna) e l’inaugurazione dell’Archivio storico alle 16,30 nei locali dell’Opera Pia Carpentieri in Via Francesco Mormina Penna 65.
Il convegno vedrà gli interventi di illustri studiosi dell’economia, della società e della moda, da Carlo Belfanti (docente di Storia Economica, Università statale di Brescia) il quale affronterà il tema della Nascita del Made in Italy, a Elisabetta Merlo (Storia economica, Università “Bocconi” di Milano) che parlerà di Stilismo e industria, fino a Vanessa Maher (Storia e antropologia culturale, Università di Verona) che tratterà di Sarte e sartine a Torino tra Otto e Novecento. E proprio la circolazione delle maestranze tra l’Italia e Sicilia tra Otto e Novecento sarà al centro della relazione di Giovanna Giallongo (Museo del Costume di Scicli), dal titolo Ada Longhi, una sarta di Pistoia a Scicli (1910-1914) che presenta per la prima volta i risultati di una ricerca, condotta sulle carte dell’Archivio storico dell’Opera Pia. La Giallongo ha riportato alla luce la vicenda della sarta pistoiese Ada Longhi, chiamata dall’Opera Pia per istituire a Scicli una scuola di sartoria, aperta sia alle orfanelle del Ricovero sia alle esterne. Una scuola, la sua, che in pochi anni apportò una ventata di grande novità nella moda e nello stile, nella cultura e nella mentalità della provincia iblea agli inizi del Novecento. Modererà gli interventi Salvatore Adorno (Università di Catania).
Alle 16,30 nei locali di Via F. Mormina Penna 65 sarà inaugurato l’Archivio storico dell’Opera Pia Carpentieri. L’Archivio, che prossimamente sarà aperto agli studiosi, è stato riordinato da Giovanna Giallongo con un accurato lavoro iniziato nel 2005 e coronato dall’imminente riconoscimento del “notevole interesse storico”. Contiene, infatti, documenti rilevantissimi per la storia economica, politica, sociale e religiosa della città e del Val di Noto dal 1480 al 1959, suddivisi in tre fondi: Famiglia Carpentieri, Opera Pia Carpentieri, Conservatorio e Asilo infantile Mirabella, più una sezione speciale di Leggi e decreti sulle Opere Pie. L’Archivio, in gran parte inesplorato, promette di riservare non poche sorprese a ricercatori e studiosi di storia locale.
All’inaugurazione interverranno Filippo Papaleo (presidente dell’Opera Pia Carpentieri), Gabriele Arezzi di Trifiletti (Casa museo “Tre secoli di moda”, Palermo) e Giovanni Calabrese (direttore dell’Archivio di Stato di Ragusa).
A seguire, sarà inaugurata una mostra dal titolo Scicli attraverso le carte d’archivio, curata da Giovanna Giallongo e Giovanni Portelli. Si tratta di un percorso tra antiche mappe e documenti dell’epoca, che illustrano la tipologia dei documenti presenti nell’Archivio e raccontano la storia di Scicli. In mostra anche un’inedita cronaca del terremoto che nel 1693 distrusse i centri del Val di Noto. La mostra, aperta fino al 30 giugno, potrà essere visitata tutti i giorni (inclusa la domenica) dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30.
L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio dell’Archivio di Stato di Ragusa, dell’Università di Catania – Dipartimento di Scienze umanistiche, della Rete museale della Cultura Iblea, dell’Opera Pia Carpentieri e dell’Associazione culturale “L’isola” e con il sostegno di Hotel Novecento, Agenzia immobiliare Ferraro, Gold Communication (Scicli), Confeserfidi (Scicli) e Antica Dolceria Bonajuto (Modica).

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Archivio Segreto Vaticano si rivela

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

Roma ore 15.00 mercoledì 29 febbraio 2012 Esedra di Marco Aurelio, Musei Capitolini Piazza del Campidoglio, Ingresso Portico del Vignola tutti potranno finalmente ammirare i 100 originali e preziosissimi documenti della mostra “Lux in arcana – L’Archivio Segreto Vaticano si rivela” ospitata nelle splendide sale dei Musei Capitolini di Roma. Un evento storico senza precedenti che, per la prima volta, porterà fuori dai confini della Città del Vaticano codici e pergamene, filze, registri e manoscritti, che coprono un arco temporale dall’VIII secolo d. C. fino al XX secolo, scelti fra i tesori che l’Archivio Segreto Vaticano da secoli conserva e protegge. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 9 settembre, è stata ideata in occasione del IV Centenario dalla fondazione dell’Archivio Segreto Vaticano in collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali e Zètema Progetto Cultura ed è a cura di Alessandra Gonzato, Marco Maiorino, Pier Paolo Piergentili, Gianni Venditti. L’obiettivo è spiegare e raccontare che cos’è e come funziona l’Archivio dei Papi e, nel contempo, rendere visibile l’invisibile e far sì che anche il normale visitatore possa accedere, per una volta, alle meraviglie finora custodite nei circa 85 km lineari dell’Archivio Segreto Vaticano.

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Roma online

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

Le più suggestive e belle immagini del patrimonio artistico e monumentale di Roma saranno disponibili on line. Si tratta dell’archivio fotografico, realizzato da Zètema per conto della Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, del quale la Giunta capitolina – su proposta dell’assessore alle Politiche Culturali, Dino Gasperini – ha deliberato la pubblicazione e la commercializzazione on line sul sito di Musei in Comunehttp://www.museiincomuneroma.it/. L’archivio comprende oltre 400mila immagini digitali la cui consultazione, ed eventuale acquisto, oggi è possibile solo presso le sedi museali. Fra queste, ne verranno scelte 2.700, realizzate dal 2000 in poi per progetti di editoria museale, che verranno rese disponibili, a partire da metà maggio, per la consultazione e l’acquistoon line. La gestione del servizio di vendita sul web è stata affidata alla stessa Zètema mentre le tariffe di vendita, approvate dal Campidoglio, avranno come parametro i prezzi applicati, per analoghe iniziative, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali. Gli introiti saranno destinati ad attività di valorizzazione del patrimonio della Sovraintendenza. «Le immagini che sarà possibile acquistare in rete – spiega l’assessore alle Politiche culturali, Dino Gasperini – potranno essere utilizzate per i più diversi prodotti grafici: si va dalle semplici cartoline, a volantini e biglietti di auguri, fino abrochure, uso per il web, depliant e opuscoli, per arrivare ai manifesti e alle immagini destinate a quotidiani specializzati. In questo modo non solo porteremo all’attenzione di un pubblico più vasto immagini di Roma che non siano solo il Colosseo o il Campidoglio ma potremo ottenere un reddito che ci consentirà di valorizzare ulteriormente il patrimonio archeologico, storico, artistico e museale della Capitale».

Posted in Recensioni/Reviews, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le canzoni dell’estate italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2010

Dal 25 Luglio, alle 07.30  e, in replica, il mercoledì alle 19.30  La musica come “condimento” e non “tormento(ne)” dell’estate: canzoni che esaltino gli stati d’animo che profumano questa stagione e che possano accompagnare il caldo “italiano” e, allo stesso tempo, “riscaldare” gli italiani nel mondo, ovunque essi siano. Da Bruno Martino a Piero Ciampi, da Ornella Vanoni a Samuele Bersani, da Ivano Fossati a Baustelle la Grande Canzone Italiana che ha raccontato con stile, arte e divertimento l’estate, l’amore, le vacanze e le bellezze della nostra Terra troverà spazio nel “Taccuino Italiano-Musica”. Non mancheranno altre “note”,  quelle di “costume” e quelle poetiche (alcune tratte dall’Archivio dell’Audioteca Radio della Rai, altre lette dall’attore Riccardo Festa). Scelte, invece, da Maria Cristina Zoppa alcune chicche tra i dischi rari della Rai come “Non guardare quelle vetrine” di Giancarlo Giannini o “Tipi da spiaggia” di Natalino Otto. Arriva così al microfono di Rai Internazionale, con “ eState con Noi”, l’inedita “doppia coppia” (due “Gemelli” al microfono) Riccardo Festa e Maria Cristina Zoppa per sette puntate di musica intensa, leggerezza, poesia  e “stelle di mare”. In onda la domenica, dal 25 luglio, alle ore 07.30 e, in replica, il mercoledì alle 19.30. Rai Internazionale radio viene diffusa nel mondo via satellite e su internet (www.internazionale.rai.it) e ridiffusa da stazioni radio locali nei diversi continenti.  Questi i temi delle sette puntate: Prima puntata – Titoli di Festa Seconda puntata- L’amore è come un’onda Terza puntata –  A-mare infinito Quarta puntata – Stessa Mina, stesso Celentano Quinta puntata – Queste “canzoni” davanti al mare Sesta puntata – “Asterischi musicali” Settima puntata – TVU Mare, Monte, Mondo DB

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mostra “Chiara Dynys”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Roma o dal 7 maggio al 25 settembre 2010 Archivio Centrale dello Stato – Piazzale degli Archivi 27, mostra “Chiara Dynys. Labirinti di Memoria”, a cura di Fortunato D’Amico.  L’artista disegna un vero e proprio labirinto lungo corridoi e scalinate, dove installazioni site specific, videoproiezioni, opere interattive e la presenza ossessiva della carta creano un viaggio alchemico che esplora quella sottile linea che idealmente separa passato e presente offrendo un’opportunità di incontri tra storia e mondo contemporaneo.  Le opere sono tutte inedite e create appositamente per la specificità del luogo.  La mostra è promossa dall’Archivio Centrale dello Stato e supportata dalla Galleria Marie-Laure Fleisch.  L’evento consente l’apertura al pubblico per la prima volta dei depositi dell’Archivio Centrale dello Stato, lo storico edificio sito nel quartiere dell’EUR che conserva al suo interno milioni di documenti e rappresenta, da oltre mezzo secolo, il punto di riferimento obbligato per le ricerche sulla storia unitaria del nostro Paese. L’intero ciclopico archivio è infatti un monumento alla memoria custodita in ben cento chilometri di scaffalature.  Il percorso della mostra prende il via da Memoria e Oblio, un’opera composta da due parole installate sullo scalone d’ingresso come giganteschi blocchi in acciaio di un’antica tipografia. (chiara)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Rifiuti Basilicata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e componente la Commissione Ambiente, sul ritrovamento di rifiuti tossici in Calabria e sulle dichiarazioni del pentito Francesco Fonti ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente e al Ministro della Salute e ha dichiarato: “Il ritrovamento di questi ultimi giorni di relitti di navi nei fondali lungo le coste tirreniche del cosentino sembrerebbe dimostrare che il pentito Francesco Fonti aveva detto la verità e che quelle navi esistevano davvero. Poiché Fonti ha parlato anche di smaltimento illegale di rifiuti tossici in Basilicata, il Ministro dell’Ambiente, quello della Salute  e la Commissione bicamerale sui rifiuti verifichino subito anche la situazione lucana. Ma soprattutto affrontino la questione della trasparenza sui dati ambientali e sulla gestione dei rifiuti. Legambiente parla di circa30 milioni di rifiuti pericolosi e non che sfuggono annualmente alla gestione del recupero e dello smaltimento. Già nella relazione conclusiva dei lavori della Commissione bicamerale sui rifiuti della XV legislatura si legge, per quanto riguarda ad esempio la Calabria che, al momento della presa di possesso delle funzioni commissariali da parte del prefetto Antonio Ruggiero, vi era “assenza di registrazioni contabili dotate di requisiti minimi di analiticità” e “mancanza presso gli uffici di un archivio, con la conseguenza che la ricerca delle pratiche era per lo più affidata alla memoria dei funzionari”. Mi pare evidente il nesso tra assenza di trasparenza e proliferazione diattività illegali. E’ da questo che occorre partire e su cui le forze politiche, che finora hanno contribuito, tutte, a questa situazione, devono confrontarsi ”

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »