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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘area archeologica’

Nuova Area archeologica della Cittadella

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 giugno 2018

Torino Domenica 24 giugno (dalle ore 15), in coincidenza con la festa patronale, l’Assessorato alla Cultura della Città di Torino renderà accessibile al pubblico – attraverso visite guidate – l’Area archeologica della Cittadella venuta alla luce nel corso dei lavori per la realizzazione del parcheggio interrato ‘Galileo Ferraris’ e salvaguardata su progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, su intervento della Società concessionaria ‘Parcheggio Galileo Ferraris srl’. Viene così restituito alla Città un ulteriore frammento di quella particolare ricchezza storica costituita da ciò che rimane dell’antico sistema difensivo torinese. Un patrimonio che l’Amministrazione comunale sta attivamente valorizzando, sia attraverso il restauro della porzione cinquecentesca del Mastio della Cittadella, sia promuovendo, insieme con l’Istituzione militare, il Centro Studi e Ricerche sull’Architettura Militare del Piemonte e le Associazioni Amici del Museo di Artiglieria e del Museo Pietro Micca, la costituzione di un polo museale della Cittadella che ne consenta la fruizione, mettendolo in dialogo con le collezioni del Museo Nazionale di Artiglieria. L’Area archeologica rappresenta il primo recupero in assoluto di un settore delle opere fortificate ‘di superficie’ della Cittadella di Torino dai tempi della sua demolizione, iniziata nella seconda metà del XIX secolo. Riemersi nel corso degli scavi del parcheggio iniziati nel 2015, i resti delle fortificazioni costituiscono parti significative delle opere difensive della Cittadella appartenenti al fronte sud compreso fra i bastioni ‘il Duca’ e ‘San Lazzaro’. Qui, nel 1639, iniziò un generale potenziamento delle difese con la costruzione di un’ulteriore opera difensiva, a pianta triangolare, composta da un terrapieno rivestito da solide muraglie a scarpa dotate di parapetto lungo le due facce rivolte verso il nemico e un muro sul lato orientato verso la cinta principale della Cittadella da cui era separato da un ampio fossato. Questo tipo di opera – che fu contemporaneamente costruita su tutto il perimetro della Cittadella a potenziamento difensivo del tratto di muraglione di collegamento tra i bastioni contigui – si chiamava in termine tecnico Rivellino e quello ritrovato, unico esempio rimasto dei cinque costruiti, è detto ‘degli Invalidi’.
Si accede all’Area archeologica del Rivellino degli Invalidi attraverso un ingresso autonomo realizzato sul sedime del parcheggio in corrispondenza del nr 14 di corso Galileo Ferraris, che porta a circa 6 metri sotto il livello stradale dov’è visibile un buon tratto del fronte di gola del Rivellino rivolto verso la Cittadella. A seguire, un breve segmento delle mura del primo ampliamento urbanistico seicentesco della Città, risalente al 1619, che costituisce la struttura muraria più antica fra quelle rinvenute e, fino a oggi, l’unica testimonianza visibile delle difese della prima espansione della Città, iniziate da Ercole Negro di Sanfront proprio nel 1619 e terminate da Carlo di Castellamonte negli anni ‘30 del XVII secolo. Attraversando un ponticello metallico si potranno ammirare prima i resti della polveriera delle mine, salvaguardata solo in parte e unica trovata tra quelle dell’epoca, e poi la galleria di collegamento tra la polveriera e la cittadella, entrambe risalenti agli anni ‘80 del XVII secolo. Quest’ultima è la prima grande galleria di comunicazione fino a oggi recuperata databile a questo periodo. Un tratto del fossato principale della Cittadella e le adiacenti rampe di accesso al terrapieno del rivellino, conservate in buona parte, concludono la visita delle strutture principali La gestione dell’Area archeologica è affidata al Museo Civico Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706 che, a partire dalla data inaugurale del prossimo 24 giugno (dalle ore 15) – e sperimentalmente a titolo gratuito -, ne garantirà l’apertura e le visite guidate attraverso il personale della omonima Associazione fornendo al visitatore il completamento di un ideale itinerario storico con le gallerie del Museo civico Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706: tutte le domeniche con accesso a ogni inizio di ora dalle 15 alle 18 comprese.

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Roma: Valorizzare l’area archeologica centrale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

franceschini jpgRoma. Una nuova commissione congiunta di alto profilo istituzionale tra Roma Capitale e Mibact per trovare in tempi celeri modalità di valorizzazione dell’area archeologica centrale. Questa la proposta che è stata avanzata dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi in una lettera inviata al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Nell’incontro svoltosi lo scorso 2 agosto al Mibact, il vicesindaco di Roma e Assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo aveva proposto di esplorare le modalità migliori per consentire la libera fruizione dell’area archeologica stessa riservando a soli attrattori principali (ad esempio Colosseo e Palatino) l’accesso a pagamento. Nella missiva inviata al Ministro, Raggi sottolinea l’intenzione di “Roma Capitale di avviare un confronto con il Mibact per pervenire ad un accordo per la nascita di un grande parco cittadino nel cuore della Capitale e consentire il pieno dispiegamento del potenziale contributo dell’area in questione allo sviluppo civile, culturale ed economico della Capitale e del Paese”.“Se si togliessero le recinzioni e, escluso il Colosseo e il Palatino, l’area dei Fori fosse a libera fruizione, vorrebbe dire liberare quell’area da una gestione esclusivamente turistica e sarebbe un input per creare condizioni per la nascita e lo sviluppo di servizi alla crescita culturale estesi a tutti e con un alto valore aggiunto”, commenta Bergamo.

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Area archeologica di Pompei

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

area archeologicaCon l’avvio del cantiere di messa in sicurezza dei fronti di scavo, ovvero di tutta quella porzione di terreno che circonda l’area non scavata di Pompei, di circa 22 ettari, e con la ripresa dei cantieri della Regio I, II e III precedentemente bloccati a causa di un ricorso al TAR, entro il 2019 l’area archeologica di Pompei sarà interamente consolidata. Oltre due chilometri di muri antichi saranno oggetto di messa in sicurezza, mentre l’area non scavata alle spalle dei fronti di scavo, nelle Regiones I-III-IV-V-IX, sarà oggetto di intervento di mitigazione del rischio idrogeologico, che assicurando un adeguato drenaggio del suolo consentirà di ridurre la spinta del terreno sui muri antichi, problema particolarmente insistente nel periodo delle piogge.Tra gli interventi in programma il grande cantiere prevederà anche un vero e proprio scavo nella Regio V, il cosiddetto “cuneo” (un’area di oltre 1000m2 nella zona posta tra la casa delle Nozze d’Argento e gli edifici alla sinistra del vicolo di Lucrezio Frontone), che nella condizione attuale costituisce un elemento di debolezza del pianoro dal punto di vista idrogeologico. Lo scavo porterà in luce strutture e reperti di ambienti privati e pubblici che contribuiranno ad arricchire la conoscenza del sito e lo stato di avanzamento della ricerca archeologica. A tal scopo sul pianoro delle regiones IV e V, dove è in corso l’allestimento dell’ area logistica, è in programma anche l’installazione di un laboratorio di studio archeologico dei reperti che saranno rinvenuti e un deposito per la loro conservazione temporanea. “Si tratta del più grande intervento nell’area non scavata di Pompei, dal dopoguerra – dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco archeologico di Pompei. – Finora si era sempre proceduto per piccoli interventi di tamponamento sui fronti di scavo, nei punti più critici. Adesso si procederà in maniera radicale al consolidamento dei fronti e a risolvere il problema dell’acqua che si accumula nei terreni esercitando pressione sulle pareti e sulle facciate delle domus portati alla luce, che hanno finito per costituire una sorta di argine di contenimento dei terreni che impregnati di acqua piovana vi esercitavano pressione esponendoli al pericolo di cedimento.” L’intervento, che rientra nel Grande Progetto Pompei durerà circa due anni. I lavori procederanno per sottocantieri al fine di continuare a garantire la fruibilità del sito. Periodicamente verranno forniti aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori.

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Fori: l’Area archeologica centrale nuovamente unita

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

Foro romanoRoma Un unico grande percorso nel cuore archeologico della Capitale, una nuova occasione per immergersi senza soluzione di continuità nella storia e nelle emozioni della Roma Antica. Una passeggiata senza barriere architettoniche e all’insegna dell’abbattimento di ogni cancello in grado di interrompere la continuità del racconto storico. Dopo aver aperto il cancello che divideva le due aree il primo gennaio 2017 torna nuovamente unita l’area archeologica centrale, dando così la possibilità di attraversarla interamente da domenica 5 febbraio, con aperture gratuite ogni prima domenica del mese per tutto l’anno 2017. Lo comunicano in una nota congiunta Roma Capitale, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma.
Dai Fori Imperiali al Foro Romano e Palatino si potrà passare liberamente da un sito a un altro e percepire, nella ritrovata unitarietà, la grandezza di un passato che ci appartiene. L’accesso ai siti sarà consentito dalle 8.30 alle 16.30, con ultimo ingresso alle 15.30.
Il percorso che attraversa l’area archeologica dei Fori potrà essere compiuto indifferentemente partendo dall’accesso all’area di competenza capitolina, da Piazza Santa Maria di Loreto, presso la Colonna Traiana, o da uno degli ingressi della Soprintendenza di Stato, a Largo Corrado Ricci, all’Arco di Tito, o a via di San Gregorio.Partendo da uno degli ingressi al Foro Romano e Palatino della Soprintendenza – prosegue la nota – si potrà accedere alle residenze imperiali palatine, alla Basilica di Massenzio, all’area monumentale della piazza del Foro, dove si affacciano i grandi Templi e le grandi Basiliche Iulia ed Æmilia, per arrivare alla Curia (sede del senato romano), da dove si passerà nell’area della Sovrintendenza Comunale.
Qui si aprono i Fori di Nerva e di Cesare e, passando al di sotto di via dei Fori imperiali, attraverso le cantine delle antiche abitazioni del quartiere Alessandrino, si arriverà al Foro di Traiano, con la spettacolare visuale sulla Colonna e sui Mercati traianei”.
“In occasione dell’apertura congiunta del primo dell’anno – spiega il Soprintendente Francesco Prosperetti – avevamo preso un impegno per continuare a offrire ai romani e ai turisti l’opportunità di visitare senza barriere il centro più antico della Capitale. La promessa è stata mantenuta nel segno di un ampliamento dell’offerta culturale. È questo solo un primo passo per integrare sempre di più la città con il suo cuore archeologico, rimuovendo steccati ideologici, divisioni amministrative, barriere architettoniche”.“Consentire a tutti – sottolinea il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce – di immergersi nell’atmosfera della Roma antica e di passeggiare tra i Fori dimenticando, per un momento, quale porzione di arte e di memoria sia sotto la tutela dello Stato e quale sotto quella del Comune costituisce un piccolo, ma significativo atto di amore per la città di Roma nell’esclusivo interesse per i valori che condividiamo”.
“Dopo lo straordinario successo dell’apertura simbolica del cancello che separava le due aree, statali e comunali, avvenuta lo scorso primo gennaio per festeggiare nel migliore dei modi il nuovo anno – conclude il vicesindaco di Roma e assessore alla Crescita culturale, Luca Bergamo – oggi siamo contenti di mantenere l’impegno preso in quella occasione nei confronti di cittadini e turisti che amano questa città e vogliono sempre più che l’eredità della sua storia entri a far parte della quotidianità. Questo lavoro ribadisce ancora una volta quanto sia fondamentale per il bene di Roma e dell’intero Paese la collaborazione istituzionale e l’apertura degli spazi che possono essere tutelati solo se ognuno di noi li sente anche propri. Sono molto soddisfatto, a nome di tutta l’amministrazione, di consegnare al mondo in modo continuativo un pezzo prezioso e unico del nostro patrimonio con la certezza che si continuerà in questa direzione”.

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Fori: per il nuovo anno l’Area Archeologica centrale apre gratuitamente

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2016

Foro romanoRoma L’Area Archeologica Centrale apre le sue porte per un unico grande percorso all’insegna dell’abbattimento di ogni tipo di cancello in grado di limitaree interrompere la continuità del racconto storico e in un percorso attrezzato senza barriere architettoniche. La Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica di Roma e Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali offrono ai cittadini, per la giornata dell’1° gennaio 2017, la possibilità di immergersi, senza soluzione di continuità,
nell’atmosfera di una suggestiva passeggiata nella più grande area archeologica del mondo. Dai Fori Imperiali al Foro Romano e Palatino: si potrà passare liberamente e gratuitamente da un sito a un altro e percepire, nella ritrovata unitarietà, la grandezza di un passato che ci appartiene. L’accesso ai siti sarà consentito dalle 10 alle 16, con ultimo ingresso alle 15. Il percorso che attraversa l’area archeologica dei Fori potrà essere compiuto indifferentemente partendo dall’area di competenza capitolina, da Piazza Santa Maria di Loreto, presso la Colonna Traiana, o da uno degli ingressi della Soprintendenza di Stato, a Largo Corrado Ricci, all’Arco di Tito, o a via di San Gregorio. Partendo dalla Colonna Traiana seguendo la passerella presente nel sito, la visita toccherà una parte del Foro di Traiano, passerà sotto via dei Fori Imperiali percorrendo le cantine delle antiche abitazioni del Quartiere Alessandrino, attraverserà il Foro di Cesare e del Foro di Nerva per proseguire nell’area statale, senza la barriera divisoria che obbligava a uscire dai Fori Imperiali per rientrare al Foro Romano.
In occasione dell’inizio del 2017, la Soprintendenza per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma apre gratuitamente i suoi luoghi della cultura. È l’occasione per proporre un percorso unificato dell’intera area
dei Fori. “Il primo dell’anno – spiega il Soprintendente Prosperetti – offre ai romani e ai turisti l’opportunità di visitare senza barriere il centro più antico della città. Un’occasione a suo modo unica, ma anche un impegno per il futuro”.”Visitare il Foro Romano e i cinque Fori Imperiali – dichiara il Sovrintendente Parisi Presicce – senza soluzione di continuità e senza distinzione di competenze tra Stato e Comune costituisce un piccolo passo per l’archeologia, ma rappresenta una idea importante per il futuro di Roma”. Il passaggio dall’area comunale a quella statale avverrà dietro la Curia Julia, antica sede del Senato romano, e permetterà di accedere nel fulcro della piazza del Foro, all’altezza della Basilica Æmilia, sulla Sacra Via. Di qui si articolano percorsi in diverse direzioni: Basilica Julia, Tempio del Divo Giulio, Casa delle Vestali, Lacus Iuturnæ, Tempio di Antonino e Faustina, per arrivare all’Arco di Tito e fino ai palazzi imperiali sul Palatino, dove per l’occasione resterà aperto il Museo.

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Ripristinata l’area archeologica di Qana dopo lavori di ristrutturazione

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2016

QanaQANA. Il Contingente italiano di UNIFIL, composto attualmente dal personale della Brigata Alpina Taurinse, con il contributo dell’Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.), ha riconsegnato l’area del sito archeologico di Qana alla propria municipalità dopo aver completato i lavori di ristrutturazione. Una squadra lavori composta da motivati volontari dell’A.N.A., ha operato per circa 2 settimane fianco a fianco, con gli alpini della Taurinese realizzando in pochissimo tempo il recupero dell’intera area archeologica di Qana.Il sito ha un altissimo valore simbolico per la comunità cristiano maronita libanese ma è altrettanto caro agli sciiti, che costituiscono la quasi totalità la popolazione residente a Qana. Era stato il sindaco del villaggio a richiedere al Contingente italiano di cooperare per il miglioramento dell’area archeologica.
L’intervento di recupero è stato l’ennesima occasione con cui l’A.N.A. ha fatto sentire la sua vicinanza ai militari italiani e in particolare ai giovani alpini in armi. Un opportunità per poter vivere e maturare esperienze comuni, rinsaldando quei naturali vincoli di fratellanza alpina che da quasi un secolo i “veci” continuano a preservare nell’abito dell’Associazione Nazionale.
L’attenzione rivolta dal Contingente italiano alla tutela e protezione del patrimonio culturale del sud del Libano, è stata immediatamente condivisa dai vertici dell’Associazione Nazionale Alpini e il lavoro promosso sul territorio libanese è stato così tanto apprezzato dalle autorità e dalla popolazione locale che durante la riapertura del sito hanno voluto tributare all’A.N.A. la cittadinanza onoraria di Qana. (@OnuItalia) (foto: Qana)

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Nessuno scempio al teatro grande di Pompei

Posted by fidest press agency su sabato, 21 agosto 2010

“Il Teatro Grande non è stato oggetto di scempio ma di lavori di funzionalizzazione e di adeguamento alle norme di sicurezza. Il  progetto di Restauro e’ stato elaborato e approvato dalla Soprintendenza di Napoli e Pompei e dal C.d.A. dal 2003 e seguito nella sua evoluzione dalla Commissione generale  del Ministero per i beni e le attività culturali” lo afferma il Soprintendente di Napoli e Pompei Giuseppe Proietti,congiuntamente all’ex commissario straordinario dell’area arcehologica Marcello Fiori, in relazione  ad  articoli pubblicati da alcuni organi di stampa  in questi  giorni,”All’ l’arrivo di Fiori, aprile 2008, la gara per il restauro era gia’ stata aggiudicata  ad impresa qualificata e accreditata presso la Soprintendenza. Il direttore dei lavori e il RUP che lo hanno seguito sono tecnici esperti della stessa SANP’. Si ricorda inoltre il successo della stagione estiva del Teatro Grande, inaugurato dal maestro Riccado Muti,in collaboirazione con il teatro di San Carlo, la reversibilità di tutti gli  interventi  effettuati nonchè  l’importanza di un investimento che dota stabilmente Pompei delle infrastrutture necessarie per ospitare stabilmente stagioni teatrali’ E’ già stata avviata dalla Soprintendenza e dall’ex Commissario richiesta all’Avvocatura generale dello Stato  di querela verso Antonio Irlando per foto e dichiarazioni diffuse nel corso degli ultimi mesi.

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Mimmo Jodice: “Pompei. Parole in viaggio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Pompei 23 e 29 luglio (ore 21,00) nell’area dei teatri di Pompei prima edizione di “Parole in viaggio: Pompei e il Grand Tour”. Due serate con quattro scrittori statunitensi che racconteranno con scritti inediti il fascino dell’area archeologica: Gore Vidal, Jay Parini, Jim Nisbet e Ethan Canin. I racconti sono contenuti nel libro “Pompei. Parole in viaggio” di Mimmo jodice, pubblicato da Contrasto. Un progetto  voluto dal Commissario delegato all’emergenza Marcello Fiori e curato dallo scrittore Angelo Cannavacciuolo  che  comprende anche altre iniziative rivolte ai giovani scrittori.  Se il tradizionale Grand Tour contribuì in modo incisivo a diffondere l’eredità millenaria di arte, cultura, storia e tradizioni di Pompei e di una intera civiltà attraverso lo sguardo dei viaggiatori europei, con questo progetto si intende allargarne i confini spostandoli sul mondo intero e la contemporaneità. Cominciando proprio dal continente americano. Un’idea che è stata immediatamente accolta e condivisa da una personalità come Gore Vidal (edito da Fazi), protagonista della prima serata al quale verrà dedicato un tributo per la complessità della sua opera. Accanto all’autore di La statua di Sale, ci sarà Jay Parini, autore di The Last Station (Bompiani), romanzo su Lev Tolstoj da cui è stato tratto il recente film di Michael Hoffman con Helen Mirren e Christopher Plummer. I due scrittori, legati da antica amicizia e collaborazione artistica, converseranno sul tema del Grand Tour e confidenzialmente esploreranno le loro carriere letterarie.
La seconda serata vedrà protagonisti Ethan Canin e Jim Nisbet, il primo in questi giorni in libreria con Portami al di là del fiume (Ponte alle Grazie). Canin, dopo il successo di America America presenterà un testo ancora sconosciuto in Italia, rielaborazione dal suo The Palace Thief, che ispirò nel 2002 il film Il club degli imperatori diretto da Michael Hoffman e interpretato da Kevin Kline.Nisbet, autore già di culto di hard boiled e di romanzi noir, (Iniezione letale e Cattive abitudini – Fanucci) proporrà il ritratto di uno dei più celebri e illustri personaggi della stagione del Grand Tour.  L’iniziativa rientra nel calendario del Campania Teatro Festival Italia Il copyright della foto è © 2010 Mimmo Jodice. (saffo)

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Scavi di Pompei: casa della Fontana Piccola

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

Dopo circa tre mesi di lavori, si è concluso il restauro del dipinto murale raffigurante una scena di paesaggio marittimo della Casa della Fontana Piccola negli Scavi di Pompei. Si tratta, in ordine di tempo, dell’ultima operazione di “salvataggio” conclusa dalla Fondazione CittàItalia. Da anni, infatti, la Fondazione CittàItalia è in prima linea per sensibilizzare i cittadini e coinvolgerli nella tutela del nostro patrimonio culturale e nella raccolta di fondi per il restauro di opere d’arte a rischio, coinvolgendo Istituzioni, primarie aziende, organizzazioni pubbliche e private, e i singoli cittadini. Il lavoro è stato promosso d’intesa tra la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e il Commissario Delegato per l’emergenza nell’Area Archeologica di Pompei, Prof. Marcello Fiori, ed è stato finanziato grazie ai fondi raccolti in occasione della Campagna del 2009. La decorazione pittorica del dipinto restaurato è costituita da un registro decorativo superiore, di colore rosso, un pannello centrale raffigurante il paesaggio marittimo, uno zoccolo di colore giallo e, parallelamente al paesaggio, rimane traccia di una decorazione architettonica. E’ possibile evidenziare la notevole corposità di alcune pennellate, eseguite per definire le minuzie di particolari quali foglie di alberi, personaggi che popolano la scena e capitelli di porticati. Numerosi erano i distacchi dell’intonaco dal supporto murario, specialmente in corrispondenza di alcune lesioni, causate dallo slittamento dei conci murari della struttura di sostegno. Sulla superficie dipinta le infiltrazioni di umidità provenienti dall’esterno avevano provocato fenomeni di disgregazione progressiva dell’intonaco, la formazione di sali di vario spessore e incrostazioni superficiali sulla pellicola pittorica. Molte le stuccature in cemento, probabilmente realizzate durante un intervento degli anni’ 60, che alteravano la lettura dell’immagine. Il lavoro di recupero del dipinto è stato affidato al restauratore Francesco Esposito, con la supervisione della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei e in particolare dell’archeologo, dr. Ernesto De Carolis, con l’utilizzo di diverse metodologie d’intervento volte a ripristinare l’adesione dell’intonaco al supporto murario, a trattare la pellicola pittorica e a demolire le stuccature in cemento. (casa fontana piccola, particolare dipinto)

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Pasqua negli scavi di Pompei

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

Restauri appena terminati, uno snack bar dell’antichità per la prima volta aperto al pubblico, una mostra laboratorio dove ripercorrere l’esperienza degli ultimi drammatici momenti della vita della città: ecco l’offerta davvero unica ed irripetibile per un viaggio ricco di emozioni negli scavi di Pompei in questi giorni di vacanza.  Infatti tra le ultime novità da ammirare a Pompei il Termopolio di Vetutius Placidus, uno dei meglio conservati e belli snack bar dell’antica città, e la casa della Fontana Piccola con lo splendido affresco murale con scena di paesaggio marittimo, entrambi recentemente restaurati. All’ingresso di Piazza Anfiteatro è possibile,  inoltre, integrare e completare la visita all’area archeologica con la mostra didattica, totalmente gratuita, “Pompei e il Vesuvio: scienza, conoscenza ed esperienza”, inaugurata da pochi giorni. La mostra ricostruisce l’eruzione del 79 d.C. e la distruzione di Pompei, attraverso un percorso di conoscenza  mirato a sensibilizzare il pubblico più giovane e  curato dai sismologi e vulcanologi ma illustra anche con documenti di straordinaria bellezza (provenienti dagli archivi della RAI) le immagini dell’ultima eruzione del 1944 e le testimonianze della fede popolare davanti alla forza del vulcano. E ancora l’Antiquarium di Boscoreale ospita, invece, la mostra “I calchi”, che ripercorre i momenti tragici dell’ eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C, attraverso il dramma dei corpi delle sue vittime.  La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei  comunica che gli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia e l’Antiquarium di Boscoreale saranno regolarmente  aperti al pubblico  in occasione della Pasqua e del Lunedì in albis  secondo i seguenti  orari estivi:   8,30 – 19,30 (ultimo ingresso ore 18,00)

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Area archeologica dei teatri a Posillipo

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

La Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei comunica che l’area archeologica dei teatri di Pausilypon, inserita nella manifestazione Archeologia e Natura nella baia di Napoli, è momentaneamente chiusa al pubblico a causa del grave episodio di cronaca nera avvenuto in zona limitrofa. Resta aperta al pubblico la sola Grotta di Seiano. La riapertura dell’area sarà comunicata in tempi brevi.

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Archeologia: Alemanno, bene Marrazzo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2009

Roma Campidoglio. «Esprimo apprezzamento per l’assenso dato dal presidente Marrazzo alla proposta di nomina di un commissario per l’area archeologica di Roma. Si tratta di una posizione responsabile e non ideologica, che si muove nella direzione di valorizzare i beni archeologici della Capitale». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Quella dell’istituzione di un commissariamento per le aree archeologiche di Roma è più che un’ipotesi: è l’indicazione di una strada per rendere rapidi ed efficaci interventi ormai urgenti sul nostro patrimonio monumentale.” E’ quanto sottolinea l’assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma Umberto Croppi, rispondendo alle tante polemiche sollevate dal Pd del Lazio.   “La presenza del Commissario – spiega Croppi – non inficerà il ruolo della Soprintendenza di Stato e della Sovrintendenza Comunale le cui competenze sul territorio e sulla tutela resteranno immutate. L’organo straordinario svolgerà un’azione di coordinamento tra Stato e Comune, con interventi sulla messa in sicurezza e l’infrastrutturazione delle aree archeologiche dei Fori, dell’Appia e di Ostia Antica. Si tratta di un provvedimento quanto mai urgente – conclude Croppi – per lo stato in cui versa il nostro patrimonio e per la necessità di valorizzarlo e di renderlo finalmente disponibile per i cittadini romani e i turisti”.

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