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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘aree rurali’

Agricoltura: Rilancio aree rurali

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

“Il rilancio post-pandemia passa dal contrasto allo spopolamento delle zone marginali di pianura e periurbane, delle aree montane e collinari. Attraverso la rivalutazione della figura dell’agricoltore contadino, custode del proprio territorio e delle sue tradizioni, contrastiamo il cambiamento climatico e preserviamo la biodiversità”. Lo dichiara il deputato Dedalo Pignatone (M5S), relatore della proposta di legge “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina” oggetto di discussione generale oggi a Montecitorio. “Attraverso la promozione dell’agroecologia, come definita dalla FAO nella 163esima sessione – prosegue – puntiamo alla gestione sostenibile del suolo, a favorire la biodiversità animale e vegetale, la diversificazione e gli avvicendamenti colturali, tutelando il paesaggio e privilegiando la sostenibilità ambientale delle attività agricole. Culture, tradizioni e sensibilità che intendiamo celebrare con la Giornata nazionale dell’agricoltura contadina, momento di riflessione sul passato e proiettato al futuro del comparto primario” conclude.

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Cia, agricoltura e aree rurali siano protagoniste attive del piano di ripartenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Un piano di ripartenza che veda protagoniste l’agricoltura e le aree rurali dell’Italia. E’ quanto chiede Cia-Agricoltori italiani, al presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi, nel primo giro di consultazioni con le parti sociali, previsto per i prossimi giorni. Per la rinascita del Paese c’è bisogno, prima di tutto, di attuare una vera stabilità politica e di varare le riforme necessarie per il rafforzamento dell’apparato produttivo. Con un’adeguata riscrittura del Recovery plan –sottolinea Cia- occorre rimettere in moto una rete di protezione sociale e ricreare nel Paese quel circolo virtuoso economico rimasto da troppo tempo bloccato.In questo momento serve, infatti, un piano di ripresa e resilienza che riprogetti il futuro –così come suggerito dalla confederazione nell’ultima assemblea nazionale Cia-, che includa gli investimenti per modernizzare la Pubblica amministrazione e le risorse da dedicare a sanità, infrastrutture e digitalizzazione. Cia auspica, inoltre, che al Governo si raccolgano le più alte competenze professionali per realizzare in tempi rapidi questo ambizioso programma economico, una volta sconfitto il virus con un piano vaccinale serio e credibile.‘’Il tema che abbiamo davanti -sottolinea il presidente Cia, Dino Scanavino- è il futuro dell’Italia. Gli investimenti sono fondamentali perché tutto il Paese, comprese le aree interne e svantaggiate, possano partecipare alla rinascita’’. Scanavino afferma, infine, come anche sul tema del lavoro “occorrano politiche attive efficaci, superando gli approcci assistenziali fin qui avuti. La ripresa dipenderà dalla capacità di interpretare il cambiamento, cogliendo le opportunità delle strategie programmate, a partire dal Green Deal europeo, dove l’agricoltura, in sinergia con le altre risorse economiche dei territori, è chiamata a svolgere un ruolo da protagonista. Un percorso che Cia -conclude Scanavino- sta portando avanti con convinzione, nonostante le avversità determinate dalla pandemia’’.

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Come offrire un futuro ai giovani delle aree rurali

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Roma 26 giugno – 14:00-16:00 Iraq Room, sede della FAO, viale delle Terme di Caracalla presentazione del Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali.Circa 500 milioni di giovani vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo e rappresentano circa la metà della popolazione giovanile di questi paesi. I giovani delle aree rurali sono soggetti a povertà, mancanza di opportunità di impiego e di accesso a terra, servizi, tecnologie e formazione.La sfida è particolarmente ardua nelle nazioni più povere del mondo, in particolare nell’Africa subsahariana, dove la popolazione giovanile è in rapida crescita. Questi paesi sono i più sprovvisti di risorse adeguate per offrire ai giovani lavoro e opportunità che consentano loro di costruirsi un futuro e avere un’alternativa a una vita di povertà o all’emigrazione.Il Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali presenta l’analisi più recente sulla popolazione rurale giovanile e offre suggerimenti ai responsabili delle politiche pubbliche su come investire al meglio per evitare di creare una “generazione perduta” di giovani.

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I bambini più poveri vivono nelle aree urbane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Secondo un nuovo rapporto dell’UNICEF lanciato oggi, i bambini più poveri che vivono nelle aree urbane in 1 paese su 4* hanno maggiori probabilità di morire prima di compiere 5 anni rispetto ai bambini più poveri che vivono in aree rurali. E i bambini più poveri che vivono in aree urbane in 1 paese su 6 hanno minori probabilità di completare la scuola primaria rispetto ai loro coetanei nelle aree rurali.Il rapporto Advantage or Paradox: The Challenge for children and young people growing up urban (“Vantaggio o paradosso: le sfide dei bambini e dei giovani che crescono in aree urbane”), identifica 4,3 milioni di bambini poveri che vivono in zone urbane che hanno maggiori probabilità di morire prima di compiere 5 anni rispetto ai loro coetanei nelle aree rurali. In modo simile, 13,4 milioni di bambini poveri che vivono nelle città hanno minori probabilità di completare la scuola primaria rispetto ai loro coetanei nelle aree rurali.Si stima che fino a un miliardo di persone vivano negli slum – centinaia di milioni dei quali bambini. L’Africa e l’Asia si stanno urbanizzando rapidamente. Entro il 2030, 7 delle 10 città più grandi saranno in Asia; la popolazione urbana dell’Africa è quella che cresce più velocemente, con un tasso annuale di crescita del 3,7%.Il rapporto rivela che non tutti i bambini nelle città traggono beneficio dal cosiddetto “vantaggio di vivere in città” – l’idea per cui stipendi maggiori, infrastrutture migliori e prossimità ai servizi garantiscano alle persone che vivono in città vite migliori. Al contrario, le disuguaglianze, l’esclusione e le sfide per il benessere, come rischi ambientali e per la salute, nelle città, possono sfociare insieme in un “paradosso urbano” in cui molti residenti nelle città – fra cui bambini – subiscano e soffrano maggiori privazioni gravi rispetto ai loro coetanei che vivono in aree rurali.“Per i genitori che vivono in aree rurali, a prima vista, le ragioni per migrare verso le città sembrano ovvie: maggiore accesso al lavoro, all’assistenza sanitaria e a opportunità formative per i loro bambini”, ha dichiarato Laurence Chandy, Direttore dell’UNICEF per i Dati, Ricerca e Politiche. “Ma non tutti i bambini che vivono in città ne stanno beneficiando in maniera eguale; abbiamo prove di milioni di bambini nelle aree urbane che vivono in condizioni peggiori rispetto ai loro coetanei nelle aree rurali”.Il rapporto analizza 10 indicatori per il benessere dei bambini in 77 paesi principalmente a medio e basso reddito. Conferma che nella maggior parte dei paesi, in media, i bambini nelle aree urbane vivono meglio rispetto a quelli delle aree rurali. Ma queste medie nascondono profonde disuguaglianze nelle zone urbane. Inoltre, quando i bambini dalle famiglie urbane e rurali con livelli simili di benessere vengono comparati, il “vantaggio di vivere in città” non è più evidente.Il rapporto evidenzia anche le disuguaglianze all’interno delle città, riscontrabili negli effetti sull’infanzia, che possono essere attribuite ad accesso limitato ai servizi essenziali. Per esempio, in metà dei paesi analizzati, i bambini più poveri che vivono in città hanno la metà delle probabilità di avere accesso a servizi igienico-sanitari di base rispetto ai bambini che vivono in città delle famiglie più ricche. In assenza di modi innovativi per aiutare i poveri delle città, le disuguaglianze degli effetti sull’infanzia si potrebbero ampliare e un numero maggiore di bambini nelle città sarà tagliato fuori dal progresso generale.

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Aree rurali e crescita economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Fao-RomaRoma. PRN Africa/Occorre mettere i milioni di giovani dei paesi in via di sviluppo che entrano nel mercato del lavoro nelle condizioni di non dover scappare dalle aree rurali per sfuggire alla povertà, sostiene un nuovo rapporto della FAO pubblicato qualche giorno fa. Le aree rurali hanno un vasto potenziale di crescita economica legato alla produzione alimentare e ai settori ad essa connessi, afferma lo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2017. E con la maggioranza dei poveri e degli affamati al mondo che vivono in queste aree, il raggiungimento dell’agenda di sviluppo 2030 dipenderà dal riuscire a sbloccare quel potenziale ancora inutilizzato.Per far questo occorrerà superare la spinosa combinazione di bassa produttività dell’agricoltura di sussistenza, dell’ambito limitato dell’industrializzazione, della rapida crescita della popolazione e dell’urbanizzazione, che rappresentano sfide per la capacità dei paesi in via di sviluppo di alimentare e dare lavoro ai propri cittadini. Il rapporto fa notare come sia ampiamente dimostrato che i cambiamenti nelle economie rurali possono avere un grande impatto. Apartire dagli anni ’90 alle trasformazioni delle economie rurali si deve il merito di aver aiutato centinaia di milioni di persone rurali a venir fuori dalla povertà. Lo studio suggerisce tre linee di azione:
La prima prevede la realizzazione di una serie di politiche volte a garantire che i piccoli produttori siano in grado di partecipare pienamente a soddisfare le esigenze alimentari urbane. Misure per rafforzare i diritti di proprietà fondiaria, garantire equità dei contratti di fornitura e migliorare l’accesso al credito sono solo alcune possibili opzioni.
La seconda è quella di costruire le infrastrutture necessarie per collegare le aree rurali ai mercati urbani – in molti paesi in via di sviluppo la mancanza di strade, di energia elettrica, di impianti di stoccaggio e sistemi di trasporto con celle frigorifere è un grande ostacolo per gli agricoltori che cercano di sfruttare la domanda urbana di frutta fresca, verdura, carne e latticini.
La terza comporta di connettere le economie rurali non solo con le grandi città, ma anche di lavorare con aree urbane più piccole e più diffuse.
Infatti, il rapporto sottolinea che i centri urbani più piccoli rappresentano un mercato molto trascurato per i prodotti alimentari. La metà di tutti gli abitanti urbani dei paesi in via di sviluppo vive in città con meno di 500.000 di abitanti. SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)

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