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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘aree verdi’

Legge sugli Incentivi per la Manutenzione di aree verdi da parte dei Cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

Roma. Legambiente, scrive alla I commissione del Consiglio Regionale del Lazio, per chiedere di non abrogare l’art.16 della legge regionale 9/2017 che istituiva incentivi per la manutenzione di aree verdi da parte dei cittadini. L’abrogazione di questi incentivi, verrebbe con l’iter della proposta di legge 128 dell’8 marzo 2019 dal titolo -Promozione dell’amministrazione condivisa dei Beni Comuni. “Abrogare gli incentivi per la manutenzione delle aree verdi da parte dei cittadini sarebbe una scelta completamente sbagliata – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – vorrebbe dire fermare uno strumento di sostegno al volontariato che da un lato ha trovato molto favore tra comuni, enti parco e associazioni e dell’altro che garantisce maggior cura di parchi e aree verdi, una legge efficace, apprezzata, diretta, con un iter funzionante e rodato. Ma perché abrogare una cosa che ha funzionato? Che senso ha? La nuova proposta di legge sulla gestione dei beni comuni sarà buona se andrà ad aggiungersi a quanto di buono già esiste; non sarà di certo una buona legge se invece sostituirà uno strumento che sta funzionando bene e che ha fatto del bene, captandone peraltro le risorse economiche”. Legambiente, inviando osservazioni alla proposta di legge 128, ha chiesto che venga eliminata dal testo in discussione, all’art. 10 l’intera lettera b) del comma 1, dove si propone l’abrogazione dell’art.16 della Legge Regionale 9 del 14 agosto 2017 – Incentivi per la manutenzione di aree verdi da parte dei cittadini. Con i contributi del verde la Regione ha sostenuto e reso possibile la cura di 48 aree verdi del Lazio, altre 52 aspettano lo sblocco dei fondi per essere finanziate e una seconda annualità di progettazioni già vengono presentate.
“Gli incentivi per la manutenzione del verde sono nati con la finalità di aiutare Comuni ed Enti Parco, nella cura delle aree verdi in un contesto generale di scarsità di risorse, consolidando o facendo nascere rapporti con associazioni di volontariato, pro-loco, comitati di quartiere, centri anziani attivi sul territorio, creando socialità, coesione e praticando la sussidiarietà. Le aree verdi, che in alcuni casi potrebbero anche rientrare in un albo dei beni comuni, hanno, indipendentemente da ciò, la necessità di essere manutenute e con l’art. 16 questo è stato possibile – conclude Scacchi -. Chiediamo alla Regione di non abrogare una buona norma e continuare a sostenere i volontari che curano aree verdi, come quelle di Roma che ne hanno peraltro estremo bisogno”.

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Roma: gestione aree verdi e ruolo volontariato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

Villa Aldobrandini 1Roma. La recente delibera di giunta del Comune di Roma (n. 66/2017) e conseguente specifica Determinazione Dirigenziale del Dipartimento Tutela Ambente (n. 624 del 3 agosto 2017) che affronta anche la pulizia delle aree verdi da parte dei volontari, sarebbe dovuta essere negli intenti dei promotori, un importante passo in avanti nella definizione dei dettagli necessari per addivenire ad una precisa regolamentazione della gestione delle aree verdi, ma non solo. Purtroppo, invece, sono state prodotte delle linee guida che non contengono alcuna indicazione tecnica applicabile. Sono un insieme di ‘raccontini’ sui buoni propositi assemblati senza alcuna logica né indicazione peraltro sulla sostenibilità e sulle pratiche innovative e ad esempio senza uso di sostanze chimiche. Non viene ricordato che esiste una normativa ad esempio sui trattamenti fitosanitari in aree frequentate dalla popolazione. Non viene fornita alcuna indicazione tecnica per le pratiche a basso consumo di acqua o il rinverdimento delle aree o la manutenzione arborea. Insomma un titolo che non trova riscontro nei contenuti. Ma non è finita qui. Gli “scienziati della burocrazia” hanno prodotto qualcosa che non solo non è utile allo scopo, ma è anche deleterio per i risultati che inevitabilmente produrrà. Sono già molteplici, infatti, le segnalazioni, gli articoli, i post sui social e le proteste in generale, da parte di cittadini volontari, associazioni e comitati di quartiere, relativamente a questa nuova regolamentazione che vorrebbe utilizzare il volontario alla stregua di un ‘dipendente’ capitolino del servizio giardini che, non solo dovrebbe impiegare il suo tempo a titolo gratuito per curare il verde delle aree pubbliche (senza nemmeno uno straccio di rimborso spese), ma dovrebbe pure pagare per svolgere tale attività, dopo aver tra l’altro esperito un lungo e complesso iter burocratico (riempire un modulo, indicare luogo, ora e tipo di attività, richiedere eventuali prescrizioni al Servizio Giardini e, se l’area verde è ridotta veramente male, organizzare anche una cantierizzazione dell’area sempre sotto la supervisione del personale del Servizio Giardini, ecc.). Entrando un po’ più nei dettagli: se si è semplici, onesti e diligenti cives, occorre dotarsi di un’assicurazione contro gli infortuni, la morte e l’invalidità con una copertura minima pari a 100 mila euro e anche una seconda assicurazione contro danni a terzi per altri 300 mila euro. Insomma per dare una mano al Comune il cittadino ha due possibilità: o diventa un volontario abusivo, oppure stipula una polizza assicurativa a proprie spese che, sommata alle tasse comunali, significa che per “svuotare cestini, raccogliere la carta, potare arbusti e siepi oppure riparare panchine e staccionate”, di fatto paga due volte. Agli attuali amministratori capitolini non deve essere chiaro il concetto di volontario. Il volontariato non può e non deve sostituirsi all’attività cui è preposto il Comune di Roma né può rappresentare una sorta di attenuante alle carenze manutentive ed alle precise responsabilità di chi ha, invece, il dovere di gestire il verde pubblico.
L’amministrazione capitolina invece di aggirare il problema della manutenzione delle aree verdi, dissipando tra l’altro le sue già scarse capacità ed energie con provvedimenti inutili, anzi addirittura dannosi, dovrebbe pensare ad impegnarsi con fatti concreti per rendere usufruibile il verde esistente ai cittadini supportando e rafforzando, ad esempio, un Servizio Giardini che ormai non esiste quasi più per numero di persone e mezzi, attraverso l’assunzione di almeno 50 giardinieri a Municipio e dotandoli dei mezzi e dei ricambi necessari. Invece di internalizzare (come prometteva la sindaca in campagna elettorale) questa amministrazione preferisce ancora esternalizzare pensando a predisporre bandi di gara europei, per la gestione del verde, per importi di svariati milioni. Gare che avranno tempi lunghissimi per essere assegnate (oltre un anno) e che non sono ancora partite! Nel frattempo che sarà del verde di Roma? Con l’assunzione di detta delibera, pertanto, per i cittadini romani oltre il danno (non essere in grado da parte dell’amministrazione capitolina di organizzare un servizio idoneo), anche la beffa nei confronti di chi a titolo volontaristico, con senso di responsabilità e in spirito di servizio nei confronti di una città e di una governance ormai allo sbando, si vede obbligato ad osservare tutta una serie di adempimenti che scoraggeranno e impediranno, di fatto, la collaborazione con l’amministrazione, producendo come unico risultato un ulteriore aumento del degrado urbano. Incomprensibile come la capitale d’Italia, ormai ridicolizzata a livello mondiale, dove si pagano le tasse più alte d’europa non sia in grado non solo di produrre un valido regolamento del verde, ma nemmeno di copiarne uno fra i tanti validi già esistenti. La tanto sbandierata coerenza, s’infrange sistematicamente con la cruda e dura realtà… basti pensare che il volontariato sociale è stato uno dei capisaldi della politica e del successo pentastellato. Come si suol dire…tra il dire e il fare… (foto: roma volontariato)

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Le aree ludiche di Roma capitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

montanari

“Installazione di altalene, scivoli, giostre, ma anche posizionamento di pavimentazione antitrauma e manutenzione delle attrezzature presenti, il tutto declinato nell’ottica della sicurezza. Sono questi alcuni degli interventi in arrivo in 5 aree ludiche della città posizionate in aree verdi di competenza comunale. Un restyling possibile grazie alla convenzione che abbiamo sottoscritto con la storica azienda romana Fiorucci che ha scelto di investire su Roma”, così Pinuccia Montanari, Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale, presentando il progetto “Una ricetta per Roma”. Le prime aree ludiche a rifarsi il look saranno quelle di Villa De Sanctis (Municipio V), del parco Corto Maltese del Torrino-Mezzocamino (Municipio IX) e del Parco Lima nel quartiere Fonte Laurentina (Municipio IX) dove verranno installate altalene e giochi per bambini con disabilità. A partire da settembre sarà poi la volta di nuove istallazioni nel parco di Villa Lais nel quartiere Appio Latino (Municipio VII), nuovi giochi anche nell’area di Via Giuseppe Vanni, nel quartiere Massimina (Municipio XII). Cinque interventi ai quali potrebbero aggiungersene altri tre entro la fine del 2017 e che riguarderanno il parco Bolivar di Montesacro (Municipio III), il parco di via Treia a San Basilio (Municipio IV) e il parco Orazio Vecchi di Ostia (Municipio X). “Si tratta di un’opportunità importante che ci permette di sfruttare appieno tutte le potenzialità del territorio, anche attraverso l’investimento delle imprese. Dall’interazione tra pubblico e privato possono derivare strategie di scambio per tornare ad iniettare risorse fresche sulla città, rilanciando l’economia e creando prospettive a lunga percorrenza. Il progetto prevede, infatti, di realizzare almeno un intervento per ogni municipio entro il 2018. Come Assessorato alla Sostenibilità Ambientale stiamo lavorando per consentire alle imprese interessate ad investimenti su Roma, attraverso donazioni o sponsorizzazioni, di stipulare con l’Amministrazione delle convenzioni nel pieno rispetto delle norme, garantendo tempi certi con procedure snelle e trasparenti”, aggiunge Montanari.

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La Fondazione CRSM per i disabili psichici

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

L’ingresso nel mondo del lavoro di persone affette da problemi psichiatrici è un progetto fattibile grazie all’importante contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. La Fondazione, infatti, ha finanziato il progetto ideato dall’Asl 11 con la collaborazione del comune di Empoli attraverso una donazione di 12mila euro. Il progetto consiste nell’istituzione di un servizio di tutoraggio per i soggetti svantaggiati seguiti dal Dipartimento salute mentale dell’Asl 11. Lo scopo è quello di favorire e potenziare, negli utenti coinvolti, l’acquisizione di competenze generali e specifiche attinenti l’attività lavorativa quali il rispetto degli orari e delle mansioni affidate nonché le basi dell’orticoltura, il giardinaggio, la manutenzione di aree verdi e la pulizia di edifici pubblici. Questo viene realizzato attraverso l’impiego di personale che svolge attività di affiancamento e sostegno per l’avviamento al lavoro di queste persone. Il progetto viene realizzato, inoltre, grazie alla cooperativa sociale “Pegaso” che da anni, ormai, è impegnata nell’inserimento socio-terapeutico e lavorativo di persone con disagio mentale sul territorio dell’empolese e della valdelsa.

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