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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘aree’

Scuola: Si è giunti alla firma definitiva della definizione delle aree e dei comparti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2021

La proposta avanzata dall’amministrazione non soddisfa le confederazioni delle aree dirigenziali per via dell’ingerenza della legge sulle norme pattizie, infatti la definizione delle sezioni lavorative ha visto modificare la propria composizione per lo spostamento di alcune agenzie dai settori di precedente pertinenza. È giusto il caso di ricordare che la suddivisione per aree e comparti dei settori lavorativi è l’atto preliminare per l’avvio delle contrattazioni, rinviare a settembre la discussione della composizione delle aree dirigenziali significa ritardare di settimane l’avvio per il rinnovo di contratto dei dirigenti della pubblica amministrazione, ciò ha creato non poco disappunto nei rappresentanti della dirigenza che hanno in buona sostanza negato la firma alla definizione di questa composizione dei comparti dei dipendenti. Ciononostante l’amministrazione rappresentata dal presidente dell’A.Ra.N. dott. Antonio Naddeo ha ritenuto soddisfacente la contrattazione e ha proceduto alla chiusura della negoziazione sulla definizione dei soli comparti raccogliendo il parere favorevole delle sigle confederali rappresentanti i dipendenti della PA. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha affermato che “ora si può procedere con l’avvio del tavolo negoziale per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto nel 2018 e per il quale in busta paga ogni dipendente gode della indennità di vacanza contrattuale, cifra irrisoria per contrastare l’inflazione che ha ricominciato a salire. Nel nuovo contratto ci saranno da recuperare oltre l’8% di inflazione mai recuperata dai precedenti contratti come certificato dalla stessa A.Ra.N. L’Anief si batterà con ogni mezzo messo a disposizione dai regolamenti per recuperare la maggior quota possibile del potere di spesa perso sia dai tassi di inflazione, sia dal blocco negoziale, sia dalla esiguità di risorse messa in campo dalle amministrazioni precedenti e firmate dalle sigle allora rappresentative”.

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Assenza soluzioni convincenti per infrastrutture aree interne”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

“Il Governo ha presentato oggi alle regioni e alle autonomie il quadro degli investimenti del PNRR che avremo modo di approfondire nei prossimi giorni in Parlamento. Una operazione imponente dalla quale dipenderà la ripresa del nostro paese e la maggiore dinamicità della nostra economia. Ascolteremo in Parlamento con grande attenzione le comunicazioni del Presidente del Consiglio che ci consentiranno di avere maggiori informazioni sul piano e sulle sue modalità di attuazione. Oltre all’apprezzamento rispetto alle molte scelte condivisibili e sicuramente coerenti rispetto alle grandi linee di indirizzo europee e nazionali, resta il rammarico di non leggere proposte convincenti sul tema della coesione territoriale che, seppur affrontata con compiutezza rispetto al grande tema del Sud del paese, non offre soluzioni convincenti in tema di aree interne e marginali che non insistono solo nel mezzogiorno del paese.” E’ quanto dichiarato da Fabio Melilli, presidente della commissione Bilancio alla Camera dei Deputati.“Si sceglie infatti di non dare soluzione al gap infrastrutturale presente soprattutto nelle aree appenniniche, ma non solo in esse, caratterizzate dalla scarsità ed a volte persino dall’inesistenza di collegamenti ferroviari, che consentano ai capoluoghi di provincia di quelle aree di interagire con le città metropolitane penalizzando l’accessibilità, le residenze, il lavoro e lo sviluppo. Si adducono spesso motivi legati alla difficoltà di rispettare i tempi stringenti del PNNR ma il tema non viene affrontato nemmeno nelle schede sugli investimenti aggiuntivi che il governo si propone di finanziare con lo scostamento di bilancio dove transitano peraltro tutte le risorse relative alle aree terremotate inizialmente previste nel PNRR.“A tale carenza – conclude Melilli – si può porre rimedio solo finanziando ed avviando da subito la progettazione di alcune nuove tratte, peraltro previste dai documenti di programmazione dello stesso governo, che potranno essere finanziate con fondi nazionali ed europei. Se nemmeno questa stagione di investimenti straordinari riuscirà a dare le risposte che le popolazioni attendono da decenni, si toglie a quelle terre la speranza di colmare il divario storico che ne ha impedito lo sviluppo.”

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Croce Rossa Italiana e Cia insieme per supportare le aree rurali

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Un accordo di collaborazione per supportare famiglie, anziani e persone vulnerabili delle aree rurali del Paese. A siglarlo Croce Rossa Italiana e Cia-Agricoltori Italiani, in un incontro istituzionale che si terrà mercoledì 10 marzo, alle ore 10:30.Al centro dell’intesa tra le due organizzazioni azioni congiunte mirate a contrastare le nuove povertà alimentari e per garantire il diritto alla salute e l’inclusione socio-lavorativa delle categorie più fragili.L’iniziativa sarà occasione di confronto tra il presidente nazionale di Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, e il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, che firmeranno contestualmente l’accordo. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming a questo link: https://youtu.be/2GVkhoZDLpM

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Tutela dei centristorici e delle aree di pregio

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2020

“Il Governo non faccia il passo del gambero – ammonisce la presidente di Italia Nostra Ebe Giacometti appellandosi alle forze politiche in Parlamento – e tenga il punto fermo sulla norma recentemente approvata con l’emendamento della Sen. De Petris nel DL Semplificazioni. L’esecutivo respinga tali richieste poiché in gioco è il volto e il patrimonio dei centri storici del nostro Paese. Abbiamo avuto contezza del triste caso delle demolizioni dei villini di Roma ma anche di abbattimenti in altre città che hanno lasciato sfregi in tessuti storicamente rilevanti. Ora non si può permettere che questo drammatico fenomeno si replichi sull’intero territorio nazionale”.

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Energia: nessuna proroga per la sospensione delle utenze nelle aree terremotate

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha deciso con una Delibera del 3 Novembre 2020 di non prorogare oltre la data del 31 Dicembre 2020, le agevolazioni sulle bollette di luce, acqua e gas relativa agli immobili inagibili delle aree colpite dal sisma del 2016 (Centro Italia) e del 2017 (Ischia).Una scelta estremamente grave, che ci auguriamo il Governo intervenga a correggere al più presto, a maggior ragione dal momento che il “Decreto Agosto” prevede tale possibilità (art. 57, comma 18, lettera b) del D.L. n. 104/2020).Troviamo inspiegabile la decisione di non prorogare la sospensione: così non si fa altro che inasprire ulteriormente le situazioni di forte difficoltà già determinate dalle conseguenze della pandemia. In più, va considerato che nei territori interessati la ricostruzione degli immobili è ancora ben lontana dalla fase di conclusione e migliaia di immobili sono ancora inagibili. Non è quindi pensabile che i cittadini sopportino il costo delle bollette per delle case che fisicamente non possono abitare.Si tratta di una forte ingiustizia a danno degli gli abitanti delle zone terremotate, che in questo modo dovranno far fronte ad una ulteriore difficoltà in termini economici e sociali. Per evitare di aumentare ulteriormente disparità e accrescere situazioni di disagio è necessario prorogare tale termine, almeno a giugno 2021. Condividiamo che non sia utile né equo prorogare sine die, perché significherebbe impattare negativamente sul sistema e sulla generalità degli utenti, ma non si può non tenere in considerazione la situazione emergenziale che il nostro Paese sta attraversando e che risulta ancora più drammatica, difficile e insostenibile per chi è in attesa di rientrare nella propria casa e ancora vive in unità abitative provvisorie.

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Nelle aree ad alto rischio che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell’Iss

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

Sono quelle caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e quelle nelle quali ci sono situazioni di massima gravità – «è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori». Può riguardare intere «Regioni o parti di esse». La differenza tra le zone che ricadono nello scenario 3 e in quelle che rientrano nel 4 sta nel fatto che in queste ultime sono vietati anche gli spostamenti «all’interno dei medesimi territori», dunque a livello comunale e provinciale. Stop anche alle attività dei negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio. Lo prevede la bozza del Dpcm all’articolo 1 ter. «Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari». Il provvedimento ferma anche i mercati, tutte le attività di bar e ristorazione (salvo la consegna a domicilio l’asporto consentito fino alle 22) e le attività sportive. Resta invece consentita l’attività motoria «in prossimità della propria abitazione» e con obbligo della mascherina e l’attività sportiva «esclusivamente all’aperto e in forma individuale». Per le aree ad alto rischio, dunque nelle zone arancioni, restano invece aperti i negozi ma chiudono bar e ristoranti. Limitato in queste zone anche «ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza» salvo esigenze di lavoro, studio, salute e necessità. Ill nuovo Dpcm prevede che a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale sia consentito «un coefficiente di riempimento non superiore al 50%»; ciò con esclusione, però, del «trasporto scolastico dedicato». Nelle zone ad alto rischio contagio «sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettai i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio». «Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze», prosegue la bozza. «Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro». Per quanto concerne i centri commerciali, «nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, e punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole», prevede il testo. (fonte: Doctor33)

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Si accentua il disequilibrio idrico fra aree del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Se al Nord è tornato lo spettro delle alluvioni, accentuato dalla violenza degli eventi meteo indotti dai cambiamenti climatici, al Sud sembra inarrestabile la decrescita delle riserve idriche, nonostante la fine della stagione irrigua. Sono praticamente “a secco” gli invasi della Puglia, che trattengono circa 53 milioni di metri cubi di risorsa su una capacità complessiva di 336 milioni e con un deficit di quasi 71 milioni rispetto all’anno scorso; identico è il trend della Basilicata con un’odierna disponibilità di quasi 162 milioni su una capacità di circa 743 milioni ed un disavanzo vicino ai 46 milioni sul 2019. Grave è anche la situazione della Sicilia, nei cui invasi a Settembre, rispetto al 2019, mancavano circa 82 milioni di metri cubi d’acqua. Se in Sardegna, la disponibilità idrica è in media con lo scorso anno, sorprendentemente positiva è la condizione dei bacini calabresi al top del recente quadriennio.A conferma di tale necessità, l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche segnala che, a fronte di un Settembre particolarmente piovoso in Umbria (mm.151,53 sono secondi solo al 2017 nel recente quinquennio), permangono deficitari i bacini delle confinanti Marche, riempiti solo per la metà della capacità (circa 33 milioni di metri cubi su una disponibilità d’accumulo pari a poco più di 65 milioni). Sempre al Centro-Sud restano in media con gli anni scorsi le portate dei fiumi laziali e campani.Al Nord prosegue la “morbida” del fiume Po, la cui portata, superiore alla media ed all’anno scorso, cresce man mano che si avvicina alla foce. Analogo è l’andamento degli altri fiumi piemontesi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo), i cui livelli sono in calo, ma superiori al 2019. Sono tornati, con livelli tendenti allo zero idrometrico, i fiumi liguri (Vara, Impero, Centa), co-protagonisti della disastrosa alluvione di inizio Ottobre. In Veneto, i principali fiumi (Adige, Bacchiglione, Brenta, Piave, Livenza), pur con portate superiori agli anni recenti, sono sotto la media storica, complice un Settembre, che ha registrato un deficit del 31% sulla media delle precipitazioni. I fiumi dell’Emilia Romagna, con portate complessive superiori al 2019, confermano un andamento “a macchia di leopardo”: Savio, Trebbia,Taro sono sopra la media sorica, Reno e Secchia sotto.Infine sono tutti in discesa i livelli dei grandi laghi del Nord, pur permanendo sopra le medie stagionali.

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Sostegno ad aree rurali per uscire da crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Un viaggio di sensibilizzazione e di informazione per rispondere ai nuovi bisogni delle aree rurali, sostenendo aziende agricole e cittadini alle prese con la crisi scatenata dal Coronavirus e orientandoli nell’accesso ad aiuti, bonus e detrazioni previste dal Governo. Questo l’obiettivo del progetto #lanaturanonsiferma promosso da ASeS, la Ong di Cia-Agricoltori Italiani, con il contributo di Enea ed Enel, presentato a Roma in un’iniziativa dedicata dal titolo “L’agricoltura al centro del rilancio economico e sociale”. Il progetto di ASeS-Cia è nato durante il lockdown con azioni di prevenzione e di solidarietà, fornendo dispositivi di protezione individuale per i lavoratori della filiera agricola e organizzando raccolte di cibo e donazioni alimentari per le persone più colpite dall’emergenza. Ora prende avvio la “fase 2” del progetto: dal mese di agosto, nelle zone rurali di tutta Italia, verranno organizzati numerosi eventi all’aperto di informazione e di sensibilizzazione, per supportare famiglie e imprese agricole che cercano di superare le conseguenze della pandemia. Beneficiarie del progetto anche le aziende agricole sociali, che coinvolgono nelle attività in campagna categorie svantaggiate e fasce deboli della popolazione, come disabili e anziani.
“Per far fronte all’emergenza, il Governo ha messo in campo diversi decreti, in tema di risorse stanziate, aiuti, agevolazioni e sussidi -ha spiegato, entrando nel dettaglio, la presidente di ASeS, Cinzia Pagni- ma è subito emerso che l’accesso a tali aiuti è spesso complicato e difficile, soprattutto per chi non ha totale padronanza dei nuovi sistemi telematici. Abbiamo perciò ritenuto doveroso supportare chi abita nelle aree rurali per accedere ai benefici previsti. Con questo obiettivo, abbiamo lanciato la seconda fase del progetto #lanaturanonsiferma, iniziato in Toscana, e ora allarghiamo il campo d’azione, grazie alla collaborazione di Enea e di Enel, nelle aree interne rurali di tutto il Paese, per sostenere in particolare cittadini e micro imprese agricole in condizioni di fragilità economica, sociale e geografica. Una scelta di responsabilità per dare un aiuto concreto a ripartire”.“L’agricoltura è un settore fondamentale del nostro Paese -ha evidenziato Carlo Tamburi, direttore Enel Italia-. Abbiamo supportato il progetto #lanaturanonsiferma per fornire un contributo concreto agli operatori del settore agricolo nell’ambito di una ripresa sostenibile del nostro Paese”.

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I bambini che vivono in aree di conflitto

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Sono 420 milioni – uno su cinque al mondo e sono un numero in crescita di 30 milioni rispetto al 2016, che è raddoppiato dalla fine della Guerra Fredda ad oggi. Nel 2017 sono oltre 10mila i bambini che sono rimasti uccisi o mutilati a causa di bombardamenti, mentre si stima che almeno 100mila neonati perdano la vita ogni anno per cause dirette e indirette delle guerre, come malattie e malnutrizione.
Circa 4,5 milioni di bambini hanno rischiato di morire per fame nel 2018 nei dieci paesi peggiori in conflitto: Afghanistan, Yemen, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Siria, Iraq, Mali, Nigeria e Somalia. Questi sono i paesi in cui i bambini sono stati i più colpiti dai conflitti nel 2017. Le violazioni dei diritti dei minori in queste aree si è triplicato dal 2010 ad oggi.Questi alcuni dei dati presentati oggi da Save the Children nel suo ultimo rapporto, che porta il nome della nuova campagna “Stop alla guerra sui bambini”: un allarme forte da parte dell’Organizzazione, nata nel 1919 all’indomani della prima guerra mondiale per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che in occasione dei suoi 100 anni denuncia il deteriorarsi delle condizioni di vita dei più piccoli nelle tante aree di conflitto.
“Ogni guerra è una guerra contro i bambini, diceva la fondatrice di Save the Children Eglantyne Jebb cento anni fa e oggi è più vero che mai. Quasi 1 bambino su 5 vive in aree colpite da conflitti, il numero di bambini uccisi o mutilati è aumentato. Dall’uso di armi chimiche, allo stupro, ai rapimenti, ai reclutamenti forzati, i crimini di guerra continuano a crescere e a rimanere impuniti”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “È sconvolgente che nel XXI secolo arretriamo su principi e standard morali così semplici: proteggere i bambini e i civili dovrebbe essere un imperativo, eppure ogni giorno i bambini vengono attaccati, perché i gruppi armati e le forze militari violano le leggi e i trattati internazionali. Milioni di bambini in Yemen stanno vivendo orrori indescrivibili a causa del conflitto. Colpiti per strada, bombardati mentre sono a scuola: sono bambini e bambine a cui è negata un’infanzia. Rimasti orfani, senza più una casa, senza più i propri cari. Tutto questo è inaccettabile”.Le bombe utilizzate dalla Coalizione a guida saudita in Yemen per colpire obiettivi civili sono prodotte anche in Italia. Uccidere bambini in un conflitto è vietato dal diritto internazionale umanitario. Inoltre la legge italiana sul controllo dell’esportazione importazione e transito dei materiali di armamento (L.185/90), proibisce l’esportazione verso paesi che violano i diritti umani. Per questo motivo Save the Children ha lanciato una petizione on line (www.savethechildren.it/StopArmi) per fermare immediatamente la vendita di armi italiane usate contro i bambini in Yemen attualmente prodotte presso la RWM, in Sardegna.

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Campidoglio, bike sharing si riparte con nuove aree di sosta in ogni Municipio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Roma. Incentivare il bike sharing garantendo standard minimi di servizio, nuove aree dedicate alla sosta delle bici e aprendo il mercato a nuovi operatori pubblici o privati. Con questi obiettivi la Giunta capitolina ha approvato le linee guida per lo svolgimento del servizio sul territorio di Roma Capitale, attraverso una sperimentazione di tre anni. Il Dipartimento Mobilità e trasporti dovrà quindi individuare, mediante avviso pubblico, le aziende interessate. Viene inoltre avviata un’attività di “ricognizione delle aree pubbliche” da destinare alla sosta delle biciclette. Il tutto in collaborazione con le strutture municipali.Le nuove linee guida sul bike sharing a flusso libero prevedono standard minimi di servizio che tutti gli operatori interessati saranno tenuti a rispettare, sia per quanto riguarda le aree di sosta da utilizzare, sia per il ritiro delle bici non più utilizzabili o soggette a eventuali atti vandalici. I mezzi dovranno essere geolocalizzati attraverso un’applicazione o sito web e i gestori dovranno svolgere indagini periodiche sul gradimento del servizio.
“Vogliamo che il bike sharing diventi uno dei pilastri della mobilità sostenibile della nostra città. Abbiamo fissato regole certe con l’obiettivo di garantire ordine e incentivare gli operatori a investire su Roma. Promuovere modelli di mobilità integrata e sostenibile rimane nostro obiettivo primario”, dichiara la sindaca Virginia Raggi.“Abbiamo già avviato un confronto con il territorio per individuare le aree da dedicare al posteggio delle biciclette. La manifestazione d’interesse chiarirà in che direzione sta andando il mercato, così come l’individuazione delle aree di sosta rappresenta una spinta in più allo sviluppo del bike sharing”, spiega l’assessora alla Città in movimento, Linda Meleo.

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Diabetologi: come curare risparmiando “Ecco le 8 aree dove ridurre la spesa”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2015

retinopatia diabeticaContinua lo studio delle aree di intervento per la ‘spending review’ dei diabetologi ‘a casa loro’, senza aspettare la scure dei tagli lineari alla cieca. In un’analisi accurata e approfondita Enzo Bonora, presidente della Società Italiana di diabetologia (SID) indica in quali settori è possibile ottenere risparmi consistenti. “Anche noi diabetologi abbiamo delle proposte da fare – precisa il professor Bonora – concrete e, soprattutto, quantificabili.
Sono 8 le aree d’intervento che abbiamo individuato nel nostro lavoro quotidiano:
Ottimizzazione dell’autocontrollo glicemico domiciliare;
Corretta istruzione dell’esecuzione della terapia insulinica per evitare spreco di insulina con la dose test che precede l’iniezione;
Prevenzione delle lipodistrofie nei pazienti insulino-trattati;
Prevenzione delle ipoglicemie con una scelta oculata dei farmaci anti-diabetici;
Uso efficace delle varie opportunità offerte del ricco armamentario terapeutico;
Appropriatezza nella prescrizione di esami di laboratorio e strumentali (propria e indotta);
Prevenzione del ‘piede diabetico’;Riduzione della durata della degenza delle persone con diabete.Ecco dunque le 8 ‘operazioni’ che il diabetologo deve mettere in pratica per risparmiare:
Operazione ‘Strisce appropriate’ – Prescrivendo un appropriato e individualizzato numero di controlli glicemici domiciliari su base nazionale si possono risparmiare circa 30 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘Un click solo’ – Con 1 solo click invece che 2 click con la dose test nelle circa 500 milioni di iniezioni all’anno che vengono fatte in Italia a 750 mila diabetici si ridurrebbe il consumo di insulina di 500 milioni di unità, determinando un risparmio di circa 19 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘Cerca la bozza’ – Verificando l’esistenza di zone di lipodistrofia ed evitando le iniezioni in tali zone fino alla loro scomparsa si può ridurre il consumo di insulina in Italia almeno del 5% – se non oltre – pari ad una riduzione minima di 550 milioni di unità e ad un risparmio di circa 21 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘No ipoglicemia’ – Circa 5.000 ricoveri all’anno in Italia sono causati da sulfoniluree o glinidi su circa 15 mila accessi al Pronto Soccorso (di cui circa 7.500 preceduti da una chiamata del 118). Eliminare 7.500 uscite del 118 per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa € 3,75 milioni; inoltre eliminare 15 mila accessi al Pronto Soccorso per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa € 22,5 milioni; eliminare 5 mila ricoveri per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa altri € 15 milioni. In totale senza queste ipoglicemie nei pazienti non insulino-trattati il risparmio sarebbe circa € 41 milioni ogni anno.Operazione ‘Guarda la convenienza’ – In Italia ci sono circa 200 mila diabetici di tipo 2 che fanno terapia insulinica basal-bolus: non meno di un quarto di questi (circa 50 mila) potrebbe essere trattato con insulina basale + inibitore DPP-4 oppure inibitore SGLT-2 oppure GLP-1 RA. Il risparmio medio per ogni soggetto sarebbe di circa € 700 all’anno: in totale con una terapia di pari efficacia si potrebbe realizzare un risparmio di € 35 milioni per anno.
Operazione ‘L’esame serve davvero?’ – Riflettendo sulla opportunità o meno di prescrivere esami di laboratorio e attenendosi alle linee-guida nazionali si potrebbero risparmiare oltre € 60 milioni di euro ogni anno.
Operazione ‘Guarda prima i piedi’ – Nel corso della vita circa il 15% delle persone con diabete sviluppa un problema ai piedi. Le lesioni ai piedi più gravi sono quasi tutte evitabili con semplici norme igieniche e interventi di screening delle situazioni a rischio (spesso basterebbe aver guardato e agito con tempestività). La spesa nazionale per curare solo le lesioni più gravi ai piedi e che richiedono ricovero in ospedale ammonta a oltre € 100 milioni all’anno: dimezzare questi ricoveri guardando più spesso i piedi dei diabetici determinerebbe un risparmio di circa € 50 milioni per anno.
Operazione ‘Accorcia la degenza’ – La prescrizione da fare è solo quella… di una consulenza diabetologica! Un diabetologo ‘chiavi in mano’ costa circa 80 mila euro all’anno e può fare ogni anno circa 5 mila consulenze a diabetici ricoverati: le circa 2,4 milioni di consulenze necessarie per i circa 1,2 milioni di diabetici ricoverati in Italia (in media ed idealmente 2 consulenze per paziente per ricovero) richiederebbero circa 500 ulteriori diabetologi da immettere nella rete italiana, che costerebbero circa € 40 milioni ogni anno. Per risparmiare € 1 miliardo si devono investire € 40 milioni dei 257 milioni risparmiati dai diabetologi. “Perché non si fa?”
“Certo – conclude il presidente Bonora – i 257 milioni di euro risparmiabili vengono dalla somma delle prime 7 voci, largamente a portata di mano dei diabetologi. Per l’ultimo punto, quello dell’accorciamento delle degenze che porterebbe al maggiore risparmio, serve un investimento da parte di chi organizza la sanità delle Regioni. Ma i soldi necessari li avrebbe dai risparmi ottenuti, e gliene rimarrebbero una gran parte per altri interventi nell’area della diabetologia. E anche al di fuori di essa. Se poi veramente si mettesse in pratica l’intervento sulla durata delle degenze il risparmio sarebbe così ingente da permettere operazioni di ben più ampio respiro”.

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Importare minerali da aree in conflitto

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 Maggio 2015

A group of boys pan for gold in a river on February 16, 2009 in Iga Barriere, 25 kms north of Bunia, north eastern Congo. DR Congo is rich in precious minerals such as diamonds and gold - but its people have gained little from this wealth because of conflict and bad government.  AFP PHOTO / LIONEL HEALING

A group of boys pan for gold in a river on February 16, 2009 in Iga Barriere, 25 kms north of Bunia, north eastern Congo. DR Congo is rich in precious minerals such as diamonds and gold – but its people have gained little from this wealth because of conflict and bad government. AFP PHOTO / LIONEL HEALING

I deputati vogliono la tracciabilità obbligatoria per gli importatori – ©BELGA_AFP_L.HEALING. Gli importatori UE di stagno, tantalio, tungsteno e oro per la produzione di beni al consumo dovrebbero essere obbligate a ricevere la certificazione UE per garantire che non alimentino conflitti e violazioni dei diritti umani nelle zone di guerra, secondo il testo approvato in prima lettura dal Parlamento mercoledì, con 402 voti favorevoli, 118, contrari e 171 astensioni.
Con 400 voti a 285, e 7 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato un emendamento alla proposta della Commissione europea che introduce la tracciabilità obbligatoria per le 800.000 imprese dell’UE che utilizzano stagno, tungsteno, tantalio e oro nella fabbricazione di prodotti di consumo. Tali imprese dovranno informare su tutte le misure prese per identificare e risolvere i rischi connessi alla loro catena di approvvigionamento.Inoltre, poiché le fonderie di metallo e le raffinerie d’oro rappresentano l’ultimo stadio in cui l’origine dei minerali può essere effettivamente tracciata, gli eurodeputati propongono che queste siano sottoposte a un audit obbligatorio, svolto da soggetti terzi e indipendenti, per controllare se applicano le regole del “dovere di diligenza”. Tali regole sono progettate per aiutare le imprese del settore a non alimentare conflitti e violazioni dei diritti umani nelle zone di guerra.
I deputati chiedono anche alla Commissione di concedere un supporto finanziario, attraverso il programma COSME dell’UE (Programma dell’UE per la competitività delle grandi e piccole-medie imprese), alle micro e piccole-medie imprese che desiderano ottenere la certificazione. (foto: importatori)

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Doctor Mag

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

Doctor Mag é il primo web magazine in campo medico che ci accompagna nel viaggio della ricerca attraverso gli occhi di chi ha fatto della sua vita una missione. L’innovazione é la chiave di tutto il progetto e rappresenta non solo lo sguardo verso il futuro, ma anche la costante osservazione del tempo in evoluzione e della genialitá delle idee che costituiscono una realtá parallela a cui poche persone guardano con attenzione. Doctor Mag offre ai suoi lettori la possibilitá di tenersi aggiornati sulle proprie aree di interesse, proponendosi al contempo come punto d’incontro e di dialogo tra le diverse discipline di ambito medico.

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Immigrati: Aree per le tendopoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

“Contesto il metodo della Regione Piemonte nell’indicare al Ministero dell’Interno le aree per installare tendopoli ed ospitare una concentrazione di migliaia di profughi: un’emergenza umanitaria di questa portata non può essere risolta con scelte tecniche concordate unicamente con la Prefettura, senza nemmeno coinvolgere le otto Province piemontesi che hanno competenza di protezione civile. Serve maggiore serietà e condivisione”. Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta  oggi ha riunito i capigruppo di maggioranza e minoranza di Palazzo Cisterna per lanciare l’allarme sulle decisioni che la Regione Piemonte sta assumendo “con modalità per nulla concordate o condivise né con le amministrazioni del territorio, nè con le associazioni locali di volontariato, da sempre in grado di gestire con professionalità i temi dell’accoglienza”. “Il presidente Cota  – dice Saitta – spieghi ai piemontesi perché i suoi uffici stanno cercando nel territorio della cintura torinese un’area per stipare 2mila profughi in una tendopoli, quasi fossero in vetrina. Spieghi perché, invece di segnalare al Ministero un’area attrezzata o demaniale meno esposta, ha indicato un vivaio di Grugliasco coltivato da cooperativa sociale davanti ad un centro commerciale. Se lo scopo è scaricare il problema, rischia solo di suscitare timori incontrollati e soprattutto di non trovare collaborazione”.

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Violenza sessuale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

La violenza sessuale colpisce nel 45% dei casi donne separate o divorziate, con una laurea (36.2%). In base a un’indagine ISTAT su 25.000 donne condotta con interviste telefoniche, le vittime sono dirigenti, libere professioniste e imprenditrici (35.1%) che abitano al Centro-Nord (64%), prevalentemente in aree metropolitane (42%). Milano detiene il primato nazionale degli stupri denunciati: 480 nel 2009, più di uno al giorno. Nel nostro Paese un terzo della popolazione femminile ha subito qualche forma di sopraffazione nel corso della vita: “Una vera e propria emergenza, che i ginecologi italiani ritengono una fra le massime priorità – afferma la dr.ssa Valeria Dubini, vice-presidente dall’Associazione Ginecologi e Ostetrici Ospedalieri Italiani (AOGOI). Il volume, (Violenza contro le donne, compiti ed obblighi del ginecologo, edizioni Editeam, coordinamento Valeria Dubini), con la prefazione del Ministro Carfagna, viene presentato oggi al Congresso nazionale dei ginecologi italiani in corso a Milano e sarà disponibile anche in libreria. Numerose sessioni del convegno sono dedicate a questo tema. Un capitolo importante è quello sulle conseguenze fisiche e psichiche della violenza: “Sono devastanti: l’81% delle protagoniste di atti di suicidio ha alle spalle episodi di abuso – spiega la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano e co-presidente del Congresso. “L’obiettivo è far emergere il sommerso – afferma il prof. Mauro Buscaglia, Direttore dell’ostetricia e ginecologia di questo ospedale e co-presidente del Congresso – per intervenire non solo sugli episodi di emergenza ma anche sui tantissimi, prolungati, abusi che avvengono in famiglia”. L’autore infatti è il partner nel 69.7% dei casi, l’ex nel 55.5% e solo il 6.2% delle violenze sessuali, sempre stando alle denunce, è opera di estranei.
Il libro AOGOI affronta il tema a 360°, da quella sessuale a quella domestica, dagli aspetti psicologici a quelli legali. “Ci siamo resi conto di quanto sia recente la tutela dei diritti delle donne in Italia – afferma la Dubini –: fino al 1996 stupri ed abusi sessuali erano considerati delitti contro la morale e non contro la persona. Solo nel 2009 si è legiferato in merito allo stalking, eppure si stima siano 2 milioni 77mila le donne che lo subiscono. Siamo molto indietro su questi temi, anche fra il personale sanitario: secondo i dati del progetto URBAN, che ha coinvolto 24 città italiane, la sensibilità alla lettura della violenza da parte degli operatori è bassa nel 47% dei casi, nulla nell’8.1% e solo nel 8.3% risulta elevata. Dove il nostro intervento è stato più pervasivo si registrano però più denunce e una miglior presa in carico. In luoghi più sensibili è possibile infatti che il problema emerga con maggiore evidenza: è il caso appunto di Milano, ma anche della Toscana, particolarmente impegnata, dove la Regione ha sostenuto le spese per la formazione di ogni ospedale”. L’impegno dell’AOGOI è rivolto ai ginecologi ma anche a tutto il personale di reparto, perché chiunque deve essere in grado di procedere al primo soccorso nella maniera corretta e rispettosa della donna.

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Roma: “Rimosse 30 aree gioco per bambini”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

“E’ necessario stanziare maggiori fondi per la riqualificazione delle aree gioco della capitale, al fine di garantire una adeguata manutenzione e  sostituzione delle attrezzature ludiche dei bambini, favorendo in questo modo  il processo di socializzazione e di incontro”– lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma, che evidenzia “la carenza di investimenti che sta comportando la rimozione di moduli giochi, oggetto di atti di vandalismo o considerati insicuri, dalle 370 aree presenti nella Capitale”. “Sono all’incirca 1.500 le attrezzature ludiche presenti nelle 370 aree gioco, una media di 4 moduli ad area gioco, nei confronti delle quali il Dipartimento Tutela Ambiente del Comune di Roma effettua opera di manutenzione, rimozione e sostituzione.  Dal mese di gennaio al mese di luglio 2010 si sono registrati 250 interventi, 50 rimozioni totali e  22 parziali di attrezzature per bambini – spiega Santori – Delle 50 zone private completamente dei giochi per bambini il Comune di Roma ha provveduto a ripristinarne 20, ma la carenza di fondi rallenta il processo di sostituzione a danno dei piccoli utenti, aspetto che si risente maggiormente  nelle periferie, ove questi parchi rappresentano l’unico punto di contatto tra famiglie e bambini”. “Tutelare la possibilità di gioco e di socializzazione dei bambini, prevenire e punire gli atti vandalici, così come sensibilizzare la comunità cittadina al rispetto della cosa pubblica è un dovere etico è morale al quale non possiamo sottrarci. Intervenire nei quartieri della nostra città, amministrandoli a misura di bambino, significa anche restituire il giusto grado di umanità alle realtà urbane ” – conclude Santori.

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Interventi aree sottoutilizzate

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Il Rapporto 2009 a cura del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico presentato il 15 luglio scorso alla Camera fornisce un quadro delle tendenze economiche, delle risorse finanziarie e delle politiche di sviluppo territoriale e per il ministro Raffaele Fitto l’occasione per indicare le linee su cui il Governo intende muoversi sui fondi FAS nel prossimo futuro. Nel 2009 le tendenze recessive in Italia, già presenti nel 2008, si sono approfondite, determinando un significativo calo del Pil (-5 %), cui ha contribuito una forte flessione della domanda interna per consumi e investimenti e delle esportazioni, benché già nella seconda parte dell’anno si registrino cenni di ripresa per l’export. Nel Mezzogiorno, dove tra il 2002 e il 2008 la dinamica dell’attività economica è stata costantemente inferiore a quella del resto del Paese, durante il 2009 la crisi ha colpito meno pesantemente il sistema produttivo, con una caduta del Pil meno accentuata (- 4,1 % rispetto a -5,3 % nel Centro Nord), ma solo per effetto della maggiore rilevanza in quest’area del settore dei servizi, meno esposto alla crisi. Nel corso del 2009, il forte calo dell’attività economica (in particolare la flessione delle esportazioni) ha penalizzato in misura maggiore il Centro Nord, anche a causa della più ampia apertura della sua industria verso l’estero. Tuttavia l’economia meridionale, di fronte all’impatto della crisi globale, ha continuato a scontare l’esiguità e la maggiore fragilità del suo tessuto produttivo, caratterizzato, da una parte, da una eccessiva frammentazione del sistema imprenditoriale e dalla sua minore capacità di fare sistema, dall’altra, dalla persistenza di condizioni di arretratezza del contesto infrastrutturale e sociale, che riducono il potenziale di crescita dell’area e scoraggiano l’afflusso di investimenti.

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Nomadi: “Chiarezza sul ruolo dei vigilantes”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

“Il regolamento delle aree di sosta attrezzate per i nomadi parla chiaro. Gli occupanti hanno il dovere di accettare sin dal momento dell’ingresso nei campi le norme di comportamento che prevedono l’ammissione, subordinata al censimento ed alla consegna del  Documento di autorizzazione allo stanziamento temporaneo,  di un numero chiuso di persone che può permanere per due anni, prorogabili per al massimo altri due anni. Chi non rispetta le regole deve essere allontanato dalla città di Roma. Si tratta, infatti, di regole chiare e semplici, come l’obbligo di scolarizzazione dei minori, di provvedere al pagamento delle utenze, di non commettere reati, di evitare comportamenti che costituiscano grave e concreta minaccia di turbamento alla sicura convivenza nei villaggi, di tenere in regola i propri documenti e quelli dei propri veicoli, di preoccuparsi della pulizia e decoro dell’area assegnata, di non introdurre merci, soprattutto se rubate, o realizzare manufatti abusivi all’interno dei campi. Quello che si richiede a chi vuole usufruire dell’aiuto del Comune non sono altro che le regole base per una civile convivenza” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma, che plaude agli interventi iniziati all’alba da parte degli agenti dell’VIII Gruppo della Polizia Municipale di Roma, diretti dal comandante Antonio Di Maggio, al campo nomadi di Via di Salone, ove alcuni container sono risultati occupati abusivamente  ed almeno 30 persone prive di documenti di identità che sono state condotte presso il Comando dell’VIII Gruppo per  ulteriori accertamenti.  “Il ripristino della legalità al campo nomadi di Via di Salone sia un esempio per gli altri campi attrezzati – prosegue Santori –  Non daremo tregua all’illegalità e continueremo a perseguire gli illeciti in tutto il territorio capitolino affinché il piano nomadi venga correttamente applicato ed i furbi scoraggiati ed espulsi. Chiediamo, però, che venga fatta chiarezza sul lavoro che devono svolgere i vigilantes,  incaricati e pagati per controllare le entrate e le uscite dai campi nomadi”.

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I vigilantes a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

“L’amministrazione Alemanno non ha mai sottovalutato il ruolo dei vigilantes, figure professionali importanti per la realizzazione di quella rete sussidiaria di sicurezza voluta dal Patto per Roma sicura destinata a coadiuvare il lavoro delle forze dell’ordine per il controllo del territorio e la salvaguardia della legalità”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, cogliendo l’occasione della cerimonia del giuramento di 55 nuovi vigilantes, avvenuta per la prima volta negli uffici di San Vitale su delega del Prefetto. “Non possiamo dimenticare che sono numerosi i mezzi delle guardie giurate che circolano di notte nelle aree maggiormente a rischio – aggiunge Santori.  Si tratta, quindi, di personale che costituisce un canale di informazione privilegiato e per questo potrebbe essere un valido supporto all’interno della rete di sorveglianza prevista dalla Sala sistema Roma” – continua Santori – che esprime la propria soddisfazione per l’iniziativa del Prefetto e della Questura e rammenta anche il recente protocollo firmato al Viminale tra Ministero dell’Interno, Anci e istituti di vigilanza privata. “Il protocollo Mille occhi sulle città, voluto dal ministro Maroni, rappresenta un primo e fondamentale tassello verso la realizzazione di un sistema di sicurezza integrata che prevede la collaborazione tra le forze di polizia e i vigilantes, al fine di garantire un più incisivo monitoraggio delle città  e un continuo e proficuo scambio di informazioni” – conclude Santori.

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A proposito di “vaste aree di spreco medicinali”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) e il Sindacato Nazionale Farmacisti Ospedalieri (SiNaFO) bollano così le recenti affermazioni su alcuni organi di stampa a proposito di “vaste aree di spreco” nella spesa farmaceutica ospedaliera e in particolare riguardanti la loro non tracciabilità e lo sfondamento del tetto previsto. “In realtà – afferma Laura Fabrizio, Presidente della SIFO – il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera non è stato rispettato semplicemente perché è stato empiricamente abbassato senza tener conto che i farmaci realmente innovativi, e quindi a più alto costo, sono quasi totalmente quelli di esclusivo uso ospedaliero. Farmaci – continua Laura Fabrizio – utilizzati soprattutto per gravi patologie come cancro, malattie autoimmuni e infettive e che, in quanto innovativi, devono essere sottoposti a monitoraggio intensivo. Per questo, inoltre, il loro utilizzo in un contesto ospedaliero, piuttosto che nell’ambito territoriale, è garanzia della sicurezza del paziente”.  Il dirigente farmacista delle Aziende Sanitarie, inoltre, svolge un importante e qualificato apporto anche negli interventi per il contenimento della spesa territoriale relativi alla dispensazione dei farmaci attraverso le Farmacie di comunità, grazie sia ad un accurato controllo del rispetto della convenzione tra queste Farmacie, che erogano i farmaci ai cittadini e il Ssn che paga, sia all’apporto qualificato per una reale appropriatezza delle prescrizioni, sia alla promozione della prescrizione dei farmaci equivalenti, e ad altre azioni.  Il contenimento della spesa farmaceutica territoriale deriva, quindi, da questi interventi,  non tanto dal canale di distribuzione. Mentre si può ipotizzare che gli interessi manifestati da parte di associazioni dei farmacisti convenzionati verso i farmaci innovativi e costosi,  possano essere mossi, anche, dalla possibilità di crescita dei volumi di attività della farmacia convenzionata, nessuna attività commerciale o di lucro è legata alla professionalità dei farmacisti che operano nelle Aziende Sanitarie che da sempre offrono il loro apporto qualificato a vantaggio della collettività e nell’interesse della pubblica amministrazione  e non certo per motivi commerciali.

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