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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘aree’

I bambini che vivono in aree di conflitto

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Sono 420 milioni – uno su cinque al mondo e sono un numero in crescita di 30 milioni rispetto al 2016, che è raddoppiato dalla fine della Guerra Fredda ad oggi. Nel 2017 sono oltre 10mila i bambini che sono rimasti uccisi o mutilati a causa di bombardamenti, mentre si stima che almeno 100mila neonati perdano la vita ogni anno per cause dirette e indirette delle guerre, come malattie e malnutrizione.
Circa 4,5 milioni di bambini hanno rischiato di morire per fame nel 2018 nei dieci paesi peggiori in conflitto: Afghanistan, Yemen, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Siria, Iraq, Mali, Nigeria e Somalia. Questi sono i paesi in cui i bambini sono stati i più colpiti dai conflitti nel 2017. Le violazioni dei diritti dei minori in queste aree si è triplicato dal 2010 ad oggi.Questi alcuni dei dati presentati oggi da Save the Children nel suo ultimo rapporto, che porta il nome della nuova campagna “Stop alla guerra sui bambini”: un allarme forte da parte dell’Organizzazione, nata nel 1919 all’indomani della prima guerra mondiale per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che in occasione dei suoi 100 anni denuncia il deteriorarsi delle condizioni di vita dei più piccoli nelle tante aree di conflitto.
“Ogni guerra è una guerra contro i bambini, diceva la fondatrice di Save the Children Eglantyne Jebb cento anni fa e oggi è più vero che mai. Quasi 1 bambino su 5 vive in aree colpite da conflitti, il numero di bambini uccisi o mutilati è aumentato. Dall’uso di armi chimiche, allo stupro, ai rapimenti, ai reclutamenti forzati, i crimini di guerra continuano a crescere e a rimanere impuniti”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “È sconvolgente che nel XXI secolo arretriamo su principi e standard morali così semplici: proteggere i bambini e i civili dovrebbe essere un imperativo, eppure ogni giorno i bambini vengono attaccati, perché i gruppi armati e le forze militari violano le leggi e i trattati internazionali. Milioni di bambini in Yemen stanno vivendo orrori indescrivibili a causa del conflitto. Colpiti per strada, bombardati mentre sono a scuola: sono bambini e bambine a cui è negata un’infanzia. Rimasti orfani, senza più una casa, senza più i propri cari. Tutto questo è inaccettabile”.Le bombe utilizzate dalla Coalizione a guida saudita in Yemen per colpire obiettivi civili sono prodotte anche in Italia. Uccidere bambini in un conflitto è vietato dal diritto internazionale umanitario. Inoltre la legge italiana sul controllo dell’esportazione importazione e transito dei materiali di armamento (L.185/90), proibisce l’esportazione verso paesi che violano i diritti umani. Per questo motivo Save the Children ha lanciato una petizione on line (www.savethechildren.it/StopArmi) per fermare immediatamente la vendita di armi italiane usate contro i bambini in Yemen attualmente prodotte presso la RWM, in Sardegna.

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Campidoglio, bike sharing si riparte con nuove aree di sosta in ogni Municipio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Roma. Incentivare il bike sharing garantendo standard minimi di servizio, nuove aree dedicate alla sosta delle bici e aprendo il mercato a nuovi operatori pubblici o privati. Con questi obiettivi la Giunta capitolina ha approvato le linee guida per lo svolgimento del servizio sul territorio di Roma Capitale, attraverso una sperimentazione di tre anni. Il Dipartimento Mobilità e trasporti dovrà quindi individuare, mediante avviso pubblico, le aziende interessate. Viene inoltre avviata un’attività di “ricognizione delle aree pubbliche” da destinare alla sosta delle biciclette. Il tutto in collaborazione con le strutture municipali.Le nuove linee guida sul bike sharing a flusso libero prevedono standard minimi di servizio che tutti gli operatori interessati saranno tenuti a rispettare, sia per quanto riguarda le aree di sosta da utilizzare, sia per il ritiro delle bici non più utilizzabili o soggette a eventuali atti vandalici. I mezzi dovranno essere geolocalizzati attraverso un’applicazione o sito web e i gestori dovranno svolgere indagini periodiche sul gradimento del servizio.
“Vogliamo che il bike sharing diventi uno dei pilastri della mobilità sostenibile della nostra città. Abbiamo fissato regole certe con l’obiettivo di garantire ordine e incentivare gli operatori a investire su Roma. Promuovere modelli di mobilità integrata e sostenibile rimane nostro obiettivo primario”, dichiara la sindaca Virginia Raggi.“Abbiamo già avviato un confronto con il territorio per individuare le aree da dedicare al posteggio delle biciclette. La manifestazione d’interesse chiarirà in che direzione sta andando il mercato, così come l’individuazione delle aree di sosta rappresenta una spinta in più allo sviluppo del bike sharing”, spiega l’assessora alla Città in movimento, Linda Meleo.

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Diabetologi: come curare risparmiando “Ecco le 8 aree dove ridurre la spesa”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2015

retinopatia diabeticaContinua lo studio delle aree di intervento per la ‘spending review’ dei diabetologi ‘a casa loro’, senza aspettare la scure dei tagli lineari alla cieca. In un’analisi accurata e approfondita Enzo Bonora, presidente della Società Italiana di diabetologia (SID) indica in quali settori è possibile ottenere risparmi consistenti. “Anche noi diabetologi abbiamo delle proposte da fare – precisa il professor Bonora – concrete e, soprattutto, quantificabili.
Sono 8 le aree d’intervento che abbiamo individuato nel nostro lavoro quotidiano:
Ottimizzazione dell’autocontrollo glicemico domiciliare;
Corretta istruzione dell’esecuzione della terapia insulinica per evitare spreco di insulina con la dose test che precede l’iniezione;
Prevenzione delle lipodistrofie nei pazienti insulino-trattati;
Prevenzione delle ipoglicemie con una scelta oculata dei farmaci anti-diabetici;
Uso efficace delle varie opportunità offerte del ricco armamentario terapeutico;
Appropriatezza nella prescrizione di esami di laboratorio e strumentali (propria e indotta);
Prevenzione del ‘piede diabetico’;Riduzione della durata della degenza delle persone con diabete.Ecco dunque le 8 ‘operazioni’ che il diabetologo deve mettere in pratica per risparmiare:
Operazione ‘Strisce appropriate’ – Prescrivendo un appropriato e individualizzato numero di controlli glicemici domiciliari su base nazionale si possono risparmiare circa 30 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘Un click solo’ – Con 1 solo click invece che 2 click con la dose test nelle circa 500 milioni di iniezioni all’anno che vengono fatte in Italia a 750 mila diabetici si ridurrebbe il consumo di insulina di 500 milioni di unità, determinando un risparmio di circa 19 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘Cerca la bozza’ – Verificando l’esistenza di zone di lipodistrofia ed evitando le iniezioni in tali zone fino alla loro scomparsa si può ridurre il consumo di insulina in Italia almeno del 5% – se non oltre – pari ad una riduzione minima di 550 milioni di unità e ad un risparmio di circa 21 milioni di euro ogni anno;
Operazione ‘No ipoglicemia’ – Circa 5.000 ricoveri all’anno in Italia sono causati da sulfoniluree o glinidi su circa 15 mila accessi al Pronto Soccorso (di cui circa 7.500 preceduti da una chiamata del 118). Eliminare 7.500 uscite del 118 per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa € 3,75 milioni; inoltre eliminare 15 mila accessi al Pronto Soccorso per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa € 22,5 milioni; eliminare 5 mila ricoveri per ipoglicemia da sulfonilurea o glinide farebbe risparmiare circa altri € 15 milioni. In totale senza queste ipoglicemie nei pazienti non insulino-trattati il risparmio sarebbe circa € 41 milioni ogni anno.Operazione ‘Guarda la convenienza’ – In Italia ci sono circa 200 mila diabetici di tipo 2 che fanno terapia insulinica basal-bolus: non meno di un quarto di questi (circa 50 mila) potrebbe essere trattato con insulina basale + inibitore DPP-4 oppure inibitore SGLT-2 oppure GLP-1 RA. Il risparmio medio per ogni soggetto sarebbe di circa € 700 all’anno: in totale con una terapia di pari efficacia si potrebbe realizzare un risparmio di € 35 milioni per anno.
Operazione ‘L’esame serve davvero?’ – Riflettendo sulla opportunità o meno di prescrivere esami di laboratorio e attenendosi alle linee-guida nazionali si potrebbero risparmiare oltre € 60 milioni di euro ogni anno.
Operazione ‘Guarda prima i piedi’ – Nel corso della vita circa il 15% delle persone con diabete sviluppa un problema ai piedi. Le lesioni ai piedi più gravi sono quasi tutte evitabili con semplici norme igieniche e interventi di screening delle situazioni a rischio (spesso basterebbe aver guardato e agito con tempestività). La spesa nazionale per curare solo le lesioni più gravi ai piedi e che richiedono ricovero in ospedale ammonta a oltre € 100 milioni all’anno: dimezzare questi ricoveri guardando più spesso i piedi dei diabetici determinerebbe un risparmio di circa € 50 milioni per anno.
Operazione ‘Accorcia la degenza’ – La prescrizione da fare è solo quella… di una consulenza diabetologica! Un diabetologo ‘chiavi in mano’ costa circa 80 mila euro all’anno e può fare ogni anno circa 5 mila consulenze a diabetici ricoverati: le circa 2,4 milioni di consulenze necessarie per i circa 1,2 milioni di diabetici ricoverati in Italia (in media ed idealmente 2 consulenze per paziente per ricovero) richiederebbero circa 500 ulteriori diabetologi da immettere nella rete italiana, che costerebbero circa € 40 milioni ogni anno. Per risparmiare € 1 miliardo si devono investire € 40 milioni dei 257 milioni risparmiati dai diabetologi. “Perché non si fa?”
“Certo – conclude il presidente Bonora – i 257 milioni di euro risparmiabili vengono dalla somma delle prime 7 voci, largamente a portata di mano dei diabetologi. Per l’ultimo punto, quello dell’accorciamento delle degenze che porterebbe al maggiore risparmio, serve un investimento da parte di chi organizza la sanità delle Regioni. Ma i soldi necessari li avrebbe dai risparmi ottenuti, e gliene rimarrebbero una gran parte per altri interventi nell’area della diabetologia. E anche al di fuori di essa. Se poi veramente si mettesse in pratica l’intervento sulla durata delle degenze il risparmio sarebbe così ingente da permettere operazioni di ben più ampio respiro”.

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Importare minerali da aree in conflitto

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2015

A group of boys pan for gold in a river on February 16, 2009 in Iga Barriere, 25 kms north of Bunia, north eastern Congo. DR Congo is rich in precious minerals such as diamonds and gold - but its people have gained little from this wealth because of conflict and bad government.  AFP PHOTO / LIONEL HEALING

A group of boys pan for gold in a river on February 16, 2009 in Iga Barriere, 25 kms north of Bunia, north eastern Congo. DR Congo is rich in precious minerals such as diamonds and gold – but its people have gained little from this wealth because of conflict and bad government. AFP PHOTO / LIONEL HEALING

I deputati vogliono la tracciabilità obbligatoria per gli importatori – ©BELGA_AFP_L.HEALING. Gli importatori UE di stagno, tantalio, tungsteno e oro per la produzione di beni al consumo dovrebbero essere obbligate a ricevere la certificazione UE per garantire che non alimentino conflitti e violazioni dei diritti umani nelle zone di guerra, secondo il testo approvato in prima lettura dal Parlamento mercoledì, con 402 voti favorevoli, 118, contrari e 171 astensioni.
Con 400 voti a 285, e 7 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato un emendamento alla proposta della Commissione europea che introduce la tracciabilità obbligatoria per le 800.000 imprese dell’UE che utilizzano stagno, tungsteno, tantalio e oro nella fabbricazione di prodotti di consumo. Tali imprese dovranno informare su tutte le misure prese per identificare e risolvere i rischi connessi alla loro catena di approvvigionamento.Inoltre, poiché le fonderie di metallo e le raffinerie d’oro rappresentano l’ultimo stadio in cui l’origine dei minerali può essere effettivamente tracciata, gli eurodeputati propongono che queste siano sottoposte a un audit obbligatorio, svolto da soggetti terzi e indipendenti, per controllare se applicano le regole del “dovere di diligenza”. Tali regole sono progettate per aiutare le imprese del settore a non alimentare conflitti e violazioni dei diritti umani nelle zone di guerra.
I deputati chiedono anche alla Commissione di concedere un supporto finanziario, attraverso il programma COSME dell’UE (Programma dell’UE per la competitività delle grandi e piccole-medie imprese), alle micro e piccole-medie imprese che desiderano ottenere la certificazione. (foto: importatori)

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Doctor Mag

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

Doctor Mag é il primo web magazine in campo medico che ci accompagna nel viaggio della ricerca attraverso gli occhi di chi ha fatto della sua vita una missione. L’innovazione é la chiave di tutto il progetto e rappresenta non solo lo sguardo verso il futuro, ma anche la costante osservazione del tempo in evoluzione e della genialitá delle idee che costituiscono una realtá parallela a cui poche persone guardano con attenzione. Doctor Mag offre ai suoi lettori la possibilitá di tenersi aggiornati sulle proprie aree di interesse, proponendosi al contempo come punto d’incontro e di dialogo tra le diverse discipline di ambito medico.

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Immigrati: Aree per le tendopoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

“Contesto il metodo della Regione Piemonte nell’indicare al Ministero dell’Interno le aree per installare tendopoli ed ospitare una concentrazione di migliaia di profughi: un’emergenza umanitaria di questa portata non può essere risolta con scelte tecniche concordate unicamente con la Prefettura, senza nemmeno coinvolgere le otto Province piemontesi che hanno competenza di protezione civile. Serve maggiore serietà e condivisione”. Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta  oggi ha riunito i capigruppo di maggioranza e minoranza di Palazzo Cisterna per lanciare l’allarme sulle decisioni che la Regione Piemonte sta assumendo “con modalità per nulla concordate o condivise né con le amministrazioni del territorio, nè con le associazioni locali di volontariato, da sempre in grado di gestire con professionalità i temi dell’accoglienza”. “Il presidente Cota  – dice Saitta – spieghi ai piemontesi perché i suoi uffici stanno cercando nel territorio della cintura torinese un’area per stipare 2mila profughi in una tendopoli, quasi fossero in vetrina. Spieghi perché, invece di segnalare al Ministero un’area attrezzata o demaniale meno esposta, ha indicato un vivaio di Grugliasco coltivato da cooperativa sociale davanti ad un centro commerciale. Se lo scopo è scaricare il problema, rischia solo di suscitare timori incontrollati e soprattutto di non trovare collaborazione”.

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Violenza sessuale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

La violenza sessuale colpisce nel 45% dei casi donne separate o divorziate, con una laurea (36.2%). In base a un’indagine ISTAT su 25.000 donne condotta con interviste telefoniche, le vittime sono dirigenti, libere professioniste e imprenditrici (35.1%) che abitano al Centro-Nord (64%), prevalentemente in aree metropolitane (42%). Milano detiene il primato nazionale degli stupri denunciati: 480 nel 2009, più di uno al giorno. Nel nostro Paese un terzo della popolazione femminile ha subito qualche forma di sopraffazione nel corso della vita: “Una vera e propria emergenza, che i ginecologi italiani ritengono una fra le massime priorità – afferma la dr.ssa Valeria Dubini, vice-presidente dall’Associazione Ginecologi e Ostetrici Ospedalieri Italiani (AOGOI). Il volume, (Violenza contro le donne, compiti ed obblighi del ginecologo, edizioni Editeam, coordinamento Valeria Dubini), con la prefazione del Ministro Carfagna, viene presentato oggi al Congresso nazionale dei ginecologi italiani in corso a Milano e sarà disponibile anche in libreria. Numerose sessioni del convegno sono dedicate a questo tema. Un capitolo importante è quello sulle conseguenze fisiche e psichiche della violenza: “Sono devastanti: l’81% delle protagoniste di atti di suicidio ha alle spalle episodi di abuso – spiega la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano e co-presidente del Congresso. “L’obiettivo è far emergere il sommerso – afferma il prof. Mauro Buscaglia, Direttore dell’ostetricia e ginecologia di questo ospedale e co-presidente del Congresso – per intervenire non solo sugli episodi di emergenza ma anche sui tantissimi, prolungati, abusi che avvengono in famiglia”. L’autore infatti è il partner nel 69.7% dei casi, l’ex nel 55.5% e solo il 6.2% delle violenze sessuali, sempre stando alle denunce, è opera di estranei.
Il libro AOGOI affronta il tema a 360°, da quella sessuale a quella domestica, dagli aspetti psicologici a quelli legali. “Ci siamo resi conto di quanto sia recente la tutela dei diritti delle donne in Italia – afferma la Dubini –: fino al 1996 stupri ed abusi sessuali erano considerati delitti contro la morale e non contro la persona. Solo nel 2009 si è legiferato in merito allo stalking, eppure si stima siano 2 milioni 77mila le donne che lo subiscono. Siamo molto indietro su questi temi, anche fra il personale sanitario: secondo i dati del progetto URBAN, che ha coinvolto 24 città italiane, la sensibilità alla lettura della violenza da parte degli operatori è bassa nel 47% dei casi, nulla nell’8.1% e solo nel 8.3% risulta elevata. Dove il nostro intervento è stato più pervasivo si registrano però più denunce e una miglior presa in carico. In luoghi più sensibili è possibile infatti che il problema emerga con maggiore evidenza: è il caso appunto di Milano, ma anche della Toscana, particolarmente impegnata, dove la Regione ha sostenuto le spese per la formazione di ogni ospedale”. L’impegno dell’AOGOI è rivolto ai ginecologi ma anche a tutto il personale di reparto, perché chiunque deve essere in grado di procedere al primo soccorso nella maniera corretta e rispettosa della donna.

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Roma: “Rimosse 30 aree gioco per bambini”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

“E’ necessario stanziare maggiori fondi per la riqualificazione delle aree gioco della capitale, al fine di garantire una adeguata manutenzione e  sostituzione delle attrezzature ludiche dei bambini, favorendo in questo modo  il processo di socializzazione e di incontro”– lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma, che evidenzia “la carenza di investimenti che sta comportando la rimozione di moduli giochi, oggetto di atti di vandalismo o considerati insicuri, dalle 370 aree presenti nella Capitale”. “Sono all’incirca 1.500 le attrezzature ludiche presenti nelle 370 aree gioco, una media di 4 moduli ad area gioco, nei confronti delle quali il Dipartimento Tutela Ambiente del Comune di Roma effettua opera di manutenzione, rimozione e sostituzione.  Dal mese di gennaio al mese di luglio 2010 si sono registrati 250 interventi, 50 rimozioni totali e  22 parziali di attrezzature per bambini – spiega Santori – Delle 50 zone private completamente dei giochi per bambini il Comune di Roma ha provveduto a ripristinarne 20, ma la carenza di fondi rallenta il processo di sostituzione a danno dei piccoli utenti, aspetto che si risente maggiormente  nelle periferie, ove questi parchi rappresentano l’unico punto di contatto tra famiglie e bambini”. “Tutelare la possibilità di gioco e di socializzazione dei bambini, prevenire e punire gli atti vandalici, così come sensibilizzare la comunità cittadina al rispetto della cosa pubblica è un dovere etico è morale al quale non possiamo sottrarci. Intervenire nei quartieri della nostra città, amministrandoli a misura di bambino, significa anche restituire il giusto grado di umanità alle realtà urbane ” – conclude Santori.

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Interventi aree sottoutilizzate

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Il Rapporto 2009 a cura del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico presentato il 15 luglio scorso alla Camera fornisce un quadro delle tendenze economiche, delle risorse finanziarie e delle politiche di sviluppo territoriale e per il ministro Raffaele Fitto l’occasione per indicare le linee su cui il Governo intende muoversi sui fondi FAS nel prossimo futuro. Nel 2009 le tendenze recessive in Italia, già presenti nel 2008, si sono approfondite, determinando un significativo calo del Pil (-5 %), cui ha contribuito una forte flessione della domanda interna per consumi e investimenti e delle esportazioni, benché già nella seconda parte dell’anno si registrino cenni di ripresa per l’export. Nel Mezzogiorno, dove tra il 2002 e il 2008 la dinamica dell’attività economica è stata costantemente inferiore a quella del resto del Paese, durante il 2009 la crisi ha colpito meno pesantemente il sistema produttivo, con una caduta del Pil meno accentuata (- 4,1 % rispetto a -5,3 % nel Centro Nord), ma solo per effetto della maggiore rilevanza in quest’area del settore dei servizi, meno esposto alla crisi. Nel corso del 2009, il forte calo dell’attività economica (in particolare la flessione delle esportazioni) ha penalizzato in misura maggiore il Centro Nord, anche a causa della più ampia apertura della sua industria verso l’estero. Tuttavia l’economia meridionale, di fronte all’impatto della crisi globale, ha continuato a scontare l’esiguità e la maggiore fragilità del suo tessuto produttivo, caratterizzato, da una parte, da una eccessiva frammentazione del sistema imprenditoriale e dalla sua minore capacità di fare sistema, dall’altra, dalla persistenza di condizioni di arretratezza del contesto infrastrutturale e sociale, che riducono il potenziale di crescita dell’area e scoraggiano l’afflusso di investimenti.

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Nomadi: “Chiarezza sul ruolo dei vigilantes”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

“Il regolamento delle aree di sosta attrezzate per i nomadi parla chiaro. Gli occupanti hanno il dovere di accettare sin dal momento dell’ingresso nei campi le norme di comportamento che prevedono l’ammissione, subordinata al censimento ed alla consegna del  Documento di autorizzazione allo stanziamento temporaneo,  di un numero chiuso di persone che può permanere per due anni, prorogabili per al massimo altri due anni. Chi non rispetta le regole deve essere allontanato dalla città di Roma. Si tratta, infatti, di regole chiare e semplici, come l’obbligo di scolarizzazione dei minori, di provvedere al pagamento delle utenze, di non commettere reati, di evitare comportamenti che costituiscano grave e concreta minaccia di turbamento alla sicura convivenza nei villaggi, di tenere in regola i propri documenti e quelli dei propri veicoli, di preoccuparsi della pulizia e decoro dell’area assegnata, di non introdurre merci, soprattutto se rubate, o realizzare manufatti abusivi all’interno dei campi. Quello che si richiede a chi vuole usufruire dell’aiuto del Comune non sono altro che le regole base per una civile convivenza” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma, che plaude agli interventi iniziati all’alba da parte degli agenti dell’VIII Gruppo della Polizia Municipale di Roma, diretti dal comandante Antonio Di Maggio, al campo nomadi di Via di Salone, ove alcuni container sono risultati occupati abusivamente  ed almeno 30 persone prive di documenti di identità che sono state condotte presso il Comando dell’VIII Gruppo per  ulteriori accertamenti.  “Il ripristino della legalità al campo nomadi di Via di Salone sia un esempio per gli altri campi attrezzati – prosegue Santori –  Non daremo tregua all’illegalità e continueremo a perseguire gli illeciti in tutto il territorio capitolino affinché il piano nomadi venga correttamente applicato ed i furbi scoraggiati ed espulsi. Chiediamo, però, che venga fatta chiarezza sul lavoro che devono svolgere i vigilantes,  incaricati e pagati per controllare le entrate e le uscite dai campi nomadi”.

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I vigilantes a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

“L’amministrazione Alemanno non ha mai sottovalutato il ruolo dei vigilantes, figure professionali importanti per la realizzazione di quella rete sussidiaria di sicurezza voluta dal Patto per Roma sicura destinata a coadiuvare il lavoro delle forze dell’ordine per il controllo del territorio e la salvaguardia della legalità”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, cogliendo l’occasione della cerimonia del giuramento di 55 nuovi vigilantes, avvenuta per la prima volta negli uffici di San Vitale su delega del Prefetto. “Non possiamo dimenticare che sono numerosi i mezzi delle guardie giurate che circolano di notte nelle aree maggiormente a rischio – aggiunge Santori.  Si tratta, quindi, di personale che costituisce un canale di informazione privilegiato e per questo potrebbe essere un valido supporto all’interno della rete di sorveglianza prevista dalla Sala sistema Roma” – continua Santori – che esprime la propria soddisfazione per l’iniziativa del Prefetto e della Questura e rammenta anche il recente protocollo firmato al Viminale tra Ministero dell’Interno, Anci e istituti di vigilanza privata. “Il protocollo Mille occhi sulle città, voluto dal ministro Maroni, rappresenta un primo e fondamentale tassello verso la realizzazione di un sistema di sicurezza integrata che prevede la collaborazione tra le forze di polizia e i vigilantes, al fine di garantire un più incisivo monitoraggio delle città  e un continuo e proficuo scambio di informazioni” – conclude Santori.

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A proposito di “vaste aree di spreco medicinali”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) e il Sindacato Nazionale Farmacisti Ospedalieri (SiNaFO) bollano così le recenti affermazioni su alcuni organi di stampa a proposito di “vaste aree di spreco” nella spesa farmaceutica ospedaliera e in particolare riguardanti la loro non tracciabilità e lo sfondamento del tetto previsto. “In realtà – afferma Laura Fabrizio, Presidente della SIFO – il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera non è stato rispettato semplicemente perché è stato empiricamente abbassato senza tener conto che i farmaci realmente innovativi, e quindi a più alto costo, sono quasi totalmente quelli di esclusivo uso ospedaliero. Farmaci – continua Laura Fabrizio – utilizzati soprattutto per gravi patologie come cancro, malattie autoimmuni e infettive e che, in quanto innovativi, devono essere sottoposti a monitoraggio intensivo. Per questo, inoltre, il loro utilizzo in un contesto ospedaliero, piuttosto che nell’ambito territoriale, è garanzia della sicurezza del paziente”.  Il dirigente farmacista delle Aziende Sanitarie, inoltre, svolge un importante e qualificato apporto anche negli interventi per il contenimento della spesa territoriale relativi alla dispensazione dei farmaci attraverso le Farmacie di comunità, grazie sia ad un accurato controllo del rispetto della convenzione tra queste Farmacie, che erogano i farmaci ai cittadini e il Ssn che paga, sia all’apporto qualificato per una reale appropriatezza delle prescrizioni, sia alla promozione della prescrizione dei farmaci equivalenti, e ad altre azioni.  Il contenimento della spesa farmaceutica territoriale deriva, quindi, da questi interventi,  non tanto dal canale di distribuzione. Mentre si può ipotizzare che gli interessi manifestati da parte di associazioni dei farmacisti convenzionati verso i farmaci innovativi e costosi,  possano essere mossi, anche, dalla possibilità di crescita dei volumi di attività della farmacia convenzionata, nessuna attività commerciale o di lucro è legata alla professionalità dei farmacisti che operano nelle Aziende Sanitarie che da sempre offrono il loro apporto qualificato a vantaggio della collettività e nell’interesse della pubblica amministrazione  e non certo per motivi commerciali.

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Contratti multimilionari

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 dicembre 2009

Easynet Global Services annuncia nuovi importanti contratti multimilionari con la società di servizi finanziari Charles Stanley e il gruppo immobiliare Multi Corporation. L’approccio consulenziale e la focalizzazione sul servizio clienti di Easynet Global Services hanno permesso all’azienda di concludere alcuni rilevanti contratti nell’ambito del settore immobiliare. Questo comparto richiede una grande capacità di supportare il lavoro svolto in mobilità e da remoto, con l’esigenza di interconnettere numerosi siti e utenti distribuiti in diverse aree geografiche. Fra i nuovi clienti siglati nel settore immobiliare spicca il contratto triennale per un valore di 3,2 milioni di euro con Multi Corporation, società leader nello sviluppo di spazi retail nei centri cittadini. Easynet Global Services implementerà una soluzione MPLS che include 50 siti distribuiti in tutta Europa. L’accordo con Multi Corporation prevede inoltre l’utilizzo della soluzione di rete Easynet EtherStream™, per garantire ai dipendenti dislocati nelle diverse sedi operative l’accesso alle applicazioni IT in modo flessibile e veloce. Easynet Global Services vanta una grande esperienza e capacità di comprendere i requisiti relativi alla gestione dei dati delle aziende di servizi finanziari. Caratteristiche distintive che hanno permesso alla società di firmare un contratto di cinque anni con Charles Stanley, uno dei principali gruppi inglesi indipendenti di gestione degli investimenti e di intermediazione. L’accordo prevede l’implementazione della soluzione di rete MPLS in 34 siti in tutto il Regno Unito, portando servizi gestiti di rete ad elevata qualità e velocità, oltre a significativi vantaggi sul fronte dei costi.
Easynet Global Services è un fornitore internazionale di soluzioni gestite per reti, hosting e telepresence per aziende e pubbliche amministrazioni. L’azienda è impegnata nella creazione e implementazione di soluzioni volte a migliorare le attività dei propri clienti, ovunque si trovino nel mondo. Easynet si contraddistingue per uno straordinario livello di customer service e combina una copertura internazionale con competenze locali per garantire un servizio personalizzato e flessibile. Con sede centrale a Londra, Easynet ha uffici e strutture in tutto il mondo. Easynet Global Services fa parte del gruppo British Sky Broadcasting (BSkyB), un’azienda di NewsCorp. Tra i clienti figurano FOX, Parship, SSL International, Transport for London, EDF, SAGE, Q-Park, Philips e Bridgestone. http://www.easynet.com.

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Le scorie tossiche di Crotone

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Per il segretario generale del Coisp Franco Maccari  “Quello che sta avvenendo a Crotone ha dell’assurdo, del paradossale e se non fosse vero potremmo dire che stiamo assistendo a un film dell’orrore. Una città intera che è costretta a vivere come se stesse su una bomba atomica che può esplodere da un momento all’altro”.  Nei fatti è accaduto che hanno smaltito i rifiuti tossici della Pertusola di Crotone e dell’Ilva di Taranto sotterrandoli nelle aree destinate alla costruzione di scuole, edifici pubblici, ville, strade e anche banchine portuali. Da dieci anni i bambini delle elementari San Francesco e gli studenti dell’Istituto tecnico per ragionieri Lucifero di Crotone e quelli delle elementari nel rione Pozzoseccagno di Cutro,  ed i poliziotti della Questura di Crotone giocavano e lavoravano sulle scorie di ferriti (zinco, piombo, indio, germanio, arsenico e mercurio), che rappresentano lo scarto industriale della Pertusola Sud, la più vecchia fabbrica della Calabria (classe 1926) che ha prodotto, sino alla fine degli anni ‘90, zinco e derivati. “Fin qui il fatto  di cronaca – continua Maccari – che in questi giorni ha sconvolto Crotone i suoi abitanti e i Poliziotti della Questura. Proprio gli Operatori della Polizia di Stato, quadri dirigenti del Coisp, avevano denunciato le morti sospette di alcuni colleghi colpiti da tumori fulminanti alla base dei quali non esistevano,  apparentemente, comportamenti sospetti che potessero condurre a tali estreme conseguenze. Di fatto per anni i Poliziotti in servizio a Crotone hanno lavorato in un sito che era sì posto sotto sequestro, ma per il quale non si avevano indicazioni precise sul cosa ci fosse nel sottosuolo e se quel qualcosa potesse essere addirittura nocivo e letale per la vita umana”. “A questo punto  – conclude il leader del Coisp – chiediamo con forza alle Autorità competenti che si faccia chiarezza e che, in attesa che avvenga il disinquinamento, si trovi un sito adeguato dove ubicare la Questura perché non possiamo contare ancora morti tra i nostri colleghi che, non solo in una terra di frontiera come la Calabria devono preoccuparsi di fronteggiare la criminalità organizzata, ma devono anche difendersi da minacce nascoste, perpetrate ad opera della così detta “mafia dai colletti bianchi” che potrebbero essere addirittura più pericolose della stessa delinquenza”.

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“Manager delle aree turistiche complesse”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Lunedì 28 settembre alle 16 presso la sede della Fondazione Alario per Elea-Velia ONLUS (www.fondazionealario.it), si svolgerà la cerimonia conclusiva del Corso di Alta Formazione “Manager delle aree turistiche complesse” che la Fondazione ha realizzato  con il sostegno della Fondazione per il Sud, ed in collaborazione con la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Salerno, il Centro Interdipartimentale di Economia del Lavoro e Politica Economica dell’Università degli Studi di Salerno, l’Associazione Ente Bilaterale Turismo in Campania ONLUS di Napoli, la Soc. Coop. p.a Atlantide di Cervia (RA), la Soc. Coop p.a. “Cilento Servizi” di Prignano Cilento (SA), la SL srl di Cagliari, la Soc. Coop. Iris di Sammichele (BA), la Soc. Coop. arl Ambientando di Castrovillari (CS) e la Soc. Coop. Metanatura – servizi turistici ed ambientali di Siracusa. Il corso, che ha avuto inizio nel mese di ottobre 2008, si è concluso ad agosto 2009, con un’attività di stage presso Enti e strutture locali e nazionali, ha sviluppato competenze per la promozione e l’ampliamento, alle regioni del Sud Italia, di una rete di franchising nel settore dei servizi al turismo, con particolare attenzione al turismo ambientale ed alle altre forme di turismo emergenti.   Il corso, della durata di 1200 ore, ha formato una nuova figura professionale, quella del Manager delle aree turistiche complesse. I dodici formati, provenienti da facoltà giuridiche ed umanistiche, potranno programmare e migliorare gli aspetti organizzativi e di controllo di gestione di un’impresa e promuovere ed innovare i servizi offerti dalle imprese turistiche in una logica di rete. Durante la cerimonia conclusiva verranno consegnati gli attestati di partecipazione e agli allievi più meritevoli, tre borse di studio del valore, rispettivamente, di 3.000- 2.000 e 1.300 euro lordi.

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Un nuovo team dirigenziale per SurfRay

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

SurfRay, La società danese produttrice di motori di ricerca ha oggi un nuovo team dirigenziale, compresi un nuovo Managing Director e due nuovi membri del Consiglio di Amministrazione, con una grande esperienza internazionale maturata nelle società Microsoft, Novell, IBM e Digital.  Il produttore di motori di ricerca SurfRay, che sviluppa e vende le importanti soluzioni di ricerca Ontolica e MondoSearch, ha un nuovo team dirigenziale.  Il nuovo Amministratore delegato Soren Pallesen dirigerà le aree vendite, marketing e sviluppo di diversi famosi strumenti di motori di ricerca danesi, quali MondoSearch e Ontolica. Queste soluzioni sono particolarmente sviluppate per l’uso da parte di società, agenzie della pubblica amministrazione e organizzazioni per le quali risulta difficile trovare, strutturare e ricavare una panoramica delle informazioni inserite in siti Web ad alto contenuto, siti intranet ed altri sistemi IT.  Soren Pallesen è entrato nel Consiglio nel mese di marzo, quando la SurfRay 2009 A/S ha acquistato gli asset della precedente società. Soren ha 43 anni ed ha lavorato con diverse aziende high-tech appena formate, ed ha molti anni di esperienza internazionale, per aver lavorato, fra l’altro, alla società di analisi Gartner e come dirigente della società di software Baan e E.piphany. Ken Tomassen, membro del Consiglio, è Managing Director di Novell in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Medio Oriente. Prima della Novell, dove ha iniziato nel 2004, ha lavorato 10 anni per IBM Software Group, dove era responsabile delle vendite del software in Danimarca, ed ha gestito account primari nella regione nordica. Ha anche lavorato a Paris, come responsabile delle vendite del software a piccole-medie imprese della regione EMEA.

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Il future network & mobile summit 2010

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Firenze dal 16 al 18 giugno 2010, S heraton hotel Diciannovesimo in una serie di conferenze annuali sostenute dalla Commissione europea, il Future Network & MobileSummit attrae dai 450 ai 550 rappresentanti senior di organizzazioni  leader, a livello internazionale, sia politiche, sia industriali sia di ricerca. Il meeting stabilirà a programmi internazionali di ricerca aderire fra quelli raccolti sotto il “cappello” dell’ICT Theme of Framework Programme 7 (FP7), fondato dalla Commissione europea. Il programma scientifico del Future Network and MobileSummit 2010 includerà i punti-chiave della comunicazione via Internet, ossia accesso radiofonico attraverso la Rete, network ottici e future tecnologie web in tutte le aree della comunicazione mobile, wireless e a banda larga. «Decidere dove si terrà il Future Network and MobileSummit è spesso difficile, grazie alle molte proposte che riceviamo ogni anno», considera il President & Ceo di IIMC International Information Management Corporation Ltd Paul Cunningham. «Quando emerse l’Italia identificammo un certo numero di città potenziali. In ogni caso il capoluogo toscano è salito velocemente in cima alla shortlist, con la presentazione del bando di gara a cura del Firenze Convention Bureau. Per cui, con l’approvazione della Commissione europea, alla fine dell’edizione 2009 del congresso (tenutosi nella città spagnola di Santander) abbiamo potuto annunciare pubblicamente che nel 2010 l’appuntamento sarà a Firenze». Come negli anni precedenti, nel 2010 gli speaker della plenaria includeranno rappresentanti del Governo ospite (in questo caso, quello italiano), nonché dell’industria e della ricerca e della Commissione europea, che con IIMC International Information Management Corporation Ltd organizzerà l’evento.
Il Firenze Convention Bureau (FCB) è una società no-profit nata nel 1995 per coordinare al meglio la ricca filiera congressuale fiorentina. Raccoglie oltre 50 soci con le tre associazioni alberghiere più importanti (con oltre 350 unità), centri congressi, Aeroporto di Firenze, event agency, società di allestimenti e arredi, audiovisivi, cartellonistica e catering, centri prenotazione, agenzie di ricerche di mercato, ristoranti, provider di servizi culturali; agenzie di spettacolo e intrattenimento, di traduzione e interpretariato e di trasporti. Si propone come interlocutore indispensabile per consigli e appoggio nell’organizzazione di qualsiasi tipologia di evento e garantire assistenza tecnica secondo i più alti standard internazionali. http://www.conventionbureau.it

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