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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

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Benvenuto in Argentina Presidente Mattarella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

mattarella1Per un italiano all’estero l’arrivo del primo cittadino é un evento sicuramente storico. Dall’ultima visita di Ciampi sono passati molti anni e crediamo che la comunità più grande del mondo non e giusto che sia abbandonata in questo modo dalla patria. Soltanto in Argentina risiede la quarta parte di tutti gli iscritti all’AIRE, senza dimenticare il piccolo Uruguay, forse, il paese più italiano del mondo.
Mattarella, giurista, politico, uomo DC, poi Ulivo e PD (come tanti) è uno dei pochi politici della “vecchia guardia” con esperienza e moderatezza. Dagli anni ’80 è stato un protagonista in silenzio della storia repubblicana, dopo aver occupato il Parlamento con la DC, il Partito Popolare, la Margherita e il PD. Vicesegretario della DC, Ministro della Pubblica Istruzione, Vicepresidente del Consiglio, Ministro della Difesa e Giudice Costituzionale. Insomma, un politico di stirpe che, a basso profilo, è giunto alla massima carica dello Stato in un momento difficilissimo della vita italiana, dopo un settennale allargato di Napolitano ed un’eterna crisi. Visitare l’America Latina, più che un piacere, per un Presidente italiano dovrebbe essere un dovere. Qui risiede quasi la metà di tutti gli italiani all’estero e qui le radici di Cristoforo Colombo sono calate in profondità. Ma perché Argentina? Perché Uruguay? Suvvia! Perché qui c’è stato Garibaldi, all’Associazione Unione e Benevolenza di Buenos Aires si fece la prima colletta per i 1000 di Garibaldi, a Montevideo l’eroe dei due mondi ebbe 4 figli e fu un fiero combattente per le idee d’indipendenza.
Come si fa per recuperare lo spirito italiano? Non è facile! Il mondo è cambiato profondamente e cambia giorno dopo giorno, senza pausa. I movimenti emigratori, nel 2017 sono ormai pane quotidiano e, con rammarico, ma anche con piacere, vediamo che stiamo difronte all’ennesimo flusso di italiani verso il Sudamerica, un continente che, con i suoi “comodities”, continua a dar cibo ed energia a tutto il pianeta. Il tessuto produttivo italiano in America Latina è spaventoso. Soltanto una delle più grandi multinazionali italiane come la Pirelli, in Brasile produce la terza parte del suo fatturato, la FIAT ha grandi impianti, la Benetton 1 milione di ettari in Argentina, insomma, il “hardware” italiano continua a farsi strada e non da ieri. La visita di un Presidente della Repubblica è una necessità strutturale per il mondo emigratorio, un obbligo istituzionale e argentinacommerciale. Nel deposito più grande del mondo di acqua, petrolio, gas naturale o la più ricca fauna e flora, la presenza del nostro paese è strategica, ma, non possiamo negare che, in alcuni settori, gli obblighi sono tralasciati e di brutto. Ancora, nel nostro paese, non esiste una politica precisa e coerente sull’emigrazione. Mentre la Spagna, la Francia o la Gran Bretagna, con molto meno “figli” di noi, hanno presenza e scommettono con serietà, la nostra Italia fa acqua dappertutto. Le banche se ne sono andate cercando fortuna altrove, gli investimenti e la cooperazione calano e le reti consolari fanno pena. C’è sempre quell’Italia che lavora, che riforma, che gioca in Serie A, ma anche quell’altra che non definisce strategie e continua a parlarci come se fossimo degli ignoranti. Quante volte abbiamo ascoltato frasi fatte come: “Gli italiani all’estero sono un’enorme risorsa per l’Italia”? Da una parte facciamo finta di essere un paese sul serio e approviamo una legge per la quale, chiunque voglia adottare la cittadinanza italiana, presentando la documentazione giusta e pagando 300 Euro, la potrà ottenere, dall’altra abbiamo una pagina web del consolato che non ci risponde mai e ci lascia mesi senza un semplice rinnovo di passaporto, senza parlare di coloro che vogliono la nostra cittadinanza e devono aspettare, in certi casi, oltre 10 anni per vidimarla. Presidente Mattarella, non vogliamo ascoltare in questa visita le solite parole “gli italiani all’estero sono una risorsa per il nostro paese” o “….faremo di tutto per avvicinarci a voi”! Siamo stufi di tante chiacchiere, di CGIE che non ottengono risultati, siamo stufi di caramelle o aspirine. Vogliamo sentirci cittadini di Serie A, come quelli che sono nati a Roma, Milano o Morano Calabro. È per questo che il nostro appello, Sig. Presidente, è di starci a sentire, di capirci, di portare avanti un discorso idoneo e coerente. (Adriano Cairo)

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Diritti umani in Argentina

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

argentinaRoma Giovedì 23 Marzo 2017, ore 16:30 Dipartimento di Scienze della Formazione, Piazza della Repubblica, 10 – Aula 34 (secondo piano) Piazza della Repubblica 10. In Argentina il governo di Mauricio Macri sta mettendo a dura prova le conquiste dell’ultimo decennio in materia di diritti umani. Vogliamo trovarci per discuterne e denunciare i punti più critici, che vanno dall’illegale detenzione della leader indigenista Milagro Sala, passando per un diffuso negazionismo fino al violento arretramento nei diritti sociali. Nell’anniversario dell’ultima dittatura militare vogliamo anche cogliere l’occasione per collegare la storia dei desaparecidos con quella dei nuovi desaparecidos del Mediterraneo.

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Intervista concessa da Alessandro Di Battista a Telàm, agenzia di stampa ufficiale della Repubblica Argentina

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

di-battistaIl 4 dicembre c’è il referendum: perché dite “no”?
Perchè non aboliscono il Senato, quel che tolgono è la possibilità ai cittadini di poter votare loro stessi i senatori. Io sono deputato della Repubblica italiana da 3 anni e mi sono reso conto che la qualità della legge diminuisce al diminuire del contatto diretto tra politica e cittadini. Quindi, se i parlamentari non saranno eletti direttamente dal popolo, ovviamente i deputati non si sentiranno di dover rispondere al popolo, bensì esclusivamente ai partiti che li nominano e per noi una Repubblica fondata sulla nomina è una repubblica che produrrà leggi non buone.
Il Partito Democratico, quando dà la sua versione del “sì” parla della riduzione di costi ad esempio. Voi cosa ne pensate su questo punto?
L’unica riduzione che vedremo (con questo referendum, ndr) sarà quella di spazi democratici e della sovranità popolare. Se volessero ridurre realmente i costi della politica potrebbero, prima cosa: abrogare il finanziamento pubblico ai partiti; secondo: possono tagliarsi una parte dei loro stipendi. Ad esempio io lo faccio, perché ogni deputato del M5S si taglia metà dello stipendio (da parlamentare, ndr) e rendiconta ogni spesa e tutto questo sarà discusso la prossima settimana in una proposta di legge che abbiamo presentato in Parlamento per tagliare i veri costi degli stipendi dei politici e questo rappresenterebbe un risparmio per il popolo italiano molto più grande del presunto risparmio che si dovrebbe ottenere con la riforma costituzionale. Se vogliono veramente tagliare i costi della politica è sufficiente tagliare gli stipendi, abrogare il finanziamento pubblico ai partiti e non cambiare quasi 50 articoli della Costituzione italiana.
Un altro punto del “sì” al referendum è dare stabilità a un paese che ha avuto 63 governi in 70 anni.
La stabilità per noi c’è se in Parlamento entrano persone che dipendono dal popolo italiano e che producono leggi per i propri datori di lavoro, che sono i cittadini. Perché se col sistema della nomina si mettono dentro deputati che rispondono esclusivamente ai partiti e se questi stessi partiti magari hanno dinamiche interne e arrivano a dividersi ovviamente non ci sarà stabilità. Inoltre, una Repubblica si deve giudicare in base alla qualità delle leggi. Non è vero che abbuiamo bisogno di più leggi, abbiamo solo bisogno di leggi migliori. L’Italia è uno dei Paesi nel mondo che ha il più grande numero di leggi, il problema è che sono di bassa qualità, perché non c’è un legame diretto tra il popolo italiano e i parlamentari. Questo è il problema!
Però questo punto che i governi in Italia hanno avuto breve durata c’è: 63 governi su 70 anni sembrano tanti…
Però, vede, sono caduti anche dei governi con il Porcellum che è una legge iper-maggioritaria. Ripeto: si vede la qualità di un processo legislativo in base alla qualità delle stesse leggi. Io credo che la governabilità (di un Paese, ndr) viene garantita quando nelle istituzioni entrano persone di qualità, persone che abbiano l’idea che in una democrazia il capo della stessa democrazia è il popolo e non sono i partiti. Attualmente i partiti non dipendono da alcuna base, che quasi non esiste a parte che per il M5S che è un forza popolare abbastanza forte, ma dipendono dai gruppi finanziari che li sostengono e che in molti casi sono banche, gruppi assicurativi, grandi lobby internazionali, gli stessi che sono i reali mandanti di questa riforma costituzionale. Questa riforma non è stata scritta da Boschi, Verdini, Renzi e Napolitano, ma è stata imposta a loro dal grande capitalismo finanziario mondiale che ha bisogno di un cambio della nostra Costituzione, attraverso un accentramento maggiore del potere in mano al governo Renzi, per controllare meglio il nostro Paese.
buenos airesPerché Renzi ha allora personalizzato tanto la riforma?
Quello è stato un suo errore politico ed ora sta tentando di migliorare le sue condizioni. Renzi iniziò a personalizzare questo referendum quando pensava di avere una forza, una credibilità abbastanza grande nel Paese. Quando invece si è reso conto, per colpa delle sue bugie, soprattutto a livello economico, perché in questo Paese non c’è lavoro, ci sono molti disoccupati, la povertà sta aumentando, tanto che attualmente nel Sud Italia ci sono più italiani che si recano alle mense dei poveri (Caritas, ndr) che stranieri e questo quello che si sta verificando nel Sud Italia. Tutte queste bugie hanno prodotto un crollo della credibilità di Renzi e ora sta provando a cambiare questa cosa. Prima ha personalizzato il referendum e ora che ha visto che molta gente, indipendentemente dalle modiche della Costituzione (che sono terribili), voterebbe contro di lui, perché Renzi ha mentito al popolo italiano. Quindi quello di personalizzare il referendum è stato un suo errore politico che ora sta provando a correggere.
Dunque il 4 dicembre, oltre al “sì” o al “no” alla riforma, si andrà a votare anche in base a un appoggio o meno al governo di Renzi…
Io spero che la gente si informi sui contenuti della riforma costituzionale e capisca che, come sempre, le leggi di Renzi hanno un titolo meraviglioso come la “Buona scuola”, “Riforma costituzionale”, “Sblocca Italia”, i titoli sono meravigliosi ma poi dentro c’è sempre qualcosa che, non so come spiegarlo… che ti fotte! Forse non è una bella parola, ma insomma qualcosa che non va. E’ sempre stato cosi: nelle leggi di Renzi c’è una piccola parte di zucchero e quintali di letame. La propaganda di Renzi si concentra in quella piccolissima parte di zucchero e molta gente pensa che il contenuto sia solo questa parte di zucchero, mentre in realtà ci propinano una grande quantità di letame che ci compromette democraticamente e sul piano della sovranità popolare.
Il 4 notte, immaginiamo, vince il “no”, cosa succederà? Cosa chiederà il M5S?
Noi chiediamo le dimissioni di Renzi per altre ragioni legate al fallimento economico del suoi governo, lui ha detto che lascerà se non passerà il “sì” alla riforma, non so quel che farà. Se vincerà il “no” io sarei felice perché in questo modo preserviamo la nostra Costituzione, che si può cambiare, sia chiaro, una Costituzione si può cambiare, ma per dare più potere ai cittadini e non per toglierglielo e consegnarlo esclusivamente nelle mani di un capo che, di fatto, viene sostenuto da un partito che non ha dalla sua parte nemmeno la maggioranza dell’opinione pubblica.
Quindi se vince il “no” ci saranno nuove elezioni?
Mi immagino che a quel punto il Parlamento farà una legge elettorale migliore di questa che hanno chiamato Italicum e che produce il 60%, il 65%, a volte il 70% di nominati all’interno della Camera dei Deputati. Si farà una legge elettorale e si andrà a votare. Noi vogliamo andare al voto, perchè crediamo che le misure economiche prese dal governo Renzi sono state un vero fallimento. Questa riforma costituzionale per i partiti è come se fosse un condono: danno la colpa dei loro fallimenti degli ultimi 30 anni alla Costituzione. Non è così, i fallimenti sono dei partiti e dei politici che attualmente per non dire “abbiamo sbagliato” devono dire che è colpa della Costituzione, ma sono bugie perché le peggiori leggi che hanno approvato le hanno approvate in 20 giorni quando gli conveniva. Quando di contro il M5S presenta un legge per un reddito minimo garantito, il reddito di cittadinanza, che è la proposta economica più forte del M5S, allora ci fanno credere che la colpa è del bicameralismo, della presenza di Camera e Senato nella nostra Costituzione. Non è così. Questa è una bugia.
Nella lotta per il “no” ci sono anche altre forze, tra cui Berlusconi, la Lega Nord, come si sente il M5S a condividere queste posizioni?
argentinaNoi non stiamo condividendo nulla con nessuno, condividiamo una lotta con il popolo italiano e attualmente la lotta è sulla Costituzione. Il M5S non fa alleanze, non ha nulla a che vedere con Berlusconi, con la Lega, con la falsa sinistra, con il Partito Democratico, con tutti i partiti che hanno governato, che hanno avuto la loro opportunità negli ultimi 30 anni e hanno fallito. Questa è una battaglia non per la destra, per la sinistra o per le alleanze politiche, ma per provare a mantenere quel poco che ci hanno lasciato della sovranità popolare.
Il Movimento 5 Stelle come si autodefinisce? Accetta le categorie sinistra-destra?
No, queste sono categorie del 1800, ragionare in termini de sinistra-destra significa ragionare su categorie obsolete. per noi la battaglia politica del futuro non sarà tra sinistra e destra, ma tra sovranità e globalizzazione della privazione dei diritti, perché quel che vedo io è che alcuni Paesi con i loro sistemi iper-capitalisti stanno togliendo i diritti ai loro popoli, privatizzandoli e mercificandoli. Questa operazione si sta diffondendo anche in altri Paesi, come l’Italia, o come in altri del Sud Europa che hanno Costituzioni approvate dopo la Seconda Guerra Mondiale e che, indipendentemente dalle leggi ordinarie approvate negli ultimi anni, proteggono ancora i lavoratori e i loro popoli.
Queste critiche al sistema finanziario internazionale e alla globalizzazione sono posizioni che negli Stati Uniti condivide in parte Donald Trump. Come vede le elezioni negli Stati Uniti?
Queste sono questioni che riguardano il popolo Nord Americano, io sto studiando una terza candidata, che si chiama Jill Stein, leader del Partito Verde, che ha proposte abbastanza interessanti. Dall’altra parte nons ento avanzare buone proposte, né da parte di Trump, Nè da parte della Clinton. A parte la parentesi Obama, che aveva come segretario di Stato la Clinton, io vedo che la presunta democrazia più grande del mondo, negli Stati Uniti d’America, o tu ti chiami Clinton (marito e moglie), o tu ti chiami Bush (padre e figlio), o tu sei miliardario (come Trump) oppure non puoi fare il presidente degli Stati Uniti. E questa la chiamano democrazia…
In Argentina vivono circa 600.000 persone con la cittadinanza italiana, che messaggio gli manda e che politica pubblica pensa il M5S per loro, visto che ci sono stati dei tagli all’ospedale italiano che sta in Argentina o al teatro Colosseo che anche dipende dallo Stato italiano?
Se questi servizi, anzi questi diritti, chiamiamoli così, a Buenos Aires così come in tutta l’Argentina sono stati tagliati non è colpa della Costituzione, ma della politica e degli stessi politici che oggi stanno dicendo che se cambiamo la Costituzione tutto migliora. Questa è la menzogna più grande. Io al popolo argentino di origine italiana che vota dico: noi produciamo informazioni anche in spagnolo-castellano, ecco per questo io dico loro di informarsi senza credere ai politici locali. Ognuno deve informarsi sui rischi che nasconde questa riforma costituzionale. Noi, a costo zero, produciamo più contenuti possibili, ovviamente attraverso la rete, perché il M5S non ha questa grande forza economica per viaggiare, a me piacerebbe viaggiare, adoro Buenos Aires, adoro l’Argentina, ma non abbiamo il tempo e tanto meno i soldi, perché restituiamo anche tantissimi fondi pubblici ai cittadini. Quindi quello che chiedo io, semplicemente, è: massima attenzione, massima informazione e poi ognuno si farà la sua opinione.
costituzione-de-nicola-de-gasperi_650x447Quali sono le vostre priorità?
Il reddito di cittadinanza e un sostegno alle piccole e medie imprese italiane, perché il tessuto economico del Paese in Italia, così come in Argentina, è sorretto soprattutto sulle imprese e parliamo delle pmi, che sono state distrutte, colpite dalle tasse e dai governi che hanno aiutato esclusivamente i grandi dimenticandosi dei piccoli. Queste sono le prime misure e poi anche la tutela dei diritti costituzionali alla istruzione pubblica e alla salute pubblica perché noi ci tagliamo gli stipendi e appoggiamo le piccole e medie imprese private, ma pensiamo che acqua, trasporti, istruzione e salute debbano essere pubblici perché non sono merci, bensì diritti.
E per le grandi imprese italiane? Penso a Leonardo-Finmeccanica…
Noi vogliamo sostenerlo, quel che non vogliamo è che siano loro a comandare. Deve comandare il Parlamento, deve comandare il popolo italiano e le grandi imprese devono ovviamente fare i propri affari ma li deve fare nell’interesse generale del Paese e della nazione.
Ultima domanda: in Unione Europea si passa da 28 Stati membri a 27, dopo il Brexit…
Noi non vogliamo uscire dall’Unione Europea. Noi non siamo contro questa Europa, è questa Europa è che contro i popoli e per questo sta fallendo, per la sua arroganza, per aver dimenticato i diritti dei cittadini e per avere dentro gente della Goldman Sachs, della JPMorgan, della Morgan Stanley, del gruppo Rothschild. Pensiamo a Barroso, ha lasciato l’incarico di presidente della Commissione Ue ed oggi è in Goldman Sachs, Prodi stessa cosa, Monti uguale, il presidente della Bce Mario Draghi è un italiano, lavoro al Tesoro italiano e anche lui ha un passato in Goldman Sachs. A me sembra che già ora non stiamo in una democrazia, dove i popoli in Europa eleggono solo il Parlamento europeo che tra le istituzioni Ue è l’organismo che conta meno. Piuttosto mi sembra che stiamo in una nuova forma di governo che si chiama “creditocrazia”: le banche ti prestano soldi, ti creano debito e se non paghi il debito devi poi pagare gli interessi del debito e così finisce controllato, con le mani ammanettate per l’eternità e già in questa maniera si perde la sovranità e in cambio si costruisce un governo delle banche. Questo vogliamo evitarlo.
Parli di Angela Merkel?
Ma lei fa gli interessi del suo Paese, non è che io vedo nella Merkel un nemico, mai. Io penso che i politici italiani non hanno finora fatto l’interesse dell’Italia e penso che l’Europa sia un sogno, un luogo dove costruire pace, è qualcosa di meraviglioso, però questo se si dà potere democratico ai popoli. Lo ripeto: non siamo noi ad essere contro l’Europa, l’Europa sta fallendo. Io non posso accettare che qualcuno non eletto da nessuno mi venga a dire in Italia come devo mandare in pensione la mia gente o che vada a dire ai greci quanto devono pagare la feta. Questa non è democrazia, questa è una tecnocrazia di persone che ci comandano e che nemmeno conosciamo.

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Da Unicam in Argentina e in Scandinavia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

studenteCamerino. Sono sempre più frequenti le opportunità di studio e formazione all’estero per gli studenti Unicam. Nell’ambito di una proficua politica di internazionalizzazione che l’Università di Camerino persegue da tempo, rientrano infatti anche i corsi di laurea magistrale in consorzio internazionale che danno l’opportunità di ottenere il Double Degree.
Ne è un esempio, tra gli altri, anche il corso di laurea magistrale in Chemistry, grazie ad un accordo tra Unicam e l’Università di Catamarca in Argentina.
E proprio in questi giorni Maruan Albero Bracci e Leonardo Curzi, studenti del corso di laurea magistrale in Chemistry, sono arrivati in Argentina per frequentare il secondo e ultimo anno di studi. Al termine del percorso formativo, discuteranno la tesi sia nell’ateneo camerte che in quello argentino ed otterranno il titolo di studio riconosciuto in entrambi i Paesi.
“Siamo davvero molto emozionati – hanno dichiarato i due studenti – nell’intraprendere questo percorso e ringraziamo l’Ateneo per l’opportunità che ci è stata offerta. I nostri colleghi argentini ci hanno riservato una calorosa accoglienza. Nei prossimi giorni inizieremo il corso di spagnolo che ci permetterà di migliorare la conoscenza della lingua sia per scrivere la tesi che per seguire le lezioni, che inizieranno il prossimo 8 agosto”.Unicam è stata poi egregiamente rappresentata anche in studente1Scandinavia. Nei mesi scorsi infatti, Federico Marinozzi, studente iscritto al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha frequentato un corso presso il centro universitario delle Isole Svalbard (UNIS) su “Arctic Environmental Toxicology”, approfondendo la tossicologia e la chimica nelle acque e nella fauna dell’Artico.Federico ha potuto frequentare il corso dopo aver superato una dura selezione, dal momento che ogni anno vengono ammessi solo 20 studenti provenienti da ogni angolo del mondo.“Si è trattato di una esperienza davvero particolare – ha raccontato Federico Marinozzi. Sono arrivato a Longyearbyen, capitale dell’arcipelago delle Svalbard, nel periodo di perenne notte e con una temperatura che oscillava tra i -25 e i -40 gradi. Ho trascorso la settimana seguendo corsi di sopravvivenza al clima e ai pericoli artici. Oltre alle lezioni teoriche, ho partecipato ad escursioni tra renne, foche e aurore boreali in un paesaggio completamente ghiacciato. Abbiamo raccolto campioni organici di renne per analizzare le tracce tossiche al loro interno ed ho approfondito un report scientifico sulle tracce di antidepressivi nelle acque dell’artico e nella sua fauna, che mi ha consentito di superare brillantemente gli esami previsti”.“Con grande soddisfazione – ha dichiarato il Pro Rettore Vicario Unicam Claudio Pettinari – l’Ateneo continua a vedere i proficui risultati delle intense attività rivolte alla mobilità internazionale dei nostri studenti, fondamentale per un percorso formativo completo”. (foto: studente)

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Missione Argentina: il Gruppo CDP pronto a sostenere export e investimenti italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

buenos airesBuenos Aires. Il Gruppo CDP riavvia le proprie attività assicurative e finanziarie a supporto di export e investimenti italiani in Argentina. La notizia è stata data in occasione della missione nel Paese latino-americano guidata dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto. Alla missione hanno partecipato la capogruppo CDP e le controllate SACE e SIMEST.
SACE ha annunciato una prima linea di credito da 700 milioni di euro a disposizione degli esportatori italiani, in particolare delle PMI, a sostegno della vendita di beni e servizi italiani ad acquirenti argentini. Un impegno rafforzato dall’importante accordo di collaborazione firmato oggi con il Banco de La Nación, la più grande istituzione finanziaria argentina, per facilitare transazioni commerciali di breve-medio termine tra PMI italiane e controparti argentine.
SACE è inoltre tra le prime società di credito all’esportazione a riaprire l’operatività a sostegno di transazioni commerciali con controparti sovrane argentine: una decisione presa in considerazione del nuovo piano di riforme varato dal Governo, del ritorno del Paese sul mercato dei capitali e del rispetto dell’accordo di ristrutturazione del debito firmato nel 2014.
Dal canto suo, SIMEST ha ribadito il proprio impegno a supportare le imprese italiane che vogliano svilupparsi nel Paese. La finanziaria del Gruppo CDP che promuove l’internazionalizzazione è già presente in Argentina dove attualmente sta affiancando la Società Chimica Larderello, azienda attiva nel settore chimico/farmaceutico, nella costituzione di una società in loco. Inoltre, SIMEST ha erogato circa 30 milioni di euro di finanziamenti agevolati alle PMI italiane che operano nel Paese.
Le aziende del Gruppo CDP potranno non solo intervenire a supporto del sistema produttivo italiano nazionale con interessi in Argentina, in una logica di complementarietà con il sistema bancario, ma anche svolgere un ruolo di advisor per le istituzioni argentine su iniziative finanziarie a supporto della crescita economica.
Inoltre CDP, nell’ambito della sua attività di Istituzione finanziaria per la Cooperazione internazionale, supporta il Ministero per gli affari esteri nella sua trattativa con il Ministero dell’economia argentino per la concessione di un credito di aiuto finalizzato ad un’operazione di Cooperazione internazionale in favore del sistema sanitario pubblico del paese sudamericano del valore di circa 42 milioni di euro. L’Italia è il terzo partner commerciale europeo dell’Argentina, con oltre 1 miliardo di euro di esportazioni nel 2015. Un numero destinato a crescere, secondo le stime di SACE, a una media annua del 2,3% nei prossimi quattro anni, con forti opportunità in particolare nei settori agroalimentare, automotive, energetico, estrattivo e infrastrutture. Potenziale che si riflette anche nell’operatività di SACE, che sta già valutando un proprio intervento in diversi progetti che vedono gli esportatori italiani in prima linea, principalmente nei settori infrastrutture e costruzioni, aeronautico, energia elettrica e della meccanica strumentale. Per maggiori informazioni sulle opportunità di business in Argentina per le imprese italiane offerte dal Gruppo CDP: http://www.sace.it/argentina

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Missione governo Argentina

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2016

La recente elezione di Mauricio Macri apre una nuova fase per il Paese, segnato dal recente selective default del 2014 (legato all’insolvenza del 2002), che ha precluso la possibilità di accedere a finanziamenti sui mercati internazionali e ha portato alla riduzione delle riserve valutarie. Secondo le previsioni della Banca Mondiale, l’Argentina dovrebbe riprendere infatti la strada della crescita, con un +0,7% del PIL nel 2016. Tra le principali azioni che il governo sta portando avanti figurano la riduzione del tasso di inflazione, il risanamento dei conti pubblici, e l’eliminazione delle distorsioni sul tasso di cambio e sui movimenti di capitali.
Le autorità dovranno altresì rideargentina new presidentfinire un business environment trasparente e credibile, insieme a misure volte a incentivare gli investimenti esteri. Il nuovo esecutivo ha recentemente siglato un accordo, soggetto all’approvazione del Parlamento, con gli obbligazionisti italiani detentori dei “Tango Bond” che non avevano accettato le ristrutturazioni del 2005 e del 2010, e sta cercando di portare avanti i negoziati con gli hedge fund americani, offrendo circa 6,5 miliardi di dollari. Nonostante i timidi segnali di ripresa, l’atteggiamento degli investitori rimane estremamente prudente.
L’Italia è il terzo partner commerciale europeo dell’Argentina dopo la Germania e la Spagna. Nel 2014 le esportazioni italiane nel Paese sono diminuite del 5%, attestandosi intorno a 1 miliardo di euro. Nei primi 10 mesi del 2015, l’export è ulteriormente calato dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
SACE prevede che, entro il 2018, le nostre vendite potranno raggiungere 1,17 miliardi di euro, con un incremento cumulato del 13% circa in quattro anni.
Tra i principali settori di esportazione delle nostre aziende rientrano la meccanica strumentale (motori e turbine, macchine per la movimentazione e il sollevamento, macchine per l’industria alimentare), la metallurgia (prodotti della siderurgia, tubi, condotti, profilati) e i prodotti chimici (chimica di base, fertilizzanti).

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Argentina, Messico, Cile: storie dall’altro capo del mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

Roma. Dall’America latina arriva a 03 Più libri più liberi 2009 foto MatteoMignani un gruppo di autori con personaggi e storie taglienti, ambientate in quello specialissimo limbo letterario in cui la realtà vissuta entra di prepotenza nelle pagine ma nello stesso istante si fonde con l’invenzione. E chi legge è conquistato da questa invincibile ambiguità.Di situazioni forti è costellato il romanzo Aquarium (L’Asino d’Oro; oggi, sabato 5 alle 14 con Andrea Carraro) dell’argentino Marcelo Figueras, scrittore, sceneggiatore e giornalista, che alla fine del 2000 ha visitato Israele e la Palestina per seguire la seconda Intifada e da questa esperienza ha tratto un romanzo di intenso coinvolgimento.
Dall’Argentina ci spostiamo in Cile, patria di Alejandro Zambra – definito da “The New Yorker” “la nuova stella della letteratura latino-americana” e periodicamente accostato al connazionale Roberto Bolaño – che con l’antologia I miei documenti (Sellerio in collaborazione con IILA – Istituto Italo-Latino Americano e Più libri più liberi; lunedì 7 alle 16, con Francesco Pacifico) propone al pubblico della fiera undici brevi romanzi, un mondo di personaggi e di oggetti, smarriti e ritrovati, passando intanto in rassegna gli ultimi tormentati cinquant’anni di storia del suo Paese. Una raccolta di racconti che come una galleria d’arte passa in rassegna i ritratti di bugiardi impenitenti, fantasmi in carne e ossa, banditi, amanti, uomini ossessionati dal mito della mascolinità, eterni figli alla ricerca di un padre esistito solo nell’infanzia. Le vite di tutti questi personaggi, si scopre pian piano, sono in qualche modo collegate: da relazioni, luoghi oppure oggetti, sicché ciascuna narrazione sfuma nell’altra. E le due voci narranti – quella dell’io dello scrittore e quella del protagonista, nel tentativo di essere insieme interprete e spettatore della propria esistenza – finiscono col sovrapporsi fra salti cronologici, aneddoti autobiografici e invenzioni letterarie, tutte significative della storia politica cilena, fino ad arrivare agli anni duemila, con la lunga transizione democratica.
Un vicino di Zambra, il messicano Julián Herbert, porta in Fiera Ballata per mia madre (Gran Vìa in collaborazione con IILA – Istituto Italo-Latino Americano e Più libri più liberi; lunedì 7 alle 18) – uno dei romanzi rivelazione della recente letteratura messicana: storia di un narratore che, nel tempo sospeso dell’attesa in ospedale al capezzale della madre malata di leucemia, fa i conti con i fantasmi del proprio Paese, violento e pieno di contraddizioni, e scava in se stesso alla ricerca del significato del concetto di famiglia. Il protagonista, Herbert, ripercorre la propria vita e quella di lei – prostituta fuori dal comune, ordinata e meticolosa, amante dei suoi cinque figli avuti da uomini diversi – l’infanzia e l’adolescenza trascorse tra bordelli, baracche, violenza, tate crudeli in stile Dickens, un viavai ininterrotto di uomini. Meta finale del viaggio, partito dalla sofferenza e passato attraverso i ricordi, la riconciliazione con la figura materna e con la propria identità di figlio e padre. E così la Ballata luttuosa del titolo, che in originale suona come la canción de tumba, diventa il sottofondo musicale dell’agognata maturità: piena di contraddizioni e dolori ma accettata e fatta propria.
Infine, un filone speciale di incontri è quello organizzato anche quest’anno dall’Istituto Italo-Latino Americano (IILA): domani, domenica 6 alle 19 il primo appuntamento, dedicato all’Identità latinoamericana tra realtà e finzione – con Alejandro Zambra e Ondina Zea coordinati da Camilla Cattarulla. Lunedì 7 alle 17 occasione imperdibile di ascoltare in videoconferenza il Premio Nobel Mario Vargas Llosa, insieme all’intervento di Martha Canfield. Chiudono il ciclo Julián Herbert, Valeria Luiselli, Hernán Ronsino e Alejandro Zambra coordinati da Camilla Cattarulla nella tavola rotonda America Latina: centri e periferie (martedì 8 alle 19).
Sul web Più libri più liberi è presente attraverso gli aggiornamenti del sito ufficiale http://www.plpl.it e grazie all’attività sui social network che affiancano il claim #peramoredeilibri all’hashtag ufficiale #piulibri15.
Promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Centro per il Libro e la Lettura, Regione Lazio, Roma Capitale – Assessorato Cultura e Sport, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione con Biblioteche di Roma e l’azienda per i trasporti capitolina Atac e con la media partnership di Rai, Radio3, Rai3, Rainews24, la Repubblica, L’Espresso e Repubblica.it, la Fiera non è solo un punto di riferimento per la proposta e il lancio di nuovi autori internazionali, ma si conferma osservatorio insostituibile sulla varietà della produzione italiana.

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Argentina: Italia svegliati

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2015

Minesteri Spagna - MacriMauricio Macri entrerà nelle sue funzioni il 10 dicembre, ma già un paio di grandi nazioni europee si sono prontamente mosse perché si sono accorte che, con il cambiamento deciso dalle elezioni, l’Argentina esce da una chiusura autarchica e terzomondista per riaprirsi alle relazioni soprattutto con i Paesi europei ed agli investimenti.Il ministro degli esteri spagnolo, José Manuel García Margallo, si è precipitato a Buenos Aires per incontrare Macri e dichiarare: “Vogliamo dimostrare che vogliamo ritornare a tenere relazioni con l’Argentina al livello delle nostre relazioni storiche e dei nostri vincoli culturali e umani”.
Margallo ha annunciato che la Spagna sarà rappresentata al massimo livello, con il re Juan Carlos I, alla cerimonia di assunzione del presidente eletto.Il Presidente della Repubblica francese ha scritto a Macri per chiedergli un incontro a febbraio nella capitale argentina per “approfondire il nostro dialogo ed intensificare le nostre relazioni bilaterali”.
E l’Italia? Finora non pervenuto.
Sarebbe davvero imperdonabile se l’Italia sprecasse l’occasione di mettere a frutto il naturale vantaggio che ha anche per il fatto che il nuovo Presidente è italiano, come italiana è in gran parte la popolazione argentina.Basti pensare all’enorme vantaggio di una stretta collaborazione fra un Paese manifatturiero che trasforma materie prime d’importazione ed un Paese che le materie prime le ha tutte.
E dunque si svegli l’Italia dagli allori sui quali sembra addormentata Un mese fa il Presidente del Consiglio Renzi è stato in America Latina, è passato dal Cile al Perù, alla Colombia ed a Cuba. Dall’Argentina è passato al largo quando la vittoria di Macri era già nell’aria e con un incontro informale avrebbe potuto battere tutti sul tempo. (foto: Minesteri Spagna – Macri)

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Large South American governments could take more climate action: analysis

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2015

america latinaWhile Brazil and Peru have better climate plans than Chile or Argentina, none of them have been rated as “sufficient” by the Climate Action Tracker (CAT), which released analyses of the four South American country climate targets today.The CAT – an analysis by four European research organisations – has rated Brazil and Peru’s submissions to the UN as “medium” and has given an “inadequate” rating to both Argentina and Chile. Together, these four countries make up 72% of South America’s greenhouse gas emissions, excluding LULUCF.
The CAT’s “medium” rating indicates that both Brazil and Peru’s climate plans are at the least ambitious end of what would be a fair contribution, and are inconsistent with limiting warming to below 2°C unless other countries make much deeper reductions and comparably greater effort.For Argentina and Chile, an “inadequate” rating is inconsistent with limiting warming to below 2°C: if all countries were to adopt this lower level of ambition, global warming would likely exceed 3-4°C this century.“None of these countries will be immune to the effects of climate change. An increase in warming of 2˚C would have severe impacts on all four of them, and on the rest of the continent,” said Dr. Marcia Rocha, Head of the Climate Policy team at Climate Analytics. “Yet instead of taking action commensurate with the size of the threat, these governments are largely sticking with their current policies, which are heading in the wrong direction.”
“These four South American climate targets are collectively disappointing, with this region extremely vulnerable to climate impacts and many already being observed, now would be the time to really ramp up policies and ambition,” said Bill Hare, CEO of Climate Analytics.
“Now is not the time to simply put forward no more than what is already being done or planned, the world needs real ambition for Paris, and it would be a very important symbol if these countries were able to increase their climate action by the time we get to Paris.”
“Brazil has a large share of hydro power, yet its energy market is projected to increase by more than 50% between 2012 and 2030. While it is good that renewable energy share is set to grow, Brazil needs to be careful it doesn’t recarbonise its electricity sector,” said Dr Rocha.
“With its current deforestation rates, it is difficult to see how Peru is going to meet its climate target, especially its 2021 zero deforestation goal.The country is also likely to face water shortages from glacier melt that will impact on cities and agriculture,” said Juan Pablo Osornio, of Ecofys.
“Chile is a good example of how, if the Paris agreement were to set targets only for 2025, inadequate efforts such as Chile’s could be improved for a 2030 dateline,” said Juan Pablo Osornio.
“Argentina has the potential to step up and at least meet its more ambitious conditional pledge. For a country with such large emissions, and facing quite extreme impacts from global warming, it is disappointing to see such an inadequate effort,” said Dr Rocha.

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Brazil Reclaims Top Spot for Foreign Consumers Searching Miami Properties

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2013

Miami, FL – In August, Brazil moved back into the top spot for consumers searching Miami properties on Miamire.com, according to the 30,000-member MIAMI Association of Realtors (MIAMI).Brazil topped the list of countries—second only to the U.S.—that conducted searches on the MIAMI website (www.miamire.com) in June. Despite the weakening of the Brazilian currency in recent months, Brazil remains a top market for Miami real estate. Following Brazil were Argentina, Colombia, and Venezuela. Rounding out the top 10 were Russia, Malaysia, France, Spain, and the United Kingdom.
MIAMI is the ambassador association for the National Association of Realtors to SECOVI-SP in Brazil and has conducted extensive outreach to Brazilian agents and buyers since 1996. MIAMI has more than 100 partnerships with real estate associations worldwide, including FENACI, COFECI, and the Balneario Camboriu Association (ACIBC) also in Brazil. MIAMI also shares listings with Brazilian associations through its landmark International Data Exchange, which further promotes MIAMI members and the South Florida market. In August, Balneario Camboriu signed an agreement to share listings with MIAMI, further boosting exposure for Miami properties in Brazil. Miami also promotes the Miami real estate market at international events, including Salon de l’Immobilier in Paris, SIMA in Madrid, and in the upcoming Jornada Internacional Inmobiliaria in Argentina.“Brazil remains a very strong market for Miami real estate, as reflected by our property search and closed sales statistics,” MIAMI Chairman of the Board Natascha Tello said. “It’s very rewarding to see the success of our international outreach with markets like Argentina, Brazil, France, Russia and Spain. It’s also exciting to see new markets we’ve been targeting, such as Germany and India, cement their interest in the Miami market.”

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Nullità matrimoniale e sviluppi dottrinali e giurisprudenziali al V Corso di aggiornamento per operatori dei tribunali ecclesiastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2013

Roma, 16-20 settembre 2013 – Pontificia Università della Santa Croce Circa 250 operatori dei tribunali ecclesiastici (giudici, difensori del vincolo, vicari giudiziali, avvocati), provenienti da decine di nazioni dei quattro continenti – tra cui Italia, Spagna, Stati Uniti, Messico, Cile, Argentina, Svezia, Ucraina, Filippine – si sono dati appuntamento a Roma dal 16 al 20 settembre 2013 per partecipare al V Corso di aggiornamento in Diritto matrimoniale e processuale canonico, promosso dalla Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università della Santa Croce.
L’obiettivo dell’iniziativa, nella sua formula ormai collaudata, è quello di offrire gli sviluppi normativi, dottrinali e giurisprudenziali relativi al processo di dichiarazione della nullità del matrimonio e ad altri rilevanti settori d’attività dei tribunali. Ciò anche per venire incontro a quanto auspicava Benedetto XVI nel Discorso alla Rota Romana del 21 gennaio 2012, in cui affermava “che l’interpretazione della legge canonica deve avvenire nella Chiesa”, applicando alla stessa “quell’ermeneutica del rinnovamento nella continuità di cui ho parlato in riferimento al Concilio Vaticano II, così strettamente legato all’attuale legislazione canonica”.
Tra gli argomenti in discussione ci sarà anche la questione dei “divorziati risposati”, con riferimento alle parole di Papa Francesco nella conferenza stampa nel viaggio di rientro dalla GMG del Brasile. Si parlerà inoltre di “Persona e natura nel matrimonio”; di “mentalità divorzistica ed esclusione dell’indissolubilità”; aspetti operativi nella “celerità delle cause di nullità matrimoniale”; problemi interpretativi sulla questione dell'”incapacità consensuale”; se “può esistere un matrimonio sacramentale senza fede”; sviluppi recenti in tema di “processi e procedure penali”; il “riconoscimento civile delle sentenze canoniche”, e infine alcune novità procedurali riguardanti la Rota Romana. All’edizione di quest’anno (la quinta, dopo quelle del 2002, 2004, 2007 e 2010) prenderanno parte il Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Card. Raymond Burke; il Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Card. Francesco Coccopalmerio; il Decano emerito del Tribunale della Rota Romana, SER. Mons. Antoni Stankiewicz, insieme a diversi professori dell’Università della Santa Croce e di altre Università del mondo, illustri canonisti dei Dicasteri della Curia Romana, Uditori del Tribunale della Rota Romana, Giudici dei Tribunali della Chiesa di molti paesi e specialisti delle diverse scienze che studiano il matrimonio e la famiglia.
Per facilitare un maggiore scambio di esperienze tra i partecipanti e il confronto con i relatori, sono previsti ampi momenti di dibattito e alcuni casi pratici, suddivisi per gruppi linguistici, sui temi affrontati nelle relazioni principali della sessione pomeridiana.
Programma dettagliato del Corso: http://www.pusc.it/can/cagg13/program

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Ciclo di conferenze della Scuola di Posgrado del Collegio degli Avvocati di Buenos Aires

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2013

Downtown Buenos Aires, from the Sheraton Hotel.

Downtown Buenos Aires, from the Sheraton Hotel. (Photo credit: Wikipedia)

in collaborazione con L’ITALIANO, su aspetti giuridici e culturali La Scuola di Posgrado del Collegio degli Avvocati di Buenos Aires ha stabilito vincoli di mutua collaborazione col quotidiano L’ITALIANO e con le principali istituzioni italiane in Argentina, specialmente con l’Ambasciata e col Consolato Generale di Buenos Aires.
Frutto di questa collaborazione è un ciclo di conferenze su aspetti del diritto italiano comparato, focalizzati sugli aspetti anche culturali, che servono alla formazione dei professionisti in ciascun ambito dei temi trattati, che spaziano dalla cittadinanza alle pensioni, alle piccole e medie aziende, al sistema giudiziario italiano, alla gastronomia ed ai programmi universitari, La data d’inizio del ciclo di sei conferenze inizio sarà il 23 Settembre.

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Il Parlamento critica la decisione dell’Argentina di espropriare la YPF

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

La Commissione europea dovrebbe fare ricorso a tutti gli strumenti adeguati di risoluzione delle controversie disponibili in seno all’OMC e al G20 per rispondere alla decisione “unilaterale e arbitraria” del governo argentino di espropriare la società energetica YPF, sostiene una risoluzione adottata dal Parlamento venerdì. I deputati deplorano la decisione ed esortano Commissione e Consiglio ad adottare le misure necessarie, compresa la sospensione parziale delle preferenze tariffarie, onde evitare che si ripresentino situazioni simili.
Le autorità argentine dovrebbero “riprendere la via del dialogo e dei negoziati”, sostiene la risoluzione presentata dai gruppi PPE, S&D, ALDE, ECR e EFD, evidenziando che la decisione “unilaterale e arbitraria” del governo argentino costituisce un attacco all’esercizio della libera impresa e al principio della certezza giuridica, “causando in tal modo il deterioramento del contesto per gli investimenti delle imprese europee in Argentina”. Il testo è stato adottato con 458 voti a favore, 71 contro e 16 astensioni.
I deputati invitano il Consiglio europeo, la Commissione europea e l’Alto rappresentate per la politica estera dell’Unione Catherine Ashton a compiere ogni sforzo per difendere la presenza e gli investimenti europei nel paese sudamericano. Il Commissario per il Commercio De Gucht e l’Alto rappresentante Ashton dovrebbero inoltre “ricorrere a tutte le vie diplomatiche disponibili” per risolvere tale situazione con i loro omologhi argentini.Il Parlamento esprime profonda preoccupazione per la situazione, poiché rappresenta “un’inosservanza degli obblighi derivanti da accordi internazionali”, e mette in guardia dagli effetti negativi che simili misure possono causare, quali il disinvestimento a livello internazionale e le ripercussioni negative per l’Argentina nella comunità internazionale. Inoltre, i deputati sottolineano che la decisione riguarda una sola impresa del settore (la società energetica spagnola Repsol) e solo una parte delle sue azioni, “il che potrebbe essere considerato discriminatorio”.
Il Parlamento europeo sostiene che l’Unione europea e il Mercosur debbano affrontare le trattative in corso per un accordo di associazione in uno spirito di apertura e di fiducia reciproca. Secondo il testo approvato, decisioni come quella adottata dalle autorità argentine “possono compromettere il clima di comprensione e di amicizia necessario per raggiungere un siffatto accordo”.
Il 16 aprile il governo argentino ha annunciato la decisione di presentare al Congresso nazionale un progetto di legge inteso a convalidare l’espropriazione del 51% delle azioni della compagnia petrolifera YPF, la cui partecipazione di maggioranza è detenuta dalla società energetica spagnola Repsol. Il suddetto annuncio è stato accompagnato dall’immediata presa di controllo della sede della società da parte delle autorità del governo argentino, che hanno espulso dai locali i legittimi dirigenti e il personale designato della società in questione.
Negli ultimi mesi tale società è stata oggetto di una “campagna pubblica di diffamazione che, assieme a varie decisioni prese dalle autorità amministrative, si è tradotta nella perdita di valore delle sue azioni, con ripercussioni per tutti i suoi azionisti e le imprese ad essa associate”, sostiene il testo adottato.

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Ukash now Available Throughout Whole of Argentina

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2012

London, February 13, 2012 (PRNewswire) Ukash, the international e-commerce cash payment method, has announced consumers across the whole of Argentina will now be able to use their cash online with Ukash. Ukash had been available in Buenos Aires since February 2011: now its presence has been extended to the entire country because of a partnership with More in Argentina, made possible via its LATAM partners Raberil Trading S.A. The entire network of More stores went live this week, bringing over 100 nationwide outlets where the consumer can now purchase Ukash in Argentina. Ukash empowers people worldwide to use cash electronically, irrespective of status, device or boundary, and is available at 420,000 retail locations. Globally, Ukash is active in more than 50 countries. David Hunter, chief executive of Ukash, said: “Our research indicated that Ukash is perfect for the Argentinean market. For example, over 60% of the population access the internet regularly, with rates of internet access and e-commerce also growing”. “Furthermore, bank account penetration in Argentina is relatively low, with cash transactions accounting for 42% of all purchases, compared to just 4.6% card transactions – as an alternative cash payments business, we were very interested to discover this. “For all these reasons, we knew the opportunity to shop online using cash would be well received, and that Ukash could provide a safe, secure and convenient solution for many consumers across Argentina.”
In order to shop, pay and play online with Ukash, customers will be required to give their full name, ID number and address the first time they visit More stores.Once this registration process is completed, customers can simply confirm their name and address verbally in order to purchase Ukash vouchers. Customers will be able to locate their nearest Ukash outlet via the website: http://www.ukash.com/latin-america/es/home.aspx http://www.ukash.com/business/press-and-media/news/ukash-now-available-throughout-whole-of-argentina.aspx

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A “First” Prompts More Argentine Corn Acres

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2012

To increase the genetic diversity of U.S. corn...

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Acres planted to corn surged in Argentina this fall, reported Kurt Shultz, U.S. Grains Council director in Latin America, who explained that Argentine farmers will make a better profit from corn than from soybeans for the first time ever.“The estimate is that farmers’ net profit will be $150 per metric ton ($3.81 per bushel) more with corn,” Shultz said. “With this kind of incentive, some analysts predict corn acreage could increase from four million hectares (10 million acres) to seven million hectares (17.5 million acres) within the next three to five years.”
The situation, he noted, is fluid and depends in part on Argentine government decisions.Based on these figures, the natural assumption is that the government will expand export quotas from 15 to 19 million metric tons (591 to 749 million bushels) to get rid of surplus production. However, Shultz further commented that “government policy in Argentina is very unpredictable, so issues such as import restrictions on fertilizer or a currency devaluation add a tremendous amount of uncertainty to the outlook.”Weather has also been an uncertainty in the Argentine outlook. As of Dec. 17, dry weather dominated central and northern Argentina, reducing the moisture available for crop development. For most major producers of summer crops (including corn), rainfall was well below 10 millimeters (4/10 of an inch). The lower Parana River Valley recorded a third week of unfavorable dryness as early planted corn was advancing through reproduction.Next week, the 2012 Officer Mission through Argentina and Brazil will include USGC President and CEO Thomas C. Dorr, USGC Chairman Dr. Wendell Shauman, together with Council’s Treasurer Julius Schaaf, Secretary Ron Gray, and Past Chairman Terry Vinduska.Mission members will see firsthand production outlook and current infrastructure conditions. The Council will be accompanied by NCGA’s President Garry Niemeyer, First Vice-President Pamela Johnson, and CEO Rick Tolman. Alvaro Cordero, USGC Manager of Marketing, will also join the tour.

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Destinazione Argentina: la nuova spedizione Mini Darwin

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Charles Darwin. 1 negative : glass ; 5 x 7 in....

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Dal 26 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012 sette bambini, italiani e argentini, un paleontologo e un biologo marino andranno a esplorare alcuni tra i siti paleontologici più importanti, dall’Oceano Atlantico alle Ande, tra cui la Valle dei Dinosauri, per riscoprire insieme la storia della vita sulla Terra Sulle tracce di Charles Darwin, destinazione Argentina. Parte lunedì 26 dicembre la spedizione Mini Darwin, realizzata da Sissa Medialab con la collaborazione del Museo delle Scienze di Trento, il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia Sperimentale (OGS) di Trieste e il supporto tecnico di Metamondo Tour Operator. L’Argentina è uno dei luoghi dove è stata rinvenuta la maggior quantità di fossili e dove sono stati scoperti alcuni tra i dinosauri più grandi del mondo, fossili di mammiferi giganti estinti, conchiglie marine in cima alle montagne, boschi pietrificati risalenti a epoche remotissime e molto altro. Darwin, nel suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, è stato tra i primi a scoprire e descrivere queste meraviglie. Rivivendo il viaggio straordinario compiuto in questa terra dal padre dell’evoluzionismo, sette bambini (italiani e argentini, dai 9 ai 12 anni), insieme al paleontologo Marco Avanzini e al biologo Alfred Beran, percorreranno oltre 4000 chilometri per riscoprire la storia della vita sul nostro pianeta. Il loro viaggio toccherà alcuni dei siti paleontologici più interessanti, alcuni dei luoghi dove Darwin, tra il 1832 e il 1835, ha rinvenuto fossili straordinari che lo hanno convinto che la vita ha cambiato forma nel corso del tempo, attraverso lente e continue trasformazioni tuttora in corso. Prima tappa Buenos Aires, al Museo de Ciencias Naturales “Bernardino Rivadavia”. Si sposteranno poi 600 chilometri a sud, a Punta Alta, sull’Oceano Atlantico, dove Darwin scoprì fossili di giganteschi mammiferi, i megateri, specie di enormi bradipi terrestri. I giovani esploratori saranno accompagnati dagli esperti del Museo de Ciencias Naturales “Carlos Darwin” di Punta Alta. Sarà poi la volta della zona di Neuquén, detta anche Valle dei Dinosauri: al Centro Paleontológico Lago Barreales, al Museo “Carmen Funes” di Plaza Huincul e al Museo “Ernesto Bachman” di Villa El Chocón dove sono conservati i fossili di Argentinosauro e di Gigantosauro carolinii rinvenuti nelle vicinanze. In questa regione argentina, considerata la terra promessa dei paleontologi, i mini Darwin festeggeranno l’arrivo del 2012.Si fermeranno poi a Uspallata sulle Ande, a 85 chilometri dalla città di Mendoza, dove si trova El Bosque Darwin, un bosco fossile pietrificato scoperto da Darwin stesso e che oggi porta il suo nome. Infine, tornando verso Buenos Aires si fermeranno in una estancia, una specie di grande fattoria, dove i gauchos allevano le mucche. Tutto il viaggio sarà documentato giorno per giorno sul sito http://www.minidarwin.it, inoltre saranno realizzati materiali didattici, giochi, video e un libro.
Mini Darwin è un progetto di Sissa Medialab: una serie di spedizioni durante le quali scienziati e ragazzi lavorano insieme per esplorare, scoprire ed elaborare una personale interpretazione degli ambienti e dei fenomeni osservati. Nasce nel 2006 con la spedizione alle Galápagos, dove Darwin ha elaborato i primi elementi della teoria dell’evoluzione. Nel 2008, è stata organizzata una spedizione sui vulcani italiani, e nel 2010 nella foresta amazzonica. Il 2011 è la volta dell’Argentina, dove Darwin è stato per circa un anno e mezzo e ha fatto importanti scoperte in paleontologia. L’idea di fondo è utilizzare il viaggio per affrontare in modo anche avventuroso argomenti fondamentali della scienza di oggi: la storia della vita e la storia del pianeta. Dalle spedizioni alle Galápagos e sui vulcani italiani sono state inoltre prodotte due mostre itineranti, interattive e multimediali dedicate ai ragazzi: Mini Darwin alle Galápagos e Avventura sui vulcani. La Terra raccontata dai bambini.

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Crisi europea: finirà come l’Argentina?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2011

Professor Joseph Stiglitz at Columbia Universi...

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La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori? Il titolo del pezzo non scaturisce da una paura che in questo periodo un po’ tutti avvertiamo, e che non osiamo esternare in pubblico, ma dall’analisi, libera e schietta, fatta da un economista Usa, Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, nel corso di un’intervista pubblicata su un importante quotidiano argentino “Pagina 12” (del 10/12) di cui daremo ampi brani. Io ci ho messo soltanto un punto interrogativo, poiché mi terrorizza il solo riferimento a quella esperienza che per qualche giorno ho vissuto. Infatti, è un interrogativo da incubo che intimamente un po’ tutti inquieta, al quale nessuno dei responsabili vuole dare una risposta convincente e pubblica. Non sappiamo bene cosa stia effettivamente bollendo nelle cucine dei “mercati”, nella mente di taluni chefs di queste strane entità, senza volto e senza nomi, che continuano ad imporre le loro ricette e i loro uomini a Stati e a continenti interi. Ovviamente, sto parlando di grandi opzioni, di scelte strutturali non delle quisquilie cui ricorrono le varie “compagnie di giro” per tenere aperto il baraccone degli scandaletti a buon mercato e deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri malanni che affliggono l’Italia e l’Europa. Altra domanda drammatica. La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori che, questa volta, potrebbero risultare esiziali? Per i nostri “decisori” nazionali ed europei la strada e le scelte adottate sono le uniche possibili. Gli altoparlanti di stampa e media s’incaricano, senza verificare, approfondire, senza sentire tutte le campane, di confermarle, amplificarle e di propinarle come oro colato a un’opinione pubblica frastornata e inquieta. I mercati: un Golem insaziabile, senza volto e senza nome Per Joseph Stiglitz, invece, c’è poco da stare tranquilli poiché “lo schema che la Germania sta imponendo al resto dell’Europa porta alla stessa esperienza che l’Argentina ha vissuto sotto la guida del Fondo monetario internazionale (Fmi)”… “l’incapacità dei governi europei è evidente: invece di trarre insegnamento dagli errori compiuti in precedenza, li stanno ripetendo”. Ovviamente, l’economista Usa, parlando dell’Argentina, si riferisce ai governi neo liberisti degli anni ’90 guidati da Carlos Menem e dal FMI che portarono il Paese all’insolvenza (default). Oggi, grazie ai governi della sinistra peronista guidati prima da Nestor Kirchner e oggi da Cristina Fernadez (insediatasi ieri per il suo secondo mandato consecutivo), l’Argentina non solo ha saldato il debito col FMI e rifiutato la sua pelosa assistenza, ma ha varato politiche di sviluppo e d’inclusione sociale che, in pochi anni, l’hanno vista passare dall’insolvenza a una crescita del 7% nel 2010, (seconda solo alla Cina). Ora, qui, non si desidera esaltare il punto di vista di un premio Nobel, ma soltanto ascoltarlo, valutarlo e, quanto meno, farlo conoscere al pubblico. Temo che in Italia nessuno abbia un tale interesse poiché contrasta con i comportamenti e le direttive dei “mercati” ossia di questo Golem insaziabile che sovrasta l’Europa e il mondo. Secondo Gustav Meyrink, il Golem era una mostruosa creazione alchemica di un ebreo praghese, animata da una irrefrenabile voglia di crescita e di annessione. Sulla fronte aveva scritta la parola “Ameth” ossia verità. Era mostruoso e potente il Golem, ma aveva un punto debole: per dissolverlo bastava togliere la “A” (aleph), restava “meth” cioè morte. Ogni riferimento alle “A” delle società americane di rating è puramente casuale. Per quanto anche loro quando tolgono le “ A” e conducono gli Stati alla rovina, alla morte. La crisi: colpa dei “costi della politica” o dei costi delle politiche speculative? E così vediamo “grandi” giornali e canali televisivi, economisti di grido, personalità politiche e di governo, opinion leader e comici di turno, ecc, tutti a sgolarsi per inculcare nelle menti atterrite della gente che la crisi italiana è principalmente dovuta ai “costi della politica”. E, quindi, dagli alla politica, al politico, al deputato, a chiunque è stato eletto in un organo istituzionale di questa Repubblica democratica, fondata sulla sovranità del popolo e non sugli interessi dei mercati, dei mercanti e dei loro lacchè in divisa d’ordinanza.
Ma quanto diavolo costa la politica italiana? Forse di più delle spese militari, dell’evasione fiscale (275 miliardi/anno dice Istat), dei finanziamenti pubblici all’editoria, dell’anarchia del mercato delle professioni, delle banche, delle assicurazioni che pretendono di essere libere quando vanno in attivo, mentre quando vanno ( o fingono) in perdita bussano a quattrini alle casse dello Stato?
La politica costa molto meno e lo sanno benissimo i fustigatori a senso unico. Con ciò non si vuole negare l’esigenza (che da tempo proponiamo) di una riforma del sistema di finanziamento pubblico dei partiti, dell’abolizione dell’attuale legge elettorale (porcata) introducendo le preferenze e riducendo il numero dei parlamentari, della soppressione delle province, ecc. Riformare la politica, per recuperare la sovranità e i poteri delle istituzioni democratiche Se questo veramente si vuole, si può fare subito dopo l’approvazione della manovra finanziaria. Chi lo impedisce? L’altro giorno, in Sicilia è stata approvata, all’unanimità, una legge che riduce del 30% il numero dei deputati regionali, da 90 a 70 E’ un buon segnale per il resto del Paese. Ma pare che queste riforme non le voglia nessuno. Forse perché verrebbe a mancare la materia dello scandalo e bisognerebbe spostare i fari dei grandi giornali e televisioni sui reconditi interessi di chi sta dietro questa campagna qualunquistica che, in realtà, mira a delegittimare il Parlamento e il sistema della democrazia rappresentativa. Insomma, dopo avere spostato a loro favore quote enormi del Pil nazionale (leggi della ricchezza degli italiani), questi signori si vogliono prendersi il governo, il Parlamento e quant’altro non possono controllare con i loro giochi di borsa. Spero di sbagliarmi, ma questa è gente che sa il fatto suo e certo non intraprende una campagna simile solo per far vendere qualche copia in più ai loro giornali.
C’è un obiettivo nascosto? E qual è?
Difficile dirlo, tuttavia è chiarissimo che si punta a demolire il ruolo, insostituibile, degli organi parlamentari costituzionali senza, per altro, dire che cosa si vuole fare, dopo. Gli uomini della concentrazione mediatica e finanziaria sanno benissimo che “il costo della politica” non è il problema principale. Lo stanno ingigantendo ad arte, per usarlo come un separè per non far vedere alla gente cosa stanno combinando i loro committenti nel boudoir dell’alta finanza.
Andate a guardare, per favore. Altro che “casta” (dei politici!) Vi troverete di fronte uno scenario variegato, fantasmagorico, una bolgia di caste vere, palesi e occulte, cui attingere per far fare le ossa a generazioni di giornalisti d’inchiesta. Una colossale, deviante mistificazione per favorire il disegno dei “poteri forti” Prima o poi la verità verrà fuori. La gente comincia a capire che trattasi di una colossale mistificazione. Taluni la subiscono in assenza di una politica e di un’ informazione alternative, altri la rifiutano, la contestano e mirano al giusto obiettivo.Come hanno fatto, nei giorni scorsi, i movimenti degli studenti italiani (non quelli degli “indignati” telecomandati) che hanno indirizzato la loro protesta contro le banche e i poteri forti. E qui mi fermo perché desidero riprendere il punto di vista di Joseph Stiglitz che in Italia nessuno ha ripreso perché si teme potrebbe turbare il clima di “pensiero unico” dominante. Avverto che probabilmente la traduzione non sarà perfetta (si fa quel che si può); chi lo desidera può leggere il testo originale sul sito del quotidiano. Alla domanda circa il ruolo giocato dalla Banca centrale europea (Bce), il Nobel risponde senza molto tergiversare: “La BCE non è democratica. Può decidere politiche che non sono in linea con quanto chiedono i cittadini. Fondamentalmente, rappresenta gli interessi delle banche, non regola il sistema finanziario in maniera adeguata e ha un’attitudine di stimolo ai CDS (Credit Default Swaps) che sono strumenti molto dannosi. Questo dimostra anche che le banche centrali non sono indipendenti…” A proposito dei governi tecnocratici di Monti in Italia e di Papademus in Grecia dice:
“Il principale problema è quello di avere creato un contesto economico a partire dal quale la democrazia è rimasta subordinata ai mercati finanziari. E questo la Merkel lo sa bene. La gente vota, però si sente ricattata. Si dovrebbe riformulare il quadro economico, affinché le conseguenze di non seguire i mercati non siano tanto severe”. E’ la Grecia a finanziare le banche tedesche, non viceversa Richiesto di un parere sullo strano ruolo trainante assunto da Francia e Germania e sulle loro “idee errate” circa la crisi europea, così risponde Stiglitz:
“E’ chiaro che stanno ponendo l’interesse delle banche sopra quelli della gente. Questo è molto più chiaro nel caso della BCE, però non credo che sia lo stesso per Sarkozy e Merkel…Credo stiano proteggendo le banche poiché temono che se le banche dovessero crollare, l’economia crollerà. Per questo dico che hanno una visione errata, quantunque non creda che stiano ponendo gli interessi dei greci o degli spagnoli in capo all’agenda. Questo è l’altro problema: manca la solidarietà. Essi dicono che non sono una “unione di trasferimento di denaro”. Di fatto, lo sono, però il trasferimento del denaro va dalla Grecia alla Germania.” Sono cose che, specie nelle alte regioni del lucro, tutti conoscono: è la povera Grecia che finanzia le potenti banche tedesche. Tutto è andato a meraviglia fino a quando non s’intravide il pericolo dell’insolvenza (default). Com’è noto, l’insolvenza è il terrore degli strozzini, degli usurai i quali hanno tutto l’interesse di far sopravvivere la loro vittima fino a quando ci sarà qualcosa da spremere. Se ci fate caso, anche le banche più esposte (poche quelle italiane) si sono comportate come i soggetti prima citati: terrorizzate dal pericolo d’insolvenza di alcuni Paesi loro debitori, hanno preteso dai rispettivi governi di fare carte false pur di salvare… non i Paesi debitori, ma le banche creditrici. Insomma, il Nobel ci offre tantissima materia per un’ utile riflessione, per capire meglio come stanno andando veramente le cose e per correggere eventuali scelte sbagliate. Ovviamente, se dovesse ritornare la voglia d’informare correttamente i cittadini vi sarebbero altri autori da prendere in considerazione. E’ tempo che si operi alla luce del sole, si ritorni in Parlamento e fra i cittadini che non servono solo a pagare la bolletta. (Agostino Spataro)

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About Falklands

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

By Nile Gardiner There are few sights more pathetic on the world stage than the ugly posturing of authoritarian Latin American rulers ranting away at imaginary Western ‘imperialism’, from Venezuela and Bolivia to Cuba and Nicaragua. Argentina’s president Cristina Kirchner’s laughable attack on Britain as “a crude colonial power in decline” is clearly mimicking this tradition. Kirchner, who is doing her best to reduce her country into another version of her close ally Hugo Chavez’s Venezuela, should know all about ‘decline’. After all, her once-proud nation remains heavily indebted to international creditors, including the Paris Club, which includes Britain. Under her reckless reign, inflation has soared, foreign capital has been flowing out of the country, and investor confidence has taken a massive hit. Her socialist policies are making her people significantly less free economically and threaten to turn Argentina into a pariah again in global markets. She is also taking a leaf out of Chavez’s book by cracking down on press freedom, a hugely worrying development for her nation’s independent media. Nile Gardiner is a Washington-based foreign affairs analyst and political commentator. He appears frequently on American and British television and radio, including Fox News Channel, CNN, BBC, Sky News, and NPR.

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Mancata tutela risparmiatori obbligazioni argentine

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

“Dopo nove anni, ci sono ancora 80.000 cittadini italiani che subiscono il grave comportamento della Repubblica Argentina, ostinata a non far fronte ai suoi doveri di civiltà”. Così il segretario nazionale  del Movimento di Responsabilità Nazionale, On. Dott. Domenico Scilipoti, in riferimento al grave danno perpetrato colpevolmente dall’Argentina e subito dai singoli cittadini ma anche dal sistema Italia, nel suo insieme, per più di 20 Miliardi di Euro, con le obbligazioni argentine. E prosegue dicendo: “370.000 italiani hanno scambiato i titoli nel 2005 e 2010, non perché le offerte fossero minimamente accettabili, ma perché minacciati a non poter fruire più di alcun miglioramento ed abbandonati da ogni istituzione pubblica e privata, cedendo quindi solo alla disperazione”. “Si ha notizia – prosegue l’On. Scilipoti  – che il Ministro degli Affari Esteri On. Frattini si appresti, a fine Marzo, a visitare Buenos Aires per il ristabilimento dei rapporti sospesi, pensando, in modo errato, che la soluzione delle obbligazioni argentine sia avviata, ma é assolutamente il contrario. E’ doveroso pensare che una nazione, come l’Argentina, con 38 milioni di abitanti, un territorio 9 volte l’Italia, pari a tutta l’Europa Unita, con risorse naturali immense in tutti i campi, con oltre il 90% di persone di origine europea, non possa minimamente essere perdonata per la sua volontà di non pagare e non per l’impossibilità a farlo. Infatti ha, tra l’altro, più di 50 miliardi di dollari nella Banca BIS di Basilea. Si deve ricordare che vi sono numerose sentenze definitive contro l’Argentina e da essa non rispettate, a favore di nostri cittadini e nostre Società presso tribunali con giurisdizioni scelte da quel paese, come la Corte Costituzionale di Germania, la Corte di Appello di Francoforte, la Corte di Appello di New York ed il Tribunale Arbitrale ICSID della Banca Mondiale a Washington”. Conclude l’On. Scilipoti (MRN): “E’ doveroso intervenire in tutte le sedi opportune, ad iniziare da quelle diplomatiche, e con adeguati modi severi, affinché questa vergognosa ingiustizia venga a cessare, cominciando con il prospettare la sua espulsione dal G-20, dove si rispettano le regole, e con il pretendere che vengano pagati i paesi del Club di Parigi, tra cui l’Italia”.

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Seconda edizione “Festival del Tango”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Sanremo dall’1 al 3 ottobre torna il Festival del Tango, la grande kermesse di musica, spettacolo ed eventi che offre al pubblico dei “tanghero” – ma non solo! – un viaggio indimenticabile tra danza, cinema, concerti, fotografie e libri.  Organizzato in occasione del bicentenario dell’indipendenza dell’Argentina da Edu.Re con la collaborazione di Nyala Wonder Travel, il Festival del Tango ha il patrocinio del Comune di Sanremo, della Regione Liguria e del Consolato Generale della Repubblica Argentina a Milano.  La seconda edizione del Festival si svolgerà in location di grande impatto e fascino che fanno grande la tradizione di Sanremo: il Roof del Teatro Ariston, noto in tutto il mondo per il “Festival della Canzone Italiana” e la Sala Giò Ponti del Casinò (qui si terrà la festa di gala per tutti gli iscritti alla manifestazione), luogo ideale per ricreare un’atmosfera simile a quella della famosa Confiteria Idéal di Buenos Aires in cui si esibiscono i più grandi maestri di tango. I maestri di tango che partecipano a quest’edizione sono Diego Riemer “el Pajaro” e Mariana Dragone, Alejandro Larenas e Marisol Morales, Mamiè Sancy e Pipe Zarzar. (El Pajaro)

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