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Brazil Reclaims Top Spot for Foreign Consumers Searching Miami Properties

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2013

Miami, FL – In August, Brazil moved back into the top spot for consumers searching Miami properties on Miamire.com, according to the 30,000-member MIAMI Association of Realtors (MIAMI).Brazil topped the list of countries—second only to the U.S.—that conducted searches on the MIAMI website (www.miamire.com) in June. Despite the weakening of the Brazilian currency in recent months, Brazil remains a top market for Miami real estate. Following Brazil were Argentina, Colombia, and Venezuela. Rounding out the top 10 were Russia, Malaysia, France, Spain, and the United Kingdom.
MIAMI is the ambassador association for the National Association of Realtors to SECOVI-SP in Brazil and has conducted extensive outreach to Brazilian agents and buyers since 1996. MIAMI has more than 100 partnerships with real estate associations worldwide, including FENACI, COFECI, and the Balneario Camboriu Association (ACIBC) also in Brazil. MIAMI also shares listings with Brazilian associations through its landmark International Data Exchange, which further promotes MIAMI members and the South Florida market. In August, Balneario Camboriu signed an agreement to share listings with MIAMI, further boosting exposure for Miami properties in Brazil. Miami also promotes the Miami real estate market at international events, including Salon de l’Immobilier in Paris, SIMA in Madrid, and in the upcoming Jornada Internacional Inmobiliaria in Argentina.“Brazil remains a very strong market for Miami real estate, as reflected by our property search and closed sales statistics,” MIAMI Chairman of the Board Natascha Tello said. “It’s very rewarding to see the success of our international outreach with markets like Argentina, Brazil, France, Russia and Spain. It’s also exciting to see new markets we’ve been targeting, such as Germany and India, cement their interest in the Miami market.”

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Nullità matrimoniale e sviluppi dottrinali e giurisprudenziali al V Corso di aggiornamento per operatori dei tribunali ecclesiastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2013

Roma, 16-20 settembre 2013 – Pontificia Università della Santa Croce Circa 250 operatori dei tribunali ecclesiastici (giudici, difensori del vincolo, vicari giudiziali, avvocati), provenienti da decine di nazioni dei quattro continenti – tra cui Italia, Spagna, Stati Uniti, Messico, Cile, Argentina, Svezia, Ucraina, Filippine – si sono dati appuntamento a Roma dal 16 al 20 settembre 2013 per partecipare al V Corso di aggiornamento in Diritto matrimoniale e processuale canonico, promosso dalla Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università della Santa Croce.
L’obiettivo dell’iniziativa, nella sua formula ormai collaudata, è quello di offrire gli sviluppi normativi, dottrinali e giurisprudenziali relativi al processo di dichiarazione della nullità del matrimonio e ad altri rilevanti settori d’attività dei tribunali. Ciò anche per venire incontro a quanto auspicava Benedetto XVI nel Discorso alla Rota Romana del 21 gennaio 2012, in cui affermava “che l’interpretazione della legge canonica deve avvenire nella Chiesa”, applicando alla stessa “quell’ermeneutica del rinnovamento nella continuità di cui ho parlato in riferimento al Concilio Vaticano II, così strettamente legato all’attuale legislazione canonica”.
Tra gli argomenti in discussione ci sarà anche la questione dei “divorziati risposati”, con riferimento alle parole di Papa Francesco nella conferenza stampa nel viaggio di rientro dalla GMG del Brasile. Si parlerà inoltre di “Persona e natura nel matrimonio”; di “mentalità divorzistica ed esclusione dell’indissolubilità”; aspetti operativi nella “celerità delle cause di nullità matrimoniale”; problemi interpretativi sulla questione dell'”incapacità consensuale”; se “può esistere un matrimonio sacramentale senza fede”; sviluppi recenti in tema di “processi e procedure penali”; il “riconoscimento civile delle sentenze canoniche”, e infine alcune novità procedurali riguardanti la Rota Romana. All’edizione di quest’anno (la quinta, dopo quelle del 2002, 2004, 2007 e 2010) prenderanno parte il Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Card. Raymond Burke; il Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Card. Francesco Coccopalmerio; il Decano emerito del Tribunale della Rota Romana, SER. Mons. Antoni Stankiewicz, insieme a diversi professori dell’Università della Santa Croce e di altre Università del mondo, illustri canonisti dei Dicasteri della Curia Romana, Uditori del Tribunale della Rota Romana, Giudici dei Tribunali della Chiesa di molti paesi e specialisti delle diverse scienze che studiano il matrimonio e la famiglia.
Per facilitare un maggiore scambio di esperienze tra i partecipanti e il confronto con i relatori, sono previsti ampi momenti di dibattito e alcuni casi pratici, suddivisi per gruppi linguistici, sui temi affrontati nelle relazioni principali della sessione pomeridiana.
Programma dettagliato del Corso: http://www.pusc.it/can/cagg13/program

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Ciclo di conferenze della Scuola di Posgrado del Collegio degli Avvocati di Buenos Aires

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2013

Downtown Buenos Aires, from the Sheraton Hotel.

Downtown Buenos Aires, from the Sheraton Hotel. (Photo credit: Wikipedia)

in collaborazione con L’ITALIANO, su aspetti giuridici e culturali La Scuola di Posgrado del Collegio degli Avvocati di Buenos Aires ha stabilito vincoli di mutua collaborazione col quotidiano L’ITALIANO e con le principali istituzioni italiane in Argentina, specialmente con l’Ambasciata e col Consolato Generale di Buenos Aires.
Frutto di questa collaborazione è un ciclo di conferenze su aspetti del diritto italiano comparato, focalizzati sugli aspetti anche culturali, che servono alla formazione dei professionisti in ciascun ambito dei temi trattati, che spaziano dalla cittadinanza alle pensioni, alle piccole e medie aziende, al sistema giudiziario italiano, alla gastronomia ed ai programmi universitari, La data d’inizio del ciclo di sei conferenze inizio sarà il 23 Settembre.

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Il Parlamento critica la decisione dell’Argentina di espropriare la YPF

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

La Commissione europea dovrebbe fare ricorso a tutti gli strumenti adeguati di risoluzione delle controversie disponibili in seno all’OMC e al G20 per rispondere alla decisione “unilaterale e arbitraria” del governo argentino di espropriare la società energetica YPF, sostiene una risoluzione adottata dal Parlamento venerdì. I deputati deplorano la decisione ed esortano Commissione e Consiglio ad adottare le misure necessarie, compresa la sospensione parziale delle preferenze tariffarie, onde evitare che si ripresentino situazioni simili.
Le autorità argentine dovrebbero “riprendere la via del dialogo e dei negoziati”, sostiene la risoluzione presentata dai gruppi PPE, S&D, ALDE, ECR e EFD, evidenziando che la decisione “unilaterale e arbitraria” del governo argentino costituisce un attacco all’esercizio della libera impresa e al principio della certezza giuridica, “causando in tal modo il deterioramento del contesto per gli investimenti delle imprese europee in Argentina”. Il testo è stato adottato con 458 voti a favore, 71 contro e 16 astensioni.
I deputati invitano il Consiglio europeo, la Commissione europea e l’Alto rappresentate per la politica estera dell’Unione Catherine Ashton a compiere ogni sforzo per difendere la presenza e gli investimenti europei nel paese sudamericano. Il Commissario per il Commercio De Gucht e l’Alto rappresentante Ashton dovrebbero inoltre “ricorrere a tutte le vie diplomatiche disponibili” per risolvere tale situazione con i loro omologhi argentini.Il Parlamento esprime profonda preoccupazione per la situazione, poiché rappresenta “un’inosservanza degli obblighi derivanti da accordi internazionali”, e mette in guardia dagli effetti negativi che simili misure possono causare, quali il disinvestimento a livello internazionale e le ripercussioni negative per l’Argentina nella comunità internazionale. Inoltre, i deputati sottolineano che la decisione riguarda una sola impresa del settore (la società energetica spagnola Repsol) e solo una parte delle sue azioni, “il che potrebbe essere considerato discriminatorio”.
Il Parlamento europeo sostiene che l’Unione europea e il Mercosur debbano affrontare le trattative in corso per un accordo di associazione in uno spirito di apertura e di fiducia reciproca. Secondo il testo approvato, decisioni come quella adottata dalle autorità argentine “possono compromettere il clima di comprensione e di amicizia necessario per raggiungere un siffatto accordo”.
Il 16 aprile il governo argentino ha annunciato la decisione di presentare al Congresso nazionale un progetto di legge inteso a convalidare l’espropriazione del 51% delle azioni della compagnia petrolifera YPF, la cui partecipazione di maggioranza è detenuta dalla società energetica spagnola Repsol. Il suddetto annuncio è stato accompagnato dall’immediata presa di controllo della sede della società da parte delle autorità del governo argentino, che hanno espulso dai locali i legittimi dirigenti e il personale designato della società in questione.
Negli ultimi mesi tale società è stata oggetto di una “campagna pubblica di diffamazione che, assieme a varie decisioni prese dalle autorità amministrative, si è tradotta nella perdita di valore delle sue azioni, con ripercussioni per tutti i suoi azionisti e le imprese ad essa associate”, sostiene il testo adottato.

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Ukash now Available Throughout Whole of Argentina

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2012

London, February 13, 2012 (PRNewswire) Ukash, the international e-commerce cash payment method, has announced consumers across the whole of Argentina will now be able to use their cash online with Ukash. Ukash had been available in Buenos Aires since February 2011: now its presence has been extended to the entire country because of a partnership with More in Argentina, made possible via its LATAM partners Raberil Trading S.A. The entire network of More stores went live this week, bringing over 100 nationwide outlets where the consumer can now purchase Ukash in Argentina. Ukash empowers people worldwide to use cash electronically, irrespective of status, device or boundary, and is available at 420,000 retail locations. Globally, Ukash is active in more than 50 countries. David Hunter, chief executive of Ukash, said: “Our research indicated that Ukash is perfect for the Argentinean market. For example, over 60% of the population access the internet regularly, with rates of internet access and e-commerce also growing”. “Furthermore, bank account penetration in Argentina is relatively low, with cash transactions accounting for 42% of all purchases, compared to just 4.6% card transactions – as an alternative cash payments business, we were very interested to discover this. “For all these reasons, we knew the opportunity to shop online using cash would be well received, and that Ukash could provide a safe, secure and convenient solution for many consumers across Argentina.”
In order to shop, pay and play online with Ukash, customers will be required to give their full name, ID number and address the first time they visit More stores.Once this registration process is completed, customers can simply confirm their name and address verbally in order to purchase Ukash vouchers. Customers will be able to locate their nearest Ukash outlet via the website: http://www.ukash.com/latin-america/es/home.aspx http://www.ukash.com/business/press-and-media/news/ukash-now-available-throughout-whole-of-argentina.aspx

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A “First” Prompts More Argentine Corn Acres

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2012

To increase the genetic diversity of U.S. corn...

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Acres planted to corn surged in Argentina this fall, reported Kurt Shultz, U.S. Grains Council director in Latin America, who explained that Argentine farmers will make a better profit from corn than from soybeans for the first time ever.“The estimate is that farmers’ net profit will be $150 per metric ton ($3.81 per bushel) more with corn,” Shultz said. “With this kind of incentive, some analysts predict corn acreage could increase from four million hectares (10 million acres) to seven million hectares (17.5 million acres) within the next three to five years.”
The situation, he noted, is fluid and depends in part on Argentine government decisions.Based on these figures, the natural assumption is that the government will expand export quotas from 15 to 19 million metric tons (591 to 749 million bushels) to get rid of surplus production. However, Shultz further commented that “government policy in Argentina is very unpredictable, so issues such as import restrictions on fertilizer or a currency devaluation add a tremendous amount of uncertainty to the outlook.”Weather has also been an uncertainty in the Argentine outlook. As of Dec. 17, dry weather dominated central and northern Argentina, reducing the moisture available for crop development. For most major producers of summer crops (including corn), rainfall was well below 10 millimeters (4/10 of an inch). The lower Parana River Valley recorded a third week of unfavorable dryness as early planted corn was advancing through reproduction.Next week, the 2012 Officer Mission through Argentina and Brazil will include USGC President and CEO Thomas C. Dorr, USGC Chairman Dr. Wendell Shauman, together with Council’s Treasurer Julius Schaaf, Secretary Ron Gray, and Past Chairman Terry Vinduska.Mission members will see firsthand production outlook and current infrastructure conditions. The Council will be accompanied by NCGA’s President Garry Niemeyer, First Vice-President Pamela Johnson, and CEO Rick Tolman. Alvaro Cordero, USGC Manager of Marketing, will also join the tour.

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Destinazione Argentina: la nuova spedizione Mini Darwin

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

Charles Darwin. 1 negative : glass ; 5 x 7 in....

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Dal 26 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012 sette bambini, italiani e argentini, un paleontologo e un biologo marino andranno a esplorare alcuni tra i siti paleontologici più importanti, dall’Oceano Atlantico alle Ande, tra cui la Valle dei Dinosauri, per riscoprire insieme la storia della vita sulla Terra Sulle tracce di Charles Darwin, destinazione Argentina. Parte lunedì 26 dicembre la spedizione Mini Darwin, realizzata da Sissa Medialab con la collaborazione del Museo delle Scienze di Trento, il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia Sperimentale (OGS) di Trieste e il supporto tecnico di Metamondo Tour Operator. L’Argentina è uno dei luoghi dove è stata rinvenuta la maggior quantità di fossili e dove sono stati scoperti alcuni tra i dinosauri più grandi del mondo, fossili di mammiferi giganti estinti, conchiglie marine in cima alle montagne, boschi pietrificati risalenti a epoche remotissime e molto altro. Darwin, nel suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, è stato tra i primi a scoprire e descrivere queste meraviglie. Rivivendo il viaggio straordinario compiuto in questa terra dal padre dell’evoluzionismo, sette bambini (italiani e argentini, dai 9 ai 12 anni), insieme al paleontologo Marco Avanzini e al biologo Alfred Beran, percorreranno oltre 4000 chilometri per riscoprire la storia della vita sul nostro pianeta. Il loro viaggio toccherà alcuni dei siti paleontologici più interessanti, alcuni dei luoghi dove Darwin, tra il 1832 e il 1835, ha rinvenuto fossili straordinari che lo hanno convinto che la vita ha cambiato forma nel corso del tempo, attraverso lente e continue trasformazioni tuttora in corso. Prima tappa Buenos Aires, al Museo de Ciencias Naturales “Bernardino Rivadavia”. Si sposteranno poi 600 chilometri a sud, a Punta Alta, sull’Oceano Atlantico, dove Darwin scoprì fossili di giganteschi mammiferi, i megateri, specie di enormi bradipi terrestri. I giovani esploratori saranno accompagnati dagli esperti del Museo de Ciencias Naturales “Carlos Darwin” di Punta Alta. Sarà poi la volta della zona di Neuquén, detta anche Valle dei Dinosauri: al Centro Paleontológico Lago Barreales, al Museo “Carmen Funes” di Plaza Huincul e al Museo “Ernesto Bachman” di Villa El Chocón dove sono conservati i fossili di Argentinosauro e di Gigantosauro carolinii rinvenuti nelle vicinanze. In questa regione argentina, considerata la terra promessa dei paleontologi, i mini Darwin festeggeranno l’arrivo del 2012.Si fermeranno poi a Uspallata sulle Ande, a 85 chilometri dalla città di Mendoza, dove si trova El Bosque Darwin, un bosco fossile pietrificato scoperto da Darwin stesso e che oggi porta il suo nome. Infine, tornando verso Buenos Aires si fermeranno in una estancia, una specie di grande fattoria, dove i gauchos allevano le mucche. Tutto il viaggio sarà documentato giorno per giorno sul sito http://www.minidarwin.it, inoltre saranno realizzati materiali didattici, giochi, video e un libro.
Mini Darwin è un progetto di Sissa Medialab: una serie di spedizioni durante le quali scienziati e ragazzi lavorano insieme per esplorare, scoprire ed elaborare una personale interpretazione degli ambienti e dei fenomeni osservati. Nasce nel 2006 con la spedizione alle Galápagos, dove Darwin ha elaborato i primi elementi della teoria dell’evoluzione. Nel 2008, è stata organizzata una spedizione sui vulcani italiani, e nel 2010 nella foresta amazzonica. Il 2011 è la volta dell’Argentina, dove Darwin è stato per circa un anno e mezzo e ha fatto importanti scoperte in paleontologia. L’idea di fondo è utilizzare il viaggio per affrontare in modo anche avventuroso argomenti fondamentali della scienza di oggi: la storia della vita e la storia del pianeta. Dalle spedizioni alle Galápagos e sui vulcani italiani sono state inoltre prodotte due mostre itineranti, interattive e multimediali dedicate ai ragazzi: Mini Darwin alle Galápagos e Avventura sui vulcani. La Terra raccontata dai bambini.

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Crisi europea: finirà come l’Argentina?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2011

Professor Joseph Stiglitz at Columbia Universi...

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La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori? Il titolo del pezzo non scaturisce da una paura che in questo periodo un po’ tutti avvertiamo, e che non osiamo esternare in pubblico, ma dall’analisi, libera e schietta, fatta da un economista Usa, Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, nel corso di un’intervista pubblicata su un importante quotidiano argentino “Pagina 12” (del 10/12) di cui daremo ampi brani. Io ci ho messo soltanto un punto interrogativo, poiché mi terrorizza il solo riferimento a quella esperienza che per qualche giorno ho vissuto. Infatti, è un interrogativo da incubo che intimamente un po’ tutti inquieta, al quale nessuno dei responsabili vuole dare una risposta convincente e pubblica. Non sappiamo bene cosa stia effettivamente bollendo nelle cucine dei “mercati”, nella mente di taluni chefs di queste strane entità, senza volto e senza nomi, che continuano ad imporre le loro ricette e i loro uomini a Stati e a continenti interi. Ovviamente, sto parlando di grandi opzioni, di scelte strutturali non delle quisquilie cui ricorrono le varie “compagnie di giro” per tenere aperto il baraccone degli scandaletti a buon mercato e deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri malanni che affliggono l’Italia e l’Europa. Altra domanda drammatica. La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori che, questa volta, potrebbero risultare esiziali? Per i nostri “decisori” nazionali ed europei la strada e le scelte adottate sono le uniche possibili. Gli altoparlanti di stampa e media s’incaricano, senza verificare, approfondire, senza sentire tutte le campane, di confermarle, amplificarle e di propinarle come oro colato a un’opinione pubblica frastornata e inquieta. I mercati: un Golem insaziabile, senza volto e senza nome Per Joseph Stiglitz, invece, c’è poco da stare tranquilli poiché “lo schema che la Germania sta imponendo al resto dell’Europa porta alla stessa esperienza che l’Argentina ha vissuto sotto la guida del Fondo monetario internazionale (Fmi)”… “l’incapacità dei governi europei è evidente: invece di trarre insegnamento dagli errori compiuti in precedenza, li stanno ripetendo”. Ovviamente, l’economista Usa, parlando dell’Argentina, si riferisce ai governi neo liberisti degli anni ’90 guidati da Carlos Menem e dal FMI che portarono il Paese all’insolvenza (default). Oggi, grazie ai governi della sinistra peronista guidati prima da Nestor Kirchner e oggi da Cristina Fernadez (insediatasi ieri per il suo secondo mandato consecutivo), l’Argentina non solo ha saldato il debito col FMI e rifiutato la sua pelosa assistenza, ma ha varato politiche di sviluppo e d’inclusione sociale che, in pochi anni, l’hanno vista passare dall’insolvenza a una crescita del 7% nel 2010, (seconda solo alla Cina). Ora, qui, non si desidera esaltare il punto di vista di un premio Nobel, ma soltanto ascoltarlo, valutarlo e, quanto meno, farlo conoscere al pubblico. Temo che in Italia nessuno abbia un tale interesse poiché contrasta con i comportamenti e le direttive dei “mercati” ossia di questo Golem insaziabile che sovrasta l’Europa e il mondo. Secondo Gustav Meyrink, il Golem era una mostruosa creazione alchemica di un ebreo praghese, animata da una irrefrenabile voglia di crescita e di annessione. Sulla fronte aveva scritta la parola “Ameth” ossia verità. Era mostruoso e potente il Golem, ma aveva un punto debole: per dissolverlo bastava togliere la “A” (aleph), restava “meth” cioè morte. Ogni riferimento alle “A” delle società americane di rating è puramente casuale. Per quanto anche loro quando tolgono le “ A” e conducono gli Stati alla rovina, alla morte. La crisi: colpa dei “costi della politica” o dei costi delle politiche speculative? E così vediamo “grandi” giornali e canali televisivi, economisti di grido, personalità politiche e di governo, opinion leader e comici di turno, ecc, tutti a sgolarsi per inculcare nelle menti atterrite della gente che la crisi italiana è principalmente dovuta ai “costi della politica”. E, quindi, dagli alla politica, al politico, al deputato, a chiunque è stato eletto in un organo istituzionale di questa Repubblica democratica, fondata sulla sovranità del popolo e non sugli interessi dei mercati, dei mercanti e dei loro lacchè in divisa d’ordinanza.
Ma quanto diavolo costa la politica italiana? Forse di più delle spese militari, dell’evasione fiscale (275 miliardi/anno dice Istat), dei finanziamenti pubblici all’editoria, dell’anarchia del mercato delle professioni, delle banche, delle assicurazioni che pretendono di essere libere quando vanno in attivo, mentre quando vanno ( o fingono) in perdita bussano a quattrini alle casse dello Stato?
La politica costa molto meno e lo sanno benissimo i fustigatori a senso unico. Con ciò non si vuole negare l’esigenza (che da tempo proponiamo) di una riforma del sistema di finanziamento pubblico dei partiti, dell’abolizione dell’attuale legge elettorale (porcata) introducendo le preferenze e riducendo il numero dei parlamentari, della soppressione delle province, ecc. Riformare la politica, per recuperare la sovranità e i poteri delle istituzioni democratiche Se questo veramente si vuole, si può fare subito dopo l’approvazione della manovra finanziaria. Chi lo impedisce? L’altro giorno, in Sicilia è stata approvata, all’unanimità, una legge che riduce del 30% il numero dei deputati regionali, da 90 a 70 E’ un buon segnale per il resto del Paese. Ma pare che queste riforme non le voglia nessuno. Forse perché verrebbe a mancare la materia dello scandalo e bisognerebbe spostare i fari dei grandi giornali e televisioni sui reconditi interessi di chi sta dietro questa campagna qualunquistica che, in realtà, mira a delegittimare il Parlamento e il sistema della democrazia rappresentativa. Insomma, dopo avere spostato a loro favore quote enormi del Pil nazionale (leggi della ricchezza degli italiani), questi signori si vogliono prendersi il governo, il Parlamento e quant’altro non possono controllare con i loro giochi di borsa. Spero di sbagliarmi, ma questa è gente che sa il fatto suo e certo non intraprende una campagna simile solo per far vendere qualche copia in più ai loro giornali.
C’è un obiettivo nascosto? E qual è?
Difficile dirlo, tuttavia è chiarissimo che si punta a demolire il ruolo, insostituibile, degli organi parlamentari costituzionali senza, per altro, dire che cosa si vuole fare, dopo. Gli uomini della concentrazione mediatica e finanziaria sanno benissimo che “il costo della politica” non è il problema principale. Lo stanno ingigantendo ad arte, per usarlo come un separè per non far vedere alla gente cosa stanno combinando i loro committenti nel boudoir dell’alta finanza.
Andate a guardare, per favore. Altro che “casta” (dei politici!) Vi troverete di fronte uno scenario variegato, fantasmagorico, una bolgia di caste vere, palesi e occulte, cui attingere per far fare le ossa a generazioni di giornalisti d’inchiesta. Una colossale, deviante mistificazione per favorire il disegno dei “poteri forti” Prima o poi la verità verrà fuori. La gente comincia a capire che trattasi di una colossale mistificazione. Taluni la subiscono in assenza di una politica e di un’ informazione alternative, altri la rifiutano, la contestano e mirano al giusto obiettivo.Come hanno fatto, nei giorni scorsi, i movimenti degli studenti italiani (non quelli degli “indignati” telecomandati) che hanno indirizzato la loro protesta contro le banche e i poteri forti. E qui mi fermo perché desidero riprendere il punto di vista di Joseph Stiglitz che in Italia nessuno ha ripreso perché si teme potrebbe turbare il clima di “pensiero unico” dominante. Avverto che probabilmente la traduzione non sarà perfetta (si fa quel che si può); chi lo desidera può leggere il testo originale sul sito del quotidiano. Alla domanda circa il ruolo giocato dalla Banca centrale europea (Bce), il Nobel risponde senza molto tergiversare: “La BCE non è democratica. Può decidere politiche che non sono in linea con quanto chiedono i cittadini. Fondamentalmente, rappresenta gli interessi delle banche, non regola il sistema finanziario in maniera adeguata e ha un’attitudine di stimolo ai CDS (Credit Default Swaps) che sono strumenti molto dannosi. Questo dimostra anche che le banche centrali non sono indipendenti…” A proposito dei governi tecnocratici di Monti in Italia e di Papademus in Grecia dice:
“Il principale problema è quello di avere creato un contesto economico a partire dal quale la democrazia è rimasta subordinata ai mercati finanziari. E questo la Merkel lo sa bene. La gente vota, però si sente ricattata. Si dovrebbe riformulare il quadro economico, affinché le conseguenze di non seguire i mercati non siano tanto severe”. E’ la Grecia a finanziare le banche tedesche, non viceversa Richiesto di un parere sullo strano ruolo trainante assunto da Francia e Germania e sulle loro “idee errate” circa la crisi europea, così risponde Stiglitz:
“E’ chiaro che stanno ponendo l’interesse delle banche sopra quelli della gente. Questo è molto più chiaro nel caso della BCE, però non credo che sia lo stesso per Sarkozy e Merkel…Credo stiano proteggendo le banche poiché temono che se le banche dovessero crollare, l’economia crollerà. Per questo dico che hanno una visione errata, quantunque non creda che stiano ponendo gli interessi dei greci o degli spagnoli in capo all’agenda. Questo è l’altro problema: manca la solidarietà. Essi dicono che non sono una “unione di trasferimento di denaro”. Di fatto, lo sono, però il trasferimento del denaro va dalla Grecia alla Germania.” Sono cose che, specie nelle alte regioni del lucro, tutti conoscono: è la povera Grecia che finanzia le potenti banche tedesche. Tutto è andato a meraviglia fino a quando non s’intravide il pericolo dell’insolvenza (default). Com’è noto, l’insolvenza è il terrore degli strozzini, degli usurai i quali hanno tutto l’interesse di far sopravvivere la loro vittima fino a quando ci sarà qualcosa da spremere. Se ci fate caso, anche le banche più esposte (poche quelle italiane) si sono comportate come i soggetti prima citati: terrorizzate dal pericolo d’insolvenza di alcuni Paesi loro debitori, hanno preteso dai rispettivi governi di fare carte false pur di salvare… non i Paesi debitori, ma le banche creditrici. Insomma, il Nobel ci offre tantissima materia per un’ utile riflessione, per capire meglio come stanno andando veramente le cose e per correggere eventuali scelte sbagliate. Ovviamente, se dovesse ritornare la voglia d’informare correttamente i cittadini vi sarebbero altri autori da prendere in considerazione. E’ tempo che si operi alla luce del sole, si ritorni in Parlamento e fra i cittadini che non servono solo a pagare la bolletta. (Agostino Spataro)

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About Falklands

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

By Nile Gardiner There are few sights more pathetic on the world stage than the ugly posturing of authoritarian Latin American rulers ranting away at imaginary Western ‘imperialism’, from Venezuela and Bolivia to Cuba and Nicaragua. Argentina’s president Cristina Kirchner’s laughable attack on Britain as “a crude colonial power in decline” is clearly mimicking this tradition. Kirchner, who is doing her best to reduce her country into another version of her close ally Hugo Chavez’s Venezuela, should know all about ‘decline’. After all, her once-proud nation remains heavily indebted to international creditors, including the Paris Club, which includes Britain. Under her reckless reign, inflation has soared, foreign capital has been flowing out of the country, and investor confidence has taken a massive hit. Her socialist policies are making her people significantly less free economically and threaten to turn Argentina into a pariah again in global markets. She is also taking a leaf out of Chavez’s book by cracking down on press freedom, a hugely worrying development for her nation’s independent media. Nile Gardiner is a Washington-based foreign affairs analyst and political commentator. He appears frequently on American and British television and radio, including Fox News Channel, CNN, BBC, Sky News, and NPR.

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Mancata tutela risparmiatori obbligazioni argentine

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

“Dopo nove anni, ci sono ancora 80.000 cittadini italiani che subiscono il grave comportamento della Repubblica Argentina, ostinata a non far fronte ai suoi doveri di civiltà”. Così il segretario nazionale  del Movimento di Responsabilità Nazionale, On. Dott. Domenico Scilipoti, in riferimento al grave danno perpetrato colpevolmente dall’Argentina e subito dai singoli cittadini ma anche dal sistema Italia, nel suo insieme, per più di 20 Miliardi di Euro, con le obbligazioni argentine. E prosegue dicendo: “370.000 italiani hanno scambiato i titoli nel 2005 e 2010, non perché le offerte fossero minimamente accettabili, ma perché minacciati a non poter fruire più di alcun miglioramento ed abbandonati da ogni istituzione pubblica e privata, cedendo quindi solo alla disperazione”. “Si ha notizia – prosegue l’On. Scilipoti  – che il Ministro degli Affari Esteri On. Frattini si appresti, a fine Marzo, a visitare Buenos Aires per il ristabilimento dei rapporti sospesi, pensando, in modo errato, che la soluzione delle obbligazioni argentine sia avviata, ma é assolutamente il contrario. E’ doveroso pensare che una nazione, come l’Argentina, con 38 milioni di abitanti, un territorio 9 volte l’Italia, pari a tutta l’Europa Unita, con risorse naturali immense in tutti i campi, con oltre il 90% di persone di origine europea, non possa minimamente essere perdonata per la sua volontà di non pagare e non per l’impossibilità a farlo. Infatti ha, tra l’altro, più di 50 miliardi di dollari nella Banca BIS di Basilea. Si deve ricordare che vi sono numerose sentenze definitive contro l’Argentina e da essa non rispettate, a favore di nostri cittadini e nostre Società presso tribunali con giurisdizioni scelte da quel paese, come la Corte Costituzionale di Germania, la Corte di Appello di Francoforte, la Corte di Appello di New York ed il Tribunale Arbitrale ICSID della Banca Mondiale a Washington”. Conclude l’On. Scilipoti (MRN): “E’ doveroso intervenire in tutte le sedi opportune, ad iniziare da quelle diplomatiche, e con adeguati modi severi, affinché questa vergognosa ingiustizia venga a cessare, cominciando con il prospettare la sua espulsione dal G-20, dove si rispettano le regole, e con il pretendere che vengano pagati i paesi del Club di Parigi, tra cui l’Italia”.

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Seconda edizione “Festival del Tango”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Sanremo dall’1 al 3 ottobre torna il Festival del Tango, la grande kermesse di musica, spettacolo ed eventi che offre al pubblico dei “tanghero” – ma non solo! – un viaggio indimenticabile tra danza, cinema, concerti, fotografie e libri.  Organizzato in occasione del bicentenario dell’indipendenza dell’Argentina da Edu.Re con la collaborazione di Nyala Wonder Travel, il Festival del Tango ha il patrocinio del Comune di Sanremo, della Regione Liguria e del Consolato Generale della Repubblica Argentina a Milano.  La seconda edizione del Festival si svolgerà in location di grande impatto e fascino che fanno grande la tradizione di Sanremo: il Roof del Teatro Ariston, noto in tutto il mondo per il “Festival della Canzone Italiana” e la Sala Giò Ponti del Casinò (qui si terrà la festa di gala per tutti gli iscritti alla manifestazione), luogo ideale per ricreare un’atmosfera simile a quella della famosa Confiteria Idéal di Buenos Aires in cui si esibiscono i più grandi maestri di tango. I maestri di tango che partecipano a quest’edizione sono Diego Riemer “el Pajaro” e Mariana Dragone, Alejandro Larenas e Marisol Morales, Mamiè Sancy e Pipe Zarzar. (El Pajaro)

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La voce degli emigrati italiani in Argentina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Norma Negro del Circolo San Miguel del Popolo della Libertà San Miguel, Provincia di Buenos Aires, Argentina ha rilasciato la seguente dichiarazione: “In vista della sconvolta situazione attuale che coinvolge tutti gli italiani residenti all’estero, gli aderenti al Circolo San Miguel del Popolo della Libertà vogliono manifestare che condividono pienamente l’opinione dell’On. Mirko Tremaglia, “padre” del voto che ci ha dato la qualifica di “italiani veri”, un diritto che ci era stato negato e che, grazie alle tante battaglie vinte dall’instancabile parlamentare, non deve essere assolutamente cancellato.   Non c’è dubbio che il sistema deve necessariamente essere perfezionato, non perché non sia corretto bensì perché dopo l’approvazione del diritto di voto agli italiani residenti all’estero sono apparsi subitamente dei furbetti capaci di creare i tranelli occorrenti per impadronirsi delle buste e piazzarsi sulle ambite poltrone in gioco, tanto quelle dei COMITES quanto quelle del Parlamento Italiano.  È necessario, pertanto, ridare al voto degli italiani all’estero il viso di civiltà che veramente ha.  Si deve studiare il sistema giusto che assicuri ai votanti segretezza e legalità, senza le opportunistiche interferenze degli ambiziosi furbetti, ma mai cancellato definitivamente.   Inoltre, gli aderenti al Circolo San Miguel del PdL ripudiano energicamente i comunicatori o pseudocomunicatori che, credendosi padroni dell’universo, vogliono gestire la vita e la volontà altrui sporcando pubblicamente perfino l’imagine di chi ha restituito loro la dignità di essere italiani e di chi da molti anni porta avanti la nobile missione di assistere i connazionali e di diffondere la lingua e la cultura italiana.   La sottoscritta, a nome proprio e degli aderenti al suddetto Circolo PdL, manifesta anche la solidarietà all’On. Aldo Di Biagio, Responsabile per l’Estero del Popolo della Libertà, e gli offre il più incondizionato appoggio affinché possa portare avanti con successo, senza maligni intaccamenti, la difficile missione che gli è stata incaricata dal Premier Silvio Berlusconi”.

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