Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘argomento’

L’imputato

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

In difesa di ciò che c’è di bello nel brutto del mondo Gilbert K. Chesterton – Lindau – 2011 – pp. 144 – € 14,00 scontato 12,60. Pubblicato per la prima volta nel 1901, L’imputato è la raccolta di saggi con cui G. K. Chesterton inaugura la sua carriera di «principe del paradosso». Questi sedici articoli sono altrettante arringhe appassionate in difesa di ciò che di bello offre il brutto del mondo, in aperto conflitto con la mentalità di allora – e anche di oggi – ma, soprattutto, in contrasto con quella memoria monotona «che impedisce di vedere le cose nel loro splendore». Gli argomenti trattati sono i più vari; su tutto, però, campeggia il desiderio di celebrare la poesia della vita nella sua immensa varietà.

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Mediterraneo: quale futuro?

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

Firenze, 7 marzo 2011 alle ore 16.30 a  presso il Circolo SMS Andrea Del Sarto in Via Manara, 12 Ingresso libero Ciò che accade nel Mediterraneo è fondamentale per il futuro dell’Italia e dell’Europa e non può lasciare indifferenti. L’Associazione Politica e Società.it vuole affrontare questo argomento così delicato con un incontro di discussione dal titolo Mediterraneo: quale futuro? . C’è bisogno che il Governo metta in campo una forte azione politica estera volta al sostegno e alla transizione democratica dei paesi al centro di questi avvenimenti? L’Italia non può restare a guardare una situazione politica di violenza e repressione accaduta in ultimo in Libia, ma che ha visto coinvolti uno dopo l’altro tutti i paesi del nord Africa? L’Europa deve impegnarsi da subito per il loro rilancio e per il processo di area di democrazia nel Mediterraneo perchè i flussi migratori e i rapporti in non possono essere! affront ati solo nell’emergenza, ma hanno bisogno anche di una politica attiva sulla quale l’Italia e l’Europa devono dimostrare di esistere? A queste domande e su queste tematiche discuteranno :
• Izzedin Elzir, Imam di Firenze – Presidente Comunità Musulmane d’Italia
• Alberto Tonini, Università di Firenze – Forum per i problemi della Pace e della Guerra
• Franco Rizzi, Presidente UNIMED
• Vannino Chiti, VicePresidente del Senato – Presidente “Politica e Società.it

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ll Dio conteso

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Roma 8 marzo Lungotevere dei Papareschi Teatro India debutta “Il Dio conteso” di e con Adriana Martino. C’è una nuova disponibilità e interesse da parte di un pubblico giovane verso tematiche civili ed etiche e un bisogno di discutere e appassionarsi su grandi temi e per questo abbiamo voluto affrontare un progetto-spettacolo su un argomento molto scottante e controverso: il tema dell’ebraismo. Le discussioni, il proliferare di libri, di riviste, d’incontri sia in ambito europeo che americano, nonché nel faticoso processo di pace in medi oriente, non possono che mettere in evidenza quanto il tema sia attuale e sentito. Lo spettacolo Il Dio conteso mette al centro il tentativo di comprendere la radice dell’antica ostilità verso gli ebrei, cosa abbia significato quest’odio nei secoli fin dai tempi del mondo pagano e greco-romano per poi acuirsi nel rapporto con il mondo cristiano. Esiste un’unica radice all’ostilità verso gli ebrei? Come si è arrivati a definire, a partire dalla fine del XIX secolo, l’antica ostilità e ad assistere alla sua trasformazione nell’antisemitismo moderno? È legittima una domanda simile in relazione ad un fenomeno così prolungato nel tempo, così vario nelle sue manifestazioni e dai motivi così disparati? Attraverso una precisa drammaturgia si mettono a confronto teologi e storici, filosofi e scrittori che pur provenendo da formazioni diverse si chiedono in un appassionato dibattito che cosa abbia significato e cosa significhi oggi essere ebrei. (il dio conteso)

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Ecclestone boccia circuito F1 dell’Eur-Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Roma. Proprio nel giorno in cui gli organizzatori di “Roma Formula Futuro” annunciano alla stampa la presentazione del progetto del circuito di Roma Eur, arriva con perfetto tempismo la bocciatura del boss della Formula 1, Bernie Ecclestone. In un lettera indirizzata proprio al sindaco Gianni Alemanno, il manager inglese affossa definitivamente il Gran Premio dell’Eur e ripete esplicitamente quanto già il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo aveva anticipato nemmeno un mese fa. Le perplessità del boss della F1 sono state motivate più volte negli ultimi tempi, e in diverse sedi. Il principale argomento è quello relativo alle condizioni economiche poco floride in cui verte tutto il complesso sistema della Formula 1. A questo si aggiunge un’ulteriore motivazione in cui viene chiaramente spiegato che l’Italia ha già Monza, gara che, a tutti i livelli, è considerata universalmente storica e intoccabile. “Dalle parole che emergono dalla lettera di Ecclestone, deus ex machina dell’organizzazione della Formula 1, la situazione è alquanto chiara e ben definita” interviene sul fatto il segretario romano del’Italia dei Valori, Roberto Soldà . “Basta con proposte e iniziative inconcludenti che hanno come unico scopo quello di creare un’attenzione mediatica sbagliata e completamente distaccata dalla realtà cittadina. E’ necessario curare veramente quelli che sono gli interessi della popolazione e non solamente degli imprenditori. Bisogna dedicarsi ai problemi veri del sociale, ai giovani precari e disoccupati, agli anziani che hanno sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese, alla sanità”. L’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro incalza sulla questione e aggiunge: “Anziché favorire progetti seri e concreti. ci lanciamo in queste avventure mediatiche che spostano l’attenzione dei cittadini da dibattiti più  evidenti che interessano invece la loro quotidianità”. Soldà conclude affermando che “se il 21 Gennaio, nonostante la lettera di Ecclestone,  il nostro primo cittadino presiederà come annunciato, l’evento di presentazione del progetto, è immaginabile un’ ulteriore forzatura in tal senso poiché tale atto sarebbe un’ulteriore segno di un puro atteggiamento propagandistico e pretenzioso”.

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Consob: «sta e rimarrà a Roma»

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

«La Consob rimarrà a Roma come l’Antitrust. Su questo ci sono le idee molto chiare in Parlamento anche da parte del Popolo della Libertà e quindi è inutile riaprire costantemente questo argomento. La Consob sta e rimarrà a Roma». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Giornata dedicata alla disabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

La giornata di oggi 4 novembre è dedicata interamente alle Persone con Disabilità. Tema del convegno:  “Presa in Carico Globale e Progetto di Vita”. Dalle 15 alle 18 il dibattito verterà sul seguente argomento: La Consulta tra famiglia e istituzione. Ha aperto i lavori il consigliere alla Provincia di Roma on. Danilo Amelina, l’assessore al Comune di Roma on. Sveva Belviso, l’assessore alle Politiche del lavoro Provincia di Roma on. Massimiliano Smeriglio, il presidente del Municipio 19 Alfredo Milioni, il presidente del Municipio 18 Daniele Giannini, la responsabile dell’ufficio Handicap Provincia di Roma Tiziana Biolghini. Il consigliere comunale Giordano Tredicine, il consigliere alla Provincia di Roma Alberto Filisio. Parteciperanno inoltre Silvia Bracci dir. U.o.C. Tutela Salute mentale,  i presidenti di Consulta  Giulia De Finis,  Riccardo Rossi e Annamaria Comito. La giornata si concluderà con lo spettacolo delle Chicas, ingresso gratuito a partire dalle 18.
“I valori della solidarietà e del volontariato – dichiara Danilo Amelina, consigliere alla Provincia di Roma e organizzatore dell’evento – acquistano un significato determinante nel difficile momento di crisi economica che stiamo vivendo, soprattutto nelle periferie di una grande città come Roma, dove l’aggregazione diventa sempre più problematica e cresce l’emarginazione. E’ importante allora avvicinare la cittadinanza ai veri valori, nel tentativo di stimolare il senso di appartenenza alla comunità. “Con…Solidiamo – conclude Amelina – le idee, il lavoro, i valori di solidarietà e d’impegno sociale”.

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Brunetta e gli Italiani da Roma in giù

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2010

Il ministro Brunetta con una frase ad effetto, in un’intervista al Giornale, ha definito Napoli, Caserta e la Calabria come “un cancro” che non permette all’Italia di svilupparsi. Questo passaggio ha provocato, com’era presumibile, le reazioni dei diretti interessati. La risposta, anche autorevole, come quella del vescovo di Acerra non è mancata bollando il ministro con una sola parola: “spaccone”. Noi vi aggiungiamo la sua scarsa memoria storica e ci rammarichiamo che non ha colto l’occasione per tacere su un argomento che riapre drammaticamente molte ferite e non certo in favore di quel Nord che vuole guardare con aria di sufficienza il resto del paese. Se andasse a sfogliare le pagine di storia, che sembra abbia dimenticato, saprebbe che il Regno Borbonico era più prospero del nord del paese. Che la questione meridionale fu a lungo dibattuta in sede parlamentare (vedesi la documentazione agli atti) a cavallo tra il XIX e i ventesimo secolo, ma invano, per l’avidità del Nord che scelse la strada della distruzione sistematica dell’economia del sud per favorire quella del Nord. E ancora con la farsa della Cassa del Mezzogiorno dei primi anni dell’Italia repubblicana dove si fingeva il finanziamento alle imprese del nord che trasferivano le loro attività industriali al Sud, ma che, in effetti, erano più interessate ad incassare i contributi a fondo perduto dopo una breve visitina nel paese del sole. Le banche, a loro volta, fecero il resto trasferendo i risparmi dei meridionali al Nord per finanziare quelle imprese. Non solo. Negli anni sessanta vi aggiungemmo il meglio delle nostre risorse umane che emigrarono al nord bisognoso di manodopera. Persino la malavita organizzata del Sud servì a certi settori dell’economia del Nord per procurarsi fondi per prosperare e i numerosi intrallazzi e connivenze che, un poco alla volta stanno affiorando, lo dimostrano ampiamente. E non certo ultimo, in ordine di tempo, ricordiamo i fondi fas utilizzati impropriamente per pagare le quote latte del nord, per finanziare i trasporti del lago di Garda e i disavanzi delle ferrovie dello stato, per risanare i buchi di bilancio del comune di Roma e Catania (gestione Scapagnini,pdl) e per la copertura finanziaria dell’abolizione dell’ici, il meridione avrebbe avuto a disposizione 50 miliardi negli ultimi 2 anni. Ma di una cosa il ministro ha ragione. Il cancro che corrode il paese c’è ed è una classe politica meridionale incapace di rispondere alle reali esigenze dei territori che pretende di rappresentare e di amministrare. Dovrebbe, semmai, chiedersi, il ministro, il perché di tanta rassegnazione, di tanta pazienza dei meridionali: Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Noi una proposta ce l’avremmo: perché i tanti iscritti meridionali al Pdl non scendono in piazza e fanno un falò delle loro tessere di partito? E’ questo e non altro il vero cancro del Paese. (Riccardo Alfonso e Girolamo Foti  del MoVimento On)

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L’usura vista dalla dottrina cattolica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

E’ un argomento attuale e grave ma non costituisce una novità in assoluto. Tutta la storia e persino la preistoria, probabilmente, ne sono pervase. Oggi il danno maggiore che si può fare all’argomento è farlo diventare di “moda”: e allora come tutte le mode che nascono per lo più da fenomeni mutevoli per genesi e per effetti, rischia di attenuarsi, fino addirittura di scomparire. E questa “moda” è in mezzo a noi allorché ne parlano  giornali, notiziari, inchieste ed è carica di sincera indignazione da parte dell’opinione pubblica, almeno quella più sensibile. Andando nel profondo si avverte che l’indignazione, anche quando è totalmente sincera, risente più dei molteplici fatti di cronaca, fatti di disperazione e di violenza, anziché di cosciente e diffusa conoscenza e voglia di conoscenza del fenomeno, delle sue cause e concause, dei suoi strani, anzi stranissimi e perversi collegamenti con realtà e strutture che conformano la nostra società e il modo in cui la viviamo o, se volete, siamo costretti a viverla. La Chiesa cattolica, per quanto c’è dato di sapere, ebbe con il beato Marco da Montegallo una prima reazione e la costituzione dei Monti di pietà divennero una risposta pragmatica al fenomeno dell’usura. Gli storici ricordano, infatti, che nel 1458 ad Ascoli  Marco Marcucci, chiamato dalle autorità comunali per tentare di porre un freno al fenomeno dell’usura, fonda il primo Monte di Pietà d’Italia. La circostanza favorì il loro espandersi in aree sempre più vaste. Ma di là di tale aspetto, volto al tentativo di porre un argine all’usura, è giusto oggi parlarne più diffusamente poiché essa è un qualcosa che dobbiamo affrontare con decisione, soprattutto in termini culturali, in quanto è uno dei sistemi di sciacallaggio più perversi e al tempo stesso insidiosi e mina la stessa armonia della società in cui viviamo e prosperiamo. D’altra parte il fenomeno dell’usura risponde alle esigenze di quelle famiglie e delle imprese di disporre di denaro per sostenere gli accresciuti ed imprevisti bisogni della vita. Pensiamo ad una  grave ed improvvisa malattia che abbisogna di cure specialistiche e molto costose, ad una impresa di piccole e medie dimensioni che vede crollare sul mercato l’offerta dei propri prodotti o che non riesce a rientrare nelle spese per i suoi aggiornamenti tecnologici. L’attuale sistema bancario non è certo disponibile a tali coperture ed è proprio questo il momento in cui entrano in gioco gli usurai. Resta su tutto oramai definitivamente accertato e acquisito che il fenomeno dell’usura, come del resto altri fenomeni di analoga diffusione  e forza distruttiva dei singoli e della società nel suo complesso, non può essere affrontato con i soli metodi della repressione: in tale direzione la guerra è persa e genera soltanto depressione, rassegnazione e rabbia e finanche vittime ricorrenti.

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Condizione militare

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2010

La segreteria Pdm rende noto: “20 febbraio, su Radio Radicale alcuni dei delegati Cocer parleranno della condizione militare e commenteranno  l’audizione del Cocer sulla condizione militare, svoltasi giorni fa davanti alla Commissione Difesa del Senato. Un incontro considerato importante solo per i vertici. Il clima “da caserma” degli anni ’30, in cui si è svolta l’ha relegata al ruolo di un “atto dovuto”. Infatti, “parlare della condizione militare può risultare un argomento scomodo, e per questo è una “casella” da smarcare velocemente dagli impegni della Commissione”. “Contrariamente a quanto detto dal presidente (ope legis) del Cocer Interforze all’Ansa, noi riteniamo assolutamente insufficienti i termini del confronto svoltosi al Senato con i cittadini militari, e per questo motivo è doveroso proseguire il dibattito su questi importantissimi temi, la cui risoluzione è fondamentale per la sicurezza e la stabilità del Paese. Gli italiani devono assolutamente conoscere quale è la realtà della condizione militare.

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Condannare gli incitatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

La decisione presa dalla Corte d’appello di Catanzaro e confermata dalla Cassazione, di condannare chi allo stadio esorta i tifosi a scandire slogan offensivi contro le Forze dell’Ordine, non può che trovare la soddisfazione del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia. “Questo – dice il Segretario Generale Franco Maccari – non per uno spirito punitivo a tutti i costi ma perché, vivendo nella quotidianità alcune situazioni, come quelle degli stadi, siamo consapevoli del fatto che esiste una violenza che a tratti è più pericolosa di quella evidente perché genera, in chi non sa contestualizzare le vicende, altra violenza che poi esplode in episodi di cronaca cruenta”.  “Nel giorno dell’anniversario della morte di Filippo Raciti, il pronunciamento della Suprema Corte su un argomento troppo spesso sottovalutato – continua Maccari – se non ricompensa del dolore e della perdita di un uomo e collega, può però aggiungere un pezzettino di cammino importante sulla strada del ripristino delle regole di civile convivenza “. “Ciò che è importante – conclude il Segretario Generale del Coisp – è che tutti siano consequenziali e che le Forze dell’Ordine, nei momenti importanti non vengano lasciate sole a fronteggiare quelle che sono delle vere e proprie emergenze sociali che, se non gestite adeguatamente, rischiano di sfociare in episodi che diventano violenza”.

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Seminari “immigrazione, asilo e cittadinanza”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

Parma 22 gennaio, a partire dalle ore 14, presso l’Aula dei Filosofi del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), avrà inizio la quarta edizione dei seminari di studio sul diritto dell’immigrazione, dal titolo “Immigrazione, asilo e cittadinanza”, promossi dall’Università degli Studi di Parma e dall’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione), con il patrocinio della Provincia di Parma e dell’Ordine degli Avvocati di Parma. Il ciclo di seminari affronta un argomento estremamente attuale, su cui da tempo si concentrano animati dibattiti all’interno delle istituzioni, delle Università e della società civile. Posto che l’immigrazione non può e non deve essere trattata come una questione “puramente interna”, all’operatore giuridico è richiesta non soltanto un’adeguata conoscenza delle norme applicabili e del loro contenuto, ma anche la capacità di coordinare correttamente diverse fonti normative vigenti a livello internazionale e interno. L’obiettivo principale di questo ciclo di seminari consiste, dunque, nel fornire competenze giuridiche specifiche per coordinare, interpretare e applicare correttamente le norme in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza nel rispetto non solo delle disposizioni nazionali, ma anche degli obblighi internazionali e comunitari cui l’Italia è vincolata.  I seminari sono rivolti ad avvocati, praticanti, magistrati e a operatori del diritto. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza e verranno riconosciuti nove crediti formativi dall’Ordine degli avvocati di Parma. E’ necessaria l’iscrizione, che si consiglia di effettuare entro il 15 gennaio 2010 al seguente indirizzo e-mail: ciac.segreteria@yahoo.it Quote di partecipazione:  90 Euro per avvocati, magistrati e operatori del settore;  50 Euro per praticanti e studenti da corrispondere in occasione del primo seminario a titolo di contributo alle spese di organizzazione.

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Problematiche delle tossicodipendenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

Roma. “Ancora una volta, l’Amministrazione capitolina dimostra la propria coerenza e attenzione alle problematiche delle tossicodipendenze”. È quanto afferma Massimo Canu, Presidente dell’Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze, Istituzione del Comune di Roma, nell’apprendere che il Sindaco Alemanno ha ribadito all’Assessore regionale Di Liegro quanto già anticipatole dallo stesso Canu, nell’incontro avuto con questa il 16 Novembre, circa l’impegno dei fondi del 2009, pari a 2,9 milioni di euro, e non 2,6 milioni come dichiarato dalla Di Liegro. “Per quanto riguarda i fondi relativi al 2008 – chiarisce Canu – che complessivamente non raggiungono 1,2 milioni di euro, anziché 1,4 milioni dichiarato dalla Di Liegro, ho affrontato l’argomento con la stessa, facendole anche presente che gli enti erogatori delle attività progettuali sono già impegnati nelle rendicontazioni, oltre che, un’attenta gestione della nostra amministrazione, ha fatto emergere un’attività lavorativa non svolta, da parte degli enti, pari ad ore 400.000,00 euro”.“Sull’utilizzo di tale importo, a vantaggio della città di Roma, rimaniamo in attesa, avendo propostole l’impiego di tale somma nella creazione di un polo cittadino sulle tossicodipendenze. Conoscendo la sensibilità dell’Assessore Di Liegro, le ho anche fatto presente che l’Agenzia avrebbe impegnato entro il 31 Dicembre anche gli 800.000,00 euro, mai utilizzati da questa, seppure finanziati dalla Regione nel 2007; inoltre le ho anche rappresentato la mia preoccupazione – che ad oggi non ha avuto risposta – circa la sorte che toccherebbe a tre importanti progetti finanziati dalla Regione, e fondamentali sul territorio romano, che vedono la loro conclusione il 31 dicembre”. “Il sistema delle attività progettuali, proposte dalla Regione Lazio –  conclude Canu – dimostra la costante condizione di precarietà dei cittadini più deboli, oltre che degli enti gestori, che hanno visto riconosciuto, per quanto riguarda Roma, il proprio piano cittadino, presentato ad Ottobre 2008 dal Comune, solamente ad Aprile 2009, e i finanziamenti relativi ad Agosto 2009”.

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Assalto agli ospedali romani per influenza A

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2009

“Sul virus dell’influenza A si è creato troppo allarmismo e soprattutto una gran confusione: chiediamo risposte serie affinché si eviti il panico tra i cittadini e, collegato a ciò, l’affollamento delle strutture di pronto soccorso”. Queste le prime parole del vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori Oscar Tortosa in seguito alla polemica sorta tra i medici romani dopo l’affollamento dei vari ospedali durante lo scorso week-end, sulla necessità di vaccinare tutti i bambini e sulle confuse notizie che si sono susseguite sull’argomento. Il tutto intensificato dalla cassa di risonanza mediatica sugli ultimi decessi per il virus. “Vogliamo sapere – chiosa Tortosa – se è vero o meno che le persone sane di una certa età sono più immuni ma soprattutto occorre rassicurare i cittadini. Proprio in queste ore vengo a sapere – spiega l’esponente del partito guidato da Antonio di Pietro – che oggi è arrivato uno stock di vaccini destinato ad operatori sanitari e forze di polizia, poi ce ne sarà un altro per i bambini con malattie croniche e a fine mese per le altre categorie. Questo già spiega molte cose, invito i cittadini a rivolgersi al medico di famiglia per avere spiegazioni e non correre presso gli ospedali in modo che essi possano fronteggiare le reali emergenze anche perché recarsi al pronto soccorso significa comunque attendere troppe ore ed esporsi a maggiori rischi. A tal proposito – conclude Tortosa – sottolineo come altri il ritardo nell’organizzare la cosiddetta medicina territoriale con l’apertura degli studi medici per circa dieci ore al giorno come promesso dalla Regione. Come si può chiedere ai cittadini di evitare d’intasare gli ospedali se mancano le strutture di riferimento promesse? Chiedo che venga fatto il massimo sforzo per anticipare e attivare l’apertura di questi presidi sanitari”.

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Ronde? Una leggenda metropolitana?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Il Sindacato Indipendente di Polizia, interviene sull’argomento “ronde” e sugli scarsi effetti che queste hanno avuto.  “Ancora una volta diciamo che è stato troppo comodo.  – dice Franco Maccari – Troppo comodo lasciare i poliziotti a piedi per mancanza di soldi per la manutenzione delle volanti. Troppo comodo lasciare i poliziotti in caserma per il blocco degli straordinari. La risposta dei cittadini adesso dovrebbe essere “vi rimboccate le maniche e riorganizzate la Polizia di Stato, i Carabinieri e quant’altro esiste, assegnando loro stipendi dignitosi e mezzi adeguati”, facendo in modo che gli Operatori di Polizia facciano il mestiere per i quali sono stati assunti, preparati e delegati dallo Stato, ossia garantire la sicurezza dei cittadini. Cosa ne penserebbe un malato che aspettando di essere operato da un chirurgo finisse sotto i ferri di un farmacista?” – si chiede il leader del Sindacato Indipendente di Polizia, che continua – “Le ronde, come ha denunciato più volte il Coisp, avranno ben pochi effetti tangibili sull’abilità dello Stato di combattere i comportamenti criminali; però c’è da scommettere che i “pruriti” violenti e forcaioli di gran parte della popolazione  saranno ben soddisfatti. Tra l’altro, questi aspiranti miliziani, che ancora parlano, non si sono accorti che il decreto “ronde” è una presa in giro che pian piano sta venendo fuori se è vero come è vero che proprio nel Nord Est a 40 giorni dal decreto Maroni le domande di autorizzazione sono a zero. Dopo 40 giorni possiamo affermare senza tema di smentita – conclude il Segretario Generale del Coisp –  che questo è stato l’ennesimo bel colpo propagandistico e ad effetto di scarsa efficienza. E siamo d’accordo, almeno stavolta, con l’onorevole D’Alema quando afferma, come ha fatto oggi a Venezia, che  la sicurezza va garantita fornendo il carburante necessario alle auto delle Forze dell’Ordine. C’ò un contrasto tra la pretesa di mettere la sicurezza al centro delle politiche pubbliche e scelte che poi penalizzano la sicurezza stessa dei cittadini.”

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Educazione sociale di genere

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, poiché da un po’ di tempo mi sto interessando alla questione dell’educazione sociale e culturale all’inferiorità femminile, vale a dire dell’educazione dei maschi a dominare sulle femmine, e delle femmine a farsi dominare dai maschi, oltre a leggere libri sull’argomento, ho preso ad andare qua e là su qualche sito internet per approfondire la conoscenza del problema, ed ho scoperto cose da far rizzare i capelli, delle quali non posso fare a meno di vergognarmi per il solo fatto di appartenere al genere maschile. Trovo in rete diversi blog e siti maschilisti che cercano di dimostrare la superiorità dell’uomo nei confronti della donna. Ma c’è anche chi tenta di oscurare i blog di donne che osano affrontare la questione, di parlarne. E poi, ma questo è comprensibile, giacché si trovano dappertutto, ci sono i soliti malati che si divertono a inviare loro mail con insulti, minacce, virus informatici, e via di seguito. L’ignoranza poi la fa da padrona assoluta. Ci sono, infatti, signori che negano tranquillamente i dati offerti dalle statistiche riguardo alle violenze degli uomini sulle donne. Qualcuno arriva ad asserire il contrario: sono le donne a far violenza agli uomini! Ma c’è bisogno delle statistiche? Non basta la cronaca nera un giorno sì e un giorno sì a parlare di donne maltrattate ferite uccise? E non è questo il segno della mentalità della maggior parte degli uomini, e delle stesse donne che inconsapevolmente educano figli e alunni in modo sbagliato? E’ chiaro che solo una minoranza degli uomini arriva alla violenza fisica, ma molti, pur avendo una mentalità sbagliata, non vi giungono, sia per timore della legge o di altro, sia perché trovano compagne che non si oppongono al loro volere. E una donna docile, malleabile, remissiva, la si può “amare” senza problemi. (Attilio Doni Genova)

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Impugnata presunta legge lituana anti-gay

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Parlamento europeo. Una controversa legge lituana, reputata da alcuni discriminatoria, sarà sottoposta, mercoledì, allo scrutinio del Parlamento. Il Parlamento lituano ha recentemente approvato dei cambiamenti alla legislazione sulla protezione dei minori. La legge ora proibisce “l’informazione pubblica che si batte a favore delle relazioni omosessuali” da ogni luogo al quale i bambini possano avere accesso, poiché potrebbe causare “un effetto dannoso sullo sviluppo dei minori”.  I deputati di molti gruppi politici hanno chiesto, in un’interrogazione orale, possibili sanzioni, se necessarie per assicurare che tale legge rispetti le obbligazioni europee in materia di diritti dell’uomo. I deputati approveranno una risoluzione sull’argomento.

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Io ho insegnato religione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, io sono stata docente di religione cattolica prima nelle scuole medie inferiori e poi in quelle superiori. Ma affermare che ho insegnato per davvero religione nelle ultime non risponde a verità. I ragazzi sceglievano di fare religione, ma non volevano fare religione. E così si parlava di qualsiasi problema d’ordine morale, di attualità, si vedevano film e documentari,  ed ovviamente io esponevo il punto di vista cattolico sull’argomento. Ma ero io l’eccezione, oppure la maggior parte dei docenti di religione non insegna realmente la disciplina? Qualche giornalista potrebbe verificare facilmente. Basta fare qualche domanda semplicissima a qualche studente delle scuole superiori. Ad esempio  se ha il libro di testo e, se per caso lo ha acquistato, quale argomento ha studiato per ultimo. Oppure gli si può chiedere che cosa è la Messa, oppure il significato di un sacramento, e via di seguito. Devo anche dire che molto raramente il docente di religione dà un voto inferiore alla sufficienza, e questo va vantaggio degli alunni che scelgono di “studiare” questa materia. (Elisa Merlo) (n.r. la lettera della prof. Merlo ci offre lo spunto per una riflessione: non crediamo che la religione non interessi i giovani, semmai è il modo di rappresentarla che non è accettato. Riteniamo che sarebbe stato più opportuno trattare la storia delle religioni, quale influenza abbia esercitato nella cultura dei popoli e le sue devianze, ecc.)

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Il cittadino

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2009

Una lettera al direttore data telefonicamente. Abbiamo ricevuto una telefonata da parte di un signore che non ha voluto dire il suo nome asserendo che sarebbe stato sufficiente presentarsi come “cittadino”. Il suo fare educato ma dal tono deciso ci ha indotti a sorvolare sul suo ostentato anonimato o meglio sul suo definirsi “cittadino” per entrare nel merito della sua chiamata. Ci ha rivolto delle domande su quello che egli ha insistentemente chiamato “il partito dei militari”  e che noi, con altrettanta insistenza, abbiamo precisato che si tratta del “Partito per la tutela dei diritti dei militari” (Pdm), ma, come si dice? non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Abbiamo anche aggiunto che se voleva avere ulteriori informazioni, rispetto all’articolo che abbiamo pubblicato sull’argomento e che è stata la causa scatenante della sua telefonata, poteva rivolgersi sia a Comellini segretario del Partito sia all’avvocato Giorgio Carta. Ma non ci è stato verso. La sua telefonata era solo per noi per dirci che è “una vergogna” che in Italia si possa tollerare che dei militari non solo si iscrivano a un partito ma ne costituiscano uno e persino guidato da un rappresentante della “bassa forza”. A questo punto non entriamo nel merito delle sue argomentazioni e delle nostre risposte ma ci limitiamo a una semplice riflessione. Fare politica significa mediare tra gli opposti interessi, intesi nella loro legittima accezione. E se in Italia per far rispettare i diritti di tutti, in specie per quelli che si vorrebbe non ne avessero, in specie se manca nelle loro divise qualche greca di prestigio, occorre fondare un partito con il preciso richiamo alla “tutela dei diritti” per una categoria di lavoratori che di tali tutele è scarsamente provvisto, la responsabilità, a nostro avviso, ricade su coloro che vi ostano con chiusure barricadiere e non attraverso un ponderato e ragionato argomentare. La verità è che l’Italia si trova ancora a percorrere il lungo tunnel del rinnovamento e non riesce a vederne l’uscita proprio perché si frappongono una miriadi di pretestuosi ostacoli da chi teme il nuovo e resta nel vecchio: hic sunt leones. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sì alle bandiere regionali

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2009

In  linea di massima lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” è favorevole all’accoglimento della recente  proposta  della Lega nord, tendente, com’ è noto, a  dare agli stemmi e alle bandiere regionali  ruolo, funzioni e “riguardo”  molto simili  a  quelli  riservati attualmente al tricolore.  Intendiamoci: con la proposta in argomento,  la Lega Nord, in sostanza,si dà la  zappa sui piedi. Avverrà, infatti, che  i popoli del sud avranno una preziosa occasione per acquisire maggiore consapevolezza della rispettiva e separata identità.  E sarebbe, questa, una marcia in più  per contrastare  la egemonia della padania, al cui esclusivo servizio fu ed  e’ impostata la politica economica dello stato italiano . non da poco tempo, certamente, bensì da 150 anni a questa  parte.  L’FNS si permette, tuttavia, di rivolgere a tutti i  Cittadini della varie Regioni ed ai Siciliani (in particolare) la calorosa raccomandazione  di non cadere in una trappola e/o   in trappole mediatiche, che li potrebbero distrarre  da problemi più importanti, acuitisi  in questo momento drammatico,  per la Sicilia e per il Sud. Di questa problematica  fanno parte, appunto, la mancanza di lavoro, la debole e  scarsissima  occupazione e la crisi di produttività. Non disgiunti dai problemi di mafia, di corruzione, di malgoverno e di malamministrazione, di occasioni perdute, di sperpero di denaro pubblico. La mancanza di una strategia siciliana  per L’Economia Siciliana  e via dicendo.   Non vorremmo, infine, che, fra una notizia propagandistica e l’altra, I Pontisti ed i loro Complici  procedessero, muti muti, a  dare il VIA alle opere relative al Ponte-Imbuto sullo Stretto di Messina.  A parte la considerazione del fatto che senza referendum specifico il ponte sarebbe nella piena illegalità. Per concludere: l’fns  non si fa distrarre dagli altri obiettivi che caratterizzano la lotta per la indipendenza, per il progresso, per la libertà della Sicilia. ribadisce, anzi ,con   determinazione addirittura maggiore, il proprio “no” all’operazione ponte sullo stretto.  E ribadisce che la bandiera regionale della sicilia, che e’  molto simile alla bandiera del vespro , deve sventolare a pari dignita’  del tricolore italiano, a prescindere da tutte le altre problematiche relative alle vertenze in corso. A scanso di equivoci e di confusioni, l’FNS puntualizza, infine, che l’emblema plurimillenario della Nazione Siciliana (la Trinacria, appunto) è storicamente anche il simbolo della Civiltà, della Identità e della fratellanza esistenti fra tutti i Popoli del Mediterraneo, fin dalla notte dei tempi. (Giuseppe Scianò Segretario FNS) http://siciliaindipendentefns.blogspot.com

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Quamquam ridentem dicere verum quid vetat?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

Il NO a Grillo ha tutta l’apparenza di una fuga in avanti per un panico adolescenziale che ha colpito i quadri, anche quelli inamovibili. Il  panico del ridicolo, quello che colpisce gli insicuri che hanno conquistato abusivamente uno strapuntino e ci tengono molto: “Sic manebimus optime”. Un partito, come lo vorremmo, non dovrebbe nutrire timori protettivi, anzi avrebbe dovuto accettare la sfida per mostrare il vero volto democratico che non teme il confronto. Avremmo riso in molti ai comizi di Grillo, avremmo preso atto di quanto dice, in attesa, e nella speranza, che gli stessi argomenti diventassero quelli dell’intero partito; ma al dunque non lo avremmo votato, magari ringraziandolo per il servizio reso. Quamquam ridentem dicere verum quid vetat? Che cosa vieta di dire la verità ridendo? Ma il punto è che la verità  non viene a galla negli ambienti seriosi, così nasce la paura della verità di chi ride (e fa ridere), forse temendo di finire nel mirino. In una politica che esalta le ballerine, i nani, i clown (che tale sono, ma fanno finta di non esserlo), poteva benissimo esserci posto per un “grillo parlante”, coscienza  critica di quella fascia della popolazione che non ha voce e non si riconosce nei “nominati”  dalle segreterie dei partiti.Grillo non l’avrei votato, ma per mia scelta, non certo per una sorta di pavida ghettizzazione. (Rosario Amico Roxas)

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