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Posts Tagged ‘aria’

Tar Sicilia: bocciatura Piano regionale dell’aria

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

«La sentenza del Tar contro il piano regionale di tutela dell’aria certifica l’incapacità del governo siciliano ma non risolve il problema. Rimane, infatti, urgente individuare soluzioni moderne e condivise che tengano insieme l’industria competitiva e sostenibile con la tutela ambientale e le garanzie occupazionali». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia. «Tutto questo attiene in primo luogo – continua Zappulla – al piano regionale dell’aria ma anche agli investimenti in bonifica, risanamento e in tecnologie avanzate ambientalmente sostenibili. Senza ricatti e senza colpi di mano occorre ora aprire una fase di confronto stringente tra Istituzioni, Imprese, sindacati e forze sociali per garantire il diritto all’ambiente evitando la desertificazione industriale. Questo è il compito di una classe dirigente matura e avveduta e non nascondo per questo la mia inquietudine rispetto all’inadeguatezza dimostrata quotidianamente dal governo regionale». «Musumeci la smetta – conclude Zappulla – di emettere ad intermittenza proclami contro il governo nazionale e si attivi, invece, per definire una strategia comune per individuare soluzioni, risorse e tempi di attuazione».

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L’aria condizionata è sicura, se si mantengono gli impianti in sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

A ribadirlo è Paolo Guaraldo, esperto polesano del settore della termoidraulica da 20 anni, a fronte delle ultime dichiarazioni uscite sulla stampa del virologo Burioni, che inviterebbe tutti a tenere l’aria condizionata spenta in quanto correnti d’aria favorirebbero lo spostamento delle goccioline contaminate da Covid 19. Ma non solo: insieme a lui lo spiega bene anche Assoclima nazionale, associazione delle aziende specializzate nel trattamento dell’aria. “Gli impianti di climatizzazione non solo rimescolano l’aria, ma la filtrano rendendola più pulita e sicura – spiegano i professionisti del settore -. In questo modo si riduce la concentrazione dei batteri e dei virus nell’aria e non il contrario”.
Se si tiene l’aria condizionata spenta, saranno gli anziani a rischiare di più: l’afa e il caldo, ogni anno, portano con sé centinaia di morti. E’ doveroso quindi affrontare l’estate che sta arrivando con le dovute conoscenze e non per “sentito dire”. Guaraldo, che ormai da anni segue questo settore con la sua azienda Acquaprogetti, dove realizza anche corsi di formazione per la manutenzione corretta degli impianti, vuole spiegare quindi ogni dettaglio: “Purtroppo manca una corretta cultura della manutenzione, che cambia per tipologia di impianto. Ci sono i condizionatori che pescano aria dall’esterno e la portano verso l’interno e quelli che prendono l’aria dalla parte alta della stanza per poi rimescolarla con quella in basso. Entrambi usano filtri per pulire e trattare l’aria che viene rimescolata, che diventa quindi più sana. Ovviamente i filtri vanno puliti ogni anno e in alcuni casi sostituiti, non solo per combattere il Covid, ma anche tante altre malattie respiratorie. Bisogna poi sanificare la batteria, ovvero lo scambiatore interno, con un apposito spry a base alcolica. Infine, per i climatizzatori canalizzati, ovvero che raffreddano l’aria di più stanze dove sono presenti più persone (ospedali, centri di residenza per anziani, uffici di grandi aziende) bisogna pulire i canali e dotarli di dispositivi che filtrino l’aria con degli ionizzatori ad azione antibatterica e virucida. Con l’aria condizionata quindi ciò che si respira diventa molto più sicuro”.
Non solo. Sempre per quanto riguarda gli impianti che servono più stanze di uno stesso stabile e che quindi ospita persone diverse e non solo un nucleo famigliare, sono in vendita ormai da anni sistemi di sanificazione attiva, che grazie a lampade Uv riproducono la fotocatalisi dell’aria: i batteri e le muffe vengono ridotti del 99%. “Questa tecnologia è certificata dal ministero della salute – conclude Guaraldo -. Questa emergenza sanitaria spero sia occasione per sensibilizzare di più sulle potenzialità di questi dispositivi che incidono sulla pulizia dell’aria che respiriamo quotidianamente e non per creare falsa informazione sui climatizzatori”.

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Ora d’aria per i bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“La primavera sembra arrivata quindi sicuramente l’invito e’ quello di aprire le finestre. Il virus non viaggia nell’aria e i raggi solari se entrano nelle stanze, sui letti, sulle lenzuola o sugli abiti, possono essere dei validi agenti che, se ci sono delle problematiche di batteri, aiutano a disinfettare”. Questo l’invito di Giovanni Di Mauro, presidente della Societa’ italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), in merito all’ora d’aria richiesta nei giorni scorsi per i bambini in una lettera aperta di associazioni, insegnanti e psicologi. Sull’ora d’aria, pero’, Di Mauro invita “all’attenzione, perche’ uscire fuori non sembra essere la cosa preferibile”. Certo e’ che “nei limiti delle restrizioni, e a seconda delle singole organizzazioni abitative, si possono fare diverse valutazioni”. A detta del presidente Sipps, infatti, “puo’ essere pericoloso dare messaggi del genere. Pero’, se ci sono terrazzi, balconi o cortili va bene camminare” o giocarci un po’, “basta che poi in un cortile non si riuniscano dieci bambini, cosi’- ribadisce- si rischia l’assembramento”. In un terrazzo condominiale, ad esempio, si puo’ pensare a delle turnazioni, “sempre nei limiti del possibile”. Va bene, infatti, “fare passeggiate sui balconi o sui terrazzi ma soprattutto – ricorda Di Mauro – bisogna arieggiare ed aprire. Se i raggi solari entrano dalle finestre hanno un potere disinfettante, come dei ‘mini’ raggi ultravioletti. Quella dei raggi solari – illustra – e’ una gradazione ‘disinfettante’ minimale rispetto agli Uv veri e propri, ma puo’ agire in questo senso”. I piccoli “non devono stare sigillati, non si abbia paura di aprire le finestre perche’ entra il virus: non e’ cosi’. Il virus – ripete Di Mauro- non ha le ali”. (fonte agenzia Dire)

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Effetto coronavirus: l’aria diventa più respirabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

A marzo l’aria del Nord Italia è diventata nettamente più pulita in concomitanza con le misure di contenimento del coronavirus. Secondo le elaborazioni dei satelliti, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, le concentrazioni di diossido di azoto (NO2), un gas inquinante prodotto dalle attività umane, sono calate di circa il 10% ogni settimana, nel corso di quattro-cinque ultime settimane. A Milano, le concentrazioni medie di NO2 sono passate da 65 mg/m3 nel mese di gennaio a 35 mg/m3 nella prima metà di marzo. Questa riduzione può essere attribuita a diversi fattori, tra cui la diminuzione del traffico automobilistico e degli impianti produttivi, dovuta a sua volta allo stop alle attività e alle restrizioni sugli spostamenti per il coronavirus. Lo dimostrano le rilevazioni del servizio europeo Copernicus diffuse in questi giorni: sulla mappa pubblicata dall’Agenzia spaziale europea (ESA), si può constatare una riduzione delle aree rosse sulla pianura Padana da inizio gennaio al 10 marzo. Un effetto simile lo si era già osservato in Cina, dove le immagini della NASA avevano mostrato un miglioramento della qualità dell’aria in corrispondenza di un rallentamento delle attività economiche, legato alla quarantena per il Covid-19.

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M5S Lombardia. Società partecipate. ARIA: “si faccia pulizia, non sommare tre inefficienze”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

“Emerge sempre più l’approssimazione con la quale viene affrontata la fusione delle tre società strategiche di Regione Lombardia in ARIA. Parlare di approssimazione nella gestione di questo delicato capitolo è addirittura un eufemismo. Almeno due delle società interessate alla fusione hanno risultati scarsamente apprezzabili.La carenza di strategia di questa operazione è evidenziata dalla completa mancanza di un piano industriale. Di fatto stiamo facendo una ristrutturazione aziendale ma chissà perché nessuno parla di esuberi del personale e di valorizzazione dei rami di azienda da cedere. Insomma siamo di fronte ad aria fritta. Il rischio è che si sommino tre inefficienze e non che si voglia fare veramente pulizia”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, sull’audizione in Commissione Regionale Bilancio con le Società partecipate coinvolte nel processo di fusione di cui al PDL 61 ‘Disposizioni in merito alla fusione delle società partecipate in modo totalitario Azienda Regionale Centrale S.p.A. (Lispa) e Infrastrutture Lombarde SpA (Ilspa) – Nuova denominazione della Società incorporante: Azienda Regionale per l’Innovazione e gli acquisti SpA (Aria SpA).

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Gli inquinanti nell’aria

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Con il rientro dalle vacanze non solo riprendiamo a lavorare ma anche a respirare con la ripresa del traffico sempre più intenso e non solo. Gli inquinanti sembrano diventare più aggressivi rispetto a pochi anni fa, favorendo la comparsa di malattie respiratorie, cardiocircolatorie, tumori. Sono quindi necessari interventi decisi per la riduzione delle cause inquinanti, come il traffico, il riscaldamento degli edifici, i fumo industriali. «Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, ogni anno nel mondo muoiono 800mila persone a causa dell’inquinamento: e arrivano addirittura a 1,3 milioni se si considera anche l’inquinamento indoor, in altre parole quello all’interno delle abitazioni: non molti meno di quelli causati dal virus dell’AIDS»
La causa dell’aumento potrebbe essere individuata nella composizione delle polveri sottili, che gli esperti ipotizzano sia cambiata nel corso degli anni. «Gli studi epidemiologici, infatti, sembrano indicare che il PM10 con cui abbiamo a che fare oggi sia più nocivo di quello di 15-20 anni fa». E preoccupa un inquinante salito alla ribalta solo da pochi anni, ma già accusato di causare gran parte degli effetti nocivi attribuiti complessivamente alle polveri: il black carbon.
“L’effetto sarebbe così importante che, secondo l’OMS, interventi mirati a ridurre le emissioni di questo inquinante potrebbero limitare sensibilmente l’effetto complessivo delle polveri sottili”.
Destano allarme i dati concernenti la comparsa di malattie croniche associate all’inquinamento. Il programma Clean Air For Europe (CAFE) della Commissione Europea ha valutato gli effetti del PM2,5 derivato dalle attività umane sull’aspettativa di vita, concludendo che, in media, ogni cittadino UE vive 8,6 mesi in meno a causa delle polveri fini. Il primato negativo spetta alla Pianura Padana: qui, in media, le polveri sottili accorciano l’esistenza anche di 2-3 anni. Non meno preoccupanti i dati riguardanti i picchi di inquinamento. “Secondo lo studio EpiAir, promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie ha mostrato un innalzamento immediato della mortalità per cause naturali dello 0,69% per ogni aumento di 10 μg/m3 di PM10.”
Vuol dire che, laddove ci sarebbero normalmente 1000 decessi, se ne registrano sette in più» prosegue Mannucci. Un’altra indagine sul PM10 condotta in Lombardia ha stimato che qui gli sforamenti della soglia di 20 μg/m3 rispetto alla soglia accomandata dall’OMS provocano ogni anno 302 decessi, 231 dei quali avvengono a Milano». La relazione fra la cattiva qualità dell’aria e l’asma è fra quelle per cui le prove degli studi tossicologici ed epidemiologici sono più schiaccianti. Ed è ormai altrettanto chiaro che fra le persone più suscettibili ci sono anche i bambini, perché hanno polmoni non ancora completamente sviluppati e perché respirando a una frequenza maggiore introducono nell’organismo anche una quantità più elevata di polveri e veleni due-cinque giorni dopo che le centraline registrano un balzo nei valori di questo gas, i bambini ricoverati negli ospedali per crisi gravi salgono del 9,1% (per gli adulti si registra invece un aumento del 7,6%). Oltre all’asma, gli studi epidemiologici rilevano una maggiore incidenza di tosse, raffreddore e mal di gola, aumenti del numero di bronchiti e polmoniti, peggioramenti importanti delle broncopneumopatie croniche ostruttive (espressione che indica una serie di malattie croniche, fra cui l’enfisema).
Da non trascurare, infine, l’inquinamento indoor, nei luoghi chiusi e dove la maggior parte di noi trascorre ogni giorno il 90% del suo tempo: le ricerche sull’argomento mostrano infatti che qui, in media, l’inquinamento è maggiore che all’aperto. In questi casi l’ideale è disporre di sistemi di ventilazione meccanica, che facilitano il ricambio dell’aria, che altrove è invece assicurato soltanto dall’apertura delle finestre. (Servizio Fidest)

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La qualità dell’aria

Posted by fidest press agency su martedì, 30 gennaio 2018

Smog Journeys«I dati diffusi da Legambiente sulla qualità dell’aria sottolineano impietosamente le criticità che investono larga parte dei centri urbani del Paese. In assenza di una programmazione e di una visione di medio-lungo periodo, rimaniamo quasi esclusivamente legati a misure emergenziali: basti pensare alle domeniche ecologiche o al blocco totale o parziale della circolazione dei veicoli privati. Interventi prescritti dalla legge che servono solo ad arginare una contingenza, ma che non costituiscono una forma di prevenzione strutturale per questo tipo di problematiche».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Il fatto che i temi ecologici siano tra i grandi assenti della campagna elettorale non fa certo sperare in un cambio di rotta a breve termine. A una manciata di settimane dal voto, l’attenzione delle forze politiche rimane catalizzata dai dibattiti su alleanze e liste di candidati, mentre sul fronte dei programmi si è detto molto poco e per lo più si è cercato di inseguire gli umori dell’elettorato. D’altronde usciamo da una legislatura in cui di ambiente si è parlato poco e concluso ancora meno: il naufragio in Senato della legge sul contrasto al consumo di suolo vale più di mille parole.Mentre a New York o a Londra vengono lanciati piani in grande stile per incrementare le aree verdi e migliorare la qualità della vita dei cittadini, in molte realtà italiane fatichiamo anche solo a tenere a freno la cementificazione e la dispersione urbana. Ci muoviamo per lo più in territori caratterizzati da un patrimonio edilizio a bassissima efficienza energetica, un trasporto pubblico costituito spesso da mezzi vecchi e inquinanti, un uso smodato di mezzi privati per gli spostamenti quotidiani. I temi ambientali, solitamente vissuti più come fastidi o intralci, devono necessariamente guadagnare un posto centrale nelle politiche nazionali e locali: tutelare la salute dei cittadini significa anche creare opportunità di sviluppo e di ricchezza per tutto il Paese».

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Fondi Mavga per il monitoraggio della qualità dell’aria

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

Il M5S dopo un anno di annunci e proclami per aver finalmente trovato 3 milioni di fondi residui del programma MAVGA dell’ex Provincia di Roma, la smetta di raccontare bugie ai cittadini della Valle Galeria e si sbrighi a far impegnare queste somme per il monitoraggio della qualità dell’aria.
I cittadini del quadrante Valle Galeria, Monte Stallonara, Casal Lumbroso, Massimina e Malagrotta sono anni che combattono con odori nauseabondi che si sono pericolosamente intensificati dell’ultimo periodo e si stanno muovendo per pagare di tasca propria un monitoraggio della qualità dell’aria. A loro vanno date urgenti risposte e quindi abbiamo convocato in commissione ambiente alla Regione Lazio i vertici dell’Area Metropolitana per comprendere i motivi dell’inerzia dei grillini che governano i Municipi, Roma Capitale e la stessa ex Provincia. Così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Giovanni Picone capogruppo Fdi al Municipio XII

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Aria di primavera in giardino: guida utile agli insetti buoni e cattivi

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

giardino-pensileL’agognata primavera è finalmente arrivata e con essa orti e giardini tornano rigogliosi, profumando l’aria e colorando strade e balconi. Le giornate più lunghe e il clima mite sono il periodo ideale per dedicarsi al giardinaggio, prendendosi cura delle piante e dei fiori del proprio terrazzo o, per chi è più fortunato, del proprio giardino.
Col risveglio della natura, la primavera è anche la stagione degli insetti che in tantissimi popolano i nostri giardini. Contrariamente a quanto si possa pensare, non tutti però sono da considerarsi delle minacce. Rentokil, tra i leader mondiali nel Pest Control, aiuta a riconoscere quali insetti siano davvero infestanti e quali invece benefici, se non addirittura salutari, per piante e ambiente.
Api vs Vespe. Una delle rivalità più conosciute è proprio quella tra api e vespe. Le api, oltre a produrre il miele, svolgono un ruolo fondamentale nell’impollinazione delle piante e di conseguenza sono essenziali per la conservazione della biodiversità e delle specie vegetali. La loro sopravvivenza dipende unicamente da fiori e sostanze vegetali e pungono di rado. Grazie al ruolo fondamentale che svolgono per l’ambiente, le api sono una specie protetta ed è quindi importante tutelarle e distinguerle dalle vespe.
Queste ultime, al contrario, non producono miele e si nutrono della carne di altri insetti, prediligendo sostanze alimentari zuccherine. Le vespe sono più aggressive delle api e per questo più pericolose per chi è allergico alle punture di questi insetti.
Crisopa vs Zanzare Tra gli insetti benefici che vengono spesso perseguitati, perché poco noti, troviamo la crisopa. Gli esemplari adulti di questo insetto presentano un colore verde chiaro, lunghe antenne e occhi luminosi color oro e misurano approssimativamente tra i 12 e i 20 mm di lunghezza. Scambiata spesso per infestante, la crisopa si nutre di polline e necessita di nettare o miele quale nutrimento della covata delle uova, è invece tra i principali predatori degli afidi (anche noti come pidocchi delle piante). Nutrendosi, tra gli altri, delle cocciniglie e ragnetti rossi difendono le serre e le piantagioni.
Un’altra specie di insetti benefici sono i carabidi: una famiglia di coleotteri. Esistono numerose specie di carabidi di dimensioni e colore variabili (grandi dai 3 ai 30 mm con i colori dal nero al viola con riflessi metallici). I carabidi svolgono una funzione utile all’ambiente in quanto predatori di infestanti e, difficilmente, penetrano nelle abitazioni a meno che non siano costretti da azioni di disturbo operate all’esterno degli edifici.
L’antitesi dei carabidi sono le più note e pericolose blatte, con cui vengono spesse confuse. In terrazza bisogna fare molta attenzione alle aree adiacenti le grondaie e nei sottovasi: le blatte infatti preferiscono condizioni bagnate ed umide e si spostano molto velocemente. Sono infestanti molto pericolosi e possono portare malattie come salmonellosi, epatite e influenza gastro-intestinale.
Per non arrivare impreparati e godere al meglio dell’aria di primavera, il suggerimento degli esperti di Rentokil Pest Control è di tenere giardini e terrazzi puliti e liberi da erbacce e da ristagni d’acqua che possono crearsi dentro i vasi. Inoltre, se necessario, è consigliabile prevedere una disinfestazione affidandosi a dei professionisti evitando così di esporsi a pericolosi e fastidiosi rischi.

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Focus sulla qualità dell’aria

Posted by fidest press agency su domenica, 9 aprile 2017

rezzatoRoma, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA – ONLUS) ha organizza a Rezzato (BS) presso Villa Fenaroli Park Hotel un incontro per fare focus sulla qualità dell’aria e le ricadute che l’inquinamento atmosferico ha sulla salute pubblica.
L’iniziativa, patrocinata da Regione Lombardia, ha visto la partecipazione degli assessori lombardi Claudia Maria Terzi, Ambiente e Giulio Gallera, Welfare, oltre che dell’On. Mariastella Gelmini, Presidente della Comunità del Garda e Coordinatore lombardo di FI e del Prof. Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale.
L’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dal titolo “Ambient Air Pollution: a global assessment of exposure and burden of disease”, pubblicato a settembre 2016, sottolinea la rilevanza dell’inquinamento atmosferico (outdoor e indoor) quale principale fattore di rischio ambientale per la salute della popolazione mondiale. Poiché si stima che nei Paesi sviluppati la popolazione passi il 90% del proprio tempo in ambiente chiuso (case, uffici e scuole), la qualità dell’aria negli ambienti indoor diventa cruciale per la salute e per il benessere. L’inquinamento dell’aria indoor da parte di agenti chimico-fisici e biologici ha effetti sul sistema respiratorio, provoca allergie e asma, disturbi a livello del sistema immunitario e ha inoltre effetti nocivi anche sul sistema cardiovascolare e sistema nervoso oltre che su cute e mucose esposte. I bambini sono i più esposti ai rischi dovuti alla cattiva areazione della casa perché hanno una frequenza respiratoria maggiore a quella degli adulti e il loro sistema respiratorio, in fase di sviluppo, li rende più esposti alle allergie. Nei locali dove soggiornano o riposano è consigliato areare i locali per ottenere il completo ricambio dell’aria ogni 4 – 6 ore. La temperatura ideale per la cameretta del bambino è compresa tra i 18° e i 20° e il tasso di umidità dovrebbe aggirarsi tra il 45% e il 55%.“L’aria è essa stessa ambiente e come tale deve essere preservata e protetta tramite leggi ma anche grazie all’impegno di ognuno di noi e alla nostra costante pressione sull’opinione pubblica, affinché, Stati e Governi di tutto il mondo inizino davvero a percorrere strade virtuose per la salvaguardia del Pianeta e di chi lo abita, uomini, animali e vegetali”, sottolinea il Prof. Alessandro Miani, Presidente di SIMA – ONLUS, che prosegue: “L’incontro odierno è un nostro format che sarà ripetuto in tutte le Province lombarde (il 15 di Maggio saremo a Como) e tutti i Capoluoghi di Regione italiani, per sensibilizzare amministratori locali, PMI e decision makers del territorio, affinché il fare prevenzione sia una parola d’ordine sentita a tutti i livelli”, conclude il Prof. Miani.La Medicina Ambientale è un settore multidisciplinare che abbraccia e coinvolge diverse discipline, tra cui le scienze biomediche, le scienze ambientali, le scienze giuridiche, le scienze economiche, le scienze politiche e sociali, le scienze dei materiali e le scienze delle costruzioni.Il campo di applicazione di questa disciplina comporta lo studio delle interazioni tra l’ambiente e la salute, e il ruolo dell’ambiente nel causare o mediare malattia.La Società Italiana di Medicina Ambientale è stata costituita con l’obiettivo statutario di tutelare la salute umana tramite la salvaguardia e la valorizzazione della natura e dell’ambiente.
Le nostre parole d’ordine sono:
– Fare prevenzione, per evitare che ciò che ci circonda non diventi fattore ambientale, causa di malattia, infortunio o morte prematura;
– Essere di indirizzo tecnico-scienifico, nei confronti di Istituzioni, Enti e amministratori;
– Promuovere politiche e forme di cultura atte a formare, informare e sensibilizzare Parlamento, politica, mass media e popolazione.

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“Aria”, personale di Massimo Romani al Centro d’Arte Malagnini

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2016

ariaSaronno (Va) Dal 10 dicembre al 14 gennaio il Centro d’Arte Malagnini di Via Verdi 20/22 ospiterà una personale di Massimo Romani dal titolo “Aria” a cura di Michele Malagnini (inaugurazione sabato 10 alle ore 18).Massimo Romani (Novara, 1968) si è formato nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Tra i soggetti ricorrenti delle sue opere troviamo: moto, auto d’epoca, ma anche figure umane, inserite su sfondi dai tratti minimalisti e quasi indefiniti, che le fanno apparire fuori dal tempo. Ha al suo attivo oltre cento esposizioni tra personali e collettive in tutta Italia e all’estero. Le sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private.
Il percorso espositivo di “Aria” comprende alcune tele ad olio recenti, raffiguranti volti che riprendono i caratteri della statuaria greca. “Definirli ritratti – scrive la critica d’arte Federica Mingozzi nella nota che accompagna il dépliant della mostra – potrebbe sembrare azzardato, in considerazione del fatto che non vi sono soggetti reali rappresentati; ma poiché il ritratto è anche la descrizione della parte più profonda di qualcuno, si può ben dire che queste tele sono ritratti, perché l’arte di Romani è proprio questo, la precisa descrizione di ciò che ognuno ha in sé”.Le figure si stagliano su sfondi monocromi, dunque fuori dallo spazio e dal tempo. Vi sono, però animali o oggetti che volano sulla scena, scompigliando la perfezione immutabile del soggetto. “Che sia di un aereo o di un insetto – continua – contribuisce a cambiare l’atteggiamento del riguardante nei confronti dei volti, perché la perfezione diviene solo apparente, per lasciare spazio ad un’umanità vera, animando con espressioni diverse i ritratti, di cui si riesce a percepire l’anima”. I volti ritratti da Romani diventano così anime capaci di voli nell’aria, fuori del reale. La mostra osserverà i seguenti orari: da martedì a sabato dalle ore 16.00 alle 19.00 e domenica su appuntamento. (foto: aria)

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Inquinamento e malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2016

oms sedeSono tra i 100 e i 150 milioni le persone affette da asma a livello mondiale e sarebbero circa 180mila ogni anno le morti ad essa associate (dati OMS). In particolare in Italia ogni anno circa 9 milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie dovute alla presenza di pollini nell’aria, di cui circa 4 milioni ricorrono a cure. Circa il 15%-20% della popolazione italiana soffre di allergie, fenomeno in crescita, soprattutto tra i più giovani e le donne. In quest’ottica, la qualità dell’aria diventa sempre più prioritaria per la salute umana, in quanto i pollini e gli inquinanti sono fonte di malattie respiratorie.Proprio per questo motivo il CREA, con il suo centro di Selvicoltura, ha partecipato al progetto Oasi del Respiro, presentato lo scorso 4 giugno a Nocera Umbra, in occasione della prima Consensus Conference delle Associazioni di pazienti affetti da malattie respiratorie. Il progetto nasce con l’intento di fornire alle amministrazioni locali strumenti per la conoscenza della qualità dell’aria nel proprio territorio. Il CREA, attraverso un’intensa attività di monitoraggio floristico, ha individuato alcune aree “pulite” particolarmente preziose per gli asmatici, gli allergici e gli sportivi. Ne è derivata una sorta di certificazione ambientale, consistita in una mappatura di Percorsi Oasi del Respiro, ad alta accessibilità, in aree selezionate di media montagna e di alcune strutture recettive impegnate nella tutela del benessere respiratorio dei propri ospiti. Inoltre ha contributo al piano del verde ipoallergenico del comune di Nocera Umbra per un’oculata gestione del verde urbano orientata alla riduzione dell’allergenicità e dell’impatto sulla salute umana (indicazioni anche sulla sostituzioni di specie fortemente allergeniche o per la periodica potatura di aiuole). In aggiunta, all’inizio del prossimo anno verrà edita una app di fruizione adatta ad ogni cittadino, una volta ottenuti i risultati del primo anno di monitoraggio. «Rendere la vita migliore ogni giorno – ha spiegato Ida Marandola, Direttore Generale del CREA – a partire da quel che respiriamo. Questo dovrebbe essere l’obiettivo della ricerca. La competenza scientifica dei nostri ricercatori utilizzata a 360 gradi – dal monitoraggio dell’aria alla pianificazione e gestione del verde urbano – per consentire a tanti nostri concittadini, soprattutto bambini, di fronteggiare i disturbi respiratori legati ad asma ed allergie».

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Inquinamento dell’aria in Pianura Padana

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2016

inquinamento-atmosfericoBruxelles. Sono in arrivo nuove misure nei confronti dell’Italia per i superamenti dei limiti giornalieri e annuali di PM10 e NO2 previsti dalla normativa europea (Direttiva 2008/50/CE). L’ha annunciato Karmenu Vella (Commissario europeo per l’Ambiente) rispondendo a un’interrogazione di Eleonora Evi.”Al netto delle peculiarità morfologiche e meteoclimatiche della Pianura Padana, che rendono molto difficoltoso affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili, è del tutto evidente che le misure adottate dalle Regioni si sono rivelate totalmente fallimentari” – dichiara Evi.La portavoce Cinque Stelle condanna con forza il Governatore Maroni, la politica “fantasma” del Ministro Galletti ed il continuo rimpallo di responsabilità tra le Regioni e il Governo centrale: «il Piano per la qualità dell’aria in Lombardia, ad esempio, è uno scherzo. Estremamente costoso, non ha funzionato. E che dire dell’Accordo di programma per le Regioni del Bacino Padano? Sembra sia rimasto solamente sulla carta. Nel frattempo sono usciti i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente sulle morti premature causate dall’inquinamento dell’aria, che segnano un record in negativo per l’Italia (84.800 decessi solo nel 2012). Ma i nostri amministratori si sono limitati a convocare vertici straordinari e sull’onda dell’emergenza di fine 2015 hanno solamente preso misure eccezionali in alcune grandi città. Di soluzioni strutturali, tuttavia, nemmeno l’ombra.»Per Gianmarco Corbetta, capogruppo regionale del M5S Lombardia: “Quando a rischio è la vita stessa dei cittadini, le istituzioni dovrebbero fare ogni sforzo per risolvere i problemi. Ad oggi invece il Piano Regionale per la Qualità dell’Aria in Lombardia e gli accordi con le altre regioni del Nord non hanno prodotto nessun risultato apprezzabile. La qualità dell’aria che respiriamo deve diventare un tema prioritario nell’agenda politica della Regione, con ingenti investimenti economici per provvedimenti strutturali (sostituzione caldaie, trasporto pubblico, mobilità elettrica)”.In risposta all’interrogazione del Movimento Cinque Stelle, la Commissione europea fa sapere innanzitutto che l’Italia ha trasmesso con grande in ritardo (il 30 novembre 2015 e il 4 febbraio 2016) i dati per l’anno 2014, che erano invece attesi per il 30 settembre 2015. Inoltre, secondo la Commissione, che comunque osserva una tendenza alla diminuzione delle concentrazioni degli inquinanti, i superamenti dei valori limite sono continuati in numerose “zone di qualità dell’aria” – tra cui quelle della Pianura Padana – rendendo così necessario il proseguimento delle infrazioni in corso, affinché sia garantito il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE in tutte le Regioni italiane.

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Aria irrespirabile, alto rischio tumori

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

“Tantissima rabbia emerge dai dialoghi con i cittadini quando si parla di rifiuti e discariche. La gente vuole essere ascoltata, perché si sente presa in giro. E i sindaci di tanti Comuni d’Italia dicono alla gente di tenersi i rifiuti in casa. Ma dovrebbero avere più immaginazione e spirito d’iniziativa perché i rifiuti, utilizzati in modo corretto, sono risorse”. Questo il commento amaro dell’On. Scilipoti (IDV), in riferimento al mai risolto problema delle discariche. “E’ fresco lo scontro tra il Ministro dell’Ambiente e il Presidente della Regione Sicilia inerente la costruzione di una megadiscarica in provincia di Enna. La Sicilia è ancora territorio vergine. E la megadiscarica è il deposito di una montagna di rifiuti che non diventano risorse. L’ambiente va tutelato e non avvelenato, così come la salute dei cittadini. No, dunque, alla megadiscarica, si alla tutela della salute e della natura. Dagli incontri fatti sul territorio con molti giovani, meno giovani ed esperti del settore – continua il deputato di Italia dei Valori –  abbiamo formato un gruppo di lavoro, in forza del quale lanciamo una sfida ai Comuni, alle Regioni e al Governo nazionale. Siamo pronti per contribuire a diminuire lo spreco di denaro pubblico: ritiriamo noi  la spazzatura dal territorio a costi zero. Dateci gli strumenti  che vi chiediamo: niente soldi, ma solo agevolazioni burocratiche e fiscali. Conclude l’On. Scilipoti (IDV): “Sindaci, Governatori, Presidente del Consiglio, rispondeteci: dalla protesta alla proposta. Sei mesi per iniziare il lavoro”.

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Direttiva europea: qualità dell’aria

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

È stato pubblicato nella GU del 15 settembre 2010 il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria sulla qualità dell’aria (2008/50/CE), che, sostituendo le disposizioni di attuazione della direttiva 2004/107/CE, istituisce un quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente. Il Decreto legislativo 13 agosto 2010 (finalizzato ad assicurare che le stesse situazioni di inquinamento siano valutate e gestite in modo uniforme in tutto il territorio nazionale) fissa i valori limite e gli obiettivi di qualità per le concentrazioni nell’aria di biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, particolato PM10, particolato PM2.5 e l’ozono. L’intero territorio nazionale è suddiviso in zone e agglomerati da classificare e da riesaminare almeno ogni 5 anni, ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente. Le stazioni di misurazione non soggette a tale gestione o controllo non possono essere utilizzate per le medesime finalità. Le funzioni amministrative relative alla valutazione ed alla gestione della qualità dell’aria ambiente competono allo Stato, alle Regioni e alle Province autonome e agli Enti locali. È prevista, inoltre, la possibilità di ricorrere a misure nazionali, qualora risulti da un’apposita istruttoria che tutte le possibili misure individuabili dalle Regioni nei piani di qualità dell’aria non siano risolutive, in quanto i superamenti sono causati in modo decisivo da sorgenti di emissione su cui le Regioni non hanno competenza amministrativa e legislativa.

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