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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘arianna sartori’

Antonio Izzo e Gianni Rossi alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Mantova La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sede di via Cappello 17, dal 23 febbraio al 7 marzo 2019, orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 presenta opere recenti, in tecnica mista, dei due artisti aniconici dell’area campana, Antonio Izzo e Gianni Rossi.“Da anni Antonio Izzo e Gianni Rossi saggiano i loro studi e i loro interventi in mostre di gruppo; hanno voglia di esprimersi, di “esserci”, di discutere. È chiaro che la prospettiva del domani è nell’attualità dell’arte. Il loro procedere è un gioco sottile di rimbalzi; orizzonti, profili, panorami s’interconnettono nelle frontiere comuni. Il loro cammino è accattivante e il loro impegno è sincero; finitime sono le loro impostazioni, e, tra le loro opere, si colgono, si avvertono e si percepiscono “scambi di confine”, nell’alveo di produzioni serissime e nel concreto ventaglio di traguardi raggiunti, già, coerentemente, alle spalle”.
Scrive Antonella Nigro di Antonio Izzo: “versatile e polimaterico, acuto interprete del segno quale espressione slegata dalla logica ma carica di liricità e fantasia, propone una ricerca incentrata sull’efficacia e sull’incisività del gesto. Ispirazione è il vissuto, la memoria, la strada, i muri, le forme organiche trasformate o sublimate da un’osservazione profonda e partecipata. L’artista si oppone ad una pittura statica e realistica e si concentra sulla definizione coloristica di energia, di visibilità. Anche il supporto scelto deve avete un trascorso, raccontare una storia, esso diventa, in primis, la narrazione di un’esperienza, dapprima personale poi collettiva. Quest’ultimo aspetto prende tutta la sua forza da un modus operandi autentico e imprescindibile: l’origine è sempre l’elaborazione e la costruzione di un collage che diviene fulcro e cuore delle composizioni realizzate su tele, anche datate, sue intorno al quale avviene la riflessione, lo studio e lo sviluppo dell’intera opera. Le suggestioni del graffitismo, risultano, poi, interessanti e indispensabili, poiché con esse l’arte diviene interpretazione illustrata della realtà esterna che, prescindendo da riferimenti retinici espliciti, propone forme essenziali scaturite direttamente dal patrimonio della cultura comune, umana”.
Scrive Ugo Piscopo: “su Limpidi, quasi perentori, i risultati che Gianni Rossi affida a queste icone, riguardanti dei simboli, tra i più universali e suggestivi frequentati dall’immaginario umano (e forse non solo umano), quelli dello zodiaco. Ma, a monte, avventurosa ed eccitante è l’esperienza fatta dall’artista tra spazi astrali e moduli di perfezione, movimenti circolari, immutabili, senza inizio e senza fine del cielo e degli astri. La cifra costitutiva di tanta armonia e, insieme, di una palpitazione in sé raccolta di vibrazioni dell’essere è il cerchio, che assicura all’intero cosmo una stabile casa, dove ogni punto ubbidisce a simmetrie e concordanze”.

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Riccardo Furgoni alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

riccardo furgoniMantova Inaugurazione Sabato 24 novembre ore 17.00 (fino al 6 dicembre 2018 dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso festivi) Arianna Sartori “Arte & Object Design”
Via Ippolito Nievo 10. Sarà presente l’artista.
Riccardo Furgoni vive e lavora a Mantova dove insegna Informatica e Fotografia Digitale nel corso di laurea quinquennale in “Restauro di Beni Culturali” presso gli Istituti Santa Paola.
Affianca all’attività di docenza quella di ricerca scientifica principalmente nei campi dell’astronomia, astrofisica e della lotta all’inquinamento luminoso, ambiti nei quali è impegnato in progetti e collaborazioni internazionali.La sua attività artistica, iniziata nel 2005, si è costituita progressivamente proprio su questo percorso professionale e personale a tratti incongruo ed è frutto del contatto tra elementi molto diversi: la vicinanza “quotidiana” ad opere e manufatti artistici, la passione per la fotografia e l’imaging scientifico, l’elaborazione digitale dell’immagine anche con prassi e strumenti propri del mondo della scienza.La sua produzione artistica è caratterizzata da alcuni elementi ricorrenti quali ad esempio una sistematica tendenza alla destrutturazione delle figure e degli sfondi, spesso fotografati dallo stesso autore, ed alla loro ricollocazione in uno spazio ideale ricreato digitalmente. La classicità di molte ambientazioni è rotta dall’uso talvolta violento del colore o dalla sua improvvisa perdita con bruschi cali di saturazione o presenza di zone scure ed impenetrabili. In molte opere domina la presenza dell’architettura che tuttavia partecipa, attraverso l’ampio uso di distorsioni, alla lacerazione e dinamizzazione di un clima a tratti fiabesco ed estetizzante. Le opere, principalmente di grande formato, subiscono normalmente una miriade di processi di elaborazione digitale che, complice la stampa su tela pittorica, conferiscono un aspetto molto lontano dalle immagini fotografiche di partenza arrivando ad una sintesi del tratto e del colore di marcata derivazione pittorica.Sebbene alcune opere siano chiaramente riconducibili alla mitologia (Leda e il cigno, Perseo e Medusa), in molte altre non vi sono accostamenti logicamente interpretabili o tematicamente congrui: le opere vanno quindi intese come nate da un contesto di assoluta immediatezza espressiva nel quale devono restare anche nell’ambito della loro fruizione.Non c’è, quindi, uno specifico piano logico o concettuale quanto piuttosto uno emozionale di interpretazione, in cui scene di lotta, lirismo ed esasperato dinamismo, distorsioni ed un senso di incompiuta incombenza ne sono l’incondizionato veicolo. foto e copyright riccardo furgoni)

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Gabriella Capodiferro alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Mantova Sabato 20 ottobre, ore 17.30 alla Galleria “Arianna Sartori” in via Ippolito Nievo 10 mostra personale della pittrice teatina Gabriella Capodiferro intitolata “Luce Acqua Vento 2. Luce e Ombra, Incisioni e dipinti”. L’esposizione mantovana segue la personale “Luce Acqua Vento”, tenutasi con grande successo nel 2016, a Venezia, città dove la Capodiferro ha vissuto importanti momenti formativi giovanili all’interno della locale Accademia di Belle Arti, sotto la guida di grandi maestri come Bruno Saetti e Carmelo Zotti. Per questa nuova importante esposizione, Gabriella Capodiferro esporrà una serie di trenta dipinti, dei quali ben ventotto sono inediti, mentre due provengono dalla precedente esposizione.
Durante la vernice, alle ore 17,30, sarà presentata inoltre, la cartella d’incisione “Trittico” contenente tre acqueforti di Gabriella Capodiferro, realizzata dall’Atelier Aperto di Nicola Sene e Silvano Gosparini, edizione “Venezia Viva”, tre poesie di Tagore e una preziosa presentazione di Enzo Di Martino che in passato ha curato, tra gli altri, mostre di Morandi, De Pisis, Vedova, Turcato, Paladino, Sassu, solo per citare alcuni dei nomi più significati dell’arte contemporanea italiana. Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi.

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Giorgio Soave alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Mantova Sabato 12 maggio, ore 18.00 via Nievo 10, inaugurazione della mostra Giorgio Soave “Il circolo rosso” alla presenza dell’artista con intervento critico di Matteo Tropina (La mostra resterà aperta dal 12 maggio al 24 maggio 2018 dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi). “Giorgio Soave, vive e lavora a San Giovanni Lupatoto (VR). Di professione architetto, autodidatta nel campo pittorico, trasporta nei suoi dipinti la precisione e l’eleganza formale che è richiesta nel suo ambito lavorativo riuscendo però ad infondere una personale poesia nel gioco elegante delle linee e delle geometrie che caratterizzano i suoi lavori. Nelle sue opere, astratte e solide, il colore acrilico viene steso con tecnica, pazienza e pulizia formale quasi a voler richiamare con il gesto fisico una meditazione spirituale di sapore orientale, imprigionando l’energia e la forza dei singoli colori in spazi astratti definiti ma che, contemporaneamente, esplode in un particolare che accomuna parecchie sue opere. Un piccolo cerchio rosso, colore e forma dinamica e spirituale, che ci accompagna come un mantra o uno spiritello astratto libero e giocoso, restando punto fisso nello sguardo dello spettatore e coinvolgendolo in un gioco di ricerca di assenza/presenza. Trovatolo viene naturale posare lo sguardo sul dialogo che instaura con il resto della composizione, liberando i piani della stessa e rivelando un nuovo universo, serio e dosato nell’opera, ma libero e giocoso nella forma.
Una pittura meditata e di meditazione quella di Giorgio Soave, che deve essere osservata con il giusto tempo per accorgersi di tanti piccoli particolari che arricchiscono le tele coinvolgendo colori e superfici in un gioco di richiami e intersezioni scelte con cura e attenzione, che portano ritmo nella composizione e frammentano la superficie in incastri che sembrano disturbare la serenità apparente che coinvolge ad un primo sguardo. Sono queste “dissonanze” che creano ritmo e generano curiosità, portandoci a riflettere davanti a queste tele. Un “non equilibrio” che genera quasi un senso di “non finito” e che, per questo, ci coinvolge e ci emoziona”.
(Matteo Tropina)

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Ivo Stazio alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Mantova Sabato 28 aprile, ore 17.30 alla presenza dell’artista (Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi) Via Nievo 10 Ivo Stazio “La città oltre”. “Le metafore della realtà di Ivo Stazio traggono origine da un insopprimibile desiderio di fuga dall’immediato. Scorre quindi il dettato visivo di una mescolanza di razionalità e passione, il sentimento alberga dietro la pellicola che riporta volontà e conoscenza mentre il segno cerca di rivelare ciò che l’occhio non può contemplare, ma che immagina.C’è in Stazio un’attrazione duplice: la vita nel suo fluire e nell’esistere oggettivamente con tutte le sue componenti di luci e di incanti sempre nuovi, e dall’altra parte la necessità di ridurre tutto ciò a immagini autonome, a un raccordo tra rigore e sintesi formale che si fa esito di una metamorfosi interiorizzata della dimensione…“Tutto è fuori di noi” diceva Nicolas de Stael. Complessa, nella sua apparente immediatezza e semplicità, la scrittura di Stazio condensa enunciati volutamente contraddittori, voci attraverso le quali egli intende rapportarsi alla verità, che è sempre complessa. …L’accenno a De Stael non è casuale, proprio per la dilazione allusiva delle accensioni, per la presunta ambiguità di un linguaggio che sfuma nell’indefinito… è sotto l’impero della luce che vede e giudica la realtà delle cose. È attraverso la luce che l’artista vede i colori delle cose, il modo in cui si fanno più intensi o più lievi, il modo in cui si modificano e si trasformano da un tono all’altro”. (Franco Basile)

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Mostra: Enrico Pedercini. Sculture di terracotta e dipinti

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

enrico-pedercinienrico-pedercini1Mantova dal 4 al 23 marzo 2017 Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 mostra: Enrico Pedercini. Sculture di terracotta e dipinti Inaugurazione: Sabato 4 marzo, ore 17.00. Sarà presente l’artista Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Domenica e festivi (18 marzo 2017).
Sculture in terracotta e dipinti ad olio e disegni di Enrico Pedercini, sarà possibile ammirare alla Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sala di via Ippolito Nievo.
L’inaugurazione della mostra si svolgerà Sabato 4 marzo alle ore 17,00 alla presenza dell’artista.
“Mi sono sempre chiesta che cosa spinge una persona a trascinare fuori di se una sua parte inconscia, quella che anche lui di sé non capisce, forse che questo sia un mezzo per far meditare noi comuni mortali che non abbiamo queste capacità? Ci soffermiamo davanti a queste creazioni e restiamo stupiti di poterci per un attimo staccare dalla nostra tinta unita di cui non conosciamo il colore (ognuno che ci guarda vede le sue sfumature) per scoprire che qualcuno possiede l’intero arcobaleno e lo usa inconsapevolmente. In questi impasti, più che scultura si intuiscono grossi fermenti emotivi e si scontrano coi nostri posati modi di essere causandoci (curiosità, inquietudine, tristezza, simpatia, violenza…) qualsiasi cosa tranne indifferenza. Siamo passali tante volte di fronte a una statua e abbiamo detto “Bella!” e tutto era già finito, era una statua scolpita. Qui abbiamo davanti delle opere che non sono informi eppure non hanno forma definita ed è proprio qui lo sconcerto, come i pensieri nebulosi cambiano senso legati a frasi diverse, come i gas formati da diverse aggregazioni molecolari, come i colori cambiano tonalità avvicinati a colori diversi, così anche questi impasti modellati da dita guidate da sensi aperti collegato visceralmente all’inconscio ci mostrano lati di noi che l’artefice poliedrico non riusciva più a contenerle in sé.” (R.P.)
Enrico Pedercini Nato a Volta Mantovana, vive a Porto Mantovano.Fa parte della prestigiosa raccolta del “Bosco per artisti” Raccolta internazionale itinerante di “Eco d’Arte Moderna” di Firenze. Pervenuto spontaneamente all’attività artistica, Enrico Pedercini vanta già un intenso curriculum che lo inserisce degnamente nella schiera degli artisti Mantovani.(foto: Enrico Pedercini)

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Mostra: Sandro Negri – “Mari”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2016

negriMantova 8 – 23 dicembre 2016 e 9 – 12 gennaio 2017 Inaugurazione: Giovedì 8 dicembre, ore 17.00 Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 – tel. 0376.324260 mostra: Sandro Negri – “Mari”. Per questo appuntamento sono state selezionate opere che ci parlano di mare o, meglio, che ci portano il sentire di Sandro nei confronti del mare.
Il mare nei suoi dipinti è spesso il mare di Puglia o comunque del Sud. Viene allora da interrogarsi su cosa unisce così profondamente un artista di pianura, di terra, di nebbia e contadini ed il mare, apparentemente così lontano. Il mare delle opere di Sandro non è un mare luccicante e vacanziero, non è il luogo della spensieratezza e del riposo. Si percepisce forte una sorta di rivelazione e di un inaspettato sentirsi a casa. Inizialmente luogo di vacanza, il mare, i paesi e le genti di Puglia toccano profondamente l’animo dell’artista. Ecco allora che sulla tela il mare diventa il duro lavoro dei pescatori e la paurosa incertezza di chi li attende a terra. Diventa il mare d’inverno, scuro, potenza della natura, le spiagge popolate da scogli solitari o da alberi rigettati dalle onde. Diventa la terra vicina, le case, gli olivi, i fichi d’india, i pomodori ed i peperoncini a seccare. Si scopre allora cosa hanno in comune la pianura, le sue genti, le sue storie ed i Mari di Sandro Negri…… (Fabio Negri) (foto: negri)

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Mostra: Gioxe De Micheli

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

de-micheliMantova Sabato 26 novembre, ore 18.00 (dal 26 novembre al 7 dicembre 2016 Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Domenica 15.30-19.00) Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 Mostra: Gioxe De Micheli. Per la prima volta sarà possibile ammirare una mostra personale del maestro Gioxe De Micheli nella città di Mantova. La Galleria Arianna Sartori, nell’ampia sala di Via Ippolito Nievo 10, ospiterà una mostra molto suggestiva dell’artista milanese, alle pareti infatti saranno appese alcune sue grandi tele, dipinti significativi della carriera artistica dell’artista. All’inaugurazione sarà presente l’artista.
Scrive l’artista: Sono nato a Milano il 27 gennaio del 1947, all’anagrafe risulto Giuseppe, ma mio padre, che era genovese, sin dalla nascita mi “ribattezzò” Gioxe, Giuseppino nel suo dialetto. Giovanissimo sono andato “a bottega” da due tra i più rappresentativi esponenti del “Realismo esistenziale”, Giovanni Cappelli e Giuseppe Martinelli. In seguito, a Brera, sotto la guida di Gianfilippo Usellini, ho frequentato i corsi di Decorazione e Affresco. Di me hanno scritto critici e poeti: da Raffaele De Grada, Giovanni Testori, Dino Buzzati, Giovanni Raboni, Rossana Bossaglia a Elena Pontiggia, Gianfranco Bruno, Giorgio Seveso, Tiziano Rossi, Vivian Lamarque, Chiara Gatti. Nel 1994 ho realizzato un grande trittico per il Palazzo di Giustizia di Milano. Dal 2013, il mio Polittico della Maternità ha trovato definitiva collocazione nella chiesa romanica di San Biagio a Camaiore, (LU). Vivo e lavoro a Milano. (foto: de micheli)

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Gino Viviani: Antologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

vivianiMantova dal 15 al 27 ottobre 2016 Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 – tel. 0376.324260 mostra: Gino Viviani. Antologica
a cura di: Arch. Alberto Ruggeri. Sabato 15 Ottobre alle ore 17.00 si inaugura la mostra antologica dell’artista milanese, ma di famiglia mantovana, Gino Viviani alla Galleria Arianna Sartori di Mantova in via Ippolito Nievo, 10.
Gino Viviani, nato a Milano nel 1927, fin dall’infanzia respira la stessa passione del padre Guido e dello zio Enos Passerini (Roverbella 1881 – 1963), entrambi pittori.
La personale, a cura dell’Arch. Alberto Ruggeri, sarà visitabile fino al prossimo 27 Ottobre con apertura dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30, chiuso festivi.
“Viviani – scrive Ruggeri – è interprete attento della natura e dei paesaggi dove l’uomo non compare mai quasi a sottolineare la supremazia della natura sull’uomo. Da una rappresentazione fedele della natura, il lento evolversi della sua visione pittorica, lo porta a dipingere paesaggi essenziali e cioè sabbie, colline, cieli, dove il colore è più intenso e prepotente. In questa fase della sua attività di pittore sono evidenti i suoi modi quasi espressionistici, senza effetti premeditati. (…) Vorrei chiudere questa antologica di Viviani con una frase che gli rende merito, scrive il Minguzzi nel 1977, “le tue pitture… ora vanno fra gli uomini e ne sono certo avranno la consacrazione che si meritano e la conferma della loro validità”. (foto: viviani)

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Mostra Vilfrido Paggiaro “Dall’astrazione alla figurazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

Vilfrido PaggiaroMantova dal 2 al 15 luglio 2016 Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo 10 mostra Vilfrido Paggiaro “Dall’astrazione alla figurazione” mostra: Vilfrido Paggiaro. Mostra antologica. Dall’astrazione alla figurazione. Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.
Il primo nucleo è costituito da alcune opere astratte databili 1973-79 realizzate ad aerografo, prevalentemente a monocromo; in quegli anni l’autore sta portando a termine gli studi di architettura e, contemporaneamente, frequenta lo studio dello scultore Toni Benetton: “Paggiaro l’ho conosciuto come allievo all’Accademia Internazionale del Ferro e durante i frequenti incontri ho avuto modo di apprezzare il suo discorso formale sulle esperienze del linguaggio dei segni significanti. Elaborazione, la sua, a motivi semplici che data la loro particolare struttura e collocazione vogliono coinvolgere ambiente ed osservatore con il loro carattere a volte ambiguo e provocatorio”. Emerge da queste ricerche un forte interesse per gli aspetti strutturali e compositivi della creazione artistica; carattere che rimane una costante anche in seguito, quando l’autore sente l’esigenza di partire dall’oggetto, anche di uso comune, utilizzato come pretesto per la definizione di uno spazio peraltro ancora tutto teorico ed astratto.
Databili agli anni Ottanta alcuni lavori su carta a tecnica mista che segnano una decisa svolta. L’urgenza di confrontarsi con soggetti che lo coinvolgano anche su un piano emotivo spinge infatti l’autore verso la figurazione; rispetto alle scelte tematiche riveste tuttavia maggiore importanza il linguaggio, il modo di affrontare un soggetto, di metterlo in relazione con la superficie del quadro, con l’ambiente, con l’osservatore. “Nei disegni si confermano le stesse doti del dipingere. Nel complesso, vi si può riconoscere una cifra aperta a contributi formali, semiologici e strutturali che non trascurano alcune reciprocità fondamentali: la disinvolta e precisa disposizione segnico-formale-cromatica, i piani, i volumi” (G. Gasparotti).
Il nucleo più cospicuo è costituito dai lavori ad olio realizzati a partire dagli anni Novanta. All’interno di quello che può essere definito un ritorno all’ordine l’autore riscopre le tecniche quattrocentesche che gli consentono di consolidare il rigore compositivo e la solidità costruttiva della forma. Nella consapevolezza, tuttavia, che la visione del mondo razionale e misurata degli antichi è oggi irripetibile, Paggiaro lascia spazio all’ironia e al caso: tanto nella fase di progettazione che di esecuzione, la superficie dipinta diventa il luogo di un reciproco scambio tra l’idea iniziale e ciò che accade sulla tela; il pensiero produce delle forme che a loro volta influenzano il pensiero.
Si tratta quindi di soluzioni premeditate che non escludono affatto l’imprevisto; “Paggiaro esprime un inconsueto mondo poetico. Vi è in lui un iperrealismo che ha un’originalità indiscussa ed è prodromo di fantasie inquietanti (…), frammenti ed allarmi di una situazione al limite e paradossale” (M. Stefani).
Questa, in conclusione, la cifra stilistica di un artista cui, di fronte alla disgregazione del senso logico e alla perdita di orientamento che sembrano privare oggi l’uomo di qualsiasi prospettiva, la ricerca artistica appare una positiva spinta alla vita.
Vilfrido Paggiaro nato a Mogliano Veneto (TV) nel 1952. Fin dagli anni Settanta ha partecipato alle attività del Centro Artistico Culturale G. B. Piranesi della sua città. Nel 1974-75 ha seguito i corsi di scultura dell’Accademia Internazionale del Ferro di Toni Benetton. Nel 1976 ha conseguito la laurea in architettura presso l’IUAV a Venezia. Ha esercitato per oltre un trentennio la professione di architetto nonché di insegnante di Disegno e Storia dell’Arte nei licei. Dagli anni Settanta ha, inoltre, esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia. (foto: Vilfrido Paggiaro)

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Antonio Pilato: “La forza della speranza nel dramma esistenziale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2016

pilatoMantova venerdì 27 maggio alle ore 18.00 alla Galleria Arianna Sartori in Via Cappello 17 si inaugura la mostra: “La forza della speranza nel dramma esistenziale” di Antonio Pilato. Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso festivi. L’artista nato a Grotte (AG), ha frequentato liberi corsi di composizione di Brera a Milano e Zurigo.
Tra le mostre recenti: 2010 Circolo della Stampa Palazzo Serbelloni Milano; 2011 Polo Umanistico Erice (TP); 2011 Galleria Roma Siracusa; 2011 Complesso Monumentale “Guglielmo II” Monreale (PA); 2011 Casa di Dante (FI); Dic/Feb. 2011/2012 54° Biennale di Venezia Sala Nervi (TO). Si è aggiudicato vari Premi, e è stato recensito con articoli su quotidiani vari, di lui hanno scritto i critici: L.G. Volini, G. Ballo, S. Russo, S. Sequenzia, F. Papi.Vive e lavora a Milano dove, oltre alla pittura, è docente di filosofia.
La mostra “La forza della speranza nel dramma esistenziale”, curata da Arianna Sartori, resterà aperta al pubblico fino al 9 giugno con orario: dal Lunedì al Sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 (chiuso festivi). Sulla sua pittura pilato scrive:
Gli squali simboleggiano i pericolosi ostacoli naturali, animali e umani, che mettono a rischio anche la vita, non solo per mare ma anche per terra, di chi fugge dai luoghi dell’oppressione e della miseria. La mia pittura è la voce del sentimento, fatta di linee, colori, forme calligrafiche liberamente ed emotivamente concepite, fissate nei contorni , lasciati aperti all’intuizione ritmica della dinamica spaziale che va oltre il limite del quadro, dall’abilità e spontaneità della mano che domina il segno. A prima vista le immagini sembrano ripetersi, in verità variano negli spazi e nei colori luminosi, e rappresentano idee simboliche, che pur ispirate alla realtà, acquistano un carattere di assoluta libertà introspettiva. Anche lo spazio si determina attraverso il segno.
Alla radice del linguaggio c’è il bisogno di rivelare, di gridare forte il sentimento di giustizia. Nelle opere infatti c’è sempre la massa che incombe e che soffre. Il nero del campo è segno di smarrimento, sfiducia, mancanza di orientamento. Questa pittura ci dà il dramma dell’esistere dei più deboli, che per la prepotenza dei più forti (simboleggiati con degli squali) sono costretti a soccombere.
La donna, che può anche essere una adolescente, nella mia pittura rappresenta l’umanità in generale femminile, che richiama la forma perfetta dell’arte, anzi l’armonica struttura di bellezza per eccellenza, che ha ispirato nella storia tutti gli artisti. Essa è anche grazia piena in quanto sintesi di tutte le virtù etiche: temperanza, prudenza, saggezza. Esempio di forza, pazienza, tenacia e coraggio ineguagliabile, fino al sacrificio. Ne è esempio la creatura che porta in grembo, e che libera alla vita compiendo l’amore generazionale. (Antonio Pilato) (foto: Pilato)

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Mostra Giovanni Massolo: The Garden of the Life 2015

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2015

massoloMantova Sabato 3 ottobre 2015, alle ore 17,30 via Cappello, 17 (La mostra resterà aperta dal 3 al 15 ottobre) Galleria “Arianna Sartori” mostra: Giovanni Massolo. The Garden of the Life 2015. Per l’occasione è stato realizzato un catalogo con testo critico di Carlo Prosperi. Orario: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, chiuso festivi. (foto: Massolo)

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Mostra Faccioli

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2015

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Mantova dal 9 al 21 maggio 2015 Via Ippolito Nievo, 10 (Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi) la Galleria Arianna Sartori di Mantova nella sede di via Ippolito Nievo 10, presenta i dipinti dell’artista veronese Giovanni Faccioli. L’esposizione, curata da Arianna Sartori, vede esposte una selezione di opere realizzate dall’artista negli ultimi anni.
Giovanni Faccioli Nato nel 1942 a Colognola ai Colli (Verona), fin da giovanissimo frequentava lo studio di Dante Broglio, uno dei maggiori incisori veneti del novecento, acquisendo da questo la passione per l’arte figurativa. Dopo un lungo periodo di distacco dall’arte, per motivi di lavoro, riprende l’attività artistica nel 1997 con una mostra a Innsbruck nella Galleria Bertrand Kass, dopo questo ritorno alla pittura ha continuato l’attività allestendo numerose personali sia in Italia che all’estero incontrando un crescente favore da parte del pubblico e della critica. Le sue opere si trovano in numerose raccolte pubbliche e private.
Scrive Glauco Manzoni: “Le opere esposte daranno al pubblico l’occasione di confrontarsi con i classici temi e soggetti del maestro: i giocattoli dell’infanzia, il silenzio di stanze colme soltanto di luce. E ancora: nudi maschili vigorosi e splendide fanciulle all’apice della loro femminilità, impegnati però in giochi infantili; le pose ieratiche delle figure. Affascinante nei dipinti la resa di una languida innocenza costruita intorno a elementi dal forte impatto visivo, come i panni rosso fuoco. Colpisce nell’arte del maestro l’incontro di uno stile personale, nella resa pittorica, nell’uso della luce e nei soggetti, con le opere dei grandi maestri del passato. Queste citazioni, a volte nascoste (Tiziano), a volte palesi (Giovanni Bellini), a volte addirittura dichiarate (Piero della Francesca), illuminano le opere, come direbbe un celebre scrittore contemporaneo, “con la luce del passato”. (foto: faccioli)

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La Stamperia d’Arte Busato

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Mantova, 18 giugno 2011 alle ore 18.00, la Galleria “Arianna Sartori – Arte & object design” in via Cappello 17, inaugura la mostra La Stamperia d’Arte Busato e i suoi Artisti intitolata “Rapporti Incisi”. L’esposizione, curata da Pier Giacomo Galuppo, rimane aperta al pubblico fino al giugno, con i seguenti orari: 10.00-12.30 / 16.00-19.30, chiuso festivi. Giunti al quinto appuntamento, la Stamperia D’Arte Busato con i suoi Artisti diviene un’importante vetrina per l’arte grafica nel territorio nazionale. In questa occasione raccolgo il testimone della cura di questa mostra itinerante, che oramai da diversi anni porta il nome della stamperia ed il nostro, in giro per importanti punti di interesse artistico in Italia e all’estero. La singolarità di questa esposizione sta tutta nella particolare energia di contatto che lega gli artisti allo stampatore Giancarlo Busato. Nella sua bottega si cresce e ci si autoconsapevolizza attraverso la maturazione e l’incontro con altri maestri che presenziano l’atelier e sono sovente fucina di preziosi consigli assimilati dall’esperienza pluriennale sul campo. In questa amalgama ben definita di personalità, prevalgono stili differenti tra loro in simbiosi che richiamano in alcuni il solco della tradizione segnica, in primo piano i maestri dell’incisione Veneta, mentre altri esplorano un mondo figurativo, aggiornandosi ai canoni più contemporanei, altri ancora sono più legati al gesto e alla contaminazione pittorica e al fascinoso mondo dell’informale. Analizzando più nello specifico si incontrano lungo il percorso in mostra la personalità degli artisti Giorgio Dalla Costa e Pier Giacomo Galuppo che attraverso il gesto e il segno, descrivono l’irrequietezza del movimento, un paesaggio interiore fatto di sentimenti elettrici che sintetizzano l’Es nell’espressione umana. Mentre più razionali sono Alessandro Bedin, Simone Del Pizzol e Alessandro De Bei che cercano nella simbologia e nella razionalità figurativa un sentimento a tratti quieto e talvolta malinconico. Incontriamo poi Stefano Luciano che attraverso le sue fascinose architetture che come cattedrali moderne celano in penombra tutto il sentimento e la fede per lo spazio e sorreggono con solidi pilastri la volta del suo mondo descrittivo. Possiamo dunque dire a riguardo dei lavori di Daniela Fiore che, quando l’occhio tocca il paesaggio, sia esso naturale o urbano si lascia trasportare come un caldo vento dallo sguardo rivolto all’orizzonte del sentimento. Giuseppe Vigolo ci illumina sul singolare delirio della guerra, che combatte in maniera rovinosa trascinando la figura umana che viene sconvolta e bistrattata dal suo normale equilibrio. Lucia Burato descrive le sue soggettività con minuzioso interesse, quasi da perfetta antropologa con un “filo” logico che unisce tutto il suo operato. Tommaso Squaiera invece, possedendo uno spiccato gusto per la materia, osserva la forza degli elementi scalfire materiali poveri quali legno e pietra che legano e mutano assieme. Convinto dello spessore e del valore delle persone che vi collaborano e credendo con passione nell’ambito in cui operano per la promozione del ricco mondo della grafica. (Pier Giacomo Galuppo) (catalogo)

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Pier Domenico Magri: Il respiro del cosmo

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Mantova dal 2 al 14 aprile 2011 (Inaugurazione: Sabato 2 aprile, ore 18.00 Orario di apertura: 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi. ) Galleria “Arianna Sartori” via Ippolito Nievo, 10 – tel.  Pier Domenico Magri. Il respiro del cosmo. L’esposizione, curata da Arianna Sartori,  rimane aperta al pubblico fino al 14 aprile, con i seguenti orari: 10.00-12.30 / 16.00-19.30, chiuso festivi.  In questo inizio di secolo, anzi di millennio, davanti ad ogni pittore di un certo rilievo vien fatto di domandarsi, quasi per dare l’avvio ad una sorta di giudizio universale, in che termini egli abbia fatto i conti coll’età che si è chiusa; che poi è come chiedere in che rapporto sia stato con le Avanguardie tardo-novecentesche, a quale si sia avvicinato di più, che cosa ne abbia ricevuto e che cosa abbia dato in cambio. Nel caso di Pier Domenico Magri proprio per il particolare rilievo della sua opera, queste domande sono più pertinenti che per altri pittori. Magri è  un artista solo apparentemente spontaneo, ma soprattutto non ingenuo. Conosce tutte le scaltrezze dell’espressività fino al limite estremo dell’espressionismo astratto (anche un po’ di maniera). Un artista si deve esprimere con i quadri e non con le parole, e con i quadri devono darci la misura del suo rapporto con la vita delle cose e la realtà della natura. E’ quello che fa Magri, e non è da sottacere il fatto che ha una laurea in medicina, che lo mette in un rapporto particolare con le qualità percettive degli esseri umani, che piaccia o non piaccia sono gli ovvi destinatari reali di un’opera d’arte.Pier Domenico Magri è nato a Trescore cremasco (Cremona) il 31 luglio 1943. Una pace generalizzata scandita da quella gamma infinita di sfumature dei verdi delle campagne cremasche, è l’universo scenico e poetico nel quale l’artista è nato ed è diventato adulto. Vive e opera a Milano. (magri)

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Rudolf Haas. Le stagioni di un girovago

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Mantova dal 23 ottobre al 4 novembre 2010 – via Ippolito Nievo, 10  Galleria “Arianna Sartori” Inaugurazione: Sabato 23 ottobre, ore 17.30. Sarà presente l’artista Orario di apertura: 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi.
Sabato 23 ottobre, la Galleria “Arianna Sartori Arte & object design” di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, inaugura la mostra dell’artista RUDOLF HAAS “Le stagioni di un girovago”. La personale, curata da Arianna Sartori, sarà inaugurata Sabato 23 ottobre alle ore 17.30 alla presenza del Maestro.
Rudolf Haas nasce a Vienna nel 1937, vive in Svizzera. L’artista ha esposto nei più importanti Musei del mondo, ritorna in Italia, a Mantova alla Galleria Arianna Sartori, dove aveva già realizzato una personale nel 2000 e una seconda nel 2007.
L’esposizione resta aperta al pubblico fino al 4 novembre, con i seguenti orari: 10.00-12.30 / 16.00-19.30, chiuso festivi. (rudolf)

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