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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

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Arlecchino servitore di due padroni

Posted by fidest press agency su sabato, 8 febbraio 2020

Roma Dall’11 al 23 febbraio al Teatro Argentina il regista e attore piemontese cinque volte premio Ubu, Valerio Binasco, si confronta con un grande titolo del repertorio rileggendo Arlecchino servitore di due padroni con uno spettacolo di forte impatto cinematografico. La fattura giocosa, sospesa, intatta nella sua grazia, della penna goldoniana ben si presta a vestirsi dei meccanismi comici di una borghesia dinamica e virtuosa che celebra l’intraprendenza femminile e l’amore romantico, e al contempo si confronta con i temi della povertà – latente nella leggendaria fame di Arlecchino – e del dolore.Valerio Binasco ha stupito critica e pubblico frantumando la tradizione con un Goldoni che guarda più alla commedia all’italiana che alla commedia dell’arte, dando voce a un’umanità vecchio stampo, paesana e arcaica, che ha abitato il nostro mondo in bianco e nero. Famelico, bugiardo, disperato e arraffone, l’Arlecchino “contemporaneo” di Valerio Binasco è un poveraccio che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale: «A chi mi chiede: come mai ancora Arlecchino? rispondo che i classici sono carichi di una forza inesauribile e l’antico teatro è ancora il teatro della festa e della favola».Il suo stile cinematografico, fatto di sintesi, unità di azione e suspense, è al servizio del testo di Goldoni, un perfetto congegno che dal 1745 non smette di funzionare e incantare il pubblico. La commedia della stravaganza diventa così un gioioso viaggio nel tempo, alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica, con un cast molto affiatato di attori molti dei quali collaborano da tempo con il regista. Personaggio dalle molteplici contraddizioni: meschino e anarchico, irriguardoso e servile, Arlecchino riesce a portare scompiglio nell’ottusa società borghese, con una carica che suo malgrado si può perfino dire ‘sovversiva’. «Non è mia intenzione fare uno spettacolo ispirato alla Commedia dell’Arte, così come non userò le maschere della tradizione. Per quanto sarà possibile, tenterò di dare a questo testo un sapore moderno, cercando di restituire l’umanità e la credibilità dei personaggi anche quando la tentazione del formalismo teatrale fine a se stesso ci sembrerà irresistibile. Non ho voluto avvicinarmi a un ‘mostro sacro’, un’icona come Arlecchino per testimoniare il mio rapporto con la teatralità – annota Binasco – Certo, la forza impressionante delle prime commedie di Goldoni arriva fino a noi, anche a dispetto di molte ingenuità drammaturgiche, e di altrettante concessioni al gusto e alle convenzioni dell’epoca. Resistere a questa pura forza teatrale che si propone in modo giocoso, infantile, ballerino, non sarà impresa facile, e qualcuno potrà legittimamente domandarmi: perché resistere, dunque? Ho due risposte. La prima è che le invenzioni di Strehler per rivisitare (per quanto possibile) la Commedia dell’Arte sono insuperabili, e si sono espresse con una nettezza che rende inutile e frustrante qualsiasi tentativo di incamminarsi sulla medesima strada. La seconda, che ha una risonanza più intima per me, è che in questa commedia, (al pari di altre commedie del ‘primo’ Goldoni) io avverto il richiamo di qualcosa che ha a che fare con un ‘certo tipo di umanità’, la cui anima travalica i limiti del teatro per il teatro, e chiede di essere raccontata con maggiore realismo, con maggiore commozione. È il richiamo di una tipologia umana di vecchio stampo, l’Italia povera ma bella di sapore paesano e umilmente arcaico che è rimasta attiva a lungo nel nostro paese, sia sulla scena che nella vita reale, ha abitato il nostro mondo in bianco e nero, si è seduta ai tavoli di vecchie osterie, ha indossato gli ultimi cappelli, ha assistito al trionfo della modernità con comico sussiego, ci ha fatto ridere e piangere a teatro e al cinema con le ‘nuove maschere’ dei grandi comici del Novecento, e poi è svanita per sempre, nel nulla del nuovo secolo televisivo. La voce di questa umanità è quella della Commedia».

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Arlecchino: servitore di due padroni

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

Roma dal 15 al 20 maggio ritorna sul palcoscenico del Teatro Argentina, in occasione dei settant’anni del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (1947), il celebre ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI, con il quale il grande maestro della regia italiana, Giorgio Strehler, ha reinventato la Commedia dell’Arte, a vent’anni dalla sua scomparsa nella notte di Natale del 1997. La storia di Arlecchino servitore di due padroni, diceva Giorgio Strehler, è “memoria vivente”. Come un inarrestabile fiume in piena, lo spettacolo fa nascere ogni sera la magia in palcoscenico. Perché “Arlecchino è sempre uguale e sempre diverso”, scriveva il maestro, ed è “libero dal tempo che passa”. Lo spettacolo si presenta nella versione curata dal suo interprete di sempre, Ferruccio Soleri, entra­to nel Guinness dei Primati per aver offerto la sua arte per una intera vita alla celebre maschera goldoniana, e qui con l’avvicendamento di Enrico Bonavera, che subentra, in un gioco di staffetta, al grande interprete che a sua volta ha ereditato la maschera di Arlecchino da Marcello Moretti (a partire dal 1959). Fra squilli di tromba e battere di grancassa, Arlecchino, con il suo vestito a pezze multicolori e la sua maschera da gatto, trascina con la sua inarrestabile carica di energia e di emozione, riproponendo i lazzi, i duelli e le risate, ma soprattutto la poesia, il “teatro puro” della drammaturgia goldoniana, nella versione registica ideata da Strehler nel 1947. A distanza di 70 anni l’opera non ha perso la sua energia e la sua originalità, soprattutto linguistica, risultando lo spettacolo più visto nel mondo. Una grande famiglia, un vero e proprio manifesto di un modo di fare teatro, in cui trovano posto anche interpreti più giovani in un ideale passaggio del testimone con i loro predecessori. Un esempio di commedia dell’arte sorprendentemente agile, incastonata in un palco metateatrale, intorno e dentro al quale agiscono i vari personaggi, le varie maschere, a comporre una allegra e colorata festa con segreti, giuramenti e scambi di persona.

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Mostra: “l’Arlecchino Tristano Martinelli – la Commedia dell’Arte nell’Arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

arlecchinoCastel d’Ario (Mantova) 30 aprile ore 11. La Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (Mantova) in via XX Settembre 11/13/15, dal 30 Aprile al 28 Maggio 2017 presenta la rassegna “l’Arlecchino Tristano Martinelli – la Commedia dell’Arte nell’Arte Contemporanea”.
La mostra, che nasce da un’idea e progetto di Adalberto Sartori, gode dei patrocini di Regione Lombardia, Provincia di Mantova, Comune di Castel d’Ario, Comune di Bigarello e San Giorgio, Comune di Mantova, Accademia Teatrale Campogalliani Mantova, Ecomuseo della risaia, dei fiumi, del paesaggio rurale mantovano, Pro Loco di Castel d’Ario si inaugura Domenica 30 Aprile alle ore 11.00, con interventi di Arianna Sartori curatrice della mostra e del catalogo, Daniela Castro Sindaco di Castel d’Ario, Barbara Chilesi Sindaco di Bigarello, Mattia Palazzi Sindaco di Mantova, Beniamino Morselli Presidente Provincia di Mantova e Maria Gabriella Savoia ‘Casa Museo Sartori’ e autrice del testo critico pubblicato nel catalogo, e alla presenza degli artisti che sono stati invitati dalla curatrice Arianna Sartori a presentare un’opera in questa rassegna.
Alle ore 11.30, Diego Fusari attore della Accademia Teatrale Campogalliani di Mantova, interpreterà brani di Tristano Martinelli e dai canovacci della Commedia dell’Arte.
In mostra si possono ammirare 58 opere, tra dipinti e sculture, realizzate da Baldassin Cesare, Baratella Paolo, Bedeschi Nevio, Bellomi Federico, Benedetti Laura, Benghi Claudio, Bianco Lino, Bobò Antonio, Bonafini Annalisa, Bongini Alberto, Budini Gianfranco, Calabrò Vico, Calvi Cesare, Capraro Sabina, Castagna Angelo, Castaldi Domenico, Cattaneo Claudio, Crestani Cristina, De Micheli Gioxe, Desiderati Luigi, Dugo Franco, Dulbecco Gian Paolo, Faccioli Giovanni, Falco Marina, Ferraris Giancarlo, Fioravanti Ilario, Fonsati Rodolfo, Galante Sabino, Galbiati Barbara, Grilanda Alberta, Guala Imer, Lavagna Silvana, Lo Presti Giovanni, Luchini Riccardo, Macaluso Marisa, Masserini Patrizia, Merik Milanese Eugenio Enrico, Molinari Mauro, Nastasio Alessandro, Nigiani Impero, Pantaleoni Ideo, Pedroli Gigi, Pilon Valerio, Poggiali Berlinghieri Giampiero, Previtali Carlo, Rossato Kiara, Sandrone Manuela, Santoli Leonardo, Scotto Aniello, Sironi Fabio, Soravia Sandro, Staccioli Paolo, Terreni Elio, Timoncini Luigi, Venditti Alberto, Vigliaturo Silvio, Zoli Carlo, Zucchellini Maurizio.
Nello stesso periodo è possibile vedere, al primo piano di Casa Museo Sartori, la mostra antologica “Omaggio a Vanni Viviani”, organizzata da Vincenzo Bruno e Arianna Sartori, a quindici anni dalla scomparsa del maestro. In mostra sono esposte una cinquantina di opere realizzate a partire dagli anni Sessanta fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2002. Per l’occasione è stato edito un catalogo con testo di Francesco Martani.Durante la mostra è possibile visitare il Museo d’Arte Ceramica “Terra Crea – Sartori”. Nel Museo, ancora in divenire, è presentato il primo nucleo della raccolta di Opere ceramiche, collocate in modo permanente negli spazi predisposti nel cortile interno del palazzo. Oltre 120 è il numero delle piastre ceramiche che, modellate ed elaborate secondo le varie tecniche e ispirazioni dagli artisti, sono fissate alle pareti.
• Domenica 7 maggio alle ore 17.00, si svolgerà la presentazione del volume a cura degli autori: Emanuela Chiavarelli e Luigi Pellini “Arlecchino: Dio, Demone e Re” Origini Sciamaniche di un Culto Arcaico (Libreria Editrice Aseq – Roma).
Stefano Paiusco, attore, proporrà un brano sulla commedia all’improvviso, tratta dal suo spettacolo “Comici Giullari Buffoni e Maghi ciarlatani”. (foto: arlecchino)

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PICASSO: Arlecchino con specchio (Arlequin au miroir)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

picassoNapoli. Venerdì 17 giugno 2016 alle ore 11.30 si terrà alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, via Toledo 185 sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, la preview della mostra Arlecchino con specchio (Arlequin au miroir), capolavoro di Picasso proveniente dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid che rimarrà esposta al pubblico dal 17 giugno all’11 settembre 2016.
Il dipinto, che fa parte della serie dei grandi “Arlecchini seduti” realizzati nel corso del 1923, è una delle opere più amate e popolari di Picasso, e rimanda alla prima produzione dell’artista, il cosiddetto “periodo blu e rosa” dove compaiono, insieme agli artisti del circo – acrobati, pagliacci e saltimbanchi – le maschere di Arlecchino e Pierrot, che simboleggiano la condizione emarginata dell’artista.
Contemporaneamente alla mostra di Napoli, dal 21 giugno al 18 settembre 2016, il Museo Thyssen-Bornemisza ospita all’interno della mostra Caravaggio y los pintores del Norte, il dipinto della collezione Intesa Sanpaolo Il Martirio di sant’Orsola, ultima tela realizzato da Caravaggio a pochi mesi dalla morte, abitualmente esposto a Palazzo Zevallos Stigliano. (foto: picasso)

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Mediazione linguistica e culturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Milano 12 ottobre 2010 alle 12.30, Aula magna del Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano, piazza Montanelli 1, Sesto San Giovanni (Milano). Ingresso libero l’attore Ferruccio Soleri incontra gli studenti e il pubblico per ripercorrere la sua esperienza di giramondo e raccontare come le audience dei diversi Paesi, e della Cina in particolare, hanno accolto negli anni il suo Arlecchino.
L’evento è organizzato dal Corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale e dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, in occasione della messa in scena dell’Arlecchino servitore di due padroni sovra titolato in cinese, arabo e spagnolo al Piccolo Teatro di Milano. Si tratta del primo di una serie di spettacoli che il Piccolo proporrà in diverse lingue, per avvicinare il pubblico straniero al teatro italiano offrendo la sovratitolazione in varie lingue. La serata in lingua cinese è fissata per martedì 19 ottobre.
Ferruccio Soleri (Firenze 1929), arrivato al Piccolo nel 1957, studia da Arlecchino con Marcello Moretti e durante la tournée americana, il 28 febbraio 1960 a New York, lo sostituisce per la prima volta. Moretti scomparve nel 1961 e quando Strehler due anni dopo riprese lo spettacolo chiamò Soleri, che da allora «è» Arlecchino, e nel tempo ha condiviso la scena con colleghi come Franco Graziosi, Warner Bentivegna, Giancarlo Dettori, Tino Carraro, Gianrico Tedeschi, Valentina Cortese, Andrea Jonasson.

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Arlecchino

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

Bologna 16 marzo alle ore 21, Teatro Dehon Via Libia, 59  la Compagnia Alfa Prosa di Torino, presenta “Arlecchino servitore di due padroni” di Carlo Goldoni. Regia di Augusto Grilli. Scene, costumi e luci di Alfa Prosa.  Al centro della commedia troviamo Arlecchino, servo di due padroni, che, per non svelare il suo inganno e per perseguire il suo unico intento, ovvero mangiare a sazietà, intreccia la storia all’inverosimile, creando solo equivoci e guai. La commedia si apre a Venezia in casa di Pantalone de’ Bisognosi, anziano mercante che sta assistendo alla promessa di matrimonio tra sua figlia, Clarice, e Silvio, figlio del Dottore Lombardi. I due sono innamorati ed è una fortuna che possano promettersi, dato che Federico Rasponi, agiato torinese a cui Clarice era destinata, è morto in una lite a causa della di lui sorella Beatrice. Pantalone è un ricco anziano mercante; Brighella è un locandiere e la sua attività è fruttuosa: tanti sono i clienti e i camerieri che lavorano alla sua locanda. Florindo intrattiene affari con diversi mercanti durante il suo alloggio a Venezia, e Beatrice orchestra l’inganno ai danni di Pantalone per i soldi della dote. Un quadro particolare della borghesia che sta emergendo. Truffaldino e Smeraldina sono i due servi, ma vengono comunque esaltati dall’autore per la loro prontezza e scaltrezza, per la loro capacità di adattarsi e di sopravvivere. Nella commedia emerge anche la distanza tra i giovani e vecchi. Prezzo: Intero: 15 Euro Ridotti: 10 Euro (arlecchino)

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Soleri e Brandolini d’Adda aprono il Carnevale 2010

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2010

Venezia, “Arlecchino servitore di due padroni”, interpretato dal grande Ferruccio Soleri, la discesa di Bianca Brandolini d’Adda nelle vesti di “Angelo” del Carnevale, la “Festa Veneziana” a Cannaregio, il corteo della “Festa delle Marie” e decine di altri eventi caratterizzeranno il primo week end del Carnevale, che parte all’insegna della tradizione.    Il Giardino di Piazza San Marco aprirà al pubblico durante l’intero Carnevale. “Questo fiabesco Giardino è un bellissimo messaggio di sobria gioiosità, di sostenibilità, di attenzione verso la città. Un allestimento, realizzato con i prodotti più semplici e allo stesso tempo nobili del nostro territorio, che esalta la duttilità della nostra straordinaria città”, ha commentato il presidente di Venezia Marketing Eventi Piero Rosa Salva.  Ma ecco il calendario dei principali eventi del primo week end carnascialesco. Ricordiamo che l’offerta di appuntamenti comprende gli eventi organizzati dalle Municipalità, i cui dettagli sono disponibili sul sito http://www.carnevale.venezia.it
Sabato 6 febbraio. Il Carnevale aprirà all’insegna dei bambini e dell’attesa performance di Ferruccio Soleri in Piazza San Marco alle 21.00, protagonista di “Arlecchino servitore di due padroni”, la nota commedia di Carlo Goldoni che andrà in scena con la regia di Stefano De Luca. In Campo Sant’Angelo, dalle 11.00 alle 19.00, ci sarà la mostra polisensoriale dedicata al riciclo delle lampadine “Lamp & Rilamp”, a cura del Consorzio Ecolamp. In terraferma ricordiamo la prima tappa del tour del Sensation Bus, dalle ore 14.30 alle 15.30 alla Chiesa di S.Ilario a Malcontenta, e alle 16.00 in Piazza Mercato a Marghera. La sera chiusura del primo giorno di Carnevale in Campo Santa Margherita con DJ set a cura di A.E.P.E. a partire dalle 21.00.
Domenica 7 febbraio. È la giornata del Volo dell’Angelo, in programma alle 12.00 in Piazza San Marco. A seguire sempre a San Marco, dalle 14.30, il Festival Rievocazioni Storiche a cura di C.E.R.S. per la regia di Massimo Andreoli. Alle 14.00 a San Pietro di Castello prenderà invece il Via, guidato dal principe Maurice Agosti, il Corteo delle Marie, per la regia di Bruno Tosi, che approderà a San Marco verso le 15.00. Voga, tradizione e sapori sono invece gli ingredienti della “Festa veneziana”, caratterizzata dal corteo acqueo di barche alla veneta che partirà alle 11.00 da Punta della Dogana per arrivare, dopo il transito lungo il Canal Grande, in Rio di Cannaregio verso le 12.00. Lì insieme alle degustazioni tipiche offerte da A.E.P.E. ci sarà lo “Svolo della pantegana”, ideato da Tullio Cardona che sarà anche il conduttore dell’intera manifestazione insieme alla campionessa di voga veneta Gloria Rogliani. Domenica sera dalle 21.00 Dj set in Campo Santa Margherita. Sempre domenica a Favaro Veneto, in Piazza Pastrello alle 15.00, ci sarà la seconda tappa del Sensation Bus. (carnevale1,2)

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Lucio Fontana: L’Arlecchino. Mosaico e ceramica

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Milano fino al 19/3/2010 via Filippo Corridoni, 41, Claudia Gian Ferrari Studio di Consulenza per il -900 italiano e Arte Contemporanea Nell’estate 2009, quando si sono resi necessari alcuni lavori al Cinema Arlecchino di Milano, i figli dell’imprenditore cinematografico William Quilleri, che intorno a quel cinema ha costruito la sua carriera, hanno deciso fosse arrivato il momento di mettere in sicurezza i due capolavori di Lucio Fontana che hanno accompagnato la vita della sala fin dal primo giorno, nell’ormai lontano 1948. L’Arlecchino, uno dei cinema piu’ amati dai milanesi, e’ al momento chiuso e il suo futuro ancora incerto. Il libro, che in occasione della mostra viene presentato, racconta la storia dei due capolavori realizzati nel 1948, una scultura a mosaico e un fregio in ceramica policroma, esposti per la prima volta in una galleria, grazie ai consigli e all’aiuto di Claudia Gian Ferrari e a un attento restauro da parte di Barbara Ferriani.  Dopo la parentesi argentina degli anni di guerra, nella primavera del 1947, Lucio Fontana torna in Italia, in una Milano che si prepara a quella rinascita artistico-culturale che ha segnato gli anni Cinquanta. Nel luglio di quell’anno il pubblico aveva tributato un successo clamoroso all’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni messo in scena da Giorgio Strehler al Piccolo Teatro, i milanesi si erano entusiasmati per una maschera classica non piu’ paludata, divenuta simbolo della libertà riconquistata e della potenza della risata irriverente contro ogni costrizione dei poteri costituiti.  Nell’occasione verrà presentato il volume Lucio Fontana. L’Arlecchino edito da Charta  testi di Paolo Campiglio e David Quilleri (lucio fontana)

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