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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘armamenti’

Marino, dai tagli agli armamenti le risorse per la ricerca

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Ignazio Marino, senatore del Partito democratico, ha risposto punto per punto alle dieci domande rivolte ai politici dal Gruppo 2003, in merito al futuro della ricerca in Italia. Marino conviene con gli scienzia ti che la ricerca sia il settore principale su cui investire: «non si può condurre il nostro Paese fuori dalla crisi e migliorarne l’economia puntando solo sugli aspetti fiscali, finanziari oppure sulla riforma del sistema pensionistico». Oggi le risorse destinate alla ricerca sono appena lo 0,9% del Pil e, secondo il capolista al Senato in Piemonte per il Pd, la percentuale dovrebbe aumentare in modo progressivo durante la prossima legislatura fino ad arrivare al 2%. Inoltre, in ogni ambito, si dovrebbero «adottare le regole internazionali di assegnazione dei fondi della peer review, in modo da permettere una valutazione e una selezione dei progetti più validi ed esclusivamente sulla base del merito». Da dove attingere le risorse necessarie? Marino indica i tagli alle spese per gli armamenti, citando i 15 miliardi di euro destinati al contestato acquisto dei 131 cacciabombardieri. «Con queste somme – spiega – potremmo finalmente sost enere qualche investimento per la ricerca e l’innovazione, per far uscire il nostro Paese da quella condizione di arretratezza riconosciuta anche dalle statistiche della Commissione europea». Non si tratta solo di aumentare le risorse, ma anche di utilizzarle in modo migliore, a partire da una modifica della formazione universitaria e post-universitaria, da un ripensamento delle carriere professionali, dei salari, nonché delle responsabilità e dei doveri dei ricercatori di maggior talento. È poi essenziale rafforzare il rapporto con il mercato, fino a oggi trascurato, mentre per il senatore Pd è necessario favorire «l’iniziativa dei singoli ricercatori, offrendo loro la possibilità di fare ricerca, libera e creativa, anche al di fuori dall’ambito universitario».(fonte doctornews33)

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Il governo “amato” dagli italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2012

1) evitata la patrimoniale per colpire esclusivamente le fasce più deboli;
2) evitata l’asta per le frequenze TV, in ossequio servile agli interessi del cavaliere;
3) sta arrivando la depenalizzazione della concussione per vanificare uno dei processi (il più infamante) pendenti a carico dell’ex premier;
4) evitato ogni discussione sulla RAI… perchè il cavaliere non vuole;
5) confermata commessa per acquisto miliardario armamenti;
6) evitata revoca legge sul falso in bilancio;
7) nulla di fatto per la legge sulla corruzione e la riforma della giustizia;
8) non resa severa la legge per la lotta alla corruzione;
9) cos’altro deve essere concesso al partito del cavaliere a cura e spese della collettività? Per ora il governo ha evitato d’incassare circa 100 miliardi di euro per tenere buoni i poteri forti e garantirsene la protezione.
Per contro il governo si è accanito sulle fasce più deboli portando il carico fiscale complessivo al 55% sul reddito percepito e se si contano le altre gabelle (imposta sulla prima casa, rivalutazione della rendita catastale, aumento dell’Iva, aumento della benzina, del costo della vita, ecc.) arriviamo ad un carico sulle retribuzioni e pensioni intorno al 70%. In pratica per chi percepisce uno stipendio di 1500 euro al mese deve pagare allo Stato, sotto varie forme, oltre mille euro.
Ora con la modifica dell’art.18 si rende precario anche il lavoro a tempo indeterminato lasciando al datore di lavoro la facoltà di licenziare quando e come gli pare.
Questo è il governo voluto dal Presidente della Repubblica. Questo è il governo voluto dalla triplice: Pd, Pdl e Fli. Questo è il governo dei banchieri e delle classi privilegiate.
E ora si dice che il sacrificio è necessario. Ma necessario per chi?

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Le risorse e il governo le ignora

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2011

Where Switzerland ends and Italy begins

Image by Small via Flickr

Perchè piangere sul mancato adegumento delle pensioni al costo della vita che, mediamente, raòppresentano per gli interessati un beneficio, si fa per dire, intorno ai 60 euro e si ignorano volutamente gli introiti possibili. Ne citiamo quattro:
l’aumento al 3% rispetto all’attuale 1,50% del recupero dei capitali scudati ovvero per 7 miliardi di euro;
la rinuncia all’acquisto dei nuovi armamenti per le forze armate per 13 miliardi di euro;
il mancato accordo con la Svizzera (come hanno fatto la Germania e la Gran Bretagna) per tassare i soldi nascosti in Svizzera e che avrebbero consentito un introito pari a 15 miliardi di euro;
mancato avvio dell’asta pubblica delle frequenze Tv per favorire Mediaset e che avrebbero permesso un introito di almeno 4 miliardi di euro.
E dire che Berlusconi insiste nel ritenere l’Italia un paese ricco. Si lo è ma solo per una ristretta cerchia di approfittatori che ci hanno portato allo sfascio attuale per ingordigia. Se questo governo non interviene diventa, automaticamewnte, complice, se non sotto ricatto, del precedente esecutivo.Non ha diritto, quindi, di pretendere sacrifici agli italiani e, soprattutto, nella misura che stiamo constatando. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Manovra e spese militari

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2011

“E’ significativo per comprendere l’attuale situazione il fatto che dopo tutti i discorsi degli esponenti del governo sulla crisi economica in atto, e gli impegni assunti con i numerosi Ordini del Giorno accolti sul taglio delle spese militari, delle prebende e regalie di cui beneficiano i generali delle Forze armate e i “satrapi del Cocer”, la Commissione Bilancio del Senato abbia respinto tutti e 15 gli emendamenti presentati dal Pdm tramite i senatori radicali Perduca e Poretti, che adesso li ripresenteranno in Aula. Questa volta, in caso di bocciatura, Perduca e Poretti non ne chiederanno la conversione in Ordini del Giorno perché è chiaro che la parola del Governo, dei suoi Ministri e del suo Presidente non vale nulla. Occorre interrompere immediatamente questo circolo vizioso che vede gli Italiani affannarsi per arrivare a fine mese mentre il governo continua a sperperare miliardi di euro per acquistare armamenti inutili.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Libia: La Russa dica se Italia ha inviato armi

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

“Dopo le ammissioni da parte della Francia sull’invio di armi ai ribelli libici che combattono contro il regime di Gheddafi, nella considerazione che dalla metà dello scorso mese di aprile operano sul suolo libico 10 militari italiani con il compito di “istruttore”, mi sembra doveroso che il Ministro della difesa La Russa riferisca urgentemente al Parlamento sulla tipologia degli aiuti che fino ad oggi sono stati inviati ai ribelli libici e che escluda categoricamente l’invio di armamenti di qualsiasi natura. Questi chiarimenti mi sembrano doverosi e necessari, perché le decisioni spesso contraddittorie che fino ad oggi La Russa ha assunto sulla conduzione delle operazioni da parte delle Forze armate nell’ambito della guerra libica, sommate al più totale riserbo che circonda le azioni belliche dei militari italiani e alla notizia diffusa lo scorso 31 marzo dall’agenzia TMnews secondo cui Barack Obama avrebbe firmato un ordine segreto per autorizzare l’invio di armi e sostegno di altra natura alle forze che combattono contro il regime di Gheddafi, rendono legittimo ritenere che anche il Governo italiano possa aver agito come quello francese.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)

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Un miliardo di euro per acquisto armamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

“Sono rimasto sconcertato nell’apprendere che la IV Commissione permanente (Difesa) della Camera senza avere – pur avendoli richiesti – i necessari chiarimenti ha espresso parere favorevole ai programmi pluriennali per l’acquisto di mezzi e armamenti sui quali il Ministro della difesa ha chiesto il parere.  Sulla questione il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), ha presentato una interrogazione (4-09396)  al Ministro La Russa perché abbiamo ritenuto grave che il Governo non abbia messo a disposizione gli atti idonei a consentire ai deputati la piena cognizione del Ministero dei citati programmi pluriennali, a comprendere le ragioni poste a fondamento di ciascun atto e conoscere gli effettivi riparti annuali degli impegni di spesa. A fronte delle numerose manifestazioni di protesta pervenute alla cronaca ed alle sedi parlamentari da parte dei rappresentanti del personale militare, in ordine agli indiscriminati tagli economici effettuati sul bilancio della difesa, con particolare riguardo alle spese per il personale e alla disastrosa politica economica in materia di sicurezza e difesa attuata dal Governo, il costo complessivo degli investimenti di 933,8 milioni di euro che il Ministero della difesa dovrà sostenere fino al 2018 ci sembra del tutto illogico e oltremodo contraddittorio con le rassicurazioni e gli impegni derivanti dall’accoglimento degli ordini del giorno presentati da esponenti della maggioranza di Governo all’indomani dell’approvazione della manovra finanziaria aggiuntiva di cui al decreto-legge 78 del 2010. Per questi motivi abbiamo chiesto al Ministro «se non ritenga di dover sospendere i programmi di acquisizione pluriennale in premessa e conseguentemente destinare le risorse eventualmente disponibili all’adeguamento dei trattamenti economici del personale militare ed alla stabilizzazione dei precari delle Forze armate.»  Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Mozioni sulle spese della difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Dichiarazione di Luca Marco Comellini – Segretario del Pdm: “E’ Da quando sono stati eletti che fanno proclami e gare per dichiarare la loro vicinanza ai cittadini in divisa, ma la realtà è ben differente: i loro amici, quelli importanti e da tutelare, sono i generali e le grandi industrie di armamenti.” “Lo scorso 7 luglio sono stati respinti tutti gli emendamenti alle mozioni sulle risorse destinate al settore della difesa. I resoconti dell’Assemblea sono il mezzo più semplice e infallibile per smascherare i falsi amici dei militari e dei poliziotti. È stato sufficiente presentare degli emendamenti per verificare che alle parole di determinati personaggi non sono seguiti i fatti concreti come è nel loro stile. In particolare avevamo proposto all’Assemblea di sospendere il programma pluriennale di A/R SMD n. 02/2009 relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint strike fighter e alla realizzazione dell’associata linea FACO/MRO&U per un periodo di tre anni, a decorrere dal 2010, e nel contempo ad avviare ogni possibile azione per la riduzione nella misura del 50 per cento dell’importo complessivo di spesa del medesimo programma e conseguentemente destinare i maggiori risparmi di spesa ottenuti ai comparti difesa e sicurezza. Su questa proposta oltre ai radicali hanno votato favorevolmente solo 8 deputati (Buttiglione, Causi, Colombo, Grassano, Nicco, Portas, Sarubbi E Touadi) è quindi evidente che l’oriemtamento unanime del resto dei parlamentari (PDL – PD – IDV – LEGA – UDC e  Gruppi Misti) nel tutelare interessi particolari e industriali. Inoltre, con la sola eccezione contraria dei deputati radicali, l’Assemblea ha votato favorevolmente per «confermare adeguati livelli di finanziamento al settore investimento della difesa, al fine di sviluppare le attività di ammodernamento e rinnovamento dello strumento militare, contribuendo a creare le condizioni per la crescita e la competitività, anche in ambito internazionale, dei settori industriali avanzati, essenziali per lo sviluppo economico del Paese» e per «escludere il personale militare dal godimento dei diritti sindacali». Sulla questione dei “diritti sindacali” sarebbe opportuno un significativo chiarimento dei partiti di opposizione (PD – IDV – UDC) nella cui storia si leggono belle pagine di lotte per i diritti sindacali, ma anche la maggioranza e il Governo dovrebbero  decidere  cosa fare da grandi visto che lo scorso 24 febbraio hanno accolto un nostro Orddine del Giorno (9/3210/3 – Farina Coscioni e altri), con il quale si sono impegnati a riconoscere questi diritti anche ai militari. Ma ciò che deve far riflettere, soprattutto i “Cittadini in divisa”, è la clamorosa bocciatura dell’emendamento con cui abbiamo proposto una modifica al dispositivo della mozione Cicu e altri n. 1-00404 per impegnare il governo a “non incidere negativamente, in alcun modo, sui trattamenti economici del personale militare”. I deputati che in questo periodo si sono dichiarati maggiormente vicini ai militari sono stati quelli che hanno votato convintamente contro il nostro emendamento e fra questi ci sono i nomi di Ascierto, Cirielli, Crosetto, Speciale, Cicchitto E Paglia.”

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Difesa: Spese per gli armamenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

“Il Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm), ha presentato, tramite il deputato radicale Maurizio Turco cofondatore del Pdm, degli emendamenti alle Mozioni Fanceschini (1-00395) e Cicu (1-00404) in discussione oggi alla Camera. La presentazione degli emendamenti si è resa necessaria per chiedere un effettivo impegno del Governo, concreto e in tempi certi, per una effettiva riduzione delle spese militari destinate a finanziare inutili acquisizioni di armamenti, come i 131 velivoli JFS, e con lo scopo di recuperare importanti risorse da destinare al personale dei Comparti Difesa e Sicurezza.”

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La guerra nucleare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2010

Da Hiroshima alla difesa antimissile di Giampaolo Valdevit Perché non è scoppiata la guerra fra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica capace di portare alla catastrofe totale, all’olocausto nucleare, a quello che con altro termine biblico si è definito l’Armageddon, il luogo nel quale si raduna tutto il male del mondo? Perché la linea che separa il conflitto convenzionale dal conflitto nucleare non è stata mai scavalcata, almeno dopo i due bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki? Sono le domande principali a cui risponde questo saggio di politica internazionale che ripercorre l’evoluzione degli armamenti nucleari nella strategia e nella cultura dei due blocchi: dagli esordi negli anni Quaranta, per tutta la Guerra Fredda, esaminando infine gli attuali scenari di proliferazione. L’iniziale ossessione atomica nel corso dei decenni si stempera, il pensiero strategico evolve e le armi non hanno più la funzione di colpire, ma piuttosto di impedire al nemico di scatenare un attacco devastante senza possibilità di reazione. In questo conflitto a distanza, che ha come protagonisti uomini politici, militari, scienziati, accademici, scopriamo che, contrariamente alle aspettative iniziali, la capacità di distruzione totale è stata tenuta sotto controllo da entrambi le parti. Anche al giorno d’oggi tale constatazione è incoraggiante rispetto alle nuove ma assai meno allarmanti minacce che i più recenti aspetti della proliferazione nucleare hanno posto sul tavolo delle trattative internazionali. (Pagine 288 Euro 20,00 Codice 14135D ISBN 978-88-425-4403-6)

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Di Pietro: La storia vera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Filippo Facci – Mondadori – 2009 – pp. 528 – € 21,00. Poco è stato raccontato circa un passato che lo stesso Di Pietro tende misteriosamente a dissimulare: dai pascoli molisani all’emigrazione in Germania, dalla sorveglianza di armamenti Nato a una laurea conseguita in soli trentadue mesi, dal ruolo di presunto agente dell’antiterrorismo a quello di viaggiatore in scenari da spionaggio internazionale, dalla stretta amicizia con una combriccola di potenti al suo averli passati per le manette uno per uno. Poco è stato raccontato, in realtà, anche di un presente che il leader dell’Italia dei Valori lascia regolarmente nell’ombra: l’autoritarismo, il familismo, il partito fondato sull’obbedienza al capo, la disinvoltura nell’incassare e gestire il finanziamento pubblico, gli accordi sottobanco col “regime” berlusconiano, lo spettacolare trasformismo.

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Torino fin de siècle: L’Esercito ieri e oggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2009

Torino 14 novembre 2009 presso il Campus Riberi – Sala Conferenze del Dipartimento Militare di Medicina Legale in via Barletta 14  dalle ore 9,15 alle 12,30. Ingresso libero.  Presso l’ex ospedale militare ora trasformato nel primo “campus militare” fino al 20 novembre è allestita la mostra “L’Esercito ieri e oggi”, a cura del Comando Militare Regione Nord, che offre alla visione cimeli storici, mezzi e strumenti d’epoca, armamenti e uniformi militari, fotografie e cartoline tematiche, libri e scritti, occasione unica per approfondire sia storia e curiosità del Risorgimento, sia la professionalità militare moderna. L’allestimento utilizza la stupefacente vetrata che a ferro di cavallo costituisce prezioso elemento di raccordo tra tutti i padiglioni medici.  Relazioni di: Elena Cappellano, Vittorio G. Cardinali, Franco Cravarezza, Dora Filippone, Marina Paglieri, Barbara Ronchi della Rocca, Donatella Taverna e Francesco De Caria.
Lunedì 16 novembre 2009 Concerto del bass-baryton Gabriele Bolletta e il soprano Merita Dileo, con al pianoforte Cecilia Novarino, pianista. Per celebrare in musica “Convegno Nazionale di studi Torino fin de siècle tra cultura, costume e vita cittadina dopo l’Unità d’Italia. Dal cavallo all’automobile”. Introduce il presidente dell’Associazione Immagine per il Piemonte onlus, Vittorio G. CARDINALI; coordinamento di Walter Baldasso.

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Obama e l’aborto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2009

Lettera al direttore. Secondo  l’Osservatore Romano, il Nobel per la pace assegnato al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, “ha colto tutti un po’ di sorpresa” perché “sarebbe difficile definire il presidente un pacifista a tutto tondo”. Le perplessità sarebbero anche da attribuire alla politica di Obama “oscillante nei confronti dei grandi temi bioetici”, a partire dall’aborto. Ora, si può essere d’accordo sul fatto che assegnare il Nobel per la pace al presidente di un Paese che spende in armamenti quasi quanto spendono tutti i Paesi del mondo messi insieme, possa suscitare perplessità,  ma che cosa c’entra mai con la pace la posizione di Obama nei riguardi dell’aborto? Gli aborti clandestini, la morte di tante donne costrette a ricorrere a paramedici e a «mammane» sono la pace? Il carcere per chi fa abortire e per chi abortisce è la pace? L’autore dell’articolo ricorda poi le ripetute vane candidature al premio di Giovanni Paolo II. Ma non sarà che il premio a Karol Wojtyla non fu assegnato proprio per le sue posizioni nei riguardi dei temi bioetici e segnatamente dell’aborto? Giovanni Paolo II aveva sostenuto la sua brava “guerra” contro la legalizzazione dell’aborto. Così scriveva nell’Enciclica Evangelium vitae: “Il fatto che le legislazioni di molti Paesi…abbiano acconsentito a non punire o addirittura a riconoscere la piena legittimità di tali pratiche contro la vita è insieme sintomo preoccupante e causa non marginale di un grave crollo morale”. Il Papa si lamentava per il fatto che lo Stato non “punisse”, e  che addirittura fornisse gratuitamente strutture sanitarie. Ma non basta. Nella stessa Enciclica metteva sullo stesso piano l’omicidio, il genocidio, l’aborto e l’eutanasia. Dimenticava che ricorrere all’aborto o all’eutanasia per necessità o per disperazione non significa odiare la vita né il prossimo, perpetrare omicidi e genocidi, significa odiare la vita e odiare il prossimo. Forse la differenza sfugge anche all’autore dell’articolo sull’Osservatore. (Renato Pierri)

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