Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 60

Posts Tagged ‘arresto’

Morto dopo arresto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

“Sono vicino ai miei uomini. Li conosco bene e sono tutte persone perbene, e poliziotti dalla grande preparazione. Aspettiamo quindi con totale serenità che investigatori e magistratura facciano il proprio lavoro”.“Sono le parole che ci ha detto il Dirigente del Commissariato di Empoli, Francesco Zunino, a proposito della tragica vicenda conclusasi con la morte di un arrestato. E noi non possiamo che unirci a questi sentimenti di fiducia, perché condividiamo la consapevolezza della correttezza e della professionalità dei colleghi” afferma Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, a proposito del decesso dell’uomo arrestato a Empoli che, all’improvviso, ha dato in escandescenze aggredendo gli agenti intervenuti anche con morsi e calci.“I poliziotti italiani sono un modello per l’intera Europa e sono certamente i più preparati al mondo a gestire le situazioni limitando al minimo l’utilizzo della forza a costo di pagarne le conseguenze sulla propria pelle, come purtroppo è accaduto molto spesso. Eppure – aggiunge Mazzetti – temiamo che adesso parta la solita campagna di delegittimazione della divisa da parte di coloro i quali quasi attendono con ansia vicende del genere pur di poter crocifiggere chi appartiene alle Forze dell’ordine. Quel che va detto, invece, è che i poliziotti non sono medici, non possono essere lasciati da soli di fronte a situazioni in cui è palese la necessità di una gestione da parte di personale sanitario. Senza contare, poi, che ancora migliaia di Appartenenti al Comparto non possono contare su strumenti indispensabili a svolgere ancor meglio il proprio lavoro, e quindi non possiamo che auspicare che al più presto sia fatto tutto quanto indispensabile per ampliare le dotazioni, con taser, spray urticanti, telecamere, microfoni per le comunicazioni fra squadre e tutto quanto è indispensabile. Sappiamo bene che tutto ha un costo, ma la sicurezza è un investimento, e fare tutto il possibile per garantire la sicurezza è una priorità”.

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Arresto Battisti: Aspettiamo che questo assassino entri in un carcere italiano per non uscirne più”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

“L’arresto di Cesare Battisti è un’ottima notizia che tutti aspettiamo da troppo tempo e che conferma oltre tutto come, quando c’è la volontà, la giustizia faccia sempre il suo corso e come l’attività di chi lavora per la legalità, caparbiamente e instancabilmente, come la nostra straordinaria intelligence, produca sempre i suoi risultati. Ora l’ottimismo c’è, ma cauto. Vogliamo credere in tutti i modi che non si verifichino problemi o lungaggini di sorta con l’estradizione. E’ chiaro che aspettiamo il prossimo determinante passo di vedere questo criminale arrivare in Italia ad occupare il posto che gli spetta in una cella dove dovrà restare fino all’ultimo dei suoi giorni. Nel passato abbiamo visto accadere in questa dolorosa vicenda delle cose indegne del rispetto dovuto a un Paese civile e democratico come l’Italia, e soprattutto delle tante famiglie che Battisti ha distrutto con la propria violenza. Un orrore che non ha proprio nulla di ‘politico’, ma che identifica semplicemente un crudele assassino che deve saldare il proprio debito senza sconti, senza ulteriori ritardi, e senza alcuna ulteriore possibile copertura. Nulla potrà attenuare la frustrazione di aver visto per tanto tempo un pluriomicida vivere in libertà, mentre le famiglie che ha devastato hanno subito la condanna del lutto e della sofferenza a vita, e mentre le Istituzioni che hanno tanto lavorato per far luce sui suoi crimini hanno subito la beffa dell’attesa. Ma adesso non è più tempo di vedere sfumare ciò che un intero Paese attende. Adesso deve arrivare inesorabile il momento di mettere questo criminale senza scrupoli davanti alle proprie responsabilità, al proprio vergognoso passato nel quale ha seminato orrore e lutto, per pagare finalmente il conto alla giustizia italiana”.Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, dopo l’arresto in Bolivia dell’ex terrorista latitante Cesare Battisti, già condannato in Italia per quattro omicidi, commessi tra il 1977 e il 1979.

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Arresto Cesare Battisti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

“Complimenti ai colleghi per la brillante operazione che ha portato all’arresto del protagonista di una triste pagina della nostra storia. Siamo ora più che mai, vicini alle famiglie delle sue vittime”. Commenta così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), la notizia dell’arresto di Cesare Battisti.
“Attendiamo fiduciosi il lavoro della Magistratura. Battisti – prosegue Paoloni – è giusto che si assuma le responsabilità di quanto fatto e paghi. Non esiste giustificazione ideologica per chi commette crimini”. Per parte politica interviene l’on.le Giorgia Meloni che dalle pagine di facebook così commenta: «Un plauso ai nostri servizi e agli agenti dell’Interpol per aver arrestato in Bolivia il terrorista comunista Cesare Battisti. Doveroso il ringraziamento al presidente brasiliano Bolsonaro: il suo intervento è stato decisivo per mettere fine all’impunità di Battisti. Le nostre patrie galere lo aspettano a braccia aperte per scontare, fino all’ultimo giorno e senza sconti e benefici, l’ergastolo».

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Agenti in ospedale dopo arresto spacciatore

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

polizia“Purtroppo, contiamo ancora quattro Agenti che sono rimasti feriti durante un’operazione di servizio, a cui esprimiamo la massima solidarietà e gli auguri di una pronta guarigione. E’ una delinquenza sempre più agguerrita e violenta, ad ogni livello, a mettere alla prova gli Appartenenti alla Polizia di Stato che, purtroppo, continuano troppo spesso a pagare sulla propria pelle le conseguenze del servizio svolto. La cosa rende ancor più lampante la necessità di poter contare su maggiori risorse, in termini di uomini e di mezzi, per consentirci di tutelare al meglio la sicurezza dei cittadini e del Paese. Le sfide multiformi con cui abbiamo a che fare, su ogni fronte della vita sociale, richiedono maggiori investimenti e ulteriori mezzi di tutela, operativa oltre che personale, degli Operatori che devono poter contare su numeri e su un’età media oggi non all’altezza della mole di lavoro che siamo chiamati a svolgere e che comunque, nonostante tutto, continuiamo a portare avanti con risultati di eccellenza assoluta a costo di sacrifici personali”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo che quattro Agenti della Questura di Aosta sono stati feriti, e due di loro hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere, durante una colluttazione avvenuta nell’ambito di un’operazione della Narcotici per l’arresto di un cittadini marocchino accusato di spaccio di stupefacenti e trovato in possesso di circa mezzo chilogrammo di hashish e un grammo di cocaina. “Il ferimento di colleghi è ormai purtroppo notizia quasi quotidiana – conclude Pianese -, e ciò significa andare ogni giorno in servizio consci che potrebbe essere la volta fatale. Il nostro è un appello fortissimo al senso di responsabilità e di solidarietà non solo per tutti i cittadini, ma anche per chi ha il compito di tutelare in ogni modo possibile chi porta una divisa”.

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L’arresto di Raffaele Marra e i retroscena

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Secondo l’accusa, Marra avrebbe ricevuto una somma dal costruttore Sergio Scarpellini, anche lui finito agli arresti. Ma chi è Scarpellini? Il costruttore e immobiliarista romano, scrive Sergio Rizzo su il Corriere, gestiva affari a Roma da milioni di euro. Affari che necessitavano di appoggi in Campidoglio e nel Palazzi della politica nazionale, il Senato in particolare. E questo perché il Comune di Roma pagava 15 milioni di euro a Scarpellini per affitti vari. In particolare per il palazzo dove c’è la sede dei gruppi consiliari. Dove è il problema? Semplice: quel palazzo non appartiene a lui, ma all’Inpgi, l’Istituto di Previdenza dei giornalisti italiani. L’immraggiprimaassembleacapitolinaobiliarista prendeva in affitto dall’Inpgi l’immobile a due milioni di euro e lo subaffittava al Campidoglio a 9 milioni. Un affare per lui e un buco nel bilancio per Roma. Ma nessuno – prima che arrivasse Ignazio Marino – aveva mai osato mettere bocca sulla questione. Non aveva detto nulla nemmeno Raffaele Marra che durante la giunta Alemanno era proprio il direttore del dipartimento del patrimonio.Il fatto è che Scarpellini è stato uno dei più odiati “palazzinari” romani immischiati con la politica contro cui si è schierato il Movimento Cinque Stelle appena approdato a Roma. Ed è proprio uno scherzo del destino che i guai giudiziari della giunta grillina vengano proprio per i rapporti di un suo membro con quell’immobiliarista di cui il M5S ha sempre denunciato gli eccessivi affitti che enti statali e comunali gli pagavano. Per fare un esempio: Scarpellini in 30 anni tra Senato, Camera e Campidoglio ha incassato in contratti di locazione circa 600 milioni di euro. Il caso più noto è quello di Palazzo Marini dove hanno sede gli uffici dei deputati. A marzo dell’anno scorso, anche grazie ad una battaglia del M5S, la Camera dei Deputati aveva cancellato i contratti di affitto dei suoi palazzi per rivedere i costi. Dalle analisi del direttore dell’Agenzia del Demanio venne fuori che la Camera (quindi i contribuenti) pagavano a Scarpellini oltre 5milioni di euro, quando il “prezzo” giusto sarebbe stato 2 milioni 270mila euro. Il doppio. Uno “scandalo” denunciato dal quel Movimento che ora rischia di cascare proprio sui rapporti con Marra. (fonte Il giornale.it) (foto: raggiprimaassembleacapitolina)

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Arresto Mori non convalidato

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2015

arresto moriRoma Ieri sabato 18 Luglio sono stato processato per direttissima dalla Quarta Sezione del Tribunale di Roma in relazione ai fatti gravissimi che hanno coinvolto ieri la nostra città a seguito dei tafferugli di Casale S.Nicola in cui i cittadini residenti sono stati caricati dalla Polizia. Il Giudice della IV sezione, Dr.ssa Di Gioia, ha però “NON CONVALIDATO” l’arresto in quanto considerato non giustificato, mentre stavo solo cercando di difendere le donne che stavano per subire la carica della Polizia. Mi prendo una giornata per spiegare bene i fatti che saranno peraltro documentati anche nei prossimi giorni con la distribuzione dei video e dei fatti avvenuti a S.Nicola nella data tanto temuta di venerdì 17. Da un lato voglio dire di essere letteralmente felice e soddisfatto per la sentenza che ha riconosciuto la giustezza del mio comportamento e ha sconfessato il comportamento delle forze dell’ordine quanto meno nei miei confronti e allo stesso tempo mantengo comunque la fiducia e il rispetto proprio verso quegli Uomini dello Stato come i dirigenti e i funzionari del Commissariato Primavalle che hanno operato l’intervento di S.Nicola, un intervento difficile “umanamente”, e per arresto mori1questo a loro va la mia totale solidarietà e conferma del rispetto e deferenza Al contrario debbo dire che ho letto con sconcerto le parole del Prefetto di Roma, Dr. Franco Gabrielli, che avrebbe dichiarato, dopo i fatti e dopo le misure prese nei confronti degli arrestati da parte degli uomini di cui egli aveva la responsabilità per competenza dirigenziale, “auspico che queste persone abbiano sulla propria fedina penale le cose di cui si sono macchiate”. Queste affermazioni effettuate in modo sconsiderato da una figura istituzionale non potrebbero che essere destinate ad un‘Autorità Giudiziaria” e per questo, se non smentite, potrebbero configurare un vero e proprio tentativo di condizionare il giudizio processuale, fatto gravissimo e sconosciuto in Italia da decenni.
Il Prefetto di Roma ha l’onere verso tutti i cittadini di Roma di parlare da “Uomo di Stato” e non da “Uomo di Parte”. Adesso auspico che il mio movimento chieda le dimissioni del Prefetto Gabrielli. Lo ha comunicato l’Avv. Giorgio Mori coordinatore di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Municipio XV e titolare Dipartimento Immigrazione, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Roma. (foto arresto mori)

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Immigrati e difesa cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2015

meloni_3_250x339«L’arresto di Giorgio Mori, portavoce di Fratelli d’Italia in XV municipio a Roma, avvenuto ieri a Casale San Nicola, non è stato convalidato. Questa sentenza del tribunale, che arriva dopo una notte passata in carcere e un processo per direttissima, dimostra che abbiamo fatto anche questa volta il nostro lavoro. Abbiamo difeso i cittadini da una politica incapace di affrontare seriamente il problema dell’immigrazione e continueremo a farlo a Casale San Nicola come su tutto il territorio della capitale e su tutto quello nazionale, fino a quando Renzi, Alfano, Marino e tutti i responsabili di queste politiche non capiranno che stanno producendo una guerra tra poveri». È quanto ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni dopo la sentenza del tribunale di piazzale Clodio che non ha convalidato l’arresto dell’esponente di FdI Giorgio Mori, fermato ieri a seguito delle proteste dei residenti di Casale San Nicola e dei disordini con le forze dell’ordine.
Ieri mattina dalle 9 Giorgia Meloni e un gruppo di militanti e simpatizzanti di FdI Roma hanno atteso davanti il tribunale l’esito del processo per direttissima a cui Mori è stato sottoposto. In piazza oltre la presidente nazionale del movimento c’era anche il capogruppo di FdI alla Camera, Fabio Rampelli e i portavoce regionale e comunale del movimento, Marco Marsilio e Andrea De Priamo. «Quanto è accaduto a Casale San Nicola è il frutto del clima di odio distribuito su tutto il territorio romano che deriva dall’assenza di controllo dell’immigrazione. Oggi l’accoglienza viene imposta a colpi di businnes e di bandi. Milioni di euro vengono destinati per collocare indistintamente centri in qualsiasi punto del territorio della capitale. Noi rimaniamo al fianco delle forze dell’ordine che sono state lasciate colpevolmente da sole», ha spiegato Giorgio Mori fuori dal tribunale dopo la sentenza.

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Industria veneta: si arresta caduta produzione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2013

Nel secondo trimestre 2013, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha evidenziato un rallentamento della caduta su base annua, attestatasi al -1,6% (-2,9% nel trimestre precedente), mentre la variazione congiunturale destagionalizzata è stata del +0,2%. L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere del Veneto, con la collaborazione di Confartigianato del Veneto, è stata effettuata su un campione di 2.299 imprese con almeno 2 addetti «Come avevamo constatato nel trimestre precedente, la sensazione è che le imprese industriali abbiano iniziato a sperimentare una ripresa dell’attività economica. Il rallentamento della caduta della produzione, assieme allo stabilizzarsi della variazione congiunturale destagionalizzata (+0,2%), rappresenta il primo segnale positivo. Dopo sei trimestri negativi di fila, si registra finalmente la prima variazione congiunturale positiva – commenta Alessandro Bianchi, presidente Unioncamere del Veneto –. Che tuttavia non deve trarre in inganno, perché l’inversione di tendenza, se si verificherà, non avverrà prima di fine anno. Purtroppo i dati confermano le difficoltà delle piccole imprese che, meno strutturate, continuano a perdere competitività. Esportazioni e ordini esteri si confermano l’unico appiglio per l’economia regionale, ma solo le imprese che hanno investito in innovazione possono realmente competere sui mercati internazionali, visto che quello interno non offre più margini di crescita. Una situazione di blocco interno aggravata da una serie di ostacoli tipicamente italiani come la burocrazia e la pressione fiscale, che sono peggiorate negli ultimi anni e rischiano di compromettere anche gli stimoli derivanti dal mercato estero. Non è un caso che le previsioni degli imprenditori siano ancora incerte, comprese le attese per gli ordini esteri che, dopo una serie di previsioni favorevoli, evidenziano meno fiducia e qualche timore rispetto agli ultimi mesi ».
Sotto il profilo dimensionale l’andamento negativo della produzione continua a interessare principalmente le microimprese (2-9 addetti) con un calo del -3,6%. A seguire le grandi (250 addetti e più) e medie imprese (50-249 addetti) rispettivamente con una flessione del -1,7 e -1,3%. La performance migliore si registra per le piccole imprese (10-49 addetti) con una variazione del -1%. La dinamica negativa riguarda soprattutto le imprese che hanno realizzato beni intermedi (-1,9%), seguite dalle imprese che producono beni di consumo (-1,7%) e d’investimento (-0,5%). Per quanto riguarda i settori le diminuzioni più marcate sono state rilevate per i comparti del legno e mobile (-7,2%), marmo, vetro e ceramica (-4,2%). Stabile l’alimentare, bevande e tabacco (+0,3%).
Calo contenuto del fatturato su base annua (-1%), ma sostanziale aumento rispetto allo scorso trimestre (+3,6%). La peggior performance è ascrivibile alle micro (-3,6%) e grandi imprese (-2,8%), seguono le medie (-0,5%) e piccole (-0,1%). Sotto il profilo settoriale spicca la variazione negativa del legno e mobile (-4,4%), marmo, vetro e ceramica (-2,8%). L’unico andamento positivo si registra nel comparto alimentare, bevande e tabacco (+0,9%). La variazione negativa è dettata dalla continua caduta del fatturato interno (-1,7%), ascrivibile in primis ai settori del legno e mobile (-6,6%) e marmo, vetro e ceramica (-5,9%). La variazione positiva del fatturato estero (+1,3%) dipende dalle medie e piccole imprese (+1,9% e +1,8%), mentre il segno è negativo per le imprese di grandi dimensioni (-2,2%). Quasi tutti i settori evidenziano segno più. Spiccano le variazioni dei comparti della carta stampa ed editoria (+5,8%), del marmo, vetro e ceramica (+4,7%), e dell’alimentare, bevande e tabacco (+4,3%). Negative le variazioni per mezzi di trasporto (-2%), metalli e prodotti in metallo (-1,2%), gomma e plastica (-1,1%).
Gli ordinativi hanno segnato un calo del -0,8% su base annua (-2,5% le microimprese). La performance peggiore nel comparto del legno e mobile (-6,1%), del tessile, abbigliamento e calzature (-2,5%). Positiva la tendenza degli ordinativi dal mercato estero (+2,4%), determinata dalle piccole imprese (+2,8%). Variazioni positive in tutti i settori ad esclusione del tessile, abbigliamento e calzature (-2,2%) e dei metalli e prodotti in metallo (-0,6%). Continua la tendenza negativa per gli ordinativi dal mercato interno (-2,1%) imputabile in primis alle grandi imprese (-3,3%). I settori più colpiti sono legno e mobile (-8,2%) e marmo, vetro e ceramica (-5,4%).
L’occupazione è segnata da una flessione del -1,2% su base annua (-1% trimestre precedente), che interessa principalmente le micro imprese (-6,3%). Controcorrente le grandi imprese che hanno registrato un +1,4%. Sotto il profilo settoriale i cali più marcati si sono rilevati nella carta, stampa ed editoria (-3%), legno e mobile (-2,9%) e tessile, abbigliamento e calzature (-2,3%).
Peggiorano le previsioni degli imprenditori per i prossimi tre mesi con un saldo pari a -24,4 punti percentuali (-17,5 p.p. nel trimestre precedente) per la produzione. Sfiducia che aumenta anche per il fatturato (-22 p.p. contro il -15,5 p.p. del trimestre precedente), mentre migliora l’occupazione (-10,5 p.p. contro il -12,5 p.p. del trimestre precedente). In peggioramento anche le attese per gli ordini esteri con un saldo pari a -0,1 p.p. contro il +4,9 p.p. precedente. Il saldo peggiore è ancora una volta per gli ordini interni con -30,1 p.p. contro il -24,7 p.p. precedente.

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Lusi e la dignità del Parlamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2012

Italiano: L'europarlamentare italiana Debora S...

Italiano: L’europarlamentare italiana Debora Serracchiani (Photo credit: Wikipedia)

“Il Partito democratico ha sempre sostenuto che il seggio parlamentare non è uno scudo che serve a proteggere dall’azione della magistratura: ora si tratta di essere coerenti con questa nostra linea e concedere l’autorizzazione all’arresto”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, dopo che la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto al Senato l’autorizzazione all’arresto del senatore Luigi Lusi. Secondo Serracchiani “stanno emergendo notizie di comportamenti che sarebbero già infamanti per qualunque cittadino comune, ma che commessi da un membro del Parlamento confinano con il tradimento del mandato popolare. Il più delicato dei compiti, cioè l’amministrazione dei fondi pubblici che devono servire al funzionamento della democrazia, è stato trasformato in un losco affare d’interesse privato”. Per l’esponente democratica “è necessario che il Pd prenda la leadership del rinnovamento e della trasparenza, e contribuisca senza esitazione a preservare la dignità del Senato e la credibilità della politica”. (Giancarlo Lancellotti)

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Caso Papa: la Lega sfoglia la margherita

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Dice un antico proverbio romano: morto un Papa… se ne fa un altro. Lapalissiano, è sempre stato così al soglio pontificio. Nel caso del nostro di Papa, però, il deputato del Pdl accusato di estorsione e concussione, è forse il caso di dire che morto un Papa, se ne fa un altro… di ministro però, magari al Nord. Le giravolte di Umberto Bossi sul sì o no all’arresto sono più fitte di quelle di una ballerina di Degas. Venerdì pomeriggio, prima di salire sull’aereo di Berlusconi, il leader del Carroccio era stato chiaro. Papa? In galera. Dunque, sì all’arresto. Sabato notte, dopo un giro sul Canal grande, la prima giravolta. Nessuno deve essere messo in manette prima del processo. Dunque, no all’arresto, oplà. Ieri sera, in quel di Podenzano, l’ennesima giravolta disinvolta e disinibita. Voteremo sì all’arresto, i giudici hanno diritto di indagare su di noi. In meno di due giorni, tre versioni diverse e non di poco conto. Che succede nel Carroccio? Sono lacerati, presi da dubbi amletici? Nulla di nuovo sotto il cielo di Pontida. Che la legalità sia un concetto elastico che vale solo in Padania è ormai cosa nota. Ma guarda un po’ la fatalità, proprio mentre scrivo Silvio Berlusconi è al Quirinale per parlare di manovra, rilancio e sviluppo e, udite udite, rimpasto di governo. Si vocifera che ci sia in ballo una poltrona per Marco Reguzzoni al ministero per le Politiche Comunitarie, posto ancora vacante dopo la fuoriuscita di Ronchi. Che sia in atto, dunque, una sorta di contrattazione, tu mi dai un no per l’arresto a Papa io in cambio di do una bella nuova poltrona di ministro per la Lega? A pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca, diceva qualcuno Vero o non vero, staremo a vedere. Certo è che la Lega sulla legalità inciampa da parecchio. Per non parlare della brama e sete di poltrone e potere, di cui ogni giorno è più assetata. Italia dei Valori no e mercoledì, quando l’Aula esaminerà il caso Papa, faremo la conta. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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Arresto Papa: Assicuriamo il dietrofront della Lega

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

C’è netta l’impressione che le parole di Bossi non siano altro che la caramellina gettata sulla folla per tacitare le rimostranze. I parlamentari della Lega voteranno contro l’arresto di Papa, forti del voto segreto, perchè così ordina il cavaliere. La votazione segreta in altre circostanze ha favorito il dissenso interno per cui è sempre stato evitato, privilegiando la blindatura con il voto di fiducia. In questo caso permette alla Lega di soddisfare la base elettorale a chiacchiere e di ubbidire agli ordini del padrone della Lega. Il timore è che l’autorizzazione all’arresto di Papa possa aprire un contenzioso del quale non si intuisce nemmeno la fine, con richieste di arresto che potrebbero più che dimezzare il parterre di Camera e Senato. Il silenzio del cavaliere non è foriero di buoni intendimenti: è il primo a temere l’apertura di nuovi processi, stante il fatto che quello già in essere non rappresentano che la punta dell’iceberg del panorama penale che lo coinvolge. Vedremo il risultato delle votazioni… il paradossale sta nel fatto che la Lega e anche il PdL sosterranno che a votare contro la richiesta di arresto sarebbero stati parlamentari del centro-sinistra, secondo una logica del “Oggi a te e domani a me…!” (Rosario Amico Roxas) (n.r. Oramai è risaputo. Ogni volta che Bossi dice no contrariando il suo leader non manca di ripensarci e questa volta la partita è più seria: potrebbe verificarsi l’effetto domino e far saltare la maggioranza).

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Giunta per arresto del senatore Tedesco

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari si è pronunciata a favore della richiesta d’arresto della procura di Bari, indirizzata al senatore ex Pd Alberto Tedesco. L’organo del Senato ha bocciato la proposta della maggioranza, volta a negare la richiesta dei magistrati pugliesi, grazie ai no dei membri del Pd, dell’Idv e dell’Udc, ma soprattutto grazie all’astensione di due membri leghisti. Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, ha commentato l’episodio così: “Apprendo con soddisfazione la decisione della Giunta, ma resto scettico sul futuro della vicenda, in quanto ciò non cambia che siamo di fronte ad una casta arrogante, tutelata da un Parlamento di nominati che non sono espressione del voto popolare e che, avendo a cuore soltanto i propri interessi e non quelli dei cittadini, mostrano tutta la loro inadeguatezza nel dirigere e governare le grandi questioni del Paese”. Dopo la bocciatura della Giunta, infatti, sarà adesso il Senato a doversi pronunciare in merito alla relazione del senatore del Pdl Alberto Balboni e dare il via libera all’arresto di Tedesco, già autosospesosi dal proprio partito. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude il suo intervento dichiarando: “Secondo il principio liberale, già espresso da Tocqueville e Montesquieu, la separazione dei poteri è necessaria per garantire un concetto di salute pubblica della democrazia”.

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Arresto del latitante Antonio Iovine

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

“Esprimo grande soddisfazione per l’avvenuto arresto del latitante Antonio Iovine” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia “Ringraziamenti alla Magistratura nel suo complesso ed in particolare alla Squadra mobile di Napoli, sezione Criminalità guidata dal vicequestore Andrea Curtale, che assieme ai colleghi di Caserta hanno portato a compimento l’azione.  Dopo 14 anni di latitanza viene finalmente assicurato alla giustizia un pericoloso criminale che assieme ai suoi soldati tanto danno ha apportato al Paese e all’immagine di Terra di Lavoro. Siamo certi – conclude Porfidia – che lo Stato e le Forze dell’Ordine continueranno con sempre più vigore il loro percorso di lotta alla criminalità organizzata, per donare all’Italia nuove giornate di Liberazione ”

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Improvviso arresto cardiaco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

1 ogni 19 minuti: questa è la frequenza di casi di morte per arresto cardiaco improvviso in Italia, per un totale di 60.000 vittime ogni anno. La percentuale di sopravvivenza all’arresto cardiaco è inferiore al 2%, dal momento che i sistemi tradizionali di soccorso non arrivano in tempo per eseguire con successo la defibrillazione elettrica, terapia in grado di ripristinare la normale attività cardiaca. Infatti, ogni minuto di ritardo nel somministrare la scarica elettrica riduce del 5-10% le possibilità di riavviare il cuore. La tempestività dell’intervento è quindi un punto cruciale. Nonostante gli sforzi profusi negli ultimi decenni per migliorare il tasso di sopravvivenza, l’arresto cardiaco extraospedaliero continua a essere una delle principali cause di morte in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi industrializzati: in Italia corrisponde al 10% dei decessi annui, e al 50% di tutti quelli per malattie cardiovascolari.
La promozione di un’ampia diffusione dei defibrillatori automatici e semiautomatici esterni e la diffusione a larghe fasce della popolazione della cultura dell’emergenza, per formare i comuni cittadini, ad essere soccorritori in caso di necessità (punti cardine del Disegno di Legge del 30 maggio 2008, attualmente in fase  di approvazione) sono i temi al centro del dibattito dal titolo: “De-brillazione precoce: tra qualità e integrazione”, tenutosi a Roma presso la Sala Capitolare del Palazzo della Minerva del Senato e promosso dall’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione, dall’associazione Conacuore Onlus e dal leader di prodotti elettromedicali Medtronic, cui hanno partecipato il Senatore Antonio Tomassini – Presidente XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato della Repubblica che ha introdotto il dibattito, il Senatore Daniele Bosone – Vicepresidente XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, il Senatore Claudio Gustavino – Membro VII Commissione Permanente Istruzione Pubblica, Beni Culturali, il Senatore Stefano De Lillo – Membro XII Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, l’Onorevole Antonio Palmieri – Presidente Parlamentari del Cuore Camera dei Deputati, il Senatore Giuliano Barbolini – Presidente Parlamentari del Cuore Senato della Repubblica e Membro VI Commissione Permanente Finanze e Tesoro, ill Dottor Claudio Cricelli – Presidente S.I.M.G, il Professor Giovanni Spinella – Presidente Conacuore, il Dottor Antonio Destro – Responsabile di “Rimini Cuore” e Dirigente Modulo Organizzativo Emergenze Cardiologiche AUSL Rimini, il Dottor Antonio De Santis – Direttore Generale Ares 118, il Dottor Alessandro Barelli – Presidente IRC (Italian Resuscitation Council), il Generale Prof. Giuseppe Marceca – Dirigente Superiore Medico, Direttore Servizio Operativo Centrale di Sanità, Coordinatore Nazionale BLSD della Polizia di Stato, il Colonnello Prof. Angelo Giustini – Capo Servizio Sanitario del Corpo della Guardia di Finanza “Direttore di Sanità”, il Dottor Vincenzo Castelli – Presidente Fondazione Giorgio Castelli, Vicepresidente Conacuore, e l’Onorevole Domenico Di Virgilio – Membro XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che ha concluso l’incontro.
Saper usare correttamente un defibrillatore semiautomatico esterno e apprendere le manovre di BLSD (Basic Life Support Defibrillation), ovvero le operazioni da attivare in caso di perdita di coscienza dovuta ad arresto cardiaco, richiede un semplice corso di formazione di poche ore, a seguito del quale si ottiene l’autorizzazione all’utilizzo del dispositivo, senza la necessità di ulteriore esperienza medica.  Un’altra importante questione è rappresentato dall’assenza di defibrillatori nei grandi luoghi pubblici come gli aeroporti, le navi da crociera, i club sportivi, i supermercati e, soprattutto, le scuole.Una maggiore diffusione dei defibrillatori automatici pone le Istituzioni di fronte alla necessità di creare un sistema integrato a livello nazionale e regionale per coordinare le attività di soccorso successivo all’impiego del defibrillatore, valutare e garantire la qualità dei dispositivi disponibili, promuovere il costante aggiornamento dei defibrillatori in uso, così da garantire l’accesso a tecnologie d’avanguardia come quelle che alla funzione principale affiancano il trasferimento dei dati del paziente alle unità mobili di soccorso e agli ospedali.

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Del Turco due anni fa veniva arrestato

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Giuliano Cazzola, deputato del PdL, ha ricordato nell’Aula di Montecitorio “che due anni or sono veniva arrestato Ottaviano Del Turco, allora presidente della Regione Abruzzo, già specchiato sindacalista, autorevole parlamentare e ministro della Repubblica. Le conseguenze politiche di quell’arresto sono note” ha detto Cazzola che ha aggiunto  “Io però ho voluto ricordare ai colleghi la sofferenza di una persona onesta, ingiustamente accusata e disonorata, senza che le sue responsabilità siano state in alcun modo provate nonostante le dichiarazioni fatte al momento dell’arresto e della detenzione”.  Nel concludere il suo intervento, Cazzola ha  poi augurato ai colleghi più giovani “di non dover assistere tra 10 o 15 anni – come è capitato a me con i casi Mannino e Formica – al rito di chi  si alza in Aula per sottolineare che, finalmente, l’innocenza di Del Turco è stata riconosciuta”. “Dopo di me – aggiunge Cazzola in una nota –  ha preso la parola un autorevole esponente del Pd come Piero Fassino il quale ha condiviso sostanzialmente le mie valutazioni e preoccupazioni. Trovo molto importante, in un momento in cui il dibattito sulle intercettazioni telefoniche è tanto acceso, che si realizzino, spontaneamente, delle convergenze significative, tra maggioranza ed opposizione, su di un caso tanto emblematico del rapporto tra politica e giustizia”.

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Maxi frode all’Erario

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

“Resto allibito dal comportamento di questi furbetti che, eludendo il fisco, compiono una frode nei confronti dello Stato e quindi, di tutti i contribuenti. Dovrebbero provare vergogna per aver preso in giro cittadini onesti, precari, disoccupati, cassintegrati”. E’ durissimo il commento del vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà, in merito alla vicenda della maxitruffa allo Stato da oltre due miliardi euro, che ha portato all’arresto di 56 persone tra cui il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia e l’ex amministratore delegato della Telecom Italia Sparkle Stefano Mazzitelli. Le due società avrebbero eluso l’Iva attraverso false fatturazioni di conti telefonici. I fondi poi venivano riciclati su conti esteri per l’acquisto di immobili, gioielli e auto. Nella vicenda è emerso anche il ruolo della ‘ndrangheta, grazie alle intercettazioni che hanno coinvolto nella bufera l’imprenditore romano Gennaro Mokbel e il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo. In merito a questo secondo filone di inchiesta, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro constata amaramente come “questo gravissimo evento, evidenzi ancora una volta le connivenze tra criminalità organizzata e politica. Un plauso va fatto al lavoro di magistrati e forze dell’ordine, i quali – conclude con una vena polemica Soldà – senza l’ausilio delle intercettazioni, mai avrebbero scoperto questo intreccio criminale”.

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No all’arresto di Cosentino

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

“Una vergogna, uno scandalo, un insulto alla dignità degli italiani”. Duro affondo di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, in merito al diniego della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera alla richiesta di arresto, avanzata dal tribunale di Napoli, per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica. Sarà comunque l’aula di Montecitorio a pronunciarsi definitivamente sulla vicenda entro il 10 dicembre, termine ultimo per valutare la posizione del deputato del PdL. Nello stesso giorno il Senato ha rigettato le mozioni proposte da Pd e IdV relative alla revoca della nomina a sottosegretario di Cosentino. Infuriano le polemiche e le accuse incrociate tra maggioranza e opposizioni. In particolare Soldà sottolinea come “così facendo si dà l’impressione che le nostre istituzioni appaiano conniventi con la criminalità organizzata. L’autorizzazione a procedere verso Cosentino era un atto dovuto nel rispetto delle leggi e ancor di più nei confronti dell’intero popolo italiano. Episodi simili gettano dubbi e discredito sulla nostra democrazia”, chiude amaro il numero due del movimento che fa capo ad Antonello De Pierro.

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Mozione Cosentino

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2009

Dichiarazione del Sen. Pietro MARCENARO (PD)  “Non ho partecipato al voto sulla Mozione Cosentino, in dissenso con la scelta del PD,  per tre ragioni e convinzioni specifiche. La prima è che questa mozione poteva avere un senso nell’ottobre 2008, quando fu presentata: non vi era un procedimento giudiziario in corso, o almeno non se ne aveva notizia. Ora vi è una procedura in corso: la Camera dei Deputati è stata chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione all’arresto e penso che, visto il nuovo quadro, la mozione avrebbe dovuto essere ritirata.  La seconda  è che non mi sento, in coscienza, di esprimere un giudizio di colpevolezza. Questo sarebbe indubbiamente stato il significato di un  voto favorevole, al di là della lettera della mozione e della stessa volontà dei proponenti. Voglio avere le carte in regola anche per poter condurre in modo più limpido la battaglia contro quella che considero una manomissione della giustizia e del diritto, che maggioranza e Governo stanno cercando di mettere in atto.  La terza ragione, infine, è che non intendo alzare la palla ai senatori Gasparri e Quagliariello, che dipingono una notte della giustizia in cui tutte le vacche sono nere, una notte in cui non ci sono verità processuali da conoscere e da verificare, ma un complotto, anzi una serie ininterrotta di complotti, passati, presenti e soprattutto futuri, da denunciare e da mettere a tacere. Per queste ragioni ho giudicato un errore arrivare al voto sulla mozione, e per questo ho deciso di non parteciparvi”.

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Il no all’arresto del sottosegretario Cosentino

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2009

E’ uno schiaffo in faccia ai cittadini e alla giustizia. E’ questa maggioranza a mostrare totale disprezzo per il Parlamento, usandolo per nascondere le proprie malefatte. Oggi più che mai è necessario ripristinare un corretto rapporto tra politica e giustizia, nel senso che la giustizia deve poter fare il proprio corso e la politica deve rientrare nei canoni dell’etica e della tutela dell’interesse generale” lo dichiara in una nota l’on. Fabio Evangelisti, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. Qualunque normale cittadino di fronte alle stesse accuse che gravano sul sottosegretario Cosentino sarebbe già agli arresti. E’ questa l’unica giustizia di cui dobbiamo parlare: una giustizia uguale per tutti, che non conosce differenza tra la Casta ed i cittadini. Se questo, come sostiene l’on. Lupi, è populismo dipietrista, lo rivendichiamo con orgoglio” conclude il vicepresidente Evangelisti.

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Reazioni arresto Raccuglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

“Non posso che commentare positivamente questo arresto. Si tratta di un segnale importante nei confronti di tutti quegli onesti cittadini che hanno diritto ad essere tutelati e a sentirsi protetti dalle minacce costanti della criminalità organizzata”.  Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, è intervenuto così sulla notizia della cattura del boss Domenico “Mimmo” Raccuglia, arrestato ieri, a Trapani, dalla Polizia di Stato dopo ben tredici anni di latitanza, e già condannato a tre ergastoli, tra i quali quello per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito Mario Santo. “Assicurare alla giustizia un personaggio di spicco della mafia significa anche insinuarsi nel muro di omertà che da anni opprime la gente comune e che ora comincia finalmente a sgretolarsi”, ha aggiunto Soldà, riferendosi esplicitamente agli applausi rivolti dalle persone in strada alle forze dell’ordine nel momento dell’arresto di Raccuglia. “Giustizia e legalità – conclude il numero due del movimento fondato da Antonello De Pierro – pian piano stanno entrando anche in quelle aree dove da sempre spadroneggiano le connivenze criminali”.

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