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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘arroganza’

Renzi ha rotto il Nazareno per arroganza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

renato-brunetta“Renzi è un personaggio a suo modo straordinario, rapido, veloce, anche troppo. Arriva al potere con grande intelligenza, con grande spudoratezza, con la rottamazione, non guarda in faccia a nessuno. Parte bene, dicendo che le riforme si fanno insieme e nasce quello che venne chiamato il ‘Nazareno’, un patto politico-parlamentare per fare la legge elettorale e la riforma della Costituzione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo al “Caffè della Versiliana”, a Marina di Pietrasanta (Lucca).“Renzi ha esagerato, ha sbagliato, aveva in mano l’Italia, era partito un periodo di pacificazione che ci avrebbe dato le regole del gioco condivise. Ha voluto strafare, ha avuto la sindrome dello scorpione, non ha rispettato i patti, si è fatto del male da solo.
Renzi ha rotto il ‘Nazareno’ per arroganza, per quello che io chiamo azzardo morale. Ha forzato ed ha distrutto tutto. Al referendum del 4 dicembre io ero uno dei pochi a dire che avremmo vinto alla grande, che avrebbe vinto il ‘no’. Renzi cercava una grande legittimazione popolare, giocandosi il tutto per tutto, e gli è andata male”.

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Matteo Renzi, un uomo politico che dice una cosa e fa, regolarmente e scientificamente, l’esatto contrario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

gianoIn questi oltre mille giorni abbiamo imparato a conoscere la sua non morale, la sua non etica, la sua insopportabile arroganza, il suo imbroglio permanente, il suo prendere in giro gli italiani e il Paese intero”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“La schiforma per antonomasia, quella della Costituzione, è stata spazzata via e rigettata con forza da un voto popolare con pochi precedenti nella storia repubblicana. Circa il settanta per cento del corpo elettorale si è recato alle urne per dirgli, con quasi il 60% dei voti, con decisione e determinazione No. E Renzi che fa? La solita ammuina, annuncia le dimissioni immediate, poi se le fa congelare dal Colle e infine, a quanto si apprende da ambienti parlamentari, starebbe tramando per avere un reincarico dal capo dello Stato e ripartire con un Renzi bis come se nulla fosse accaduto. Una roba incredibile, inaccettabile, un comportamento anti democratico e contro il volere del popolo sovrano. Vi proponiamo una breve raccolta di alcune dichiarazioni rilasciate dal premier dimissionario negli ultimi dodici mesi. 29 dicembre 2015 (Conferenza stampa di fine anno): ‘E’ del tutto evidente che se perdo il referendum costituzionale considero fallita la mia esperienza in politica’. 4 maggio 2016 (Rtl 102.5): ‘E’ evidente che se si perde il referendum io vado a casa, non posso essere come i vecchi politici di una volta che si mettono la colla alla poltrona’. 11 maggio 2016 (Radio Capital): ‘Se non passa il referendum la mia carriera politica finisce. Vado a fare altro’. 12 maggio 2016 (Porta a Porta): ‘Se perdo il referendum mi dimetto il giorno dopo e torno a fare il libero cittadino’. 22 maggio 2016 (Intervista al Messaggero): ‘Io non sono come gli altri. Io se perdo vado a casa perché non resto se gli italiani bocciano la riforma più importante del mio mandato’. 1 giugno 2016 (Virus): ‘Io voglio vincere il referendum. Se lo perdo troveranno un altro premier e un altro segretario’. 5 dicembre 2016 (Conferenza stampa dopo la vittoria del No al referendum) ‘Ho perso e a saltare è la mia poltrona. L’esperienza del governo è finita e nel pomeriggio salgo al Colle per dimettermi. Volevo tagliare le poltrone della politica e alla fine è saltata la mia’.Cosa farà adesso Renzi? Lo scopriremo nelle prossime ore, certamente nulla di quanto affermato fino all’altro ieri”.

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La costituzione e l’arroganza di Renzi

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2016

referendum“Sul referendum Renzi è solo, sempre più solo. Ha tutti contro, anche una parte consistente del suo Partito democratico”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“Questo signore vuole, a forza, cambiare la Costituzione con una ristretta minoranza del Paese, con una parte del suo partito, avendo a sinistra tutti contro. Avendo Grillo contro, avendo tutto il centrodestra contro, e avendo D’Alema, Bersani, tutta la minoranza del suo partito contro. Ma come si può pensare di cambiare con la violenza una Costituzione con una estrema minoranza del Paese, ma anche del Parlamento? La cambia con Verdini? La cambia con Alfano? Con i transfughi del centrodestra?
Ecco, questo è il senso della questione referendaria, Renzi pensa di avere ragione lui con una estrema minoranza del Paese. Tutti gli altri contro. Magari con lui c’è Marchionne, italosvizzero che ha portato la Fiat in Olanda e in Inghilterra, che paga le tasse in Svizzera, di nazionalità canadese; magari con lui ci sono le agenzie di rating, Standard & Poors, JP Morgan. Renzi pensa di cambiare la Costituzione con questi alleati e con questi sponsor? Veramente la cosa preoccupa e fa paura”, ha sottolineato Brunetta.

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Canone/imposta Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

Ieri sera sul tardi la Rai ha diffuso una propria precisazione in merito al canone speciale richiesto alle aziende per il possesso del pc:
“Con riferimento alla questione relativa al pagamento del canone di abbonamento alla tv, si precisa che le lettere inviate da Rai non si riferiscono al canone ordinario (relativo alla detenzione dell’apparecchio da parte delle famiglie) ma si riferiscono specificamente al cosiddetto canone speciale cioe’ quello relativo a chiunque detenga -fuori dall’ambito familiare (es. Imprese, societa’, uffici)- uno o piu’ apparecchi atti o adattabili alla ricezioni di trasmissioni radiotelevisive. Cio’ in attesa di una piu’ puntuale definizione del quadro normativo-regolatorio”.
La Rai, esattore d’imposta per quella relativa al possesso di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione di programmi tv, con questa sua uscita per mettere i puntini sulle “i” ha fatto un atto di doppia valenza:
ARROGANZA. Sostanzialmente dice: il quadro normativo-regolatorio deve essere definito, ma intanto voi pagate e poi si vedra’ (il ministero interrogato dal Parlamento non ha ancora risposto pur riconoscendo l’anomalia della situazione, cosi’ come l’Agenzia delle entrate che ha demandato la definizione di chi e per cosa si debba pagare all’organismo politico, il ministero per l’appunto),
BUGIA. Non e’ vero che la Rai chiede il pagamento dell’imposta/canone per il possesso di un pc solo alle aziende, ma sono anni che lo chiede alle famiglie mentre non lo chiedeva fino ad oggi alle aziende. Si vedano qui le necessarie informazioni: http://tlc.aduc.it/rai/comunicato/campagna+dell+aduc_14572.php (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Referendum, censurata arroganza governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

“Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l’arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’, oltre 80 associazioni a favore del referendum contro il ritorno all’atomo, plaude alla decisione della Corte, che “ha arginato i trucchi e gli ipocriti ‘arrivederci’ al nucleare e ha ricondotto la questione nell’alveo delle regole istituzionali, contro l’inaccettabile tentato scippo di democrazia”. Secondo le associazioni “oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall’Italia. Il 12 e 13 giugno tutti al voto contro il nucleare e per l’acqua pubblica.

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Federalismo e arroganza del Pdl

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

“Stupisce lo stupore di PdL e Lega ed irrita il loro banale tentativo di minimizzare la portata politica e giuridica di quanto affermato nella nota del Presidente Napolitano, il quale riafferma il rispetto delle Istituzioni ed ammonisce al rispetto delle stesse chi ne fa strame. Al di là dei tecnicismi, è chiaro che va contro ogni logica istituzionale la decisione arrogante del Governo di portare alla firma del Capo dello Stato un decreto nel testo bocciato un’ora prima da un organo parlamentare (la Bicameralina) istituito dalla stessa legge delega. È palese che, una volta di più, il Governo si sia  piegato ai diktat di Bossi, anche a prezzo di calpestare le regole e le Istituzioni: non abbiamo affatto bisogno di atteggiamenti come questo, soprattutto quando il risultato sarebbe un federalismo che darebbe più tasse per tutti ed acuirebbe il divario tra nord e sud, tra centro e periferia, tra agiati e deboli”. Lo dichiara l’on. Roberto Menia, responsabile organizzazione di FLI.

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Governo: meglio dimissioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

“Anna Finocchiaro e Dario Franceschini hanno chiesto in Parlamento, le dimissioni di Berlusconi per la palese impossibilità che possa proseguire il suo mandato nell’assoluta condizione di discredito e di ricattabilità determinata dal fiume di notizie sui suoi comportamenti indecenti e sui reati che gli sono stati addebitati. Alla richiesta di dimissioni del Pd, tutta la dirigenza del Pdl, a cominciare da Gasparri e Cicchitto, hanno risposto con arroganza negando l’evidenza, incuranti che sarebbe proprio nell’interesse del Pdl che Berlusconi spiegasse ai giudici e ai cittadini la sua versione dei fatti, diradando i sospetti e rassicurando l’opinione pubblica”. Lo dichiara il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda che aggiunge: “È assurdo che il Pdl cerchi di intimorire il Paese minacciando elezioni anticipate quando, ormai, è evidente a tutti che ancora due anni abbondanti di governo Berlusconi sarebbero molto più dannosi per l’Italia di qualsiasi elezione anticipata”.

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Ferrovie italiane: Un atto di arroganza

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Lettera al direttore. Mi chiamo Franco Antonio Pinardi tessera ordine giornalisti N.094077 e sono il segretario generale della Confederazione  Giudici di Pace e della Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari- C.U.G.I.T.  Vi scrivo per segnalare l’ennesimo atto di protervia subito ad opera delle Ferrovie Italiane. Il fatto: alcuni giorni or sono, Dovendo con la mia compagna effettuare un viaggio già prenotato, ed essendo in netto anticipo sul viaggio stesso,  ci siamo recati, come di solito,  presso la sala Freccia Rossa della stazione ferroviaria di Milano. Dopo aver strisciato la tessera personale “carta oro” nell’apposito apparecchio che consente l’accesso alla sala su indicata, siamo entrati onde aspettare l’orario di partenza. Appena varcata la soglia però,  una dipendente delle ferrovie presente nella sala, tale P. S. matricola 2939564, ha fermato la mia compagna chiedendole, con tono sgarbato, se avesse o meno la carta freccia ed intimandole, in caso contrario, l’abbandono della sala. Avvedutomi di tale strana richiesta mi sono rivolto alla dipendete delle ferrovie spiegandole che era la mia compagna, ma questa, con tono fortemente irrisorio e con fare assolutamente sgarbato, mi ha risposto che, a norma di un fantomatico regolamento di cui avrei dovuto prendere visione in internet,  se la mia compagna non aveva la carta non poteva entrare. Stupito e contrariato per tale inconcepibile comportamento, sempre rivolgendomi all’operatrice, ho chiesto spiegazioni, sottolineando il fatto che se avessi avuto al seguito un minore o un anziano, tale circostanza sarebbe stata assolutamente illogica e quindi inaccettabile, rivendicando quindi una più attenta lettura di quel regolamento. Mentre parlavo con l’impiegata delle ferrovie un altro signore varcava l’ingresso con al seguito l’anziana madre ed un’altra signora. L’operatrice delle ferrovie ancor più contrariata rivolgendosi al nuovo arrivato intimava l’esibizione della tessera per le due signore, scatenando l’ira del figlio che rifiutava di lasciare i locali rivendicandone il diritto al temporaneo soggiorno. La signora P. S. chiamava quindi la polizia ferroviaria che, fortemente imbarazzata ci chiedeva se volevamo fare un esposto. Posto che per poter avere la carta che consente l’accesso alla più volte su indicata salam Freccia rossa si debbono conseguire 100.000 punti e quindi bisogna aver effettuato una serie consistente di viaggi, posto che in altre sale dislocate in altre città mai si è verificato un tale comportamento, lo scrivente si chiede come sia possibile che con tutti i disagi che si debbono quotidianamente affrontare per i ritardi dei treni, per la loro sporcizia e per tutti gli altri noti disservizi, ora si debba subire anche  l’imperio e la tracotanza di dipendenti senza rispetto, privi quel buon senso e di quei criteri di accoglienza tanto reclamati dagli spot pubblicitari delle nazionali ferrovie. (Franco Antonio Pinardi) (n.r. ci spiace quanto è accaduto alle persone coinvolte in questo spiacevole caso e ci auguriamo che le ferrovie intervengano tempestivamente per un chiarimento e soprattutto per porgere le scuse alle persone trattate così malamente)

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Arroganza del consenso

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

Alle  critiche al governo formulate da  Luca Cordero di Montezemolo, il ministro della difesa  La Russa ha risposto  “Si candidi e vedremo il suo consenso”.  Non si è nemmeno reso conto, il ministro, di avere sintetizzato il capovolgimento dei valori che devono sancire il rapporto tra governo e popolo sovrano. In una democrazia compiuta (l’opposto dell’attuale regime !)  il governo è tenuto a ben governare e da tale buon governo ricevere il consenso del popolo elettore che ne conferma il gradimento. Oggi le parti sono invertite: il governo legifera solo ed esclusivamente per garantirsi un consenso abusivo che gli permetta di legiferare nell’interesse di pochi, pochissimi e, spesso, di uno solo. 16 anni di mani in pasta, con protezionismi verso le fasce più facoltose, in grado di condizionare il pianeta della produzione e del lavoro, con forme di corruzione dilatate e mai contrastate, con difese all’ultimo respiro dei peggiori delinquenti accusati di reati comuni, hanno determinato un circuito perverso di consensi che nulla hanno a che spartire con lo spontaneo e riconosciuto consenso democratico, inteso come riconoscimento di avere bene operato.   Ma un governo che opera seguendo le indicazioni dei sondaggi per cercare di soddisfare le esigenze del momento di una sparuta maggioranza, variabile di volta in volta, e, quindi, con provvedimenti spesso contraddittori, non ha nulla da offrire alla programmazione rivolta alle prossime generazioni e al futuro dell’intera della nazione; vige la regola ferrea del presente immediato, purchè sia foriero di scudi fiscali per gli evasori, di condoni, di sanatorie, per scendere tanto in basso che più basso non si può, di leggi protezionistiche in grado di neutralizzare i reati commessi dal presidente del consiglio, evitandogli i dolori di sentenze penali che lo escluderebbero da questa infausta presenza nella vita pubblica, diventata vita privata, anzi, privatissima. (Rosario Amico Roxas)

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Roveda contro gli Ogm

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

<<Sono fortemente contrario al via libera agli OGM deciso dalla Commisione Europea – dichiara Marco Roveda, fondatore di LifeGate e presidente di LifeGate Planet Onlus. – Il nostro ecosistema ha perso il proprio equilibrio a causa dell’attività dell’uomo che l’ha inquinato con l’utilizzo dei pesticidi e della chimica. Già oggi necessiteremmo circa di un pianeta e mezzo per convivere con gli attuali ritmi di vita.  La questione va affrontata invece in una visione olistica per riequilibrare ciò che abbiamo squilibrato. Gli OGM vanno nella direzione opposta. Ancora una volta si vuole fare una forzatura, addirittura un braccio di ferro contro la natura! Con la stupida arroganza di poter vincere. E’ grave che alcuni abbiano l’obiettivo di modificare le specie della natura, brevettarne la vita per impossessarsene. Come se qualcuno volesse impadronirsi del sole, del mare, dell’acqua. E’ impensabile, è pazzesco! E’ logico che ci debbano raccontare grandi menzogne per ottenere il nostro consenso.>>

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Commissione difesa e arroganza governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

“Restiamo sempre più sconcertati nell’apprendere dai resoconti parlamentari che in relazione all’audizione del COCER Interforze svoltasi il 10 febbraio nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla condizione del personale militare, facendo seguito a presunte criticità riportate da agenzie di stampa in ordine alle modalità di svolgimento del dibattito, il presidente Cantoni ha voluto sottolineare che la commissione da lui presieduta «si è posta legittimamente e correttamente quale organo di ascolto e non di intermediazione politica o “sindacale”.» Se al posto dei Cocer ci fossero stati i sindacati non credo che il presidente si sarebbe permesso simili considerazioni. I membri della commissione sanno perfettamente che il Cocer è un organismo privo di qualsiasi potere, all’interno del quale i delegati dell’Aeronautica e della Guardia di finanza sono imbavagliati da regole antidemocratiche, mentre i restanti da mero opportunismo. Se Cantoni ritiene di essere nel giusto sappia che dal posto che occupa deve saper ascoltare tutte le istanze che gli vengono rivolte altrimenti è meglio che lo lasci ad altri più competenti e sensibili ai problemi dei cittadini in divisa.” (Segreteria Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Impianti nucleari: le regioni dicono no

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Il governo si accinge ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei territori regionali. In termini di diritto la legge potra’ anche permettere tale operazione, ma in termini di fatto e’ una dichiarazione di guerra che porterà l’Italia sull’orlo di una guerra civile mettendo lo Stato contro i cittadini.  Le parole di Vendola quando ha affermato che il governo si dovrà munire dei migliori carri armati per disporre della Puglia e dei pugliesi a suo piacimento ieri appaiono come una provocazione.  Domani, con l’arroganza istigatrice di Scajola, potrebbero diventare realtà. Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se Silvio Berlusconi, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di vent’anni reintroducendo una tecnologia superata, nociva e fallimentare, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi sondaggi taroccati. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo.  Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un’unica interpretazione: chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia. E non si rispolveri il consenso elettorale che non è stato acquisito parlando del nucleare e di molte altre porcate realizzate dopo l’insediamento al potere. Sappiamo che dovremo ancora una volta essere noi cittadini a ricorrere al referendum per il No al nucleare.  Come per il Lodo Alfano è inutile aspettare che il governo si ravveda, pertanto, l’Italia dei Valori domani inizierà la raccolta firme per il referendum contro il nucleare. I quesiti sono già stati depositati presso la Corte di Cassazione ed hanno lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello dei propri figli. Nel XXI secolo il futuro è nelle energie rinnovabili, certamente non nell’uranio che esaurirà nel giro qualche decennio, provocando danni irreversibili per la salute e l’ambiente.  Faccio solo un’inquietante riflessione: se il Parlamento è bypassato dai decreti, se la macchina della Giustizia è ridotta all’impotenza, se si parla di stravolgere la Costituzione, se le regioni sono piegate al volere di un gruppo ristretto di persone, se le televisioni trasmettono a reti unificate, se la legge non è più uguale per tutti, se si calpestano i referendum da un governo all’altro, perché continuiamo a raccontarci che l’Italia è una Repubblica parlamentare in cui vige la democrazia? Siamo ipocriti o incoscienti nel negare la realtà?  Cittadini, svegliatevi! L’unica arma che avete per non farvi fregare è il voto: utilizzatelo bene. (Antonio Di Pietro)

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Filo diretto: Kabul-Amazzonia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Editoriale fidest. Sei paracadutisti italiani della Brigata Folgore rimangono uccisi per un attentato kamikaze dei talebani a Kabul. Dall’altra parte del mondo  a Santa Evelina alla periferia di Manaos, nel nord-est del Brasile Don Ruggero Ruvolotto veniva vigliaccamente ucciso probabilmente per motivi di intolleranza religiosa. Non avremmo di certo associato questi due eventi se non lo avesse fatto la Redazione di Missione in Web della Diocesi di Padova. Nel suo editoriale ci spiega anche il motivo: “in questi giorni abbiamo voluto ricordare i militari caduti nell’adempimento del loro dovere, negli scenari di guerra dell’Iraq e dell’Afganistan, per un doveroso omaggio a quei ragazzi che sono andati in un luogo martoriato dalla guerra non per interessi “mercenari” (si vergogni chi lo pensa e lo dice) ma per contribuire al ripristino della Pace. La nostra scelta non è legata a fazioni di parte ma per condividere il profondo dolore che ci unisce ai familiari delle vittime”. Eppure questa comunità era già immersa nel dolore per la morte di un loro confratello ma non ha esitato ad estendere il suo dolore a quei giovani che, come il missionario ucciso, hanno offerto le loro vite per una causa. Ne parliamo poiché nei giorni scorsi abbiamo dovuto commentare, amaramente, una presa di posizione di un sacerdote che ha espresso giudizi, a nostro avviso avventati, sul ruolo dei nostri militari all’estero tacciandoli, tra l’altro, da “mercenari”. Questa parola per altri preti rappresenta una “vergogna” per chi l’associa ai soldati italiani. E’ un dolore condiviso che dovrebbe far abbassare le bandiere dell’arroganza partigiana nel momento in cui passano queste bare perché la causa della pace è una causa giusta. Perché significa aver fede in qualcosa e di sostenerla pur essendo consapevoli che altri cercano in mille modi di violarla.  Essa si richiama non tanto e non solo ai morti di oggi e di ieri, per un ideale di giustizia e di libertà, ma ci rende consapevoli che parlandone non sposiamo la causa di una “fazione” perchè andiamo alla radice dei valori che sanno fare la differenza tra la barbarie e la ragione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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