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Arthemisia si aggiudica la gestione dei bookshop dei Musei Civici di Venezia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 gennaio 2018

bookshop dei MuseiveneziaArthemisia, leader a livello internazionale per la produzione e l’organizzazione di grandi mostre d’arte, amplia il proprio raggio d’azione al settore librario ed editoriale.
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Musei Civici di Venezia ha aggiudicato la concessione degli 11 bookshop veneziani ad Arthemisia ed ai suoi partners spagnoli di Palacios y Museos, leader nella gestione museale in Spagna. Le 11 sedi museali per le quali Arthemisia gestirà l’attività editoriale sono: Palazzo Ducale, Museo Correr, Torre dell’Orologio, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, Museo di Palazzo Mocenlgo, Casa di Carlo Goldoni, Ca’Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Palazzo Fortuny, Museo di Storia Naturale, Museo del Vetro e Museo del Merletto.Aggiudicandosi la gara – alla quale hanno partecipato le più importanti società competitor a livello nazionale – Arthemisia conquista una posizione sempre più rilevante nel management dei servizi culturali e avvia una nuova sfida in un settore difficile quale quello editoriale, lanciando anche una linea di cataloghi d’arte a firma Arthemisia Books. (photo: bookshop dei Musei, venezia)

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Torino con le mostre di autunno di Arthemisia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

miròTorino Miró Palazzo Chiablese, 4 ottobre 2017 – 14 gennaio 2018. Dopo il grande successo delle mostre dedicate a Tamara de Lempicka, a Matisse e a Toulouse-Lautrec, Arthemisia conferma il rapporto privilegiato con la Città di Torino proponendo, a partire dal 4 ottobre, la straordinaria esposizione dedicata a uno dei massimi interpreti del Novecento, Joan Miró (Barcellona, 1893 – Palma di Maiorca, 1983). 130 opere, quasi tutti olii di grande formato, saranno esposte a Palazzo Chiablese grazie al generosissimo prestito della Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca, che conserva la maggior parte delle opere dell’artista catalano create nei 30 anni della sua vita sull’isola. In mostra i prestiti eccezionali tra i quali capolavori come Femme au clair de lune (1966), Oiseaux (1973) e Femme dans la rue (1973), tutti esposti a Torino per raccontare la sperimentazione ricercata da Miró all’interno delle principali correnti artistiche del ventesimo secolo come il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo. Miró! Sogno e colore è una mostra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Musei Reali di Torino del Gruppo Arthemisia, con il patrocinio e il supporto di Regione Piemonte e Città di Torino, in collaborazione con Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca e vede come curatore scientifico Pilar Baos Rodríguez. (foto: mirò)

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Retrospettiva dedicata a Toulouse-Lautrec

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

toulouse-lautrecTorino dal 22 ottobre 2016 al 5 marzo 2017 arriva a Palazzo Chiablese una grande retrospettiva dedicata a Toulouse-Lautrec, l’aristocratico bohémien considerato il più grande creatore di manifesti e stampe tra il XIX e XX Secolo.
La mostra, sotto l’egida del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è prodotta e organizzata dai Musei Reali di Torino e Arthemisia Group, vede il patrocinio della Città di Torino ed è curata da Stefano Zuffi.Attraverso le opere dell’Herakleidon Museum di Atene, il percorso illustra l’arte eccentrica e la ricercata poetica anticonformista e provocatoria – tra le più innovative tra Ottocento e Novecento – di uno degli artisti oggi più apprezzati e ammirati; un’anima da “artista tormentato” fin dall’infanzia e non adeguatamente “riconosciuto”, seppur pervaso da un fortissimo slancio ottimista e dalla consapevolezza della bellezza della vita. Una bellezza semplice, dai contorni volutamente sfumati e da vivere in momenti dissoluti, dai colori forti e spregiudicati e priva di abbellimenti, nei disegni come nelle tinte. Nessuno, dopo di lui, è stato in grado di rendere così “perfetto” il volto dell’imperfezione. È questo il suo stile.In mostra litografie a colori (come Jane Avril, 1893), manifesti pubblicitari (come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895) diventati emblema di un’epoca indissolubilmente legata alle immagini dell’aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec.Rampollo di un’antica famiglia aristocratica del sud della Francia, nel 1881 il diciassettenne Henri decide di sfidare l’opposizione del padre, trasferirsi definitivamente a Parigi e di diventare pittore. Era ormai chiaro che non avrebbe potuto seguire le tradizioni di famiglia, una vita da gentiluomo di campagna o una carriera militare: a causa di una malattia genetica, la sua crescita si era fermata appena sopra il metro e mezzo, con gambe cortissime e problemi alla parola. Nonostante i limiti fisici Henri non ha difficoltà a inserirsi nel mondo libero e bohémien degli artisti e degli spettacoli: i caffè-concerto e i cabaret, principali luoghi della vita notturna parigina di fine secolo, diventano il suo rifugio prediletto e forniscono i temi principali della sua arte. Fra coraggiose scelte di soggetti scabrosi e innovative ricerche espressive, Toulouse Lautrec trae ispirazione per i protagonisti delle sue opere soprattutto dal quartiere parigino di Montmartre e ne racconta la vita notturna, alternando l’animazione dei locali con istanti di quotidianità, sempre fissati con un effetto di grande immediatezza.In poco tempo diventa uno degli illustratori e disegnatori più richiesti di Parigi; gli sono commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, i balletti e gli spettacoli, oltre che illustrazioni d’importanti riviste dell’epoca, come la satirica Le Rire. Il circo e il Moulin Rouge, l’amore e le stelle effimere del cabaret, l’ultimo bicchiere di assenzio e il sorriso tirato di un’attricetta: l’aristocratico visconte di Lautrec lascia la scena a trentasette anni, il 9 settembre 1901, alle soglie del XX secolo. Un’epoca si chiude con lui. (foto: Toulouse-Lautrec)

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Mostra: Escher

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

EscherTreviso 31 ottobre 2015 – 3 aprile 2016 Complesso di Santa Caterina, a cura di Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea. Una doppia prima volta: la prima volta che una grande mostra dedicata a Escher approda in Veneto e la prima volta che Arthemisia Group, società leader a livello internazionale per la produzione di grandi mostre, collabora con la Città di Treviso. Una sfida interessante, che sta destando attesa e forte curiosità. Escher è un grande artista riconosciuto “dal basso”, come suol dirsi, da un consenso popolare unanime e trasversale. Ogni mostra dedicata a lui si è rivelata un successo e sono ormai note le immagini delle lunghe code di attesa a Roma e a Bologna, tappe precedenti della mostra, che hanno realizzato rispettivamente 240.000 e 175.000 visitatori. Dopo il successo in queste grandi città, Arthemisia ha accolto la proposta del Comune di portare Escher nella città di Treviso. All’interno del Complesso Monumentale, che ospita anche i Musei Civici con opere straordinarie di Lotto e Tiziano, è stato ricavato un percorso per le mostre temporanee che s’integra con l’esposizione museale permanente. I visitatori di Escher potranno quindi conoscere anche il patrimonio culturale della Città di Treviso e visitare la bellissima struttura di Santa Caterina. A differenza delle precedenti tappe, a Treviso la mostra sarà accompagnata da un inedito e ricco programma collaterale di approfondimento con incontri, conferenze e concerti che si svolgeranno nell’Auditorium annesso.
Nato nel 1898 a Leuwarden, piccola cittadina nel nord dei Paesi Bassi, Escher si forma presso la scuola di Samuel Jessurun de Mesquita, un incisore olandese di origine ebraica che, con i segreti della tecnica, insegna pure quelli della composizione decorativa di tipo art noveau. Il punto cruciale nel percorso di Escher è però il più che decennale soggiorno in Italia protrattosi stabilmente dal 1923 al 1935. Nella nostra penisola – percorsa a piedi, col treno, a dorso di mulo in lungo e in largo, per amore del suo paesaggio – il giovane Escher incontra i primi successi espositivi e completa la sua formazione culturale frequentando artisti, incisori e importanti storici dell’arte. La visita al complesso monumentale dell’Alhambra di Granada e alla moschea di Cordova lo convincono poi ad approfondire lo studio dei metodi per la divisione regolare del piano (o tassellazione) che, tuttavia, Escher svincola dal rigido limite del modulo geometrico per introdurre quello figurato. Sulla base dell’esperienza art noveau, l’artista confeziona una cifra stilistica inconfondibile che lo rese celebre nel mondo e dalla quale nacquero capolavori noti a tutti, come Metamorfosi o Giorno e notte. Accanto a questo filone principale, il grande incisore affronta anche il tema della perfezione dei cristalli e quello dei paradossi geometrici, arrivando a inventare vere e proprie aberrazioni prospettiche, capaci di evocare mondi onirici al limite del surreale, apparentemente perfettamente logici, ma in realtà costruiti secondo uno spazio impossibile. Presenti in mostra le prime opere a carattere geometrico – di cui alcune nate con intento quasi didattico di spiegare i metodi di tassellazione e la derivazione dai mosaici dell’Alhambra – arrivando poi ai capolavori oggi noti a tutti gli appassionati, ma anche opere rare a vedersi.
La variegata esposizione dedicata all’incisore olandese mette in mostra oltre 200 tra i suoi capolavori più noti, come Mano con sfera riflettente (1935), Metamorfosi II (1939-40) e Concavo e convesso (1955). Ma non solo: la retrospettiva su Escher pone l’accento su aspetti mai affrontati prima d’ora con opere da lui firmate e alcune a confronto o di commento alla sua arte.
Un percorso espositivo dalla forte carica semiologica che seduce e incanta con disegni e litografie che con il passare del tempo sono entrate nell’immaginario quotidiano e collettivo e che hanno visto gli impieghi più disparati come copertine di famosi long playing, scatole da regalo, francobolli, biglietti dʼauguri e piastrelle. Escher è ovunque. È Eschermania. (foto: Escher)

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Utagawa Hiroshige

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2009

conferRoma fino al 7 giugno 2009 Museo Fondazione Roma (già Museo del Corso) presenta la mostra Hiroshige Il maestro della natura.  La mostra, per la prima volta in Italia, presenta 200 opere di Utagawa Hiroshige (1797-1858), uno dei più grandi artisti giapponesi di ogni tempo, che ebbe una notevole influenza sulla pittura europea e soprattutto sull’impressionismo e post-impressionismo. Imitato da numerosi artisti del XIX secolo, il caso più celebre resta quello di Vincent Van Gogh che si ispirò profondamente alla sua tecnica e alle sue tematiche e riprodusse in modo fedele alcune delle sue opere in quadri famosissimi.   Promossa dalla Fondazione Roma in collaborazione con The Honolulu Academy of Arts e prodotta in collaborazione con Arthemisia, la mostra è a cura di Gian Carlo Calza, con il coordinamento scientifico di The International Hokusai Research Centre. E rappresenta un’occasione unica per conoscere un artista che, per la straordinaria capacità di contemplare ed esprimere la natura nel suo lato più armonico, anche nel bel mezzo di tempeste di neve o gorghi di mare, ancora oggi veicola il messaggio di una intensa capacità di ascolto religioso che accomuna i sentimenti dell’uomo al respiro del cosmo, avvicinando l’infinitamente piccolo allo sconfinatamente grande.  Provenienti dall’Honolulu Academy of Arts, le opere in mostra saranno poi esposte dal 1 luglio al 10 settembre 2009 alla Dulwich Picture Gallery di Londra. La rassegna romana è stata realizzata con il contributo di Takeda Italia Farmaceutici. (foto confer)

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