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Posts Tagged ‘articolazioni’

Coronavirus: Fp Cgil, ritardo dpi in dipartimenti Presidenza consiglio ministri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

“Ritardi nel rifornimento di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale tra i dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme al bisogno di adottare misure ancora più incisive, come la rilevazione della temperatura corporea in ingresso negli uffici”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil in merito a quanto si sta registrano all’interno delle articolazioni della Presidenza.
“Abbiamo apprezzato – osserva il sindacato – tempi e modalità dell’intervento di indirizzo del Segretario Generale in merito alle misure da adottare per prevenire il contagio da Covid-19 ma non possiamo dire altrettanto del tempismo e dell’attenzione rivolta ai propri collaboratori per buona parte delle articolazioni della Presidenza.”Inoltre per la Fp Cgil, “ora che lo stato di crisi entra in una fase non più meramente emergenziale, con cui bisogna sapere e poter fare i conti, non è più sostenibile mettere in sospensione le normali relazioni tra amministrazione e rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori. Vanno individuate nuove e più tempestive modalità relazionali, utilizzando gli strumenti tecnologici adeguati. Per questo sollecitiamo una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali, delle Rsu, degli Rls, del Cug, con le modalità che si riterranno più opportune, al fine di fare il punto, sullo stato di attuazione delle diverse disposizioni impartite nella fase dell’emergenza, in maniera analitica per i singoli Dipartimenti, comprenderne problematicità e prospettive, i livelli di criticità riscontrate tra il personale”. Infine, conclude la Fp Cgil, “ci rendiamo conto che sulla Presidenza del Consiglio ricadono oggi responsabilità nella gestione dell’emergenza Covid-19, tuttavia diciamo fin da ora che per noi è prioritario chiudere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2016-2018, per il personale del Comparto e per l’Area della Dirigenza, e che nei modi e nei tempi compatibili in questa fase vanno riprese al più presto le trattative per la loro definizione”.

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L’ambiente che ammala

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 luglio 2014

ambienteDal fumo all’alimentazione, sino all’ambiente intestinale, sono molti i fattori ‘ambientali’ capaci di scatenare le più comuni malattie reumatologiche e intestinali come l’artrite reumatoide, le spondiloartriti, il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa che colpiscono in totale circa 1 milione persone solo in Italia. Patologie che spesso presentano un meccanismo autoimmune e in cui il ruolo dell’ambiente inizia ad essere chiarito solo ora. “Sappiamo che nell’artrite reumatoide ad esempio, alcuni i fattori ambientali fungono da ‘triggers’ ossia elementi scatenanti in soggetti predisposti geneticamente” spiega il Prof. Vincenzo Bruzzese, Presidente della SIGR (Società Italiana di GastroReumatologia) “Nonostante per questa malattia non esista ancora la spiegazione di una causa, recenti evidenze hanno mostrato che il fumo è il principale fattore di rischio ambientale e che, in presenza di una predisposizione genetica, aumenta notevolmente la presenza del fattore reumatoide nel siero dei pazienti. Alcuni studi hanno suggerito che nei fumatori il rischio di sviluppare la malattia era 21 volte superiore rispetto ai non fumatori senza rischio genetico”. Ma come funziona esattamente il fumo nella distruzione delle articolazioni nelle patologie reumatiche? “Sostanzialmente le sostanze tossiche delle sigarette nei bronchi attivano particolari enzimi che degradano alcune proteine e le scompongono in aminoacidi, un processo chiamato ‘citrullinazione’ tipico dei tessuti infiammati e che induce la formazione di anticorpi nei confronti di questa sostanza presente proprio nelle articolazioni”. Anche l’alimentazione sembra avere la sua quota di responsabilità, nelle malattie autoimmuni infatti è stata riscontrato uno squilibrio del rapporto tra acidi grassi Omega 6 e Omega 3 a sfavore di questi ultimi che hanno invece una funzione protettiva sul sistema immunitario. Attenzione anche all’acido arachidonico (presente in uova, carne e pesce ) e all’acido linoleico(presente nell’olio di semi, noci, frutta secca, semi oleosi, legumi, farina di soia e frumento) nei soggetti con una predisposizione alle malattie reumatiche e autoimmuni perché si trasforma in acido arachidonico. L’apporto quindi che in una persona sana dovrebbe essere di circa 12 gr al dì, va ridimensionato nei pazienti con patologie autoimmuni a soli 3 gr”. E ciò che mangiamo interferisce su quel delicato sistema che è il nostro ‘microbiota’ intestinale, ossia la nostra flora batterica intestinale, in cui il corretto equilibrio tra i vari ceppi batterici è sempre più investigato come causa di moltissime patologie. “In particolare una recente ricerca effettuata alla New York University , ha rilevato come un particolare ceppo di batteri intestinali sarebbero coinvolto nello sviluppo di malattie come l’AR. I ricercatori hanno analizzato le feci dei pazienti e di un gruppo di controllo individuando la presenza elevata di un particolare batterio chiamato ”Prevotella copri” nei soggetti malati. Il professor Antonio Gasbarrini, dell’Università Cattolica di Roma ci dice: “non solo le quantità del batterio erano più elevate nei soggetti malati ma la sua presenza influiva anche sulla quantità di batteri buoni.” Molto interessante anche l’osservazione che la presenza di questo ceppo batterico fosse collegata ad un peggioramento delle infiammazioni a carico del colon, che conferma in parte come esista un collegamento tra malattie reumatiche e infiammatorie intestinali.

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Il dolore in ospedale

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2012

Quasi quattro pazienti su dieci ricoverati in ospedale provano dolore. Le cause? Molteplici. Il cancro è solo una delle fonti di sofferenza fisica. I malati soffrono soprattutto di dolore alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli. Ma anche il dolore addominale fa la sua parte. Il risultato emerge dalla prima ricerca sul dolore negli ospedali, svolta sul campo dai medici internisti della FADOI (lo studio si è avvalso di un grant di ricerca non condizionato da parte di Mundipharma).
L’indagine è stata effettuata nel periodo tra gennaio 2011 e marzo 2012. Obiettivi: fotografare lo stato dell’arte del dolore cronico, tracciando un identikit dei pazienti che necessitano di terapie ad hoc; capire in che misura fosse sentito e quanto fosse presente questo tema nei reparti di medicina interna; migliorare le performance e l’approccio terapeutico al dolore. Tre gli step attuati: analisi del decorso di 2.600 pazienti ricoverati; intervento formativo sulla gestione del dolore; analisi conclusiva dei dati di altri 2.600 pazienti per valutare i cambiamenti.
I risultati della ricerca. Ma quali sono i numeri emersi dall’indagine Fadoi? Intanto osserviamo le cause del ricovero. Dei 5.200 pazienti assistiti nei reparti di Medicina interna, l’11.2% soffre di una sola patologia (582 ricoverati), il 20.4% è affetto da due patologie e il 24% da tre patologie (in totale 1.064 pazienti). E poco meno di due pazienti su cinque (il 19.5% per un totale di 1.256 persone) sono colpiti da ben quattro patologie. Invece 688 ricoverati (il 13.2%) hanno fino a cinque patologie diagnosticate. L’ipertensione arteriosa è la causa più frequente di ricovero (31.1%) seguita dal cancro (30.3%). Artropatie acute o croniche, connettivopatie e fratture colpiscono il 25.5% dei ricoverati nelle medicine interne. Il 25% delle diagnosi sono relative a infezioni acute, seguite dal diabete (22.4%) e dalle Bpco (18.7%). Scompenso cardiaco e cardiopatia ischemica rappresentano rispettivamente il 15.4 e il 14.5% delle patologie.Passando invece alla rilevazione del dolore si registra che nel 37.5% dei pazienti è stata rilevata in cartella clinica una sintomatologia dolorosa. E se il cancro provoca dolore nel 24% dei casi, la parte del leone la fa però il dolore alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli (52.8%). Mentre due pazienti su dieci lamentano dolori all’addome (il 20.5%). L’8,6% dei pazienti soffre di dolori legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale e periferico. Il 5% lamenta sofferenza cardiologica.
Aumenta del 16% l’utilizzo di oppiacei forti e migliorano le performance nel Sud Italia. Lo studio Fadoi non solo ha contribuito a scattare una fotografia del pianeta dolore, ma ha anche portato ad un deciso cambiamento nel comportamento assistenziale nei reparti di medicina interna che ospitano pazienti “complessi”, anziani e non. Infatti, a pochi mesi di distanza dalle “lezioni sul dolore”, condotte dalla squadra di medici “teacher” che hanno sensibilizzato colleghi e infermieri indicando la rotta da seguire per contrastarlo, gli scenari sono mutati e decisamente in meglio. Obiettivi raggiunti anche grazie alla collaborazione con Mundipharma Italia.
Certo c’è ancora molto da fare, soprattutto per migliorare l’utilizzo dei farmaci per il dolore. E realizzare un ulteriore avanzamento nell’appropriatezza della terapia potrebbe essere il prossimo obiettivo della FADOI sul tema del dolore.
Infatti, come sottolinea Marta Gentili, Presidente dell’Associazione pazienti vivere senza dolore: “Ancora troppi malati non hanno un corretto monitoraggio del dolore e un adeguato trattamento terapeutico. Un altro importante aspetto emerso da questa analisi, e che meriterebbe di essere maggiormente sviluppato, riguarda l’interdisciplinarità delle figure che dovrebbero ruotare intorno al paziente: maggior coinvolgimento dei terapisti del dolore nei reparti e maggior formazione per gli infermieri che, da quanto l’indagine evidenzia, sono le figure professionali deputate alla misurazione e al monitoraggio del dolore”.

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Lampedusa, Berlusconi e la villa

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

E’ ormai nota a tutti la volontà del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di acquistare una villa a Lampedusa. Come dichiarato dallo stesso Berlusconi, la villa è stata costruita su terreno demaniale, dello Stato, cioè di tutti noi. La legge prevede che un immobile costruito su terreno pubblico sia… pubblico, cioè dello Stato nelle sue varie articolazioni. Dunque la villa è di proprietà dello Stato, nel caso specifico del ministero dell’Economia, che fa capo al ministro Giulio Tremonti. La domanda che ci poniamo e’ la seguente: se la villa e’ dello Stato perche’ il ministero non ha proceduto alla confisca? Nell’isola di Lampedusa quante situazioni analoghe ci sono? La domanda la giriamo al ministro Tremonti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Artrite reumatoide

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Una nuova ricerca condotta in 11 Paesi europei, tra i quali l’Italia, evidenzia il significativo impatto che dolore e rigidità articolare mattutina, causati dall’artrite reumatoide, hanno sulle condizioni di vita dei pazienti. Effettuata da Ipsos MORI e commissionata da Mundipharma, l’indagine ha coinvolto 100 pazienti italiani (su un totale di 750 pazienti europei) con artrite reumatoide associata, al risveglio, a dolore e rigidità delle articolazioni, rivelando che oltre tre quarti di essi (76%, contro una media europea del 60%) sono concordi nel ritenere che questi sintomi condizionino la loro esistenza e quasi la metà (47%) afferma che abbiano effetti sulle relazioni personali. Nel complesso, il 94% dei pazienti italiani – rispetto all’82% dei pazienti europei – riconosce che la ridotta funzionalità mattutina compromette pesantemente la loro qualità di vita1.
L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica, progressiva, che causa danni alla cartilagine e all’osso delle articolazioni coinvolte2. Man mano che procede, può portare a dolore cronico e a disabilità severa, esercitando un impatto negativo sulla capacità di svolgere le normali attività quotidiane3. Per coloro che sono affetti da artrite reumatoide, il mattino è in genere il momento peggiore della giornata, a causa della difficoltà nello svolgimento dei propri compiti, dovuta alla rigidità articolare, al dolore e agli altri sintomi indotti dalla malattia. Ciò ha spesso un impatto significativamente negativo sulla vita delle persone che ne sono affette.  Secondo i risultati dell’indagine, il dolore e la rigidità articolare causati al mattino dall’artrite reumatoide hanno anche una ricaduta psicologica sui pazienti italiani. Più della metà di coloro (53%) che sono in grado di svolgere le proprie attività (n=83), nonostante dolore e rigidità, si sente emotivamente frustrata, perché trova più difficile l’esecuzione di ogni compito1. Inoltre, il 90% dei pazienti con artrite reumatoide che attualmente lavorano (n=42) concorda sul fatto che la compromessa funzionalità mattutina impatti negativamente e in modo significativo sul proprio lavoro, contro una media europea pari al 73%1.
E’ da poco disponibile anche in Italia, infatti, un innovativo trattamento a base di prednisone a rilascio programmato, che è stato approvato per i pazienti affetti da artrite reumatoide associata a rigidità mattutina4. L’approvazione è supportata da recenti studi clinici5,6. Assumendo il farmaco alle ore 22.00, un meccanismo originale di rilascio programmato consente di erogare basse dosi di prednisone da 4 a 6 ore dopo l’ingestione, cioè quando, nelle prime ore della notte, si sviluppa l’infiammazione e si verifica il danno tissutale5. Al contrario, il prednisone tradizionale, che viene normalmente somministrato al mattino, non controlla adeguatamente i sintomi della rigidità articolare5.
Prednisone a rilascio programmato è approvato per il trattamento dell’artrite reumatoide e della rigidità articolare mattutina ad essa associata. Il farmaco è somministrato sotto forma di compresse dotate di una specifica formulazione che utilizza una tecnologia a rilascio programmato. Il principio attivo è contenuto all’interno di un guscio di silice anidra, che funge da barriera tra i succhi gastro-intestinali presenti nel tratto digerente e il nucleo attivo del farmaco. L’innovativa tecnologia consente al farmaco di essere erogato con un tempo di rilascio predeterminato, che in questo caso corrisponde a 4-6 ore dopo l’ingestione.
Mundipharma/Napp/Norpharma sono aziende indipendenti, associate, a capitale privato, che  costituiscono joint venture in grado di coprire il mercato farmaceutico mondiale. Tali aziende sono impegnate a offrire ai pazienti affetti da patologie severe e disabilitanti i benefici di innovative opzioni di trattamento in aree quali l’artrite reumatoide, il dolore severo, l’onco-ematologia e le malattie respiratorie. http://www.mundipharma.it

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La dislessia in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

“Stando ai dati dell’Associazione italiana dislessia i ragazzi affetti da tale patologia sarebbero circa 350.000,pari al 5% della popolazione in età scolare, quindi trasponendo i dati alla realtà calabrese, la problematica investe diverse migliaia di studenti. A fronte di tali dati gli oneri finanziari previsti dalla presente legge si muovono su varie articolazioni. Nello specifico concorrono alla copertura finanziaria fondi europei (in particolare sulla formazione degli insegnanti), fondi nazionali  con la recente approvazione della legge sulla dislessia in ambito scolastico (formazione e supporti informatici)  e regionali. La proposta di legge che ho presentato si propone di chiedere alla  Regione di riconoscere la dislessia, la disgrafia e la discalculia, come disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati DSA che ostacolano il pieno sviluppo  dell’individuo e di promuovere e sostenere interventi a favore dei soggetti affetti da questi disturbi ed assicurare loro l’identificazione precoce definendo modalità e procedure per il riconoscimento e l’attestazione e predisporre  misure adeguate di supporto  e riabilitative per gli alunni”.E’ quanto dichiara Giuseppe Giordano, Consigliere regionale dell’Italia dei valori.”Inoltre – aggiunge Giordano- si chiede alla Regione, nell’ambito della programmazione socio-sanitaria, di promuovere iniziative per sensibilizzare le famiglie, la scuola,  le realtà sanitarie e l’associazionismo sulle difficoltà specifiche di apprendimento e incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il periodo scolastico. Si chiede anche alla Regione di adottare le misure necessarie per adeguare i servizi sanitari alle problematiche connesse alle difficoltà specifiche di apprendimento, dotando i servizi di neuropsichiatria infantile di appropriati strumenti riabilitativi e di personale qualificato e predisponendo una campagna di screening e monitoraggio su tutto il territorio regionale. La legge che viene proposta prevede inoltre – conclude Giordano- che la Regione conceda annualmente specifici contributi agli enti locali, che segnalano la presenza di soggetti affetti da DSA con diagnosi accertata per favorire l’acquisto nelle scuole di strumenti informatici dotati di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale e di altri strumenti alternativi, informatici o tecnologici, per facilitare i percorsi didattici degli alunni e predisporre anche un contributo alle famiglie per garantire l’apprendimento quotidiano a casa. Noi dell’idv ci batteremo in tutte le sedi per tutelare il diritto allo studio e promuovere supporti a chi  ha difficoltà di apprendimento. L’approvazione di una legge come questa, scriverebbe, aldilà dei colori politici che la appoggeranno, una bella pagina della politica calabrese”.

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Industrie farmaceutiche e salute pazienti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Roma 8 luglio 2010  – ore 8.30 – 14.00 Camera dei Deputati Palazzo Marini – Sala della Mercede Via della Mercede, 55 Alla luce dell’attuale congiuntura in cui si trova il nostro paese, l’Associazione “Giuseppe Dossetti. i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”(www.dossetti.it) , ritiene di fondamentale importanza organizzare un momento di confronto che non si configuri come un semplice atto di rimostranza e di dissenso, ma che possa essere utile a rimodulare le linee guida del modello di sviluppo e di distribuzione del benessere tracciate nella manovra finanziaria che sta per essere varata.  A tal fine, secondo il consueto metodo propositivo che contraddistingue le nostre iniziative, è stato elaborato, di concerto con i rappresentanti delle diverse articolazioni economiche, istituzionali e sociali del settore esaminato un primo documento di lavoro, derivante dai numerosi, preziosi, contributi pervenutici.  Esso costituirà la base programmatica sulla quale verrà redatto lo statement che sarà presentato alla stampa alla chiusura dei lavori, nonché ai rappresentati del Parlamento.
Il Decreto Legge attualmente all’esame del Parlamento, si basa sulla congiuntura economica negativa del Paese e cerca di porre rimedio alla recessione del 2008-09, che ha registrato un calo del PIL pari a -6,3% e che ha visto un deterioramento dei saldi e l’aumento del debito pubblico, pari a 118,2% del PIL nell’anno in corso. Tuttavia la manovra si concentra sulla correzione dell’indebitamento netto, assorbendo la maggior parte delle risorse: 73% nel 2011, 94% nel 2012 e 97% nel 2013 e basa le proprie maggiori entrate, sulle previsioni del recupero dell’evasione fiscale, pari al 79% nel 2011, sulla riduzione dei trasferimenti agli enti territoriali. Una misura quindi emergenziale dalla quale però ci si aspettava di costruire prospettive e stabilità nella consapevolezza che tutti gli attori coinvolti si assumessero le proprie responsabilità. Se alla parola “tagli” non si associa “futuro”, l’unico risultato che si ottiene è staticità, e se questo appare grave per molti settori, diviene drammatico per il comparto sanitario e per le industrie farmaceutiche. Sono a rischio i servizi per i malati a partire dai fondi appena stanziati con la legge 38 sulle cure palliative, ma anche il futuro dell’industria farmaceutica. L’articolo 11, così come formulato non sigla un patto di crescita con le aziende, anche a fronte di una spesa onerosa, ma crea addirittura le premesse per far crescere le aziende estere a scapito di quelle locali, disincentiva la ricerca, rinnega il Patto per la Salute, almeno così come nella prima stesura del decreto-legge e al momento in cui si scrive. Ad essere colpito sarebbe soprattutto il settore manifatturiero farmaceutico con i suoi 15000 addetti, per il quale la produzione di off-patent destinati al mercato interno rappresenta oltre il 60% dei volumi.

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Manifestazione davanti alla direzione Rai

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

Roma. La Federazione Nazionale RdB-CUB aderisce alla manifestazione indetta per domani, venerdì 17 aprile alle ore 17.00, da Radio Città Aperta e dall’associazione Megachip davanti alla Direzione Rai di Viale Mazzini 14 a Roma. La libertà e la dignità dell’informazione, temi al centro dell’iniziativa di domani, rappresentano una condizione indispensabile per garantire la partecipazione di tutti i cittadini alla vita democratica del paese e non possono essere assoggettate ad alcuna forma di censura che vada ad impoverire un panorama già scarsamente pluralista e fortemente condizionato dagli interessi politici ed economici. In particolare per quanto attiene il servizio pubblico radiotelevisivo, che deve svolgere il compito di garantire la libera espressione della società in tutte le sue articolazioni.

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