Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘articolo’

No-Tav e manifestazioni protesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2012

Editoriale Fidest. Ci scrive Giuseppe Fortuna: “Condividiamo la decisione del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri di attribuire un riconoscimento morale al militare che, ieri, in Val di Susa, all’uscita di Chianocco dell’autostrada A32, non ha reagito e non ha battuto ciglio di fronte alle provocazioni del manifestante “no tav” dimostrando grande senso di responsabilità e del dovere. Riteniamo, però, visto che siamo uno Stato di diritto, che l’Autorità giudiziaria debba ora procedere, con sollecitudine, per verificare se il medesimo manifestante ha violato l’art. 341-bis del codice penale”. Un articolo che lo stesso Fortuna ci recita per pronta visione:
Art. 341-bis. Oltraggio a pubblico ufficiale Articolo introdotto dall’art. 1, comma 8, della L. 15 luglio 2009, n. 94. Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso l’ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’offesa non è punibile. Ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.
Abbiamo riportato fedelmente quanto scritto da Fortuna non solo e non tanto per dovere di cronaca ma per sottolineare due aspetti che ci sembrano importanti in questa fattispecie. Esiste, da una parte, una protesta che non sembra avere sbocchi dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio che ha ribadito la necessità che la Tav si faccia. Questo significa che o gli abitanti della valle se ne fanno una ragione rinunciando alle manifestazioni di piazza oppure lasciano nelle mani dei più facinorosi la gestione del dissenso e ciò significa che l’invocato art. 341 bis diventa un semplice zuccherino rispetto alla realtà che si potrebbe prospettare. Ragione vorrebbe che si aderisse alla proposta di moratoria indicata dall’on.le Di Pietro perché non si debba far pagare un prezzo molto alto in termini economici, di ordine pubblico e sociale a chi è in qualche modo coinvolto in questa faccenda. Non solo. In un altro articolo riportiamo delle riflessioni, sulla Tav Torino – Lione, che dovrebbero farci riflettere sulla validità di tale opera. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions, Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Concorsi pubblici: due pesi e due misure

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

Nella giornata odierna abbiamo appreso, con immenso stupore e delusione, che all’interno del Decreto cd. milleproroghe, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 23 dicembre 2011, e oggi reso noto dal sito internet del Sole24Ore, è stata prevista la proroga al 31 dicembre 2012 delle graduatorie relative a concorsi pubblici approvate successivamente alla data del 31.12.2005 (art. 1 comma 4). Dispiace constatare, inoltre, come all’interno del medesimo articolo, più precisamente al comma 6, non si sia riservato il medesimo trattamento alle graduatorie concorsuali relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonostante queste ultime abbiamo avuto il medesimo meccanismo di proroga con DPCM del 28 marzo 2011. Infatti, solamente per le graduatorie concorsuali vigenti relative a tutte le altre amministrazioni si fissa il termine del 31.12.2005, come data di “partenza”, modificando di fatto la normale fonte normativa oggetto di proroga. (DPCM 28 marzo 2011). Riteniamo inspiegabile un simile atteggiamento da parte di chi continua a sostenere che in un momento di forte crisi si debba cercare di ridurre al minimo le spese pubbliche e razionalizzarne gli investimenti già impegnati. Giova ricordare, a tal proposito, che la problematica relativa ai vincitori ed idonei di concorso pubblico non assunti trae la sua origine proprio in virtù dei continui interventi normativi in materia di reclutamento di personale da parte delle PP.AA. atti a ridurre le percentuali di accesso (v. blocco del turn over) in ossequio di una non precisata razionalizzazione delle risorse pubbliche.
Infatti, alla luce di quanto sopra, appare ancora più ingiustificata la volontà di cancellare con un solo colpo tutti coloro che, subendo passivamente i predetti interventi, non hanno avuto la possibilità di poter accedere al posto di lavoro meritatamente guadagnato e conquistato passando attraverso il meccanismo previsto dall’art 97 della Costituzione

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il cane a sei zampe

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2010

Roma 24 marzo 2010 ore 11.30 Complesso del Vittoriano Ala Brasini Via San Pietro in Carcere Intervengono: Alessandro Nicosia Presidente di Comunicare Organizzando Stefano Lucchini Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione Eni Geminello Alvi Economista Vittorio Ravà Consulente Strategico Comunicazione Il Complesso del Vittoriano dal 25 marzo ospita “Il cane a sei zampe”, una grande mostra aperta al pubblico fino al 25 aprile 2010, che vuole far conoscere la storia di Eni dal 1952 ad oggi ripercorrendo la nascita e l’evoluzione del suo celebre logo, il cane a sei zampe, attraverso documenti, fotografie, pubblicità, articoli di giornali, filmati, oggetti che scandiscono le fasi di rivisitazione del marchio in un percorso parallelo ai momenti di svolta della società italiana. Scopo dell’esposizione, infatti, è mostrare non solo tutto ciò che eni ha rappresentato per il nostro paese ma anche e soprattutto rivivere le tappe significative, i fatti storici, i mutamenti che l’Italia ha vissuto dagli anni Cinquanta sino ai giorni nostri attraverso la storia di un “colosso nostrano” il cui logo si fa simbolo di una grande azienda tra memoria e futuro. La mostra è organizzata e realizzata dall’archivio storico eni e da Comunicare Organizzando. Cane sei zampe)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Una legge per il lobbista

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2009

Un paio di anni fa un giornalista che gode di tutta la nostra stima, Sergio Te, si rese promotore di un convegno sulle lobby in Italia. Seguimmo i lavori con molto interesse e ci rendemmo conto, ammesso che ce ne fosse stato bisogno, dell’urgenza di provvedervi. Più di recente un altro giornalista, Enzo Riboni, e questa volta sul Corriere Lavoro, è ritornato sull’argomento. Riboni nel suo articolo esordisce ricordandoci che in Italia è un’espressione offensiva dire lobbista: “evoca inconfessabili rapporti tra biechi sostenitori di interessi privati e corruttibili legislatori.” All’estero, ovviamente, è tutt’altra cosa. Negli Usa il lobbista è tutelato dal primo emendamento della costituzione. Lobby è un termine inglese ed indica un “innocuo luogo fisico, il corridoio del Parlamento. In Italia analoga zona è detta Transatlantico.” Riboni, per l’occasione, intervista Massimo Micucci che è presidente di “Reti”, una società di relazioni pubbliche che fa esclusivamente attività di lobbyng. Per Micucci per regolarizzare la posizione del lobbista in Italia non dovremmo parlare di albo, per non trasformare i lobbisti in una nuova corporazione, ma semmai di dotarli di un preciso codice di comportamento. “Basterebbe, dice Micucci, la consulenza preventiva di società che, come Reti, forniscano alle aziende le informazioni e gli strumenti necessari per rappresentare i propri interessi presso le istituzioni.” E si osserva tra l’altro: “ci sono interessi privati che sono un po’ più pubblici degli altri. Si pensi, ad esempio, alle lobby che sostengono cause etiche, dai diritti ai minori alla difesa dell’ambiente, alla protezione degli animali.” Alla fine si avverte la necessità di introdurre anche in Italia un’apposita legge che legittimi il ruolo del lobbista volta a disciplinare “le attività di rappresentanza di interessi presso organismi istituzionali”. Per la cronaca dobbiamo aggiungere che è una donna la decana e la pioniera dei lobbisti italiani: Samaritana Rattazzi. Per sua stessa ammissione una giornalista, al Corriere della Sera, mancata. E vorremmo concludere, questa nota, proprio con le parole della Rattazzi: “sono 18 anni che vengono presentati disegni di legge che non passano mai. Certo anche la legge che imponesse un albo verrebbe rispettata da chi già è trasparente, gli altri potrebbero continuare  a fare lobbyng occulta.” (A.R.)

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Bocca contro i Cc.?

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2009

Lettera di rettifica che Franco Abruzzo ha spedito, per fax e via email, al direttore responsabile dell’Espresso,  Daniela Hamaui, con riferimento all’articolo  “Chiudete quella Bocca” a firma Marco Travaglio (pubblicato nel nel n. 34, 27 agosto 2009, del settimanale). Scrive Franco Abruzzo: “Marco Travaglio si occupa di me nell’articolo “Chiudete quella Bocca”, scritto in difesa di Giorgio Bocca, autore dell’articolo “Quanti amici ha Totò Riina”. Il Comando generale dell’Arma ha respinto «con fermezza» le «accuse infamanti» mosse ai carabinieri, perché nell’articolo di Bocca «si proietta, in modo sconcertante, sui Carabinieri che operano in Sicilia l’ombra della collusione e della pavidità, ombra che il Comando generale respinge con fermezza e con indignazione”. Tutto il mondo politico ha espresso la sua solidarietà all’Arma e l’ho fatto anch’io pubblicamente. Travaglio scrive: “mentre i marescialli Latorre e Minniti deliravano da sinistra, il mondo dell’informazione e della cultura taceva e acconsentiva. Con una rimarchevole eccezione: Franco Abruzzo, ex presidente dell’Ordine dei giornalisti lombardi, solidale con i carabinieri “leali servitori” ecc. Come se Bocca li avesse accusati in blocco di colludere con la mafia”. Presumo che Travaglio, impegnatissimo in mille incarichi professionali, non abbia letto l’articolo di Bocca. Bocca, infatti,  ha “accusato (i carabinieri) in blocco di colludere con la mafia”, quando afferma: 1.”I carabinieri, specie quelli che arrivano da altre province, sanno che in Sicilia un colpo di lupara può raggiungerli in ogni vicolo, in ogni tratturo. È naturale, allora, che si creino delle tacite regole di coesistenza”;  2. “…..e quando il capo della mafia Totò Riina fa sapere che l’assassinio del giudice Paolo Borsellino è stato voluto o vi hanno partecipato i tutori dell’ordine, ufficiali dei carabinieri o servizi speciali…”: 3.  “Massimo Ciancimino, il figlio del sindaco mafioso di Palermo, ha detto o lasciato capire che i carabinieri ‘nei secoli fedeli’ si attennero nelle operazioni di mafia ad attenzioni speciali” (verso la mafia, ndr); 4. “….i carabinieri, come la mafia, non sono qualcosa di estraneo e di ostile alla società siciliana, fanno parte e parte fondamentale del patto di coesistenza sul territorio, di controllo del territorio condiviso con la Chiesa e con la mafia”. 5. “E i carabinieri? I carabinieri, specie quelli che arrivano da altre province, sanno che la loro vita è appesa a un filo, che un colpo di lupara può raggiungerli in ogni vicolo, in ogni tratturo. Non è naturale, obbligatorio che si creino delle tacite regole di coesistenza o di competenza?”. Travaglio  scrive anche: “E dire che Abruzzo, docente di storia del giornalismo, ha pubblicato sul suo sito la tesina di un’allieva su ‘L’inchiesta di Tommaso Besozzi sulle bugie dei Carabinieri e del Viminale sulla morte del bandito Giuliano’. Bugie per coprire i mandanti di Portella della Ginestra, anno 1948”. Il titolo della tesina, invece, è questo: “La prima grande inchiesta del dopoguerra. Tommaso Besozzi e la morte del bandito Giuliano. Breve ricostruzione di una delle poche inchieste della storia del giornalismo italiano. L’inviato de “L’Europeo” svela le bugie dei Carabinieri e del Viminale sulla morte dell’ultimo bandito siciliano” (testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=90)”. La vicenda è nota. Governo e Carabinieri in quell’occasione  hanno taciuto il nome dell’assassino di Giuliano. L’assassino era il cugino Gaspare Pisciotta avvicinato dagli uomini del col. Ugo Luca, ufficiale dell’Arma con grandi esperienze di controspionaggio. In Sicilia, tra il 1945 e il 1950, si è combattuta una guerra  contro il tentativo secessionista di una frazione del mondo politico isolano, che aveva creato un esercito (“Evis-Esercito volontario per l’indipendenza della Sicilia” di cui Giuliano era “colonnello”) per staccarsi dall’Italia. Anche in quella “guerra”  l’Arma pagò un alto tributo di sangue dei suoi  uomini. Nella guerra contro la mafia, l’Arma annovera  33 caduti tra i quali il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Quando si parla dell’Arma, prima di lanciare accuse gratuite e diffamatorie,  bisogna sempre tenere presenti anche gli altri Carabinieri  caduti nel corso di quasi due secoli: da Pastrengo al  Podgora, da Culqualber a Nassirya. Non si può difendere chi ingiustamente ha attribuito ai carabinieri comportamenti pavidi e collusi con la mafia, dimenticando che il figlio di Ciancimino e Riina sono stati ammanettati (con sodali e  parenti) dai carabinieri. La vendetta della mafia non è affidata solo alle lupare”. (Franco Abruzzo) integrakle in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4236

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le entrate del super-enalotto

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2009

La circostanza che il Jack Pot del “6” nel Superenalotto abbia raggiunto, recentemente, livelli altissimi ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sui grandi incassi che lo Stato ricava, appunto, dal Settore “GIOCHI” (Superenalotto, Totocalcio, Gratta e Vinci,  Scommesse, Lotteria Italia e altre, ecc.).  In questo contesto, in Sicilia, andrebbe sollevata la questione delle competenze e dei diritti della Regione Siciliana, ai sensi e per gli effetti dell’art. 36 dello Statuto Speciale di Autonomia. Questo articolo, infatti, al secondo comma, sancisce che allo Stato, in materia, vadano soltanto le entrate del “lotto”. Appare, pertanto, oltremodo chiaro che le entrate del Superenalotto, così come le entrate degli altri “Giochi” diversi dal Lotto, per la parte che riguarda la Sicilia, devono essere versate alla Regione Siciliana e non allo Stato, come oggi avviene..  Detto questo, l’FNS ritiene che la Regione Siciliana debba fare valere i propri irrinunciabili diritti e debba, altresì, partecipare ad ogni iniziativa e decisione che riguardi la regolamentazione e l’organizzazione dei giochi medesimi. L’aspetto finanziario, ovviamente, è decisamente più importante e va affrontato immediatamente e con l’energia che il problema merita. (Giuseppe Scianò Segretario Politico FNS)

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »