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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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“Con l’intelligenza artificiale bisogna avere cervello”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

E’ lo slogan del corso su artificial intelligence che negli ultimi mesi ha appassionato oltre 12.000 studenti e docenti italiani.Disponibile sia in presenza, con laboratori interattivi, sia online, il percorso formativo fa parte del programma “Ambizione Italia per la scuola”, promosso da Fondazione Mondo Digitalee Microsoft, che consentirà a 250mila giovani e 20mila insegnanti di scoprire come le tecnologie stiano rivoluzionando con grande rapidità il modo di apprendere, vivere e lavorare.
Si chiamano Selene, Maria Teresa, Maria Giulia, Carolina, Francesco e Valentina e hanno tra i 15 e i 17 anni. Sono studenti dell’IIS Marconi di Civitavecchia (Roma), ISIS Da Vinci di Poggiomarino (Napoli) e IISS Majorana di Brindisi, tre scuole selezionate tra i 37 hub che stanno sperimentando in Italia il programma di intelligenza artificiale. Questa mattina, in occasione del Microsoft Innovation Summit all’Università Bocconi di Milano, i ragazzi hanno incontrato Satya Nadella, CEO di Microsoft Corporation, e presentato i primi risultati del loro lavoro.Siamo sicuri di fare sempre le scelte giuste? Chi può aiutarci a modificare le abitudini nocive per il nostro pianeta? “Ecoassistant” è un’intelligenza artificiale realizzata dagli studenti campani, basata sull’apprendimento automatico e composta da analizzatore di ambiente, chatbot e molte funzioni per l’interazione uomo-macchina. Usando dati rilevati da sensori, Ecoassistant è in grado di suggerire il comportamento migliore per proteggere l’ambiente e produrre energia rinnovabile. Come insegnare a un’intelligenza artificiale a risolvere problemi reali di interazione e comunicazione per migliorare la vita sociale delle persone? È questo l’obiettivo che si sono posti gli studenti di Civitavecchia e di Brindisi. I primi hanno ideato “Easy talk”, un dispositivo capace di “ascoltare” la conversazione, interpretare lo stato emotivo di chi sta parlando e intervenire per facilitare l’interazione in caso di fraintendimento. Al progetto ha contribuito anche una ragazza con la sindrome di Asperger, che ha vissuto in prima persona questo tipo di problematica. Dall’esperienza di volontariato di una studentessa è nato invece “Pablobot”, il robot pittore dei ragazzi di Brindisi che può realizzare disegni e dipinti interpretando sentimenti e emozioni di chi ha di fronte.
“I nuovi trend digitali come l’Intelligenza Artificiale e la Robotica stanno creando nuovi posti di lavoro che spesso in Italia rischiano di restare scoperti perché mancano figure professionali qualificate per svolgerli. Secondo una ricerca Microsoft, il 65% degli studenti di oggi svolgerà in futuro professioni che ancora non esistono. Investire nella formazione avanzata diventa quindi indispensabile. Ambizione Italia per la scuola va proprio in questa direzione: con Fondazione Mondo Digitale stiamo affiancando alle lezioni tradizionali training su AI e Robotica per consentire agli studenti di acquisire le capacità funzionali e trasversali che serviranno per i lavori del futuro. I progetti presentati oggi a Satya Nadella dimostrano che siamo sulla strada giusta!” – spiega Barbara Cominelli, Chief Operating Officer di Microsoft Italia.
Il corso online è disponibile all’indirizzo http://www.innovationgym.org/entra-nel-mondo-dellai/
http://www.mondodigitale.org

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Polizia e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

Utilizzando un rivelatore installato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, gli scienziati della collaborazione XENON1T hanno osservato un processo estremamente raro, la cosiddetta doppia cattura elettronica dell’isotopo 124 dello Xenon. L’evento in questione è un decadimento in cui l’isotopo 124 dell’atomo di Xenon (54 protoni e 70 neutroni) decade nell’isotopo 124 dell’atomo di Tellurio (52 protoni e 72 neutroni) emettendo due neutrini ed energia. Poiché il processo comporta lo scambio di due bosoni W, i mediatori delle interazioni deboli, il tempo di vita medio è inversamente proporzionale al quadrato della costante di accoppiamento debole (una quantità estremamente piccola) e dunque risulta essere estremamente grande. I ricercatori sono stati in grado di osservare un numero consistente di eventi di questo tipo grazie alla grande quantità di Xenon contenuto nel rivelatore (1,5 tonnellate racchiuse in un cilindro di 1 metro di altezza e 1 metro di diametro) e alla sua elevata sensibilità. Il tempo di vita media che hanno misurato è pari a 1,8 x 1022 anni, circa mille miliardi di volte la vita dell’Universo. La misura restituisce informazioni sulla struttura nucleare e apre la strada alla ricerca di un altro processo raro, la doppia cattura elettronica senza neutrini, che permetterebbe di capire se i neutrini sono particelle di Majorana. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature che gli ha dedicato la copertina. Nell’immagine: assemblaggio della gabbia elettrostatica (fonte: scienza in rete a cura di Chiara Sabelli)

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Convegno: “Intelligenza artificiale”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Torino Mercoledì 10 ottobre alle ore 14, nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Torino (via Verdi 8), il Centro Pannunzio, il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino e Nel futuro Magazine, propongono il convegno “Intelligenza artificiale: una realtà tra sogno e magia”. L’intelligenza artificiale è tornata di recente ad esercitare un notevole impatto sull’immaginario collettivo. Si potrebbe anche estendere questa affermazione a tutte le tecnologie dell’informazione, pensando alle recenti problematiche relative a dati e social network. Proprio per questo diventa urgente cercare una migliore comprensione delle questioni in gioco, perché nei momenti di maggiore successo di una disciplina si insinuano le incomprensioni più gravi a proposito dei suoi obiettivi e dei suoi strumenti, creando intorno ad essi un alone di magia. All’evento, presentato e coordinato da Felice Cardone e Tito Giraudo, intervengono: Giuseppe Piccoli, Pietro Bordoli, Simone Fubini, Cristina Baroglio, Guido Boella, Silvia Rosa Brusin, Luca Console, Cristina Bosco, Diego Magro e Alberto Cipriani. Al termine, in collaborazione con studenti dei Corsi di Laurea in Informatica dell’Università di Torino, coordinati da Federico Torrielli si svolge la tavola rotonda con studenti e relatori condotta dalla giornalista Silvia Rosa Brusin.

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Sviluppo dell’intelligenza artificiale al servizio del cliente

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Al via la partnership tra Vodafone e Microsoft per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale al servizio del cliente, che consentirà di estendere ulteriormente le funzionalità e i canali di contatto di TOBi, l’assistente digitale di Vodafone.TOBi, presente da circa un anno sui canali di assistenza digitali di Vodafone, già oggi è in grado di riconoscere e interpretare il linguaggio naturale, di imparare dai propri ‘errori’, e di relazionarsi col cliente adattando l’interazione in base all’evoluzione della conversazione. TOBi, che permette di rispondere alle esigenze più semplici e immediate dei clienti assicurando un’assistenza rapida ed efficace 24/7, è in grado di mettere direttamente il cliente in contatto con un consulente specializzato, in caso di temi più complessi. L’”addestramento” della rete neurale alla base di TOBi, è assicurato dalla “Neural Network Training Unit”, un team di assistenza al cliente di Vodafone a cui è stata fornita una specifica formazione su Machine Learning e Natural Language Processing.
Con i servizi cognitivi e gli strumenti di Business Intelligence and Analytics di Microsoft, TOBi sarà in grado di gestire un numero più elevato di interazioni mensili, con l’obiettivo di arrivare a circa 10 milioni di contatti con i clienti al mese entro la fine dell’anno. Grazie ai servizi di Microsoft, l’intelligenza artificiale alla base di TOBi evolve verso un modello pienamente cognitivo che consentirà di estendere il servizio a tutti i canali di contatto – anche quelli tradizionali – e di sviluppare ulteriori funzionalità conversazionali, come quella vocale. Ad esempio, grazie alle funzionalità “Ricerca” di Microsoft Azure, TOBi sarà in grado di rispondere in modo rapido ed efficace anche alle domande aperte e non più solo a un set di richieste definite o di domande frequenti. In più, attraverso il “Language Understanding Intelligent Service” (LUIS), sono state create interfacce discorsive per diversi scenari che, nel futuro, consentiranno anche di andare oltre la conversazione.
«Vogliamo rendere la relazione con i nostri clienti ancora più semplice e immediata introducendo TOBi su tutti i canali di contatto» – dichiara Gianluca Pasquali, Direttore Commercial Operations di Vodafone Italia. «Attraverso la partnership con Microsoft puntiamo ad aumentare le conversazioni gestite attraverso TOBi, incrementando ulteriormente il tasso di risoluzione. Con le nuove tecnologie nascono nuove opportunità di differenziarsi nella gestione dei nostri clienti, integrando l’intelligenza artificiale con quella umana, che rappresenta da sempre un punto di forza di Vodafone. Per questo la Neural Network Training Unit è composta dagli stessi colleghi dell’assistenza che abbiamo opportunamente formato».«Il progetto che ci vede collaborare con Vodafone punta a semplificare la vita delle persone: è un obiettivo che ben si sposa con la nostra ambizione di aiutare singoli e organizzazioni a realizzare il proprio potenziale e con la nostra visione di un’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo. Lo scopo ultimo delle tecnologie intelligenti è proprio quello di amplificare le capacità umane e grazie alla nostra piattaforma di AI che anima TOBi, sarà possibile far leva su meccanismi conversazionali, per offrire risposte rapide e puntuali ai clienti Vodafone e dedicare maggiori risorse alla relazione e a servizi a valore aggiunto» – ha dichiarato Fabio Moioli, Direttore Enterprise Services Microsoft Italia.

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Le sfide dell’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

L’indagine Global Future of Work Survey di Willis Towers Watson – società di consulenza, brokeraggio e soluzioni per le aziende leader a livello globale – ha messo in luce una scarsa preparazione da parte dei responsabili HR nell’ambito dei cambiamenti organizzativi legati all’automazione e una profonda incapacità nel gestire un numero sempre più esiguo di dipendenti full time a tempo indeterminato e persone ingaggiate per progetti specifici e contingenti.
La ricerca ha rilevato che l’automazione rappresenterà in media il 22% del lavoro svolto nei prossimi tre anni. Ciò equivale al 12% di quelle che affermano oggi di impiegare l’intelligenza artificiale e la robotica e solo il 7% di tre anni fa.
Dal sondaggio, che evidenzia il punto di vista dei Responsabili Risorse Umane, emerge che meno del 7% afferma di essere sufficientemente preparato all’avvento della digitalizzazione in tutti i processi e soprattutto appare evidente un atteggiamento poco proattivo e in grado di dare il via fin da ora a strategie per ripensare la gestione dei talenti. Solo il 31% delle aziende interrogate ha già adottato misure per affrontare la contrazione di posti di lavoro e solo il 32% degli HR manager ha intrapreso azioni per identificare le competenze emergenti per la propria attività. Appena il 27% sta cercando di ripensare percorsi di carriera in linea con strutture organizzative più snelle, flessibili e dove lo smart working avrà un peso importante.Molti fra gli intervistati, inoltre, affermano di aver intenzione quest’anno di intraprendere iniziative per prepararsi al futuro, iniziando a pensare ad una “ridefinizione” dei ruoli, e a identificare quali attività, all’interno di questi, potrebbero essere automatizzate (50%) o ad individuare percorsi di riqualificazione per coloro il cui lavoro sarà assorbito dall’automazione (48%). I datori di lavoro stanno anche prendendo provvedimenti per identificare gap di “abilità e volontà” man mano che l’automazione cambia i riconoscimenti per le competenze (50%), e per rivedere il total reward e benefit complessivi per adattarsi a una forza lavoro radicalmente diversa (53%).Nel ricordare le complessità associate all’automazione, l’indagine ha evidenziato alcune interessanti dicotomie. Ad esempio, si prevede che nei prossimi tre anni la percentuale di datori di lavoro che automatizzeranno il lavoro e vedranno un aumento del fabbisogno di competenze aumenterà rapidamente dal 27% al 45%. Viceversa, nello stesso lasso temporale, oltre un terzo (42%) prevede di applicare l’automazione e riprogettare i lavori per ridurre i requisiti di competenza.Degno di nota è anche l’impatto dell’automazione sull’utilizzo di talenti non dipendenti. Mentre ora il 19% degli intervistati afferma che allo stato delle cose l’automazione consente o richiede l’utilizzo di più talenti non dipendenti, come agenti o consulenti, ben il 50% si aspetta che ciò possa accadere nel prossimo triennio. Quasi la metà dei datori di lavoro (49%) ritiene che nello stesso intervallo temporale, in virtù dell’avvento dell’automazione, avrà bisogno di un numero inferiore di dipendenti (oggi la percentuale è del 27%).“Molte aziende credono che l’automazione avrà conseguenze significative per i leader e per i manager nei prossimi tre anni”, afferma Edoardo Cesarini. Questo è reso evidente dalla percentuale di quanti affermano che l’automazione cambierà il modo in cui i manager saranno capaci di educare i dipendenti circa il suo impatto sul loro lavoro nei prossimi tre anni (32% quest’anno, contro il 61% nel 2020). Inoltre, quasi i due terzi (63%) afferma che i leader dovranno pensare in modo diverso ai requisiti e alle competenze per chi verrà dopo e per la gestione delle successioni come risultato dell’automazione.

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L’intelligenza artificiale di Expert System per la lotta contro il cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

Cancro-sintetizzata-molecola-che-blocca-proteina-tumoraleModena. Alcune delle applicazioni di intelligenza artificiale più promettenti e rivoluzionarie riguardano sicuramente uno dei settori prioritari a livello sociale, la medicina, con particolare riferimento all’analisi dei dati utili alla valutazione delle malattie. In questo scenario, grazie all’esperienza precedentemente maturata da Expert System in ambito oncologico (progetto di analisi clinica ConSoRe, Continuum Soin-Recherche, svolto in collaborazione con il Gruppo ospedaliero francese UNICANCER, dedicato alla lotta contro il cancro), si inserisce la selezione della tecnologia Cogito per “OncoSNIPE®”, un programma finalizzato a supportare con l’intelligenza artificiale le attività di diagnosi e trattamento dei tumori.Coordinato dall’azienda francese Oncodesign, specializzata in biotecnologie per il settore farmaceutico, e supportato dai fondi del programma “Investments for the Future” operato dalla banca pubblica di investimenti Bipfrance (€7,7 milioni in 4 anni), OncoSNIPE favorirà lo sviluppo e l’implementazione di innovativi approcci “bio-IT” basati sulla combinazione di diverse metodologie, fra cui algoritmi di intelligenza artificiale, tecniche statistiche di machine learning, analisi e arricchimento dei dati attraverso l’elaborazione semantica. Obiettivi principali del programma saranno l’identificazione, l’analisi e la correlazione di tutte le informazioni relative a pazienti resistenti ai trattamenti antitumorali per indirizzare le attività di ricerca scientifica verso nuove e più efficaci terapie.Insieme a Oncodesign ed Expert System, il programma si avvarrà del contribuito di altri due partner industriali (Sword, società internazionale con sede a Lione, specializzata in servizi e consulenze in ambito digitale; Acobiom, realtà all’avanguardia nelle biotecnologie, con sede a Montpellier, specializzata in particolare nella ricerca di nuovi marcatori biologici e nello sviluppo di strumenti diagnostici innovativi incentrati sulle medicina personalizzata) e dell’apporto scientifico di Ospedali Universitari e Istituti di Ricerca accademica (Hôpitaux Universitaires di Strasburgo, il Centre George François Leclerc di Digione, l’Institut Paoli Calmettes di Marsiglia).“Siamo fieri di supportare con la nostra tecnologia cognitiva Cogito attività di R&D finalizzate a migliorare i processi di diagnosi e terapia in ambito oncologico”, ha commentato Claudio Palmolungo, Executive Vice President Europe di Expert System. “Il progetto OncoSNIPE rappresenta un’ulteriore testimonianza delle potenzialità dell’intelligenza artificiale per il progresso sociale, e un importante esempio di come si possano avviare collaborazioni fra realtà d’eccellenza in ambito tecnologico, organizzazioni accademiche e istituzioni sanitarie con l’obiettivo di portare benefici all’intera comunità”.Il progetto OncoSNIPE si focalizzerà in particolare sullo studio di tre tipi di tumore (al seno, al pancreas e al polmone) per identificare diversi meccanismi di resistenza ai farmaci utilizzati nei tradizionali trattamenti oncologici e supportare le attività di ricerca e sviluppo finalizzate all’identificazione di terapie in grado di aumentare l’efficacia della cura. A questo scopo, verranno coinvolti nello studio oltre 800 pazienti per raccogliere informazioni sulle reazioni ai trattamenti. Tali informazioni, analizzate e arricchite mediante elaborazione semantica automatica, serviranno a tracciare modelli ricorrenti nei meccanismi di resistenza, identificare biomarcatori, scoprire nuovi target terapeutici e, più in generale, arricchire il patrimonio di conoscenze necessarie per rendere sempre più preciso e personalizzato l’approccio medico nei confronti dei pazienti con particolari resistenze ai farmaci oncologici.

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Robot e intelligenza artificiale: i deputati chiedono norme europee

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

robot chirurgicoBruxelles. Parlamento europeo. Sono necessarie norme UE nel campo della robotica, un settore in rapida evoluzione, ad esempio per far rispettare standard etici o per stabilire la responsabilità civile in caso di incidenti che coinvolgono un’auto senza conducente. Un progetto di risoluzione sarà discusso mercoledì e votato giovedì.Nel progetto di risoluzione, i deputati chiedono alla Commissione europea di proporre norme in materia di robotica e di intelligenza artificiale per sfruttare appieno il loro potenziale economico e per garantire un livello standard di sicurezza e protezione.I deputati sottolineano che un progetto di legge è necessario per chiarire questioni di responsabilità, in particolare per le auto senza conducenti. Chiedono, quindi, un regime di assicurazione obbligatoria e un fondo integrativo al fine di garantire che le vittime di incidenti che coinvolgono auto senza conducente siano completamente risarcite. Chiedono inoltre alla Commissione di prendere in considerazione la creazione di un’Agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale, per dare alle autorità pubbliche competenze tecniche, etiche e normative.

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Trapianto mandibola artificiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2016

trapianto mandibola.pngPadova. Per la prima volta in Italia, a Padova, è stato ricostruito con un trapianto artificiale di mandibola, il volto di un paziente di mezza età di nazionalità italiana affetto da osteonecrosi. Le ripetute infezioni gli compromettevano la capacità funzionale e i dolori gli causavano limitazioni di salute. La Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova diretta dal prof. Giuseppe Ferronato, ha eseguito con i ricercatori dott.ssa Giorgia Saia e dott.ssa Giordana Bettini coordinati dal dott. Alberto Bedogni – esperto nel trattamento delle patologie ossee radio e farmaco indotte, assieme ad un team di ingegneri, il delicato intervento portato a termine con successo.E’ stata così inserita al paziente in sole 4 ore una nuova mandibola artificiale in titanio di gr. 26 contenente i fori necessari affinchè muscoli e nervi vi si inserissero naturalmente. La protesi artificiale personalizzata ha sostituito buona parte della mandibola originale includendo il condilo e il mento, regioni indispensabili per le funzioni di movimento della mandibola – articolazione della parola, masticazione, deglutizione e competenza delle labbra – nonché dell’aspetto esteriore del volto. La tecnica progettata e sviluppata dai ricercatori padovani in strettissimo rapporto con ingegneri e bio-ingegneri di un’azienda italiana leader nel settore della ricerca e della produzione di dispositivi medici, ha permesso la realizzazione di una protesi artificiale che ha riprodotto fedelmente le caratteristiche anatomiche della porzione mancante e deformata della mandibola del paziente, comprendendone anche le inserzioni muscolari indispensabili.La realizzazione della protesi ha comportato l’elaborazione al computer delle immagini dello scheletro facciale del paziente grazie alla tomografia computerizzata. Le immagini realizzate hanno prodotto un modello virtuale 3D della mandibola. Così il chirurgo ha simulato da remoto in tempo reale l’intervento chirurgico.E’ stato specchiato il lato sano sulla mandibola mancante (mirroring) e ricostruita la mandibola a computer, la forma finale ha ricalcato quella mandibolare del paziente. Un raggio laser ha fuso per strati la polvere di titanio formando così la nuova mandibola.
Dalla sensibile riduzione del rischio di complicanze, alla riduzione della possibilità di rigetto; dal recupero della migliore forma del volto in un unico intervento alla respirazione autonoma post-operatoria.
Dalla riduzione della necessità di accesso tracheostomico alla rapida ripresa dell’alimentazione già dalla prima giornata dopo l’intervento e al rapido recupero della qualità della vita generale.L’Azienda Ospedaliera di Padova, conferma l’effettiva stabilità della mandibola innestata nel paziente alcuni mesi fa, e dichiara riuscito il trapianto di mandibola in titanio. Il paziente ora puo’ masticare, parlare, respirare e deglutire normalmente e soprattutto non ha più dolori. E’ tornato ad una normalità di vita.
Questo intervento migliora il supporto del labbro inferiore, la simmetria finale della parte inferiore del viso e la competenza delle labbra. Il vantaggio delle protesi artificiali personalizzate è da considerarsi soprattutto nei casi in cui la regione anteriore della mandibola sia inclusa nell’asportazione. Il costo medio di un impianto di questa tipologia è di circa € 3.500 e prevede l’applicazione a basso impatto sugli individui, specie nei soggetti adulti. “Le nuove protesi progettate, conferma il Prof. Giuseppe Ferronato – hanno dimostrato anche una buona resistenza al trattamento chemio-radioterapico e potrebbero essere utilizzate nella cura dei tumori maligni del cavo orale aprendo così la strada ai pazienti oncologici critici che non sopporterebbero altrimenti, interventi ricostruttivi complessi”. (foto: trapianto mandibola)

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Verso il pancreas artificiale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

pancreas-01Medtronic, azienda leader nel settore dei dispositivi medici, arruola negli USA il primo paziente in uno studio volto a determinare la sicurezza di un nuovo dispositivo per la gestione del diabete di tipo 1. Si tratta del sistema tecnologicamente più avanzato – attualmente in fase sperimentale – verso il pancreas artificiale, di fatto l’ultimo passo per la chiusura dell’ansa.Il sistema si basa sulla tecnologia innovativa di MiniMed 640G, già disponibile in Italia da inizio del 2015, costituito da un microinfusore e da un sensore che dialogano tra loro. MiniMed 640G prevede già un importante livello di automazione per la prevenzione dell’ipoglicemia, l’evento acuto più temuto dalle persone con diabete di tipo1. Il nuovo sistema ibrido è progettato per un’ottimale gestione del diabete, attraverso il controllo automatico dei livelli di glucosio 24 ore al giorno lasciando all’utilizzatore solo la gestione dell’insulina ai pasti“Dopo anni di ricerche, finalmente i componenti chiave di un sistema ad ansa chiusa ci sono” commenta Francine Kaufman, M.D., Chief Medical Officer e Vice President, Global Medical, Clinical & Health Affairs in Medtronic Diabetes. “Siamo entusiasti di collaborare con i principali sperimentatori a livello mondiale per portare avanti l’attività clinica necessaria per rilasciare questa tecnologia sul mercato, in modo che possa aiutare le persone con diabete a godere di una maggior libertà e di una miglior salute”. In Italia le persone con diabete di tipo 1 sono circa 300.000 con un significativo incremento in tutto il mondo. L’incidenza tra il 2001 e il 2009 nei soggetti al di sotto dei 20 anni è aumentata del 23%, con un trend di crescita del 3% annuo.

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Nutrizione artificiale

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Il 73% dei chirurghi ritiene che la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale siano trattamenti medici e che, quindi, siano materia di adeguato e specifico consenso informato. Perciò, contrariamente a quanto previsto dall’attuale disegno di legge che verrà discusso nelle prossime settimane alla Camera, possano essere oggetto di “dichiarazione anticipata di trattamento” (D.A.T.). Il dato emerge dal sondaggio promosso dal Collegio Italiano dei Chirurghi (C.I.C.), condotto sui Membri dei Consigli Direttivi delle Società scientifiche afferenti (746 risposte su 1.050 questionari inviati). Il campione è, pertanto, estremamente importante sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.
Ecco i dati più importanti del sondaggio. Il 97% dei chirurghi è concorde sull’astensione dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita. Il 92% ritiene, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà, di dover tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato in modo certo e documentato. L’89% condivide il principio in base al quale, quando una persona rifiuta volontariamente di nutrirsi, il medico ha il dovere di informarla sulle gravi conseguenze che un digiuno protratto può comportare sulle sue condizioni di salute ma non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale, pur continuando ad assisterla. Di fronte a pazienti che, prima di perdere coscienza, abbiano espresso parere contrario alla nutrizione artificiale, il 75% dei chirurghi ha dichiarato di non accettare l’obbligo di somministrarla in ogni caso, anche se dovesse essere stabilito dalla legge. In particolare, per il 46% la decisione spetta al paziente, per il 27% al medico ed ai familiari e per poco più del 2% solo al medico. La decisione di non somministrare o eventualmente sospendere le terapie ed i trattamenti che la tengono artificialmente in vita dovrebbe spettare al paziente, nel caso in cui abbia espresso le sue volontà quando era cosciente, per il 65%; a nessuno, perché la vita è un dono e va in ogni caso tutelata per il 16% circa; ad una commissione etica di esperti per il 12%; ad un familiare per il 5% circa; al medico curante o ad un magistrato solo per poco più dell’1%.
Il Collegio Italiano dei Chirurghi, nato nel 2007, raggruppa le maggiori Società scientifiche nazionali di area chirurgica (oltre 60) e rappresenta circa 35mila Soci di tutte le branche e delle diverse specialità (chirurghi generali, specialisti, ginecologi, otorinolaringoiatri, ortopedici, urologi, ecc.) impegnati nelle Università e negli Ospedali pubblici ed accreditati di tutto il territorio nazionale. L’obiettivo primario del Collegio è diventare un naturale, autorevole e dovuto interlocutore tra gli specialisti del settore, i pazienti, le Istituzioni, i media e le varie Associazioni. Altro scopo del C.I.C.

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Impianto cuore artificiale pazienti in età pediatrica

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

«Come primo cittadino di Roma sento il dovere di esprimere il mio più vivo apprezzamento e la mia riconoscenza nei confronti dell’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” per l’eccezionale intervento d’impianto di un cuore artificiale in un ragazzo di 15 anni. Roma é da oggi la prima città al mondo dove si è sperimentata con successo questa innovativa tecnica, che dona speranza a tanti bambini che sono in attesa di un intervento simile. Il “Bambino Gesù” è una perla della nostra città che da oggi la rende ancora di più Roma capitale della solidarietà.».  Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Aumentano le tecniche di fecondazione artificiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2010

“I dati preliminari pubblicati in merito alla Relazione annuale sull’applicazione della Legge 40/2004 evidenziano un aumento del ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale per quanto riguarda numero di cicli, coppie trattate, gravidanze ottenute e nati vivi”, sottolinea Lucio Romano, copresidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita. “Ciò rappresenta uno specchio fedele della nostra situazione sociale, caratterizzata da una sempre maggiore incidenza dell’infertilità e della sterilità, addebitabili a tardiva programmazione delle gravidanze in età fertile avanzata ed a fattori socio sanitari predisponenti”.  “Inoltre, in base ai dati disponibili, – prosegue Romano – si rileva ancora il permanere della perdita di informazioni in merito al follow up delle gravidanze nei centri di secondo e terzo livello, che possono così inficiare i risultati finali. Altra criticità è il numero, percentualmente ridotto, di centri che praticano da 500 a più cicli annui di trattamento, garanzia di ottimizzazione delle pratiche e significatività dei risultati delle tecniche di fecondazione artificiale”.
“Un particolare dato positivo – conclude Lucio Romano – è la riduzione delle iperstimolazioni ovariche, sicuramente riconducibile alla corretta applicazione della Legge 40 e al ricorso di stimolazioni farmacologiche più lievi”.  Scienza & Vita accoglie con favore le attività di formazione e di ricerca in corso di realizzazione, finalizzate allo studio di tecniche e allo sviluppo di strategie per la diffusione della cultura della preservazione della fertilità e prevenzione della sterilità.

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La nutrizione artificiale

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Sovigliana di Vinci il 23 e 24 aprile si terrà il convegno sul tema della nutrizione artificiale, che si svolgerà nei locali dell’Agenzia per la formazione in via Oberdan. Le cui iscrizioni potranno essere effettuate entro il  18 aprile. Il convegno “La nutrizione artificiale nel trattamento della malnutrizione” è rivolto principalmente a infermieri, medici e dietisti. La giornata di apertura affronterà argomenti sulla valutazione e gestione del rischio di malnutrizione, la giornata conclusiva affronterà gli aspetti assistenziali, etici e giuridici della nutrizione artificiale. L’obiettivo del convegno è di diffondere la cultura dell’agire con competenza e responsabilità professionale sul tema della malnutrizione, come diritto fondamentale di ogni utente.

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