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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

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L’Italia tra digitalizzazione e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2022

Rome Business School, parte di Planeta Formación y Universidades creato nel 2003 da De Agostini e dal Gruppo Planeta, ha pubblicato la ricerca “L’Italia tra digitalizzazione e intelligenza artificiale. Il ruolo del PNRR nel costruire l’Italia del futuro”. Lo studio, a cura di Valerio Mancini, Direttore del Centro di Ricerca della Rome Business School, Francesco Amendola, Program Director dello Specialized Master in Data Science e dell’Executive Master in Data Science e William Carbone, Program Director del Professional Master in Artificial Intelligence, fa un’analisi dell’asse strategico di digitalizzazione e innovazione del PNRR, con particolare focus sullo stato di avanzamento dell’Italia nell’IA. La ricerca evidenzia l’arretratezza tecnologica dell’Italia, i passi avanti fatti, e il forte contrasto dato dall’essere oggi un Paese tra i primi a livello internazionale per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.Il settore dell’IA è in piena espansione a livello globale, ricevendo circa 93,5 miliardi di dollari di investimenti privati nel 2021, più del doppio degli investimenti privati totali nel 2020. Si prevede che la dimensione del mercato globale dell’IA crescerà ad un tasso del 42,2% nel periodo 2020-2027. Secondo l’Osservatorio del MIP, in Italia il mercato dell’AI è cresciuto del +27% nel 2021, raggiungendo quota 380 milioni di euro, un valore raddoppiato in appena due anni.Attualmente, le università italiane offrono più di 200 curricula in IA distribuiti e non solo, l’Italia nel 2021 ha lanciato uno dei più grandi e ambiziosi dottorati in intelligenza artificiale a livello mondiale chiamato Dottorato Nazionale in “Intelligenza Artificiale”. Inoltre, ospita diverse infrastrutture di ricerca di alto livello, è uno dei membri fondatori della Global Partnership on Artificial Intelligence (GPAI) e i ricercatori italiani partecipano a tutte le principali reti di ricerca internazionali sull’IA, comprese le reti UE più prestigiose, come CLAIRE ed ELLIS. Ci sono comunque diversi punti di debolezza quali: frammentarietà della ricerca, insufficiente attrazione di talenti, significativo divario di genere (solo il 19% dei ricercatori di IA sono donne), e limitata capacità brevettuale.William Carbone, autore della ricerca, afferma che: “grazie all’IA, varie aziende potrebbero diventare società orientate alla scoperta, creando un’organizzazione la cui cultura è definita da una sperimentazione rigorosa, applicata anche ai propri processi interni, così da far parte integrante della loro strategia e delle iniziative di business”. Rispetto ai 27 stati UE, l’Italia, è al 17º posto per “fattori abilitanti della trasformazione digitale”, al 18º per digitalizzazione della PA, 23º per digitalizzazione e addirittura 25º per diffusione delle competenze digitali. In testa alla classifica delle economie digitali più avanzate dell’UE si trovano Danimarca, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi, mentre Romania, Bulgaria sono i fanalini di coda. L’Unione mira a che entro il 2030 l’80% dei cittadini possieda competenze digitali di base, ma dal 2015 si è registrato un tasso di crescita annuo pari solamente allo 0,9%. Per raggiungere l’obiettivo dell’80% fissato per il 2030, questo tasso di crescita deve triplicare. La trasformazione digitale, più che un obiettivo, è un percorso. Il PNRR si propone di ridurre e risolvere tramite investimenti mirati il gap digitale sia tra l’Italia e gli altri Stati europei, sia tra le stesse regioni italiane. Nonostante i molteplici ostacoli, l’Italia sta mano a mano realizzando gli obiettivi digitali e di sviluppo prefissati. Bisogna comunque riconoscere i limiti del PNRR, le criticità in formazione digitale dei cittadini e le forti differenze tra regioni, problematiche da azzerare e appianare il prima possibile per poter compiere correttamente questa trasformazione digitale, e poter finalmente riconoscere poi un Paese più moderno, evoluto e agile. Vedendo l’andamento positivo in ambito IA, gli autori della ricerca consigliano di rafforzare la base di ricerca sull’IA e i finanziamenti associati, promuovere misure per trattenere e attrarre talenti, migliorare il processo di trasferimento tecnologico e aumentare l’adozione dell’IA tra le imprese e la pubblica amministrazione, favorire la creazione di imprese innovative e aumentare gli investimenti, in quanto come affermato da William Carbone: “il potenziale dell’IA risiede nella creazione di un approccio più sistematico, integrando l’IA nelle organizzazioni che perseguono l’innovazione”.

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Intelligenza artificiale in un’era digitale (AIDA)

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

Bruxelles Nel testo, adottato dal Parlamento europeo con 495 voti favorevoli, 34 contrari e 102 astensioni, i deputati affermano che il dibattito pubblico sull’uso dell’intelligenza artificiale (AI) dovrebbe incentrarsi su come esplorare l’enorme potenziale della tecnologia a sostegno degli esseri umani e che l’UE è rimasta finora indietro nella corsa globale per la leadership tecnologica. C’è, infatti, il rischio che le future norme tecnologiche vengano sviluppate altrove e da attori non democratici, perciò i deputati credono che l’UE debba svolgere un ruolo guida, a livello mondiale, nel settore dell’IA. Nel testo, si prende atto della spinta dell’Unione per un accordo globale su norme comuni per l’uso responsabile dell’IA e si incoraggiano le democrazie che condividono i medesimi principi a collaborare al fine di indirizzare il dibattito internazionale. I deputati sottolineano anche che le tecnologie di IA pongono questioni etiche e giuridiche cruciali ed esprimono preoccupazione per la ricerca militare e gli sviluppi tecnologici per la creazione di sistemi d’arma letali autonomi. Inoltre, alcune tecnologie di IA consentono un’automatizzazione dell’elaborazione delle informazioni senza precedenti, che apre la strada alla sorveglianza di massa e a interferenze illecite nei diritti fondamentali. I deputati avvertono che i regimi autoritari utilizzano sistemi di IA per esercitare una sorveglianza di massa e classificare i propri cittadini o limitare la libertà di circolazione, mentre le piattaforme tecnologiche dominanti utilizzano le tecnologie di IA per ottenere più informazioni personali. Secondo i deputati, tale “profilazione” crea rischi ai sistemi democratici. L’UE dovrebbe quindi rafforzare la cooperazione internazionale con partner che condividono i medesimi principi, al fine di proteggere i diritti fondamentali e cooperare, allo stesso tempo, per ridurre al minimo le nuove minacce tecnologiche.

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Intelligenza artificiale: La sfida dell’IA per l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2021

A metà novembre i quattro atenei milanesi, Statale, Bicocca, Bocconi e Politecnico, hanno annunciato la nascita di una unità locale di ELLIS, l’associazione europea di ricercatori sull’intelligenza artificiale e il machine learning. Una settimana dopo il Consiglio dei Ministri ha approvato il Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale per il triennio 2022-2024, sviluppato dal Ministero dell’Università e della Ricerca insieme al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale. In un certo senso, l’accordo stretto dalle quattro università milanesi per collaborare all’interno di ELLIS rappresenta un esperimento su scala metropolitana di quello che il Programma Strategico vorrebbe che avvenisse a livello nazionale. (fonte: scienza in rete newsletter)

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L’intelligenza artificiale incontra il mondo del digital advertising

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

ML cube (www.mlcube.com), spin-off del Politecnico di Milano e startup innovativa che fornisce soluzioni all’avanguardia di intelligenza artificiale, lancia AD cube, una piattaforma per l’ottimizzazione multi-canale delle campagne di advertising online che supporta gli advertiser nella definizione del target da raggiungere, del budget da impiegare e della sua distribuzione. L’universo del digital advertising è in continua crescita ma sono ancora molti i problemi da risolvere. Ad esempio, ancora soltanto il 22% delle aziende è soddisfatto dei tassi di conversione (Fonte: Econsultancy) e il 57% dei merketer (Fonte: Forrester) non possiede gli strumenti necessari per prendere decisioni rilevanti. Grazie all’intelligenza artificiale di AD cube, gli advertiser avranno un supporto a 360° e potranno gestire un mix di campagne su più canali (Google, Facebook, Instagram, Tik Tok, ecc.) all’interno della stessa piattaforma. Il tutto si traduce in un risparmio di tempo e, soprattutto, in una maggiore efficienza. Lo confermano anche i dati delle prime applicazioni su un gruppo di 10 early adopters italiani e internazionali, che hanno visto crescere il ROI del +30% e guadagnato oltre il +40% in termini di tempo.Uno dei grandi problemi della gestione delle campagne di advertising riguarda proprio l’elevatissimo numero di task che richiede, specialmente quando le campagne sono tante. Proprio per questo AD cube si basa su algoritmi di IA, sviluppati dal team di ML cube, che ogni giorno analizzano i dati e impostano le modifiche per un risultato ottimale su ogni singola piattaforma. Basta semplicemente creare il nuovo progetto, aggiungere le proprie campagne da tutti i canali attivati e AD cube farà il resto.Il nuovo prodotto della start-up milanese è composto da tre moduli: SpendOpt, BudOpt e TargOpt. SpendOpt riguarda l’ottimizzazione del piano di spesa e risponde alla domanda: “quanto devo investire?”. Questo modulo prevede le performance delle campagne in termini di ricavi e ROI e fornisce un output in curve predittive che suggeriscono agli advertisers quanto investire per raggiungere un determinato obiettivo, eliminando il problema del trade-off Revenue/ROI. BudOpt, basato su algoritmi di Machine Learning, riguarda invece l’allocazione del budget e risponde alla domanda “come devo distribuire il budget?”. Questo modulo distribuisce giornalmente il budget tra le diverse campagne massimizzando così i rendimenti o il ROI. Il tutto permettendo sempre all’advertiser di impostare dei limiti e di personalizzare il budget. TargOpt sfrutta, invece, la potenza degli algoritmi di intelligenza artificiale per catturare i segmenti target che l’analisi dati tradizionale non riesce a raggiungere e risponde alla domanda: “qual è il giusto target?”. Il modulo processa i dati storici delle campagne già esistenti in background e restituisce un nuovo set di campagne nel momento in cui individua un segmento promettente. TargOpt può anche creare in automatico il nuovo pubblico per ogni piattaforma.

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Intelligenza Artificiale e sanità: portarla nei trattamenti domiciliari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

Monza. Almawave, società italiana quotata all’AIM Italia e leader nell’Intelligenza Artificiale (AI), nell’analisi del linguaggio naturale e nei servizi Big Data, e Vivisol, società del Gruppo Sol, la cui capogruppo SOL Spa è quotata alla Borsa di Milano dal 1998, tra i principali player europei dell’assistenza domiciliare, ambito in cui eroga prestazioni sanitarie e terapie ad alta complessità tecnologica, annunciano un accordo di collaborazione.La partnership, primo esempio di questo tipo a livello nazionale, si prefigge lo scopo di sviluppare soluzioni di AI applicate alle cure domiciliari, nel più ampio obiettivo di favorire la deospedalizzazione e garantire al paziente un percorso terapeutico adeguato ed efficace all’interno del proprio domicilio. Almawave e Vivisol hanno già avviato una collaborazione a partire dallo scorso aprile nel progetto RicovAI-19, studio pilota con sperimentazione clinica volto al contrasto della pandemia da Covid-19, realizzato con Ospedali Riuniti di Ancona nel comune di Offagna (AN). Tale progettualità, grazie al cosiddetto Indicatore di Stabilità Clinica (AI-CSI) sviluppato da Almawave, ha permesso di monitorare costantemente e a domicilio 150 pazienti fornendo ai medici curanti uno strumento innovativo a supporto delle scelte clinico-terapeutiche.Le due società intendono ora analizzare, studiare e sperimentare congiuntamente prodotti e servizi utili a migliorare l’efficacia dei trattamenti domiciliari sul paziente, in particolare quello cronico o non autosufficiente, introducendo anche in questo ambito della sanità l’AI-CSI. Frutto di un calcolo tramite appositi software e tecnologie, tale indicatore elabora i dati generati dalla rilevazione di oltre 60 parametri, tra cui ad esempio saturazione, temperatura, frequenza cardiaca e respiratoria, pressione sanguigna, e restituisce al medico curante un valore che sintetizza lo stato di salute del paziente. Applicato congiuntamente ad altre soluzioni cliniche, l’AI-CSI può facilitare l’operato del personale medico e paramedico e, al tempo stesso, migliorare l’efficacia del trattamento e l’esperienza di cura domiciliare della persona. Il progressivo allungamento delle aspettative di vita unito ad un aumento delle malattie croniche, spinge Almawave e Vivisol a investire in soluzioni che – attraverso l’Intelligenza Artificiale – offrano risposte inedite a nuove necessità e garantiscano innovazione ed efficienza al mondo della sanità, anche nell’ottica di ridurre le ospedalizzazioni e i conseguenti costi di sistema.

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Intelligenza artificiale, la Sapienza al vertice del Laboratorio nazionale del CINI

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

Roma. Daniele Nardi del Dipartimento di Ingegneria informatica automatica e gestionale è stato nominato Direttore del Laboratorio nazionale Artificial Intelligence and Intelligent Systems del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica. Daniele Nardi, docente di Intelligenza Artificiale del Dipartimento di Ingegneria informatica automatica e gestionale “Antonio Ruberti” della Sapienza, è stato nominato Direttore del Laboratorio nazionale Artificial Intelligence and Intelligent Systems del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per I’Informatica).La nomina rappresenta un ulteriore riconoscimento per la Sapienza che è stata la culla dell’Intelligenza Artificiale in Italia, avendo attivato il primo insegnamento in questa disciplina agli inizi degli anni ’90, la prima laurea magistrale in Intelligenza Artificiale e Robotica nel 2009 e attivato quest’anno una delle cinque componenti del Dottorato Nazionale in Intelligenza Artificiale. La Sapienza oggi vanta uno dei più significativi gruppi di ricercatori ed esperti in intelligenza artificiale, di assoluto valore internazionale. “Siamo certi che, anche con il supporto di tutte le altre aree del sapere che si sono avvicinate all’intelligenza artificiale nel recente passato – dichiara la rettrice Antonella Polimeni – la direzione del professor Nardi contribuirà ad azioni strategiche tali da consentire all’Italia di essere competitiva in questa disciplina che potrà rappresentare il trampolino di lancio per progetti di grande impatto scientifico.”Il Laboratorio Nazionale Artificial Intelligence and Intelligent Systems del CINI ha l’obiettivo di rafforzare la ricerca italiana nel settore dell’intelligenza artificiale, supportando il ruolo dell’Italia nel mondo, di sostenere l’industria italiana promuovendo il trasferimento tecnologico dalla ricerca alla imprenditorialità, di supportare la società italiana attraverso lo sviluppo di applicazioni in grado di migliorare i servizi per i cittadini e di contribuire a nuove visioni dell’intelligenza artificiale per un suo uso consapevole e rispettoso dei principi etici.

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Docenti di tutta Italia a scuola di intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

Modena. Sono passati alcuni mesi dalla firma del protocollo d’intesa che ha visto Ammagamma e l’Istituto Comprensivo 3 di Modena “Mattarella” dare vita a LUCY, la prima scuola sperimentale di intelligenza artificiale per gli istituti secondari di primo grado.Dato il successo di questa prima esperienza, positiva sotto tutti i punti di vista per gli oltre cento studenti che vi hanno preso parte, Ammagamma e l’Istituto Mattarella hanno deciso di dare vita anche alla fase successiva del progetto. L’obiettivo è quello di educare anche gli adulti a comprendere e a utilizzare i dati e le tecnologie di intelligenza artificiale, in modo consapevole e responsabile, ovvero di formare i docenti del primo ciclo (scuola primaria e secondaria di primo grado) di altre scuole d’Italia, affinché possano replicare il programma didattico di Lucy e gettare le basi per creare una community sulla buona pratica di educazione all’IA.L’intelligenza artificiale è infatti integrata nella nostra vita digitale quotidiana e può essere un valido supporto nel processo decisionale delle persone. Ma che cos’è l’intelligenza artificiale? Cosa è in grado di fare e dove è possibile applicarla? Come leggere i dati che vediamo tutti i giorni?Educare all’intelligenza artificiale non significa solo rendersi conto di quali siano gli strumenti “intelligenti”, ma anche, e soprattutto, significa comprenderne il funzionamento per ridimensionare la percezione “magica” e la visione distopica di quello che potrebbe essere il suo impatto nel futuro.“Educare a pensare è un vero e proprio format didattico che abbiamo studiato per rispondere al tema dell’approccio critico al digitale e trova fondamento nei concetti espressi all’interno del libro bianco sulla didattica dell’intelligenza artificiale “De Arte Intelligendi”, redatto e promosso da Ammagamma”, ha aggiunto Pietro Monari, responsabile dei progetti Education di Ammagamma. “Serve un approccio multidisciplinare per comprendere a fondo l’IA. Questa è l’ambizione della nostra scuola e la visione educativa di Ammagamma”.Il percorso, che si svolgerà tra gli spazi dell’Istituto Comprensivo e il convento di suore Orsoline dove ha sede Ammagamma, guiderà i partecipanti in un viaggio tra l’evoluzione tecnologica dell’intelligenza artificiale e la storia culturale modenese, attraverso delle attività laboratoriali che metteranno in collegamento la storia, la letteratura, la magia e l’immaginazione, con l’informatica, la robotica, la natura e la matematica.Il corso è accreditato S.O.F.I.A., con il codice 60473, darà diritto a crediti formativi e si terrà presso il future lab spazio Leo dell’IC3 di Modena (scuole medie Mattarella, Viale Piersanti Mattarella, 145).

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L’Intelligenza Artificiale a supporto della ripresa

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

L’Intelligenza Artificiale (IA) è uno degli strumenti abilitatori della trasformazione digitale del Paese insieme a Cloud, Cybersecurity, Blockchain e IoT che hanno trainato il mercato digitale durante la pandemia e che incideranno sull’evoluzione della società nei prossimi anni. Mentre Usa e Cina stanno investendo massivamente nel campo delle nuove tecnologie digitali per conquistare l’egemonia economica, l’Unione Europea, seppur in ritardo, si sta attivando attraverso l’adozione di misure per la crescita del settore, sia in termini di competenze, sia in termini di applicazione con una specifica attenzione agli aspetti etici, sociali e regolatori, come dimostrano il White Paper pubblicato nel 2020 e la proposta di regolamento pubblicata lo scorso 21 aprile. Molti stati membri stanno anche definendo un proprio piano organico per infondere fiducia e far crescere le competenze dirette e indirette in IA e stimolarne l’utilizzo.Nel panorama globale, l’Italia si colloca indietro rispetto ai grandi competitor ma anche nei confronti di alcuni paesi Europei di simili dimensioni, sia in termini di investimenti pubblici sia in termini di utilizzo nel settore privato. L’Intelligenza Artificiale è un fattore abilitante chiave per la ripresa economica e, grazie al suo sterminato potenziale applicativo, può essere determinante anche per migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione e in generale la vita dei cittadini.In questo contesto, il White Paper “Promuovere lo sviluppo e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale a supporto della ripresa” predisposto dal Tavolo di lavoro Anitec-Assinform “Intelligenza Artificiale” presentato oggi nel corso dell’evento “L’Intelligenza Artificiale motore della ripresa: una call to action per l’Italia” promosso dall’Associazione, vuole contribuire a individuare possibili interventi per la diffusione dell’Intelligenza Artificiale nell’Italia post-pandemica. Il documento evidenzia come lo sfruttamento della crescente mole di dati prodotti da imprese, amministrazioni e cittadini non possa prescindere dall’IA che potrà migliorare l’efficienza, la qualità delle relazioni tra imprese, cittadini/consumatori e PA, la tipologia di servizi e prodotti in un’ottica di migliore fruibilità.Il White Paper si rivolge a istituzioni e imprese, presentando esempi applicativi in settori chiave (manifattura, salute, Pubblica Amministrazione per citarne alcuni) e proposte per i policy-maker. Un solido piano di formazione, una vision di investimento permanente, politiche di incentivi e una strategia per il trasferimento tecnologico tra università e impresa, sono le strade maestre individuate per consentire all’Italia di sfruttare al meglio le possibilità offerte dall’IA.Inoltre, Il White Paper rileva, anche, con l’esemplificazione di use case, che l’IA va intesa come leva che si affianca alle risorse umane e non come forza in contrapposizione all’elemento umano. Per questo, sottolineiamo l’importanza di un piano di formazione rapido, efficace e continuo che da un lato prepari le future generazioni (promozione aree STEM, dall’ITS all’Università) e dall’altro riqualifichi la forza lavoro attuale.Il documento si compone di diversi focus specifici relativi al monitoraggio delle tecnologie esistenti, un’analisi del mercato e del contesto internazionale, con una breve panoramica per rappresentare quanto si stia facendo in USA, Cina e Giappone. Si è voluto offrire un approfondimento dei settori sanità e pharma, che più di ogni altro hanno una base di dati enorme che si presta a essere trattata, e sfruttata, attraverso sistemi di intelligenza artificiale e un’analisi sulla formazione, in cui è evidenziato che l’efficacia e la correttezza delle soluzioni basate sull’IA da applicare all’interno delle industrie e dei prodotti si basano, oltre che sulle infrastrutture di calcolo e sui dati a disposizione, sulle competenze delle persone che costruiscono e allenano gli algoritmi utilizzati.Il gruppo di lavoro di Anitec-Assinform continuerà a far evolvere il White Paper ampliando i case study di utilizzo, in sintonia con i lavori sui data spaces di Gaia-X e monitorando le evoluzioni tecnologiche in modo da continuare ad essere un punto di riferimento per l’impresa italiana in questo settore in forte evoluzione.

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L’intelligenza artificiale aiuterà le aziende ad emergere più forti

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

A cura di Neil Robson, Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Secondo Neil Robson, responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle e gestore del fondo Threadneedle (Lux) Global Select, i progressi dell’intelligenza artificiale (IA) creeranno un divario ancora più ampio tra le aziende vincitrici e quelle perdenti. “L’IA consoliderà la posizione dominante e la maggiore redditività di poche imprese leader nei principali settori di business”, scrive nel suo ultimo commento. Si aspetta che i vantaggi competitivi dell’IA aumentino la concentrazione dei ritorni di capitale nelle aziende del decile superiore, “concentrandoli ulteriormente tra gli operatori leader, che potranno realizzare ROE sostenuti del 30-40%”.Secondo l’esperto, questa tendenza colpisce sia le aziende di tipo “growth” che quelle di tipo “value”. Le aziende value tendono a beneficiare della crescita ciclica, mentre le aziende growth tendono a beneficiare della crescita strutturale. “In termini di stili growth e value, il vero messaggio è che assistiamo a un cambiamento sottostante e che, per molte imprese, accadrà l’opposto, ovvero i loro modelli di business andranno incontro a gravi difficoltà”, scrive Robson. “Un gran numero di azioni value è affetto da problemi importanti; non sappiamo se tra 10 anni molte di queste società esisteranno ancora”.Robson suggerisce che la seconda grande fonte di guadagno offerta dall’AI risieda nella capacità di usarla per sviluppare nuovi prodotti e servizi basati su dati che le aziende possiedono, generano e, in alcuni casi, acquistano per espandere le risorse di loro proprietà.Columbia Threadneedle vede l’opportunità di poter applicare l’intelligenza artificiale ovunque. “Ogni singolo titolo di ogni portafoglio ne sarà in qualche modo influenzato”, scrive Robson. I vincitori più ovvi, secondo l’esperto, sono gli oligopoli che dominano il cloud computing – con Amazon e Microsoft in testa, seguiti da Google. Anche i grandi fornitori di hardware sono ben posizionati, per esempio l’americana NVIDIA. L’azienda californiana produce chipset programmabili che vengono utilizzati per l’apprendimento automatico. Inoltre, Robson è convinto che gli attuali leader in settori come l’automazione industriale (per esempio, la giapponese Keyence) o il sequenziamento genetico (come la statunitense Illumina) saranno in grado di utilizzare l’AI per rafforzare i loro vantaggi competitivi esistenti. La sfida per gli investitori, quindi, sarà sempre la stessa: capire quali aziende hanno i maggiori vantaggi competitivi e sono meglio posizionate per beneficiare delle dinamiche in atto nei rispettivi settori. “È facile identificare i fornitori di dati, i fornitori di strumenti e i colossi tecnologici che trarranno il massimo beneficio dall’IA”, afferma Robinson. “Se tuttavia rivolgiamo lo sguardo ad altri settori, la faccenda si fa più complessa. Chi otterrà i migliori risultati in ambito bancario? Saranno le banche esistenti, o qualcuno di esterno? Per questo è essenziale che gli investitori instaurino un dialogo con le aziende, per capire come si stanno effettivamente muovendo”. http://www.columbiathreadneedle.it

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La lunga storia dell’Intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

A cura di Enrico Bertino, Co-founder & Chief AI Officer di Indigo.ai. Nella storia di Microsoft l’acquisizione di Nuance per quasi 20 miliardi di dollari è seconda solo a quella di LinkedIn: per il social network dei professionisti la società fondata da Bill Gates, nel 2016, aveva messo sul piatto 26 miliardi di dollari. La cifra investita per la società attiva nell’intelligenza conversazionale sanitaria conferma quanto alta sia l’attenzione del mercato verso un settore in continua espansione. E d’altra parte è stata proprio Microsoft la prima società ad aver avuto accesso al Gpt-3, l’algoritmo elaborato da OpenAi che ha sviluppato un modello di linguaggio senza precedenti, capace di interpretare e scrivere in maniera chiara e corretta qualunque cosa. Da una semplice email a un articolo di giornale. Al punto che, simile a quanto teorizzato nel test di Turing, chi legge un articolo di giornale scritto da Gpt-3 non è in grado di capire se il testo è prodotto da un uomo o una macchina. Oggi l’attenzione verso il linguaggio sviluppato dall’intelligenza artificiale è continuamente sotto i riflettori: le aziende fanno a gara per integrare nei loro sistemi i migliori algoritmi, a volte anche senza aver ben chiaro come utilizzarli al meglio. Ma se adesso dialogare con un chatbot ci sembra normale o quasi è merito dal lavoro e delle ricerche iniziate 70 anni fa da un gruppo di scienziati visionari.E d’altra parte non è certo un caso che il test di Turing si chiami così: è stato Alan Turing il padre dei moderni computer, nel 1950, a teorizzare un criterio per determinare se una macchina sia in grado di pensare come un essere umano. L’aspetto stupefacente del test è nell’aver teorizzato una capacità di linguaggio simile a quella dell’uomo, prima ancora che nascessero dei veri computer. E il semplice fatto che Turing si sia concentrato sulle parole anziché sulla potenza di calcolo chiarisce quale sia l’importanza e la difficoltà di sviluppare un’intelligenza artificiale del genere. E spiega indirettamente come mai 70 anni fa si immaginasse che all’inizio del nuovo millennio tutte le macchine avrebbero superato agevolmente il test, mentre in realtà siamo ancora lontani dall’ottenere un risultato del genere. Nel 1956 per la prima volta alcuni ricercatori parlano di intelligenza artificiale, ma dopo una fiammata iniziale, l’interesse lentamente viene meno. Certo nel 1966 arriva Eliza, il primo chatbot della storia che simula un terapista utilizzando le stesse parole del proprio interlocutore, ma non accende gli entusiasmi. Inizia così quello che in gergo si chiama il lungo inverno dell’intelligenza artificiale: un periodo di stanca lungo quasi 30 anni e interrotto solo sporadicamente da esperimenti più o meno fallimentari come Parry nel 1972 o Dr Sbaitso nel 1992. Nel 1995 arriva la prima svolta con Alice un software creato con Aiml, l’Artificial Intelligence Markup Language, studiata per imitare un linguaggio naturale. Non è una rete neurale capace di imparare autonomamente, ma un sistema che segue un percorso preordinato. È quindi capace di rispondere a tutte le domande pensate dai programmatori, ma non può uscire dal sentiero tracciato. Ed è quindi un ottimo punto di partenza per i bot più semplici.L’accelerazione sull’intelligenza artificiale arriva negli ultimi 10 anni. Nel 2011 Watson, il sistema di Ibm batte in diretta televisiva i campioni americani di “Chi vuole essere milionario”, una vittoria che ha un grande eco, ma non eccezionale considerato che il software aveva di fatto immagazzinato l’informazione presente su Internet. Nel 2016 è la volta il Tay, l’account Twitter creato da Microsoft per sperimentare l’intelligenza artificiale: era programmato per rispondere in modo automatico a chiunque gli scrivesse. L’obiettivo era che Tay rispondesse in modo naturale, imparando da quello che leggeva in altre conversazioni e che gli veniva scritto. È stato un fallimento totale: in poche ore Tay ha iniziato a scrivere cose razziste, insultare e negare l’olocausto. Colpa dei troll, probabilmente, ma anche degli errori di programmazione della società. Forse anche della fretta di arrivare primi.I passi avanti sono stati tanti, e oggi l’intelligenza artificiale è integrata praticamente in ogni nostra attività quotidiana. Ma oggi noi operatori del settore abbiamo un’altra sfida. Non solo stare al passo con le innovazioni quotidiane dal punto di vista del business, ma soprattutto sapere governare e guidare uno sviluppo sano ed etico dell’intelligenza artificiale: affinché sia inclusiva e mai divisiva.

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Regolamentare intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

“L’uso di tecnologia dell’IA deve essere regolamentato, sin dallo sviluppo, garantendo anche meccanismi sanzionatori in mancanza di ottemperanza alle norme imposte dall’autorità pubblica. Ben venga la collaborazione da parte delle piattaforme private, nell’ottica dell’autoregolamentazione, purché essa sia iscritta in un sistema di controllo pubblico, che non lasci alcuno spazio a possibili abusi, o speculazioni di natura ideologica come spesso avviene. La sovranità digitale è il tema del nostro tempo e FDI sarà in prima linea. L’autoritarismo digitale cinese, di cui il “credito sociale” è simbolo, è contrario ai valori europei. Lo sviluppo e l’applicazione dell’intelligenza artificiale deve basarsi su rigide regole o rischiamo scenari inquietanti da “Omniscient”, come avviene per il riconoscimento biometrico per le fattezze razziali degli Uiguri, accusati in quanto tali di essere terroristi, fino ad arrivare alla distorsione della stessa natura umana, come avvertono numerosi esperti di etica dell’innovazione come Paolo Benanti. Stiamo per depositare una legge quadro alla Camera dei Deputati su questi temi, elaborata con i massimi esperti dei temi dell’innovazione e dei diritti digitali.”Così sull’emanazione del Regolamento Europeo Federico Mollicone, deputato responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, capogruppo di FDI al Parlamento Europeo, Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia Coordinatore per il Gruppo dei conservatori e riformisti europei nella Commissione libertà civili giustizia e affari interni. sulle nuove regole e azioni sull’intelligenza artificiale varate dalla Commissione Ue.

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Intelligenza Artificiale e Sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

La forzata – e rapida – digitalizzazione di processi e servizi che ha caratterizzato gli ultimi dodici mesi ha portato tante imprese a misurarsi con soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale (IA) per migliorare la propria efficienza. In particolare, l’attuale contesto di emergenza sanitaria richiede oggi, in diversi settori e soprattutto nell’ambito della ricerca scientifica, la gestione di grandi quantità di dati e capacità computazionali per trattare nuovi algoritmi.È quindi sempre più necessario che, oltre a cogliere tutte le opportunità dell’IA, chi governa le aziende abbia la piena consapevolezza dei suoi rischi: Clusit Community for Security – il team di oltre 400 esperti che nell’ambito di Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, opera attraverso iniziative di ricerca, formazione e divulgazione – ha creato un gruppo di lavoro e messo a fattor comune competenze e analisi per approfondire le opportunità dell’IA, i rischi e le relative contromisure, nella nuova pubblicazione “Intelligenza artificiale e sicurezza: opportunità, rischi e raccomandazioni”.Presentato nel corso di Security Summit Streaming Edition e disponibile gratuitamente al sito https://c4s.clusit.it/, come tutte le pubblicazioni della Community, il volume si rivolge in modo trasversale agli “addetti ai lavori”: a chi opera all’interno delle grandi aziende che non hanno ancora sperimentato soluzioni di IA, o delle PMI, che potrebbero considerare l’opzione IA per migliorare i propri processi interni. E, ancora, ai manager di organizzazioni che già adottano soluzioni basate sull’IA, che potrebbero approfondirne la conoscenza e ottimizzarne l’utilizzo. Il volume si rivolge anche alla Pubblica Amministrazione, sempre più indirizzata verso la digitalizzazione per migliorare l’efficienza interna e di servizio verso cittadini e operatori economici privati.Gli esperti di Clusit Community for Security analizzano quindi in maniera specifica il ruolo dell’IA nell’ambito della sicurezza informatica. Cercano inoltre, di far chiarezza su cosa sia effettivamente l’intelligenza artificiale e informano di come l’IA possa essere “imbrogliata” e perfino usata al servizio dell’attaccante. A partire da tematiche di natura concettuale e metodologica, il percorso proposto dagli autori di Clusit Community for Security si sviluppa con concreti esempi di applicazione dell’IA nelle organizzazioni. Poiché, come affermano gli autori, l’IA non è solo una materia per “tecnici”, ma richiede una condivisione con i ruoli aziendali dedicati alla gestione del business e dei processi aziendali. La nuova pubblicazione descrive quaranta progetti realizzati in una ventina di settori, con l’obiettivo di stimolare eventuali spunti di applicabilità nei contesti in cui operano i lettori.All’interno del volume è poi trattata in maniera approfondita una sezione “Normativa ed Etica”, che sposta il focus sugli aspetti di compliance che riguardano in particolare privacy, brevetti, responsabilità in ambito civilistico e penale, nonché la dimensione strategica per il futuro dell’IA, per poi analizzare i rischi dell’IA con riferimento a più dimensioni: per le persone, quelli connessi all’integrazione di tecnologie che convivono con le soluzioni di IA, le minacce ai sistemi di IA e le minacce derivanti da attacchi che possono essere condotti con il supporto dell’IA.Il capitolo dedicato alle “Contromisure” si addentra poi specificatamente nell’esplorazione della sicurezza logica, infrastrutturale, fisica e della continuità operativa delle soluzioni di IA, con approfondimenti sulle problematiche assicurative e sul possibile contributo dell’IA per la prevenzione delle frodi, per la sicurezza delle applicazioni IOT e OT e per la sicurezza nazionale.

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A Padova colonscopia con intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

La Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Antonio dell’Azienda Ospedale/Università di Padova, è la prima in Veneto e la seconda in Italia ad avere installato in Endoscopia Digestiva un sistema di Intelligenza Artificiale. Il modulo CAD-EYE è una tecnologia innovativa che aiuta il gastroenterologo endoscopista a individuare i polipi del colon e a caratterizzarli fornendo informazioni aggiuntive a quelle usualmente viste dal medico. È un occhio in più. Questa nuova strumentazione ci dice, con attenzione costante, dove sono i polipi, di che tipo sono e che probabilità hanno di diventare o essere già tumori. Costo della macchina 75.000 euro. Il cuore di questa tecnologia è un algoritmo di “deeplearning” che viene attivato durante la colonscopia senza interferire con le immagini o l’attività del medico che durante l’esame ha il supporto di un occhio tecnologico. Infatti quando il modulo di intelligenza artificiale individua un’anomalia della mucosa del colon lancia un segnale acustico ed evidenzia l’area interessata attirando una maggiore attenzione del medico endoscopista. Questo è assai importante soprattutto se l’anomalia mucosa è poco visibile ad occhio nudo. L’intelligenza artificiale in endoscopia consente e aiuta a identificare e classificare anche piccoli polipi o lesioni che potrebbero sfuggire alla visione umana. Sempre più si sperimenta come la tecnologia applicata, in questo caso l’intelligenza artificiale, possa assistere l’endoscopista grazie a sistemi sempre più avanzati per aiutarlo a migliorare la diagnostica in fase precoce di una possibile malattia. Tutto questo prima dell’esame istologico.L’applicazione dell’intelligenza artificiale è un aiuto costante per identificare il maggior numero di lesioni pre-tumorali e/o tumorali che vengono subito asportate e analizzate. L’asportazione delle lesioni polipoidi previene lo sviluppo del tumore e riduce il rischio degli assistiti di ammalarsi di cancro del colon-retto. L’obiettivo primario della colonscopia di qualità è quindi di trovare e asportare tutti i polipi adenomatosi durante la colonscopia di screening. L’apparecchiatura di intelligenza artificiale applicata alla colonscopia installata a Padova, è già in funzione, ad oggi circa 40 sono i pazienti trattati con questa nuova tecnologia. La Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Antonio è diretta dalla Dott.ssa Franca De Lazzari e consta di 30 operatori tra medici, infermieri, personale tecnico, amministrativo e viene supportata dall’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva, Responsabile il Dott. Erik Rosa Rizzotto.
La Gastroenterologia del Sant’Antonio è sede storica a Padova dello screening Cancro del Colon-Retto (CCR) e sta intraprendendo un percorso innovativo per offrire agli assistiti la migliore qualità diagnostica, la terapia endoscopica più rapida e una prevenzione sempre più efficace alla persona.Lo screening per la prevenzione e diagnosi precoce del Cancro del Colon-RettoCCR è un livello essenziale di assistenza radicato nella nostra Regione Veneto. Il percorso di screening CCR ha significativamente ridotto la mortalità e morbilità per CCR nella Regione. Aumentare l’efficacia dello screening richiede un costante monitoraggio, aggiornamento e innovazione tecnologica in campo endoscopico per migliorare la qualità delle colonscopie e ridurre i disagi degli assistiti.

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Sostegno delle imprese europee del settore dell’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2020

L’iniziativa, che rientra nel sostegno di ampio respiro dell’UE. della Commissione, si rivolgerà principalmente alle imprese in fase di avviamento o di crescita che investono nello sviluppo di applicazioni e tecnologie di IA rivoluzionarie che integrano l’IA, come la blockchain, l’Internet delle cose e la robotica. Lo strumento integra e si basa sulle competenze della BEI e del FEI nel settore sviluppate grazie al progetto pilota di intelligenza artificiale/blockchain da €100 milioni nel quadro del capitale di InnovFin(link is external) e ai finanziamenti diretti della BEI alle imprese di IA tramite il suo strumento di capitale di rischio(link is external)Cerca le traduzioni disponibili del link precedente. La Banca europea per gli investimenti, collaborando con gli investitori privati, prevede di sostenere circa 20-30 piccole e medie imprese. I nuovi fondi saranno disponibili nell’UE e nei paesi associati a Orizzonte 2020 e dovrebbero essere utilizzati nei prossimi quattro anni.

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Intelligenza artificiale e blockchain al servizio dello smaltimento dei crediti deteriorati

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

Creare una piazza digitale dei crediti deteriorati che contribuisca ad ampliare e “democratizzare” il mercato, dando piena trasparenza degli asset e riducendo così la distanza tra chi deve vendere e chi vuole acquistare NPE. Una piattaforma che, anche grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e della blockchain, aumenti l’efficienza del sistema e permetta di smaltire rapidamente il flusso di nuovi default generato dall’impatto del Covid sull’economia italiana, valutabile in circa 100-150 miliardi di nuovi NPE nei prossimi anni. È in questa direzione – oggi suggerita anche dalla BCE – che si è mossa Cerved, tra i principali operatori italiani nel fornire alle aziende e alle istituzioni italiane strumenti e competenze per il business development, la credit information e il credit management, attraverso la sua divisione Cerved Credit Management. La nuova piattaforma digitale a supporto della compravendita di crediti, anche singoli, targata Cerved è già attiva su Markagain, una vetrina virtuale in cui investitori selezionati e accreditati possono vedere i crediti e gli asset disponibili che le società del Gruppo Cerved hanno in gestione in forza delle proprie attività di servicing, valutarne i documenti, approfondire quelli più interessanti per il proprio business ed eventualmente concludere, con il supporto di un team specialistico dedicato, l’attività di compravendita degli asset o dei crediti. Markagain non è un portale che nasce ex novo, bensì l’ampliamento e la riqualificazione di un sito già esistente per la vendita di asset industriali, immobili e beni di lusso a cui ora vengono affiancati i crediti deteriorati, che diventeranno l’asse portante della piattaforma: l’obiettivo è di superare un miliardo di NPE disponibili nella piattaforma entro il primo trimestre del 2021. Una grande piazza virtuale per valorizzare al massimo i portafogli gestiti da Cerved Credit Management, accelerando il recupero dei crediti e garantendo a chi vende – soggetti istituzionali, banche, fondi – un ritorno adeguato.La piattaforma digitale rappresenta dunque un importante strumento a supporto della compravendita dei crediti, permettendo la pubblicizzazione e lo scambio fluido delle informazioni con i player di mercato. Ma il cuore del servizio continua ad essere basato sulla professionalità dei team dedicati di Cerved, che sono specializzati nella gestione di transazioni e operano con successo (oltre 2 miliardi di valore nominale dei crediti ceduti negli ultimi 24 mesi) nel settore delle cessioni e degli acquisti di credito, attraverso due diligence approfondite.Tutto il servizio, fin dal fase iniziale di accreditamento al sito, è supportato da processi informatici sicuri e risorse dotate di competenze specifiche, che assicurano il miglior risultato per il cedente e la garanzia di una gestione dei dati efficiente: accesso riservato e verificato esclusivamente per operatori professionali e specializzati, team di professionisti Cerved dedicato al progetto, trasparenza ed efficienza delle interazioni, completezza delle informazioni e supporto informatico sono, infatti, le caratteristiche principali di Markagain.

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È cominciata l’era dell’intelligenza artificiale fair?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

A cura di Denis Peroni, Chief Architect Officer e Co-fondatore di Indigo.ai. “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” dice Ben Parker al nipote Peter, alias Spider-Man. Pur venendo da un fumetto questo è un insegnamento prezioso per noi che lavoriamo con dati e intelligenza artificiale. Il futuro dell’AI dipenderà dalla capacità di risolvere l’annosa questione dei bias, ovvero ciò che avviene quando le intelligenze artificiali provocano discriminazioni sociali, come è avvenuto e avviene ancora oggi. Il tema non è nuovo, nella nostra comunità il dibattito è aperto, ma spesso affrontato in maniera non adeguata. La verità è che, al momento, non ci sono soluzioni reali, ma solo obiettivi da raggiungere sperimentando approcci diversi, perché i bias nell’intelligenza artificiale sono un problema particolarmente complesso. Non è possibile, per esempio, dare un’unica definizione del bias: in statistica è la distanza tra la realtà e la stima che si fa; nel nostro mondo invece il bias non è uno scostamento da dati reali, ma nasce dal fatto che i dati stessi sono discriminatori, perché il pregiudizio è spesso insito nel sistema. Facciamo un esempio. Joy Buolamwini, una ricercatrice del MIT di Boston, nel suo studio “Gender Shades” ha verificato l’accuratezza di alcuni prodotti di riconoscimento facciale, arrivando alla conclusione che questi sistemi trattano alcune etnie in modo più impreciso rispetto alle altre. Nel caso specifico la ricerca ha dimostrato una precisione del 99% per gli uomini bianchi e una del 34% per le donne con una carnagione scura. Perché? Per il fatto che gli algoritmi usati da questi sistemi sono addestrati su immagini di soggetti prevalentemente maschili e di carnagione chiara.L’UE ha fatto sapere di voler pubblicare un Codice Etico grazie al quale l’intelligenza artificiale non dovrà mai danneggiare la dignità, la sicurezza fisica, psicologica e finanziaria delle persone. La proposta nasce perché tra i problemi emersi più frequentemente ci sono stati appunto molti casi di discriminazione razziale o di genere attraverso il riconoscimento facciale.Nell’immaginario collettivo, le macchine sono percepite come perfettamente logiche e oggettive, lontane dalle passioni umane che spesso sviano il nostro giudizio. La prima cosa che dobbiamo fare noi che ci occupiamo di AI è sviluppare un’adeguata consapevolezza del problema; solo così potremo progettare, sviluppare, implementare e governare un’intelligenza artificiale più etica e inclusiva. Il tema dei bias nell’AI è per noi molto importante perché offre grandi opportunità. È una grande occasione per ridurre l’effetto dei pregiudizi umani e per evitare che si perpetuino. Abbiamo margine per scoprire soluzioni migliori, ma per poter cogliere queste opportunità è necessario uscire dal campo informatico e dell’ingegneria: il tema è complesso e va affrontato a 360°. C’è bisogno di una maggior partecipazione da parte di tutti per riuscire a rendere l’intelligenza artificiale più fair: chi la sviluppa deve impegnarsi a farlo nel migliore dei modi ma anche chi la utilizza deve chiedere a gran voce che questa tecnologia sia realmente giusta.

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Prevenire il cancro del colon-retto attraverso l’Intelligenza Artificiale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

PENTAX Medical, una divisione del Gruppo HOYA, presenta PENTAX MEDICAL DISCOVERY™ con l’obiettivo di supportare la lotta contro il tumore del colon-retto. Disponibile a partire da oggi anche nei mercati EMEA e APAC*, PENTAX MEDICAL DISCOVERY™ è un innovativo rilevatore di polipi dotato di Intelligenza Artificiale (IA) e studiato per fornire supporto agli endoscopisti durante la colonscopia nell’individuazione di potenziali lesioni.“I vantaggi che PENTAX MEDICAL DISCOVERY™ offre al personale medico sono straordinari. Sin dall’inizio, infatti, il nostro obiettivo era quello di portare l’Intelligenza Artificiale in sala operatoria nel modo più intuitivo possibile. Volevamo offrire allo staff medico la possibilità di utilizzare questa innovativa tecnologia per ottenere una diagnosi clinica più accurata e migliorare l’assistenza al paziente”, ha affermato Wolfgang Mayer, Managing Director, R&D, PENTAX Medical Augsburg, Germania. Da sempre PENTAX Medical si impegna a diffondere l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale per migliorare la salute e il comfort dei pazienti, nonché la professionalità delle istituzioni mediche. Grazie a una tecnologia di automazione intelligente e servizi a supporto per combattere malattie, tumori e infezioni, PENTAX Medical crede fortemente che l’Intelligenza Artificiale possa offrire un supporto ulteriore a medici e pazienti.

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Quale governance per l’intelligenza artificiale?

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Roma E’ l’evento organizzato on line e trasmesso in streaming dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma oggi e domani. Un progetto fortemente voluto dal Decano della Facoltà, d. Fabio Pasqualetti, che ha raccolto un’ampia e qualificata partecipazione, di Patrocini, Media Partner, Sponsor e, soprattutto, Relatori. Con l’obiettivo di offrire al pubblico una polifonia di conoscenze sull’Intelligenza Artificiale in rapporto all’Uomo e all’Etica, l’evento si snoda lungo tre direttrici: Governance, Educazione e Società, per ciascuna delle quali si avvarrà del contributo degli interventi previsti nelle Sessioni Plenarie del CONVEGNO, di quelli delle Sessioni parallele di IA NO STOP e, riguardo alle pratiche applicazioni di Intelligenza Artificiale, del racconto di Sponsor (ed Espositori) dall’interno della FIERA VIRTUALE, già aperta e on line per un anno dalla data dell’evento (https://iagoves2020.it). Tra i primi Sponsor: ENEL, SecurSAT, Quattroemme Consulting. ENEL è presente anche con un intervento sia nel Convegno che in IA No Stop, mentre SecurSAT S.r.l. vedrà il suo CEO, Giuseppe Calabrese, intervenire sul rapporto tra controllo sociale, intelligenza artificiale e tecnologia di monitoraggio. Tech Partner dell’evento: Feelming, ALFALF, Flaminia Computer. Tutti gli abstract degli interventi, anche di quelli relativi a Società e Educazione, a questo link: https://intelligenzartificiale.unisal.it/category/iagoves2020-relatori/. Attenzione all’Etica! Racconterà innanzitutto i primi esiti di Rome Call for AI Ehics S.E.R. Mons. VINCENZO PAGLIA, per l’Accademia della Vita. La Rappresentanza in Italia della COMMISSIONE EUROPA parteciperà con un intervento di VITTORIO CALAPRICE intorno agli Orientamenti etici sull’intelligenza artificiale. ORESTE POLLICINO, Membro del Gruppo di esperti del MISE-Ministero per lo Sviluppo Economico su Intelligenza Artificiale e professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università Commerciale “L. Bocconi” di Milano, interverrà su Umanesimo digitale e nuove tecnologie: alla riscoperta del patrimonio costituzionale europeo. ROCCO BELLANTONE, Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia – Università Cattolica del Sacro Cuore, parlerà di rivoluzione inevitabile per la medicina. MASSIMO ESPOSITO, Ricercatore presso l’Istituto di Calcolo e Reti parlerà di come favorire attraverso strumenti di IA una efficace gestione del capitale umano. Sui ROBOT, saldamente presenti nell’immaginario collettivo quando si parla di IA, interverrà anche UMBERTO MANISCALCO, tecnologo dell’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni CNR-ICAR. FEDERICO MATTEI, Innovation and Technical Manager, IBM Quantum Ambassador, tornerà sui COMPUTER QUANTISTICI. Microsoft sarà presente sui temi di governance con FABIO MOIOLI. Individuare una collocazione giuridica per l’IA è ciò su cui relazionerà invece EMANUELA MOROTTI, Assegnista di Ricerca Università degli Studi di Padova. “Modelli di Qualità” per DOMENICO NATALE, Membro ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 “Software Engineering” e Commissione UNI CT 533 “Intelligenza Artificiale” – Presidente Commissione UNI CT 504 “Ingegneria del software”, che parlerà della necessità di realizzare un modello anche per l’Intelligenza Artificiale. La governance degli algoritmi di intelligenza artificiale tra tutela della sicurezza e dei diritti fondamentali è il focus dell’intervento di ALESSIA PALLADINO, Dottore di ricerca in Humanities and Technologies. Sui MODELLI PREDITTIVI, MATTEO PALLOCCA, Coordinatore bioinformatico all’IFO-Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, informerà sulla nascita di nuove branche interdisciplinari, come la Bioinformatica e le tecniche matematico-computazionali di Intelligenza Artificiale. Sull’IA nel processo penale anche MICHELE PICCOLINO, avvocato, dottorando in Scienze Giuridiche e Politiche presso l’Università Guglielmo Marconi. Lato INFORMAZIONE, per FRANCO SIDDI, che rappresenta l’associazione delle radio e delle televisioni in Confindustria, solo mantenendo agenti umani responsabili, si potranno evitare derive distopiche nell’ecosistema e nell’infosfera digitale. Lato DIRITTO, EUGENIO TAMBORLINI, Avvocato nello Studio Legale Tamborlini, discuterà se sia preferibile da parte del legislatore un approccio codicistico o meno. Un modello di Canvas etico delle Intelligenze Artificiali per il governo delle “Smart Polis” è al centro dell’intervento di DANIELE VERDESCA, Direttore Generale Cassa Edile della provincia di Lecce. Specialistico e incentrato sulla Radiomica per la Medicina Personalizzata in Oncologia, ANTONELLO VIDIRI, direttore UOC Radiologia IFO Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. L’IA fa bene? Il rapporto tra Intelligenza Artificiale e Benessere è al centro dell’intervento a più voci dell’ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA, con LORENZO DE MICHIELI, Resp. Rehab Technologies – INAIL Lab, ALESSIO DEL BUE, Resp. PAVIS (Pattern Analysis and computer Vision), ANDREA CAVALLI, Resp. Computational and Chemical Biology, CRISTINA BECCHIO, Resp. Cognition, Motion and Neuroscience.Per registrarsi al sito dell’Evento e restare informati su tutte le iniziative e sulle modalità per seguire la diretta streaming: https://intelligenzartificiale.unisal.it/iscriviti-allevento/

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Intelligenza Artificiale: per una governance umana

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Roma nei giorni 25 e 26 settembre 2020. Fiera virtuale organizzata on line e trasmessa in streaming dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. Durante la due giorni dell’Evento – al quale sono stati accordati ad oggi venticinque Patrocini tra cui quelli della Pontifica Accademia della Vita, di Ministeri ed Enti pubblici, di Associazioni, Università e Centri di Formazione e la collaborazione di dieci Media Partnership – gli interessati ai temi proposti ed affrontati dai diversi, prestigiosi, contributors nelle Sessioni Plenarie del Convegno e nelle Sessioni parallele di IA NO STOP potranno anche passeggiare on line tra gli stand della FIERA VIRTUALE, dove ad esporre soluzioni di Intelligenza Artificiale o pratiche applicazioni della stessa nelle più diverse attività saranno Aziende, Start Up, Università, Centri di Ricerca, Accademie. Gli stand resteranno aperti e visitabili per alcuni mesi anche dopo l’Evento per gli Espositori che lo richiederanno.Le Aziende e i soggetti presenti nella FIERA VIRTUALE avranno a disposizione un minisito, che potranno autonomamente e facilmente incrementare con i propri contenuti che, come negli stand di qualunque manifestazione, potranno consistere in materiali e brochure illustrativi della propria attività, ma anche in contenuti multimediali, immagini, video nonché vere e proprie dimostrazioni di applicazioni di IA, anche di tipo interattivo con il pubblico della Fiera Virtuale. Una completa assistenza tecnica sarà naturalmente offerta agli Espositori.La comunicazione dell’Evento assicurerà la massima visibilità agli Espositori, come Sponsor dell’Evento, anche perché alla base dell’iniziativa come concepita dalla Facoltà – in sinergia con i Gruppi di lavoro composti da esponenti delle più varie discipline del sapere e dell’attività umana – c’è l’ambizione di offrire al pubblico una polifonia di conoscenze sull’Intelligenza Artificiale in rapporto all’Uomo e in rapporto all’Etica, lungo i binari di tre direttrici: Governance, Educazione e Società. Si proverà a raggiungere l’obiettivo attraverso l’autorevolezza degli interventi previsti nelle Sessioni Plenarie del Convegno, nelle Sessioni parallele sviluppate in IA NO STOP e nel corso delle Tavole rotonde previste nel programma. Dal punto di vista delle pratiche applicazioni di Intelligenza Artificiale, nella vita reale e nell’organizzazione del lavoro e degli studi, attraverso la FIERA VIRTUALE.
Un calendario costantemente aggiornato pubblicato sul sito web della Fiera Virtuale (https://iagoves2020.it) e su quello dell’Evento (https://intelligenzartificiale.unisal.it) informerà il visitatore degli stand attivi e delle dimostrazioni proposte, e gli permetterà di scoprire quello che corrisponde ai propri interessi e alle proprie curiosità.

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Gruppo interdisciplinare per l’intelligenza artificiale al Regina Elena

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Roma. Non c’è Medicina di Precisione o Medicina Personalizzata senza il supporto dell’Intelligenza Artificiale (IA). L’enorme sfida è infatti mettere ordine nella grande mole di dati generati in massa dai reparti ospedalieri e per questo all’Istituto Nazionale Regina Elena gli esperti di IA sono da tempo al lavoro. Con questo scopo è nato il Gruppo Interdisciplinare per l’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di accelerare i processi di digitalizzazione e di impiego di tecniche di IA per integrare tra loro e meglio interpretare dati biomedici, comprensivi di imaging e dati biomolecolari. Il team ha una composizione fortemente specialistica che comprende bio-informatici, radiologi, biologi, medici, ingegneri, fisici, bio-informatici, statistici e comunicatori.La Medicina di Precisione è ormai entrata nella pratica comune come nuovo paradigma diagnostico, rivoluzionando l’approccio terapeutico grazie all’applicazione di nuove tecnologie e approcci multidisciplinari. Un fondamentale pilastro di questi è la branca dell’Intelligenza Artificiale (IA), ovvero l’insieme di tecniche analitiche e computazionali in grado di mimare i cosiddetti comportamenti intelligenti umani. Oltre a far parte della quotidianità digitale( es. tecniche di navigazione geografica) è uno strumento principe per i grandi progetti di Medicina Personalizzata, in cui l’obiettivo è trovare pattern ricorrenti o costruire classificatori in grado di predire prognosi e/o risposte a terapie farmacologiche.“Una parte preponderante di dati viene comunemente definito immagini, – illustra Matteo Pallocca, bio-informatico IRE – ma riguarda una marea di applicazioni con le loro specificità tecnologiche. Un esempio: le attuali diagnosi di tumore vengono effettuate da un Anatomo Patologo, ispezionando un vetrino istologico, per esempio di una biopsia. La possibilità di digitalizzare decine di migliaia di queste immagini e di sfruttare tecniche computazionali per analizzarli nel tempo apre la porta a una miniera di conoscenza, veicolata dai grandi numeri e dalla standardizzazione dei processi analitici.” “Oltre a questa, si aggiungono tante altre applicazioni – aggiunge Antonello Vidiri, direttore della Radiologia e Diagnostica per Immagini-legate alle immagini radiologiche (TAC, Risonanze Magnetiche…). Da queste estraiamo parametri fisiologici che valutano l’eterogeneità del tumore e del microambiente, il livello di vascolarizzazione di una neoplasia, ed altre variabili in grado di guidare le scelte terapeutiche.Parliamo di radiomica, quindi dell’uso simultaneo di una grande quantità di parametri estratti da una singola lesione, elaborati matematicamente con metodi statistici avanzati con l’ipotesi che una combinazione appropriata di essi, insieme ai dati clinici, possa esprimere proprietà del tessuto significative, utili per diagnosi, prognosi, o trattamento adattato al singolo paziente (personalizzazione).”
“Nel 2020 sono stati avviati vari progetti all’interno di questo gruppo – conclude Gennaro Ciliberto – I più avanzati riguardano i tumori polmonari. Un primo progetto riguarda la Patologia Digitale. Si tratta di digitalizzare le immagini di centinaia di vetrini di tumori polmonari e di utilizzare algoritmi di intelligenza artificiale che possono permettere di stabilire correlazioni tra le caratteristiche morfologiche del tumore e l’evoluzione della malattia o la risposta ai farmaci. Un secondo progetto di Radio-genomica si occupa di integrare i dati di TAC polmonari con dati mutazionali su pazienti trattati con immunoterapia. Questo progetto fornirà una caratterizzazione profonda e unica dei pazienti in relazione alla risposta a queste terapie innovative.”

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