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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘artista’

Mostra dell’artista svizzera Mai-Thu Perret

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Roma fino al 31/7/2022 l’Istituto Svizzero presenta una nuova opera semi-permanente all’ingresso di Villa Maraini. L’opera consiste in un’installazione neon dell’artista svizzera Mai-Thu Perret (n. 1976, Ginevra). Il lavoro illumina l’edificio ed è visibile ai passanti di via Ludovisi. Untitled (2021) consiste in nove mani realizzate con tubi di neon giallo e allestite in modo tale da sembrare scalino il muro di mattoni all’ingresso di Villa Maraini, o forse ne fuggano. L’aforisma di Franz Kafka “una gabbia andò in cerca di un uccello”, risalente al 1917, è importante per Mai-Thu Perret nello sviluppo dei lavori a neon. La questione dell’equilibrio tra gabbia e uccello, la contraddizione tra libertà e perdita della stessa in favore della protezione. La pratica artistica di Mai-Thu è basata su una profonda ricerca e riferimenti della storia culturale, testi letterari, narrazioni femministe, estetica dell’avanguardia e tradizione artigianale. Il neon Untitled deriva anche dalla ricerca sulla mano, sulle mani, che Mai-Thu sta conducendo da qualche tempo. L’artista è interessata alla mano come motivo pittorico originario – se pensiamo ai dipinti nelle caverne dell’età della pietra non mostrano solo animali o scene di caccia, ma anche impronte o negativi di mani che, secondo le evidenze antropologiche, sono state originate da donne. Allo stesso tempo, Mai-Thu Perret considera le mani come importante simbolo nel Tantra, la filosofia indiana del secondo secolo – ad esempio nella mano dipinta su legno nel lavoro Untitled del 2006 – o lega le sue riflessioni alla conoscenza, il ricordo inscritto nell’immagine della mano. D’altro canto, la mano può essere vista non solo come simbolo di lavoro, ma anche come simbolo della creazione d’arte. L’opera di Mai-Thu Perret esposta all’Istituto Svizzero di Roma stimola questi e altri pensieri. L’installazione di Mai-Thu Perret segue una serie di precedenti opere a neon installate sulle mura dell’Istituto Svizzero, tra cui Pittore in Africa di Mario Merz, esposta tra il 2019 e il 2020 e Miracle, un monumentale neon di colore viola realizzato dall’artista Sylvie Fleury e installato sopra l’entrata della Villa dal 2016 al 2019.

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Mostra personale dell’artista fiorentina Paola Staccioli

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

Mantova. La personale, curata da Arianna Sartori, si aprirà sabato 27 febbraio alle ore 16.00 in via Nievo 10, alla presenza dell’artista. Il lavoro di Paola Staccioli è stato presentato dalla Galleria Arianna Sartori nel febbraio 2012 in una personale a due insieme al padre Paolo e nel febbraio 2015 in una mostra personale che suscitò notevole interesse del pubblico e anche della critica. Oggi ritorna con una collezione di opere ceramiche realizzate negli ultimi mesi. Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30. Chiuso Festivi La mostra di Paola Staccioli ripercorre – attraverso l’esperienza straordinaria della manipolazione della terra, nonché la lunga sperimentazione della tecnica dei lustri metallici – i motivi e le forme sapientemente indagate fin dal principio della sua carriera artistica, nello stile poetico e giocoso che da sempre caratterizza il suo linguaggio.Ogni scultura presente in mostra racconta la storia di una ricerca, di una tecnica pazientemente acquisita eppur consapevole che, con il medium della ceramica, il creatore è sempre chiamato ad interagire con forze sconosciute, con l’energia incontrollabile del fuoco, ed infine la rivelazione del colore al riverbero della luce. La ricerca di Paola canta da sempre alla meraviglia della complicità con la materia, dalla quale riesce a generare opere dalla forma mobile e vibrante: così i suoi vasi si lasciano piegare o dilatare da flussi di energie dirompenti, le epidermidi delle ciotole e delle teiere si piegano al carico dei motivi floreali ed orientaleggianti, offrendosi generose alla vibrazione della fonte luminosa.Le sculture, che richiamano la figura femminile dalle forme morbide e rassicuranti, sono fermate in attimi di sospensione a contemplare un universo di cui riescono a cogliere le più intime sfumature e di cui Paola Staccioli si conferma, anche in questa occasione espositiva, instancabile narratrice.

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Vita d’Artista: Flavio Favelli

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2021

Milano dal 10 febbraio al 7 maggio 2021 dal lunedì al venerdì 10:00 – 13:00 e 15:00 – 17:00 Ingresso su prenotazione: Eventbrite, http://www.eventbrite.it Fondazione Adolfo Pini Corso Garibaldi 2 progetto espositivo site-specific che coinvolge tutti gli spazi della Fondazione Adolfo Pini. Partendo dalla suggestione del libro di Carlo Cassola che, con lo stesso titolo, affronta la questione dell’arte rispetto a certi ideali, alla politica, all’impegno sociale, Favelli interviene nella casa che fu di Adolfo Pini (1920-1986) e prima di lui del pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), alla ricerca di un confronto tra il passato, la sua eredità e l’opera dell’artista.Flavio Favelli utilizza oggetti d’arredamento o di uso comune che rimandano sia all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto, sia a quella del consumo prodotto dall’industria e dalla pubblicità. Nelle sue opere – collage, sculture, ambienti – i materiali vengono assemblati dando vita a sovrapposizioni di senso che non snaturano gli oggetti ma ne amplificano il valore simbolico. Sono oggetti di una quotidianità passata ma inconsciamente presente ancora oggi.Favelli cerca un confronto serrato con gli ambienti di grande seduzione e potere evocativo della Fondazione. Scritte, loghi, segni urbani e immagini pubblicitarie, nelle sale arredate con mobili e quadri di pregio, tappeti e vasi cinesi, non fanno altro che chiarire e manifestare con decisione il rapporto dell’immaginario dell’artista con un contesto esso stesso intrecciato al mondo del commercio e della borghesia cittadina.Il titolo Vita d’Artista per questo intervento site-specific nasce dalla riflessione sulla dimensione privata di una casa di “ideali borghesi illuminati”: un contesto tanto felice quanto ambiguo per un confronto con il passato e con quel “senso del bello”, ancora estremamente vitale, trasmesso dai suoi arredi. Parallelamente è anche un modo per mettere l’accento sulle differenze che emergono nella relazione con una “bella casa” e un’idea di un’arte esteticamente “bella” e il un punto di vista di un artista che cerca di rileggere, con opere inedite, un luogo e un tempo che in qualche modo ci appartiene. By http://www.larafacco.com

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Storia di un’idea: Il “Taccuino d’Artista”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

E’ il nuovo libro dello scrittore e critico d’arte Donato Di Poce dal titolo Taccuini d’Artista “ARTIST NOTEBOOKS & POETRY BOX” ovvero Storia di un’idea: Il “Taccuino d’Artista” da Leonardo da Vinci a Basquiat per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno. Ogni uomo, è attratto consapevolmente o no dal bisogno di un’esperienza estetica della vita e del mondo. E più che dalla bellezza di un’opera o dalla personalità di un artista, ama scoprire le poetiche, i processi creativi, la sequenza realizzativa di un’idea, le impronte e le tracce, i tentativi, gli abbozzi e le cancellazioni di una comunicazione iconica e segnica che è anche e sempre una comunicazione psicologica.Da qui, l’interesse per i segni preistorici sulle grotte, i disegni preparatori degli artisti, i diari, i dessins e i collages, le sinopie, gli “skethbook”, i progetti, i “carnets” gli scarabocchi, la “mail-art” e i “libri monotipi”, in una parola “I percorsi nascosti della creatività”, che ci permettono di entrare nelle “stanze segrete” e negli “atelier” degli artisti, di sbirciare dal loro buco della serratura, per vedere, toccare, leggere, “i taccuini segreti degli artisti”. Donato Di Poce, ama definirsi un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici. ( Nato a Sora – FR – nel 1958, residente dal 1982 a Milano ). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività. Ha al suo attivo 29 libri pubblicati(tradotti anche in inglese, arabo, rumeno e spagnolo) , 20 ebook e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato L’Archivio Internazionale di TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante.

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Vita d’Artista, Flavio Favelli

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Firenze dal 26 novembre 2020 al 5 marzo 2021 un progetto espositivo site-specific che coinvolge tutti gli spazi della Fondazione Adolfo Pini Corso Garibaldi Milan. Partendo dalla suggestione del libro di Carlo Cassola che, con lo stesso titolo, affronta la questione dell’arte rispetto a certi ideali, alla politica, all’impegno sociale, Favelli interviene nella casa che fu di Adolfo Pini (1920-1986) e prima di lui del pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), alla ricerca di un confronto tra il passato, la sua eredità e l’opera dell’artista. Flavio Favelli utilizza oggetti d’arredamento o di uso comune che rimandano sia all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto, sia a quella del consumo prodotto dall’industria e dalla pubblicità. Nelle sue opere – collage, sculture, ambienti – i materiali vengono assemblati dando vita a sovrapposizioni di senso che non snaturano gli oggetti ma ne amplificano il valore simbolico. Sono oggetti di una quotidianità passata ma inconsciamente presente ancora oggi. OPENING 25 novembre 2020 dal lunedì al venerdì 10:00 – 13:00 | 15:00 – 17:00 Ingresso su prenotazione: Eventbrite, http://www.eventbrite.it

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Prima personale dell’artista Quayola

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Modena dal 18 settembre nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita (fino al 10 gennaio 2021) prima personale dell’artista Quayola in un’istituzione italiana. Quayola si confronta con la tradizione artistica occidentale e la ripensa attraverso le più avanzate tecnologie contemporanee, allo scopo di esplorare nuove possibili letture della realtà. La mostra modenese ruota attorno all’idea di perfezione e al suo significato, a partire da Le vite di Giorgio Vasari dove questo termine ricorre spesso per indicare il raggiungimento dell’eccellenza da parte di pittori, scultori e architetti, nel rispetto dei canoni considerati universali di armonia e bellezza. Quayola ripercorre capolavori classici, moderni e barocchi applicandovi algoritmi che vanno alla ricerca di questi canoni: le regole codificate dalla storiografia e dalla critica vengono renderizzate in set di informazioni che, nella lettura della macchina, assumono una valenza inedita e originano nuovi codici estetici.In mostra sono presenti una video-installazione e quattro serie di lavori, due delle quali prodotte per l’occasione: una sequenza di sculture e un ciclo di opere su carta, alcune delle quali entreranno a fare parte delle collezioni del disegno gestite da Fondazione Modena Arti Visive.

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50 anni di opere dell’artista Giorgio Chiesi “Del remare contro“

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Argenta (Fe). Giorgio Chiesi mostra personale dall’11 settembre al 18 ottobre 2020 presso il Mercato centro culturale arte contemporanea in piazza Marconi 1 saranno in mostra significative opere degli ultimi 50 anni di produzione di Giorgio Chiesi.
Artista di origini reggiane (Felina RE) trascorse la sua giovinezza artistica a Milano dove da fine degli anni ’70 fece parte dell’elite artistica milanese e italiana.Amico di Gianfranco Ferroni, Giuseppe Migneco, Ibrahim Kodra, ebbe modo di conoscere e frequentare tutti gli artisti orbitanti su Milano, come Gianni Dova, Aligi Sassu, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Ernesto Treccani. Orbitanti su Firenze come Antonio Bueno, Vinicio Berti e orbitanti su Roma come Renzo Vespignani, Ennio Calabria, Franco Mulas e Jose Ortega.
L’11 settembre alle ore 21 vi sarà l’inaugurazione presente l’artista con presentazione di Michele De Palo e testo critico di Clelia Antolini. Questa personale rappresenta un importante evento in grado di evidenziare tra le migliori opere di 50 anni di attività artistica.L’ingresso è libero e gli orari sono: martedì e mercoledì 9-13 giovedì venerdì e sabato 9-13 15.30-18.30 domenica 15.30-18.30 Per la fiera di Argenta (12 e 13 settembre) apertura straordinaria 14-24 E’ possibile, previo appuntamento, visitare direttamente lo studio di Giorgio Chiesi a Busseto https://g.page/giorgiochiesiartista

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Franca Valeri: Melegatti, sue interpretazioni nel cuore degli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

“Piangiamo la scomparsa di una grande donna, di una vera artista poliedrica. Solo pochi giorni fa, in occasione del suo centesimo compleanno, ricordavamo, tra i suoi successi, i meravigliosi spot televisivi in cui Franca Valeri con la consueta intelligenza e professionalità elogiava le qualità del Pandoro Melegatti. La sua eleganza e la sua maestria contribuirono a rendere ancor più amato il marchio italiano. Oggi tutti noi perdiamo una donna libera, arguta e una grande artista” dichiara Roberto Spezzapria, presidente della Melegatti.

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“Le mascherine d’artista del maestro Carlo Iacomucci”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

di Patrizia Minnozzi. In tempo di pandemia e di isolamento forzato in casa, il maestro Carlo Iacomucci ci delizia la vista e lo spirito, con le sue creazioni frutto di una indomita e inesauribile voglia di “fare arte” nonostante tutte le restrizioni e le privazioni imposte dal momento contingente. Le mascherine d’artista sono un messaggio di speranza per il futuro, rappresentando un simbolo di protezione verso l’esterno, ma al tempo stesso anche un palcoscenico cromatico, quasi un inno alla vita e alla rinascita, di fronte al nemico invisibile che colpisce silenzioso, provocando una sensazione di sgomento e di impotenza. Fuori dai contorni della mascherina, la presenza di un arcobaleno particolarmente vivido, a testimoniare la speranza di un futuro migliore libero, una volta per tutte, dalla malattia e dal dolore. L’arte, ancora una volta, costituisce un’arma molto potente per contrastare gli effetti di questa particolare situazione di solitudine e di isolamento, rappresenta un momento positivo per non farsi venire pensieri negativi e perciò la realizzazione di opere, diventa un motivo in più per riflettere e approfondire temi umanamente e psicologicamente poco piacevoli.
Il messaggio del Maestro Carlo Iacomucci, vuole essere semplicemente un invito a cercare la luce in fondo ad ognuno di noi, per poter arrivare, un giorno non troppo lontano, alla salvezza materiale e spirituale della condizione umana.

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Prima personale dell’artista coreana Geumhyung

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Modena dal 6 marzo al 2 giugno 2020 Fondazione Modena Arti Visive Palazzina dei Giardini Corso Cavour 2, presenta Upgrade in Progress, la prima personale dell’artista coreana Geumhyung Jeong in un’istituzione d’arte contemporanea italiana. La mostra, è a cura di Diana Baldon, curator-at-large di Fondazione Modena Arti Visive. Domenica 29 marzo alle ore 17, l’artista metterà in scena un live demonstration tour pensato appositamente per Upgrade in Progress, in cui interagirà con gli oggetti che compongono l’installazione alla Palazzina dei Giardini.
L’esposizione illustra una nuova installazione site-specific commissionata da Fondazione Modena Arti Visive, incentrata sul progetto più recente di Geumhyung Jeong. L’artista si è distinta a livello internazionale nell’ambito delle arti performative per le sue coreografie allo stesso tempo divertenti e inquietanti in cui si esibisce con apparecchi elettronici con sembianze umanoidi. Combinando diversi mezzi espressivi – danza, teatro, film e scultura – l’artista realizza le sue opere con una varietà di dispositivi protesici, strumenti hardware meccanici e tecnologici, cosmetici, manichini medici, inserendo performance dal vivo che “dimostrano” come i suoi oggetti possano essere utilizzati. Quando li presenta in contesti dedicati alle arti visive, l’artista dispone gli oggetti secondo strane sequenze e li ordina su piedistalli all’interno di ambienti molto illuminati, imitando gli archivi scientifici e le collezioni museali.
Nata nel 1980 a Seoul, dove vive e lavora, Jeong ha studiato recitazione alla Hoseo University di Asan (Corea del Sud), danza e performance alla Korean National University of Arts e cinema di animazione alla Korean Academy of Film Arts (entrambe a Seoul). Fin dall’inizio della sua carriera, l’artista ha dedicato il suo lavoro allo studio del rapporto tra il corpo umano e gli oggetti quotidiani inanimati attraverso delle produzioni che combinano linguaggi e tecniche provenienti dagli ambiti della danza contemporanea, del teatro di figura e delle arti visive.La sua pratica performativa prevede movimenti ordinari e riduce al minimo indispensabile i codici specifici e le convenzioni dell’arte e del teatro. Durante l’interazione fisica tra il suo corpo e gli oggetti, è sempre più ambiguo chi controlla chi. Ciò che invece diventa evidente è l’indagine compiuta dall’artista sull’inesorabile legame tra il nostro corpo e la tecno-sfera contemporanea, ovvero il modello dominante attraverso cui facciamo esperienza della nostra quotidianità. Mettendo in discussione la falsa convinzione secondo cui saremmo in grado di controllare la realtà, le opere di Jeong analizzano il modo in cui si manifestano le inafferrabili e mutevoli sfumature dello sviluppo tecnologico, che modellano la nostra percezione, condizionano le nostre scelte e ci fanno fare esperienza del tempo e dello spazio.

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The Iceberg, personale dell’artista romano Giorgio Di Noto

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Catania 23 febbraio alle ore 18.00, presso lo spazio Plenum – Fotografia Contemporanea di Catania, diretto da Massimo Siragusa – s’inaugura The Iceberg, personale dell’artista romano Giorgio Di Noto la cui ricerca si focalizza sullo studio dei materiali e dei linguaggi della fotografia e del rapporto tra processi tecnici e contenuti delle immagini.
La mostra visitabile fino al 12 aprile è a cura di Chiara Capodici. Il testo critico è firmato da Paola Paleari.The Iceberg affronta un tema estremamente attuale, il deep web. Giorgio di Noto presenta internet come un Iceberg la cui punta raffigura il “Surface Web”, ovvero, quel territorio digitale dove si naviga tra motori di ricerca, social networks, blog, siti d’informazione ecc. La parte sommersa dell’iceberg, pari a più del suo 90%, è rappresenta da quello che viene chiamato “Deep Web”. Sotto la superficie conosciuta di Internet si evolve un network criptato che sfugge ai motori di ricerca e in cui vige la totale anonimità. Uno spazio apparentemente senza regole, accessibile solo attraverso specifici software, dove tutto è teoricamente permesso, dove nulla è praticamente tracciabile.
«The Iceberg è caratterizzato da una struttura a “cerchi concentrici”, la cui complessità – spiega Paola Paleari – riflette le implicazioni economiche, sociali, tecnologiche e linguistiche connesse al materiale fotografico di partenza. Il primo livello d’interesse del progetto è il contesto stesso all’interno del quale Di Noto ha deciso di operare, ossia il cosiddetto Dark Web: la parte del web “nascosta”, che necessita di speciali software per essere navigata. (…) Il secondo livello d’interesse riguarda le fotografie su cui Di Noto ha concentrato la sua attenzione, ossia quelle utilizzate dai venditori di droga e sostanze illegali per pubblicizzare i propri prodotti. Pur essendo immagini spesso scattate amatorialmente dagli stessi venditori e destinate a scomparire una volta esaurita la loro funzione, posseggono un’estetica accattivante, quasi esotica, pensata per attrarre potenziali acquirenti e che curiosamente si avvicina a un certo tipo di immagine contemporanea».Nell’installazione The Iceberg queste fotografie – probabilmente scattate con piccole macchine o smartphone, inedite e anonime – sono presentate come oggetti invisibili stampate con degli inchiostri speciali, appaiono e si rivelano sulla superficie solo attraverso una luce ultravioletta. La stessa luce che nella realtà è impiegata per rivelare tracce di droga, in questo caso è necessaria per rivelare una rappresentazione della droga stessa, altrimenti non accessibile. Queste immagini, caricate anonimamente e probabilmente destinate ad autocancellarsi esaurita la loro funzione, non sono rintracciabili nè visibili nel web tradizionale, ma vivono temporaneamente solo in questo spazio. La luce gioca qui un ruolo fondamentale, infatti, la sua assenza o presenza crea una diversa percezione dell’opeInsieme all’esposizione dell’installazione The Iceberg, un display di libri che continua a Catania la serie di Leporello Through the book(s), esposizioni di pubblicazioni il cui intento è di approfondire un progetto ricostruendone radici, ispirazioni, potenziali contaminazioni e punti di dialogo, in questo caso dedicato all’approfondimento del lavoro di Di Noto.Durante l’inaugurazione verrà presentato anche il libro omonimo, pubblicato dalla casa editrice Patrick Frey e l’edizione limitata di poster che raccolgono tutte le immagini del progetto.

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Addio a Franco Zeffirelli: regista della bellezza, grande artista e libero pensatore

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Zeffirelli sfidó l’egemonia culturale della sinistra e del politicamente corretto, da posizioni liberali e solidamente anticomuniste, insegnando proprio alla sinistra intellettuale come fare cinema, teatro e lirica.Fu un uomo non dedito ai compromessi. Mancherá al panorama culturale italiano e internazionale.” È quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia capogruppo in commissione Cultura.
E di lui scrive Giorgia Melone su Twitter: “Addio a Franco Zeffirelli, artista visionario e genio italiano. Con lui perdiamo uno straordinario regista che ha reso grande il cinema italiano. Continueremo ad emozionarci e a ricordarlo attraverso i suoi film. Grazie maestro”.

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L’orMa – Un artista emergente nel panorama italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Bologna Sabato 09 Marzo 2019 – ore 18,00 Galleria SPAZIO TESTONI Via D’Azeglio 50 l’artista L’orMa incontrerà Silvia Grandi, Docente di Fenomenologia dell’Arte Contemporanea al Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, insieme a Chiara Conti, curatrice della mostra in corso “SOLO L’orMa”, per un dialogo aperto al pubblico sulla sua espressività artistica. (Lorenzo Mariani, in arte L’orMa, Milano 1985), in collaborazione con la galleria dal 2011, è stato il vincitore del Premio Euromobil Under 30 in Arte Fiera 2016, vincitore assoluto del Premio ARTEAM CUP 2016 con una successiva personale allo Spazio ARTE CuBo Unipol Bologna nel 2017 e nel 2018, per la sua singolare e poliedrica espressività, è stato scelto dalla Commissione di Laurea in Fenomenologia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Bologna per la Tesi di Laurea Magistrale dal titolo “L’orMa UN ARTISTA EMERGENTE NEL PANORAMA ITALIANO” di Chiara Conti e Relatrice la Prof.ssa Silvia Grandi.L’orMa (Lorenzo Mariani), è nato nel 1985 e vive e lavora a Milano. Orari: da martedì a venerdì 16,00 | 20,00 – sabato 10,30 | 13,00 e 16,00 | 20,00 domenica, lunedì e altri orari su appuntamento http://www.spaziotestoni.it

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Viaggi Atemporali e Lontani con l’artista Salvatore Arancio

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Faenza giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 18, presso ISIA Faenza nello storico Palazzo Mazzolani Corso Mazzini 93, si terrà l’incontro Viaggi Atemporali e Lontani con l’artista Salvatore Arancio, nell’ambito di In Between ciclo di conversazioni con i protagonisti del mondo del design, dell’arte e della creatività contemporanea.
L’interesse principale al centro della pratica artistica di Salvatore Arancio (Catania, 1974) risiede nel potenziale che racchiudono le immagini e, in particolare, nel modo in cui esse possono essere reincorniciate o rivisualizzate, attraverso l’uso di un ampio spettro di tecniche quali la ceramica, l’incisione, il collage, l’animazione e il video.
L’artista, che sarà anche il protagonista del prossimo workshop in design ceramico La botanica parallela con gli studenti del Biennio in Design del Prodotto di ISIA Faenza, si racconterà a partire da alcuni dei suoi progetti recenti più celebri. Tra questi, la mostra Surreal Science: Loudon Collection with Salvatore Arancio, attualmente in corso alla Whitechapel Gallery di Londra e l’installazione It was only a matter of time before we found the pyramid and forced it open che Arancio, invitato alla 57a Mostra d’Arte Internazionale della Biennale di Venezia del 2017, ha presentato nel Giardino delle Vergini: una sorta di giardino scultoreo realizzato in collaborazione con l’antica Ceramica Gatti Faenza che si pone come una sorta di “area di guarigione” terapeutica.

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Mostra “Gioielli d’artista”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Roma mercoledì 10 ottobre, nella Boutique Roberto Coin in via del Babuino 73 sarà prorogata la mostra Gioielli d’artista.L’esposizione, realizzata con il supporto del team di Inside Art, che ha suscitato l’interesse dei media e di tanti appassionati, sia di arte che di lusso, propone le pregiate creazioni di nove grandi artisti internazionali, tra pittori e scultori. Parliamo di Arman, Pol Bury, Turi Simeti, Marco Lodola, Lim Dong Lak, Mauro Staccioli, Valerio Adami, Jean Claude Farhi, Emilio Isgrò, interpreti che hanno lasciato il segno nella storia dell’arte contemporanea, che hanno disegnato i preziosi della collezione “Jewels by Contemporary Artists” di Marylart, editore di Lugano da anni impegnato nella realizzazione di gioielli disegnati dai più affermati artisti contemporanei.
La mostra, dal titolo “Gioielli d’Artista”, curata da Marina Ruggieri, da oltre 20 anni editore di gioielli d’artista, è un itinerario di grande fascino nella dialettica e nella poetica di grandi interpreti dell’arte contemporanea che si sono espressi attraverso un’esplosione creativa declinata nello studio del gioiello. Artisti che hanno segnato il Novecento per le diverse sperimentazioni in campo pittorico come Arman, Bury, Adami, o per il modo in cui hanno trattato la materia e le superfici, Staccioli, Farhi, Simeti e Dong Lak, o ancora per essersi inventati un nuovo linguaggio artistico come nel caso delle famose cancellazioni firmate da Isgrò.
Teatro di questa esposizione, che offre l’avvincente possibilità di “divenire” parte di un’opera d’arte, indossando anelli, collier, bracciali, gemelli ed altre creazioni firmati da artisti di spessore internazionale, è la Boutique di Roberto Coin, fondatore del brand e grande amante dell’arte ed egli stesso appassionato collezionista. “Ho sempre considerato il gioiello come una forma d’arte – afferma Roberto Coin – che va ben oltre il semplice accessorio legato al mondo della moda o dello stile. Questa mostra è la dimostrazione di quanto la capacità e la sensibilità artistiche siano fondamentali per dare vita a gioielli preziosi quanto unici”.

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“La fantasia dell’artista”: personale di Lidia Mietti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

Cervia dal 23 agosto all’11 settembre 2018 mostra personale di Lidia Mietti, allestita nella Sala Artemedia, in piazza Garibaldi. La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 18 alle 22.30.
Racconta di sé l’artista: “Quando qualcuno mi chiede da quando ho cominciato a dipingere, prima di rispondere devo pensare un po’. Posso dire che ho la sensazione di avere dipinto da sempre. Andando indietro con la memoria, ricordo che, quando il mio maestro delle elementari assegnava un “dieci” ad un mio disegno, questo faceva aumentare la fiducia in me stessa. La stessa soddisfazione la ritrovavo quando, già sposata, andavo a trovare mia madre e in casa vi erano ancora i miei disegni, realizzati su carta da imballo e cartone ritagliato, appesi ai muri. Ma in quegli anni si doveva lavorare presto, anche molto giovani, e questo è quello che ho fatto, ma contemporaneamente frequentavo tutti i corsi di pittura e storia dell’arte ai quali potevo iscrivermi. Poi un giorno ho incontrato un maestro di grande spessore, Francesco Verlicchi, e sotto la sua guida ho iniziato un percorso di studio del disegno a carboncino, della pittura e dell’acquerello. Con lui ho imparato a miscelare bene il colore, ma non solo, il nostro rapporto si è poi trasformato in amicizia e collaborazione fino alla sua morte, avvenuta quando lui aveva novantacinque anni.
È stato sempre importante per me lavorare con altre persone e contemporaneamente studiare e sperimentare, così oggi frequento la scuola d’Arte di Bagnacavallo. Qui continuo tuttora a dipingere e allo stesso tempo ho iniziato a lavorare con l’argilla; qui spesso mi organizzo insieme ad altri artisti della scuola e portiamo in mostra il nostro lavoro.
Le mie opere hanno come tema il mondo naturale e la figura umana, soggetti questi che amo interpretare seguendo il mio istinto. Quando le persone guardano i miei lavori con interesse ritrovo quella stessa soddisfazione che vivevo per il dieci del maestro. Allora mi accorgo che è importante per me condividere il risultato della mia istintiva creatività con altri e che questa comunicazione è la vera magia dell’arte”.

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Film e video d’artista in Italia dagli anni ’60 a oggi “双屏幕”: 1960年至今的意大利艺术电影及影像

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Shanghai Il 26 maggio, ore 18:00, l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai presenta alla Shanghai Power Station of Art Theatre 3F, N.200 Huayuangang Road, Huangpu District, doppio Schermo – film e video d’artista in Italia dagli anni ’60 a oggi, una conferenza con proiezioni che ripercorre l’evoluzione della sperimentazione nel campo delle arti visive e delle immagini in movimento in Italia negli ultimi 60 anni.La conferenza, tenuta da Bruno di Marino e Rosario Scarpato in italiano con traduzione in cinese, nasce da un ambizioso impegno riassuntivo, muovendosi su un arco di sei decenni e incrociando il lavoro di centinaia di artisti. Le opere prese in considerazione sono film lunghi, brevi e brevissimi, animazioni, lavori di found-footage e esperimenti anticipatori della Land-Art, e nel loro complesso sono chiamate a testimoniare il panorama vivo e frastagliato di quegli anni. Il fine dei due studiosi è quello di offrire una visione chiara, finanche quasi provocatoriamente “didattica”, della sperimentazione audiovisiva d’artista in Italia, di restituire allo spettatore un quadro più compatto di esperienze che per tecnica e stile restano eterogenee tra loro e fare così in modo che similitudini e differenze emergano con maggior nitidezza.
Perché Doppio schermo? Perché i linguaggi in gioco sono due: le immagini in movimento da un lato, le arti visive dall’altro; due forme espressive che si incontrano nell’immaginario di uno stesso artista creando interferenze stimolanti. Lo schermo, inteso come superficie di proiezione ma anche filtro, che vela e al tempo stesso rivela, diventa il dispositivo di un’interfaccia inesauribile.Ma il titolo si riferisce anche a un’altra duplicità, relativa ai due dispositivi che si sono succeduti, affiancati e a volte sovrapposti: il cinema e il video, due termini che oggi, con l’unificazione del digitale, hanno perso di senso, ma che in un’ottica storica sono utili a comprendere alcuni passaggi decisivi in termini sia estetici sia tecnologici.
5月26日,意大利驻沪总领事馆文化处将在上海当代艺术博物馆举办“双屏幕: 1960年至今的意大利艺术电影及影像”讲座活动。此次活动包含讲座及影片鉴赏,旨在回顾近六十年间意大利视觉艺术与影像艺术实验的发展历程。
主讲人布鲁诺·迪·马里诺和老罗将回顾并概述意大利近六十年来一百多位艺术家的作品。涉及到的影片类型包括电影长片、短片、超短片、动画、found-footage作品、Land-Art大地艺术的先锋实验等。这些作品集结在一起,构成了过去几十年艺术影像发展的一幅生机勃勃、错落有致的全景画。两位艺术家期望通过这样的研究方式,为观众提供一个清晰的视角,甚至不客气地说,提供一个教科书式的范本,帮助观众理解意大利艺术影像实验,为观众还原一个窗口,感受技术、风格变化多端的观影体验,将各位艺术家的相似之处和不同点以最鲜明的方式呈现出来。
为什么说是“双屏幕”呢?因为项目涉及到的话题是双向的:一侧是运动的图像,另一侧是视觉艺术;两种表现形式在同一位艺术家的想象中相遇时,产生了激动人心的相互干扰与影响。屏幕,既是放映平面,又是一层滤网,在隐藏什么的同时揭示什么,屏幕由此变成了一个无穷无尽的界面装置。
但其实这个标题也蕴涵着另一种双重性,也就是“电影”与“影像”的双重性,这两种装置相继产生、并立发展、偶尔还会产生重叠。随着这两者共同走向电子化,我们如今使用的这两个词语已经失去了原本的意义,但是从历史的角度来看,这两个词有利于我们理解审美和技术方面的某些重要阶段。

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Mostra diffusa dell’artista Ettore Favini

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2018

Parma Sabato 19 maggio 2018 alle ore 16 presso la sede CAPAS di Vicolo Grossardi 4 a Parma, da cui si partirà per il tour insieme all’artista. L’Associazione Culturale Others presenta Nouvelles Flâneries, un progetto pubblico di Ettore Favini, curato da Valentina Rossi e realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariparma e Comune di Parma, in dieci luoghi del centro storico della città emiliana. L’opera dell’artista si inserisce spesso nel tessuto urbano e nel vissuto cittadino con il quale entra in contatto, dando vita a narrazioni collettive e includendo nel suo processo artistico gli abitanti del luogo: per il progetto Nouvelles Flâneries, dopo una prima fase di ricerca attraverso i documenti conservati presso l’Archivio di Stato e la Biblioteca Palatina di Parma, l’artista ha ideato una serie di iscrizioni su lastre di scagliola carpigiana, che saranno installate permanentemente sulle facciate di dieci palazzi storici del centro, ognuna delle quali riporta una descrizione, un’impressione o un ricordo minimo della città ad opera di un viaggiatore.La ricerca si è focalizzata, infatti, sull’idea del flâneur, termine usato dal poeta Charles Baudelaire per indicare il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, un “botanico da marciapiede” che prova emozioni nuove nell’osservare e vivere il paesaggio urbano. Ettore Favini ha selezionato alcune citazioni di Leonardo Da Vinci, Carlo Goldoni, Antonio Fogazzaro, Mario Luzi, Germaine Beaumont, Curzio Malaparte, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Guareschi, Thomas Gray e Marcel Proust, i quali prima di lui hanno visitato Parma, in un viaggio reale o immaginario, e ne hanno lasciato una traccia scritta: questi racconti “minimi” permetteranno al visitatore di scoprire la città attraverso percorsi inediti, in una sorta di storytelling diffuso.L’opera pensata per Parma come omaggio alla città verrà donata agli abitanti dei palazzi che hanno deciso di partecipare al progetto, sottolineando ancora una volta l’idea di “dono”, spesso presente nel modus operandi dell’artista.Accompagnerà il progetto una mappa che permetterà ai turisti, ai viaggiatori di passaggio o ai cittadini di poter sperimentare un nuovo modo di fruire la città, con le sue strade e le sue piazze, attraverso un racconto corale diffuso nel tempo e nello spazio. La mappa delle opere sarà pubblicata in doppia pagina centrale sulla Gazzetta di Parma nel giorno dell’inaugurazione del progetto 19 maggio, sarà in questo modo distribuita in modo capillare sul tessuto cittadino e potrà inoltre essere anche scaricata in versione digitale dal sito dell’associazione culturale Others (http://moremuseum.org/omeka/associazione-culturale-others)
Il viaggio come motivo ispiratore dell’opera accompagna frequentemente l’opera di Ettore Favini che in questo caso ha voluto lasciare la parola a viaggiatori del passato, condivisa con un gruppo eterogeneo di studenti nell’ambito di un workshop aperto che si è tenuto a marzo 2018, grazie alla collaborazione e al sostegno di CAPAS, Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo dell’Università di Parma. Il seminario ha visto la partecipazione del professor Davide Papotti, di Marco Scotti e di Anna Zinelli come curatrice, insieme a Valentina Rossi, del workshop stesso. L’azione di monitoraggio del progetto è stata realizzata da Cristina Zerbini del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma.

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Mostra personale dell’artista Luca Coser

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

Napoli. Apre sabato 19 maggio 2018 alle ore 17.30 al PAN | Palazzo delle Arti di Napoli,Via dei Mille 60, la grande mostra personale dell’artista Luca Coser, concepita appositamente per questa occasione espositiva, dal titolo “SMANIA”, a cura di Marina Guida. Il progetto realizzato nell’ambito della manifestazione culturale Maggio dei Monumenti, è organizzato da Derwatt Studio di Trento, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, si compone di circa 15 tele di medie e grandi dimensioni, un corpus di lavori di piccole dimensioni su tavola, ed un gruppo di lavori di medie e piccole dimensioni su carta. Introduce il percorso espositivo un componimento inedito del poeta Silvestro Sentiero.Esposta fino al 4 giugno 2018, la mostra accoglie i visitatori in un’atmosfera visionaria.Il gruppo di opere pensate per gli spazi del PAN di Napoli sono nate, come spesso succede nella prassi pittorica dell’artista trentino, come frutto di un gioco serio, di un “ordine” che recupera un “abbandono”. Nelle tele di lino belga, grazie alla pittura, vengono rimescolati con attenzione visioni, umori, tasselli imprecisi e quasi perduti della sua memoria, che intercetta ed incrocia la memoria collettiva. Frammenti che si svelano attraverso le dinamiche della citazione, così che l’idea di un libro, oppure di un film, o di una fotografia, diviene una sorta di maschera dietro la quale la sua poetica si dipana. Il supporto si trasforma così, in una sorta di luogo, una geografia dentro alla quale convivono soggetti provenienti da diverse direzioni: prima sconosciuti uni agli altri, ora protagonisti di una storia inedita, sospesa, indefinita, spesso inconsapevole. Quella di SMANIA è ancora una volta, dentro la sua ricerca artistica, una storia fatta di storie, frammenti, di immagini che riluttanti al mostrarsi, a tratti si celano e si svelano, nell’atto di indietreggiare e negarsi.
La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 4 giugno 2018, secondo gli orari di apertura previsti (aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 – la domenica dalle 9.30 alle 14.30. Martedì chiuso.)

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Mostra internazionale del Libro d’Artista

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

Roma 3 maggio 2018 ore 17.00 Galleria Sinopia Ore 18.00 performance dell’artista Justin Randolph Thompson. Fino al 15 Giugno 2018. Opere e Dialoghi ROMA – LOS ANGELES, Mostra internazionale del Libro d’Artista, da un’idea di John David O’Brien e Lydia Predominato, a cura di Stefania Severi.
La Galleria Sinopia celebra trent’anni di attività e di ricerca, di professionalità e di impegno nel sostenere le diverse forme d’arte come investimento culturale ed emotivo.
Per l’occasione Raffaella Lupi propone una serie di iniziative tese a valorizzare tutti gli artisti che negli anni hanno collaborato con la Galleria – luogo privilegiato d’incontro tra la forza espressiva dell’arte contemporanea e l’eleganza dell’arredo antico – mantenendo uno sguardo sempre attento verso nuove personalità, per rendere questo momento non solo celebrazione del passato ma anche positiva proiezione verso il futuro.
Il primo evento si inaugura giovedì 3 maggio con RM – LA / CONTESTI – CONTEXTS, mostra internazionale del Libro d’Artista, curata da Stefania Severi, da un’idea di John David O’Brien e di Lydia Predominato entrambi artisti e promotori d’arte. Il filo che lega opere tanto diverse tra loro è la scelta della tipologia dell’oggetto: il libro d’artista, una forma d’arte che negli ultimi anni sta riscuotendo vasti consensi. Ecco spiegato il titolo un po’ criptico dell’evento, che gioca con la parola testo che evoca sia il libro sia il tessuto e le sigle delle due città.
Il libro d’artista nell’accezione moderna si fa risalire al Futurismo. Tra le opere vi è un libro di Sante Monachesi (Macerata 1910 – Roma 1991), che giovanissimo aderì al “Gruppo Umberto Boccioni. Movimento Futurista delle Marche”. Insieme a Monachesi sono presenti altri 19 artisti, italiani e americani, che declinano in modo diverso il libro d’artista. Si va dal libro a leporello o organetto al libro-oggetto non sfogliabile, dal libro realizzato con tecniche grafiche a quello dipinto, dal libro con immagini elaborate al computer a quello a rotolo. Vari i materiali, dalla carta fatta a mano al metallo, dalla ceramica alla lastra radiografica. Accanto ai già citati O’Brien, Predominato e Monachesi gli artisti sono: Mary Addison Hackett, Riccardo Ajossa, Vito Capone, Francesca Cataldi, Fiorella Corsi, Marzia Corteggiani, Daniela Costanzo Giorgio, Steve De Groodt, Nancy Monk , Lucia Pagliuca, Steve Roden, Virginia Ryan, Susan M. Sironi, Maria Grazia Tata, Justin Randolph Thompson, Joan Weinzettle. Tra gli artisti presenti anche Laura Selmistraytite, con un libro realizzato presso il Centro Kaus di Urbino sotto la guida del Maestro Giuliano Santini, un omaggio alla Fondazione Claudi che ospita la mostra nell’estate 2018 nella sede della Fondazione a Palazzo Claudi a Serrapetrona, nelle Marche dal 23 giugno al 16 settembre 2018. All’interno della mostra saranno esposti per la prima volta alla Galleria Sinopia i dipinti di Rolando Monti, il lavoro di Maria Oriza Peréz, le opere di Marina Sasso e le cornici d’artista di Vally Valli.
Il catalogo, nella realizzazione grafica di Riccardo Pieroni, sottolinea, attraverso l’inedita presenza di un filo, il legame sotteso ad opere tanto diverse.Ed è proprio il valore del legame e dello scambio che unisce i diversi e ne esalta la potenzialità. Il messaggio positivo di questa mostra ribadisce come l’arte sia l’unica espressione umana che non solo annulla i confini ma, superandoli, esalta la diversità come valore aggiunto.Contributi in catalogo: Massimo Ciambotti (Presidente Fondazione Claudi), Maria Vittoria Lupi, John David O’Brien, Lydia Predominato, Stefania Severi.

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