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Posts Tagged ‘artista’

Addio a Franco Zeffirelli: regista della bellezza, grande artista e libero pensatore

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Zeffirelli sfidó l’egemonia culturale della sinistra e del politicamente corretto, da posizioni liberali e solidamente anticomuniste, insegnando proprio alla sinistra intellettuale come fare cinema, teatro e lirica.Fu un uomo non dedito ai compromessi. Mancherá al panorama culturale italiano e internazionale.” È quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia capogruppo in commissione Cultura.
E di lui scrive Giorgia Melone su Twitter: “Addio a Franco Zeffirelli, artista visionario e genio italiano. Con lui perdiamo uno straordinario regista che ha reso grande il cinema italiano. Continueremo ad emozionarci e a ricordarlo attraverso i suoi film. Grazie maestro”.

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L’orMa – Un artista emergente nel panorama italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Bologna Sabato 09 Marzo 2019 – ore 18,00 Galleria SPAZIO TESTONI Via D’Azeglio 50 l’artista L’orMa incontrerà Silvia Grandi, Docente di Fenomenologia dell’Arte Contemporanea al Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, insieme a Chiara Conti, curatrice della mostra in corso “SOLO L’orMa”, per un dialogo aperto al pubblico sulla sua espressività artistica. (Lorenzo Mariani, in arte L’orMa, Milano 1985), in collaborazione con la galleria dal 2011, è stato il vincitore del Premio Euromobil Under 30 in Arte Fiera 2016, vincitore assoluto del Premio ARTEAM CUP 2016 con una successiva personale allo Spazio ARTE CuBo Unipol Bologna nel 2017 e nel 2018, per la sua singolare e poliedrica espressività, è stato scelto dalla Commissione di Laurea in Fenomenologia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Bologna per la Tesi di Laurea Magistrale dal titolo “L’orMa UN ARTISTA EMERGENTE NEL PANORAMA ITALIANO” di Chiara Conti e Relatrice la Prof.ssa Silvia Grandi.L’orMa (Lorenzo Mariani), è nato nel 1985 e vive e lavora a Milano. Orari: da martedì a venerdì 16,00 | 20,00 – sabato 10,30 | 13,00 e 16,00 | 20,00 domenica, lunedì e altri orari su appuntamento http://www.spaziotestoni.it

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Viaggi Atemporali e Lontani con l’artista Salvatore Arancio

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Faenza giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 18, presso ISIA Faenza nello storico Palazzo Mazzolani Corso Mazzini 93, si terrà l’incontro Viaggi Atemporali e Lontani con l’artista Salvatore Arancio, nell’ambito di In Between ciclo di conversazioni con i protagonisti del mondo del design, dell’arte e della creatività contemporanea.
L’interesse principale al centro della pratica artistica di Salvatore Arancio (Catania, 1974) risiede nel potenziale che racchiudono le immagini e, in particolare, nel modo in cui esse possono essere reincorniciate o rivisualizzate, attraverso l’uso di un ampio spettro di tecniche quali la ceramica, l’incisione, il collage, l’animazione e il video.
L’artista, che sarà anche il protagonista del prossimo workshop in design ceramico La botanica parallela con gli studenti del Biennio in Design del Prodotto di ISIA Faenza, si racconterà a partire da alcuni dei suoi progetti recenti più celebri. Tra questi, la mostra Surreal Science: Loudon Collection with Salvatore Arancio, attualmente in corso alla Whitechapel Gallery di Londra e l’installazione It was only a matter of time before we found the pyramid and forced it open che Arancio, invitato alla 57a Mostra d’Arte Internazionale della Biennale di Venezia del 2017, ha presentato nel Giardino delle Vergini: una sorta di giardino scultoreo realizzato in collaborazione con l’antica Ceramica Gatti Faenza che si pone come una sorta di “area di guarigione” terapeutica.

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Mostra “Gioielli d’artista”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Roma mercoledì 10 ottobre, nella Boutique Roberto Coin in via del Babuino 73 sarà prorogata la mostra Gioielli d’artista.L’esposizione, realizzata con il supporto del team di Inside Art, che ha suscitato l’interesse dei media e di tanti appassionati, sia di arte che di lusso, propone le pregiate creazioni di nove grandi artisti internazionali, tra pittori e scultori. Parliamo di Arman, Pol Bury, Turi Simeti, Marco Lodola, Lim Dong Lak, Mauro Staccioli, Valerio Adami, Jean Claude Farhi, Emilio Isgrò, interpreti che hanno lasciato il segno nella storia dell’arte contemporanea, che hanno disegnato i preziosi della collezione “Jewels by Contemporary Artists” di Marylart, editore di Lugano da anni impegnato nella realizzazione di gioielli disegnati dai più affermati artisti contemporanei.
La mostra, dal titolo “Gioielli d’Artista”, curata da Marina Ruggieri, da oltre 20 anni editore di gioielli d’artista, è un itinerario di grande fascino nella dialettica e nella poetica di grandi interpreti dell’arte contemporanea che si sono espressi attraverso un’esplosione creativa declinata nello studio del gioiello. Artisti che hanno segnato il Novecento per le diverse sperimentazioni in campo pittorico come Arman, Bury, Adami, o per il modo in cui hanno trattato la materia e le superfici, Staccioli, Farhi, Simeti e Dong Lak, o ancora per essersi inventati un nuovo linguaggio artistico come nel caso delle famose cancellazioni firmate da Isgrò.
Teatro di questa esposizione, che offre l’avvincente possibilità di “divenire” parte di un’opera d’arte, indossando anelli, collier, bracciali, gemelli ed altre creazioni firmati da artisti di spessore internazionale, è la Boutique di Roberto Coin, fondatore del brand e grande amante dell’arte ed egli stesso appassionato collezionista. “Ho sempre considerato il gioiello come una forma d’arte – afferma Roberto Coin – che va ben oltre il semplice accessorio legato al mondo della moda o dello stile. Questa mostra è la dimostrazione di quanto la capacità e la sensibilità artistiche siano fondamentali per dare vita a gioielli preziosi quanto unici”.

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“La fantasia dell’artista”: personale di Lidia Mietti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

Cervia dal 23 agosto all’11 settembre 2018 mostra personale di Lidia Mietti, allestita nella Sala Artemedia, in piazza Garibaldi. La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 18 alle 22.30.
Racconta di sé l’artista: “Quando qualcuno mi chiede da quando ho cominciato a dipingere, prima di rispondere devo pensare un po’. Posso dire che ho la sensazione di avere dipinto da sempre. Andando indietro con la memoria, ricordo che, quando il mio maestro delle elementari assegnava un “dieci” ad un mio disegno, questo faceva aumentare la fiducia in me stessa. La stessa soddisfazione la ritrovavo quando, già sposata, andavo a trovare mia madre e in casa vi erano ancora i miei disegni, realizzati su carta da imballo e cartone ritagliato, appesi ai muri. Ma in quegli anni si doveva lavorare presto, anche molto giovani, e questo è quello che ho fatto, ma contemporaneamente frequentavo tutti i corsi di pittura e storia dell’arte ai quali potevo iscrivermi. Poi un giorno ho incontrato un maestro di grande spessore, Francesco Verlicchi, e sotto la sua guida ho iniziato un percorso di studio del disegno a carboncino, della pittura e dell’acquerello. Con lui ho imparato a miscelare bene il colore, ma non solo, il nostro rapporto si è poi trasformato in amicizia e collaborazione fino alla sua morte, avvenuta quando lui aveva novantacinque anni.
È stato sempre importante per me lavorare con altre persone e contemporaneamente studiare e sperimentare, così oggi frequento la scuola d’Arte di Bagnacavallo. Qui continuo tuttora a dipingere e allo stesso tempo ho iniziato a lavorare con l’argilla; qui spesso mi organizzo insieme ad altri artisti della scuola e portiamo in mostra il nostro lavoro.
Le mie opere hanno come tema il mondo naturale e la figura umana, soggetti questi che amo interpretare seguendo il mio istinto. Quando le persone guardano i miei lavori con interesse ritrovo quella stessa soddisfazione che vivevo per il dieci del maestro. Allora mi accorgo che è importante per me condividere il risultato della mia istintiva creatività con altri e che questa comunicazione è la vera magia dell’arte”.

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Film e video d’artista in Italia dagli anni ’60 a oggi “双屏幕”: 1960年至今的意大利艺术电影及影像

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 Mag 2018

Shanghai Il 26 maggio, ore 18:00, l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai presenta alla Shanghai Power Station of Art Theatre 3F, N.200 Huayuangang Road, Huangpu District, doppio Schermo – film e video d’artista in Italia dagli anni ’60 a oggi, una conferenza con proiezioni che ripercorre l’evoluzione della sperimentazione nel campo delle arti visive e delle immagini in movimento in Italia negli ultimi 60 anni.La conferenza, tenuta da Bruno di Marino e Rosario Scarpato in italiano con traduzione in cinese, nasce da un ambizioso impegno riassuntivo, muovendosi su un arco di sei decenni e incrociando il lavoro di centinaia di artisti. Le opere prese in considerazione sono film lunghi, brevi e brevissimi, animazioni, lavori di found-footage e esperimenti anticipatori della Land-Art, e nel loro complesso sono chiamate a testimoniare il panorama vivo e frastagliato di quegli anni. Il fine dei due studiosi è quello di offrire una visione chiara, finanche quasi provocatoriamente “didattica”, della sperimentazione audiovisiva d’artista in Italia, di restituire allo spettatore un quadro più compatto di esperienze che per tecnica e stile restano eterogenee tra loro e fare così in modo che similitudini e differenze emergano con maggior nitidezza.
Perché Doppio schermo? Perché i linguaggi in gioco sono due: le immagini in movimento da un lato, le arti visive dall’altro; due forme espressive che si incontrano nell’immaginario di uno stesso artista creando interferenze stimolanti. Lo schermo, inteso come superficie di proiezione ma anche filtro, che vela e al tempo stesso rivela, diventa il dispositivo di un’interfaccia inesauribile.Ma il titolo si riferisce anche a un’altra duplicità, relativa ai due dispositivi che si sono succeduti, affiancati e a volte sovrapposti: il cinema e il video, due termini che oggi, con l’unificazione del digitale, hanno perso di senso, ma che in un’ottica storica sono utili a comprendere alcuni passaggi decisivi in termini sia estetici sia tecnologici.
5月26日,意大利驻沪总领事馆文化处将在上海当代艺术博物馆举办“双屏幕: 1960年至今的意大利艺术电影及影像”讲座活动。此次活动包含讲座及影片鉴赏,旨在回顾近六十年间意大利视觉艺术与影像艺术实验的发展历程。
主讲人布鲁诺·迪·马里诺和老罗将回顾并概述意大利近六十年来一百多位艺术家的作品。涉及到的影片类型包括电影长片、短片、超短片、动画、found-footage作品、Land-Art大地艺术的先锋实验等。这些作品集结在一起,构成了过去几十年艺术影像发展的一幅生机勃勃、错落有致的全景画。两位艺术家期望通过这样的研究方式,为观众提供一个清晰的视角,甚至不客气地说,提供一个教科书式的范本,帮助观众理解意大利艺术影像实验,为观众还原一个窗口,感受技术、风格变化多端的观影体验,将各位艺术家的相似之处和不同点以最鲜明的方式呈现出来。
为什么说是“双屏幕”呢?因为项目涉及到的话题是双向的:一侧是运动的图像,另一侧是视觉艺术;两种表现形式在同一位艺术家的想象中相遇时,产生了激动人心的相互干扰与影响。屏幕,既是放映平面,又是一层滤网,在隐藏什么的同时揭示什么,屏幕由此变成了一个无穷无尽的界面装置。
但其实这个标题也蕴涵着另一种双重性,也就是“电影”与“影像”的双重性,这两种装置相继产生、并立发展、偶尔还会产生重叠。随着这两者共同走向电子化,我们如今使用的这两个词语已经失去了原本的意义,但是从历史的角度来看,这两个词有利于我们理解审美和技术方面的某些重要阶段。

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Mostra diffusa dell’artista Ettore Favini

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 Mag 2018

Parma Sabato 19 maggio 2018 alle ore 16 presso la sede CAPAS di Vicolo Grossardi 4 a Parma, da cui si partirà per il tour insieme all’artista. L’Associazione Culturale Others presenta Nouvelles Flâneries, un progetto pubblico di Ettore Favini, curato da Valentina Rossi e realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariparma e Comune di Parma, in dieci luoghi del centro storico della città emiliana. L’opera dell’artista si inserisce spesso nel tessuto urbano e nel vissuto cittadino con il quale entra in contatto, dando vita a narrazioni collettive e includendo nel suo processo artistico gli abitanti del luogo: per il progetto Nouvelles Flâneries, dopo una prima fase di ricerca attraverso i documenti conservati presso l’Archivio di Stato e la Biblioteca Palatina di Parma, l’artista ha ideato una serie di iscrizioni su lastre di scagliola carpigiana, che saranno installate permanentemente sulle facciate di dieci palazzi storici del centro, ognuna delle quali riporta una descrizione, un’impressione o un ricordo minimo della città ad opera di un viaggiatore.La ricerca si è focalizzata, infatti, sull’idea del flâneur, termine usato dal poeta Charles Baudelaire per indicare il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, un “botanico da marciapiede” che prova emozioni nuove nell’osservare e vivere il paesaggio urbano. Ettore Favini ha selezionato alcune citazioni di Leonardo Da Vinci, Carlo Goldoni, Antonio Fogazzaro, Mario Luzi, Germaine Beaumont, Curzio Malaparte, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Guareschi, Thomas Gray e Marcel Proust, i quali prima di lui hanno visitato Parma, in un viaggio reale o immaginario, e ne hanno lasciato una traccia scritta: questi racconti “minimi” permetteranno al visitatore di scoprire la città attraverso percorsi inediti, in una sorta di storytelling diffuso.L’opera pensata per Parma come omaggio alla città verrà donata agli abitanti dei palazzi che hanno deciso di partecipare al progetto, sottolineando ancora una volta l’idea di “dono”, spesso presente nel modus operandi dell’artista.Accompagnerà il progetto una mappa che permetterà ai turisti, ai viaggiatori di passaggio o ai cittadini di poter sperimentare un nuovo modo di fruire la città, con le sue strade e le sue piazze, attraverso un racconto corale diffuso nel tempo e nello spazio. La mappa delle opere sarà pubblicata in doppia pagina centrale sulla Gazzetta di Parma nel giorno dell’inaugurazione del progetto 19 maggio, sarà in questo modo distribuita in modo capillare sul tessuto cittadino e potrà inoltre essere anche scaricata in versione digitale dal sito dell’associazione culturale Others (http://moremuseum.org/omeka/associazione-culturale-others)
Il viaggio come motivo ispiratore dell’opera accompagna frequentemente l’opera di Ettore Favini che in questo caso ha voluto lasciare la parola a viaggiatori del passato, condivisa con un gruppo eterogeneo di studenti nell’ambito di un workshop aperto che si è tenuto a marzo 2018, grazie alla collaborazione e al sostegno di CAPAS, Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo dell’Università di Parma. Il seminario ha visto la partecipazione del professor Davide Papotti, di Marco Scotti e di Anna Zinelli come curatrice, insieme a Valentina Rossi, del workshop stesso. L’azione di monitoraggio del progetto è stata realizzata da Cristina Zerbini del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma.

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Mostra personale dell’artista Luca Coser

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2018

Napoli. Apre sabato 19 maggio 2018 alle ore 17.30 al PAN | Palazzo delle Arti di Napoli,Via dei Mille 60, la grande mostra personale dell’artista Luca Coser, concepita appositamente per questa occasione espositiva, dal titolo “SMANIA”, a cura di Marina Guida. Il progetto realizzato nell’ambito della manifestazione culturale Maggio dei Monumenti, è organizzato da Derwatt Studio di Trento, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, si compone di circa 15 tele di medie e grandi dimensioni, un corpus di lavori di piccole dimensioni su tavola, ed un gruppo di lavori di medie e piccole dimensioni su carta. Introduce il percorso espositivo un componimento inedito del poeta Silvestro Sentiero.Esposta fino al 4 giugno 2018, la mostra accoglie i visitatori in un’atmosfera visionaria.Il gruppo di opere pensate per gli spazi del PAN di Napoli sono nate, come spesso succede nella prassi pittorica dell’artista trentino, come frutto di un gioco serio, di un “ordine” che recupera un “abbandono”. Nelle tele di lino belga, grazie alla pittura, vengono rimescolati con attenzione visioni, umori, tasselli imprecisi e quasi perduti della sua memoria, che intercetta ed incrocia la memoria collettiva. Frammenti che si svelano attraverso le dinamiche della citazione, così che l’idea di un libro, oppure di un film, o di una fotografia, diviene una sorta di maschera dietro la quale la sua poetica si dipana. Il supporto si trasforma così, in una sorta di luogo, una geografia dentro alla quale convivono soggetti provenienti da diverse direzioni: prima sconosciuti uni agli altri, ora protagonisti di una storia inedita, sospesa, indefinita, spesso inconsapevole. Quella di SMANIA è ancora una volta, dentro la sua ricerca artistica, una storia fatta di storie, frammenti, di immagini che riluttanti al mostrarsi, a tratti si celano e si svelano, nell’atto di indietreggiare e negarsi.
La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 4 giugno 2018, secondo gli orari di apertura previsti (aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 – la domenica dalle 9.30 alle 14.30. Martedì chiuso.)

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Mostra internazionale del Libro d’Artista

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

Roma 3 maggio 2018 ore 17.00 Galleria Sinopia Ore 18.00 performance dell’artista Justin Randolph Thompson. Fino al 15 Giugno 2018. Opere e Dialoghi ROMA – LOS ANGELES, Mostra internazionale del Libro d’Artista, da un’idea di John David O’Brien e Lydia Predominato, a cura di Stefania Severi.
La Galleria Sinopia celebra trent’anni di attività e di ricerca, di professionalità e di impegno nel sostenere le diverse forme d’arte come investimento culturale ed emotivo.
Per l’occasione Raffaella Lupi propone una serie di iniziative tese a valorizzare tutti gli artisti che negli anni hanno collaborato con la Galleria – luogo privilegiato d’incontro tra la forza espressiva dell’arte contemporanea e l’eleganza dell’arredo antico – mantenendo uno sguardo sempre attento verso nuove personalità, per rendere questo momento non solo celebrazione del passato ma anche positiva proiezione verso il futuro.
Il primo evento si inaugura giovedì 3 maggio con RM – LA / CONTESTI – CONTEXTS, mostra internazionale del Libro d’Artista, curata da Stefania Severi, da un’idea di John David O’Brien e di Lydia Predominato entrambi artisti e promotori d’arte. Il filo che lega opere tanto diverse tra loro è la scelta della tipologia dell’oggetto: il libro d’artista, una forma d’arte che negli ultimi anni sta riscuotendo vasti consensi. Ecco spiegato il titolo un po’ criptico dell’evento, che gioca con la parola testo che evoca sia il libro sia il tessuto e le sigle delle due città.
Il libro d’artista nell’accezione moderna si fa risalire al Futurismo. Tra le opere vi è un libro di Sante Monachesi (Macerata 1910 – Roma 1991), che giovanissimo aderì al “Gruppo Umberto Boccioni. Movimento Futurista delle Marche”. Insieme a Monachesi sono presenti altri 19 artisti, italiani e americani, che declinano in modo diverso il libro d’artista. Si va dal libro a leporello o organetto al libro-oggetto non sfogliabile, dal libro realizzato con tecniche grafiche a quello dipinto, dal libro con immagini elaborate al computer a quello a rotolo. Vari i materiali, dalla carta fatta a mano al metallo, dalla ceramica alla lastra radiografica. Accanto ai già citati O’Brien, Predominato e Monachesi gli artisti sono: Mary Addison Hackett, Riccardo Ajossa, Vito Capone, Francesca Cataldi, Fiorella Corsi, Marzia Corteggiani, Daniela Costanzo Giorgio, Steve De Groodt, Nancy Monk , Lucia Pagliuca, Steve Roden, Virginia Ryan, Susan M. Sironi, Maria Grazia Tata, Justin Randolph Thompson, Joan Weinzettle. Tra gli artisti presenti anche Laura Selmistraytite, con un libro realizzato presso il Centro Kaus di Urbino sotto la guida del Maestro Giuliano Santini, un omaggio alla Fondazione Claudi che ospita la mostra nell’estate 2018 nella sede della Fondazione a Palazzo Claudi a Serrapetrona, nelle Marche dal 23 giugno al 16 settembre 2018. All’interno della mostra saranno esposti per la prima volta alla Galleria Sinopia i dipinti di Rolando Monti, il lavoro di Maria Oriza Peréz, le opere di Marina Sasso e le cornici d’artista di Vally Valli.
Il catalogo, nella realizzazione grafica di Riccardo Pieroni, sottolinea, attraverso l’inedita presenza di un filo, il legame sotteso ad opere tanto diverse.Ed è proprio il valore del legame e dello scambio che unisce i diversi e ne esalta la potenzialità. Il messaggio positivo di questa mostra ribadisce come l’arte sia l’unica espressione umana che non solo annulla i confini ma, superandoli, esalta la diversità come valore aggiunto.Contributi in catalogo: Massimo Ciambotti (Presidente Fondazione Claudi), Maria Vittoria Lupi, John David O’Brien, Lydia Predominato, Stefania Severi.

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Mostra dell’artista Ettore Favini

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

Parma sabato 19 maggio 2018 alle ore 16 presso la sede CAPAS di Vicolo Grossardi 4 avrà luogo la mostra dell’artista Ettore Favini ad iniziativa dell’Associazione Culturale Others Nouvelles Flâneries, con un progetto pubblico curato da Valentina Rossi e realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariparma e Comune di Parma, in dieci luoghi del centro storico della città emiliana. Il progetto verrà presentato con gli interventi del presidente della Fondazione Cariparma Prof. Gino Gandolfi, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra, del direttore di CAPAS Prof. Luigi Allegri, dell’artista Ettore Favini e della curatrice Valentina Rossi. Al termine della presentazione si partirà per un tour cittadino attraverso le opere d’arte allestite sui palazzi della città.
La serata proseguirà verso le 19.30 con un rinfresco e la musica di dj Spanna e David Casini presso lo spazio Bonanni Del Rio Catalog in Borgo delle Colonne 28, ogni 30 minuti durante la serata si azionerà l’installazione Multiverse di fuse.
L’opera dell’artista si inserisce spesso nel tessuto urbano e nel vissuto cittadino con il quale entra in contatto, dando vita a narrazioni collettive e includendo nel suo processo artistico gli abitanti del luogo: per il progetto Nouvelles Flâneries, dopo una prima fase di ricerca attraverso i documenti conservati presso l’Archivio di Stato e la Biblioteca Palatina di Parma, l’artista ha ideato una serie di iscrizioni su lastre di scagliola carpigiana, che saranno installate permanentemente sulle facciate di dieci palazzi storici del centro, ognuna delle quali riporta una descrizione, un’impressione o un ricordo minimo della città ad opera di un viaggiatore.La ricerca si è focalizzata, infatti, sull’idea del flâneur, termine usato dal poeta Charles Baudelaire per indicare il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, un “botanico da marciapiede” che prova emozioni nuove nell’osservare e vivere il paesaggio urbano. Ettore Favini ha selezionato alcune citazioni di Leonardo Da Vinci, Carlo Goldoni, Antonio Fogazzaro, Mario Luzi, Germaine Beaumont, Curzio Malaparte, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Guareschi, Thomas Gray e Marcel Proust, i quali prima di lui hanno visitato Parma, in un viaggio reale o immaginario, e ne hanno lasciato una traccia scritta: questi racconti “minimi” permetteranno al visitatore di scoprire la città attraverso percorsi inediti, in una sorta di storytelling diffuso.

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Mostra dell’artista bielorusso Andrei Shchurok “Il dono della tenerezza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Mantova. Dal 21 aprile al 10 maggio 2018 la Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sede di Via Cappello 17, ospiterà la mostra dell’artista bielorusso Andrei Shchurok “Il dono della tenerezza”. La mostra, promossa dall’Associazione Forum per i diritti dei bambini di Chernobyl onlus di Mantova, si inaugurerà Sabato 21 aprile alle ore 18.00 alla presenza dell’artista.
Questa è la seconda esposizione per Andrei Shchurok nella città di Mantova, che segue la personale “Jazz&Paint” realizzata alla Casa di Rigoletto nel 2010.Andrei concepisce la pittura come un’arte aperta, la tecnica per lui deve limitarsi a soddisfare un primissimo interesse estetico ma un artista deve esprimersi “rompendo” ciò che vede per ricostruirlo attraverso l’anima.«L’arte di Andrei Shchurok offusca gli spigoli della percezione, catturando i processi di trasformazione delle forme di questo mondo ai livelli di materia ed energia sottili. La loro interpretazione, inconsapevole della solita “prima” attenzione, forma un’immagine della realtà umana, ma l’artista rende cosciente l’inconscio, diventando un co-autore dei processi stabili invisibili che hanno luogo nell’universo planetario. Allo stesso tempo, il pittore non invade la realtà con il bisturi della ragione, vediamo in sostanza un’arte contemplativa che rappresenta un’interazione armoniosa con la realtà. Guidato dalla spontaneità creativa, l’artista appare co-creatore degli elementi dell’universo, poiché la sua attività osservativa è in armonia con il mondo.Allo stesso tempo, la maggior parte dei dipinti non possono essere definiti paesaggi nel senso abituale di un pubblico di massa. La creatività di Andrei Shchurok collega lo stato della realtà naturale con lo stato dell’anima dell’artista, e viaggia attraverso i luoghi del mondo fisico diventando vagabondaggi concomitanti attraverso i mondi della coscienza individuale. È così che si realizza la realizzazione dell’espressione per l’unità dell’uomo e dell’universo cercata da molti.In piena conformità con la sua natura del viaggiatore, la cui massima espressione archetipica è l’immagine del Viaggiatore, Andrei Shchurok ammette prontamente che la sua arte è definita “strana”, sottolineando che anche questo è un complimento. È nelle immagini “strane” che mostrano le peculiarità del percorso spirituale e la singola gnosi del loro creatore che si può scoprire costantemente qualcosa di nuovo per se stesso, tale arte ha un valore reale e, secondo l’artista, non si annoia mai. Una caratteristica distintiva del processo creativo di Andrei Shchurok è che, confondendo i confini della percezione condizionata, non è in conflitto con la realtà e non si sforza di ricrearla intenzionalmente, esistendone armoniosamente: “Non sono un artista manifesto. L’arte è organica per la mia vita. Mi piace la lotta con la tela o, al contrario, quando il processo creativo procede facilmente”».

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Mostra itinerante internazionale del libro d’artista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Siena 19 marzo, (fino al 24 maggio 2018) presso la Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti al Santa Maria della Scala, apre la mostra Librartis a Siena. Mostra itinerante internazionale del libro d’artista. L‘esposizione ideata e curata da Fabio Mazzieri, raccoglie singolari manufatti di centoquattro artisti di varie nazionalità che propongono una personale visione estetica e concettuale del libro. Per Daniele Pitteri, direttore del Santa Maria della Scala: «è un grande piacere inaugurare gli eventi legati al Centenario della nascita del professor Giuliano Briganti (1918-1992) con la mostra Librartis. Partita da Siena nel 2012, l’esposizione rientra in città, dopo un lungo viaggio per il mondo, mostrando come il libro, snaturato dalla sua consueta funzione, diventa un’opera d’arte universale grazie alle sensibilità e alle interpretazioni degli artisti».
Traendo ispirazione dal concetto di libro d’arte che è andato affermandosi con le avanguardie storiche del Novecento, in particolar modo in Italia con il Futurismo e in Europa con il Dadaismo sono stati creati questi libri-oggetto. Essi si presentano quasi esclusivamente come degli unicum e si rivelano ora come pitture e segni grafici, ora come sculture o elementi dall’identità ibrida che non prediligono più la trasmissione di un sapere, ma la condivisione di un’idea, di una intuizione, di una storia personale.Libri di artisti eterogenei che hanno estromesso ogni regola nei confronti del libro, dove la carta stampata non è più la protagonista indiscussa ma altri materiali le si affiancano: dalla stoffa al metallo, dal gesso alla colla, dalla sabbia al tufo, dal legno, al marmo, alla plastica. Libri che potranno anche essere sfogliati e letti, osservati e toccati, per poterne percepire la valenza materica. La mostra Librartis nasce come esposizione itinerante, per volontà di Fabio Mazzieri, artista di fama internazionale, già professore e Direttore scolastico presso l’Istituto d’Arte di Siena. Come ci spiega Mazzieri: «per partecipare al progetto Librartis, gli inviti sono stati rivolti inizialmente agli artisti del nostro territorio e, successivamente estesi a tutta Italia; ma ormai le amicizie artistiche sono internazionali e molte hanno inviato i loro libri dall’ Argentina, Cina, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Francia, Georgia, Marocco, Messico, Svizzera e Stati Uniti d’America».Esposta a Siena per la prima volta alla Galleria DIDEE (2012), Librartis è stata in seguito accolta nella Biblioteca Comunale di Chiusi (2013), nel Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga e nella Biblioteca Comunale di Poggibonsi (2014), proseguendo per quattro centri universitari degli Stati Uniti d’America (2016), quali Burger Gallery-Kean University (New Jersey), Northen Kentucky University Art Galleries (Kentucky), Czurles Nelson Gallery at Suny di Buffalo (New York), Kalamazoo Book Arts Center (Michigan). La rassegna, allestita presso la Biblioteca e Fototeca appartenute al professor Giuliano Briganti (1918-1992), segna l’inizio degli eventi dedicati al Centenario dalla sua nascita che si protrarranno, per l’intero anno, con numerosi eventi, mostre e giornate di studio. Tra gli eventi collegati alla mostra, inoltre, incontri con Alessandro Fo, Enrico Cripolti e Fabio Mazzieri.
La mostra è visitabile negli orari di apertura della Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti
lunedì e mercoledì 10.00-13.00 martedì e giovedì 10.00-13.00 e 15.00-17.00

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JonOne: Niente può fermarmi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2018

Roma 17 marzo – 14 aprile 2018 Palazzo Velli – Piazza di S. Egidio, 10 a cura di Giuseppe Pizzuto vernissage 17 marzo ore 18.30 – 21.30 L’artista sarà presente all’opening. “Non ho ricevuto alcuna educazione artistica: all’epoca in cui taggavo i treni a New York, non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei espresso su tela”. Da “vandalo” ad artista insignito della Legion d’onore della Repubblica francese, la carriera di JonOne inizia dai muri di Harlem per poi svilupparsi nelle gallerie di tutto il mondo, da Hong Kong a Zurigo, da Los Angeles a Tel Aviv, da Seoul a Mosca.Non poteva certo mancare Roma: con 20 opere inedite di grande formato appositamente realizzate per l’occasione, si inaugura il 17 marzo “Niente può fermarmi”, la prima personale romana di JonOne, uno dei più importanti artisti contemporanei che fin dai suoi esordi nella natale New York ha saputo coniugare in modo perfetto graffiti ed espressionismo astratto.
La mostra, curata da Giuseppe Pizzuto per Wunderkammern, galleria di fama internazionale che negli ultimi 10 anni ha portato nella Capitale alcuni fra i maggiori esponenti dell’arte contemporanea provenienti da tutto il mondo, è ospitata nella prestigiosa cornice di Palazzo Velli, edificio nobiliare edificato nella prima metà del ‘400 nel cuore di Trastevere, e sarà visitabile fino al 14 aprile.
Di origini dominicane, JonOne (John Andrew Perello, 1963, New York, USA) è nato e cresciuto ad Harlem prima di trasferirsi a Parigi dove attualmente vive e lavora. Fra gli artisti contemporanei più riconosciuti in Francia, JonOne è una figura chiave nel mondo dei graffiti e ha esposto in importanti gallerie d’arte e in prestigiose istituzioni, come nel caso delle mostre collettive “Born in The Street” alla Fondation Cartier e “Le Tag Collection Gallizia” al Grand Palais (entrambe a Parigi nel 2009). L’artista vanta inoltre collaborazioni ad alto contenuto artistico e creativo con aziende del calibro di Guerlain, Air France, Lacoste e Perrier.
JonOne inizia a fare graffiti sui muri del suo quartiere all’età di 17 anni con il nome di Jon156 fondando poi nell’84 il gruppo 156 All Starz, una crew storica di New York. A Parigi trova il grande successo internazionale, nel 2015 riceve la Legion d’onore dalla Repubblica Francese e la sua opera “Liberté, Égalité, Fraternité” viene inaugurata a Palazzo Borbone, sede dell’Assemblea nazionale.ingresso sul modello anglosassone del “pay as you want”: lunedì, martedì, mercoledì
ingresso a pagamento (€ 7,00): giovedì, venerdì, sabato. Orario di apertura: dal lunedì al mercoledì, ore 11-19dal giovedì al sabato, ore 11-21 http://www.palazzovelliexpo.it

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Incontro con l’artista Annalia Amedeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

casina-delle-civetteRoma domenica 14 gennaio alle ore 16.00 presso la presso la Casina delle Civette di Villa Torlonia ci sarà una visita guidata con l’artista Annalia Amedeo e con la psicologa e arte terapeuta Paola Mezzogori nell’ambito della mostra “Annalia Amedeo. Sinestesie, natura, storia, arte” attualmente in corso. Un viaggio attraverso i simboli che si celano dietro le eleganti e preziose opere in porcellana di Annalia Amedeo. Un viaggio personale, ma anche collettivo perché i simboli secondo Jung – il padre della psicologia analitica – provengono dallo strato più profondo della psiche umana, l’inconscio collettivo. L’inconscio è la sede per eccellenza della creatività umana e la creazione artistica passa attraverso un costante dialogo tra coscienza e inconscio. Grazie ad una doppia lettura delle opere – quella dell’artista che ne spiegherà la genesi e quella della psicologa che ne approfondirà i significati simbolici e universali – i partecipanti saranno accompagnati in un percorso che li condurrà attraverso i diversi strati della psiche umana, da quelli più accessibili a quelli più profondi ed arcaici. Per soddisfare quella che Jung definiva una coazione pressoché irresistibile a divenire ciò che si è e per uscire dal proprio isolamento di individuo singolo ed entrare nel corso del divenire eterno.
Nello scenario naturale suggestivo di Villa Torlonia e del museo,scrigno che raccoglie alcune delle più alte espressioni di arti applicate del Novecento, i raffinati lavori in porcellana di Annalia Amedeo si 08 Annalia Amedeo, Angeliche Farfalle # 2Annalia Amedeointegrano coinvolgendo il visitatore in una spirale percettiva che attiva più sensi contemporaneamente. L’artista, con una lunga esperienza di restauratrice di ceramiche che le ha conferito una profonda conoscenza dei materiali e una tecnica artigianale impeccabile, persegue da alcuni anni un proprio percorso artistico, di cui la mostra costituisce un momento di sintesi, presentando per l’occasione oltre cinquanta sculture in porcellana realizzate a partire dal 2012 e nuove installazioni site-specific, in un’interazione costante con lo spazio interno ed esterno.
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Elena Paloscia, è presentata dal Centro Studi per la Storia della Ceramica Meridionale, diretto da Guido Donatone. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura Orario mostra: martedì – domenica 9.00 – 19.00 La biglietteria chiude 45 minuti prima. Biglietto d’ingresso Casina delle Civette: € 6,00 intero; € 5,00 ridotto. La mostra è parte integrante della visita. Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero; € 4,00 ridotto. Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese.

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Festival Remover Roma con Santiago

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

cervantesRoma. Dal 2 ottobre al 2 novembre, per un mese esatto, i luoghi più rappresentativi della cultura spagnola a Roma, la Real Academia de España en Roma, l’Instituto Cervantes e la Escuela Espanola de Historia y Arqueologia en Roma ospiteranno una serie di eventi dedicati alla scoperta della cultura spagnola in tutte le sue forme. Remover Roma con Santiago è il titolo scelto per questa prima edizione che ha come obiettivo quello di far conoscere il lavoro di alcuni dei maggiori artisti che provengono dalle varie regioni spagnole attraverso cui passa il Cammino di Santiago.
Il Festival verrà inaugurato il 2 ottobre con una grande mostra collettiva “Muchos Caminos”, che si terrà presso la Real Academia de España e che vedrà coinvolti sia artisti spagnoli contemporanei che artisti stranieri che hanno legato in qualche modo il loro lavoro al Cammino. Lo stesso giorno, prima dell’inaugurazione della mostra, si terrà un grande concerto di Uxia, considerata una delle esponenti più importanti della musica galiziana, il cui stile si caratterizza per la fusione di musica tradizionale galiziana con il Fado e i ritmi brasiliani.
Tra gli appuntamenti il 29 ottobre si terrà il concerto di chiusura di Maria del Mar Bonet presso la Real Academia de España, con cui l’artista chiude la sua carriera cinquantennale. Il 6 ottobre alla Casa del Cinema l’appuntamento è con Carlos Saura una delle figure chiave della storia del cinema spagnolo, e nell’occasione verrà proiettata la sua nuova opera Jota, de Saura dedicata all’Aragona, sua terra d’origine.
Il 7 ottobre, sempre alla Casa del Cinema, sarà la volta di Oliver Laxe, regista, sceneggiatore e attore riconosciuto e premiato a Cannes e a livello internazionale, che presenterà Todos vòs sodes capitans. Oskar Alegrìa presenterà Emak Bakia baita, documentario dedicato al soggiorno basco di Man Ray, attraverso la ricerca della casa in cui l’artista girò un film d’avanguardia quasi del tutto sconosciuto e che non figura in nessun archivio. Isabel Muñoz, fotografa di fama internazionale, due volte vincitrice del World Press Photo, il cui lavoro si focalizza sullo studio del corpo umano, porterà il documentario Angalia Mzungu, testimonianza di un viaggio che la fotografa ha compiuto in Congo. Tra gli appuntamenti dedicati al teatro il 4 ottobre si terrà Beatus, spettacolo incentrato sull’Apocalisse di Giovanni, con scene cantate tra tradizione popolare e liturgia. Il Festival darà spazio anche ai più piccoli con dei laboratori artistici per bambini curati da Maria Angeles Vila, che guideranno i giovani partecipanti in un viaggio alla scoperta del Camino de Santiago. Tutti gli appuntamenti del Festival inoltre si possono consultare sul nuovo portale http://www.piazzadispagna.es,

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Mostra personale dell’artista Chao Ge

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

Chao GeRoma Dal 27 luglio il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini Via di San Pietro in Carcere ospita la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce, esaustiva antologica dedicata all’artista cinese Chao Ge. (27 luglio – 26 settembre 2017 Orari di apertura: Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30; Venerdì e sabato 9.30 – 22.00; Domenica 9.30 – 20.30 (L’ingresso è consentito fino un’ora prima. Ingresso libero)
Sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, promossa e organizzata da Segni d’Arte in collaborazione con Uniarts, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese. Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge, Professore all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino, condiviso dall’artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi, critico d’arte, editore e direttore responsabile di Segni d’Arte, e da Giancarlo Arientoli, antropologo e art director di Segni d’Arte, la mostra è curata da Claudio Strinati, noto storico dell’arte, e dalla stessa Nicolina Bianchi.
La rassegna propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore, che racchiude in sé due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui è tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande città in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare. In programma fino al 26 settembre EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta attraverso circa 80 lavori, suddivisi in due sezioni (dipinti e disegni), realizzati dal 1987 a oggi, la straordinaria storia creativa dell’artista che evidenzia la maestria con la quale domina le tecniche pittoriche (olio, tempera, disegno su tela) attraverso le quali come ricorda Strinati, egli “si spinge molto avanti nella ricerca del colore, anzi più esattamente nella ricerca del bianco quale sintesi di tutti i colori”. Cultore appassionato del Rinascimento italiano, ritrattista meticoloso e notevole paesaggista, Chao Ge2Chao Ge è l’espressione più piena della propria terra d’origine, quella “terra del cielo blu” così definita per la spettacolare luce che tutto vivifica. Capace di andare a indagare l’invisibile oltre le apparenze, in particolar modo quando si sofferma sugli intensi ritratti umani dove accorpa alla fisicità delle persone quella delle cose, l’artista riversa continuamente sulla tela, con una nitidezza impressionante, le proprie emozioni e lo fa ogni volta che, novello Marco Polo, diventa osservatore e testimone attento dei complessi scenari asiatici. “Qui sta il cuore del continente più vasto e fiero del nostro pianeta: è l’Asia Centrale, secondo la definizione che ne diede un attento studioso proveniente dall’arcipelago nipponico” – racconta il Maestro cinese. “Questa porzione di continente, la cui matrice consiste in vaste lande selvagge, è divenuta un trasmettitore di vita per le civilizzazioni circostanti sulle quali ha infuso sempre nuovi dinamismi. Qui sono nate e cresciute le più antiche espressioni religiose dell’umanità e, a tutt’oggi, questa regione rappresenta l’antenato e la culla di tutte le religioni o, si potrebbe dire, il preannuncio delle civiltà limitrofe. Nel 1999, seguendo la mia immaginazione, ho inteso narrare e descrivere questa parte di continente …”. È tuttavia evidente che, nel momento in cui ritrae paesaggi e temi che riportano alle origini, la sua arte assume quasi la forma del poema epico, “quando poi – come scrive Claudio Strinati nella sua presentazione a catalogo – dietro a certi formidabili ritratti trapelano le stelle o le montagne, si sente chiaro quel sentimento di unione universale che rende i ritratti stessi una sorta di elegia dell’umano in sé”. E questo senso di profonda umanità, per dirla ancora con le parole del curatore, “è forse il valore massimo conseguito da Chao Ge, un pittore che sa parlare sia al cuore sia alla mente, sommo tecnico e autentico poeta”. A proposito del titolo della rassegna Nicolina Bianchi scrive: “Epos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, è narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone così la memoria e la sua essenziale identità, è per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce.” Il catalogo della mostra è edito da Segni d’Arte. Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini: Arthemisia. (foto: Chao Ge)

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“Cracking Danilo Rea”: L’intelligenza artificiale che duetta con l’artista

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

università roma treUn’intelligenza artificiale che analizza ed elabora lo stile di un musicista che improvvisa, per poi duettare con lui. Questo in sintesi è “Cracking Danilo Rea”, progetto realizzato su un’idea di Alex Braga e sviluppato da un team di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria e del Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre riuniti nel nuovo Laboratorio Interdipartimentale di Tecnologie Musicali e Acustica dell’Ateneo. Presentato in anteprima mondiale al National Geographic Festival delle Scienze, il sistema, che presto sarà in tournée con Alex Braga, è concepito per esibirsi su un’improvvisazione live del pianista Danilo Rea, imparando il suo stile – l’apprendimento avviene in real-time – per poi generare una propria interpretazione musicale che andrà ad accompagnare la performance di Rea. Il suggestivo duetto tra Danilo Rea e la macchina, quando debutterà sul palco, sarà arricchito dalla fantasia di Alex Braga, che introdurrà suoni elettronici sulla base della performance del sistema d’intelligenza artificiale.«Il nostro Dipartimento conferma ancora una volta l’interesse alla collaborazione interdisciplinare e a quella con realtà esterne, realizzando attività di ampio respiro che si affiancano a quelli primarie di didattica e ricerca di base», spiega il direttore del Dipartimento di Ingegneria, Paolo Atzeni. «Al progetto hanno collaborato quei ricercatori di Ingegneria che hanno un consolidato know-how nel campo dell’Intelligenza artificiale applicata», aggiunge Alessandro Salvini, ordinario di Elettrotecnica. «L’obiettivo è unire le eccezionali abilità di un musicista che improvvisa a quelle di una macchina che costruisce uno spartito musicale seguendo il “codice umano”. Quest’attività di ricerca vuole capire fino a che punto l’intelligenza artificiale possa confrontarsi con l’improvvisazione umana: un ottimo banco di prova per il neo Laboratorio di Tecnologie Musicali e Acustica che coordino insieme al collega musicista Luca Aversano, coordinatore del Collegio Didattico Dams». Il gruppo di ricercatori, fa capo all’ESTLab (Electrical Science and Technology Lab) di Roma Tre che svolge da anni attività scientifica in cui algoritmi di Intelligenza Artificiale (IA) sono utilizzati e concepiti per applicazioni proprie dell’ingegneria elettrica e elettronica.

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Personale dell’artista madrileno José Molina

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

Jose Molina1Jose MolinaCaserta. La Reggia di Caserta ospita dal 4 maggio al 3 giugno la grande personale dell’artista madrileno José Molina “Paesaggio dopo la battaglia” curata da Lorenzo Canova. La mostra, organizzata da Deodato Arte di Milano, coordinata da Augusto Ozzella, condivisa e ospitata dalla Reggia di Caserta, si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e dell’Instituto Cervantes di Napoli.L’esposizione offre al visitatore un corpus di 30 opere – dipinti, disegni e sculture -, che descrive minuziosamente i linguaggi e i temi cari all’artista e comprende un nucleo di lavori inediti, il ciclo Paesaggio dopo la battaglia, da cui la mostra prende il titolo.Il soggetto della serie è l’uomo con il bagaglio di sentimenti, tensioni, inquietudini che lo caratterizzano e in ogni opera assume sembianze diverse, divenendo la personificazione di uno stato d’animo o di un particolare momento della vita. Una narrazione trasparente, dove convivono ed emerge un senso di speranza e di rinascita, come si osserva nelle opere Il Grande Fratello e La bontà è una caramella dalla quale tutti vogliono strapparne un pezzo, due ritratti in cui le espressività dei visi deformi descrivono i moti interiori rintracciabili non solo nella totalità dell’opera, ma anche nei dettagli degli occhi, delle rughe, nella luce che illumina i volti.
Molina, estremamente attento alla ricerca psicologica e antropologica, sonda l’inconscio e attraverso un personalissimo codice simbolico traduce le pulsioni, gli istinti e compie un viaggio senza tempo che connette passato e presente. I suoi lavori popolati da uomini, demoni, animali, personaggi mitici ed eroi svelano l’identità dell’uomo, ciò che si tende a mostrare e ciò che si è spinti a nascondere. Viene ricomposto un universo fatto da frammenti enigmatici e contrastanti, da soggetti mostruosi e talvolta grotteschi, che ritraggono le innumerevoli sfaccettature dell’umanità.Afferma il curatore della mostra Lorenzo Canova: “L’artista, come un grande romanziere lavora componendo grandi cicli con una lunga e paziente azione che sembra voler costruire una nuova grande ‘Commedia Umana’ composta da capitoli serrati e analitici che attraversano la metamorfica e sfaccettata natura dell’animo umano, i suoi vizi e le sue virtù, in bilico perenne tra peccato e redenzione, tra misericordia e crudeltà”.Lo si evince nelle opere inedite, così come nei cicli storici Predatores, Los Olvidados, Peccati e Virtù, esposti in mostra. In essi la stretta connessione con l’attualità, la politica e il potere sono un passaggio obbligato, rappresentato da un linguaggio metaforico molto forte, come nell’opera Le Formiche II (serie Predatores), dove un uomo saldamente ancorato alla terra con i denti vuole sopravvivere dominando i deboli, o nella tela intitolata Senza cuore, senza occhi (Los Olvidados), in cui un volto senza occhi, trasmette indifferenza, privato della capacità di essere empatico. La serie Los Olvidados si sofferma su figure sconosciute, dimenticate, esseri umani sconfitti, vinti e messi a tacere, inseriti in un contesto dove si privilegiano i peggiori anziché i meritevoli.
Nello sguardo di Molina sul genere umano non manca l’analisi dei peccati e delle virtù, rivisitati in chiave personale e attuale, con esasperazioni di gesti o elementi allegorici che riconducono ai vizi capitali. Così l’Ira è un volto aggrottato con due braccia alzate a pugni chiusi, la Gola diviene il ritratto di un uomo nell’atto di divorare un arto e la Lussuria è rappresentata da numerose lingue che lambiscono il corpo di una donna sdoppiata e coperta da veli leggeri.
Ad essi, nella serie Peccati e Virtù, si aggiungono “nuovi vizi” legati alla società contemporanea fra cui l’indifferenza nei confronti delle responsabilità ben riprodotta nel volto di Un altro giorno in paradiso, e l’avidità di potere ritratta in Il guardiano delle chiavi attraverso una figura dalle sembianze mostruose che sfoggia un’aggressività estrema nel difendere i propri privilegi.L’opera Jose Molina2Pelle fredda ritrae invece chi subisce il peccato e non colui che lo compie, l’uomo rappresentato ha perso tutte le forze e di conseguenza la testa crolla all’indietro in uno stato di totale abbandono.
Un ulteriore approfondimento di queste tematiche è ripreso nelle sculture, realizzate in resina e legno acidificati. Nella serie Morsi l’artista si sofferma nuovamente sul potere inteso come manipolazione e oppressione, in contrapposizione al dialogo e alla comunicazione, quindi bocche, denti e mandibole assumono un ruolo centrale e di forte impatto visivo, ne sono esempio Bunker, Bucefalo e Il Sopravvissuto. Nel gruppo di sculture inedite I feel, caratterizzata da lavori simili a grandi tazze labirintiche con una caratterizzazione umana all’esterno e a spirale all’interno, Molina dona tridimensionalità tattile alle emozioni e agli stati d’animo. Nella scultura Io dubito, che unisce elementi della tradizione egizia, greco-latina e buddista, l’artista mette in luce la possibilità di trovare sempre una via d’uscita anche in situazioni complesse in cui il dubbio pone davanti molteplici scelte.La mostra è accompagnata da un catalogo, in italiano e inglese, edito da Areablu Edizioni. Ingresso mostra compreso nel biglietto della Reggia Appartamenti storici, Parco e Giardino Inglese € 12,00 intero – € 6,00 ridotto Solo Appartamenti Storici (acquistabile quando il parco è chiuso) € 9,00 intero – € 4,50 ridotto La prima domenica di ogni mese Appartamenti storici gratuito Parco della Reggia € 5,00 intero – € 2,50 ridotto – gratis fino a 18 anni. (foto: Jose Molina)

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Personale dell’artista Francesco Bancheri

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

francesco bancheriRoma giovedì 11 maggio 2017 ore 19,30 (11 maggio -14 luglio 2017) Via delle Fosse di Castello 2 (Castel Sant’Angelo-San Pietro) Galleria d’arte Triphè Personale dell’artista Francesco Bancheri. I lavori di Francesco Bancheri testimoniano la linea artistica privilegiata dalla Galleria Triphè: ‘’il figurativo concettuale’’. L’artista utilizza la tecnica del collage ‘’ poetica del frammento’’ che ha lasciato un segno importante ed evidente fin dal 900. Lo stesso Matisse , padre del cut out, utilizzava carta che faceva dipingere prima ai suoi collaboratori per poi applicarla,secondo il suo istinto, sulle tele. Nel caso di Francesco Bancheri, la carta proviene da fonti esterne, talvolta, da opere stesse dell’artista. Da qui si desume come con questa tecnica ad un processo di decostruzione segua un’azione di ricostruzione. L’aspetto della RINASCITA e della RIGENERAZIONE è presente totalmente nelle opere di questo artista, sia in termini di esecuzione tecnica che di contenuti ,soddisfacendo il concetto di eternità, da cui si deduce che francesco bancheri1opera è uguale infinito. La mostra dal titolo RI/CIRCO/LI propone due gruppi di opere idealmente connesse e riconducibili al tema del circo. Al primo gruppo appartengono animali protagonisti dell’arte circense, al secondo gruppo il Colosseo emblema del ‘’panem et circenses’’. Il tutto è reso con una forza coloristica che richiama accenti espressionisti filtrati da un linguaggio che ricorda la Pop Art. In Bancheri questo riferimento rimanda all’idea di un arte che vuole ritornare al territorio; l’utilizzo della carta non è solo quello di un ready made da sfruttare come simbolo di un’immagine consumistica ma, qualcosa di più: i suoi animali e le sue figure sono concrete e non illusionistiche, in quanto non vogliono distogliere l’osservatore dalla realtà, ma suggerire un diverso punto di osservazione nel guardare ciò che ci circonda. Alcune opere di questa serie, delineano nuove figure mentre nel contempo altre compongono immagini astratte. La sintesi nel frammento di carta ,raccoglie in sé , un mondo pieno di spunti e di elementi , sono tutti componenti di una storia che viene scomposta per poi essere ricomposta con un altro significato. La componente dell’imprevedibilità che nasce dal congiungersi dei frammenti cartacei, in Bancheri, inaspettatamente crea nuove forme di vita che si pongono dinnanzi all’osservatore in tutta la loro imponenza.orari: dal martedì al venerdì ( 10.00-13.00/ 16.00-19.00) il sabato (16,00-19,00) (foto: francesco bancheri)

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Apre la sede romana della Galleria TRIPHE’ con la mostra personale dell’artista cinese: Ma Lin

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 marzo 2017

Ma LinMa Lin1Roma venerdì 10 marzo 2017 ore 19,30 (10 marzo-22 aprile 2017) Via Delle Fosse di Castello, 2- Roma (Castel Sant’Angelo –San Pietro) inaugurazione su invito mostra a cura di: Maria Laura PERILLI, con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della R.P. Cinese in Italia. La mostra personale dell’artista MA LIN, patrocinata dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della R.P. Cinese in Italia. Sintetizza un percorso artistico autonomo e peculiare, una sintesi di due linguaggi, figurativo e concettuale, resi con una tecnica frutto della duplice formazione dell’artista presso l’Accademia d’arte di Hubei, in Cina, e l’Accademia di Bologna. L’artista esalta il corpo, i volti e le espressioni per sottolineare la centralità, tutta rinascimentale dell’uomo, unita ad uno status di leggerezza e immediatezza zen, tipico della cultura orientale. In mostra saranno presenti 18 opere, realizzate in gran parte con tecnica mista e installate all’interno di vere e proprie tavole in legno, di provenienza cinese. Sono creazioni che hanno la Ma Lin2capacità di comunicare pensieri profondi, personali e sociali; il linguaggio, solare e stimolante, intercetta un range generazionale ampio che lo rende ancor più interessante ed apprezzabile. Il concettuale, nato negli anni 60 con lo scopo di affermare che l’idea ed il concetto dovevano prevalere sul risultato estetico e sensoriale dell’opera, rischia di scadere in una estetica del disgusto ‘banale ed ovvia’; l’arte figurativa, invece, come semplice rappresentazione della realtà, rischia di essere relegata in una stantia parafrasi del visibile. E’ necessario, quindi, un nuovo percorso in grado di fondere entrambe le correnti superandone contrasti generazionali e di tempo. Le tavole dell’artista, in legno, vogliono rappresentare, anche, una sorta di ponte, di apertura verso ciò che è diverso, con l’intento di educare all’accoglienza, letta come opportunità di crescita, umana e culturale, pur nel rispetto di origini, tradizioni e identità.
Per questo, la scelta della titolare della Galleria, Maria Laura Perilli, di inaugurare un nuovo spazio artistico in Roma, è ricaduta su MA LIN, in quanto ponte artistico dei due linguaggi, figurativo e concettuale, esempio di una vita vissuta per creare sinergia tra Oriente ed Occidente.
Orari: dal martedi al venerdi (10.00-13.00 16.30-19.30) il sabato ( 16,30-19,30) http:// http://www.triphe.it/ (foto:Ma Lin)

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