Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘asili nido’

Istat: asili nido, carico medio 1996 euro a famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Secondo i dati Istat, il carico medio che deve sostenere una famiglia per il servizio di asilo nido è pari, nel 2017, a 1.996 euro. “Asili nido solo per i ricchi. E’ evidente che solo le famiglie benestanti possono permettersi di pagare 2000 euro all’anno per mandare i figli all’asilo. Un costo che ha subito un incremento pazzesco del 27% in appena due anni, da 1570 euro del 2015 a 1996 del 2017″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ovvio, quindi, che il reddito delle famiglie che usufruiscono del nido sia più alto di quello delle famiglie che non ne usufruiscono, 40.092 euro annui contro 34.572 euro e che solo il 13,4% del 20% delle famiglie con redditi più bassi possa usufruirne contro il 31,2% del 20% più ricco, ossia quasi due volte e mezzo in più” conclude Dona.

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Asili Nido – Castelli, “Su asili nido politica strutturale: Cambiamo la faccia del Paese”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Roma – “Con noi al Governo, sia nel Conte 1 che nel Conte 2, si è sempre puntato sul tema degli asili nido, perché questo significa futuro, significa dare stabilità e sostegno alle famiglie che vogliono avere dei figli. Dallo scorso anno abbiamo aggiunto risorse al Fondo 0-6 anni della Buona Scuola, introducendo anche criteri di riparto perequativi per quelle risorse incrementali, che vanno quindi a vantaggio di quelle zone, prevalentemente del Sud, in cui ci sono meno asili nido.In Italia, fino a qualche mese fa, esistevano Comuni a cui venivano date zero risorse, quasi come se in quei Comuni non ci fossero bambini. Questa cosa, che è sempre stato uno scandalo, è una di quelle che abbiamo risolto per prime. Nella Legge di Bilancio 2020, poi, abbiamo inserito un fondo per gli enti territoriali dedicato agli investimenti per la messa in sicurezza, ristrutturazione e costruzione di asili nido. Un fondo da 2,5 miliardi di euro, strutturale, che i Comuni potranno utilizzare per realizzare asili dove non ci sono. Con l’art. 34 del Disegno di Legge di Bilancio, su iniziativa del Governo e del Ministro per il Sud, rafforziamo la clausola sugli investimenti che riguardano il Mezzogiorno e riduciamo i divari territoriali. Nel riparto delle risorse stanziate dallo Stato si applicherà il criterio del 34%, proporzionale alla popolazione di riferimento. Ci siamo impegnati davvero per risolvere un problema annoso, raddoppiando anche il bonus sugli asili nido, che passa da 1.500 a 3.000 euro.Gli investimenti, il raddoppio del bonus ed i nuovi criteri di riparto fanno, come mai negli ultimi venti anni, una politica strutturale su un tema sociale che coinvolge tutte le famiglie e cambia la faccia di un Paese che vuole investire sul futuro”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, nel corso di un video pubblicato su Facebook.

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Castelli: “Raddoppiamo bonus asili nido”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Roma. “Raddoppiamo il bonus degli asili nido, portandolo da 1.500 a 3.000 euro. Noi siamo per politiche strutturali, il raddoppio del bonus è abbinato agli investimenti per fare gli asili nido. Questo è un Paese dove ci sono Comuni con zero asili, come se in quei Comuni non fossero presenti bambini. Adesso abbiamo messo le basi per realizzare asili in tutti i Comuni italiani. Il mondo comincia dai bambini e noi, come Movimento 5 stelle, abbiamo avuto la forza di fare una cosa che mai nessuno aveva fatto. Fino a qualche mese fa c’erano realtà che non ricevevano risorse per gli asili, non sarà più così”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Omnibus.

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Asili nido: Unc, si ad azzeramento rette a famiglie con redditi medio-bassi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

Il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera ha dichiarato che saranno azzerate le rette per la frequenza di asili-nido e micro-nidi a partire dall’anno scolastico 2020-2021 per le famiglie con redditi bassi e medi. “Bene, condividiamo la proposta. No a bonus generalizzati, ma un aiuto alle famiglie con reddito medio bassi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Chiediamo l’azzeramento delle rette almeno per tutte le famiglie con Isee non superiore a 20 mila euro e 1 figlio a carico e poi, via via, uno sconto a scalare per i redditi superiori, fino ad una soglia massima da fissare in accordo con le Regioni” prosegue Dona. “Questo anche per ridurre le disparità territoriali regionali, considerato che, a fronte di una spesa media annua pagata dalle famiglie, per gli asili nidi comunali, secondo i dati Istat, pari, per l’Italia, a 1.995 euro, si fluttua dai 471 euro della Sicilia ai 2.928 euro di Bolzano. A fronte di una compartecipazione della spesa pari al 6% per gli utenti della Sicilia, si sale al record del 26,3% per le Marche” conclude Dona.

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Al primo posto dell’agenda del nuovo governo le misure in favore degli asili nido

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Si tratta dell’impegno a eliminare le disuguaglianze che si formano già nei primissimi anni di vita, accogliendo l’appello che abbiamo lanciato per un piano di interventi immediato in favore della prima infanzia”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttirce dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.In Italia, come segnalato da Save the Children nel rapporto “Il miglior inizio” lanciato sabato scorso, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi che si registrano in regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un nido pubblico. Uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglie economicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell’accedere alla rete degli asili privati non convenzionati.
“L’indagine pilota svolta da Save the Children mostra inoltre come le diseguaglianze educative che possono avere sui bambini un impatto di lunga durata si manifestino molto prima dell’accesso alla scuola dell’obbligo. La povertà educativa va dunque combattuta a partire dai primi anni di vita, attraverso solide politiche di sostegno alla prima infanzia e alla genitorialità, oggi assolutamente carenti nel nostro Paese, evitando che siano proprio i bambini delle famiglie più povere a rimanere esclusi dalle opportunità educative di qualità. Ci auguriamo pertanto che questo punto d’azione del nuovo governo possa trovare immediata attuazione”, ha concluso Raffaela Milano.

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Campidoglio: al via anno educativo nidi

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

campidoglioRoma. Riparte oggi l’attività degli asili nido, all’insegna di alcune importanti novità. Le iscrizioni, e quindi le graduatorie, sono state anticipate rispetto agli anni scorsi di circa un mese, in modo da garantire maggiore programmazione alle famiglie. Viene garantita un’offerta educativa di qualità attraverso personale qualificato, che risulta potenziato da circa 500 nuove stabilizzazioni realizzate.
Sin dall’inizio dell’anno educativo sarà possibile usufruire della possibilità di somministrare ai piccoli il latte materno, dando attuazione ad una delibera approvata dal Assemblea Capitolina. Rafforzata l’integrazione del sistema pubblico-privato grazie all’attività di programmazione, la geolocalizzazione delle strutture sul territorio ed un confronto costante con gli operatori delle strutture private.“Auguro a tutte le famiglie il miglior inizio di anno possibile. Abbiamo organizzato un servizio all’insegna della programmazione e della qualità, assicurando la piena funzionalità del sistema integrato pubblico-privato. Abbiamo messo a punto tutte le misure e gli interventi affinché domanda e offerta si incontrino nel modo più efficace possibile per l’utenza”, spiega la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi.
“Puntiamo su un nido pubblico di qualità, e per fare questo abbiamo già stabilizzato gli insegnanti ed avviato un’ampia attività di formazione per gli educatori, che si traduce in aumento della qualità per i bambini. Siamo ben consapevoli inoltre del ruolo che gioca la scelta di un nido per una famiglia, ed è per questo che abbiamo lavorato per anticipare le graduatorie e garantire quindi alle famiglie maggiori spazi di programmazione”, sottolinea l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.“Abbiamo lasciato a tutte le famiglie piena libertà di scelta. E’ stata inoltre garantita la continuità territoriale, rimuovendo i vincoli del passato: per la prima volta si è potuta presentare richiesta per asili ricadenti in altri municipi rispetto a quello di residenza, o a quello della sede di lavoro di uno dei due genitori, ma anche per convenzionati situati ad una distanza pari o inferiore a 300 metri dalla residenza. Auguro buon anno a tutte le famiglie a buon lavoro a tutti gli educatori e a tutte le educatrici”, evidenzia la presidente della Commissione Capitolina Scuola Maria Teresa Zotta.

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“Istituzione del servizio di conservazione e somministrazione del latte materno all’interno degli Asili nido Capitolini”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

LatteRoma Giovedì 27 aprile alle ore 12.00 Sala del Carroccio – Campidoglio Presentazione della proposta di deliberazione di iniziativa consiliare “Istituzione del servizio di conservazione e somministrazione del latte materno all’interno degli Asili nido Capitolini” La proposta verrà illustrata dalla consigliera Michela Di Biase capogruppo del PD capitolino e promotrice dell’iniziativa Il provvedimento, già esaminato dalla commissione scuola che lo ha approvato all’unanimità, recepisce la richiesta di molte mamme che chiedono di introdurre e favorire la pratica e la diffusione della somministrazione del latte materno all’interno degli asili nido capitolini.
Si tratta di una opportunità per migliorare l’inserimento e l’ambientamento dei bambini nelle strutture a loro dedicate senza che questo diventi un ostacolo per le madri.
Con questo provvedimento si intende peraltro incoraggiare quella che è la normale e naturale alimentazione della prima infanzia così come raccomandato dalla Organizzazione mondiale della Sanità e dalla Conferenza Stato – Regioni.

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Indagine Easynido su alfabetizzazione informatica negli Asili Nido

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

computer-da-tavoloNon c’è dubbio che internet rappresenti ormai un importante supporto didattico per il mondo della scuola, utilizzato per amministrare le attività burocratiche o per semplificare la comunicazione tra docenti e genitori o come strumento per l’insegnamento. Tuttavia, non sempre le scuole italiane sono attrezzate in modo adeguato e, in particolare, per quanto riguarda le Scuole per l’Infanzia, l’Italia è ancora lontana da una vera e propria alfabetizzazione informatica. Secondo un’indagine condotta da HYPERLINK “https://www.easynido.it” Easynido, gestionale in cloud per Asili Nido e le Scuole per l’Infanzia, realizzata con metodo cawi (computer-assisted web interviewing), nel nostro Paese si riscontra una forte resistenza all’informatizzazione dovuta principalmente alla scarsa competenza degli stessi educatori. Sebbene circa il 96% comprende il potenziale di tali strumenti, il 46% dichiara di preferire ancora la carte e la penna per lavorare. Il 3,1% degli intervistati, inoltre, dichiara un’avversione nei confronti dell’informatica percepita come uno strumento che complica e rallenta il lavoro.
Secondo l’indagine di Easynido, è il Centro Italia ad avere il maggior numero di Scuole per l’Infanzia dotate di rete internet, di software gestionali e di computer. Nella classifica delle città con istituti all’avanguardia, Roma è seguita da Napoli e da Milano.
“Sono ancora numerose le figure operanti in ambito educativo restie ad introdurre nuove tecnologie. – Spiega Andrea Salini, Amministratore di iRoma azienda che ha creato il software gestionale per Asili nido e scuole dell’Infanzia – Per questo è necessario sensibilizzarle all’uso delle tecnologie in rete onde evitare un atteggiamento passivo e far comprendere l’enorme potenziale per le attività didattiche e amministrative”.
“Dotarsi di strumenti informatici innovativi come EasyNido – prosegue l’Amministratore di iRoma S.r.l. – consentirebbe agli Asili e alle Scuole dell’Infanzia di risparmiare tempo e di ottimizzare i costi aziendali; molte di queste strutture utilizzano ancora strumenti cartacei per comunicare con i genitori o per i loro registri, la tecnologia in cloud e le app sono il futuro e la scuola Italiana deve dotarsene il prima possibile. I motivi principali per cui non si vogliono adottare nuove tecnologie di solito sono 2: il costo iniziale e il tempo necessario per apprenderne l’utilizzo. Con EasyNido – conclude Salini – abbiamo voluto abbattere entrambi i fattori creando un software intuitivo ad un costo estremamente basso: cento euro all’anno.”
EasyNido è un servizio che si avvale di Amazon Web Services la piattaforma cloud per eccellenza, che garantisce stabilità e sicurezza contro le intrusioni e gli attacchi hacker. EasyNido, infatti, è sviluppato interamente in ambiente di sicurezza SSL, che fornisce crittografia avanzata della transazione di dati con connessione SSL 128bit e scambio di chiavi RSA. Si tratta dello stesso sistema utilizzato per le transazioni bancarie protette su Internet, uno dei sistemi di sicurezza più avanzati disponibili in questo momento.

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Terremoto Roma: Baldassarre, disposta tempestiva verifica in asili nido e scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

A seguito delle scosse sismiche di questa mattina, l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre ha disposto la tempestiva verifica delle condizioni dei nidi di Roma Capitale, delle sezioni ponte di Roma Capitale, delle scuole dell’Infanzia di Roma Capitale, degli edifici scolastici di proprietà capitolina ospitanti scuole statali (sezioni primavera, scuola materna, scuola primaria e secondaria di primo grado), con l’avvertenza di riservare particolare attenzione agli istituti lesionati dal terremoto dell’ottobre scorso. “La Sala Operativa dei Vigili del Fuoco non ha segnalato gravi criticità dopo la prima scossa, avvertita alle ore 10.25, e sia la Protezione Civile capitolina che quella nazionale hanno riferito di non aver ricevuto alcuna segnalazione da parte degli istituti scolastici” dichiara Baldassarre. “Dopo le scosse delle ore 11.14 e delle 11.26, invece, molte scuole, su disposizione dei presidi, hanno disposto autonomamente l’evacuazione dalle strutture secondo quanto previsto dal Protocollo in caso di terremoto. Tra l’altro i Municipi invieranno alle scuole le schede per l’indicazione di eventuali criticità createsi dopo il sisma. La Commissione Stabili pericolanti è comunque già allertata per eseguire immediatamente sopralluoghi” aggiunge.

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Campidoglio, Nidi: al via domande per iscrizioni fuori termine

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2016

Roma. Garantire un più efficace incontro tra domanda e offerta nell’ambito degli asili nido, tramite l’adozione di due misure sperimentali per il biennio 2016-17 e 2017-18. E’ l’obiettivo della delibera approvata oggi dalla Giunta Capitolina. Il primo intervento offrirà un bando annuale aggiuntivo per l’iscrizione ai nidi comunali. Il secondo provvedimento prevede l’introduzione della facoltà, alle famiglie interessate, di presentare domanda fuori termine per l’iscrizione. Nel complesso si mettono così in campo procedure di efficientamento volte ad agevolare l’accesso ai posti eventualmente ancora disponibili al termine delle procedure ordinarie. “Forniamo in questo modo una nuova ed enorme opportunità alle famiglie e, soprattutto, ai loro bambini che potranno sostanzialmente usufruire dell’estensione di un diritto fondamentale”, commenta l’assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità Solidale Laura Baldassarre.

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Codacons su controlli asilo nido

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

“Si stanno pericolosamente moltiplicando i casi di cronaca che vedono maestre arrestate con l’accusa di violenze a danno dei bambini – spiega il presidente Codacons, Marco Maria Donzelli – Da tempo la nostra associazione chiede di installare sistemi di videosorveglianza negli asili che, nel rispetto della privacy, possano vigilare sull’operato del personale scolastico portando alla luce casi di maltrattamenti o di comportamenti scorretti e fungere da deterrente. Non si tratta di rendere le aule un “grande fratello”, ma di introdurre controlli che vadano nell’unica direzione di tutelare i minori. Si rende necessario anche modificare le modalità con le quali si ottengono le autorizzazioni per lavorare con i bambini, prevedendo maggiori controlli e test psico attitudinali. I fanciulli sono piccoli e inermi e vanno tutelati attraverso ogni mezzo a nostra disposizione” – conclude Donzelli.

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Asili nido e servizi abusivi

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

Che in Italia lavoro nero ed abusivismo nell’esercizio delle professioni e dei servizi fossero fenomeni tutt’altro che in via d’estinzione era cosa nota, ma la notizia che dilagassero persino gli asili nido e i “servizi educativi” senza autorizzazioni o addirittura abusivi, suona come nuova e preoccupa non poco. Ed il fatto è anche più eclatante se nella sola città di Rimini, secondo quanto si è potuto apprendere solo di recente in seguito agli accertamenti effettuati, ben quattro su cinque strutture “visitate” dai reparti amministrativi di tale polizia locale non rispettavano la normativa in vigore ed erano sprovviste delle autorizzazioni necessarie, mentre solo una svolgeva il servizio educativo per la prima infanzia (nido) in regola, con personale qualificato, in locali idonei e nel pieno rispetto delle prescrizioni imposte. Inoltre la Polizia amministrativa ha potuto verificare che in altri tre centri, veniva esercitata in maniera abusiva un’attività riconducibile a quella di “servizio educativo”, nonostante i titolari avessero dichiarato di svolgere ed offrire servizi ricreativi per la prima infanzia quali solo per fare degli esempi, i baby-parking e le ludoteche. Secondo la legge quest’ultime attività hanno finalità puramente ricreativa e sono rivolti a bambini di età inferiore a tre anni, che ne fruiscono saltuariamente, con una periodicità massima di due giorni alla settimana ed una frequenza giornaliera non superiore a tre ore. L’essenziale finalità ricreativa di questi luoghi per bambini, gli esenta da particolari requisiti se non quelli di igiene e sicurezza. Inoltre, gli adulti preposti alla vigilanza dei bambini non necessitano della qualifica di educatori ed in questi centri non è possibile somministrare alimenti. Tali prassi, anche alla luce di dati empirici e di segnalazioni sparse qua e là nel Territorio nazionale, ci fanno capire che l’indagine amministrativa avviata sul comune delle riviera romagnola abbia portato in evidenza casi non isolati e che si stia assistendo ad una crescita assai sottovalutata del fenomeno in tutto il Paese . Pertanto, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” non resta che rivolgere un appello ai genitori a verificare puntualmente la sussistenza di tutti i requisiti di legge e regolamentari previsti in capo alle strutture a cui hanno affidato o affideranno i propri piccoli ed alle autorità preposte, a partire dai corpi di Polizia Municipali ed alle ASL ad estendere i controlli sul territorio nella maniera più ampia possibile al fine di garantire la tutela dei minori e la necessità di educarli in ambienti consoni e protetti.

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Stangata: allarme asili nido

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Le  notizie che arrivano sul fronte dei servizi offerti dalle amministrazioni locali sono allarmanti. Le rette per il nido e per le mense stanno avviandosi verso aumenti mostruosi (solo a Roma sono del 35% per i nidi e quasi del 100% per le mense scolastiche. Ma tutti i comuni si muovono nella stessa direzione della capitale con aumenti continui negli anni e che spesso sono a due cifre e vicine al 30%).   Tanti, troppi, comuni d’Italia, sull’onda dei tagli ai trasferimenti statali, stanno perpetrando un vero e proprio scippo ai danni delle famiglie, soprattutto le meno abbienti. E su questo il Forum delle associazioni familiari lancia l’allarme. In periodi di magra tutti devono fare sacrifici. Ma possibile che debbano essere sempre e solo le famiglie con figli a pagare per prime?
Alcune amministrazioni comunali mostrano di essere più sensibili alle esigenze delle famiglia, altre non guardano tanto per il sottile e preferiscono infierire sulle famiglie con figli, pensando (anche non tanto nascostamente) che “tanto li hanno voluti loro, che ci pensino loro a mantenerli (i figli)”. Il tutto senza rinunciare alle luminarie di Natale e a tante spese superflue. «Al governo chiediamo» afferma il presidente del Forum, Francesco Belletti «di non scaricare le proprie esigenze di bilancio su famiglie ed enti locali che a loro volta le scaricano sulle famiglie che, in questo modo, si trovano attaccate su tutti i fronti. Ai Comuni chiediamo di tagliare, in una scelta di priorità, settori diversi dai servizi alle famiglie. Troveranno così nelle famiglie e nelle loro associazioni dei partner pronti a condividere la cura dei propri cari».

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Roma Asili nido: più 4mila posti in 2 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

«Per la prima volta le liste d’attesa degli asili nido sono scese sotto gli 8 mila posti. Allo stato attuale, infatti, i dati ufficiali indicano una lista d’attesa di 7.558 posti, che arriverà a 7.131 con i nuovi 427 posti che saranno disponibili grazie all’apertura, a settembre, dei quattro asili nido pubblici, di via Conti nel IV Municipio, via Perlasca nel VII Municipio, via Romero nell’VIII e di via Serafini nel X, e agli ampliamenti di sei strutture nel territorio del II, VI, X, XI e XIX Municipio, a cui si aggiungeranno  i due nidi in concessione, di via Valcannuta e Selva Nera nel XVIII e XIX Municipio, nel mese di  dicembre 2010».E’ quanto dichiara l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche del Comune di Roma, Laura Marsilio.  «Questo a conferma del forte impegno dell’amministrazione Alemanno che in questi due anni ha creato circa 4mila nuovi posti, di  cui oltre 2mila in più rispetto allo scorso anno educativo scolastico. E’ un risultato importante che ci spinge a proseguire nel percorso di sostegno alle famiglie,  attraverso azioni concrete che rispondono alle primarie esigenze, tra cui la richiesta di servizi per la prima infanzia».  «L’apertura dei nuovi asili nido in concessione, prevista per dicembre del 2010 e nel 2011 – spiega l’assessore – consentirà di rafforzare il sistema integrato tra pubblico e privato. E’ un modo, dunque, per rispondere alle richieste delle famiglie, in linea con quanto già avviato in altre città d’Italia come Milano, Bologna e Firenze, o anche in Comuni più piccoli come quello di Marino, attraverso nuove forme sperimentali di gestione del servizio, diversificate, in alcuni casi in partnership con il privato, che permetteranno di coniugare qualità del servizio e razionalizzazione della spesa. Verrà inoltre garantita la massima tutela del servizio sia con un puntuale sistema di verifica della qualità, che con un costante monitoraggio del progetto educativo, che farà capo al dipartimento Servizi educativi e scolastici del Comune di Roma. Voglio pertanto rassicurare il personale che l’apertura dei nuovi asili in concessione non esclude il mantenimento e l’espansione del servizio pubblico».

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Roma: asili nido ai privati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Saranno 6 gli asili nido dati in concessione ai privati a partire da dicembre 2010: via di Valcanuta nel XVIII Municipio, via Selva Nera nel  XIX, via Flora al V, Torrino 1 e Torrino 2 al XII e via Newton  nel XVI, per un totale di 469 posti. Questi sei nidi sono già costati ai cittadini romani oltre 10 milioni di Euro, mentre altri 5 milioni saranno destinati alla futura gestione che per scelta della Giunta Alemanno verrà affidata ai privati. “Oltre a sprecare soldi pubblici Alemanno decide di affidare la responsabilità educativa ai privati – dichiara Caterina Fida, rappresentante RdB-USB del Comune di Roma – così  la qualità dei servizi all’infanzia del Comune di Roma andrà a farsi benedire definitivamente, saranno più difficili i controlli e ci saranno meno tutele per quei 469 bambini e per le lavoratrici che dovranno accudirli. Queste ultime – prosegue Fida – oltre ad avere stipendi da fame, dovranno seguire un numero imprecisato di bambini grazie ad una delibera di Giunta  (la 209 del luglio 2010), che aumenta il rapporto educatrici/bambino”. Sottolinea la rappresentante RdB-USB : “Nidi e scuole dell’infanzia sono il frutto del lavoro di tante lavoratrici e dell’investimento che i cittadini romani hanno fatto in questi decenni, rappresentando così un bene prezioso per la nostra città che non può essere demolito a favore di una miope e distruttiva logica di mercato. Siamo inoltre convinti che ampliare l’offerta dei nidi comunali a Roma non può trasformarsi in una riduzione delle regole e dei diritti. Per questo, da settembre, RdB-USB ripartirà con una campagna di informazione per le famiglie, che saranno messe a conoscenza dei rischi che corrono i loro bambini con la privatizzazione del servizio, e con una mobilitazione generale del personale dei nidi che coinvolgerà il settore pubblico e quello privato”, conclude Fida.

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Roma: Nuove aperture asili nido

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

«Con questa manovra di bilancio siamo riusciti a trovare le risorse che hanno permesso di non aumentare le tariffe degli asili nido che verranno riviste all’interno del tavolo di concertazione sul quoziente familiare, a rimodulare le tariffe delle mense scolastiche in maniera contenuta ed equa, e al contempo a creare nuovi posti. Questi, permettono di abbattere ulteriormente le liste d’attesa e vanno ad aggiungersi agli oltre 3300 posti già creati in questi primi due anni di mandato. E’ la dimostrazione della grande attenzione verso le famiglie ed i servizi per l’infanzia dell’amministrazione Alemanno, che si sta dimostrando vicina alle esigenze dei cittadini. Ma soprattutto viene messa fine alle strumentalizzazioni che il centrosinistra ha cercato di fare sulla pelle delle famiglie e dei bambini creando infondati allarmismi». È quanto dichiara l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, Laura Marsilio.
Nel mese di settembre 2010 saranno disponibili, infatti, 427 nuovi posti grazie all’apertura degli asili nido pubblici di via Conti nel IV Municipio, di via Perlasca nel VII Municipio, di via Romero nell’VIII e di via Serafini nel X, a cui si aggiungeranno gli ampliamenti di 6 strutture nel territorio del II, VI, X, XI e XIX Municipio. Nel mese di  dicembre 2010 apertura per gli asili nido, in concessione, di via Valcannuta e Selva Nera, rispettivamente nel XVIII e XIX Municipio. Altre quattro strutture saranno pronte nel corso del 2011. Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, invece, disponibili a settembre 525 nuovi posti, tra nuove sezioni e ampliamenti, oltre a 9 sezioni che passeranno da tempo antimeridiano a tempo pieno.

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Gli asili nido della Giunta Alemanno

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

A Roma Sud non apre, per mancanza di personale, l’asilo in via Serafini nel X municipio, ristrutturato e, dallo scorso anno, inserito nel programma di aperture di nuovi Nidi, e non si hanno notizie di due strutture comunali al Torrino. Questo a fronte del taglio di due ore dell’orario del servizio previsto dalla Circolare Marsilio, dell’ancora mancata stipula delle convenzioni con i nidi privati, del blocco della costruzione di cinque nuovi asili nido e di liste di attesa sempre più lunghe, sia per i nidi che per le scuole dell’infanzia, dove non si arriva a  soddisfare un quarto delle richieste. In questo quadro, il presidente dell’8° Municipio Lorenzotti, canta invece vittoria, dichiarando che “al 1° marzo 2010 (grazie alle convenzioni adottate dal comune, tramite il dipartimento servizi educativi e scolastici) tutti i bimbi sono stati accolti nelle strutture formative”. E questo, per la possibilità, data dalla giunta Alemanno, di usufruire di una struttura privata a titolo gratuito (sic!) – pagando solo il servizio della mensa. Ci domandiamo se con una situazione di aggravamento delle difficoltà, come quella che le famiglie vivono nel nostro territorio (tranne, evidentemente, nell’8° Municipio!), con il taglio degli organici comunali, le mancate assunzioni  e il ricorso sempre più massiccio al precariato nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, non si preannunci la volontà del Comune di un definitivo passaggio dalla logica della “sussidiarietà” a quella della totale delega al privato di asili nido e scuola dell’infanzia, soluzione già prefigurata, del resto, nelle recenti dichiarazioni della Presidente Polverini e che trova naturale riscontro nei tagli effettuati dal Ministero nella Scuola dell’infanzia statale. La Cgil Roma Sud, che ha avviato una ricerca puntuale per mettere in evidenza la reale situazione sul proprio territorio, avverte fin da ora che si opporrà con ogni forza a questo disegno, chiamando alla  mobilitazione le lavoratrici e i lavoratori, ma anche pensionate e pensionati, i nonni e le nonne obbligati ad un ruolo di supplenza dalla disperante situazione della scuola dei servizi all’infanzia nella nostra città.

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Roma: cosa non va negli asili nido?

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Roma. “Siamo come da copione, al quale ci ha abituato l’amministrazione Alemanno, alla nuova farsa della politica del risparmio che toglie ai poveri per dare ai ricchi”, dichiara Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli, a sostegno della manifestazione di oggi dei tanti genitori dei bambini iscritti negli asili nido della capitale di fronte al Campidoglio, arrivati ormai allo stremo dopo le continue e numerose richieste di aiuto. “Appare del tutto incomprensibile ed immotivata la decisione che prevede a partire dal prossimo anno per gli asili nido privati convenzionati con il Comune l”orario massimo  dalle 8 alle 16.30. Una chiusura con due ore di anticipo rispetto al tradizionale delle 18.30, con inevitabili disagi per i genitori che, per esigenze di lavoro, lasciano i propri bambini al nido. Le famiglie che avranno bisogno di  farli restare  fino alle 18.30, pagheranno a loro spese perché il Comune, non potrà assegnare le conseguenti risorse umane e strumentali”, aggiunge Bucci. “Una scelta antisociale che pare presagire oscuri panorami, prospettati dal prossimo bilancio, in via di approvazione, che prevedrebbe anche l’aumento della tassa di iscrizione, il tutto motivato dalla necessità di rientrare dalle spese sostenute dai lavori per ultimare o ristrutturare asili nido comunali, finanziati dalla giunta Veltroni”, continua il Consigliere IDV. “Quale logica ha fatto propendere l’amministrazione verso una scelta così impopolare,- si chiede l’on Bucci- invece di procedere all’apertura dei nuovi asili nido capaci di ospitare oltre 600 bambini quali quelli in via Floria nel V municipio, in via Perlasca nel VII municipio, in via Serafini nel X municipio, due strutture comunali al Torrino, un asilo in via Val Cannuta nel XVIII municipio, in via Selva Nera nel XIX municipio e un altro in via Conti nel IV municipio, bloccandone anche la costruzione di altri cinque?” “Quesiti legittimi che si pongono centinaia di famiglie già alle prese con enormi difficoltà economiche, -conclude l’on. Bucci- ai quali si aggiunge anche l’interrogativo legato ai termini previsti per  l”iscrizione, dal 9 marzo all”8 aprile, senza poter conoscere l”elenco aggiornato degli asili nido per municipio con i relativi posti disponibili, dimenticanza che rende impossibile poter presentare la domanda dato che deve indicare gli asili prescelti. Altra incongruenza comunale legata al ritardo della stipula delle convenzioni con i nidi privati,  attiva dal 2003 e, di regola, pronta in febbraio, con la quale gli asili chiedono al Campidoglio l”accreditamento, indicando i posti a disposizione e consegnando l”autocertificazione relativa agli standard sanitari e di sicurezza”.

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Asili nido comunali in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

297 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a circa 3.000€. Tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale, fra difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un’altra provincia, e doppi tra province nell’ambito di una stessa regione.  Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile, di 572€, è più che tripla rispetto a Cosenza (110€) o Roma (146€) e più che doppia rispetto a Milano (232€). E ancora, in Liguria la retta più economica, in vigore a Savona (279€ mese per il tempo pieno) supera la più cara in Umbria (registrata a Perugia e pari a   271€, sempre per il tempo pieno). On line su http://www.cittadinanzattiva.it l’indagine completa, dalla quale si evince come dal 2006 ad oggi la situazione degli asili nido in Italia non sia particolarmente cambiata: il dato di fondo resta sempre l’enorme scarto esistente tra le esigenze delle famiglie e la reale possibilità di soddisfare tali esigenze. L’analisi, svolta dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200€ e relativo Isee di 19.000€. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2007/08 e 2008/09) delle Amministrazioni comunali interessate all’indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana. Preoccupa l’incremento medio delle tariffe: +1,4% rispetto al 2007/08, in linea con l’anno prima (+1,8%), dopo che nel 2006/07 si era registrato un +0,7% rispetto al 2005/06. In particolare, nel 2008/09, ben 34 città hanno ritoccato all’insù le rette di frequenza, e 7 capoluoghi registrano incrementi a due cifre: Oristano (+51%), Ragusa (+29%), Catania  (+20%), Viterbo (+18%), Trapani (+17%), Salerno (+14%), Pistoia (+11%). Rispetto ad un anno fa, gli aumenti medi principali si registrano al Sud (+3,2%) e al Centro (+2,7), a conferma di una  preoccupante tendenza da parte delle città del Centro-Sud ad uniformarsi ai valori delle tariffe del Nord Italia. Dall’analisi di dati in possesso al Ministero degli Interni e relativi al 2007, emerge che il numero degli asili nido comunali sia cresciuto solo del 2,4% rispetto al 2006 (nel 2006 l’incremento fu del 3,3% rispetto al 2005): in media il 25% dei richiedenti rimane in lista d’attesa, un anno fa erano il 23%. La percentuale sale al 27% se consideriamo solo i capoluoghi di provincia. Il poco edificante record va alla Campania con il 42% di bimbi in lista di attesa, seguita da Lazio (36%) e Umbria (35%). Calabria la regione più economica (120€), Lombardia la più costosa (402€). Nella top ten delle 10 città più care, tra quelle che offrono il servizio a tempo pieno, si confermano, rispetto al 2007/08, Lecco, Belluno, Bergamo, Mantova, Sondrio, Treviso,  Cuneo, Pordenone e Vicenza, mentre Udine subentra a Varese. Nella graduatoria delle 10 città meno care, prevalgono le realtà del Centro-Sud. In assoluto, la città più economica risulta Cosenza, seguita da Roma, Chieti e Reggio Calabria.

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Controllo asili nido privati a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

“Non c’è nulla di sbagliato nel voler predisporre azioni di verifica, ma non vorrei che tutto questo servisse da alibi per non affrontare l’annosa questione della difficoltà di accesso alle scuole dell’infanzia gestite dal settore pubblico”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, ha espresso la sua opinione sull’iniziativa di Cristiano Bonelli, presidente del IV municipio di Roma, di approntare una squadra di ispettori da affiancare ai vigili urbani nel controllo qualitativo delle strutture private che forniscono servizi di asilo nido e micronido. “Non tutti possono permettersi di spendere 700 euro per i loro figli – ha continuato l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro – quindi il punto non è se sia giusta o sbagliata la proposta di Bonelli. L’aspetto critico è la carenza di servizi pubblici per i meno abbienti, coloro che non possono permettersi simili esborsi di denaro. I tagli al comparto dell’istruzione pubblica e i sempre più massicci finanziamenti ai plessi scolastici riconducibili a istituti religiosi dipingono un panorama a tinte fosche che mortifica l’idea di stato di diritto solidale, basato sul principio di uguaglianza e di servizio al cittadino. Le scene di genitori che ritinteggiano a loro spese e con le loro braccia le pareti fatiscenti delle aule in cui gli alunni trascorrono la gran parte del tempo sono a dir poco desolanti, oltre che indegne per un paese che dice di appartenere al Primo Mondo”.

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