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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘asilo’

Le domande di asilo dei venezuelani superano quota 400 mila

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

La crisi in Venezuela sta causando un aumento esponenziale del numero di domande di asilo presentate dai suoi cittadini in tutto il mondo. Dal 2014, sono state presentate oltre 414.000 richieste di asilo, quasi il 60% delle quali (248.000) solo nel 2018.Due terzi delle domande di asilo presentate dai venezuelani sono state registrate in America Latina e il resto in Nord America e in alcuni paesi europei.Queste cifre sono fornite dalle autorità nazionali, che sono responsabili della valutazione delle domande di asilo in tutti i paesi della regione e di tutte le questioni relative alla protezione e all’integrazione locale dei rifugiati.L’UNHCR lavora a stretto contatto con le istituzioni nazionali per migliorare i sistemi di asilo, la registrazione e la documentazione, nonché con le organizzazioni della società civile per fornire assistenza umanitaria e promuovere l’inclusione sociale, culturale ed economica dei rifugiati.Nell’attuale contesto di aumento delle domande di asilo da parte dei cittadini venezuelani nei paesi limitrofi, incluse le domande di ex membri del personale delle forze di sicurezza, l’UNHCR ribadisce la necessità di mantenere il carattere civile e umanitario dell’asilo.Il numero di richiedenti asilo rappresenta solo una parte dell’ingente flusso di venezuelani in fuga, che è stimato in oltre 3,4 milioni di persone. Oltre ai richiedenti asilo, i paesi dell’America Latina hanno concesso circa 1,3 milioni di permessi di soggiorno e altre forme di status regolare ai venezuelani, che consentono loro l’accesso ai servizi di base tra cui sanità e istruzione e, nella maggior parte dei paesi, il diritto al lavoro.

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La migrazione verso l’UE e la riforma dell’asilo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Con l’Europa a un bivio in materia di migrazione, il Parlamento europeo in quanto colegislatore svolge un ruolo chiave per spingere per un efficace, decente e umana approccio dell’UE.
In vista di un Consiglio europeo decisiva il 28-29 giugno per le libertà civili, presidente della commissione Claude Moraes (S & D, UK) ha detto: “Il Parlamento europeo continuerà a spingere per una soluzione efficace e umana, che onora i nostri valori europei e le libertà e le libertà l’Unione europea rappresenta. Il nostro approccio alla migrazione è decisiva perché sarà non solo toccare i nostri valori, ma anche pilastri fondamentali della UE, come ad esempio l’area Schengen, che sono in gioco.” I leader europei discuteranno i file chiave della prossima settimana, come l’aggiornamento del regolamento di Dublino e la riforma del sistema europeo comune di asilo (CEAS) nel suo complesso. Border e strumenti relativi alla sicurezza sono strettamente collegate e faranno parte del dibattito anche. Il Parlamento europeo è co-legislatore in questi settori e ha bisogno di essere strettamente coinvolto in questo processo.
Claude Moraes ha detto: “Il Parlamento europeo nel suo ruolo di colegislatore in materia di migrazione, gestione delle frontiere e la sicurezza deve essere incluso fin dall’inizio in tutte le più importanti iniziative a livello di UE da parte degli Stati membri dell’UE. Alla fine il Parlamento europeo avrà la sua voce in ogni iniziativa che diventerà legislativo. Il Consiglio deve astenersi da metodi intergovernativi, e ascoltare i rappresentanti direttamente eletti dei cittadini dell’Unione europea.” Il presidente della commissione per le libertà civili sottolinea che “tutte le iniziative devono essere efficaci, decente e rispettare i diritti umani. Off-shoring non è una soluzione praticabile e umano. Con la riforma del sistema europeo comune di asilo che abbiamo già in tutta l’UE soluzione sul tavolo. Il Parlamento europeo non sarà coinvolto nelle politiche che non funzionano e che sono contro i diritti umani”.

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Condizione dei bambini richiedenti asilo nel Nord Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Nonostante svolgano un ruolo guida a livello mondiale per i diritti dei bambini, i paesi nordici non riescono a fornire piena protezione e servizi ai bambini richiedenti asilo. “Protetti sulla carta? Un’analisi della risposta dei paesi nordici ai bambini richiedenti asilo” (Protected on Paper? An analysis of Nordic country responses to asylum-seeking children), realizzato dall’Istituto di Ricerca Innocenti dell’UNICEF, fornisce un resoconto sugli standard procedurali e legali per i bambini migranti e rifugiati e su quanto siano applicati in Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia. “Protected on Paper?” evidenzia come in tutti e cinque i paesi nordici ci sia una chiara tendenza a dare precedenza alle leggi in materia migratoria rispetto agli obblighi internazionali derivanti dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Il rapporto constata che, nonostante esistano misure legali e procedurali adeguate, carenze nell’attuazione espongono molti bambini a rischi significativi nel processo di richiesta di asilo, e a lacune importanti nei servizi per la protezione, l’assistenza sanitaria e l’istruzione.
Nel 2015 Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia hanno accolto 45.765 minori non accompagnati su un totale di 88.265 minori non accompagnati in tutta l’UE. Il più alto numero è stato registrato in Svezia con 35.250 minorenni non accompagnati, il 40% di tutti quelli registrati nell’UE, seguito da Norvegia con 5.050, Finlandia con 3.045 e Danimarca con 2.125.
Nel 2016 la Danimarca ha avuto 2.390 prime richieste d’asilo da parte di minorenni, la Finlandia 1705, l’Islanda 270, la Norvegia 1225, la Svezia 9.385 su 335 mila totali nell’UE. Nel 2017 la Danimarca ha avuto 1.095 prime richieste d’asilo di minorenni, la Finlandia 1225, l’Islanda 150, la Norvegia 1055, la Svezia 7350 su 160 mila totali nell’UE. Secondo un’indagine del Garante per l’Infanzia in Svezia 1.736 bambini registrati nel paese sono risultati irreperibili tra il gennaio 2014 e l’ottobre 2017, 1.456 di loro risultano ancora non reperibili.
“Protected on Paper?”, commissionato dai cinque comitati Nazionali UNICEF dei paesi nordici, si basa su un’analisi legale dettagliata, sulla verifica delle applicazioni pratiche degli standard procedurali – sia sulle lacune, sia sulle buone pratiche – e su interviste con esperti di diritti dei bambini e di migrazioni nei cinque paesi nordici. Fornisce inoltre raccomandazioni dettagliate su come le tutele procedurali dovrebbero essere rafforzate per rispettare gli impegni internazionali.La custodia legale è un meccanismo di salvaguardia fondamentale per i minorenni non accompagnati e separati; tuttavia, in alcuni casi, esiste un sistema di protezione inadeguato tra la gestione dei tutori e i servizi per l’immigrazione. Le agenzie per la protezione dell’infanzia dovrebbero guidare la definizione di procedure chiare per l’assunzione, la formazione, la supervisione e il sostegno dei tutori.I bambini richiedenti asilo possono avere in generale accesso a cure mediche di base, ma la reale portata dei servizi di assistenza sanitaria disponibili alle famiglie variano ampiamente fra stati e municipalità. Ne risulta che i diritti non sono sempre chiari né ai pazienti né ai medici. In queste circostanze, il crescente fenomeno di problemi di salute mentale fra i bambini soggetti a lunghi periodi di incertezza sul loro status legale, è una questione di primaria importanza.La maggior parte dei sistemi scolastici degli stati nordici sta affrontando l’arrivo di bambini rifugiati dal 2015, ma le barriere legali e amministrative spesso causano un’attesa troppo lunga prima di entrare nel sistema scolastico statale e nei programmi di apprendimento precoce.Ci sono rapporti di bambini richiedenti asilo detenuti, per brevi periodi, anche se le leggi nazionali proibiscono la detenzione di qualsiasi persona sotto i 18 anni, in linea con la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Raccomandazioni per tutti i paesi nordici:
1. Riaffermare la priorità della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza sulle leggi migratorie/d’asilo, e impegnarsi esplicitamente ad applicare le stesse regole e standard utilizzati per tutti gli altri bambini ai richiedenti asilo, per l’intero periodo di permanenza nel paese;
2. Assicurare che le leggi, le politiche e le pratiche stabiliscano la presa in carico di tutti i bambini richiedenti asilo verso le autorità per la protezione dell’infanzia, immediatamente al loro arrivo, e che questo orientamento diventi un elemento integrale del processo di registrazione;
3. Rimuovere tutte le barriere che i bambini richiedenti asilo incontrano per una rapida iscrizione e una piena inclusione alle scuole ordinarie e ai programmi di apprendimento precoce;
4. Assicurare che l’accesso a un’assistenza sanitaria equa, fra cui all’assistenza psicologica, per tutti i bambini richiedenti asilo, serva a integrare i richiedenti asilo nel sistema sanitario nazionale ordinario, nei paesi in cui necessario;
5. In tutti i servizi e le strutture per la protezione dell’infanzia, eliminare ogni requisito di residenza per gli utenti dei servizi, per assicurare che siano accessibili a donne e bambini richiedenti asilo quando necessario;
6. Rivedere i servizi per la tutela legale e stabilire un codice di buone pratiche per assicurare che sia la tutela sia la rappresentazione legale siano disponibili per ogni bambino richiedente asilo immediatamente al suo arrivo. http://www.unicef.it

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Premio 2017 “Asilo Mariuccia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

porta nuova milanoMilano Lunedì 4 dicembre, in occasione del 115° anniversario di nascita della Fondazione Asilo Mariuccia di Milano, si terrà alle ore 17.30 presso la sala degli affreschi della Società Umanitaria di Milano (via San Barnaba, 48) una cerimonia durante la quale verrà conferito il Premio 2017 “Asilo Mariuccia” (“Il Sorriso”, una statuetta di bronzo realizzata dalla scultrice Stefania Scarnati) al Prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, per il suo significativo impegno per la collettività e nella gestione dell’accoglienza.Nell’occasione, la Fondazione Asilo Mariuccia ratificherà anche il proprio gemellaggio con la Fondazione Don Gnocchi, in occasione del 115° anniversario della nascita del beato don Carlo Gnocchi e dello storico Ente milanese. Le due fondazioni collaboreranno inoltre per creare sinergie e progetti concreti di aiuto alle categorie più deboli e bisognose. Saranno presenti il presidente della Fondazione Asilo Mariuccia, gen. Camillo de Milato, e il presidente della Fondazione Don Gnocchi, don Vincenzo Barbante, oltre a Gustavo Adolfo Cioppa, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia; Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali e Servizi per la salute del Comune di Milano; Cristina Tajani, assessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano. La serata sarà presentata da Giusy Laganà.«Nel suo 115° anno di vita – dichiara il Presidente dell’Asilo Mariuccia, Camillo De Milato -, l’Asilo Mariuccia consolida la sua opera di ente socio assistenziale con vocazione alla formazione: accogliamo per dare speranza e un futuro concreto alle nostre assistite, che trovano risposta immediata al bisogno di una casa e subito dopo iniziamo a costruire un percorso di assistenza psicologica e sanitaria, e di accompagnamento al lavoro, partendo proprio dalla loro formazione. Io, il Consiglio di Amministrazione e tutto il personale dell’Asilo Mariuccia, crediamo infatti che non vi sia dignità senza lavoro e che aiutare concretamente le mamme a ritrovare questa dignità, contribuisca a restituire loro fiducia nel futuro. E in questo siamo confortati anche dall’ultimo successo: lo scorso anno abbiamo inaugurato una nuova casa accoglienza che si è già consolidata come realtà di eccellenza». «Questo 115° anniversario, di particolare importanza nella storia di due enti radicati nel cuore dei milanesi e non solo – afferma don Vincenzo Barbante, presidente della Fondazione Don Gnocchi –, non può essere che di buon auspicio al gemellaggio che andremo a sancire. La mission delle due Fondazioni ha molti tratti e valori comuni, magari diversi i modi per realizzarla, ma con un unico scopo: salvaguardare la dignità, la salute, la vita delle persone che soffrono, le più fragili, attraverso l’assistenza, la cura, la riabilitazione, utilizzando anche le soluzioni più innovative che la ricerca scientifica, molto sviluppata nei nostri Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Milano e Firenze, ci offre. Da quasi 70 anni, infatti, la Fondazione Don Gnocchi risponde ai bisogni delle persone in difficoltà che a noi si rivolgono (circa 10mila al giorno nei 28 Centri e altrettanti ambulatori oggi attivi nel Paese), coniugando ricerca scientifica e innovazione tecnologica con i valori di solidarietà e prossimità, fedele all’insegnamento e al lascito del nostro beato fondatore don Gnocchi».

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Dublino: Paese di arrivo non più automaticamente responsabile per domande asilo

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

dublinoIl mandato negoziale sulla riforma del sistema d’asilo dell’UE, redatto dalla commissione per le libertà civili, è stato approvato con 390 voti in favore, 175 voti contrari e 44 astensioni. I deputati potranno ora avviare colloqui con il Consiglio, non appena gli Stati membri avranno concordato la propria posizione negoziale. Le modifiche proposte mirano a porre rimedio alle carenze dell’attuale sistema e a garantire che tutti gli Stati membri accettino la propria parte di responsabilità per l’accoglienza dei richiedenti asilo.
Nel quadro della riforma, il Paese in cui un richiedente asilo arriva per primo non sarebbe più automaticamente responsabile del trattamento della domanda di asilo. I richiedenti asilo verrebbero invece ripartiti tra tutti i Paesi dell’Unione europea e sarebbero ricollocati in un altro Stato membro rapidamente e in maniera automatica.I Paesi UE che non accolgono la propria quota di richiedenti asilo rischierebbero, secondo la proposta dei deputati, di veder ridotto il loro accesso ai fondi UE. Più informazioni sulla posizione del Parlamento sono disponibili in questa nota di approfondimento (EN).
Il regolamento di Dublino è l’insieme di regole dell’Unione europea che determina quale Stato membro sia responsabile del trattamento di una domanda di protezione internazionale. Il diritto di chiedere asilo è sancito dalle Convenzioni di Ginevra, che sono state firmate da tutti gli Stati membri e integrate nei Trattati europei. La decisione della commissione per le libertà civili di avviare colloqui con il Consiglio è stata annunciata lunedì in apertura di sessione a Strasburgo. Poiché più di 76 deputati hanno presentato obiezioni alla decisione prima della mezzanotte di martedì, la votazione sul mandato negoziale è stata aggiunta all’ordine del giorno.

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Dublino: stati membri devono accogliere la propria quota di richiedenti asilo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

dublinoDublino. La commissione per le libertà civili ha approvato le sue proposte per un nuovo regolamento di Dublino, pietra angolare del sistema d’asilo dell’Unione europea, che mirano a rimediare alle attuali debolezze e a creare un sistema solido per il futuro.Il primo paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo. L’attribuzione della responsabilità sarebbe invece basata sui “reali legami” con uno Stato membro, quali la famiglia, l’avervi già vissuto in precedenza o gli studi.In assenza di questi legami, i richiedenti asilo verrebbero automaticamente assegnati ad uno Stato membro dell’UE in base ad un metodo di ripartizione fisso, non appena registrati e dopo un controllo di sicurezza e una rapida valutazione dell’ammissibilità della loro domanda di protezione. Ciò per evitare che gli Stati membri “in prima linea” si assumano una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell’Europa nei confronti delle persone bisognose e per accelerare le procedure di asilo.Gli Stati membri che non rispettano le norme rischiano di veder ridotto il loro accesso ai fondi UE.In questa nota informativa (in inglese) sono disponibili maggiori informazioni sulle proposte del Parlamento.Il progetto di relazione preparato da Cecilia Wikström (ALDE, SE) è stato approvato con 43 voti a favore e 16 contrari, senza alcuna astensione. Il testo costituisce il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con gli Stati membri in seno al Consiglio.
La decisione della commissione per le libertà civili di avviare i negoziati dovrà essere confermata formalmente dalla plenaria durante la sessione di novembre a Strasburgo. Il Consiglio deve ancora approvare il suo mandato.

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Niente asilo a chi non è vaccinato

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Dopo il noto decreto legge n. 73 del 7 giugno 2017 in materia di vaccinazioni, dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, il Ministero della salute ha emanato le circolari, la prima del 14 agosto 2017, che fornisce indicazioni operative su quattro vaccinazioni raccomandate per i minori di età compresa tra zero e 16 anni (anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-pneumococcica, anti-rotavirus) e quella del 16 agosto 2017 con le prime indicazioni operative per l’attuazione del suddetto Decreto che contiene i modelli per l’autodichiarazione e una tabella di ausilio per il controllo dell’adempimento delle vaccinazioni obbligatorie. La norma, viene specificato espressamente, sostituisce le indicazioni fornite con la Circolare 12 giugno 2017. lla luce delle nuove circolari, in particolare quella del 16 agosto, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è opportuno riportare di seguito in sintesi alcune tra le principali le direttive che non mancheranno di riaccendere il già infuocato dibattito tra pro e contro l’obbligo di vaccinazione, con prevedibili ripercussioni anche di natura giudiziale per il probabile tentativo da parte dei contrari di adire la Consulta per la verifica della costituzionalità della normativa. e vaccinazioni sono offerte gratuitamente dalle Asl, in base a specifiche indicazioni del calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita.”La sanzione estingue l’obbligo della vaccinazione – si legge – ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell’infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l’anno di accertamento dell’inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all’adempimento dell’obbligo vaccinale”. Il divieto di iscrizione ai non vaccinati non vale invece per la scuola dell’obbligo. “Diversamente, per gli altri gradi di istruzione, e precisamente per quelli dell’obbligo – si legge sempre nella circolare – la presentazione della documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, scuola secondaria di secondo grado, centri di formazione professionale regionale) o agli esami”. I minori non vaccinabili per ragioni di salute, spiega la nota, sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati. “Inoltre, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie comunicheranno alla ASL, mediante modalità operative decise localmente dalla ASL, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati”.

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Migrazione e asilo: Da eurodeputati, Italia e Sicilia mostrano la via per risposta collettiva Ue

Posted by fidest press agency su domenica, 23 aprile 2017

immigrazione-via-mareA conclusione della visita della commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni del Parlamento europeo in Italia fra il 18 e il 21 aprile 2017, I presidenti della delegazione Juan Fernando Lopez Aguilar (S&D) e Barbara Cudricka (PPE) hanno dichiarato:
“La delegazione ha visitato l’Italia per fare il punto della situazione su come il paese gestisce l’alto numero di arrivi via mare di migranti e rifugiati.
Siamo rimasti colpiti e impressionati dagli enormi sforzi che le autorità italiane – e in particolar modo siciliane, la popolazione tutti gli attori coinvolti nel circuito del soccorso e dell’accoglienza stanno mettendo in atto perché i diritti fondamentali dei migranti e di coloro che richiedono protezione internazionale siano rispettati.
Allo stesso tempo, l’identificazione di chi arriva via mare ha raggiunto tassi vicino al 100%, con enormi miglioramento rispetto al passato.
L’ottima cooperazione fra autorità italiane, agenzie (Frontex, Easo ed Europol) e Ong e l’abnegazone e la disponibilità della popolazione siciliana, però, non sono solo un merito che dobbiamo ascrivere all’Italia: questi aspetti rappresentano un beneficio per l’Unione europea nel suo complesso.Da apprezzare l’impegno che l’Italia sta profondendo per salvare vite umane e allo stesso tempo per rendere la lotta ai trafficanti di uomini sempre più efficace, anche in una situazione di estrema instabilità di alcuni paesi di origine e di transito (la Libia in particolare).
Inoltre, la nuova legislazione approvata dal governo italiano riguardante i minori non accompagnati è, secondo noi, un passo importante nella giusta direzione e siamo ansiosi di vederla all’opera e di valutarne i risultati concreti, soprattutto in un contesto in cui il numero di minori non accompagnati, spesso vittime di tratta, è in costante aumento mentre è in diminuzione l’età media dei minori stessi.
Abbiamo però constatato quanto, visto il carico di responsabilità a cui è sottoposta l’Italia, molte autorità locali siano a corto di risorse sia umane che finanziarie per affrontare la grande sfida posta dall’accoglienza di numeri così alti di arrivi di migranti e rifugiati, e la stessa carenza di risorse affetta anche l’autorità giudiziaria.
Infine, ancora una volta, la nostra visita in Italia ci ha confermato l’idea che l’attuale regolamento di Dublino non funziona e deve essere urgentemente emendato, insieme al pacchetto riguardante l’asilo, ed è quanto il Parlamento europeo sta facendo..
Il bisogno di operazioni di search and rescue su larga scala ci dimostrano l’esigenza di istituire canali legali per i migranti che arrivano in Europa. In questo senso lo schema di resettlement dei migranti direttamente dai paesi di origine deve essere attuato appieno, così come i ricollocamenti concordati fra i ventisette Stati membri.
Per concludere, vogliamo sottolineare come tutto quello che l’Italia sta facendo dovrebbe servire a Richiamare gli altri paesi dell’Unione europea a una più forte risposta collettiva e a una migliore e più giusta ripartizione delle responsabilità in materia di immigrazione.

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Migrazione e asilo: Commissione Parlamento europeo in Sicilia

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

cataniaCatania Conferenza stampa Sala Giunta, Comune di Catania, 21 aprile ore 10.45. La Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento Europeo sarà in visita a Roma e in Sicilia dal 18 al 21 aprile per fare il punto della situazione sulla gestione dei migranti e dei richiedenti asilo da parte dell’Italia, e per visitare il Cara di Castelnuovo di Porto, il porto di Augusta (primo sito in Italia per sbarchi di migranti) e l’hotspot di Pozzallo.
Martedì 18 aprile gli eurodeputati visiteranno l’International Coordination Centre (ICC) di Pratica di Mare e successivamente incontreranno rappresentanti dell’UNHCR, dell’OIM, dell’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) e dell’ARCI (Tavolo Asilo). Seguirà un confronto con Federico Gelli, Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza ed espulsione dei migranti, con la Commissione per i diritti umani del Senato, con Mauro Palma, Garante dei diritti dei detenuti e con Filomena Albano, Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Infine la delegazione incontrerà Domenico Manzione, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno.
Nella mattinata di mercoledì 19 aprile, gli eurodeputati si recheranno al centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto, per poi trasferirsi a Catania dove saranno ricevuti dal Prefetto Silvana Riccio, dal Questore Giuseppe Gualtieri e dal Procuratore Carmelo Zuccaro.
Sempre nel pomeriggio del 19 aprile è previsto un incontro con le Ong (Save the Children, Terre des Hommes e Comunità di Sant’Egidio), a cui parteciperanno rappresentanti dell’UNHCR e del Comune di Catania. In serata gli europarlamentari incontreranno il sindaco Enzo Bianco.
Giovedì 20 aprile la delegazione visiterà il porto commerciale di Augusta e le aree riservate alle operazioni di sbarco dei migranti, per poi entrare nell’hotspot di Pozzallo, dove si terrà un incontro con la partecipazione del Prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi, del Questore Giuseppe Gammino e del sindaco Luigi Ammatuna.
Infine, venerdì 21 aprile, gli eurodeputati si incontreranno con esperti dell’agenzia Frontex, dell’Ufficio europeo per l’Asilo e della Commissione europea presso l’European Regional Task Force (EURTF) di Catania.
La visita si chiuderà con una conferenza stampa, alle ore 10.45, nella Sala Giunta del Comune di Catania.
La delegazione sarà presieduta dalla vice presidente della commissione Libertà Civili del parlamento europeo Barbara Kudrycka (PPE, Polonia) e da Juan Fernando Lopez Aguilar (S&D, Spagna), e sarà composta dai seguenti eurodeputati: Branislav Škripek (ECR, Slovacchia), Jaromír Stetina (PPE, Repubblica Ceca), Miltiadis Kyrkos(S&D, Grecia), Anna Maria Corazza Bildt (PPE, Svezia), e Morten Helveg Petersen (ALDE, Danimarca). Ad accompagnare la delegazione anche i seguenti eurodeputati italiani: Alessandra Mussolini (PPE), Cécile Kashetu Kyenge (S&D), Barbara Spinelli (GUE/NGL) e Salvatore Domenico Pogliese (PPE).

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Al via Protocollo d’intesa Roma Capitale-Prefettura per promuovere volontariato tra rifugiati e richiedenti asilo

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

campidoglioRoma. Al via un Protocollo d’intesa tra Roma Capitale e la Prefettura che consentirà ai rifugiati e ai richiedenti asilo di svolgere attività di volontariato. L’accordo, della durata di un anno, nasce con l’obiettivo di favorire un migliore inserimento nel contesto sociale, promuovendo l’integrazione, una coscienza della partecipazione e il senso civico. Verrà istituito un tavolo tecnico di coordinamento, presso la Prefettura, aperto alla eventuale presenza dei soggetti coinvolti, per curare il monitoraggio, la progettazione delle iniziative a sostegno delle finalità sociali, il dialogo e lo scambio di informazioni, nonché la promozione di strategie d’intervento congiunte e di buone prassi.Le attività potranno essere svolte dai cittadini stranieri che:
-abbiano presentato istanza per il riconoscimento della protezione internazionale presso la competente Commissione Territoriale e siano in attesa dell’esito, oppure siano in attesa della definizione del ricorso in caso di impugnativa della decisione negativa della citata Commissione.
-abbiano espresso la volontà di mettere a disposizione della collettività prestazioni di natura libera, volontaria e gratuita, individualmente o in gruppi, per il perseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale non lucrative indicate da Roma Capitale.
La Prefettura, tramite i responsabili delle strutture ospitanti e i mediatori linguitico-culturali , fornirà adeguate informazioni ai rifugiati e ai richiedenti asilo, sull’opportunità di svolgere attività finalizzate al raggiungimento di uno scopo di utilità sociale e non lucrativo. Il percorso sarà sviluppato da Roma Capitale in sinergia con i Municipi e con le associazioni di volontariato iscritte negli albi ufficiali. La cabina di regia del processo sarà affidata al Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute.Ai volontari sarà assicurato:
-la formazione necessaria affinché possano attendere alle attività previste;
-la dotazione degli strumenti e delle attrezzature di protezione individuale necessarie per lo svolgimento delle attività di volontariato in totale sicurezza e al fine di ridurre al minimo ogni genere di rischio per la propria e per l’altrui incolumità durante lo svolgimento delle attività previste;
-la dotazione di idonei strumenti di riconoscimento, ove obbligatori, dimostranti l’impiego in attività di volontariato/utilità sociale.
-un’adeguata copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi e contro gli infortuni;
-l’adesione, in maniera libera e volontaria, ad un’associazione e/o ad un’organizzazione di volontariato;
-una supervisione di un Referente qualificato dell’Ente gestore del Servizio, al fine di garantire la corretta realizzazione delle attività previste e al contempo assicurarsi che l’attività di volontariato possa rappresentare un utile momento di formazione per il volontario.
“Il processo di inclusione che deve accompagnare i rifugiati e i richiedenti asilo inizia da qui: lavorare per il bene della comunità ospitante, conoscere i luoghi, i tempi, le persone, gli usi. Roma accoglie chi la accoglie e cura chi la cura” ha spiegato la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi. “Stiamo compiendo dei passi per riformare il sistema dell’accoglienza. Oggi grazie a questo protocollo diamo la possibilità alle persone richiedenti asilo di contribuire volontariamente al bene della comunità che li accoglie”, ha sottolineato l’assessora alla Persona, scuola e comunità solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre.

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Un asilo per i bimbi milanesi nel carcere di Opera?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

porta nuova milanoMilano potrebbe avere il suo prossimo asilo nido all’interno del carcere di Opera. Una struttura quasi pronta all’uso è presente nell’istituto ed è stata visionata ieri da Simonetta D’Amico, consigliera comunale PD a Milano insieme a Gianni Rubagotti, iscritto al Partito Radicale e l’avvocato Paola Ponte insieme al Direttore Giacinto Siciliano durante una visita all’istituto organizzata dal Partito Radicale.
“Uno spazio che è stato inaugurato 4 anni fa che è un asilo nido dedicato ai dipendenti del carcere e che è stato però utilizzato solo in parte.” ha dichiarato D’Amico “L’idea che secondo me è da portare avanti è quella di convenzionarlo col Comune di Milano e di poter aprire questo asilo nido anche ai cittadini milanesi.
E’ una struttura bellissima, bisogna visitarla per rendersene conto, e sarebbe una opportunità sia dal punto di vista delle famiglie, perché sarebbe un costo inferiore rispetto a un asilo nido in zona centrale, e per far vivere il carcere sotto un punto di vista diverso”
Lo spazio inoltre è videosorvegliato, dando quindi massime garanzie ai genitori sul comportamento degli educatori presenti, e avrebbe costi molto ridotti per il comune.
La delegazione ha incontrato alcuni dei detenuti che hanno digiunato durante la Marcia per l’Amnistia dello scorso novembre informandoli sullo sciopero della fame di oramai 3 settimane di Rita Bernardini e Lucio Berté per chiedere lo stralcio di alcune norme della riforma della giustizia per garantirne l’approvazione in questa legislatura.
Lucio Berté digiuna inoltre per chiedere il rispetto di una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale lombardo che chiede che la ASL durante le visite nelle carceri controlli anche le cartelle cliniche dei detenuti.
La delegazione ha visitato alcuni dei detenuti anziani, alcuni dei quali ultraottantenni e con forti problemi fisici, un detenuto marocchino su sedia a rotelle in seguito a un ictus e che ha problemi di memoria.
Nell’ottica di rieducare i detenuti attraverso il lavoro sta per essere ampliato il panificio interno del carcere e nella ex-gelateria verrà aperto un pastificio che servirà altri istituti penitenziari.
Grazie anche alla collaborazione con atenei milanesi alcuni detenuti seguono corsi universitari, in generale già dalla loro entrata nell’istituto si cerca di instradare i detenuti verso percorsi formativi. Nella foto: Simonetta D’Amico (PD), consigliere comunale a Milano.

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Oltre 15.500 richiedenti asilo sono stati pre-registrati in Grecia continentale

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

cartina-grecia-centrale-atticaL’8 giugno sono iniziate le operazioni di pre-registrazione su larga scala di richiedenti asilo in Grecia continentale, gestite dal Servizio di Asilo Greco con il sostegno dell’UNHCR. Fino ad ora, oltre 15.500 persone, ospitate in strutture aperte di accoglienza temporanea, hanno ricevuto i documenti di identificazione per richiedenti asilo, con validità di un anno. Questi documenti permettono loro di risiedere in Grecia legalmente e accedere ai servizi mentre la loro richiesta di asilo viene formalmente presentata. Queste procedure aiuteranno ad identificare le persone che sono eleggibili per il ricongiungimento familiare o il ricollocamento in un altro paese membro dell’UE. Inoltre, permetteranno di identificare le persone con bisogni specifici affinché possano essere riferite a organizzazioni adeguate e ricevere assistenza e supporto.Le operazioni di pre-registrazione cercano di rispondere ai bisogni di circa 49.000 persone che sono al momento presenti in Grecia continentale, affinché possano accedere alla protezione internazionale. Le procedure sono rivolte a coloro che sono entrati in Grecia tra il 1 Gennaio 2015 e il 20 Marzo 2016. Queste operazioni sono sostenute finanziariamente dalla Commissione Europea (Direzione Generale – Migrazione e Affari Interni) ed implementate con l’aiuto dell’UNHCR e dell’Ufficio Europeo di Sostegno per l’Asilo (EASO). In aggiunta, l’OIM fornisce informazione sui Programmi di Ritorno Volontario Assistito.L’UNHCR ha supportato queste operazioni guidando a livello tecnico nell’ideazione, pianificazione e preparazione, così come fornendo risorse materiali. L’UNHCR sostiene anche il processo di identificazione delle persone con bisogni specifici e facilita il loro accesso ad una assistenza adeguata. Fra le 15.500 persone pre-registrate fino ad ora, circa 680 minori non accompagnati o separati sono stati identificati e riferiti a EKKA, un’entità governativa specializzata che si occupa di minori non accompagnati o separati.
Alla fine di queste procedure, alle persone pre-registrate sarà dato appuntamento con il Servizio di Asilo per presentare la propria richiesta di asilo e accedere formalmente ai programmi di ricongiungimento familiare e di ricollocamento. Ai richiedenti asilo sarà notificata la data del loro appuntamento via SMS. Per questi appuntamenti sarà data priorità alle persone con bisogni specifici, inclusi i minori separati e non accompagnati.In seguito alla pre-registrazione, sarà necessario ampliare la capacità per finalizzare le registrazioni, esaminare le richieste di asilo e seguire i casi di ricongiungimento familiare e di ricollocamento. In questo l’UNHCR è pronto a supportare le autorità greche.
In considerazione del fatto che aumenta il numero di persone identificate come eleggibili per il ricollocamento, sono necessari una tempestiva implementazione dei programmi e un maggiore numero di posti a disposizione. Al 29 giugno 2016, solo 1.970 richiedenti asilo erano stati ricollocati dalla Grecia, rispetto all’obiettivo stabilito di 66.400.Sarebbe anche opportuno esplorare il reinsediamento per le persone che hanno legami familiari con persone al di fuori dell’UE.
Le operazioni stanno procedendo come previsto, con una capacità di gestione che è stata aumentata fino a circa 700 persone al giorno. La pre-registrazione dovrebbe essere completata entro inizio/metà agosto. Al momento la pre-registrazione sta avvenendo nelle regione dell’Attica e di Tessaloniki e nelle prossime settimane si sposterà in altre parti delle Grecia.

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CIR: Asilo e migrazione in Europa, tutto da rifare

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2016

europa comunitariaIl Consiglio Italiano per i Rifugiati è allarmato dalla Comunicazione della Commissione Europea relativa alla riforma del sistema d’asilo. L’arrivo di quasi 1.5 milioni di richiedenti asilo in Europa nel 2015 ha fatto crollare tutto il Sistema Comune Europeo di Asilo, approvato solennemente meno di 3 anni fa. Di fronte all’incapacità di questo sistema di fornire strumenti efficaci per gestire la più grande crisi di rifugiati in Europa dalla II Guerra Mondiale e a seguito della disperata ricerca da parte dei leader europei di trovare soluzioni ad hoc, la Commissione annuncia oggi un enorme pacchetto di riforme che vuole ridisegnare tutto il sistema asilo. Proposte che vanno ben oltre il Regolamento Dublino e che vanno a ledere i diritti fondamentali di richiedenti asilo e rifugiati, senza affrontare le ragioni della crisi umanitaria che sta coinvolgendo milioni di persone costrette alla fuga. “L’insieme delle proposte tradisce una posizione della Commissione secondo la quale i colpevoli della crisi sono i rifugiati” commenta Christopher Hein portavoce del CIR “ E partendo da questo pressuposto li si vuole punire, istituendo, più di quanto già non sia previsto, strumenti obbligatori per tutti gli Stati membri per facilitare il veloce respingimento alla frontiera, per confinare vita natural durante il rifugiato in uno solo Stato europeo, per limitare i diritti sociali dei richiedenti asilo e dei beneficiari della protezione sussidiaria”. Sul punto cruciale, la riforma del “Sistema Dublino”, il testo rimane invece vago e indica genericamente due opzioni. Nella prima, il sistema rimane in sostanza invariato, con l’aggiunta di una limitatissima redistribuzione dei richiedenti asilo in paesi diversi da quelli di primo arrivo in Europa, ovvero Grecia e Italia, nel caso in cui si verifichi uno straordinario afflusso di richiedenti asilo. Nella seconda, i richiedenti asilo dovrebbero da subito essere redistribuiti, secondo delle quote stabilite per ogni Stato membro, in tutto il territorio europeo con un meccanismo di smistamento, analogo a quello postale. Il vero nodo di “Dublino”, che fallisce perché non viene preso in considerazione il legame della persona con un determinato paese, rimane invariato in entrambe le opzioni . Ancora una volta conta solo il supposto interesse degli Stati, non quello delle persone. È una visione miope: perché è nell’interesse degli Stati facilitare l’integrazione anche grazie all’aiuto di parenti, amici, di comunità già presenti in un paese.
“Se queste proposte veranno trasformate in leggi comunitarie, per l’Italia e il suo sistema d’asilo sarà un disastro” continua Hein. “Per fortuna, nella legislazione italiana fin qui non esistono concetti quali “paesi sicuri di origine”, “paese terzo sicuro”, “procedure accellerate” , concetti che la Commissione adesso vuole rendere obbligatori per tutti gli Stati membri e che restringono enormemente lo spazio di protezione e i diritti dei rifugiati. Inoltre, in Italia, giustamente, i “rifugiati” e i “beneficiari della protezione sussidiaria”, che sono in sostanza i rifugiati di guerra e le vittime di tortura, godono oggi degli stessi diritti. La Commissione intende invece differenziare tra questi due status e creare rifugiati di serie B, riducendo la durata del loro permesso di soggiorno, lasciando le persone nell’incertezza sul proprio futuro attraverso una costante verifica della loro situazione e, quindi, rendendo l’integrazione ancora più difficile con la conseguenza di pesare ulteriormente sui sistemi di acoglienza e sulle procedure d’asilo”.L’altro vero nodo che costituisce in buona misura il motivo della crisi, ovvero il fatto che quasi tutti i rifugiati sono costretti a viaggi illegali per arrivare in Europa, a pagare i trafficanti, a rischiare la loro vita in mare, non viene affrontato in modo innovativo. Aprire vie legali di accesso rimarrà nella totale discrezionalità dei singoli Stati.“È davvero deprimente constatare che in questo documento si propongano regole comuni e obbligatorie solo quando si tratta di imporre misure restrittive, mentre c’è una totale assenza di regole ferree quando si tratta di interventi positivi, in grado di offrire reali soluzioni. Molte delle proposte, inoltre, contraddicono gli orientamenti espressi, anche recentemente, dal Parlamento europeo. La nostra speranza è che il Parlamento costringa la Commissione a rivedere radicalmente le proposte oggi presentate, altrimenti rischiamo seriamente di costruire un sistema che calpesterà i diritti fondamentali dei rifugiati ” conclude Hein.

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Migrazione: un nuovo sistema centralizzato con quote nazionali per le richieste di asilo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2016

migranti1Il sistema di asilo dell’UE per far fronte al numero sempre crescente di arrivi dei migranti non funziona, si afferma in una risoluzione approvata dalla commissione libertà civile, nella quale si propone una revisione radicale delle cosiddette norme di Dublino. I deputati propongono pertanto di istituire un sistema centralizzato per la raccolta e l’assegnazione delle domande di asilo.Tale sistema, che includerebbe quote nazionali, dovrebbe funzionare a partire della prima accoglienza negli “hotspot”, da cui poi i rifugiati dovrebbero essere redistribuiti.La proposta di revisione del regolamento di Dublino III (che determina quale Stato membro è responsabile di vagliare la domande di asilo) è stata approvata in una risoluzione votata in commissione. Il testo, redatto da Roberta Metsola (PPE, MT) e Kashetu Kyenge (S&D, IT) è stato approvato con 44 voti favorevoli, 11 contrari e un’astensione.”La situazione è gravissima. Lo scorso anno, 3771 persone sono annegate nei nostri mari. Quest’anno oltre 450 persone, tra cui 77 bambini, sono morte. Abbiamo il dovere come politici di assicurare che queste persone non siano solo statistiche senza nome. Si tratta di persone reali, con vite vere. Dobbiamo tutti impegnarci a fare meglio – l’indifferenza non è un’opzione. È il momento di agire sotto tutti i punti di vista e questo è ciò che il nostro rapporto richiede”, ha dichiarato la relatrice Metsola.”L’Europa ha bisogno di stabilire un approccio globale alla migrazione basato sul principio di solidarietà tra Stati. È necessario un piano di organizzazione internazionale che permetta a questo principio di essere applicato, così da distribuire in modo equo le responsabilità e mettere al centro del processo il valore della vita e dei diritti fondamentali”, ha aggiunto la relatrice Kyenge.Nel testo è evidenziato come l’attuale sistema europeo di gestione delle domande di asilo non tenga adeguatamente in considerazione le particolari pressioni migratorie affrontate dagli Stati membri alle frontiere esterne dell’UE. I deputati chiedono delle modifiche al fine di garantire equità e condivisione delle responsabilità, solidarietà e tempi rapidi nella presa in esame delle domande.Nel 2015, 1,83 milioni di persone hanno cercato di attraversare irregolarmente le frontiere esterne dell’UE (282.500 nel 2014) e 1,4 milioni di domande di protezione internazionale sono state presentate nell’UE, in Norvegia e in Svizzera, con numeri in costante aumento a partire da aprile.Misure urgenti di ricollocamento e assistenza per Paesi di “primo arrivo” come Italia e Grecia. Nel testo si invitano gli Stati membri ad adempiere ai loro obblighi per quanto riguarda le misure urgenti di ricollocamento in quanto, alla data del 3 marzo 2016, solo 660 su 106.000 richiedenti asilo, e in attesa di essere assegnati da Italia e Grecia agli altri Stati membri, sono stati effettivamente ricollocati.Per quanto riguarda il reinsediamento, i deputati insistono sulla necessità per l’Unione di adottare un “approccio legislativo vincolante”, aggiungendo che, affinché esso sia efficace, si dovrà garantire il reinsediamento di un numero “significativo” di rifugiati in relazione al numero complessivo dei richiedenti asilo nell’Unione.
La commissione per le libertà civili ha inoltre affrontato il tema del funzionamento degli “hotspot”, avanzando la richiesta di assistenza tecnica ed economica agli Stati membri che si trovano a gestire per primi gli arrivi, come Italia e Grecia. Secondo il Parlamento, questi Stati devono poter effettuare la registrazione di tutti i migranti e accettare l’aiuto dell’UE.I deputati hanno evidenziato inoltre la posizione di vulnerabilità dei minori, in particolare di coloro che viaggiano soli, insistendo sull’attuazione di un sistema di protezione rispettoso delle esigenze dei minori, al fine di prevenire abusi e sfruttamento.Nel rapporto si esprime preoccupazione riguardo alla decisione, da parte di alcuni Stati membri, di chiudere le frontiere nazionali o introdurre controlli temporanei: queste misure mettono in discussione il funzionamento stesso della zona Schengen.I nuovi accordi comunitari sulla cosiddetta “riammissione” dovrebbero avere la precedenza su quelli bilaterali tra Stati membri e Paesi terzi. Il Parlamento insiste nel ricordare che i migranti possono essere rimpatriati solamente se il Paese cui sono destinati versa in condizioni di sicurezza.La risoluzione sarà votata nella prossima sessione Plenaria, il 13 aprile, a Strasburgo.

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Immigrazione e richiesta asilo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

ProfughiUn gruppo di profughi composto da giovani provenienti da Nigeria, Ghana e Afghanistan ha improvvisato un sit-in di protesta davanti all’asilo di Vercelli che li ospita per chiedere maggiore velocità delle pratiche di rilascio dei permessi di soggiorno.
«I lunghi tempi di attesa che i migranti sono costretti a subire per conoscere l’esito della loro richiesta d’asilo sono un problema che più volte abbiamo cercato di mettere in evidenza» – ha commentato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte – «Un problema che in parte è stato tamponato dall’apertura della Commissione territoriale di Genova il 13 maggio scorso. È evidente però che il gran numero di arrivi accentua lo stesso la problematica».
Secondo i dati forniti all’assessorato all’Immigrazione della Regione Piemonte dalla Commissione territoriale di Torino le richieste di asilo presentate nel 2014 sono state 3.363, mentre fino al 22 ottobre del 2015 sono state 5.940.
In totale nel 2014 sono state esaminate 1.588 richieste di asilo; di queste 839 domande sono state accolte (251 richieste di Status di rifugiato accolte; 287 richieste di Status di Protezione Sussidiaria accolte; 301 richieste di Protezione umanitaria accolte) e 749 domande di protezione internazionale sono state giudicate inammissibili. Ovvero il 53% delle domande ha avuto un esito positivo e il 47% un esisto negativo. Nel 2015 invece sono state esaminate 1.545 richieste di asilo; di queste 748 domande sono state accolte (244 richieste di Status di rifugiato accolte; 106 richieste di Status di Protezione Sussidiaria accolte; 398 richieste di Protezione umanitaria accolte) e 797 domande di protezione internazionale sono state giudicate inammissibili. Ovvero il 48% delle domande ha avuto un esito positivo e il 52% un esisto negativo. Le principali nazionalità dei richiedenti asilo nel 2014-2015 sono Nigeria (569 richieste), Mali (518) e Gambia (376).
«È difficile fare un’analisi dei numeri che ci sono stati forniti dalla Commissione territoriale di Torino, ma è evidente che, nonostante il grosso numero di migranti giunti in Piemonte negli ultimi mesi, i tempi di attesa negli ultimi dodici mesi abbiano subito una riduzione notevole. Siamo passati dai 2 anni circa previsti nel periodo giugno 2014/maggio 2015, agli 8/9 mesi circa della seconda metà del 2015» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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Nei primi mesi del 2015 133 mila bambini hanno chiesto asilo nell’UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

unicefQuest’anno, fino ad ora, in Europa, bambini e adolescenti costituiscono un quarto di tutti i richiedenti asilo. Secondo gli ultimi dati Eurostat disponibili, nei primi sette mesi del 2015, 133.000 bambini hanno chiesto asilo nell’Unione europea, con un incremento di quasi l’80% dal 2014.Per quanto concerne la situazione in Croazia, si stima che, nel Paese, solo la scorsa settimana, siano entrati 10.000 tra donne e bambini rifugiati e migranti. L’UNICEF ha allestito due unità mobili per la protezione dei bambini e attivato operatori sociali. Le unità mobili che offriranno ai bambini attività ricreative si aggiungono agli Spazi a Misura di Bambino già presenti, dove i minorenni possono rimanere, giocare e ricevere un primo sostegno psicologico.Molti di questi bambini sono esausti, confusi e traumatizzati a causa di faticosi viaggi intrapresi attraverso paesi. Alcuni hanno infezioni virali e sono disidratati. Hanno bisogno di riposare, giocare e di ricevere cibi freschi appena cotti, dato che per mesi hanno mangiato cibi secchi o in scatola.Decine di migliaia di persone in transito hanno trovato strade alternative da quando l’Ungheria ha chiuso il confine con la Serbia lo scorso martedì. Alcuni sono arrivati al nuovo centro di accoglienza allestito a Opatovac, un villaggio al confine con la Serbia, dopo aver viaggiato per settimane in condizioni estremamente faticose. L’UNICEF e i suoi partner sono in prima linea per garantire servizi sanitari a Opatovac e in altri centri di accoglienza in Croazia, dove in media 5.000 persone sono arrivate ogni giorno da martedì scorso. L’UNICEF ha allestito Spazi a misura di Bambino, dove sta distribuendo pannolini, bottiglie d’acqua e informazioni sull’allattamento al seno. L’UNICEF ha distribuito a tutti coloro che sono arrivati in Croazia, informazioni sul pericolo di mine antiuomo nell’area di confine, rimaste dalla guerra dei Balcani negli anni ‘90. Oltre 7.000 volantini in arabo e in inglese sono stati distribuiti al confine – altri dalle unità mobili. Pochi tra i rifugiati che passano attraverso la Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, la Croazia e la Serbia si registrano per chiedere asilo, ma continuano invece il loro viaggio in autobus o in treno, con l’obiettivo di raggiungere l’Europa occidentale e settentrionale. Molti sono in fuga dalle violenze in Siria, Iraq e Afghanistan. La Croazia è uno degli ultimi paesi che vede un improvviso aumento del numero dei rifugiati e dei migranti in cerca di un passaggio sicuro ad ovest e nel nord dell’Europa. Nella Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, dal giugno di quest’anno quasi 90.000 persone – di cui circa un terzo donne e bambini – sono state registrate presso il confine a Gevgelija. In Serbia, durante lo stesso periodo, circa 108.000 persone che attraversano il confine a Presevo sono state registrate. Si stima che i dati reali potrebbero essere più alti del doppio, con un alto numero di persone transitate attraverso entrambi i paesi senza essere state registrate.

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I deputati danno il via libera al trasferimento di ulteriori 120.000 richiedenti asilo nell’Unione europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

parlamento europeoLa proposta urgente di ricollocazione di 120.000 richiedenti asilo provenienti da Italia, Grecia e Ungheria verso altri Stati membri dell’UE ha avuto, giovedì, il sostegno del Parlamento. Le prime misure di emergenza provvisorie per un trasferimento iniziale di 40.000 richiedenti asilo in due anni da Italia e Grecia erano state approvate dal Parlamento il 9 settembre.Il sostegno in tempo record del Parlamento alla proposta della Commissione europea del 9 settembre per la ricollocazione di 120.000 richiedenti asilo invia il chiaro messaggio ai ministri europei per gli affari interni, che si incontreranno nuovamente martedì 22 settembre, che è giunto il momento di agire e di trovare finalmente un accordo su questa seconda proposta di emergenza. La proposta della Commissione prevede che altri 120.000 richiedenti asilo siano trasferiti dall’Italia (15.600), dalla Grecia (50.400) e dall’Ungheria (54.000). Questa cifra si aggiunge al trasferimento iniziale di 40.000 richiedenti asilo, approvato dal Parlamento il 9 settembre e dal Consiglio Giustizia e Affari interni il 14 settembre. Il numero totale di persone da rilocalizzare sale dunque a 160.000.
Il Parlamento ha sostenuto la proposta della Commissione (senza modifiche) con 370 voti favorevoli, 134 contrari e 52 astensioni. Successivamente, ha approvato la risoluzione legislativa con 372 voti favorevoli, 124 contrari e 54 astensioni, nella quale informa il Consiglio che questa approvazione non pregiudica la sua posizione che prenderà successivamente in merito alla proposta che istituisce un meccanismo di ricollocazione permanente, sul quale il Parlamento deciderà su un piano di parità con gli Stati membri.Prima della votazione il Presidente Schulz ha informato l’Aula sulla sua intenzione di inviare una lettera all’attuale Presidente del Consiglio, Xavier Bettel, per chiedere – in nome del Parlamento – fondi comunitari da liberare immediatamente per aiutare i paesi che ospitano la maggioranza dei rifugiati siriani (Libano, Turchia e Giordania).Nel dibattito in plenaria di mercoledì, il ministro lussemburghese per l’immigrazione e l’asilo, Jean Asselborn, intervenendo in nome della Presidenza del Consiglio, ha informato il Parlamento che “ci sarà un cambiamento importante alla proposta iniziale: l’Ungheria non si considera un paese in prima linea e non vuole beneficiare del regime di trasferimento. Il Parlamento europeo deve tenerne conto quando redigerà il suo parere”.Il sistema obbligatorio proposto assegnerebbe i richiedenti asilo agli Stati membri in base alla loro capacità di assorbirli, da calcolare utilizzando seguenti coefficienti: popolazione complessiva (40%); PIL (40%); media dei richiedenti asilo nel passato (10%) e tasso di disoccupazione (10%) (cfr. proposta di relocalizzazione per ogni Stato membro).Gli Stati membri che partecipano al sistema riceverebbero 6.000 euro per persona trasferita, incluso un tasso di prefinanziamento del 50% per consentire alle autorità nazionali di agire molto rapidamente. I paesi dai quali sarebbero trasferiti i richiedenti asilo riceverebbero 500 euro per ogni persona trasferita, per coprire i costi di trasporto.La proposta prevede che – per motivi debitamente giustificati e obiettivi, come un disastro naturale – se uno Stato membro è temporaneamente incapace di partecipare, debba contribuire al bilancio dell’UE fino allo 0,002% del suo PIL. Spetterà alla Commissione valutare i motivi comunicati dal paese e decidere se sia giustificata la sua mancata partecipazione al sistema, per un massimo di 12 mesi.
Il fallimento dei ministri UE per gli affari interni di trovare un accordo per stabilire le modalità di trasferimento di 120.000 richiedenti asilo è stato duramente criticato da una larga maggioranza dei deputati durante il dibattito in plenaria di mercoledì sull’esito della riunione del Consiglio di lunedì. La maggioranza dei membri ha invitato gli Stati membri ad agire congiuntamente e con urgenza, per affrontare la crisi in corso e costruire un sistema di asilo e migrazione europea in grado di funzionare nel lungo termine.

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Seconda edizione del concorso di cortometraggi sul diritto d’asilo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

rifugiatiIl Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) promuove per il 2015 la seconda edizione del concorso per cortometraggi brevi – della durata massima di due minuti – con scadenza prorogata al 30 ottobre, anche a causa dei drammatici eventi che stanno accadendo a livello Europeo. Il bando è pubblicato sul sito del CIR (www.cir-onlus.org) ed è rivolto a tutti coloro che intendono raccontare, con il linguaggio cinematografico e il proprio originale punto di vista, il mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. E’ particolarmente importante la partecipazione dei giovani e delle scuole di cinema.
Vincitori della prima edizione. I vincitori della prima edizione sono stati: Primo premio: La Porta di Giancarlo Loffarelli; secondo premio Travel di Tommaso Papetti e terzo Philomene di Diego Monfredini.(vedili sul sito http://www.cir-onlus.org) I vincitori hanno avuto passaggi televisivi ad Unomattina e su Rainews24. Il concorso ed i corti di alcuni finalisti sono stati presentati a Torino, alla 66° edizione del Prix Italia 2014, il Concorso internazionale della RAI per la radio, la televisione e il web, alla terza edizione del Trevignano filmfest e al Maxxi nel quadro delle iniziative di Wired. Il corto di Loffarelli ridotto alla durata di 30 secondi è passato sulle tre reti nel palinsesto della Rai per il sociale nel mese di febbraio 2015
La giuria. L’iniziativa è sostenuta da personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che fanno parte della giuria e potranno presentare, fuori concorso, dei propri contributi sul tema del diritto d’asilo. La giuria è composta da: Roberto Faenza, Gabriele Lavia, Monica Guerritore, Laura Delli Colli, Silvia Costa, Monica Maggioni, Pasquale Scimeca, Mimma Nocelli, Mario Morcone, Gian Mario Gillio, Giancarlo Loffarelli, Carlo Puca, Andrea Purgatori, Ivan Silvestrini, Walter Veltroni. Della giuria fanno parte anche Roberto Zaccaria, Fiorella Rathaus, Christopher Hein (CIR), oltre ad esponenti del mondo dei rifugiati, dei media e della scuola.
I premi in palio. I tre corti vincitori del concorso otterranno rispettivamente un premio di 1.000/500/300 euro. La premiazione avrà luogo in una serata di raccolta fondi che si terrà nel mese di Novembre a Roma. Lo scorso anno la serata ha avuto grande successo con la partecipazione di oltre 200 persone. Il CIR inserirà i cortometraggi finalisti sul proprio canale e si riserva di adottare i cortometraggi vincitori del concorso per le proprie campagne di comunicazione sociale e di raccolta fondi sui mezzi radiotelevisivi.
Sponsor. Il progetto per i cortometraggi sul diritto d’asilo per il 2015 è per ora sostenuto da Mediterranean Hope progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e dal Rotary E-Club Rom@.it. Il Cir sta proponendo anche ad altri di enti e istituzioni interessate di partecipare all’iniziativa con un concorso alle spese di organizzazione. I sostenitori saranno menzionati nel bando ed in ogni comunicazione attinente al concorso e saranno invitati alla serata finale per consegnare i premi ai vincitori.

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Immigrati e delinquenza

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2015

fuga migranti1“Mentire o parlare senza avere idea delle cose che riguardano il proprio ufficio asserendo che gli immigrati, in proporzione, delinquono meno degli italiani significa che dobbiamo proprio invitarlo a fare un giro negli uffici delle Squadre volanti o, meglio, fuori assieme agli equipaggi”.
E’ il commento secco di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alle parole del Viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, il quale secondo quanto riferito dai media ha affermato: “Statisticamente rispetto agli italiani delinquono meno gli immigrati perché sono più controllati, ovviamente, mi riferisco a coloro che sono inseriti nel circuito dell’accoglienza, migranti in attesa del diritto d’asilo”. Secondo Bubbico è la clandestinità che va colpita perché “è lì che si concentrano con maggiore rilevanza i fenomeni di delinquenza, i traffici più abbietti”. Bisogna dunque partire da questo dato per “offrire un quadro di sicurezza più consapevole”. Ma, secondo il Viceministro, mandare via gli irregolari è difficile perché “non sono identificabili, non ne conosciamo la nazionalità”. “E’ un’analisi – commenta Maccari – che, al di là della conclusione sconclusionata ed infondata, manifesta tutti i limiti di un sistema rispetto al quale denunciamo da sempre carenze e superficialità. A partire dal fatto che il controllo di chi è inserito nel circuito dell’accoglienza grava su Forze dell’Ordine che per numeri e mezzi e per la cattiva predisposizione dei servizi non ce la fanno più; passando per il fatto che la moltitudine di quelli che si parano dietro alla richiesta di asilo non è minimamente filtrata o controllata a monte, come invece dovrebbe essere; fino al problema della clandestinità, che riguarda anche le massedei richiedenti asilo. Quando noi parliamo di problemi legati all’immigrazione, infatti, non ci riferiamo certo ai veri perseguitati ed alle vere vittime di atroci violenze che necessitano di doverosa accoglienza e difesa da parte nostra. Ma il ‘nodo’ è proprio questo, il problema sono i clandestini che entrano nel paese sfuggendo ai controlli e che, anche per via di una legislazione inadeguata e di contromisure poco severe continuano a tornare liberi di fare quel che vogliono anche se e dopo che noi li abbiamo fermati, arrestati o momentaneamente neutralizzati, peraltro a costo di conseguenze pesanti sugli Operatori che vi si imbattono; ed il problema sono anche i numerosissimi ‘aspiranti profughi’ che arrivano nel nostro paese ma rifiutano di farsi identificare, non collaborano e, a loro volta, sono sistematicamente liberi di andare e fare ciò che vogliono con conseguenze altrettanto nefaste per noi e per la cittadinanza, come purtroppo abbiamo avuto modo di constatare in questi mesi, e da anni a questa parte”. “Tutto il sistema della gestione dell’immigrazione non va bene – conclude Maccari -, tutte le iniziative fin qui adottate sono servite per lo più ad ingrassare criminali senza scrupoli che hanno lucrato sulle disgrazie dei veri profughi lasciando loro solo briciole del fiume di soldi dei contribuenti destinato all’accoglienza, e noi non facciamo che correre dietro a tutti: a chi pratica la tratta di esseri umani, a chi arriva e delinque come gli pare, a chi ruba le risorse impiegate in questa macchina infernale, a chi protesta perché non vuole subire i gravissimi disagi dovuti a questo caos generale, a chi protesta perché non vuole stare in Italia, a chi protesta perché vuole starci e avere un trattamento che il Paese non riesce a lontanamente a garantire neppure ai bisognosi in patria… e il tutto, ovviamente mentre la maggior parte di noi continua senza sosta a occuparsi di sbarchi di centinaia di persona alla volta con le quali il circolo vizioso riparte e si autoalimenta, mentre i pochi rimasti si fanno in quattro per presidiare un territorio sul quale, in effetti, anche gli italiani delinquono, eccome. E’ vero – conclude Maccari -, la delinquenza di casa nostra non manca, ma da qui a minimizzare i fenomeni criminali legali all’immigrazione clandestina ce ne passa. Gli immigrati delinquono meno degli italiani? Niente affatto. Noi lo sappiamo bene, lo vediamo ogni giorno e ogni notte nelle nostre strade”. (n.r. A nostro avviso il problema non sta tanto sulla conta di chi più delinque e chi no ma semmai sulla capacità del sistema giustizia, nel suo complesso, di essere credibile. Se a tutt’oggi non si è in grado, e non certo per colpa dei poliziotti che sono l’ultima catena della filiera giustizia, non solo di perseguire chi delinque ma d’imbastire processi e condanne in via definitiva in tempi brevi per dare a tutti la certezza del diritto e di conseguenza essere credibili e il che significa dare fiducia ai cittadini e non lasciare spazio a chi si fa beffa delle leggi)

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Arrivi via mare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 giugno 2014

arriviGinevra – Il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazioale per le Migrazioni, William Lacy Swing, a seguito dell’arrivo di oltre 5.470 migranti in Sicilia lo scorso fine settimana (che ha portato a oltre 50.000 il numero di migranti e richiedenti asilo giunti via mare in Italia nel 2014), si appella affinché si agisca al più presto per evitare altre morti nel Mediterraneo. Anche se grazie all’Operazione Mare Nostrum – avviata lo scorso ottobre e attuata dal Governo Italiano – migliaia di vite sono state salvate, non sempre è possibile evitare i naufragi: ne è un esempio quanto accaduto lo scorso 13 maggio, quando 17 persone sono morte e molte altre sono andate disperse nel corso di un naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia. Inoltre, due giorni fa 2 migranti hanno perso la vita e 3 sono risultati dispersi nel corso di una operazione di soccorso svolta da un mercantile maltese nei confronti di un barcone che trasportava 107 persone. “Il dramma delle morti di migranti in alto mare purtroppo è un fenomeno globale, non solo mediterraneo”, afferma l’Ambasciatore Swing, “E’ di qualche giorno fa ad esempio la notizia della morte di circa 60 migranti eritrei e somali annegati mentre cercavano di attraversare il Mar Rosso per raggiungere lo Yemen.”I migranti rischiano la vita perché sono disperati, e diventano vittime di criminali che si approfittano dei loro drammi. “E’ necessario e urgente che si cooperi in modo più stretto per fermare i trafficanti di persone, che devono essere identificati e perseguiti”, sottolinea il Direttore Generale dell’OIM. “Queste vane morti di migranti e richiedenti asilo rappresentano un affronto per tutte le nazioni civilizzate”, afferma Swing, “Esprimo le mie condoglianze alle famiglie delle vittime e mi appello affinché vengano messe in campo quelle misure necessarie a far diventare queste tragedie solo un ricordo del passato.”“La comunità internazionale deve sviluppare una serie di soluzioni che possano permettere di proteggere i migranti e di difenderne la dignità. Non esiste una sola soluzione che possa affrontare e risolvere le cause di questi flussi misti: occorre agire lungo tutto il percorso migratorio attuando politiche di sostegno a favore dei migranti e di tutti i paesi coinvolti.”
Per questo motivo l’OIM chiede che venga organizzata una conferenza ad alto livello sui flussi migratori, che riunisca i paesi di destinazione, di origine e di transito, insieme a tutte le istituzioni e organizzazioni coinvolte.“Occorre trovare quanto prima delle soluzioni efficaci e complete in grado di evitare altre morti”, conclude Swing. “Sarebbe importante sviluppare canali di entrata legale in Europa per quei migranti in cerca di migliori prospettive di vita e mettere a punto, nei paesi di transito, delle misure ad hoc per fornire un adeguato supporto legale a migranti e richiedenti asilo in cerca di protezione.” (arrivi)

 

 

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