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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘asma’

Asma: nuove raccomandazioni per il trattamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Le nuove raccomandazioni per il trattamento dell’asma preparate dalla Global Initiative on Asthma (GINA) e pubblicate sull’European Respiratory Journal presentano indicazioni in contrasto con anni di pratica clinica. La novità principale infatti riguarda il consiglio a non utilizzare in monoterapia, per motivi di sicurezza, i beta-agonisti a breve durata d’azione, farmaci per il sollievo rapido, che hanno per 50 anni costituito il trattamento di prima linea per l’asma. Le linee guida raccomandano ora che tutti gli adulti e gli adolescenti con asma ricevano un trattamento di controllo che contenga corticosteroidi per via inalatoria, per ridurre il rischio di riacutizzazioni gravi e controllare i sintomi. In particolare per l’asma lieve si raccomanda formoterolo, beta-agonista a lunga durata d’azione, a basso dosaggio al bisogno, e, se formoterolo non è disponibile, un beta-agonista a breve durata d’azione insieme a corticosteroidi per via inalatoria a basso dosaggio. «Il paradosso che dobbiamo spiegare è che un beta-agonista a breve durata d’azione può salvare la vita, ma può anche uccidere» esordisce Helen Reddel, del Woolcock Institute of Medical Research di Sydney, in Australia, presidente del comitato scientifico GINA, presentando le novità al Congresso internazionale della European Respiratory Society 2019. «Fino ad ora, sono stati raccomandati corticosteroidi per via inalatoria a basso dosaggio giornaliero per la prevenzione dell’asma lieve, insieme con la terapia di salvataggio quando necessario, ma pochi pazienti con asma lieve gestiscono l’aderenza a un regime giornaliero. Infatti, una dose bassa giornaliera di corticosteroidi è altamente efficace e riduce il ricovero di un terzo e i decessi della metà, ma l’aderenza va dal 25% al 35% circa. I pazienti preferiscono reagire quando necessario piuttosto che usare la terapia di mantenimento come precauzione e questo aumenta il rischio di morte» afferma Reddel. Uno studio del 1994 ha mostrato che il rischio di morte per asma aumenta drasticamente quando un paziente usa 1,4 nebulizzatori di beta-agonisti per inalazione al mese, e uno studio del 2001 ha dimostrato che l’uso di broncodilatatori nebulizzati o steroidi per via orale ha una probabilità significativamente maggiore di causare morte per asma. Nel 2014, la GINA ha iniziato a chiedere precauzioni, affermando che il trattamento con beta-agonista a breve durata d’azione dovesse essere limitato a pazienti asmatici che presentassero sintomi non più di due volte al mese e senza fattori di rischio per la riacutizzazione, ma si è riservata di valutare ulteriori prove per definire la questione. Nel 2018 uno studio ha mostrato una riduzione del 64% delle gravi riacutizzazioni con la combinazione budesonide più formoterolo, rispetto a terbutalina, un beta-agonista a breve durata d’azione, e un altro studio del 2018 ha concluso che la combinazione budesonide più formoterolo usata al bisogno non fosse inferiore alla terapia di mantenimento con budesonide per pazienti con gravi riacutizzazioni. Da allora, ulteriori studi hanno dimostrato che la combinazione corticosterioidi per via inalatoria e formoterolo al bisogno potesse alleviare efficacemente i sintomi. Un recente lavoro, inoltre, ha mostrato che budesonide al bisogno più formoterolo è superiore a budesonide a basso dosaggio come mantenimento più un inalatore al bisogno, e ha fornito ulteriori prove a supporto delle nuove raccomandazioni. (fonte doctor33)

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Incidenza dell’asma in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

L’asma ha assunto negli ultimi anni caratteristiche di diffusione e gravità preoccupanti, sia in termini di morbilità che di mortalità. In Italia l’l’incidenza dell’asma è pari al 4,5% della popolazione, ossia circa 2,6 milioni di persone e una buona parte dei casi di asma è causata dalla presenza di una o più allergie. L’asma grave invece riguarda fino al 10% della popolazione complessiva di asmatici ed ha un importante impatto sulla qualità di vita delle persone che ne soffrono. L’asma grave attualmente è responsabile del consumo di circa l’80% delle risorse dedicate all’asma e tra i circa 300.000 asmatici gravi italiani, uno su tre è un giovane di età inferiore a 14 anni. Se, l’asma grave, non viene trattata in modo adeguato, può condizionare gravemente la qualità della vita, causando limitazioni dell’attività fisica, disturbi del sonno e assenze dal lavoro o dalla scuola. Nei casi più gravi possono essere necessari frequenti ricoveri in ospedale e, talvolta, le crisi più acute e intense possono mettere a repentaglio la vita dei pazienti, come riportato in occasione dei recenti tragici episodi di cronaca.
Per l’asma grave la soluzione è la medicina di precisione grazie ai nuovi farmaci biologici. Per i pazienti colpiti da asma grave per i quali la terapia inalatoria non funziona adeguatamente sono oggi disponibili farmaci biologici innovativi, che hanno fornito risultati molto positivi ed estremamente rapidi.
“La sfida cruciale per allergologi e pneumologi – osserva il Presidente Musarra – è la fenotipizzazione dei pazienti, cioè una selezione guidata da specifici biomarcatori, che possa consentire una terapia di precisione con il farmaco più adatto a quel determinato tipo di asma. In questo senso il registro è uno strumento importante per raccogliere dati su una vasta gamma di età colmando il divario tra adolescenti e adulti. Identificare i fattori di rischio, aiutando a comprendere gli aspetti epidemiologici e clinici legati alla patologia, fornire nuove informazioni utili per migliorare l’assistenza sanitaria per l’asma e gestire i pazienti secondo la miglior pratica clinica.”

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Asma e BPCO: controlli gratuiti in tutta Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

Campagna di consulenze specialistiche gratuite dal 21 al 25 maggio 2018. L’iniziativa offrirà l’opportunità ai circa 8 milioni di italiani, che soffrono di asma o di BPCO, di effettuare una visita di controllo e ricevere informazioni utili per una migliore gestione della propria malattia presso i circa 50 Centri specialistici distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Promossa da FederASMAeALLERGIE Onlus – Federazione Italiana Pazienti, con il patrocinio della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC) e della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), e con il supporto non condizionato di AstraZeneca, l’iniziativa torna quest’anno con un’importante novità: la BPCO. Sulla scia del successo dell’edizione dello scorso anno, che ha permesso a più di 1.100 pazienti con asma di ricevere consulenze gratuite, la campagna 2018 coinvolge infatti anche le persone con BPCO, una frequente condizione patologica cronica dell’apparato respiratorio che solo in Italia colpisce tra il 6% e l’8% dei soggetti con età superiore ai 40 anni e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica come quarta causa di morte con la previsione che divenga la terza causa entro il 2020.Obiettivo della Control’ASMA&BPCOweek è quello di sensibilizzare pazienti e opinione pubblica sui rischi connessi a due comuni patologie respiratorie, troppo spesso trascurate perché sottovalutate. Basti pensare che solo poco più della metà dei pazienti con asma (56%) assume farmaci in maniera continuativa e regolare, mentre il 44 % evita di prenderli o li sospende o ne cambia il dosaggio senza consultare il proprio medico. Tra i motivi più frequenti di non aderenza alle terapie emerge che il 33% dei pazienti pensa di stare meglio e di non averne più bisogno, il 21% crede che i farmaci servano solo quando si manifesta la difficoltà a respirare, infine il 18% è convinto che la malattia non richieda una terapia così prolungata.
Un problema, questo della mancata aderenza al trattamento, spesso sottostimato sia dai pazienti con asma sia da quelli con BPCO. Nel caso di quest’ultima, la non aderenza alle terapie può portare a riacutizzazioni e a ricoveri ospedalieri. Importante, per questa patologia, è la personalizzazione del trattamento farmacologico che deve essere guidato principalmente dalla gravità dei sintomi e dal rischio di riacutizzazioni, oltre che dagli effetti collaterali, dalle comorbidità, dalla risposta del paziente e dalla sua capacità di usare i diversi inalatori per il rilascio dei farmaci. Quelli broncodilatatori a lunga durata d’azione, che anche in associazione con corticosteroidi per via inalatoria sono in grado di contrastare la ostruzione bronchiale al flusso dell’aria, sono i farmaci di scelta nel trattamento della BPCO. Differente è la questione quando si parla di asma, patologia per cui l’uso dei broncodilatatori a breve durata di azione (SABA) necessita di un’inversione di marcia.Oltre all’importanza di seguire le raccomandazioni del medico o specialista per tenere sotto controllo la patologia ed evitare che peggiori drasticamente attraverso l’uso di farmaci, fondamentale per asma e BPCO è un corretto e sano stile di vita. La BPCO è causata dalla inalazione di particelle nocive, soprattutto fumo di sigaretta, che causano infiammazione cronica con meccanismi diversi. Oltre al fumo, l’inquinamento, le esposizioni professionali e le infezioni respiratorie rappresentano i principali rischi per l’insorgenza della BPCO.
Per l’asma, pur essendo lo sforzo fisico uno dei principali fattori scatenanti le crisi respiratorie, non è necessario vietare alcuna attività sportiva. Al contrario, l’attività sportiva dovrebbe far parte del programma terapeutico delle persone asmatiche, in particolare di coloro i quali manifestano i sintomi durante lo sforzo (asma da sforzo). È infatti dimostrato come un allenamento costante aiuti a potenziare la muscolatura, inclusa quella respiratoria, favorendo in questo modo la funzione polmonare. Anche in questo caso, come per la BPCO, seguire scrupolosamente le indicazioni del medico e in particolare la terapia prescritta consentirà di svolgere l’attività fisica senza conseguenze per la propria salute.
Sono circa 50 i Centri specialistici di Pneumologia o Allergologia distribuiti su tutto il territorio nazionale in cui sarà possibile, per quanti abbiano già ricevuto una diagnosi di asma o BPCO, effettuare una visita di controllo gratuita. Per accedervi, i pazienti avranno a disposizione un Numero Verde (800 62 89 89), attivo fino al 25 maggio dal lunedì al venerdì (09.00- 13.00/14.00-18.00), tramite cui è possibile prenotare la propria visita di controllo gratuita per una valutazione dello stato della malattia e ricevere informazioni utili alla sua gestione. A supporto dell’iniziativa, inoltre, il sito internet http://www.controlasmabpcoweek.it e una pagina Facebook http://www.facebook.com/controlasmabpcoweek dove poter trovare indicazioni e approfondimenti.

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Asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva: quali farmaci?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 ottobre 2017

farmaciLe malattie respiratorie croniche, in particolare asma e BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), sono tra le principali cause di morbilità e mortalità e si prevede un trend in crescita per i prossimi anni. I dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità stimano che attualmente centinaia di milioni di persone soffrono di malattie respiratorie croniche:
– circa 300 milioni per l’asma
– 80 milioni con BPCO di grado moderato o grave
– altri milioni soffrono le conseguenze di BPCO lievi, riniti allergiche e altre patologie respiratorie croniche
Quali terapie utilizzare in questi pazienti? Cercherà di dare una risposta il Simposio internazionale “Pharmacology and therapeutics of bronchodilators” in programma dal 19 al 21 ottobre a Palazzo Brancaccio, Viale del Monte Oppio 7, Roma, organizzato dall’Università di Roma Tor Vergata e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Da farmaci utilizzati per ridurre i sintomi delle malattie respiratorie, i broncodilatatori hanno beneficiato della ricerca scientifica e oggi sono considerati un elemento essenziale nel trattamento delle patologie. Durante il simposio gli esperti, italiani e internazionali, descriveranno la farmacologia dei broncodilatatori, quando usare un farmaco a lunga azione oppure uno a rapido effetto, in quali dosi e con quale frequenza, il rapporto tra broncodilatatori e attività fisica, senza dimenticare il problema del doping negli atleti, l’utilizzo di questi farmaci negli anziani, gli effetti dei broncodilatatori sul sistema cardiovascolare.

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Calcio benefico per le ossa, ma possibile responsabile di crisi asmatiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

proteinaIl ruolo che il calcio ha per la salute è ben conosciuto, meno nota è la funzione del recettore sensibile al calcio (CaSR), una proteina che regola l’equilibrio del calcio all’interno di diversi organi, prima di tutto all’interno delle ossa. Il CaSR però regola il calcio anche in altri sistemi cellulari, e tra i meglio studiati si segnala quello delle cellule paratiroidee. Nel rene l’attivazione del CaSR contribuisce a influenzare non solo il trasporto del calcio, ma anche quello del sodio e dell’acqua. A livello gastrointestinale la stimolazione del CaSR è legata a un aumento della secrezione gastrica. E secondo un recente studio, maggiori livelli di CaSR negli asmatici provocano un rapido aumento del calcio presente nel tessuto polmonare, un fenomeno che causa uno spasmo delle vie aeree e l’insorgenza delle crisi asmatiche.
Saranno questi alcuni temi trattati durante il simposio dl titolo “The calcium sensing receptor (CaSR)” organizzato da Università di Firenze, Università di Vienna, Università di Oxford e Università della California, e promosso dalla Fondazione Internzaionale Menarini. Il simposio, in programma dall’11 al 13 maggio 2017 a Palazzo Ximènes Panciatichi, via Borgo Pinti 68a, Firenze, unisce specialisti di differenti discipline che studiano la biologia molecolare e la fisiologia dei recettore sensibile al calcio (CaSR).(Fonte: Fondazione Internazionale Menarini)

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Terapie su misura contro l’asma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

asma-bronchialeAnche nelle malattie respiratorie il futuro è la medicina personalizzata. Gli esperti già oggi hanno la possibilità di distinguere diversi tipi di asma, capire grazie a test innovativi quali differenti proteine infiammatorie sono responsabili della malattia e di conseguenza quale terapia mirata deve essere somministrata per ogni singolo paziente. La conferma giunge dal primo meeting internazionale dal titolo “Focus on upper & lower airways disease”, appena concluso a Genova e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «L’asma è un target della medicina personalizzata da quando abbiamo la possibilità di selezionare i pazienti utilizzando i biomarcatori» spiega Giorgio Walter Canonica, Presidente del congresso, Docente di Asma e Allergia Clinica al Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Humanitas di Rozzano, Milano e al Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Genova. «Grazie ai biomarcatori possiamo identificare il meccanismo che provoca la malattia in un determinato paziente. Con una diagnosi precisa la medicina personalizzata può garantire diversi vantaggi: la scelta della terapia più efficace e dell’inalatore più appropriato per ogni paziente; lo sviluppo di una rete tra centri di riferimento qualificati per gestire i pazienti con asma severa; lo sviluppo di farmaci biologici come nuovo approccio terapeutico nei pazienti con asma severa».
Sono diversi i test diagnostici che possono aiutare nella differenziazione dei pazienti con asma, alcuni già disponibili, e altri nel prossimo futuro. Tra questi le tecniche di imaging come l’imaging ottico in vivo con sonde fluorescenti degli infrarossi vicini per monitorare l’infiammazione del tessuto polmonare. Per valutare i cambiamenti del tessuto polmonare dovuti all’asma, i ricercatori hanno usato anche la tomografia micro-computerizzata. Anche un semplice esame del sangue potrebbe diventare uno strumento estremamente efficace per guidare le cure in chi soffre di asma, grazie alla conta degli eosinofili. «Sono cellule infiammatorie che si trovano nel sangue circolante e nei diversi tessuti e la cui quantità si correla all’intensità di alcune malattie polmonari e delle vie aree, prime fra tutte l’asma» precisa Canonica. «Quindi arrivare a contare gli eosinofili potrebbe aiutare a individuare i pazienti a maggior rischio di riacutizzazione di queste patologie e di conseguente decadimento funzionale nonché a impostare una terapia ad hoc caso per caso. Il numero degli eosinofili è facilmente acquisibile da un esame del sangue, molto meno oneroso della ricerca che potrebbe essere fatta anche sull’espettorato. Si qualificano quindi, per queste patologie respiratorie, come un biomarcatore a basso costo e in grado di discriminare i pazienti più esposti a complicanze, ma anche di migliorare la sintomatologia respiratoria impostando terapie personalizzate con una ricaduta positiva, in termini di risparmio, per il sistema sanitario nazionale».
Per quanto riguarda le terapie, sono in corso di sperimentazione diversi anticorpi monoclonali, i cosiddetti farmaci biologici, che consentono di bloccare in maniera totalmente selettiva alcuni mediatori responsabili dell’infiammazione. È già a disposizione l’anticorpo anti-IgE e sarà presto disponibile l’anticorpo anti interleuchina 5, proteina infiammatoria secreta da cellule del sistema immunitario. Si tratta del primo di una serie di farmaci biologici che rivoluzioneranno la terapia dell’asma, consentendo l’intervento farmacologico a diversi livelli del meccanismo che scatena i sintomi della malattia e dando così allo specialista altrettante armi per una terapia personalizzata. «Se infatti questo farmaco dà buoni risultati nei casi in cui il meccanismo della malattia è sostenuto proprio da questa specifica molecola, i prossimi farmaci “intelligenti” saranno quelli mirati contro altre molecole coinvolte in altre forme di asma grave, come l’interleuchina-4 o l’interleuchina-13» aggiunge Canonica. «Si tratta di farmaci specifici in grado di spegnere gli interruttori molecolari responsabili di diverse tipologie di asma grave: questi farmaci inoltre, essendo del tutto simili agli anticorpi umani, non determinano alcuna risposta negativa nel sistema immunitario. La loro azione selettiva consente efficacia senza significativi effetti collaterali, perché mirano a cause precise della malattia, che però devono essere riconosciute in ciascun paziente, per poter prescrivere a ognuno il farmaco più adatto al suo caso». Per raggiungere questi obiettivi è stato creato il Progetto SANI – Severe Asthma Network Italy, un network di centri di eccellenza nella cura dell’asma grave diffusi su tutto il territorio nazionale, selezionati sulla base di precisi requisiti definiti dalle più rigorose linee guida internazionali, ciascuno dei quali deve garantire la presenza di adeguate risorse strumentali e conoscenze clinico-scientifiche. L’elenco dei centri è consultabile sul sito http://www.sani-asma.org.

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La genetica per vincere le malattie nei bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2015

bolognaBologna 19 e 20 novembre Biblioteca dell’Archiginnasio in Piazza Galvani 1 a Bologna simposio internazionale “The impact of genomic deep sequencing on paediatric research and clinical practice”
Le innovazioni raggiunte grazie alla ricerca genetica hanno determinato notevoli benefici nella medicina pediatrica. Ne sono un esempio gli argomenti in programma da parte degli esperti provenienti da tutto il mondo. Essi parleranno di come la genetica ha cambiato la diagnosi e la terapia nelle malattie rare nel bambino, nell’asma, nel diabete e nell’obesità, nelle malattie reumatiche, nelle leucemie e altro ancora.
Il Simposio è organizzato dall’Unità Pediatrica dell’Ospedale Sant’Orsola – Università di Bologna e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. La partecipazione è aperta a tutti i medici, è gratuita e assegna crediti formativi ECM.

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Tre terapie in fase di sperimentazione sull’asma

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 maggio 2015

Teva_PharmaceuticalGerusalemme “La Conferenza Internazionale ATS 2015 ha offerto a Teva la possibilità di mostrare alla comunità scientifica le evidenze per tre delle nuove, o in fase di sperimentazione, terapie sull’asma,” dichiara Tushar Shah, MD, Senior Vice PResident, Teva Global Respiratory Research and Development. “Le tre scoperte evidenziano il rilevante progresso che è stato fatto per ampliare ulteriormente il nostro portfolio in ambito respiratorio attraverso lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche che vanno incontro a esigenze, sino a ora insoddisfatte, dei pazienti.
I dati che sono stati presentati includono uno studio di Fase III che ha analizzato la funzionalità, l’affidabilità, la sicurezza e la soddisfazione generale dei pazienti di ProAir® RespiClick (albuterolo solfato), polvere inalatoria. Il farmaco ha ottenuto l’approvazione da parte della Food and Drug Administration Statunitense nel marzo 2015.ProAir® RespiClick è ora disponibile soltanto negli Stati Uniti, dove è indicato per il trattamento o la prevenzione della malattia ostruttiva reversibile delle vie aeree e per la prevenzione del broncospasmo indotto da attività fisica nei pazienti dai 12 anni in su.Ulteriori dati di Fase III, che sono stati presentati come late-breaking abstract, evidenziano, da prime analisi, l’efficacia e sicurezza della terapia con reslizumab, anticorpo monoclonale anti-interleuchina-5 (IL-5), in pazienti con asma ed elevati livelli di eosinofili nel sangue. Un terzo abstract ha presentato dati relativi a uno studio sul range di dosaggio del fluticasone propinato multi-dose, polvere inalatoria secca (MDPI) in pazienti adolescenti e adulti con asma.I seguenti dati sono stati presentati durante la sessione poster, martedì 19 maggio. ProAir® RespiClick (albuterolo sulfato) polvere analatoria #P308: A Prospective, Open-Label Study of a New Albuterol Multidose Dry Powder Inhaler With Integrated Dose Counter.
ProAir® RespiClick (albuterolo solfato) Polvere Inalante è indicata nei pazienti dai 12 anni in su per il trattamento e la prevenzione della malattia ostruttiva reversibile delle vie aeree e del broncospasmo indotto da attività fisica.
Non usare ProAir® Respiclick (albuterolo solfato) polvere Inalante se si è allergici all’albuterolo solfato, al lattosio o alle proteine del latte. Segnalate al vostro medico curante eventuali arrossamenti, ematomi, eruzioni cutanee, prurito, gonfiore alle labbra o agli occhi.Se i sintomi peggiorano quando assumete ProAir® RespiClick, recatevi immediatamente da un medico. Questi sintomi potrebbero indicare sia un peggioramento della vostra asma sia una reazione allergica al farmaco. Entrambe queste opzioni potrebbero essere pericolose per la vostra vita.
Non aumentare il dosaggio o prendere un’extra dose di ProAir® RespiClick senza prima aver consultato il medico.Prima di assumere ProAir® RespiClick, avvisare il medico se soffrite di pressione alta, diabete, cuore, tiroide, disturbi convulsivi, se siete in stato di gravidanza o ne state pianificando una, o se state allattando al seno o state per farlo.ProAir® RespiClick può causare reazioni avverse cardio correlate, come a esempio aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna e/o relativi sintomi. Se incorrete in sintomi correlati al cuore, il vostro medico stabilirà se la terapia con ProAir® Respi Click è indicata per voi.Informate il vostro medico curante sulle eventuali altre terapie in corso, in particolare altre medicine inalanti, altri farmaci per asma, cuore, pressione sanguigna e terapie anti depressive, alcuni farmaci potrebbero interferire con il buon funzionamento della terapia anti asma.Effetti indesiderati non gravi in pazienti trattati con ProAir® RespiClick evidenziati sono: mal di schiena, dolori reumatici ed articolari, mal di stomaco, mal di testa da sinusite ed infezioni alle vie urinarie.

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Allergie di primavera: come combatterle

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2011

“Limitare i disagi causati dalle allergie primaverili si può”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), ricordando che per chi soffre di allergie con l’arrivo della primavera iniziano anche mal di testa, raffreddore ed asma, ma anche che tali fastidi si possono combattere. “E’ bene sapere -spiega Dona- che non tutti i soggetti allergici sono uguali e dunque non rispondono tutti allo stesso modo ai diversi allergeni, vale a dire alle sostanze (generalmente innocue ma che in alcuni possono provocare delle reazione indesiderate) che causano le allergie. Ogni allergico ha infatti una storia a sé e dunque avrà la cura più idonea ai suoi sintomi”. “In generale -prosegue Dona- è comunque consigliabile capire a quali piante si è allergici e quali sono i periodi più critici di fioritura. Considerando che questi possono variare a seconda delle condizioni climatiche, sarà bene informarsi preventivamente consultando delle vere e proprie ‘previsioni del polline’: un po’ come le previsioni del meteo, queste permettono al soggetto allergico di non farsi trovare impreparato e di riuscire a ‘sopravvivere’ al terribile attacco”.  “Fortunatamente esistono poi delle profilassi, vale a dire delle cure mediche preventive, e delle terapie. Le profilassi vanno fatte in tempo con vaccini contro gli specifici allergeni; può però capitare che le malattie allergiche compaiano ugualmente ed allora sono disponibili dei farmaci anche di buona efficacia. Sia per le profilassi, sia per le terapie -conclude Dona- la raccomandazione imperativa è quella di ricorrervi soltanto sotto il controllo del proprio medico”.

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Monitoraggio malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Zcube Srl, research venture di Zambon Co. SpA, impresa italiana leader nel settore farmaceutico, e Arizona Technology Enterprises (AzTE), technology venture dell’Arizona State University (ASU), hanno stipulato un accordo di licenza che consentirà a Zcube di utilizzare la tecnologia messa a punto nei laboratori dell’ASU per sviluppare e commercializzare dispositivi destinati a monitorare, prevenire e trattare più efficacemente le malattie respiratorie croniche, come l’asma.   Gli strumenti attualmente in uso per la misura nelle esalazioni umane della concentrazione di markers rilevanti come l’ossido di azoto (NO) per determinare con precisione l’infiammazione polmonare, lo stato della malattia e conseguentemente le terapie necessarie, sono ingombranti, di utilizzo complesso e costosi. La tecnologia ideata nel laboratorio del Prof. NJ Tao al Biodesign Institute dell’ASU ha consentito di realizzare sensori miniaturizzati: i dispositivi basati su questi piccoli chip avranno la stessa dimensione degli attuali inalatori per l’asma, funzioneranno con batterie ricaricabili e potranno essere realizzati a costi ridotti grazie al sensore di proprietà e alla micro-elettronica.
L’obiettivo è mettere a punto un dispositivo che misuri la concentrazione dei marker in tempo reale per aiutare i medici a regolare il dosaggio di un farmaco per via inalatoria. Inoltre la possibilità di acquisire i dati in modo preciso attraverso un microcontroller e di trasmetterli in tempo reale via Bluetooth consentirà al pazienze di effettuare le misurazioni ovunque si trovi.  Se combinato con la tecnologia GPS, il dispositivo potrà anche indicare il luogo dove si trova il paziente. Un’innovazione importante per il trattamento della malattia in grado di fornire indicazioni precise a pazienti ed operatori sanitari sulle aree geografiche dove si sono diffusi gli agenti che hanno provocato l’asma.Zcube è stata fondata nel 2003 con l’obiettivo di supportare il settore emergente delle bioscienze e della ricerca in tutto il mondo. Dal 2007 Zcube focalizza la sua attività in modo particolare sui sistemi di drug delivery e sui dispositivi diagnostici per svariati settori terapeutici, annoverando diverse collaborazioni con università europee. USA ed israeliane. Zcube è inoltre “Limited Partner” di Mission Bay Capital, LLC, un fondo di investimenti dedicato alle start-up e alle imprese fortemente innovative nel campo delle bioscienze collegate alle Università di San Francisco (UCSF, Berkeley e UC Santa Cruz) ed anche membro dell’Industrial Advisory Board dell’ incubatore Quantitative Biosciences (QB3) di San Francisco. AzTE ha riconosciuto in Zcube il partner ideale con cui condividere il focus sul settore emergente della diagnostica e che può aiutare a colmare il gap tra le conquiste della ricerca e il loro sbocco commerciale.
AzTE è un’organizzazione non-profit che opera per la gestione della proprietà intellettuale e del trasferimento di tecnologie sviluppate dall’ASU e dai suoi centri di ricerca. http://www.azte.com/
Zcube, Research Venture di Zambon Company S.p.A., è leader mondiale nell’integrazione tra l’attività di ricerca sperimentale e la pratica clinica con particolare riferimento allo sviluppo e commercializzazione di innovativi sistemi di drug delivery e medical devices provenienti dal mondo scientifico-accademico internazionale.
Zambon Company SpA, fondata nel 1906, è presente in 15 Paesi ed in 3 continenti (Europa, Asia, Nord e Sud America), include il business farmaceutico (Zambon SpA) e quello chimico (ZaCh System) ed impiega oltre 2.500 persone con un fatturato consolidato nel 2009 pari a 542 milioni di euro.

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Asma dei bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Vienna. Il 69% dei giovanissimi malati d’asma evita attività sportive e che comportano sforzi fisici,  la metà non dorme bene, il 42% perde giorni scolastici, un quinto non vede gli amici, una famiglia su cinque reduce le uscite e la vita di relazione. Il 10%  dei bambini afferma di essere stato deriso o di aver subito episodi di bullismo a causa della malattia. Sono alcuni dei dati emersi dal più ampio studio mai realizzato finora sull’asma pediatrica, chiamato “Room to Breath”’ (“Una stanza per respirare”), che  ha coinvolto 1284 genitori e 943 bambini di eta’ compresa tra i 4 e i 15 anni provenienti da 6 Paesi (Regno Unito, Sud Africa, Olanda, Grecia, Ungheria e Canada). Lo studio, condotto da ICM Research con il supporto di Nycomed, ha evidenziato inoltre che, nonostante una bassa percentuale (solo il 6%) dei genitori definisse ‘grave’  l’asma dei propri figli, ben un quarto dei piccoli (il 23%) ha dovuto ricorrere alle cure del  pronto soccorso negli ultimi 12 mesi.  Inoltre,  la percentuale dei genitori che al momento della diagnosi si è dichiarato ‘abbastanza’ o ‘molto preoccupato’ (pari all’80%), nel corso dell’indagine era scesa al 38%, indicando una progressiva sottostima della condizione.  “La ricerca – spiega il Dr Will Carroll del Derbyshire Children’s Hospital, uno degli autori dello studio – mostra che, benche’ siano disponibili trattamenti altamente efficaci, l’asma pediatrica e’ gestita male e i genitori non ricevono corrette informazioni dai medici. Il che significa che  non stiamo facendo abbastanza. Le nostre prestazioni sono a un livello inferiore a quello richiesto e deludiamo i nostri pazienti”. Questa situazione va affrontata, dicono gli esperti. L’asma ha un forte impatto sulla vita quotidiana dei piccoli e delle loro famiglie, e potrebbe essere meglio controllata se ci fossero meno differenze su come i medici ritengono debbano essere trattati i bambini asmatici e cio’ che i pazienti e i genitori in realta’ fanno. Più’ della meta’ dei genitori e’ consapevole dell’efficacia degli steroidi per il trattamento dell’asma,  ma ne temono gli effetti collaterali e i potenziali danni a lungo termine. E questo  nonostante i corticosteroidi per inalazione siano stati consigliati dalle linee guida internazionali e ampiamente riconosciuti come cardine nella terapia. Numerosi studi ne  hanno mostrato l’ efficacia nel controllo della malattia e nella riduzione delle riacutizzazioni. “Sembra esservi un gap – afferma il prof. Paul Brand della Princess Amalia Children’s Clinic (Zwolle, Olanda), coautore dello studio  – tra le linee guida approvate dai medici per l’asma,  cosi’ logiche e chiare, e cio’ che accade nella vita reale. E’ necessario cambiare questa situazione e offrire un miglior servizio ai nostri pazienti. Le limitazioni di cui i bambini soffrono nella vita quotidiana potrebbero essere superate piu’ spesso con un uso appropriato degli steroidi”. La maggioranza dei bambini ha ricevuto la diagnosi all’ eta’ di tre anni e il grado di severita’ della malattia e’ stato stabilito all’inizio della ricerca usando metodi riconosciuti ma, nonostante ciò, la malattia non è risultata adeguatamente controllata.   Come migliorare questa situazione? “Quello che manca nella pratica clinica oggi è la comunicazione con i pazienti – sottolinea un altro coautore dello studio, il prof. Johannes Wildhaber, dell’ospedale pediatrico di Friburgo, Svizzera – Se vogliamo che i nostri piccoli malati abbiano un miglior controllo della malattia dobbiamo  informarli meglio sulla loro condizione e del motivo per cui devono seguire attentamente  le prescrizioni del loro medico”.

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