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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘Asmara’

La scuola italiana di Asmara e il nuovo ambasciatore

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

“Spero che il nuovo ambasciatore italiano in Eritrea appena insediatosi possa subito creare le condizioni per la riapertura della scuola italiana ad Asmara, la più importante al mondo, con un’azione incisiva e propositiva nei confronti del governo eritreo”: è quanto ha rilevato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, in Commissione Esteri al Senato replicando alla risposta del governo alla interrogazione parlamentare presentata dall’esponente di Fratelli d’Italia.”L’Italia non può rinunciare a questo presidio culturale e politico di straordinaria importanza tanto più in un contesto in cui l’Eritrea e più in generale il Corno d’Africa sono coinvolti in un processo di pace al quale il nostro Paese può e deve dare il suo prezioso contributo. Bisogna fare il massimo sforzo, rimediando agli errori commessi, frutto forse anche di disattenzione o pregiudizio politico. L’Italia non può rinunciare al suo ruolo in Corno d’Africa, anzi è proprio questo il momento di far sentire la nostra presenza. Spero che il nuovo ambasciatore segni anche un nuovo inizio: un cambio di postura, assolutamente necessario”, conclude il senatore Urso.

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Sospensione delle attività della scuola di Asmara

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Il 24 e il 26 agosto si sono tenuti due incontri tra Anief, le altre OO.SS, e il MAECI, durante i quali l’amministrazione ha informato dell’imminente firma di un decreto di sospensione delle attività della scuola di Asmara, possibile anticamera della chiusura definitiva o della trasformazione della stessa in qualcos’altro indefinito. Di certo, questo decreto, per Anief, rappresenta un colpo d’arresto della promozione della politica culturale italiana nel Corno d’Africa.Se non interviene con decisione il Governo in una trattativa ad oggi fallimentare si andrà, infatti, alla chiusura della più grande scuola statale italiana all’estero, nella sostanziale inerzia dei sindacati firmatari di contratto che hanno sempre avuto un confronto sugli organici col MAECI.Per queste ragioni, Anief ha rilanciatp l’appello al Governo nella sua interezza: la scuola di Asmara, afferma il Presidente Pacifico, può sospendere le attività soltanto in presenza di un accordo tra Governo italiano ed eritreo funzionale a una loro ripresa dopo la rimozione di tutti gli impedimenti legati all’emergenza epidemiologica. La promozione della nostra lingua e della nostra cultura all’estero, con la chiusura della scuola italiana di Asmara, infatti, perderebbe un pezzo fondamentale della sua storia.Nel frattempo, purtroppo, nei prossimi giorni, verrà firmato dall’incaricato d’affari dell’ambasciata italiana di Asmara il decreto di sospensione cautelare delle attività didattiche della scuola, poi verranno rese note le modifiche apportate al contingente, quindi si procederà ai trasferimenti del personale scolastico in servizio ad Asmara, che per alcune sedi avranno tempi anche lunghi. Dopo la firma del decreto di sospensione della attività della scuola di Asmara, il personale verrà collocato molto probabilmente in regime di 186, in attesa della presa di servizio nella sede di nuova destinazione.

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Anief: la scuola italiana di Asmara va salvata

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Vi è stato l’incontro tra il Maeci e le organizzazioni sindacali. La scuola Italiana di Asmara rischia la chiusura: Anief è assolutamente contraria al decreto di sospensione delle attività della scuola preannunciato da Roberto Vellano, Direttore Centrale della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri e della Cooperazione, e chiede un intervento diretto del Ministro Di Maio per evitare un clamoroso fallimento della politica estera culturale italiana in questa strategica vicenda. Tutte le iniziative della diplomazia italiana non hanno avuto nessun riscontro da parte del governo eritreo, il quale, nei fatti, si muove in direzione della presa in carico della scuola. Preso atto di questa difficile fase, che di fatto rende impossibile il funzionamento della scuola, Vellano ha comunicato alle OO.SS che il MAECI ritiene opportuno procedere ad alcune misure prudenziali, in primis approvando un decreto interministeriale di sospensione delle attività della scuola.La sospensione delle attività della scuola, per Anief, porterà inevitabilmente alla chiusura della stessa, determinando una perdita enorme per lo Stato italiano in termini di credibilità della propria politica estera e di presenza nel Corno d’Africa. Non si possono cancellare 100 anni di storia con un decreto, senza che nessuno si assuma la responsabilità di quello che sta succedendo, parlando di malintesi e incomprensioni. Anief ribadisce la propria forte contrarietà alla sospensione delle attività della scuola di Asmara che deve rimanere aperta e fermamente nelle mani dello Stato italiano. Il giovane sindacato chiede l’intervento immediato del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per riprendere l’iniziativa diplomatica e mantenere aperta la scuola.Quello che sta succedendo ad Asmara è inaccettabile. Il Governo eritreo ha in pratica espulso dall’Eritrea tutti i docenti, che non potranno più fare ritorno ad Asmara, trattenendo in sede, la sola Dirigente Scolastica poiché la sua presenza è ritenuta indispensabile per completare “il passaggio di consegne” della gestione della scuola e di tutto quello che si trova al suo interno, dallo Stato italiano allo Stato eritreo. Il Governo eritreo ha anche nominato suoi funzionari che si interfacciano con la DS per gestire questo passaggio. Insomma, se nulla cambia, si va inesorabilmente verso la chiusura della scuola. Anief lancia un ultimo appello anche al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Consiglio, affinché agiscano immediatamente per riallacciare contatti veri ed efficaci tra il Governo eritreo e quello italiano, tra due popoli legati da una storica e importante amicizia che oggi più che mai ha bisogno dell’esistenza della scuola statale italiana di Asmara.Il decreto di sospensione delle attività della scuola di Asmara non è la soluzione, anzi è la fine di quella scuola e va bloccato. Va rilanciata la trattativa diplomatica al massimo livello, individuando le vere ragioni dell’atteggiamento del Governo eritreo in questa vicenda per portare avanti una trattativa seria, veloce ed efficace.

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La scuola italiana di Asmara non va chiusa

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Si è svolto un incontro tra il sindacato Anief e la vice ministra degli Esteri: si è affrontato, in particolare, il problema dell’evoluzione della trattativa diplomatica tra il Governo italiano e quello eritreo, finalizzata a scongiurare la chiusura della scuola italiana statale di Asmara. L’Anief segue la vicenda relativa alla crisi dell’istituto scolastico in Eritrea con molta attenzione, ed è più volte intervenuta a vari livelli per sollecitare l’intervento del Governo italiano e della nostra diplomazia. L’incontro, richiesto giorni fa dal presidente dell’Anief Marcello Pacifico, ha avuto anche lo scopo di sapere quali passi il nostro Governo ha fatto in questi mesi per sgombrare il campo dai malintesi che stanno alla base della decisione dell’Eritrea di revocare la licenza della scuola e di denunciare l’accordo tecnico. Entro 15 giorni dovrebbe arrivare la decisione finale.
Si è tenuto, giovedì 23 luglio, un incontro tra l’organizzazione sindacale Anief e la vice ministra degli Esteri Marina Sereni: per il sindacato hanno preso parte all’evento il delegato per il settore estero, il professore Salvatore Fina, e il coordinatore dell’ufficio relazioni sindacali della segreteria nazionale Anief, prof. Giuseppe Gullo. La vice titolare del dicastero degli Esteri ha illustrato in maniera precisa ed esaustiva ai rappresentanti sindacali le azioni messe in campo dal nostro Esecutivo: Anief ha espresso grande apprezzamento. Lo stesso giorno, la viceministra ha inviato una lettera al ministro degli Esteri eritreo, con la quale, oltre a spiegare che mai la dirigenza della scuola o l’ambasciata italiana di Asmara hanno voluto bypassare i normali rapporti d’interlocuzione con le autorità eritree circa il funzionamento della scuola italiana di Asmara, ha comunicato la disponibilità del nostro Governo a rivedere l’accordo tecnico al fine di evitare future incomprensioni. In precedenza, il 26 giugno scorso, la stessa vice ministra aveva ricevuto l’ambasciatore eritreo in Italia.
Il 1° luglio, invece, il Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra, l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, ha incontrato a Ginevra il rappresentante eritreo, sempre con lo scopo di trovare una soluzione positiva ed evitare la chiusura della scuola. Il 9 luglio, il premier Giuseppe Conte ha scritto una lettera al suo omologo eritreo, sollecitando la soluzione della crisi in nome della storica amicizia tra i due popoli. Anche il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, è sceso in campo direttamente con interlocuzioni dirette con il suo omologo eritreo. Nonostante l’intensità e il livello degli interventi italiani, la vice Ministra Sereni ha riferito che ancora il Governo eritreo non ha dato risposta.
Intanto, il MAECI intende ancora portare avanti la trattativa, ma nel volgere di un paio di settimane deciderà se sospendere le attività della scuola italiana di Asmara e ricollocare altrove il personale scolastico. La maggior parte del personale scolastico, ha affermato la vice Ministra, potrà essere ricollocato sui posti vacanti del 2020/21. Mentre per le poche unità che non troveranno collocazione dal prossimo anno scolastico, si dovrà procedere ad una revisione del contingente con l’istituzione delle cattedre necessarie al loro ricollocamento.

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Africa/ Sgarbi in Eritrea: L’Italia e il patrimonio architettonico di Asmara

Posted by fidest press agency su domenica, 18 agosto 2019

sgarbi asmaraVittorio Sgarbi, deputato alla Camera, da alcuni giorni in Eritrea, ha incontrato, nel corso dell’inaugurazione dell’Expo delle Culture, iil presidente dell’Eritrea Isaias Afewerki e l’ex Ambasciatore dell’Eritrea in Italia, Zemede Tekle, oggi Commissario per lo Sport e la Cultura.“Sono venuto ad Asmara per conoscere il patrimonio artistico della città, dopo i viaggi in Etiopia e Libia, in seguito all’inserimento di Asmara come Patrimonio dell’Umanità nel 2017, World Heritage Unesco.Il mio obiettivo, anche nell’incontro con il presidente Afwerki e il Commissario per la Cultura del governo eritreo, Zemede Tekle, è quello di coinvolgere in responsabilità diretta l’Italia nella valorizzazione e nella tutela del patrimonio artistico di Asmara che si aggiunge ai 55 siti italiani del’Unesco. Di fatto il 56esimo sito Unesco d’Italia.Asmara può essere, infatti, considerata non solo un sito eritreo, ma italiano.Il primo atto di questa responsabilità culturale è sostenere l’impegno della nostra ambasciata e promuovere l’apertura dell’Istituto italiano di Cultura nella sede della “Casa degli italiani”. In coordinamento e integrazione della azione dell’Unesco.L’iniziativa dell’Unesco, con questa scelta, impone un’Italia parte attiva sul piano culturale nella difesa di Asmara.Non si può chiedere solo agli eritrei di sostenere un patrimonio architettonico che è il primo insieme a quello di Milano, città simbolo dell’architettura del Novecento. Propongo a tal fine un gemellaggio con Milano ,così come l’elaborazione di ricerche storiche e la documentazione audiovisiva sul patrimonio Italiano ad Asmara.L’incontro con il presidente ha avuto, inoltre, come oggetto la necessità di un intervento decisivo per la salvaguardia degli edifici bombardati a Massaua.Molti altri sono i punti di gemellaggio con l’Italia, penso alla comune tradizione del caffè.
Ho chiesto infine ai dirigenti dell’Ambasciata italiana di valutare l’opportunità di un intervento di restauro per la pala d’altare con la “Assunta” di Carlo Maratti, custodita nella cattedrale. Ho parlato anche con il padre superiore della cattedrale per concordare le modalità del restauro” (Nella foto da sinistra: il presidente dell’Eritrea Isaias Afewerki, Vittorio Sgarbi e l’ex Ambasciatore dell’Eritrea in Italia, Zemede Tekle, oggi Commissario per lo Sport e la Cultura)

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Eritreo deportato dall’Italia in Turchia. Pericolo persecuzione e morte in Eritrea

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2011

English: Asmara, Eritrea.

Kidan Asmeron, nato ad Asmara (Eritrea) il 23 aprile 1977 è stato arrestato all’aeroporto di Roma dalle autorità italiane in data 14 dicembre 2011. Il giovane, che proveniva dall’Eritrea, nazione in cui è in corso una grave crisi umanitaria, ha chiesto protezione internazionale, facendo presente di aver già subito gravi forme di persecuzione in Eritrea: due anni di carcere per aver rifiutato l’arruolamento coatto, nonché trattamenti inumani e degradanti. Quindi Kidan Asmeron è fuggito dall’Eritrea, affrontando il pericoloso viaggio verso il Sudan, dove ha vissuto per due anni e da dove ha preso contatto con la sorella in Germania. La polizia italiana gli ha consentito di effettuare una telefonata alla sorella, alle 8.30 del mattino. Il giovane tentava di spiegare che a causa del suo stato di profugo, non disponeva di tutti i documenti richiesti, ma solo del passaporto e che era necessario un contatto con l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati per chiarire la sua posizione umanitaria. Le autorità tuttavia ignoravano le richieste del giovane, che si appellava invano alla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati. Le autorità non prendevano contatto con l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati, ma decidevano di deportare il profugo in Turchia. Perché in Turchia? Le autorità non hanno fornito spiegazioni, ma hanno comunicato al profugo che la deportazione era stata decisa poiché i suoi documenti non erano sufficienti per accoglierlo in Italia. Lo stesso giorno, il 14 dicembre 2011, le autorità italiane costringevano il profugo a imbarcarsi su un volo per Istanbul. Kidan riusciva a contattare la sorella da Istanbul alle 20.00. Si trovava nella stazione di polizia dell’aeroporto. Comunicava alla sorella di trovarsi agli arresti e di non aver avuto, neanche a Istanbul, diritto a un interprete né a un contatto con l’UNHCR. Il Gruppo EveryOne, in contatto con la sorella di Kidane, lancia un appello urgente all’UNHCR e al governo turco affinché il profugo non venga deportato in Eritrea, dove subirebbe l’imprigionamento, trattamenti inumani e degradanti e forse la morte, come è accaduto a molti altri profughi ingiustamente rimpatriati in Eritrea. Il Gruppo EveryOne chiede inoltre al governo italiano di rivedere la propria posizione rispetto al giovane, posizione che viola apertamente la Convenzione di Ginevra del 1951 e che ha messo – attraverso un’inspiegabile deportazione in Turchia – un profugo innocente e già vittima di persecuzione in gravissimo pericolo di vita. E’ fondamentale che il governo italiano comunichi con grande urgenza con il governo turco, per concordare un rientro del giovane in Italia o comunque il trasferimento di Kidan in un paese sicuro.

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