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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘assassino’

Spettacolo: “Le confessioni di un assassino sentimentale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 maggio 2018

Roma da venerdì 11 maggio al domenica 13 maggio 2018 Ore 21 (Domenica pomeridiana ore 18) TEATRO SALA UNO – Piazza di Porta San Giovanni, 10 debutta lo spettacolo: “Le confessioni di un assassino sentimentale” con Matteo Maria Dragoni (Il Killer), Chicco Sciacco (Lo Specchio),
Cristina Frioni (L’Uomo degli Incarichi), Stefano Di Giulio (L’Incarico), Virginia Menendez (La Gran Figa Francese) e con la partecipazione del Coro degli allievi dell’Accademia di Arti Drammatiche TeatroSenzaTempo di Roma: Cinzia Greco, Virginia Risso, Sara Morassut, Maria Enrica Recchia, Angela Bulzomì, Giulia Capuzzimato e Federico Fiordigigli.
Un diario, da sempre, accoglie le confessioni degli uomini che come impronte rimangono poi impresse sui suoi fogli.Ma un killer abituato a non lasciare traccia, preferisce affidare la propria confessione ad una puttana, ed è proprio da questa scena che ha inizio l’adattamento drammaturgico che Antonio Nobili e Margherita Caravello fanno del romanzo Diario di un killer sentimentale di Luis Sepulveda. Marciapiedi umidi, sigarette, clacson di tassisti nevrotici, neon e puttane non sono né un vizio né una necessità ma rappresentano una parte del rito di chi vive la notte, di chi specchia velocemente se stesso riconoscendo il proprio volto distorto in una pozza d’acqua sul marciapiede. Ed è proprio su questi marciapiedi, di notte, che si muove un killer di professione, accompagnato soltanto dal fumo della sua sigaretta. Professionale sempre, un fuori classe nell’uccidere senza lasciare tracce, spunta sul suo carnet di sangue nomi come fossero fronde che un aborigeno taglia col suo machete, agilmente, spietato come pochi, fino a quando si innamora… Per Margherita Caravello è il debutto alla regia.
Biglietti (Esclusa tessera del teatro di € 3): € 10 (Prezzo Unico) Per chi prenota entro Domenica 6 Maggio prezzo ridotto a 7 euro.

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Caso Yara: l’assassino è il magrebino arrestato?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Fidiamoci delle autorità, ma dati i tempi che corrono, vigiliamo sugli esiti delle indagini legate al caso della tredicenne Lara, scomparsa da Brembate Sopra (Bergamo) il 26 novembre scorso e già data per morta assassinata dagli inquirenti. Un testimone – vicino di casa di Yara – che ha dichiarato di averla vista insieme a due uomini adulti nei pressi dell’abitazione della giovane e che ha affermato di aver notato nelle vicinanze una Citroen rossa ammaccata non solo non è stato creduto, ma è anche stato denunciato per procurato allarme e falso. Se vi sono altri testimoni di quello stesso evento, dopo la sorte toccata al primo, di certo non si faranno avanti. Successivamente sono scattate, in tempi record, intercettazioni nei confronti di un giovane operaio magrebino, che è stato bloccato mentre si trovava a bordo di un traghetto e accusato di omicidio. Pare che in una telefonata abbia detto: “Che Allah mi perdoni, ma non l’ho uccisa io”. Un’espressione che fa pensare che il giovane temesse di essere sospettato del crimine, magari – chissà? – dopo essere stato avvicinato da qualcuno che l’abbia spaventato comunicandogli tale ipotesi. Non ha detto: “L’ho uccisa io,” ma “non l’ho uccisa io!”. Vi sono attinenze con casi del passato: dal caso Romulus Mailat (il romeno, dopo la condanna in Cassazione è ricorso presso la Corte europea dei Diritti Umani) al caso Racz e Lojos, fino a quello della giovane Rom Angelica, che attende il giudizio in Cassazione riguardo al “tentato rapimento” di Ponticelli. Fidiamoci delle autorità, ma aiutiamole a seguire in ogni momento piste corrette, valutando gli alibi del tunisino e garantendo che i suoi diritti umani, durante gli interrogatori, siano sempre rispettati. Forse Yara è morta. Forse l’ha uccisa il magrebino. Forse i due uomini con la Citroen rossa esistono e forse no. Tuttavia, evitiamo che questo caso termini con un colpevole in galera a vita, ma con una coda di domande e dubbi senza risposta. E nuove ondate di xenofobia che agevolano solo le carriere di politici intolleranti e l’ascesa a un potere sempre più forte da parte dei movimenti razzisti. (Alfred Breitman)

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L’amata & l’assassino

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Torino 3-9 maggio 2010 Cinema Massimo – via Verdi, 18, Il Museo Nazionale del Cinema, in collaborazione con il DAMS dell’Università di Torino, rende omaggio alla produttrice Marina Piperno e al regista Luigi Faccini, complici e compagni di vita da più di trent’anni, con un’ampia retrospettiva dal titolo L’amata & l’assassino con un incontro con la coppia che, insieme a Don Andrea Gallo, dialogherà e introdurrà il pubblico alla proiezione del loro film Storia di una donna amata e di un assassino gentile – cap. IV. Per questa serata ingresso libero. Per tutti gli altri appuntamenti ingresso 5,50/4,00/3,00 euro. L’omaggio a Marina Piperno e Luigi Faccini è un progetto del Museo Nazionale del Cinema realizzato in collaborazione con il DAMS dell’Università di Torino che propone, nei giorni della rassegna, tre seminari di studio con il regista a cura del prof. Franco Prono. Per l’occasione è stato pubblicato il volume L’amata & l’assassino, malizia e innocenza del cinema (Edizioni Ippogrifo Liguria, http://www.pipernofaccini.it). “E’ sempre meno facile vivere in un paese che conosce sommariamente la propria Storia, e che, perfino, arriva a negarla, magari per riscriverla. Noi due, nati prima, che consideriamo la Storia fonte stessa della nostra identità, con il film Storia di una donna amata e di un assassino gentile, e con questo libro che ne accompagna i passi, abbiamo preso di petto il nostro passato e l’abbiamo accuratamente setacciato, senza smettere di praticare la quotidianità, le affettività, piccole e grandi, l’attenzione al mondo sensibile che ci circonda, la ricerca culturale e la riflessione politica, proiettandoci quindi nel futuro. A che scopo? Per scambiare cognizioni con quelli che, nati nel nostro tempo o nati dopo, hanno differenti percezioni ed esperienze. Per non dissipare nulla di quello che ognuno ha vissuto. Per crescere insieme. Crediamo che l’arte della modificazione sia ancora praticabile con il cinema. Ancor più con i mezzi digitali, che liberano energie altrimenti soffocate dal “peso” e dal “costo” del cinema consueto”. (Brano tratto da L’amata & l’assassino, malizia e innocenza del cinema, di Marina Piperno & Luigi M. Faccini, Edizioni Ippogrifo Liguria). (Alessandro Bernardi) (il garofano rosso)

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Scarcerato l’assassino di Graziella Campagna

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

“Da cittadini, e soprattutto da tutori della sicurezza e dell’ordine, vogliamo rivolgere la nostra vicinanza vera e non formale ai familiari di Graziella Campagna, la cui giovane vita è stata stroncata dalla bestiale crudeltà di un killer efferato cui ora è stato consentito di tornare alla comodità della propria casa. Sappiamo che se l’assassino avesse scontato, come dovuto, l’ergastolo in cella, ciò non avrebbe comunque riportato Graziella tra le braccia dei suoi cari. Ma sappiamo anche che è davvero troppo difficile comprendere e condividere che un criminale senza scrupoli torni alla propria vita, accanto ai propri familiari, dopo aver per sempre distrutto ogni sogno ogni speranza ogni aspettativa nel futuro di una creatura innocente di diciassette anni. Possiamo solo immaginare cosa scuote l’animo di chi ha amato ed ancora ama Graziella, di chi non potrà più accarezzarla, guardarla, ascoltare la sua voce”.Queste le parole con cui Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, esprime la solidarietà del Sindacato indipendente di Polizia ai familiari di Graziella Campagna, la giovinetta massacrata il 12 dicembre dell’85 in provincia di Messina da Gerlando Alberti junior e Giovanni Sutera, dopo la notizia che uno dei suoi carnefici è tornato a casa. Graziella Campagna lavorava in una stireria dove, suo malgrado, ha avuto la sfortuna di trovare alcuni documenti dimenticati in una giacca da Alberti, all’epoca latitante sotto falso nome a Villafranca, insieme a Sutera. Per questo la sera dell’8 dicembre 1985 fu prelevata, mentre aspettava il pullman per tornare a casa, condotta sui Colli Sarrizzo e giustiziata con cinque colpi di fucile in viso, dopo essere stata costretta a inginocchiarsi davanti ai suoi assassini. Il suo corpo fu ritrovato due giorni dopo da fratello carabiniere. La vicenda giudiziaria che ne seguì fu costellata da anomalie ed il cammino per giungere alla verità fu lungo e tortuoso. Anche per questo la storia di Graziella è diventata simbolo della lotta alla mafia nella provincia di Messina, è stata raccontata in una fiction della Rai, ed oggi viene ricordata nel Palasport di Saponara, a lei dedicato, con una manifestazione alla quale parteciperanno gli studenti delle scuole di tutta la provincia, e rappresentanti istituzionali”.

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