Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘assegni’

Io non ringrazio il governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“n questi giorni i Sindacati e il Cocer hanno incontratol’attuale governo, passato già alla storia per aver congelato gli stipendi a tutti i dipendenti statali (compreso gli operatori della difesa e della sicurezza). A proposito di specificità di tutti gli operatori del comparto difesa e sicurezza, siamo poi addirittura costretti ad elemosinare per vederci conferiti gli emolumenti previsti per classi, scatti e assegni di funzione. Inoltre, continua il problema del sottoimpiego in certi reparti a danno dei cosiddetti “professionisti”, ormai con esperienza ultradecennale, sono diventati da servitori dello Stato  a “servitù” di alcune caserme. L’unica cosa buona fatta finora dall’attuale maggioranza, cioè il riconoscimento del ruolo “graduati”, non ha ancora trovato attuazione, dato che lo stesso “Persomil” aveva diramato una circolare interna, che però non è stata ancora ben divulgata all’interno delle caserme. Singoli delegati CoCeR si sono adoperati per superare l’impasse, e nell’ultimo incontro con il Capo di Stato Maggiore della Difesa sembrava che la questione fosse stata risolta. Tuttavia mi sono state fatte ancora segnalazioni di episodi inerenti al sottoimpiego non solo spiacevoli. Per non parlare delle ormai fuori dal tempo distinzioni e dinieghi rispetto all’accesso di certi circoli o mense che distinguono le categorie selezionando il loro accesso (vietando l’ingresso ai volontari in servizio permanente) Sembra un infausto ritorno al passato. A questo punto, non penso che un semplice passo indietro possa risolvere l’enorme malessere che c’è tra gli operatori della difesa, perché si è arrivati a forme di discriminazioni persino all’interno dei cosiddetti organi di protezione sociale. “In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, alle nostre maggiori autorità istituzionali sono stati tributati sonori fischi”; in mezzo al pubblico c’ero anch’io, e non ho visto fischiare comunisti mangiabambini ma cittadini comuni, che sfogavano in maniera civile la loro delusione. Personalmente e metaforicamente, mi unisco a loro per quanto riguarda la delusione, perché è tutto peggiorato, lo dimostrano i fatti, e non sarà la restituzione parziale dei soldi che forse ci ridanno  a rendermi felice.”. E’ quanto dichiara Girolamo Foti Delegato nazionale del Co.Ce.R Esercito X°Mandato

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Approvato maxiemendamento “milleproroghe”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

Con 158 voti a favore, 136 contrari e 4 astenuti, il Senato ha approvato il maxiemendamento al “milleproroghe” proposto dal Governo.  Come ampiamente preventivato, non sono state apportate modifiche all’art. 9 del D.L. 78/2010, pertanto i tagli agli stipendi di poliziotti e militari rimangono immutati. Ora, posto che il testo appena approvato dal Senato sarà blindato alla Camera con un’altra fiducia e che questo era l’ultimo treno per mantenere le promesse di riconoscimento economico della specificità, è evidente che il congelamento, per i prossimi tre anni, degli assegni funzionali, degli assegni di omogeneizzazione e degli assegni perequativi del personale non dirigente ed il parziale congelamento degli adeguamenti economici dirigenziali e delle promozioni, imposti dal D.L. 78/2010, rimarranno così come sono.
A sorpresa, però, il Governo ha concesso una seconda speciale proroga alla rappresentanza militare, con EFFICACIA ISTANTANEA e senza bisogno di ulteriori provvedimenti, il cui mandato scadrà così il 30 aprile 2012, ben oltre il limite naturale consumato il 30 giugno 2010. Una proroga nascosta in un articolato emendamento approvato in extremis in Commissione e poi confluito nel maxiemendamento finale, quasi che vi fosse un certo disagio da parte del Governo a concedere una proroga già respinta in Commissione, molto invisa al personale ed, ai più, apparsa quanto meno inopportuna, visti i contestuali tagli stipendiali imposti al personale militare.

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Gli assegni scoperti del G8

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Un buco doppio rispetto a quello dichiarato dal G8. E’ di ben 20 miliardi di dollari (16 miliardi di euro) la somma che i paesi del G8 devono stanziare per mantenere fede alla promessa di aiutare i paesi più poveri entro il 2010. Lo denunciano Oxfam e Ucodep alla vigilia del vertice canadese. Utilizzando le cifre in dollari costanti del 2009 invece che del 2004, il G8 ha minimizzato il suo ritardo nel rapporto di rendicontazione pubblicato domenica scorsa, calcolando così un ammanco di soli dieci miliardi di dollari (8 miliardi di euro). Un trucco contabile che equivale a pitturare la facciata senza affrontare il problema dalle fondamenta.  Infrangere le promesse, avvertono Oxfam e Ucodep, vuol dire lasciare milioni di piccoli contadini soli a lottare contro cambiamenti climatici e crisi economica per nutrire le loro famiglie e le comunità. I 20 miliardi di dollari che il G8 ancora deve a queste persone equivalgono ad appena lo 0,07% del reddito nazionale lordo dei paesi del G8. Eppure, sarebbero sufficienti a mandare a scuola tutti i bambini del mondo o a evitare che muoiano di malaria. Grazie agli aiuti in più che sono stati effettivamente elargiti – 28 miliardi di dollari (22,7 miliardi di euro) secondo le stime dell’OCSE – sono state salvate milioni di vite e si sono registrati straordinari progressi nei paesi in via di sviluppo.
Cinque anni fa, a Gleneagles, i leader del G8 si impegnarono ad aumentare gli aiuti ai paesi del Sud del mondo di 50 miliardi di dollari (40 miliardi di euro) entro il 2010. Di questi, 25 miliardi di dollari (20 miliardi di euro) sarebbero andati all’Africa. Tuttavia, il G8 registra un ammanco di 20 miliardi di dollari (16 di euro). L’Italia è il fanalino di coda del G8 in materia ad aiuto pubblico allo sviluppo (APS) ed è il paese che più di tutti ha tradito le promesse fatte a Gleneagles. In seguito ai ripetuti tagli alla cooperazione allo sviluppo, infatti, l’APS italiano ha registrato nel 2009 un calo complessivo pari al 31%. Ciò significa che mancano all’appello quasi 6 miliardi di dollari (4,7 miliardi di euro) per aiutare i paesi più poveri, ossia la differenza tra quanto l’Italia ha promesso al G8 del 2005 e quanto, con ogni probabilità, stanzierà al G8 di quest’anno.

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Assegni familiari per i figli delle coppie di fatto

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

La Cassazione pareggia i diritti dei figli legittimi e di quelli nati da una convivenza more uxorio. Anche le coppie di fatto hanno diritto all’assegno per il nucleo familiare. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza di oggi. Infatti l’art.29 della Costituzione stabilisce che l’ordinamento italiano riconosce la famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio. Questa affermazione aveva determinato con sé numerose conseguenze, in quanto essendo la Costituzione quella codificazione che determina i principi fondamentali del nostro ordinamento, la preminenza espressa nei confronti della famiglia fondata sul matrimonio determinava innanzitutto un favore per quest’ultima. Secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA,  in Italia la convivenza non è, al momento, disciplinata da nessuna legge specifica. Ciò vuol dire che la situazione delle coppie di fatto spesso è vaga e confusa e i due partner rischiano di vedersi negati alcuni diritti fondamentali. Oggi con l’importante e innovativa decisione della Suprema Corte le coppie di fatto potranno inevitabilmente ricevere più tutele mentre i giudici di Corso Cavour si sono dimostrati particolarmente sensibili all’esigenza di maggiori garanzie per la famiglia in genere a cui si accompagnano effetti sia d’ordine patrimoniale che d’ordine personale, che vedono le coppie di fatto senz’altro in situazione non più di inferiorità rispetto alle coppie legate da vincolo matrimoniale.

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Senza conto in banca non si cambiano assegni

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2009

“È necessario che le prepotenze delle banche vengano finalmente codificate, così tanti poveri illusi smetteranno di pensare che l’unica moneta avente il valore legale in Italia e nel mondo sia quella dello Stato”. Ha commentato così Vittorio Marinelli, responsabile per la Tutela dei Consumatori del movimento Italia dei Diritti, la vicenda che avrebbe per  protagonista un abitante di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo. Si è visto rifiutare il cambio di un assegno dalla Banca perché non correntista. In una segnalazione al nostro movimento l’interessato ha spiegato come da anni ormai il suo principale gli paghi lo stipendio tramite assegno della suddetta banca dove quest’ultimo avrebbe il conto. Da sempre si reca in quella stessa filiale per riscuotere l’assegno e ogni volta dichiara di esserne uscito con i contanti. Da 6 mesi la banca avrebbe introdotto una commissione di cambio assegno di 3,00 euro (poi passata a 5,00 euro) per chi non sarebbe titolare di un conto. Pochi giorni fa a suo dire, sarebbe stato mandato via dallo sportello perché non correntista e, dopo aver parlato con il vicedirettore di filiale, sarebbe stato semplicemente liquidato con la spiegazione che ogni banca può mettere delle sue regole e che con quello che spendeva di commissione poteva aprire un conto. Di fronte alla richiesta di una dichiarazione scritta e firmata su questa nuova disposizione, il vice direttore si è rifiutato. “Le banche fanno ormai il buono e il cattivo tempo- ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Norme quali quelle sugli assegni per le quali sarebbe sufficiente l’esibizione del titolo per ottenere il pagamento del controvalore. Forse occorrerebbe una causa pilota se non addirittura una class action nelle quali i prenditori di assegni dovrebbero rifiutare questi ultimi come mezzo di pagamento avendo efficacia liberatoria nei confronti del traente. Probabilmente però interverrebbe la giustizia a dare soddisfazione ai nuovi impuniti padroni”.

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Ceccuzzi, Pd: “Governo sotto ricatto dell’Abi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2009

“Facciamo appello al presidente della Camera Gianfranco Fini affinché mantenga il suo intendimento e non accolga il maxiemendamento presentato dal governo qualora modifichi il testo approvato dalle Commissioni”. Questo il giudizio espresso dal deputato del Pd Franco Ceccuzzi. “Se in particolare dovesse essere modificato l’articolo 2, sulla valuta e la disponibilità dei pagamenti bancari, come già annunciato dal Presidente dell’Abi che sembra essere più informato del Parlamento, sarebbe un cedimento plateale alle pressioni lobbistiche dell’Abi con le quali il governo si genuflette ai banchieri e calpesta i diritti dei clienti”. “L’attuale testo dell’articolo 2 – conclude Franco Ceccuzzi – non fa altro che allineare valuta e disponibilità di bonifici, assegni circolari e assegni bancari ad 1, 1 e 3 giorni come disposto dalla direttiva 2007/64/CE che deve essere recepita entro il primo novembre di quest’anno. Se il presidente dell’Abi ritiene che in Parlamento i provvedimenti siano fatti in modo superficiale dovrebbe candidarsi e, qualora eletto, contribuire a migliorare il processo legislativo, dopo aver prima riletto la legislazione Comunitaria”.

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