Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘assenza’

“La tua assenza è tenebra” di Jón Kalman Stefánsson

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2022

Traduzione di Silvia Cosimini PP. 608 NAZIONE: Islanda Fazi Editore COLLANA: Gli Iperborei PREZZO DI COPERTINA: € 21,50. Islanda, Fiordi occidentali, un uomo si ritrova nella chiesetta di un villaggio sperduto senza sapere come ci è arrivato né perché. Una lapide nel piccolo cimitero lo colpisce: «La tua assenza è tenebra.» È la figlia della defunta ad accompagnarlo nell’unico albergo della zona, dove tutti sembrano conoscerlo e Sóley, la proprietaria, lo accoglie come un amore ritrovato, mentre lui non ricorda neppure il proprio nome. Sa solo che quando scrive sente di uscire dalla gabbia del tempo, e così dalla sua penna riaffiora impetuosa una saga che spazia tra gli ultimi due secoli e da un capo all’altro dell’isola, raccontando di donne e uomini inquieti e accomunati da un’intensità del sentire che non può ridursi entro i confini angusti della quotidianità: dal reverendo Pétur, sposato ma invaghito segretamente di una sconosciuta, che scrive lettere al poeta Hölderlin, a Guðríður, contadina colta di fine Ottocento che intreccia il suo destino alla nascita del femminismo islandese; da Ási, la cui vita è ostaggio di un’insaziabile sete di sesso, a Eiríkur, che cerca di colmare con la musica il vuoto dell’abbandono subito nell’infanzia. Errori, debolezze, scelte impossibili e rinunce si avvicendano in una maldestra ricerca della felicità, riverberandosi nelle note che come una colonna sonora accompagnano ogni pagina, da Elvis a Nick Cave, da Nina Simone a Bach. Mentre il narratore che ricorda e racconta ci trasporta in una zona di confine tra vita, memoria e poesia che riesce a sfidare le leggi del tempo: «Scrivi. E non dimenticheremo. Scrivi. E non saremo dimenticati. Scrivi. Perché la morte è solo un altro nome per l’oblio.»

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Clamorosa assenza dell’Italia in Etiopia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

“Perché il governo italiano è rimasto del tutto assente a fronte del grave conflitto tra il governo etiope e il TPLF che domina in Tigray? Perché non ha nemmeno condannato il lancio di missili ad Asmara da parte delle milizie tigrine? Cosa ha fatto per aiutare i nostri connazionali in fuga da Makallè? Sono alcune delle domande poste dal senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, in una interrogazione in cui, tra l’altro, si evidenzia che “sono passati oltre venti giorni da quando lo scontro politico e istituzionale tra il governo regionale del Tigray guidato dal Tigray People’s Liberatin Front (TPLF) e il governo nazionale guidato dal premier Abiy Ahmed è degenerato in un conflitto militare, che ha provocato già migliaia di vittime civili e oltre trentamila profughi nel vicino Sudan”. Inoltre, “la sera del 14 novembre tre missili terra aria, lanciati dalle milizie del TPLF dal territorio del Tigray, hanno raggiunto la città di Asmara, capitale dell’Eritrea, con l’obiettivo dichiarato di colpirne l’aeroporto, come affermato dallo stesso Debretsion Gebremichael, leader della regione settentrionale etiope che guida la rivolta contro Addis Abeba”. Ora “l’esercito etiope sembra giunto a poche decine di chilometri da Makallè, capoluogo del Tigray, con il rischio di ulteriori vittime civili e di nuove ondate di profughi nel vicino Sudan”. Tutto ciò mentre appare evidente la clamorosa assenza del nostro governo a fronte del “ruolo storico, culturale, economico e politico che l’Italia ha sempre avuto nella Regione” e delle “aspettative e speranze che quei popoli hanno sempre avuto nei confronti del nostro Paese”.Il senatore Urso, chiede, inoltre, di sapere, “quali informazioni il governo abbia avuto, sul piano diplomatico o dalla nostra intelligence, in merito a quanto stava per accadere in Etiopia e cosa abbia fatto in via preventiva per evitare che la situazione degenerasse in un conflitto armato”; ed, inoltre, “cosa il governo italiano abbia fatto nell’immediato degli eventi bellici per soccorrere gli italiani presenti a Makallè e nel Tigray, impegnati nelle loro attività produttive, che peraltro ora sono a rischio”.Infine, il senatore di FdI nel chiedere “una immediata e significativa risposta alla richiesta di aiuti umanitari per evitare altre e più gravi tragedie”, sollecita interventi di alto livello bilaterali e multilaterali per fermare l’uso delle armi e una composizione pacifica del conflitto. “Vi è da chiedersi, inoltre, se dietro la sollevazione della classe dirigente tigrina e nello specifico del TPLF, partito espressione della etnia tigrina che aveva guidato il Paese sin dalla cacciata di Menghistu e che ora ritiene di essere stata estromesso dal potere dal nuovo corso di Abiy, possono esserci anche le mire di Paesi che si sono sentiti esclusi dal nuovo corso politico dell’Etiopia e quindi dal processo di pace che ne è seguito”.

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L’assenza di sicurezza nella RDC orientale mette a rischio i piani di contenimento del coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

La recente recrudescenza delle violenze in alcune aree della Repubblica Democratica del Congo (DRC) orientale, che hanno costretto alla fuga migliaia di persone, potrebbe avere conseguenze terribili in una fase in cui il Paese si appresta a contrastare la nuova piaga mortale costituita dal coronavirus. Lo rende noto l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. A causa del conflitto, oltre cinque milioni di persone sono rimasti sfollati all’interno dei confini della RDC. Si tratta della maggiore popolazione di sfollati in tutto il continente africano. La RDC, inoltre, accoglie più di mezzo milione di rifugiati in fuga dall’instabilità e dalle persecuzioni in corso nei Paesi limitrofi.Si stima che gli attacchi sferrati nelle ultime settimane nelle province del Nord Kivu e dell’Ituri abbiano costretto alla fuga più di 35.000 persone, di cui circa 25.000 dai villaggi a sud del territorio di Lubero.Contemporaneamente, è andata peggiorando la situazione in materia di sicurezza nel territorio di Djugu, nell’Ituri, dove, questo mese, un numero crescente di aggressioni perpetrate da assalitori sconosciuti ha costretto alla fuga oltre 12.000 persone.
Gli attacchi ostacolano l’accesso degli aiuti umanitari, impediscono di assicurare assistenza agli sfollati che ne hanno disperato bisogno, e intralciano le vitali operazioni di coordinamento volte a prevenire e sensibilizzare in merito alla diffusione del COVID-19.
L’assenza di sicurezza e le violenze continue registrate anche in altre regioni del Paese potrebbero ostacolare ulteriormente l’accesso degli sfollati alle strutture sanitarie. Numerosi siti ed aree che accolgono quanti costretti a fuggire sono inoltre sovraffollati e questo rende difficile adottare comportamenti che consentano di mantenere distanziamento fisico e sociale.In una fase in cui la diffusione del COVID-19 è in costante aumento nella RDC, con 287 casi confermati e 23 decessi, l’UNHCR sta lavorando in stretto coordinamento con altre agenzie ONU e i partner umanitari per contrastarne l’avanzata tra rifugiati e sfollati interni. Allo stesso tempo, l’Agenzia continua a garantire loro protezione e assistenza.
Ad oggi, nella RDC non sono stati riscontrati casi di contagio da COVID-19 tra rifugiati e sfollati interni. L’UNHCR sta raddoppiando gli sforzi per implementare le misure di prevenzione e risposta nei campi e negli insediamenti di rifugiati.L’Agenzia esprime profonda preoccupazione in merito al rischio che l’assenza di sicurezza e l’accesso sempre più ridotto degli aiuti potranno causare criticità di vasta portata in un Paese i cui servizi sanitari sono già vicini al collasso e carenti di risorse.
L’assenza di sicurezza nelle regioni orientali a fine marzo ha costretto i partner dell’UNHCR a ritirare il personale dalle aree presso cui hanno trovato riparo le persone in fuga a Drodro e Bule, provincia dell’Ituri, lasciando queste ultime senza alcun tipo di sostegno. L’UNHCR e i partner hanno agevolato l’istituzione di 14 commissioni umanitarie per assicurare in via temporanea la gestione dei siti da remoto, fino a quando la situazione, dal punto di vista della sicurezza, migliorerà.Nonostante le avversità esistenti in molte altre aree della RDC, gli sforzi volti a contrastare la diffusione del COVID-19 continuano, anche sulla base di quanto appreso in occasione della seconda più estesa epidemia di ebola su scala mondiale che ha colpito il Paese dal 2018.Ove possibile, l’UNHCR sta rafforzando le regolari attività di assistenza sanitaria e disinfezione all’interno dei campi, degli insediamenti e dei centri di transito. Le attuali misure di prevenzione del contagio da COVID-19 prevedono la misurazione della febbre presso i varchi d’ingresso di campi, insediamenti e centri di transito, e hanno disposto l’installazione di circa 365 postazioni presso cui lavare le mani e la distribuzione iniziale di oltre 23.000 saponette.
L’UNHCR, inoltre, sta svolgendo attività di sensibilizzazione di massa relative alle misure sanitarie che il Governo sta implementando e alle linee guida in materia di prevenzione volte a ridurre il rischio di infezione. Il timore di contrarre il virus manifestato spesso da rifugiati e sfollati, è dovuto soprattutto a disinformazione. Se garantire il distanziamento sociale può essere problematico all’interno di campi o insediamenti sovraffollati, il consiglio di lavarsi la mani con frequenza è invece generalmente seguito con consapevolezza.In tutta la RDC, l’UNHCR sta assicurando sostegno al sistema sanitario nazionale affinché posso intensificare la propria risposta. Tra gli altri interventi, nella provincia del Kasai l’Agenzia sta allestendo tre strutture per l’isolamento presso cui i pazienti che presentano sintomi da contagio da COVID-19 saranno inviati per essere curati, allentando in tal modo la pressione su strutture sanitarie e ospedali pubblici.Insieme ai partner, l’UNHCR sta distribuendo inoltre attrezzature mediche, letti, mascherine, guanti e altri materiali per sopperire con urgenza alla carenza di risorse necessarie nelle aree che accolgono rifugiati e sfollati interni. Questi spesso vivono in località remote nelle quali le infrastrutture sanitarie di base sono già assenti e vi è frequentemente carenza di scorte di farmaci.
In tale contesto, ove possibile l’UNHCR cerca di mantenere operativi i programmi esistenti. Interventi di assistenza in denaro contante a favore degli sfollati continuano a essere effettuati nella provincia del Nord Kivu per rispondere a numerose esigenze, quali accesso a cibo, assistenza sanitaria e alloggio. Attualmente l’Agenzia effettua trasferimenti di denaro tramite telefoni cellulari per ridurre le occasioni di contatto fisico e ha distribuito telefonini e schede SIM a più di 5.900 nuclei familiari sfollati.
Inoltre, quasi 2.000 richiedenti asilo burkinabé arrivati recentemente e alloggiati in un centro di transito della provincia del Sud Kivu, saranno trasferiti presso un insediamento permanente. Infine, sono in fase di costruzione alloggi temporanei: i nuovi arrivati dovranno osservare una quarantena di 14 giorni e riceveranno trasferimenti di denaro su telefono cellulare per coprire le spese di costruzione dei propri alloggi.L’UNHCR continua a battersi affinché a rifugiati e sfollati sia garantito accesso paritario ai sistemi sanitari nazionali previsti nell’ambito della lotta alla diffusione del COVID-19.

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Mostra: “ab – l’Essenza dell’Assenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Milano Mercoledì 25 settembre 2019 Gaggenau DesignElementi HUB Corso Magenta 2 – cortile interno, Milano Ore 18.30 Terza mostra del ciclo IN-MATERIAL a cura di Sabino Maria Frassà che conferma la collaborazione con cramun e l’impegno di Gaggenau a favore dell’arte contemporanea.

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Assenza per malattia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Il Conto Annuale 2009, pubblicato a fine dicembre dalla Ragioneria Generale dello Stato (RGS), conferma l’entità dell’impatto che le norme di contrasto all’assenteismo (L.133/2008 e successivi interventi) hanno prodotto sui comportamenti di assenza dei dipendenti pubblici. I dati del Conto Annuale, dunque, sono pienamente in linea con quelli del Monitoraggio sulle assenze per malattia che il Dipartimento della Funzione Pubblica realizza mensilmente da giugno 2008, confermandone la robustezza statistica e metodologica.  La rilevazione del Ministero indica un calo medio delle assenze per malattia di circa il 35% nei primi 30 mesi di operatività, dato in linea con il – 34% medio in due anni desumibile dal Conto Annuale 2009.  In particolare, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione effettua la rilevazione da giugno 2008 – da agosto 2008 in collaborazione con l’Istat –  sul complesso delle amministrazioni pubbliche (ad esclusione dei comparti Scuola, Università, Pubblica Sicurezza e Vigili del Fuoco). La rilevazione indica che le nuove regole hanno ridotto i giorni di assenza per malattia in misura significativa: -38% nel primo anno di applicazione (luglio 2008-giugno 2009), -30,2% nel secondo anno (luglio 2009-giugno 2010). Nei primi 30 mesi di operatività della norma il calo medio delle assenze per malattia è stato di circa il 35%.  La contrazione media delle assenze dei dipendenti pubblici nel 2008 e nel 2009 che è possibile calcolare sulla base del Conto Annuale 2009, è di circa il 34%.  Proiettandolo su un intero anno l’operatività della L.133/2008, nel 2008 la riduzione dei giorni di malattia è stata del 39,6% (-38% secondo le stime del monitoraggio). Nel 2009 il numero medio di giorni di assenza per malattia si è ridotto di oltre il 28% rispetto al 2007, anno nel quale la L. 133/2008 non operava ancora. La discesa delle assenze per malattia è quindi proseguita con la stessa intensità del 2008, come evidenziato nel testo di Sintesi del Conto Annuale disponibile sul sito del Ministero dell’Economia. Questi dati chiudono definitivamente ogni stucchevole polemica sull’attendibilità dei monitoraggi sin qui effettuati dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

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La tournée nei perimetri dell’assenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

I grandi delitti italiani fanno audience, costituiscono il piatto forte della nostra informazione, si parla della morte, dei contorcimenti delle vittime, delle meschinità innominabili dei carnefici, lo si fa soprattutto per sentito dire, per interpretazioni personali, per voglia di gogna, se ne parla senza alcuna compassione per le assenze eterne.  Scompaiono bambini, uomini e donne, ognuno di essi viene “liquidato”, con una tecnica senza preambolo, la morte sopraggiunge senza neppure concedere l’ultima volontà di un perdono. Neanche più gridare è permesso. Quando di mezzo ci sono costantemente i più  giovani, quando vanno a farsi male gli indifesi, uno stato e una società  coesi non mollano la presa, non arretrano di un passo, divengono radice profonda per sostenere il  carico che deriva dalla cultura universale che considera illegittimo, ingiusto e disumano appropriarsi con la forza e la violenza della vita altrui, soprattutto di donne e bambini. E morte che aggredisce le carni e le menti, che spedisce al Creatore senza tentennamenti, è morte che non bisogna rimuovere ma neppure renderla una danza, una gita turistica, una maniera nuova di passare il tempo. Di fronte ad accadimenti così indicibilmente cruenti, forse occorre meno parlottio da salotto, minore orecchio al ruminare di pancia, che confondono i percorsi dell’esistenza, anche quella più soggetta a torsioni e abbandoni della propria umanità. A che serve istituire la vacanza di fine settimana nei luoghi della morte, dove invece è necessario approfondire e riflettere sulle questioni più urgenti e dolorose, fatti eclatanti sconvolgono la speranza, il futuro dei bambini, che invece dovrebbero essere e rimanere simbolo di un rispetto inalienabile, che lega indissolubilmente le scelte più importanti, per un tempo che non è mai finito. Rispetto che non è paura, che nulla ha a che fare con il linguaggio mediatico che assorda, ammorba le coscienze, sino al punto da scambiare la disperazione circostante con la possibilità di partecipare a un film, a una esposizione virtuale delle proprie inadempienze personali, mimetizzate nell’incultura ridotta a disturbo psicologico. Lutti e tradimenti privano la vita di amore e fiducia, provocando nelle persone che le sopravvivono il bisogno di sfuggire la realtà, le responsabilità, soprattutto quando a osservare, ascoltare, ci sono i nostri figli, quelli che da soli rifanno il montaggio della pellicola. Il nuovo asse di coordinamento sociale è  basato sulla fiction, non è importante comprendere quanto accaduto, ma sapere tutto del misfatto, con una curiosità che non avvicina alla verità, ma rimanda indietro, alla iniziale paura di partecipare alla compassione che non fa sconti a chi gioca con la libertà degli altri, con la stessa ricerca della verità. La morte come uno show, il gioco delle percentuali sulla colpevolezza, delle statistiche sull’innocenza, fino ad arrivare a proporre con virulenza l’immagine del mostro, dei mostri, di quanti sono colpevoli, di alcuni che forse lo saranno, di altri che non lo sono, ma hanno tutte le caratteristiche per esserlo. Va in scena la tournee nei perimetri dell’assenza, e mentre la giustizia arranca nello sgomberare il campo dalle trappole dialettiche, i venditori della nuova era comunicazionale, sono gia alla ricerca di sangue fresco appena versato. (Vincenzo Andraous)

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Coesione sociale nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

“Quale segnale sta inviando la Lega Nord riunita a Pontida, quando Ministri e Sottosegretari della Repubblica Italiana parlano di secessione?” Questo il commento perplesso dell’On. Scilipoti, deputato IDV. “La platealità delle argomentazioni stride fortemente con i veri problemi del Paese. E come se noi dell’IDV organizzassimo convegni per la riannessione di Nizza, della Savoia e della Corsica, dell’Istria e della Dalmazia, anziché parlare di una crisi economica che sta strozzando il popolo italiano tutto”. Continua il deputato di Italia dei valori: “L’assenza di una coesa volontà politica è palese; il Governo (Leghisti compresi) doveva avviare quel recupero di produttività necessario in un momento di crisi finanziaria ed economica, che avrebbe riacceso la speranza fattiva di un futuro meno difficile. Si dovevano fare scelte politiche che avrebbero affrancato le aree del Mezzogiorno, esposte più di altre all’insidia criminale. L’occupazione e lo sviluppo del Sud necessitano, anche a Pontida, – conclude l’On. Scilipoti (IDV) – del più favorevole clima sociale nazionale e della consapevolezza delle responsabilità“.

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Famiglie più povere nel 2009

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

I dati Istat sui redditi e sui risparmi delle famiglie del 2009 sono molti gravi. Evidenziano una caduta del risparmio di circa il 3%, un minor reddito di circa il 2% e una riduzione del potere d’acquisto di circa il 2,5%. Tutto ciò è avvenuto in un anno in cui sono intervenuti in modo rilevante gli ammortizzatori sociali della Cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Il 2010 rischia di essere per le famiglie italiane ancora più pesante, poiché molte Casse integrazioni si stanno traducendo in minor occupazione sia precaria che regolare. Per contro non vediamo interventi significativi da parte del Governo per cambiare tale situazione. Il bonus incentivi potrà incidere più o meno su 500.000 acquisti di beni di consumo: è una goccia nel mare. Non solo. In assenza di controlli seri, il bonus rischia di andare a favore dei commercianti e non dei consumatori. Adiconsum ritiene fondamentale che il Governo proceda sia con un alleggerimento delle tasse sui redditi da lavoro dipendenti e sui pensionati, le cui minori entrate per lo Stato vanno compensate con una più decisa lotta all’evasione fiscale, sia con più controlli sugli aumenti ingiustificati a partire da quelli dei carburanti, delle assicurazioni, dell’acqua e dei rifiuti.

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Campionato di calcio in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

Il campionato è vivo e appassionante non solo in Italia. In Inghilterra e Germania la lotta è apertissima e questo weekend, ricco di scontri diretti, potrebbe rivelarsi decisivo.  In Premier, il Chelsea di Ancelotti, forte del 7-1 rifilato all’Aston Villa, proverà ad espugnare l’Old Trafford di Manchester per portarsi a -1 dai Reds (e con una partita da recuperare). Con Rooney sarebbe favorito lo United, ma la sua assenza pesa sulle quote, praticamente alla pari: per Matchpoint Blues a 2.7, Reds a 2.65.  Scontro al vertice e quote alla pari anche per il big match di Bundelsliga, dove si affrontano Schalke e Bayern, prime pari merito con 55 punti a testa. La lavagna Matchpoint “vede” equilibrio totale, con quota a 2.65 per il segno 1 e per il segno 2, mentre un pari è a 3.2. Pareggio che farebbe felice il Leverkusen (2.2), terzo a -2 dalla vetta, impegnato a Francoforte (3.2).

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Operazione trasparenza per i dirigenti delle P.A.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Continua l’operazione trasparenza – avviata un anno fa dal ministro per l’amministrazione pubblica e l’innovazione, Renato Brunetta. Per 190.000 dirigenti, tra i quali circa 3.800 appartenenti al comparto Ministeri, 15.000 a Regioni ed enti locali, 137.000 al comparto Sanità e 10.000 appartenenti al comparto Scuola, entro luglio 2009 dovranno essere resi pubblici i dati relativi a retribuzioni, curriculum e tassi di assenza/presenza degli uffici. La legge n. 69 del 18 giugno 2009 (“Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”) impone, infatti, all’art. 21, comma 1, che tutte le pubbliche amministrazioni debbano rendere note, attraverso i propri siti internet, alcune informazioni relative ai dirigenti (curricula vitae, retribuzione, recapiti istituzionali) e i tassi di assenza e di presenza del personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale. Il ministro Brunetta ha emanato un’apposita circolare (n.3 del 2009) al fine di supportare le amministrazioni negli adempimenti relativi all’attuazione della norma. Inoltre, per consentire la standardizzazione dei dati da pubblicare e rendere omogenee le informazioni inviate, nei prossimi giorni saranno disponibili sul sito http://www.innovazionepa.it le modalità da seguire per applicare la norma in maniera corretta. In particolare, verrà predisposta una procedura on-line con le istruzioni per la compilazione dei curricula e verranno individuate semplici regole per la pubblicazione dei dati sui siti istituzionali delle amministrazioni.

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Nomine al credito Bergamasco

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Guido Crippa nominato Vice Presidente, Franco Menini Vice Presidente Vicario. Nella seduta il Consiglio di Amministrazione del Credito Bergamasco (Gruppo Banco Popolare), in accordo con la Capogruppo, ha deliberato di nominare il consigliere Guido Crippa Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione e di attribuire al Vice Presidente Franco Menini i poteri vicari e, pertanto, l’incarico di sostituire il Presidente in caso di sua assenza od impedimento. Il rag. Guido Crippa, bergamasco, è Consigliere di Amministrazione del Credito Bergamasco dal 1990 e membro del Comitato Esecutivo dal 1994. Il rag. Franco Menini ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato del Credito Bergamasco dal 2003 al 2007 ed è stato nominato Vice Presidente il 28 aprile 2007. Le nuove cariche hanno validità sino all’Assemblea dei Soci chiamata ad approvare il bilancio 2009 http://www.creberg.it

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Attualità della circoncisione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2009

circoncisioneSan Paolo scrive nell’epistola ai Galati V, 11-12: «Coloro che vi perturbano si taglino pure tutto». L’Apostolo si riferisce ai Giudaizzanti, che avevano messo i bastoni tra le ruote ai Galati, avendo alcuni mestatori turbato la tranquillità della comunità di Galazia. Infatti «durante la sua assenza si erano intrufolati tra i cristiani della Galazia alcuni Giudaizzanti, i quali sostenevano la necessità di praticare, accanto al Vangelo, anche la circoncisione e le altre disposizioni della legge [cerimoniale] mosaica. […] Venuto a conoscenza di questo stato di cose, l’Apostolo si preoccupò di intervenire subito per stroncare ogni tentativo di eresia nella cristianità della Galazia. È indubbio infatti che, con quei prncipii, si sarebbe caduti, più che nello scisma, nell’eresia vera e propria » San Tommaso d’Aquino nel suo “Commento alla lettera ai Galati”, capitolo I, lezione 2a, n° 297 scrive: «Essi vi turbano perché vogliono che vi facciate circoncidere; ma magari essi non solo siano circoncisi, ma anche completamente castrati! (non solum circumcidantur, sed totaliter castrentur).  Il succo della questione è il seguente: 1°) se vogliamo conservare la purezza e l’integrità della Fede, “senza la quale è impossibile piacere a Dio” (san Paolo), dobbiamo ritenere abrogato il cerimoniale mosaico, dacché esso era relativo alla venuta del Messia, che è già venuto in Cristo. Il pericolo più che attuale del giudeo-cristianesimo, iniziatosi ad infiltrare in ambiente cattolico con Nostra aetate (1965), “l’Antica Alleanza mai revocata” (Giovanni Paolo II, 1981) e l’ebraismo “Fratello maggiore nella Fede di Abramo” (idem, 1986), ed arrivato al parossismo con Benedetto XVI (“Lettera ai vescovi di tutto il mondo”, 10 marzo 2009), che richiede la “fede” nella “shoah” quale conditio sine qua non per essere in piena comunione con la Chiesa, è oggi reale e molto grave, non politicamente ma dal punto di vista della Fede, virtù teologale, “sine qua est impossibile placere Deo” (s. Paolo). Ora, che io sappia, la SS. Trinità e la divinità di Cristo sono i due misteri principali della Fede cattolica, la “shoah” no. Attenzione, dunque, a non cadere nel freudiano “complesso” di “Giuditta-Oloferne”, dacché dalla “shoah” alla “shalom” il passo è breve e poi si arriva alla “decapi-circoncisione di … incapaci”. (d. Curzio Nitoglia in sintesi) (circoncisione)

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