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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Opinion mensile sull’asset allocation

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 settembre 2019

A cura di Adrien Pichoud, Chief Economist Portfolio Manager. Come spesso accade, agosto non è stato un mese tranquillo sui mercati finanziari come avrebbe potuto credere chi è andato in vacanza. Dopo due mesi in cui il dolce nettare dei previsti tagli dei tassi ha alimentato i mercati azionari e obbligazionari, è bastato un tweet per riportare gli investitori alla dura realtà: le tensioni commerciali e le incertezze riguardanti la crescita economica permangono e con loro i potenziali rischi di ribasso incombenti sul sentiment e sull’attività economica. In questo contesto è importante distinguere tra sviluppi potenziali e reali. Obiettivamente l’attuale situazione è quella di un continuo rallentamento della crescita economica causato dall’indebolimento della dinamica ciclica, da un’attività industriale che perde vigore e dalle incertezze riguardanti le condizioni commerciali e geopolitiche mondiali (dazi USA e Brexit, solo per citarne alcune). Finora però, la crescita economica resta sostenuta da un’attività resiliente nel settore dei servizi e dei consumi delle famiglie, con una disoccupazione bassa o in calo, condizioni di finanziamento accomodanti e la risalita dei prezzi delle abitazioni. Per il futuro, è evidente che il rischio di un trend ribassista dell’attività industriale e della fiducia delle imprese potrà
avere ripercussioni sul settore dei servizi e sulla fiducia dei consumatori. Più questa tendenza al ribasso continua e maggiori saranno le possibilità che la conseguente ricaduta possa provocare il temuto scenario di recessione mondiale. Non ci sono tuttavia prove che questo scenario stia già prendendo forma. Pertanto presumere la concretizzazione di tale scenario negativo sarebbe altrettanto imprudente come supporre che le cose finalmente miglioreranno.
Lo scenario macroeconomico mondiale ha mostrato tendenze simili dall’inizio dell’anno, con il dualismo tra la permanente debolezza dell’attività industriale ciclica e la resilienza dell’attività interna trainata dai servizi. Poiché quest’ultima incide di più sul PIL della prima, è per ora sufficiente a mantenere la crescita del PIL in territorio positivo nel mondo sviluppato, ad eccezione della Germania che registra una contrazione nel secondo trimestre.
In altre parole, la divergenza tra l’attività industriale e dei servizi non può ampliarsi all’infinito e, a seconda di quale settore interrompe il trend, le crescenti preoccupazioni sulle prospettive macroeconomiche mondiali potrebbero rivelarsi sbagliate o essere confermate. In entrambi gli scenari potrebbe essere dato per scontato che le banche centrali diventeranno sempre più accomodanti, quantomeno a causa del basso livello di inflazione e delle pressioni inflazionistiche. La maggior parte dell’economia mondiale continua a decelerare in seguito alla stessa combinazione di fattori negativi dei mesi precedenti: rallentamento del commercio e degli investimenti a livello mondiale per effetto dei dazi statunitensi e cinesi, incertezze commerciali globali e incertezze legate alla Brexit in Europa. Per ora non ci sono prove che il rallentamento si sia affievolito o abbia addirittura registrato un’inversione di tendenza. L’inflazione resta bassa e sostanzialmente inferiore ai target delle banche centrali nelle economie sviluppate ed emergenti. Tuttavia, negli Stati Uniti e in Europa si registrano segnali del raggiungimento di un punto di minimo, dovuti principalmente a fattori tecnici. Ciò significa tuttavia che il trend deflazionistico del primo semestre dell’anno potrebbe essere sul punto di invertirsi gradualmente.Dopo il netto e ben pubblicizzato cambiamento di orientamento da parte delle banche centrali che hanno annunciato un imminente allentamento monetario, è ora di raccogliere i risultati. La Federal Reserve ha già tagliato i tassi di interesse ufficiali a luglio ma continuerà probabilmente a faro a settembre. L’economia statunitense continua a mostrare indicatori economici contrastanti, leggermente più deboli ma senza una contrazione dell’attività industriale e con un’attività del settore dei servizi e i consumi delle famiglie che restano abbastanza solidi, grazie al basso livello di disoccupazione e a condizioni di finanziamento agevolate. In questo contesto, i timori di recessione o il previsto allentamento monetario da parte della Fed sono basati sulle preoccupazioni che un rallentamento globale e i dazi doganali possano penalizzare in modo significativo l’attività in futuro.
Per quanto riguarda la Svizzera, questa combinazione di rallentamento dell’attività industriale nell’eurozona e di probabili tagli dei tassi da parte della BCE rappresenta un mix macroeconomico molto negativo. Penalizza fortemente una parte importante dell’economia, a causa del calo della domanda di esportazioni svizzere e dell’impatto negativo di un franco svizzero più forte rispetto all’euro. La Banca nazionale svizzera ha a disposizione opportunità limitate di controbilanciare queste dinamiche. Allo stesso modo la Banca del Giappone ha poche opzioni di contrastare il ribasso della dinamica inflazionistica del paese sostenuta dall’apprezzamento dello yen. Il rallentamento della crescita mondiale nonché le incertezze a livello commerciale e di dazi penalizzano gradualmente le economie emergenti nonostante una domanda interna relativamente resiliente. L’Europa dell’Est risente dell’impatto del rallentamento dell’attività industriale in Germania, il Sud-Est asiatico è direttamente esposto alle ripercussioni delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, proprio come le tensioni tra Giappone e Corea del Sud non fanno altro che aggravare l’instabilità commerciale.
Abbiamo lasciato invariato a “lieve avversione” il posizionamento sul rischio orientando però la struttura dei portafogli verso mercati e attivi più difensivi, senza alterare l’equilibrio complessivo del portafoglio. Abbiamo innalzato il giudizio sul mercato azionario giapponese e svizzero (con esposizione valutaria aperta) a “lieve preferenza”. Abbiamo mantenuto generalmente invariata a “lieve avversione” l’esposizione alle azioni dell’eurozona ma sottolineiamo l’elevato livello di cautela e una netta avversione alle azioni tedesche a causa delle preoccupanti dinamiche macroeconomiche del paese e dell’orientamento settoriale nei confronti del settore automobilistico. Abbiamo, da una parte, ridotto di un livello la nostra preferenza per le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta forte e in valuta locale, portandola rispettivamente a “lieve avversione” e ad “avversione”, alla luce delle crescenti incertezze nelle prospettive di crescita globale, delle potenziali onde d’urto provenienti da Argentina e Hong Kong e di alcuni possibili rischi di ribasso dei tassi di cambio per il debito in valuta locale. Dall’altra abbiamo innalzato a “lieve preferenza” il giudizio sui titoli di Stato nominali in quanto siamo disposti a mantenere una certa esposizione ai titoli di alta qualità allo scopo di bilanciare i portafogli. Non abbiamo apportato modifiche ai giudizi sulle obbligazioni investment grade e high yield, rimasti rispettivamente a “lieve avversione” e “avversione”, dopo averli già declassati un mese fa.
Per finire abbiamo ridotto a “lieve avversione” l’orientamento nei confronti del debito russo in valuta locale.
Continuiamo a preferire il dollaro statunitense all’euro, malgrado le valutazioni più elevate del biglietto verde, poiché offre previsioni di crescita più rosee e un differenziale di rendimento ancora positivo. Manteniamo infine una “lieve propensione” per l’oro, data la sua caratteristica di diversificazione in un contesto di avversione al rischio. (in abstract)

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“Technical Aspects of a Leased Asset 2020”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 settembre 2019

Amsterdam, Netherlands – April 21, 2020 conference has been added to ResearchAndMarkets.com’s offering.This one day seminar will discuss the growing role of aircraft and engine leasing to worldwide airline’s fleets with an in-depth look at the maintenance issues and trends in technical aspects of aircraft leases. It will provide a practical look at the difficulties and challenges of maintenance issues including how to estimate the right reserve rates for airframes, engines, property defining Overhaul and Shop Visit. The seminar will encourage interactive debate and will include the various perspectives of those key personnel involved in the industry who have an in depth hands-on knowledge and experience to enable the participant to gain a better grasp of the Technical Aspects of a leased asset. For more information about this conference visit https://www.researchandmarkets.com/r/lga1cz

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La maggior parte delle aziende perde valore con la cessione di asset

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Secondo il Divestment Performance Monitor di Willis Towers Watson, realizzato in collaborazione con Cass Business School, più della metà delle aziende che hanno effettuato cessioni di asset dal 2010 a oggi hanno perso valore azionario.Il nuovo database globale analizza l’andamento del prezzo delle azioni delle aziende che cedono asset, da sei mesi prima dell’annuncio dell’operazione fino a sei mesi dopo il completamento.Matteo Fiocchi, Head of Executive Compensation and Strategic Reward di Willis Towers Watson, ha dichiarato: “Le cessioni rappresentano una parte cruciale, ma spesso trascurata, della definizione del portafoglio di attività di un’azienda, offrendo un’opportunità reale per conseguire una redditività più alta grazie a un’assegnazione migliore dei capitali, una maggiore attenzione sulle attività principali e più fondi da investire per crescere. Tuttavia, i nostri dati mostrano che le aziende che cedono asset continuano a faticare nella creazione di valore per gli azionisti, in quanto spesso gli investitori tendono a valutare negativamente le aziende che non hanno strategie di lungo termine convincenti”.
Lo studio di Willis Towers Watson, che prende in esame le aziende che cedono alcuni asset sia a aziende quotate sia a compratori privati, ha rilevato anche che:
· Le difficoltà nel creare valore a valle delle cessioni nel corso dell’ultimo decennio sono state riscontrate in tutte le aree geografiche, a prescindere dalle dimensioni degli accordi e dai settori di attività.
· Un’analisi dello studio ha mostrato che il valore creato dalla minoranza di aziende che hanno effettuato le cessioni con successo (2.000 miliardi di dollari di performance sopra la media dal 45% di aziende cedenti) ha superato marginalmente la performance negativa della maggioranza che ha chiuso in perdita (1.900 miliardi di dollari dal 55% di aziende cedenti).
· Tra il 2010 e il 2018, le cessioni verso gli acquirenti private equity, con un calo del 3,3%, hanno vissuto una performance peggiore di quelle verso le aziende acquirenti, calate del 2,2%. Questo può essere in parte spiegato dal fatto che gli acquirenti private equity si rivolgono ad aziende cedenti con maggiori difficoltà, e che dunque possono avere rendimenti più bassi; inoltre, i team di negoziazione degli acquirenti private equity tendono ad avere team per le transazioni più specializzati e che trattano un flusso maggiore di accordi, permettendo loro di negoziare con maggiore aggressività. Al fine di ottimizzare il valore e garantire che gli acquirenti non vincano a loro spese, riteniamo che le aziende cedenti trarrebbero vantaggio da una pianificazione più accurata e dalla preparazione delle attività per la vendita.Lo studio mostra anche che molte delle cessioni con migliori prestazioni sono state spin-off, che sono spesso giustificate dalla volontà di separare un’azienda di successo dalla casa madre per mettere in risalto il suo valore come azienda indipendente. Secondo Willis Towers Watson, questo dimostra l’importanza della preparazione pre-deal e dell’impegno dei business leader, all’interno e all’esterno dell’aziende, nel promuovere le ragioni della vendita e dimostrarne così il valore e le prospettive anche per l’attività che non viene ceduta.Matteo Fiocchi, Head of Executive Compensation and Strategic Reward di Willis Towers Watson ha dichiarato: “La creazione di valore dagli accordi di cessione non è automatica. In condizioni di mercato difficili, quanto un’azienda possa guadagnare o perdere dipende molto da quanto l’approccio all’operazione sia ponderato. Lato vendita, investire le giuste risorse per eseguire la due diligence, preparare l’attività per la cessione e costruire una solida impalcatura logica che motivi l’operazione è fondamentale per attirare migliori potenziali acquirenti. Questi faranno offerte migliori per un accordo che ritengono possa creare più valore per loro, e saranno in una posizione meno forte nelle negoziazioni con un’azienda cedente che si sia preparata con cura. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di acquirenti private equity, che vantano notevoli competenze in materia di fusioni e acquisizioni e un’esperienza nelle negoziazioni aggressivUna volta identificato un potenziale acquirente per la cessione, è altrettanto importante mantenere motivati i manager comunicando il loro valore per l’azienda, rafforzando la sensazione di opportunità derivante dall’operazione e infondendo la massima fiducia possibile tramite il giusto riconoscimento della loro performance. Ciò avrà un impatto positivo sull’organizzazione e sul successo dell’operazione”. (by Daniela Pradella)

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Catella and Kriton establish asset management company

Posted by fidest press agency su martedì, 27 febbraio 2018

Catella and Kriton Immobilien GmbH have jointly established the asset management company “Catella Asset Management” (CAM). This is in response to growing demand for advisory services in professional real estate management for national and international investors. The new company will thus offer its extensive expertise also to third parties in the German market for the first time.Catella Asset Management operates in the market as a professional asset management services provider, focusing on office and retail properties as well as buildings earmarked for conversion into residential properties. The emphasis is on properties with potential value-add. The aim is to leverage the long-term earnings potential of properties located in Germany’s high-growth regions through active asset management and to unlock this potential for investors.Henrik Fillibeck, member of the Managing Board of Catella Real Estate AG, explains the decision to establish a separate asset management company: “Kriton has specialised experience in identifying and leveraging the value-add potential of real estate. During the current market phase, high national and international demand for properties in the core segment with fixed long-term rentals has led to a price situation where the risk-return profile of properties with asset management potential is becoming increasingly more attractive. Not only does a regional presence with local expertise offer the opportunity to generate higher returns, it also increases investment security, because the value-add potential is leveraged at the outset for a foreseeable period. In this context, manage-to-core prospects unlock the potential to realise increases in value quickly. A service for third parties is that management fees generate regular income while profit sharing provides performance-related incentives.” “In Catella, Kriton has joined forces with an experienced partner with international activities with whom major single investments as well as large portfolio deals can be realized,” says Andreas Hauff, one of the Managing Directors at Kriton. “Catella supports our approach of applying proactive management, especially for investors without operational activities, by remodelling distressed properties, enhancing their rental potential and reselling them at a profit within a short to medium-term horizon.”Catella Asset Management will be headed by Andreas Hauff and Nicolas Hartel. A joint team of specialists from both founding companies will look after all investor interests in future.
Catella has been operating in the professional real estate market for more than 30 years and has made its name as an investor by specialising in niche segments. Catella, which has around EUR 5.6 million in real estate assets under management, has activities in 14 countries.
Kriton has been an independent real estate investment manager in Germany for the past 10 years. With current assets under management of around EUR 430 million, the Munich-based company has positioned itself in the market as a full-service provider, specifically for institutional investors and wealthy private investors. Through its activities, Kriton has realised value add investments with IRR returns clearly in the double-digit percentage range in the past five years.

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Bolle finanziarie e natura umana: è possibile proteggersi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

borsaFirenze. Stiamo vivendo il formarsi di una delle più grandi bolle finanziarie che la storia abbia mai conosciuto. Questo è un dato di fatto, non è un’ipotesi. Questa stessa frase si poteva scrivere qualche trimestre fa ed è possibile che si possa continuare a ripetere anche fra qualche trimestre. Ciò non rende più o meno vera la frase oggi rispetto a quella che si poteva dire qualche trimestre fa o che si potrà dire fra qualche trimestre. Le bolle possono continuare a gonfiarsi per molto tempo. Questa è una delle caratteristiche che le auto-alimentano. Alcuni analisti di Deutsche Bank Market Research fra cui Jim Reid e Nick Burns hanno recentemente pubblicato alcune studi basandosi su serie storiche lunghissime, oltre 200 anni, ed hanno concluso che i prezzi medi degli asset (obbligazioni ed azioni) sono i più cari da sempre, come si evidenzia nell’immagine che si trova su questo articolo in web.
Le obbligazioni, in particolare, quotano prezzi assolutamente folli da molto tempo. Questo è dovuto, come ormai è noto, al comportamento delle banche centrali che da regolatori del mercato si sono trasformate nei principali operatori del mercato obbligazionario. Ciò ha influenzato anche il mercato azionario poiché se le obbligazioni non offrono più rendimento, gli investitori sono disposti a correre maggior rischio per tentare di avere qualche rendimento. Questo ha spinto sempre più in alto il prezzo della azioni (specialmente in USA) che sono diventate carissime.
Se questa analisi è incontestabile (come in effetti è), si potrebbe dedurre che un operatore razionale non si azzarderebbe mai né ad investire in obbligazioni né ad investire in azioni, ma la realtà è ben diversa.Le persone continuano ad investire e la raccolta, per le società di gestione del risparmio, è molto buona. Perché questo accade? Un investitore saggio dovrebbe essere completamente liquido in questo periodo di prezzi folli?La risposta è… dipende. Dipende da chi siamo e dipende da che obiettivi abbiamo e, soprattutto, dipende dalla propria psicologia.
Il grandissimo economista John Maynard Keynes evidenziava il paradosso in base al quale fare scelte razionali in un mondo nel quale chi ci circonda fa scelte irrazionali non è razionale. Il problema di fondo è che possiamo sapere se siamo in una fase di bolla o meno (e adesso siamo indiscutibilmente in una fase di “bolla gemella”, cioè bolla sull’obbligazionario e bolla sull’azionario – in particolare negli USA) ma non potremo mai sapere quanto durerà la bolla. Potrebbe durare qualche trimestre, ma potrebbe durare qualche anno. Ogni fase di bolla ha la sua “storia”, la sua “narrazione”, le sue “ragioni”. Il “carburante” principale delle bolle finanziarie è la natura umana.
borsa-merci-telematica-italianaDa consulente finanziario indipendente, che – quindi – non ha alcun interesse a far investire o meno i propri clienti, posso constatare come stare liquido, per l’investitore medio è un costo psicologico elevato. Non investire, specialmente quando i mercati finanziari sembrano essere “tranquilli”, quando il rischio non è percepito, è in qualche modo “faticoso”, si ha la percezione di “perdere un’opportunità”. E’ una situazione che può durare qualche mese, al massimo un anno, ma se la bolla finanziaria si protrae per più tempo, diventa insostenibile sul piano psicologico.
Il sistema finanziario ha tutto l’interesse a far leva su questa debolezza umana e stimola gli investitori per investire il più possibile.
Questo meccanismo alimenta la bolla e s’innesca un circolo vizioso che spinge i prezzi a livelli sempre più folli.
Durante la bolla di Internet, il fatto che le azioni fossero sopravvalutate era noto a tutti i professionisti del settore. L’allora presidente della FED (la banca centrale in USA), Alan Greenspan parlo di “Euforia Irrazionale” già nel 1997 (precisamente il 5 dicembre del 1996). I mercati continuarono a salire fino al marzo del 2000! Serviva una forza di volontà ed una convinzione incrollabili per continuare ad non investire nelle azioni quando tutto il mondo sembrava andare nella direzione opposta. Stiamo vivendo esattamente lo stesso meccanismo.
borsa milanoL’idea di non investire ed attendere che la bolla esploda sarebbe la soluzione razionale e ideale. Ideale se si avesse la forza psicologica e la convinzione di portarla avanti fino a quando la bolla non scoppierà. Da qui ad allora, però, è quasi certo che la grande maggioranza degli investitori cambierà opinione. I giornali e gli opinionisti si accalcheranno a giustificare le ragioni per le quali “questa volta è diverso”. Ci spiegheranno che… “sì, è vero, i prezzi sono elevati in base ai vecchi modi di valutare le azioni, ma oggi le cose sono cambiate perché ci sono le banche centrali che comprano le obbligazioni e questo cambia tutto”. “Non comprare azioni adesso significa perdere un’opportunità storica di guadagno!” Questo è il messaggio che un comune investitore riceve e continuerà a ricevere fino a quando la bolla non scoppierà. E se non sarà investito, correrà il forte rischio di investire nella fase ancora più avanzata dell’evoluzione della bolla. Da consulente finanziario indipendente mi sono posto moltissime volte, in questi mesi (ed ormai anni) la domanda su come meglio proteggere i miei clienti in questa fase che appare agli investitori così poco rischiosa ed è in realtà è una delle fasi più rischiose (se non la più rischiosa in assoluto) che la storia finanziaria abbia conosciuto. La risposta che mi sono dato è che l’unico modo di tutelarsi è quello d’informare il cliente sulla reale situazione del mercato ma, al tempo stesso, assecondare la necessità psicologica d’investire facendo grandissima attenzione a controllare i rischi. In altre parole l’idea è quella d’investire, ma con la consapevolezza di partecipare ad una sorta di “gioco del cerino”. Questa è la realtà. La bolla potrà scoppiare fra tre mesi, un anno, due anni o forse anche più. Non lo sappiamo: potrebbe scoppiare anche fra una settimana, specialmente se dovesse esserci un fatto esogeno ai mercati come una crisi geopolitica (si veda alla voce Corea del Nord). La sola verità è che non lo sa assolutamente nessuno.
Al tempo stesso possiamo dire per certo che le valutazioni sono tecnicamente “da bolla” e nei prossimi anni, quando riguarderemo queste quotazioni (specialmente per quanto riguarda la componente obbligazionaria) tutti gli esperti diranno che la bolla nel 2017 era già conclamata.
E’ possibile proteggersi dallo scoppio della bolla? No, ma si può provare a farsi meno male possibile. Il primo requisito indispensabile per farsi meno male possibile è quello di essere pienamente consapevoli che stiamo vivendo un momento di bolla finanziaria. Speriamo, nel nostro piccolo, di aver dato il nostro contributo informativo. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Monroe Capital Provides $14 Million Asset-Based Facility to PetEdge, Inc.

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 agosto 2017

beverlyBeverly (USA) Monroe Capital LLC today announced it acted as sole lead arranger and administrative agent on the funding of a $14 million asset-based facility to refinance the existing debt facility and provide working capital for PetEdge, Inc.Founded in 1956 and based in Beverly, Massachusetts, PetEdge, Inc. is a developer and wholesale distributor of pet supplies and grooming products to a diverse customer base including pet professionals (groomers, kennels and veterinarians) and leading retailers nationwide. The company was originally known as New England Serum Company, Inc. and has been doing business as PetEdge, Inc. since 2002.
Monroe Capital LLC (“Monroe”) is a middle market direct lending and private credit asset management firm. Since 2004, the firm has provided private credit solutions to corporate borrowers in the U.S. and Canada. Monroe’s middle market lending platform provides senior and junior debt financing to middle market businesses and private equity sponsors. Investment types include unitranche financings; cash flow, asset based and enterprise value based loans; and equity co-investments. Monroe is committed to being a value-added and user-friendly partner to business owners, senior management and private equity sponsors. The firm is headquartered in Chicago and maintains offices in Atlanta, Boston, Dallas, Los Angeles, New York, San Francisco and Toronto. Monroe has been recognized by Private Debt Investor as the 2016 Lower Mid-Market Lender of the Year; M&A Advisor as the 2016 Lender Firm of the Year; Global M&A Network as the 2016 Small Middle Markets Lender of the Year; and the U.S. Small Business Administration as the 2015 Small Business Investment Company (SBIC) of the Year.

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Willis Towers Watson: gli asset dei maggiori fondi pensione diminuiscono per la prima volta dall’inizio della crisi finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

Borsa Merci Telematica ItalianaSecondo l’indagine annuale Pensions & Investments di Willis Towers Watson, il totale degli asset dei 300 più grandi fondi pensione a livello mondiale nel 2015 è diminuito di oltre il 3% (rispetto ad una crescita di oltre il 3% nel 2014), raggiungendo il valore totale di 14.8 trilioni di Euro. Nonostante questo calo, il primo dall’inizio della crisi finanziaria globale, la crescita cumulata del risparmio da allora è quasi del 19%. L’indagine, condotta in collaborazione con il magazine americano Pensions & Investments, mostra come a livello regionale i Fondi del Nord America negli ultimi 5 anni hanno avuto il più alto tasso di crescita (circa il 6%) rispetto ai Fondi in Europa (4%) e in Asia (circa 1%); emerge inoltre che gli asset dei primi 300 fondi pensione rappresentano circa il 42% del patrimonio previdenziale globale. L’indagine mostra che nel 2015 i fondi a prestazione definita (DB) sono scesi di quasi il 5%, mentre quelli a a contribuzione definita sono scesi di oltre il 2% Alessandra Pasquoni, Responsabile Willis Towers Watson in Italia per l’attività di investment consulting commenta: “La volatilità dei patrimoni gestiti, in combinazione con passività sempre maggiori testimoniano quanto sia diventato difficile per i fondi pensione soddisfare le proprie mission. I grandi investitori possono trarre vantaggio da questa volatilità, complessa e ambigua, per migliorare i loro processi decisionali. È ormai chiaro che una buona governance sia il fattore determinante per produrre un vantaggio competitivo in contesti in continua evoluzione.”La ricerca, che per la prima volta contempla un investitore italiano tra i maggiori 300 fondi globali, mostra come gli Stati Uniti rimangano il paese con la quota maggiore di assets tra i fondi pensione (38%), seguiti da Giappone (12%), Paesi Bassi (6%), Norvegia (6%) e Regno Unito (5%). 27 nuovi fondi sono entrati nella classifica nel corso degli ultimi cinque anni e, su base netta, gli Stati Uniti contribuiscono con il maggior numero di fondi (10), seguiti dal Regno Unito, Corea del Sud, Australia, Francia, Perù, Vietnam e Italia (entrata proprio quest’anno nell’indagine). Nello stesso periodo, il Messico ha avuto la più grande perdita netta di fondi dalla classifica (quattro fondi), seguita dalla Svizzera, Germania e Giappone (3). Gli Stati Uniti hanno il maggior numero di fondi nella ricerca (131), seguiti da U.K. (27), Canada (19), Australia (16), Giappone (15) e Paesi Bassi (12). Alessandra Pasquoni: “Vi sono stati diversi cambiamenti nel ranking dei Fondi Pensione negli ultimi cinque anni; le migliori performance derivano da portafogli completamente diversificati che performano bene nei momenti di stress e aventi un focus sui rendimenti finali piuttosto che su quelli relativi. Un altro elemento di differenziazione dei fondi Leader è la loro capacità di innovare o essere pionieri: questo è un elemento importante in un contesto di bassa crescita persistente. Si sono fatte nuove considerazioni su come gestire i costi in maniera efficiente implementando un mix tra capitale umano esterno ed interno. Ciò ha avuto l’effetto positivo per l’industria nel suo complesso modellando la proposizione di gestione attiva e controllandone al contempo la crescita dei costi.”I fondi pensione sovrani [2](27) continuano fortemente a dominare nella classifica, rappresentando il 28% delle attività e un totale di circa 4.6 trilioni di euro. I 115 del settore pubblico, nel 2015, hanno avuto un patrimonio di quasi 6,6 miliardi di euro e rappresentano il 39% del totale.Alessandra Pasquoni conclude: “Lo scenario degli investimenti sta cambiando rapidamente poiché la gran parte degli investitori sta rivedendo la loro governance per divenire più efficiente nei loro processi di investimento. 20 anni fa era prevalente il ricorso alla delega a società esterne, mentre adesso assistiamo a una crescita delle competenze interne e a migliori pratiche di investimento associate di solito al raggiungimento di un buon equilibrio fra risorse interne e deleghe all’esterno. Il rafforzamento delle risorse sta anche consentendo a questi investitori di essere più consapevoli delle loro responsabilità, opportunità e impatto sociale”.

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Catella Asset Management advises Tikehau Investment Management on the acquisition of a portfolio of 35 retail assets

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

catellaAdvised by Catella Asset Management, Tikehau group has acquired from private investors a real estate portfolio comprising 35 retail assets in France with a net area of more than 200,000 sqm. The transaction amounts to more than 240 million euros.The retail assets are located in the Paris region as well as in many other regions in France. The portfolio includes 102 retail units leased to both national and international brands such as Babou, Brico Dépôt, Maxi Toys, McDonald’s, Leader Price, Besson, C&A, Chaussea and Kiabi.
Catella Asset Management assisted Tikehau during the whole acquisition process and will be in charge of the asset management. The SCC and Sofidy will be responsible for the property management of the portfolio. Senior financing was provided by Natixis and Crédit Foncier.This acquisition was executed through the OPCI Tikehau Retail Properties III, created and managed by Tikehau Investment Management, Tikehau Capital Partners being one of the shareholders of this structure, alongside first class institutional partners.“This transaction represents a wonderful opportunity to invest in a diversified portfolio generating secured cash flows, which is part of our continued strategic vision of retail assets. We are also particularly happy about Tikehau’s renewed trust, mandating us today for the asset management of this portfolio, after mandating us on Bercy 2 in October and on the Mr Bricolage portfolio last December,” says François Brisset, Head of Catella Asset Management in France.Tikehau was also advised by notary Wargny Katz along with the Lacourte Raquin Tatar, BDGS Associés and Lefèvre Pelletier Associés law firms. Banks were advised by the notary Allez & Associés as well as by the Archers law firm.Catella’s Asset Management in France provides real estate asset management services for French and international investors. Launched in 2014, the asset management operations rely on a team of seasoned professionals who have developed unique expertise in most real estate asset classes.

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Catella Asset Management advises Tikehau Capital on the acquisition of Bercy 2 shopping Centre

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

François Brisset, CatellaAdvised by Catella Asset Management, Tikehau Capital has acquired Hammerson’s stake in the Bercy 2 shopping centre for circa 64 million euro. Catella Asset Management assisted Tikehau during the whole acquisition process and will be in charge of the asset management. The SCC will be responsible for the centre management and the property management.The 35,200 sqm asset (the scope of the transaction involves 20,200 sqm) is located South East of Paris, overlooking the ring road (200,000 vehicles per day) and the A4 motorway (260,000 vehicles per day). It includes 70 shops, and boasts anchor brands such as Carrefour, H&M and Darty.This acquisition was executed through an OPCI created and managed by Tikehau IM, Tikehau Capital being one of the shareholders of this structure, alongside first class institutional partners.
“In a fast-moving surrounding area, this transaction represents a good opportunity to acquire a landmark shopping centre, designed by the architect Renzo Piano and known by all Parisians. We are also particularly happy about Tikehau’s renewed trust, mandating us today for the asset management of Bercy 2, after mandating us on the Mr Bricolage portfolio last December”, says François Brisset, Head of Catella Asset Management in France.
Catella’s Asset Management in France provides real estate asset management services for French and international investors. Launched in 2014, the asset management operations relies on a team of seasoned professionals who have developed a unique expertise in most real estate asset classes. Catella is a financial advisor and asset manager with specialist expertise within property, fixed income and equities. We have a leading position in the property sector and a strong local presence in Europe, with some 500 employees in 12 countries. Catella is listed on First North Premier at Nasdaq Stockholm. Read more at catella.com.Tikehau Capital Group manages more than €6.6 billion for institutional and private investors in various asset classes (listed /private equity, credit, private debt, and real estate), via its asset management subsidiary, Tikehau IM, its listed minority equity investment company, Salvepar, and its long term investment company, Tikehau Capital Partners. Majority-held by its managers alongside first-tier institutional partners, Tikehau Capital has 133 employees in offices in Paris, Brussels, London, Milan and Singapore. (photo: François Brisset, Catella)

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Da Pictet Asset Management: Luca Di Patrizi nominato Responsabile Globale

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

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Pictet Asset Management – la divisione di asset management del Gruppo Pictet – annuncia la nomina, a partire dal 1° gennaio 2016, di Luca Di Patrizi quale Responsabile Globale (escluso Giappone) per il canale distributivo Retail e Wholesale, basato a Ginevra. Manuel Noia, dopo aver ricoperto il ruolo di Direttore Commerciale, diventa conseguentemente il nuovo Country Head di Pictet Asset Management per l’Italia, riportando funzionalmente a Luca Di Patrizi.Luca Di Patrizi ha aperto l’ufficio italiano di Pictet Asset Management nel 1999 guidandone con successo lo sviluppo sino ad oggi e facendone uno dei principali gestori esteri operanti in Italia. Manuel Noia, arrivato in Pictet dal 2007 come Direttore Commerciale per sviluppare l’attività di supporto ai distributori italiani, ha contribuito in modo importante alla crescita del business italiano attraverso un’intensa attività focalizzata sul segmento delle reti di promozione finanziaria. Il business del collocamento diretto dei fondi Pictet tramite i distributori italiani è infatti cresciuto esponenzialmente, arrivando a rappresentare oggi circa il 70% del patrimonio complessivo raccolto in Italia.La struttura italiana di Pictet Asset Management, con Euro 19 miliardi di patrimonio in gestione al 30 giugno 2015, è presente a Milano con un team di 20 professionisti che vantano un’esperienza consolidata sul mercato italiano. La struttura commerciale sarà guidata da Paolo Paschetta, in Pictetmanuel noia dal 2005, in qualità di Direttore Commerciale. Giambattista Chiarelli continuerà ad essere il Responsabile della Clientela Istituzionale per l’Italia ed Andrea Delitala il Responsabile della Divisione Investment Advisory e gestore insieme a Marco Piersimoni del fondo Pictet – Multi Asset Global Opportunities.Luca Di Patrizi, dichiara: “È per me motivo di grande soddisfazione assumere un incarico a livello globale. La mia sfida sarà contribuire all’ulteriore sviluppo e al consolidamento della presenza internazionale di Pictet Asset Management. Al raggiungimento di questo obiettivo dedicherò le capacità e l’esperienza maturate sul mercato italiano, uno dei più dinamici e competitivi. I miei migliori auguri al collega Manuel e a tutto il team italiano per un futuro che sono convinto continuerà ad essere ricco di successi.”Manuel Noia, prosegue: “Sono onorato di assumere l’incarico di Country Head e di subentrare a Luca nell’importante compito di guidare l’ulteriore espansione di Pictet Asset Management in Italia. E’ questa per me una nuova e importante opportunità professionale che accolgo con entusiasmo, sicuro anche di poter contare su un team di grande esperienza per conseguire insieme nuovi importanti risultati.” (foto: luca patrizi, manuel noia)

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Macro Outlook – Ken Leech, CIO di Western Asset (Gruppo Legg Mason)

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2015

Borsa Merci Telematica ItalianaCrediamo che il miglioramento delle prospettive sulla crescita e sull’inflazione globale dipenda ancora strettamente dal sostegno concesso dalle principali banche centrali attraverso interventi monetari di natura espansiva. In virtù di ciò, non è difficile comprendere la riluttanza da parte della Federal Reserve ad esporsi in maniera decisa sul timing e sulle modalità con cui verrà effettuato il primo atteso rialzo dei tassi di interesse, specialmente dopo che le stime sulla ripresa dell’economia domestica e sull’inflazione sono state riviste al ribasso, a fronte dei dati economici poco brillanti registrati in questa prima parte dell’anno; la banca centrale americana nell’ultima riunione del FOMC di giugno, ha confermato la propria sensibilità ai dati economici registrati in questi mesi, ma a nostro avviso non è da escludere che un primo lieve rialzo possa comunque avvenire in Settembre, pur senza che questo comporti un cambio radicale nell’approccio della Fed, che dovrebbe restare accomodante ancora a lungo. La curva dei Treasury americana – la cui volatilità vissuta in queste settimane è in parte il riflesso di quanto accaduto in Europa – è diventata più ripida, rispecchiando l’opinione prevalente di mercato sul fatto che la Fed posticipi il primo rialzo; questa view, da noi condivisa nel primo trimestre dell’anno, offre invece a nostro avviso in questo momento un’opportunità interessante sul segmento a più lunga scadenza della curva, che riteniamo meno vulnerabile ad un eventuale rialzo dei tassi di interesse e che attualmente pensiamo offra del valore, se si osservano i livelli raggiunti dallo spread tra il decennale e il trentennale americano. Nonostante lo steepening della curva dei Treasury americana comporti storicamente una compressione degli spread tra le diverse scadenze sul fronte del credito, in questo momento anche il differenziale tra le scadenze a 10 e 30 anni del credito investment grade si è ampliato e questa anomalia offre a nostro avviso agli investitori l’opportunità di acquistare titoli a più lunga scadenza a prezzi interessanti. Più in generale, la forte compressione degli spread tra i rendimenti dei titoli governativi e del credito rende quest’ultima asset class molto appetibile, considerando i livelli di liquidità ed i bassi tassi medi di insolvenza.
Come sosteniamo già dalla fine dello scorso anno, la ripresa a livello globale continua, ma ad un passo molto lento; prescindendo dal fattore Grecia, in Europa l’inizio del programma di QE ha mostrato segnali positivi, ma l’esperienza di Usa e Giappone insegna che il ritorno alla crescita è un percorso che necessita di molta costanza e altrettanto tempo. Allo stesso modo, anche i paesi BRIC hanno mostrato una crescita debole – con l’unica eccezione rappresentata dall’India – e la crescita globale ancora incerta, insieme al crollo dei prezzi delle materie prime verificatosi lo scorso anno, ha messo a dura prova molti mercati emergenti, ma siamo fiduciosi sulle prospettive di crescita di India, Brasile e Messico nel lungo termine, grazie alle riforme strutturali in atto in questi paesi. Per quanto riguarda l’energy, vediamo favorevolmente il segmento high-yield, dove, a nostro avviso, alcune società offrono attualmente valutazioni molto appetibili. (Ken Leech, CIO di Western Asset)

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Cinque motivazioni per cogliere le opportunità rappresentate dall’obbligazionario high yield, secondo Western Asset

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

London.bankofengland.arpLondra. Le preoccupazioni riguardo alla crescita globale, l’inizio di una politica monetaria restrittiva da parte delle Banche Centrali e la mancanza di liquidità sono tutti fattori che, negli ultimi tre mesi, hanno contribuito al deprezzamento dei titoli high yield. Secondo Western Asset, affiliata di Legg Mason, il settore ha attraversato il terzo trimestre peggiore degli ultimi tre anni, poiché gli investitori hanno preferito concentrare i propri risparmi nei Treasury USA ed altri titoli governativi.Come conseguenza, questa manovra di sell-off ha implicato un rimbalzo degli spread del segmento high yield statunitense, rispetto ai Treasury, da circa 340bp nel mese di Giugno fino a 500bp in Settembre. Michael Buchanan, Head of Global Credit presso Western Asset, ritiene che un movimento di tale ampiezza in un lasso temporale così ridotto abbia reso l’area dei titoli high yield una delle più interessanti nell’attuale panorama obbligazionario.Di seguito, illustriamo le cinque motivazioni che, secondo Buchanan dovrebbero indurre gli investitori oggi a considerare con interesse questa asset class: “In un contesto in cui i tassi d’interesse si attestano complessivamente su livelli molto bassi, i rendimenti intorno al 6%, o più elevati, offerti da alcuni titoli obbligazionari high yield hanno catturato l’attenzione degli investitori. A nostro avviso, in questo momento gli spread sono molto allettanti; se a ciò si aggiungono i rendimenti elevati e le cedole offerte dai titoli high yield, siamo di fronte ad un asset class che può veramente offrire forti opportunità, interessanti rispetto ad altre dell’universo fixed income”.“Anche se ci si aspetta che la Federal Reserve interverrà al rialzo dei tassi, presto o tardi, noi riteniamo che questi eventuali aumenti saranno quasi certamente marginali, ossia che il quadro monetario rimarrà sostanzialmente accomodante. Abbiamo goduto in questi anni di un enorme supporto da parte della Fed, che intende ora procedere con grande cautela ed infatti, a nostro avviso, la Fed continuerà a svolgere un ruolo importante a sostegno dell’economia, pur abbandonando la recente linea estremamente accomodante. Questo fattore rappresenta sicuramente un elemento positivo per gli investitori, poiché quando il movimento dei tassi non rappresenta una grande minaccia, l’obbligazionario in generale ed il settore del credito in particolare ne traggono sicuramente beneficio”.
“I rischi di default nel segmento high yield rimangono vicini ai minimi storici, proseguendo con un trend iniziato nel 2010. Nonostante un lieve rialzo rispetto al 2013, a nostro avviso il tasso d’insolvenza continuerà probabilmente a mantenersi sugli attuali livelli molto bassi o comunque varierà di poco, visto l’orientamento delle Banche Centrali”.I recenti sell-off hanno allontanato i timori legati alla possibilità del manifestarsi di una bolla “Conosco le caratteristiche di una bolla nel segmento high-yield ed il mercato attualmente non presenta i sintomi di nessuna di queste . Gli investitori devono quindi confrontare i rendimenti di questa asset class con quelli di altri prodotti obbligazionari ed a seguito della recente ondata di vendite, questi spread sono favorevoli”.“Nonostante siano leggermente peggiorati negli ultimi anni, i fondamentali dei titoli high-yield statunitensi appaiono ancora alquanto solidi. Sia che si parli di interest rate coverage, di leva finanziaria, di rischio di default, di capacità di generare free cash flow, tutti questi elementi sono ampiamente a favore del segmento dei titoli high-yield e ciò non è affatto cambiato”.
Legg Mason, Inc. è una società di gestione patrimoniale che opera a livello globale, con un patrimonio gestito pari a 707,8 miliardi di USD al 30 Settembre 2014. Legg Mason offre strategie d’investimento a gestione attiva attraverso i suoi numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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Small cap giapponesi sotto la lente

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

Legg Mason Building

Image via Wikipedia

Secondo Royce & Associates, la società del gruppo Legg Mason specializzata in società di piccole dimensioni, le valutazioni delle società a bassa capitalizzazione giapponesi stanno diventando sempre più interessanti, in particolare quelle di minore dimensione. Nonostante i dati recenti, che mostrano nel primo trimestre dell’anno una contrazione del Pil giapponese dello 0,9%, David Nadel, gestore del portafoglio del fondo Legg Mason Royce Global Smaller Companies Fund, è convinto che “il Giappone si riprenderà e che gli effetti delle sue difficoltà sull’economia globale non dureranno a lungo”.Secondo Nadel,conseguentemente al devastante terremoto e allo tsunami dello scorso marzo, le società giapponesi ora sono sotto la lente degli investitori alla ricerca di opportunità di investimento. “Alcuni investitori sono molto interessati alle opportunità, che potrebbero essere considerevoli, relative all’ambito della ricostruzione a lungo termine.
Per raccogliere quest’opportunità, il fondo Legg Mason Royce Global Smaller Companies Fund ha allocato il 10,71% dei suoi asset in Giappone*, raddoppiando il peso di questo paese aveva prima del terremoto e collocandolo, nella classifica per paesi, nella seconda posizione per grandezza dopo gli Stati Uniti, che rappresentano il 26,62% del portafoglio. Il fondo Legg Mason Royce Global Smaller Companies è stato lanciato il 31 dicembre 2009 e si avvale come benchmark di riferimento dell’indice Russell Global Small Cap Index. Nei 12 mesi precedenti al 31 marzo 2011, il fondo ha generato un rendimento del 34,42%**superando comodamente il benchmark, che è cresciuto del 22,68%.

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La cultura d’impresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

San Benedetto del Tronto 29 giugno ore 18.30 , Palazzina azzurra – Viale delle Palme è in programma il workshop dal titolo “Valorizzare la cultura dell’impresa e del Design nelle Marche tra memoria e futuro”, promosso, nell’ambito della Biennale internazionale del Design, dall’Associazione “Il Paesaggio dell’Eccellenza” che da anni opera per la valorizzazione della cultura industriale con 30 aziende marchigiane associate.  Nel corso dell’evento verrà illustrato, attraverso case history ed esperienze maturate durante l’attività associativa, come la valorizzazione della cultura d’impresa possa diventare un asset strategico nella comunicazione e nel marketing aziendale rispetto al mercato nazionale ed internazionale. In onore del tema della Biennale del Design promossa dell’Università di Camerino, inoltre, alcune aziende associate e (più un’azienda di fuori regione come l’Alessi) parleranno del loro rapporto con il Design in termini di processo produttivo.  Sono previsti gli interventi di Armando Elisei di Somigroup, Francesca Appiani del Museo Alessi, Marco Montemaggi, del Paesaggio dell’Eccellenza che farà anche da moderatore del dibattito, Domenico Guzzini della F.lli Guzzini e Roberto Carlorosi dello Studio Conti. Il pubblico presente in sala potrà intervenire al dibattito. L’incontro si concluderà con un buffet per tutti.
Questo evento si colloca nell’ambito dell’edizione “0” della “Biennale Internazionale del Design”, intitolata “Laboratorio di idee per l’innovazione e il futuro”, organizzata e promossa dalla Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” dell’Università di Camerino, con sede ad Ascoli Piceno, e dal Consorzio Universitario Piceno. E’ organizzata con il sostegno di Regione Marche, Provincia di Ascoli Piceno, Comune di Ascoli Piceno, Comune di San Benedetto del Tronto, Comune di Spinetoli, Comune di Offida, Confindustria Ascoli Piceno, Camera di Commercio di Ascoli Piceno, ADI – Associazione per il Disegno Industriale, Delegazione Marche Abruzzo Molise e con il contributo determinante della Fondazione CARISAP.

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“Service ed Asset Management 2010”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

Milano 24 Marzo alle ore 14.15 presso ATA Hotel Executive in Via L. Sturzo 45 incontro su “La corretta gestione delle risorse IT”  Le soluzioni più innovative in questo settore garantiscono la gestione  delle risorse e dei processi aziendali in un’unica architettura,  distinguendosi dalle altre in virtù dell’ottimizzazione del patrimonio IT  in dotazione all’impresa.  La disponibilità di informazioni strategiche in tempo reale consente  infine al management migliori e più veloci processi decisionali. Sarà un’occasione per i Dirigenti e per gli EDP Managers delle aziende per  intrattenersi nella sala DEMO con i relatori e con  i produttori italiani per ottenere informazioni utili e spiegazioni sulle  soluzioni disponibili. La partecipazione è gratuita ma è richiesta la pre-registrazione.

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Mercati emergenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

Batterymarch Financial Management, società del gruppo Legg Mason, ritiene che i rendimenti corporate dei mercati emergenti continueranno il trend rialzista anche nel 2010 e che, nonostante i mercati asiatici stiano vivendo una fase di sovraperformance e nello stesso tempo stiamo registrando delle correzioni significative, nel complesso questa asset class subirà un lieve perdita di valore.  Ray Prasad, di Batterymarch Financial Management, relativamente ai mercati azionari dell’area pacifico – asiatica, ha commentato: “Nel breve periodo, sembra che i mercati asiatici stiano entrando in una fase dove la sovraperformance potrebbe registrare uno spostamento settoriale, qualche volta in modo improvviso, con il potenziale per registrare di volta in volta correzioni significative all’interno dei settori. Ciò si potrebbe verificare manifestando nel complesso una lieve perdita di valore. Nel lungo periodo, la combinazione di valutazioni interessanti, prospettive di crescita superiori, solidi bilanci patrimoniali a livello statale, aziendale e familiare, ci spinge a essere fiduciosi nelle capacità dei mercati asiatici di assicurare buone performance”.  “Guardando avanti, ci aspettiamo che una larga parte della crescita mondiale sia guidata dall’Asia e dagli altri mercati emergenti. L’attività economica cinese, supportata da un miglioramento dell’economia statunitense, sarà la chiave per l’attuale contesto economico. Nel complesso, i mercati asiatici continuano ad offrire una crescita di rendimenti migliore del previsto e rispetto ai mercati sviluppati, come pure una solida redditività. Inoltre, le stime sui rendimenti si stanno rivalutando e sono in crescita in tutta l’Asia e risultano positive in tutta la regione dal momento che gli analisti prevedono una ripresa.”  Prosegue Ray Prasad sulle azioni dei mercati emergenti: “I driver macro economici e le dichiarazioni politiche stanno passando in secondo piano dato che gli investitori si focalizzano nuovamente sui fondamentali delle aziende e sulla selezione delle azioni. Società con un forte management e solidi bilanci patrimoniali trarranno beneficio dallo scoprire un ambiente in cui la fiducia dei consumatori aumenta, maggiore è la sicurezza occupazionale, dove si assiste ad una riduzione dei costi finanziari e in generale si assiste ad un aumento dell’attività economica.” “I mercati emergenti offrono ancora una crescita dei rendimenti attesi migliore di quella dei mercati sviluppati, così come una migliore profittabilità. La revisione delle stime sugli utili sono in aumento in tutti i mercati emergenti. Il rimbalzo delle valute considerate interessanti, forti riserve in valuta estera e un forte consumo interno in molti mercati emergenti continua a fornire un contesto favorevole per i rendimenti corporate”.
Batterymarch è una società affiliata interamente posseduta da Legg Mason  specializzata nel global equità con clienti istituzionali e subadvisory in Nord America, Europa e Asia. Pioniere negli investimenti quantitativi, Batterymarch è l’unico gestore di tipo quantitativo tra le società del gruppo Legg Mason. Al 30 settembre 2009 Batterymarch ha 20,4 miliardi di dollari di asset in gestione, inclusi 5,6 miliardi di dollari in asset sui mercati emergenti.
Legg Mason, Inc., con sede negli Stati Uniti a Baltimora, è uno dei maggiori gestori patrimoniali a livello mondiale con asset in gestione per 703 miliardi di dollari (al 30 settembre 2008). Con clienti in 180 paesi, Legg Mason è il nono asset manager a livello mondiale (fonte: Pensions & Investments, maggio 2008). Le società affiliate di investimento, interamente possedute ma indipendenti a livello operativo, operano nei mercati azionari e in quelli a reddito fisso nei principali mercati mondiali. Collettivamente offrono un vasto ventaglio di stili di gestione degli investimenti.  http://www.leggmason.it

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Comunicazione sanitaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

Verona 2 ottobre. presso il Centro Carraro conferenza su nuovi modelli organizzativi (team working), quali strumenti operativi per gestire la comunicazione. La relazione del professionista sanitario con i colleghi, pazienti e parenti dei pazienti ha un’assoluta centralità nell’ambiente sanitario ed ai medici ed agli operatori è richiesto sempre più di saper costruire e gestire un rapporto di comunicazione nell’ottica di uno scambio rispettoso, empatico ed attento. In un periodo storico in cui i paziente sono sempre più informati circa il proprio stato di salute, la comunicazione è il fondamento del rapporto medico – paziente, operatore – paziente in tutti i suoi aspetti: verbale, non verbale, emozionale, comportamentale.Nelle organizzazioni le persone, con le loro competenze e relazioni, sono l’asset strategico per generare valore. Le competenze trasversali (comunicative, motivanti, decisionali, di problem solving…) consentono di agire in contesti operativi diversi e sono diventate un indispensabile completamento di ruolo perché capaci di fare la differenza sul piano della qualità del servizio offerto. Cosa bisogna fare per essere efficaci nella comunicazione interpersonale? Come convincere e persuadere? Come informare? Come motivare gli altri? Come dare risalto alle proprie idee? Come  gestire i mezzi di comunicazione interna? Come organizzare una riunione vitalizzante? Se è vero che l’80% delle nostre ore giornaliere è dedicata a qualche forma di comunicazione il nostro successo passa attraverso una comunicazione efficace in ogni occasione. Impariamo a stabilire rapporti più coinvolgenti con gli altri. Non tutti infatti hanno compreso l’aiuto che può derivare dall’aumento della propria consapevolezza circa l’importanza e la strategicità di una efficace comunicazione interna ed esterna; dalla responsabilizzazione di ogni funzione nel processo di comunicazione integrata e diffusa; dall’incentivazione dei momenti di interscambio e dallo sviluppo di sinergie.

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Rights Plan

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

(Nasdaq:IDSY) (the “Company”), a leading provider of wireless asset management solutions, today announced that its Board of Directors adopted a limited duration shareholder rights plan (the “Rights Plan”) pursuant to which a dividend distribution of one preferred stock purchase right (a “Right” and collectively, the “Rights”) will be made for each outstanding share of the Company’s common stock. The Board of Directors adopted the Rights Plan to assure that the Company’s shareholders receive fair and equal treatment in the event of any proposed takeover of the Company, and to guard against partial tender offers, squeeze-outs, open market accumulation and other actions intended to gain control of the Company without paying all shareholders a fair price. The Rights Plan is not intended to and will not prevent an appropriate transaction at a full and fair price.  The Rights Plan, which is similar to the rights plans of other public companies, expires on the earliest to occur of  the close of business on the Sunset Date (defined below); (ii) the time at which the Rights are redeemed pursuant to the Rights Plan; or (iii) the time at which the Rights are exchanged as provided in the Rights Plan. Sunset Date is defined as July 1, 2012, unless the Board determines within 12 months prior to such date that July 1, 2012 shall not be the Sunset Date, then Sunset Date shall mean July 1, 2015, unless the Board determines within 12 months prior to such date that July 1, 2015 shall not be the Sunset Date, then Sunset Date shall mean July 1, 2018, unless the Board determines within 12 months prior to such date that July 1, 2018 shall not be the Sunset Date. In the event the Board determines that July 1, 2012, July 1, 2015 and July 1, 2018 shall not be the Sunset Date, then “Sunset Date” will mean the close of business on the tenth anniversary of the record date set by the Board of Directors. http://www.sec.gov.
About I.D. Systems: Based in Hackensack, New Jersey, with European business offices in Dusseldorf, Germany, I.D. Systems, Inc. is a leading provider of wireless solutions for managing and securing high-value enterprise assets, including industrial vehicles, such as forklifts and airport ground support equipment, and rental vehicles. The Company’s patented technology, which utilizes radio frequency identification, or RFID, technology, addresses the needs of organizations to control, track, monitor and analyze their assets. For more information, visit http://www.id-systems.com.

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Bombardier Aerospace vende otto aeromobili

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2009

Bombardier Aerospace ha annunciato oggi che la MIG Aviation 3 Limited, filiale della greca Marfin Investment Group Holdings S.A., ha siglato un ordine fermo per otto aeromobili Q400, tra cui cinque aerei di linea Q400 NextGen, più le opzioni per altri otto aerei di linea Q400 NextGen. In base ai prezzi di listino degli aerei di linea Q400 e Q400 NextGen, il valore del contratto per gli ordini fermi è di circa 224 milioni di US$ e potrebbe arrivare a 468 milioni di US$ se venissero esercitate le otto opzioni. Gli aeromobili Q400 e Q400 NextGen verranno operati con il brand Olympic Air dalla Pantheon Airways. La Pantheon Airways ha rilevato asset della Olympic Airlines e della Olympic Airways dal governo greco all’inizio di quest’anno. “Les avions de ligne Q400 sont une partie importante du programme de remplacement de la flotte d’Olympic, qui a pour but l’introduction de technologie de pointe dans la région de Grèce “, a affirmé Antonis Simigdalas, président-directeur général, Pantheon Airways. ” Les avions Q400 ont acquis une réputation enviable pour leur confort passagers, leur vitesse, les économies de carburant qu’ils consentent, leur empreinte environnementale réduite et leur technologie perfectionnée. Le nouvel aménagement intérieur des avions Q400 NextGen offre encore plus de confort aux passagers et nous croyons que cela permettra d’instaurer un nouveau niveau de service dans les réseaux régionaux de Grèce. Nous souhaitons la bienvenue à Marfin Investment Group et à Olympic Air dans notre liste croissante de client s du biturbopropulseur Q400 “, a déclaré Gary R. Scott, président, Bombardier Avions commerciaux. ” Les avions Q400 et maintenant les avions Q400 NextGen sont devenus populaires dans le monde entier en raison de leur efficacité énergétique, de leur confort passagers et de leur vitesse – qui permet l’intégration de leur horaire avec celui des avions à réaction. ” La transaction annoncée aujourd’hui porte le total des commandes fermes des avions de ligne Q400/Q400 NextGen à 355, dont 245 déjà livrés au 30 avril 2009. Ces avions sont en service ou en commande pour 31 exploitants dans le monde entier. À propos de Bombardier. Entreprise d’envergure internationale dont le siège social est situé au Canada, Bombardier Inc. est un chef de file mondial en solutions de transport novatrices, dans les secteurs des avions commerciaux et avions d’affaires, ainsi que dans ceux du matériel et des systèmes de transport sur rail et services connexes. Ses revenus pour l’exercice clos le 31 janvier 2009 s’élevaient à 19,7 milliards $ US et ses actions se négocient à la Bourse de Toronto (BBD). Bombardier fait partie des entreprises composant les indices de durabilité Dow Jones Sustainability World et Dow Jones Sustainability North America. Pour plus d’information, consulter le site http://www.bombardier.com.

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L’innovazione per uscire dalla crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

Roma 9 giugno Viale Tupini, 65 Auditorium della Tecnica di Confindustria ore 9.30 – 17.00 il Convegno Nazionale sull’Innovazione Governo, Regioni, Enti Locali e imprese per discutere insieme dell’innovazione come grande infrastruttura immateriale per far uscire il Paese dalla crisi. La crisi economica mondiale non si presenta né facile né breve. In questo scenario, i Ministri  della PA e dell’Innovazione, della Istruzione Università e Ricerca e dello Sviluppo Economico, assieme alle Regioni, agli Enti Locali, al sistema dell’Università e della Ricerca, al mondo imprenditoriale promuovono un Convegno nazionale con l’obiettivo di creare stabili alleanze per far dell’innovazione il principale asset per il recupero della competitività del Sistema Italia. Nella mattina intervengono la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, i rappresentanti dei tre Ministeri, il Ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, il Vice Presidente dell’OCSE Pier Carlo Padoan, il Vice Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Presidente della Regione Molise Michele Iorio, la Vicepresidente Confindustria Diana Bracco, il Sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia.  Modera: Gianni Riotta, Direttore de Il Sole24Ore. Conclude Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Le sessioni di lavoro del pomeriggio, aperte a tutti gli attori del sistema della ricerca e dell’innovazione, saranno dedicate a quattro aspetti chiave: innovazione e territorio, innovazione e imprese, innovazione e ricerca, innovazione e pubblica amministrazione. Le conclusioni della giornata e un programma di lavoro per il futuro saranno illustrate da Renato Ugo, Presidente dell’Agenzia per l’innovazione.

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